Udine Servizi, oltre 10 milioni di fatturato: crescerà ancora l’assistenza per aiutare le imprese ad affermarsi

Chiude il 2022 con un fatturato consolidato di 10,3 milioni di euro Udine servizi srl, la società strumentale di Confartigianato-Imprese Udine che garantisce il proprio supporto, principalmente nel settore della contabilità, delle paghe e della sicurezza sul lavoro (ma non solo), a 3.283 clienti professionali. I ricavi sono consolidati, vale a dire la somma del turnover realizzato l’anno scorso da Confartigianato Fvg srl e Udine servizi Srl, riunite dal 2019 al 2022 sotto il cappello di Confartigianato Servizi Fvg srl. Con l’anno in corso Udine servizi srl è tornata a camminare da sola. «Per il 2023 – stima il presidente della società, Daniele Cuciz – ci attendiamo un risultato simile, appena inferiore al 2022 non già per la contrazione dell’attività operativa, che anzi è leggermente cresciuta, ma per la “pulizia” di alcune partite intercompany».
Il punto sull’andamento della società di servizi e sui progetti di sviluppo che l’attendono nel futuro prossimo è stato fatto durante un incontro ospitato al Bearzi dove i vertici dell’azienda hanno riunito tutto il personale – 120 dipendenti (di cui 90 donne) al lavoro in 14 uffici dislocati in tutta la provincia di Udine – per raccontare a chi materialmente fa camminare ogni giorno la società quali sono gli investimenti in programma e quali sono le previsioni.
Il presidente Cuciz assieme al direttore della srl Elsa Bigai ha illustrato progetti in itinere e pronti a partire. Tra questi l’attivazione del workflow digitale, vale a dire l’eliminazione della carta sia internamente che esternamente: per processi autorizzativi, permessi e ferie ai propri dipendenti e per la trasmissione di documenti, utilizzando il web ed il mobile, esteso anche alle aziende clienti. Nel 2023 prosegue la formazione continua, «targhettizzata per ognuno dei nostri collaboratori – fa sapere il direttore Bigai – perché l’obiettivo è garantire risposte sempre più di qualità ai clienti e si può raggiungere solo investendo sullo sviluppo delle persone». Le risposte peraltro non sono solo quelle date al mondo dell’artigianato. L’operatività della società di servizi spazia per molti campi, passando da altre tipologie d’impresa per arrivare alle persone con il Caaf e i servizi digitali.
«Rinnoveremo il sito della servizi e i nostri social per far capire che la società offre un bouquet di servizi che va molto oltre la sola gestione di paghe e contabilità che pure rappresentano una parte sostanziale dei nostri ricavi», aggiungono Bigai e Cuciz. «Un esempio? Siamo gli unici in grado di dare consulenza sui requisiti professionali per aprire un’attività, che si tratti di un salone di parrucchiere o di una carrozzeria» fanno sapere dalla Servizi che da poche settimane ha anche avviato uno sportello dedicato ai bandi comunitari, nazionali e regionali, per aiutare le imprese a districarsi in quella che di primo acchito può apparire una giungla burocratica e per accompagnarle poi nella realizzazione dei progetti. E ancora, a luglio è stato aperto uno sportello dedicato agli appalti pubblici, «fondamentale secondo noi alla luce dell’andata a regime della nuova legge sugli appalti e di tutte le risorse messe a disposizione dal Pnrr, risorse che – concludono Daniele Cuciz ed Elsa Bigai – le imprese artigiane, se opportunamente accompagnate, possono intercettare aprendosi nuovi spazi di mercato».

—^—

In copertina, ecco un momento dell’incontro tenutosi all’Istituto Bearzi di Udine