Decadimento cognitivo, oggi a Trieste incontro con Alberto Benussi a CasaViola: ecco come la scienza sta riscrivendo la diagnosi del professor Alzheimer

Prosegue a CasaViola, la struttura della de Banfield dedicata ai caregiver di persone con demenza, decadimento cognitivo o Alzheimer, il nuovo ciclo di incontri formativi a carattere divulgativo pensati per accompagnare i caregiver stessi lungo il percorso della diagnosi e l’affiancamento nella cura con strumenti concreti, informazioni e occasioni di dialogo diretto con specialisti del settore. Un’iniziativa che nasce dal bisogno, sempre più diffuso, di avere punti di riferimento chiari in un ambito complesso e spesso emotivamente faticoso come quello delle malattie neurodegenerative.

Folto pubblico a CasaViola.


Dopo il primo, partecipatissimo incontro dello scorso lunedì sulle demenze e le cure palliative, si prosegue oggi, 19 gennaio, alle 17.30, con l’appuntamento sul tema “Dalla genetica ai biomarcatori: come la scienza sta riscrivendo la diagnosi di Alzheimer”, con il professor Alberto Benussi, neurologo e professore associato all’Università di Trieste. L’incontro offrirà una panoramica chiara e aggiornata su come stanno cambiando le possibilità di diagnosi e prevenzione della malattia: dalla diagnosi precoce e biologica all’utilizzo dei biomarcatori e delle nuove tecniche di imaging cerebrale, fino al tema della genetica e del rischio familiare. Un’occasione preziosa per trasformare informazioni spesso frammentarie in conoscenza consapevole, utile per orientarsi con maggiore lucidità.
Il ciclo di incontri apre nuove possibilità di confronto, offrendo ai caregiver uno spazio protetto in cui fare domande, sciogliere dubbi e acquisire maggiore consapevolezza per affrontare le scelte che il percorso di malattia inevitabilmente comporta. Sono incontri in presenza, aperti a tutta la cittadinanza e condotti da professionisti e professioniste esterni, espressione della rete dei servizi e della ricerca sul territorio per mettere in dialogo saperi diversi – clinici, assistenziali, scientifici – e restituire alle famiglie una visione più ampia, accessibile e umana della cura. Gli incontri proseguiranno tra febbraio e marzo con altri quattro incontri.
In programma intanto anche le altre attività offerte dalla struttura: in particolare, sempre oggi, ma alle 15, il nuovo appuntamento con i “Lunedì in città”, iniziativa settimanale su prenotazione ad ingresso libero (040.362766 o mail a casaviola@debanfield.it) dove, per le due ore successive, la persona con demenza sarà affidata agli operatori che le guideranno in attività ricreative e di stimolazione cognitiva.

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In copertina, il professor Alberto Benussi dell’Università di Trieste.

Alzheimer e malattie neurodegenerative, a Trieste da oggi sei incontri a CasaViola tutti dedicati ai caregiver degli anziani

Da questo mese di gennaio CasaViola, la struttura della de Banfield dedicata ai caregiver di persone con demenza, decadimento cognitivo o Alzheimer, avvia un nuovo ciclo di incontri formativi a carattere divulgativo pensati per accompagnare i caregiver lungo il percorso della diagnosi e l’affiancamento nella cura con strumenti concreti, informazioni affidabili e occasioni di dialogo diretto con specialisti del settore. L’iniziativa nasce dal bisogno, sempre più diffuso, di avere punti di riferimento chiari in un ambito complesso e spesso emotivamente faticoso come quello delle malattie neurodegenerative. Accanto al lavoro quotidiano di supporto svolto dalle operatrici di CasaViola, questi appuntamenti aprono nuove possibilità di confronto, offrendo ai caregiver uno spazio protetto in cui fare domande, sciogliere dubbi e acquisire maggiore consapevolezza per affrontare le scelte che il percorso di malattia inevitabilmente comporta.


Il ciclo prevede sei incontri in presenza, aperti a tutta la cittadinanza e condotti da professionisti e professioniste esterni, espressione della rete dei servizi e della ricerca sul territorio. Un’occasione per mettere in dialogo saperi diversi – clinici, assistenziali, scientifici – e restituire alle famiglie una visione più ampia, accessibile e umana della cura. I primi due appuntamenti in calendario si terranno a gennaio, entrambi alle 17.30 negli spazi di CasaViola. Primo incontro oggi, lunedì, sul tema “Demenza e cure palliative: una guida per la qualità della vita”, con la dottoressa Raffaella Antonione, direttrice della Struttura Complessa della Rete di Cure Palliative e Hospice dell’Area Giuliana di Trieste. Un momento di approfondimento per superare l’idea che le cure palliative riguardino solo le fasi finali della vita e comprenderne invece il ruolo fondamentale lungo tutto il decorso della demenza: dalla condivisione delle decisioni quando la persona è ancora in grado di esprimersi, a una comunicazione trasparente sui bisogni e i sintomi, fino al sostegno indispensabile ai familiari e ai caregiver, protagonisti di un progetto di cura realmente personalizzato.
Lunedì 19 gennaio sarà, invece, la volta dell’incontro “Dalla genetica ai biomarcatori: come la scienza sta riscrivendo la diagnosi di Alzheimer”, con il professor Alberto Benussi, neurologo e professore associato all’Università di Trieste. L’appuntamento offrirà una panoramica chiara e aggiornata su come stanno cambiando le possibilità di diagnosi e prevenzione della malattia: dalla diagnosi precoce e biologica all’utilizzo dei biomarcatori e delle nuove tecniche di imaging cerebrale, fino al tema della genetica e del rischio familiare. Un’occasione preziosa per trasformare informazioni spesso frammentarie in conoscenza consapevole, utile per orientarsi con maggiore lucidità.
Tra febbraio e marzo, poi, sono previsti altri quattro incontri, sempre in presenza a CasaViola, con ulteriori specialisti esterni di cui verranno comunicati date, temi e relatori. Con questa nuova proposta formativa, CasaViola conferma la propria vocazione a essere non solo un luogo di supporto, ma anche uno spazio di conoscenza della cura, dove i caregiver possono sentirsi accolti, accompagnati e parte di una comunità che non lascia sole le persone più fragili né chi se ne prende cura ogni giorno. La partecipazione è libera previa prenotazione: casaviola@debanfield.it

Trieste, un Cinema per Amico domani al via all’Ariston con il grande Fred Astaire

Realizzato con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Cappella Underground e Casa del Cinema di Trieste, torna “Un Cinema per Amico”, la speciale rassegna cinematografica promossa dalla de Banfield al Cinema Ariston di Trieste, primo cinema “Dementia friendly” d’Italia. Il progetto prende il via domani, 10 gennaio, con il primo di sei appuntamenti mensili, tutti di sabato mattina alle 10, pensati per offrire un’esperienza cinematografica accogliente, inclusiva e accessibile, rivolta in particolare alle persone fragili e con decadimento cognitivo, ma aperta a tutta la cittadinanza: anziani, famiglie, caregiver e appassionati di cinema. Le proiezioni di “Un Cinema per Amico” sono concepite come “proiezioni morbide”, con luce soffusa, volume calibrato e un clima rilassato che permette di vivere il film senza rigidità, favorendo il benessere e la condivisione. Durante la mattinata è prevista una pausa conviviale con merenda, mentre in sala è sempre presente personale formato della de Banfield, pronto ad accogliere e supportare i partecipanti.

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Il film di Ester Ivakič

Approda alla 37ma edizione di Trieste Film Festival uno dei lungometraggi d’esordio più premiati nelle ultime stagioni, a livello internazionale: è il film della giovane regista Ester Ivakič, talento rivelazione del cinema sloveno. Ida who sang so badly even the dead rose up and joined her in song – questo il titolo del film – ha conquistato lo scorso novembre il Premio Speciale della Giuria 2025 del Torino Film Festival nella sezione lungometraggi, dopo aver vinto pochi giorni prima il Fipresci Award – riconoscimento della stampa cinematografica internazionale – a Ljubljana Film Festival e la Menzione speciale della Ecumenical Jury a Cottbus Film Festival, in Germania. Prodotto da Temporama con il sostegno dello Slovenski Filmki Center, il film aveva mosso i suoi primi passi con una affollata presentazione al Caffè San Marco di Trieste, e sarà proiettato nella serata di sabato 17 gennaio al Teatro Miela, alle ore 20.

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Il primo appuntamento, appunto in programma domani, prevede la proiezione del film “Papà Gambalunga” con l’indimenticabile Fred Astaire. La commedia musicale del 1955, diretta da Jean Negulesco, è tratta dall’omonimo libro. Racconta la storia di Judy (Leslie Caron), una giovane orfana, sola e senza prospettive. Un giorno però la sua vita cambia all’improvviso: all’orfanotrofio arriva un ignoto benefattore che, colpito dal suo talento nella scrittura, le offre la possibilità di frequentare l’università. In cambio Judy dovrà scrivergli una lettera al mese per raccontargli dei suoi progressi. La ragazza realizza finalmente tutti i suoi sogni, ma continua a sperare di conoscere quell’uomo generoso di cui ricorda solo una lunghissima ombra e che per questo chiama Papà Gambalunga. Riuscirà a incontrare il misterioso benefattore?
Il film, dunque, dà ufficialmente avvio all’edizione 2026 della rassegna, che proseguirà fino a giugno con cadenza mensile. I titoli verranno comunicati di volta in volta. La partecipaziIn copertina, il grande Fred Astaire protagonista della pellicola in programma domani a Trieste.one è gratuita, con prenotazione consigliata scrivendo a casaviola@debanfield.it. “Un Cinema per Amico” si conferma un progetto che unisce cultura e cura, capace di trasformare il cinema in uno spazio di relazione, ascolto e inclusione, dove ogni persona può sentirsi accolta e a proprio agio.

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In copertina, il grande Fred Astaire protagonista della pellicola in programma domani a Trieste.

Flash Mob di Special Olympics oggi a Città Fiera. In Fvg al via “Un Panettone per la Vita” e a Trieste con la De Banfield il Gruppo sollievo per l’Alzheimer

Torna, anche quest’anno, il Flash Mob di Special Olympics Italia, nato per celebrare con gioia e movimento il 3 dicembre, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Immancabile la partecipazione del Team Friuli Venezia Giulia che dà appuntamento a tutti oggi 23 novembre, alle 15, al Città Fiera di Torreano di Martignacco, nella piazza sotto la piramide. È proprio lì che atleti, volontari, allenatori, familiari, amici e supporter, si uniranno in un ballo sfrenato di poco più di due minuti al ritmo de “L’Ombelico del Mondo” di Jovanotti. La colonna sonora scelta per l’edizione 2024 del Flash Mob non è casuale, ma vuole essere un inno alla centralità dei prossimi Giochi Mondiali Invernali Special Olympics, organizzati per la prima volta in Italia, a Torino dall’8 al 15 marzo 2025. Il brano celebra infatti la diversità e l’unità, fa da metafora ad un luogo speciale, quello dove #StiamoGiàBallando. Per il terzo anno consecutivo, la coreografia è stata curata da Vito Coppola, vincitore in coppia con Arisa dell’edizione 2021 di Ballando con le Stelle; in collaborazione con Laura Manna. Per chi volesse unirsi, il tutorial è già disponibile su YouTube. Come di consueto, tutti i flash mob verranno ripresi per unirsi in un “unico ballo” attraverso un video-racconto lanciato il 3 dicembre su tutti i canali di Special Olympics Italia.
Il movimento in Friuli Venezia Giulia conta 11 Team ben distribuiti sul territorio, dalla Carnia a Trieste passando per la Bassa Friulana e il Pordenonese; oltre 130 atleti con una cinquantina fra dirigenti e tecnici seguono un programma di allenamento in varie discipline: in regione, oltre a nuoto e atletica, regine delle attività per numero di partecipanti, vengono praticati anche bocce, calcio, bowling, scherma, equitazione e basket. Special Olympics, fondato negli Usa da Eunice Kennedy Shriver nel 1968, ha compiuto lo scorso anno mezzo secolo di vita: propone ed organizza allenamenti ed eventi per persone con disabilità intellettiva e per ogni livello di abilità ed è presente in oltre 170 Paesi contando più di 4.500.000 atleti in tutto il mondo. Attraverso il percorso di allenamento e confronto sportivo, il movimento si pone come obiettivo quello di sviluppare ed accrescere il benessere fisico degli atleti, ma anche la propria autonomia e le relazioni con i volontari e tutta la comunità.

L’Associazione Donatori di Midollo Osseo torna nelle piazze del Friuli Venezia Giulia, da oggi al 15 dicembre, con l’iniziativa natalizia “Un Panettone per la Vita”. I volontari saranno presenti, con delle postazioni, in tutta la regione dove sarà possibile scegliere il proprio regalo solidale: un panettone (o un pandoro) elegantemente confezionato che, come dice il claim (Sono un tipo due volte buono) sono due volte buoni perché oltre al loro inconfondibile gusto aiutano a raccogliere fondi a sostegno delle numerose attività che l’associazione svolge sul territorio. «Chi aderirà all’iniziativa, in forma privata, oppure come azienda, seguendo l’esempio di molte realtà locali, che ringrazio, non si limiterà a sceglire un panettone o un pandoro, ma aderirà a un progetto, abbraccerà un sogno», ha ricordato Paola Rugo, presidente dell’Associazione donatori di midollo osseo del Friuli Venezia Giulia. “Un Panettone per la Vita” ha infatti permesso, negli anni, di informare la popolazione sulla donazione di midollo osseo, aumentando sensibilmente il numero dei donatori iscritti al registro. Perciò anche nel 2024 il ricavato sarà utilizzato da Admo Fvg per la gestione organizzativa e amministrativa di tutte le attività, per l’acquisto dei kit salivari, la gestione dei donatori, dei sanitari e moltissime altre iniziative indispensabili per continuare a informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza del dono di midollo osseo. Sarà inoltre attivo lo shop online (su www.admo.it) dove si potrà sostenere la campagna scegliendo i prodotti da ricevere direttamente a casa. Sempre sul portale dell’associazione sarà possibile effettuare una donazione libera a fronte della quale sarà inviata una e-card. L’elenco delle postazioni è disponibile anche sul sito www.admo.it nella pagina dedicata alla campagna del Natale 2024.

L’assistenza a persone con demenza e con malattia di Alzheimer, come ormai attestato ufficialmente dai dati nazionali, è garantita per almeno l’80% dai familiari o, in generale, dai cosiddetti “caregiver”. Com’è noto, l’Associazione De Banfield – attiva nel sostegno alle persone anziane fragili – ha creato ormai otto anni fa una struttura specificamente pensata per quei cittadini “invisibili” chiamati Caregiver, CasaViola, che riunisce un gruppo di professionisti da cui imparare cos’è la demenza, come si può comunicare con il familiare, come far fronte all’isolamento sociale e al carico di stress derivante dall’accudimento: una struttura costantemente al fianco di chi convive ogni giorno con persone con demenza offrendo, gratuitamente, incontri di consulenza, supporto psicologico e attività formative.
CasaViola mette adesso in campo una nuova attività che amplia la sua offerta: da oggi, parte il nuovo Gruppo sollievo, un servizio attivo dalle 10 alle 12 proposto esclusivamente a gruppi di persone con demenza. Si tratta di un’iniziativa che ha il duplice scopo di supportare i caregiver lasciando loro due ore di tempo libero dai compiti di cura, e di proporre alcuni esempi di terapia non occupazionale alle persone con disturbo neurocognitivo. Per accedere sarà sufficiente accompagnare la persona con demenza a CasaViola nella fascia oraria indicata: per le successive due ore, la persona sarà affidata alle cure dell’Associazione e degli operatori di S.O.F.I.A. per la famiglia, che proporranno, di volta in volta, diverse attività legate a terapie non farmacologiche. Il nome dell’iniziativa è “Sabato in città” ed è sostenuta da Fondazione CRT.
Da segnalare, tra le imminenti attività della de Banfield, anche il ritorno, da lunedì 25 novembre, del Mercatino di Natale: le volontarie dell’Emporio della Solidarietà porteranno anche quest’anno le loro creazioni nell’atrio della Camera di Commercio in piazza della Borsa a Trieste. Attraverso una donazione sarà possibile ricevere un panettone o un pandoro avvolto da una delle loro borse fatte a mano. Come ogni anno saranno disponibili anche i sacchetti di cioccolatini. Tutte le donazioni verranno destinate alle attività a domicilio dell’Associazione.

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In copertina, ecco il Flash Mob a Città Fiera nella passata edizione.

 

“La nonna sul pianeta blu”: fino al 28 le iscrizioni al concorso letterario

Raccogliere storie di memoria, in particolare quella fragile e perduta, riunire testimonianze di chi è stato o si trova accanto a un malato di Alzheimer: tutto questo è al centro della seconda edizione di una fortunata iniziativa letteraria avviata lo scorso anno, con grande partecipazione da tutta Italia, dall’Associazione de Banfield di Trieste, impegnata da oltre trent’anni nel sostegno e l’ascolto delle persone anziane e fragili. I termini per iscriversi al concorso “La nonna sul pianeta blu, dedicato a brevi racconti di “memoria smarrita”, unico nel suo genere a livello nazionale, sono aperti fino al 28 febbraio prossimo. L’Associazione de Banfield è in prima linea con CasaViola, la struttura espressamente ideata per chi si prende cura dei malati di Alzheimer, nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica su una problematica che solo in Italia coinvolge oltre 1 milione e 200 mila persone, lavorando in particolare sul riconoscimento e il sostegno dei caregiver, ovvero dei familiari che assistono le persone colpite da questa grave patologia. Il titolo del concorso, che lo scorso anno ha registrato oltre 150 partecipanti, è ispirato ad una frase pronunciata proprio da una caregiver che frequenta la struttura triestina: “Quando le parlo mi guarda senza capire e mi sembra se ne stia là, sul suo pianeta blu…”.

Michela Marzano


La giuria del concorso – composta dal direttore del quotidiano Il Piccolo Enrico Grazioli, dai giornalisti Marinella Chirico della sede Rai Fvg, Cristiano Degano, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Fvg, e Francesco De Filippo, responsabile della sede regionale dell’Ansa, nonché dal titolare della libreria Minerva Tommaso Contessi, dagli scrittori Flavio Pagano e Ilaria Tuti, e dal neurologo Ferdinando Schiavo – è ancora presieduta dalla filosofa e scrittrice Michela Marzano. Come spiega la vicepresidente della De Banfield, Maria Teresa Squarcina, «il concorso letterario che abbiamo ideato vuole essere un’occasione per dare voce ai familiari di persone con demenza, per raccontare le loro storie, ma anche per farli sentire meno soli. Abbiamo voluto attingere alla ricchezza e intensità di sentimenti che sappiamo connotare l’esperienza del rapporto con il malato di Alzheimer così che questa iniziativa letteraria diventi portavoce del mondo sommerso, silenzioso e poco riconosciuto dei caregiver».
Si chiede che scritti inediti – con una lunghezza minima di quattro, fino a un massimo di sei cartelle – raccontino proprio il senso di estraneità che può prendere quando si è in contatto con chi viene colpito da deterioramento cognitivo, da qualche forma di demenza: la persona che conoscevamo sembra, infatti, sparire, dissolversi. Naturalmente, le esperienze narrate potranno anche riguardare quanto vissuto nel difficile periodo della pandemia che ha reso tutto più difficile per gli anziani con demenza e le persone che li accudiscono.
Al concorso, aperto a tutto il territorio nazionale, sono già giunti decine di racconti da tutta Italia. Anche quest’anno i migliori 20 racconti saranno pubblicati in una raccolta con una prefazione firmata dalla stessa Marzano.

Photo Costanzo

Il regolamento completo del concorso “La nonna sul pianeta blu” è visionabile sul sito www.debanfield.it
Il concorso può contare sul patrocinio della Federazione Alzheimer Italia, dell’Ordine dei Giornalisti Fvg e del Coordinamento Associazioni Alzheimer Fvg. Info e spedizioni: concorsoletterario@debanfield.it (infoline 040.362766).

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In copertina e all’interno il dramma degli anziani colpiti dalla terribile malattia di Alzheimer.

Alzheimer, oggi la Giornata europea dedicata ai familiari dei malati

Eurocarers, il network europeo delle Associazioni che lavorano per e con i caregiver familiari di cui fa parte, assieme ad altre tre eccellenze italiane, anche Casa Viola – la struttura di sostegno ai “curacari, in particolare a chi si prende cura dei malati di Alzheimer, creata 4 anni fa dall’Associazione De Banfield di Trieste -, ha indetto per oggi 6 ottobre la Prima Giornata Europea del Caregiver Familiare allo scopo di dare visibilità e riconoscimento alle persone che si occupano di parenti con disabilità o malattie invalidanti. È ufficiale che l’80% dell’assistenza a queste persone è fornita dai familiari: nessun sistema socio-sanitario potrebbe resistere a lungo senza il loro essenziale contributo. In Italia si contano più di 4 milioni di caregiver familiari, pari al 7% della popolazione, ma stime non ufficiali ne arrivano a contare fino a 16 milioni (il 27% della popolazione). Come più volte evidenziato a gran voce dalla De Banfield, non c’è ancora una forma condivisa di riconoscimento e di supporto per questo contributo, che meriterebbe di essere riconosciuto con la tutela e il sostegno di una legge nazionale sul modello di leggi regionali già approvate in alcune regioni italiane, ma non ancora in Friuli Venezia Giulia.
In occasione della Giornata europea del Caregiver, Eurocarers ha attivato un’iniziativa, sottoscritta anche da Casa Viola, nei confronti degli europarlamentari con l’invio di una lettera che li invita ufficialmente a farsi portatori delle esigenze dei caregiver. Per sostenere attivamente la ricerca sui bisogni dei “curacari”, inoltre, il centro triestino supporta anche il progetto di ricerca internazionale Entwine, che prevede la somministrazione online di un questionario finalizzato alla comprensione delle esperienze dei caregiver familiari e dei loro assistiti in Italia, Regno Unito, Israele, Paesi Bassi, Svezia, Grecia, Irlanda, Germania e Polonia. Proprio Casa Viola è stata in questi anni protagonista di una ricerca – una delle più imponenti sull’argomento a livello nazionale – per tracciare il profilo dei caregiver e le loro necessità. Prendersi cura di persone con malattia di Alzheimer e anziani affetti da demenza implica, infatti, la gestione di dinamiche complesse: è fonte di elevato stress e disagio psicologico, procura ansia, depressione, deterioramento della salute e isolamento sociale. Esaminando i dati – in questi anni di attività, sono passate da CasaViola più di 650 persone – si è ottenuta una rappresentazione del profilo “tipo” del caregiver che è soprattutto donna over50, con uno stretto grado di parentela (figlia o moglie). Scopo della ricerca, è quella di monitorare la salute dei caregiver, individuando soluzioni che rendano meno difficile prendersi cura della persona con demenza.
L’epidemia di Covid-19 non solo ha aggravato le sfide che i caregiver familiari devono affrontare normalmente, ma sta anche evidenziando la natura essenziale dell’assistenza da loro fornita, poiché milioni di persone in Italia e in tutta Europa sono diventate caregiver familiari dei propri cari negli ultimi mesi. Le misure di confinamento messe in atto con lo scopo di contenere i contagi hanno ulteriormente esacerbato il loro isolamento, hanno causato disagio e creato situazioni familiari difficili. Queste misure continueranno ad avere un impatto sui caregiver familiari e sulle loro famiglie maggiore che sulla popolazione in generale.

Porte aperte al museo

Il Museo apre le porte alle persone affette da Alzeheimer e ai loro caregiver: è questo il proposito della nuova iniziativa al centro del progetto “Memorabili Armonie” che l’Associazione De Banfield mette in campo in collaborazione con il Comune di Trieste e il Rotary Club Trieste Nord. Alle numerose attività di supporto alle persone affette da questa patologia – che solo a Trieste affligge circa 6mila persone, numero che sale quasi a 20mila guardando all’intera regione – la De Banfield affianca adesso un nuovo progetto nel segno dell’inclusione, per rendere la comunità cittadina sempre più capace di comprendere le difficoltà delle persone con demenza, restituire loro dignità e autonomia, diminuire la paura e lo stigma sociale che il decadimento cognitivo porta con sé. Obiettivo dell’Associazione De Banfield è l’inserimento di Trieste nella rete delle comunità amiche delle persone con demenza per rendere la città, con i suoi spazi, le sue iniziative e le sue relazioni sociali, pienamente fruibile per le persone con decadimento cognitivo evitando qualsiasi forma di isolamento. Il progetto è stato illustrato il 30 settembre – giornata che concludeva il mese “dedicato a chi dimentica” – dal presidente dell’Associazione De Banfield Emilio Terpin e dalla vicepresidente Maria Teresa Squarcina, dall’assessore alla Cultura Giorgio Rossi, dall’assessore al Sociale Carlo Grilli, dalla presidente del Rotary Trieste Nord Fedra Florit, dalla direttrice del Servizio Musei e Biblioteche Laura Carlini Fanfogna e dal Conservatore del Museo Schmidl, Stefano Bianchi.
Proprio da questi presupposti nasce il progetto “Memorabili armonie” che coinvolge il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste: dopo una prima fase di formazione del personale e di alcuni piccoli adeguamenti della struttura, verranno organizzate una serie di visite al Museo Teatrale dedicate a piccoli gruppi di persone con Alzheimer a cui si offrirà un’esperienza multisensoriale, con l’obiettivo di sollecitare emozioni e stimolare la reminiscenza. Nel merito, la prima fase di avvio prevede l’allestimento all’interno del museo di un’area di accoglienza priva di barriere cognitive studiata per rendere la rassicurante la permanenza. Al personale del museo sarà garantita una formazione per avere un approccio corretto con il malato di Alzheimer e il suo caregiver, dove riceverà indicazioni sulle modalità di comunicazione più efficace nel caso di persone con demenza, con la possibilità di metterle in pratica attraverso brevi esercitazioni. Nella fase successiva si organizzeranno cinque visite al Museo Teatrale a cui parteciperanno ogni volta non più di 4 persone con Alzheimer accompagnate dai loro caregiver. I partecipanti verranno guidati alla visita del museo da un educatore e da un musicoterapeuta. Attraverso l’osservazione di oggetti scelti e un accompagnamento musicale verrà favorita un’esperienza multisensoriale, con l’obiettivo di sollecitare emozioni e stimolare la reminiscenza. Il progetto vuole sottolineare l’importanza della musicoterapia come tecnica utile a migliorare le attività funzionali e a ridurre i disturbi del comportamento nel malato di Alzheimer o di altre forme di decadimento cognitivo. I caregiver avranno la possibilità di seguire la visita o ritrovarsi in un luogo separato con uno psicologo per confrontarsi sulle problematiche legate al loro ruolo in un’ottica di mutuo aiuto.
Il progetto si inserisce in un modello di intervento sociale che vuole essere uno strumento attivo di benessere sia per la persona con demenza che per la sua famiglia. In questo modo si offre un importante stimolo alle persone affette da demenza attraverso le emozioni suscitate dall’arte e si permette loro di partecipare attivamente alla vita sociale e culturale della comunità evitandone l’isolamento. Allo stesso tempo, i caregiver grazie a questa attività possono utilizzare al meglio le risorse personali e comunitarie nell’affrontare una situazione complessa. Non ultimo la collettività intera è sensibilizzata ad espandere la consapevolezza delle problematiche associate alla demenza. Il progetto si propone di coinvolgere circa 40 beneficiari, tra le persone con demenza e le loro famiglie, anche se l’auspicio è che la comunità intera risenta positivamente di un’iniziativa che promuove l’inclusione e la conoscenza attraverso la cultura.

Quella panchina viola

Piccolo e delicato, il fiore comunemente chiamato “non ti scordar di me” è divenuto il simbolo, con il suo colore viola, della malattia di Alzheimer. E proprio questo è il colore che in settembre è stato il simbolo in tutto il mondo di “chi dimentica”, il mese dell’Alzheimer che è culminato il 21 settembre nella “Giornata mondiale dell’Alzheimer”, nata per sensibilizzare tutta la popolazione su una patologia che solo in Italia colpisce circa seicentomila persone, mentre un milione sono quelle che soffrono di demenza, con un dato di circa 6mila persone a Trieste e tra le 15 e le 20mila in Friuli Venezia Giulia. I numeri crescono rapidamente e il mondo scientifico è ancora alla ricerca di una cura risolutiva. Attorno alle persone con demenza, almeno altri tre milioni di familiari, operatori sanitari, assistenti sono impegnati nel compito difficile del prendersi cura.
Impegnata da oltre trent’anni sul fronte delle demenze e dell’Alzheimer, l’Associazione De Banfield onlus è al fianco delle famiglie con progetti specifici di sostegno: prestito di ausili sanitari, assistenza domiciliare, programmi di mobilizzazione, attività a supporto dei caregiver. Proprio in coincidenza con la Giornata mondiale dell’Alzheimer, la onlus triestina ha presentato un’iniziativa del tutto inedita, tanto a livello regionale che nazionale, realizzata con il patrocinio del Comune di Trieste: la consegna alla città della prima panchina colorata di viola. Si tratta di una delle panchine dell’inizio di Viale XX settembre, davanti alla fontana del Giano bifronte, un gesto semplice ma “indelebile”, che una vuole offrire il segno tangibile di una comunità che vuole essere amica delle persone con demenza, per ridare loro dignità, combattere i pregiudizi e affiancare chi se e prende cura.
Le attività che l’Associazione De Banfield ha messo in atto per il mese di settembre sono state suggellate anche dalla presentazione del libro di racconti “La nonna sul pianeta blu” nato dalla prima edizione dell’omonimo concorso letterario, unico nel suo genere a livello nazionale, che ha attirato oltre 140 partecipanti da tutta Italia. Racconti commoventi e toccanti, tante storie e testimonianze che hanno fatto emergere il mondo sommerso di chi è vicino a una persona affetta da Alzheimer. La giuria presieduta dalla filosofa e scrittrice Michela Marzano aveva selezionato i 20 migliori racconti – cinque da Trieste e regione – raccolti adesso in questa pubblicazione. La presentazione ufficiale del libro è avvenuta durante un incontro in cui la stessa Marzano ha dialogato in video da Parigi con il direttore del quotidiano Il Piccolo Enrico Grazioli, anch’egli membro della giuria. La presentazione, introdotta dal presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano, ha fornito anche l’occasione per aprire ufficialmente il bando per la seconda edizione del Concorso che chiuderà i termini a gennaio 2021.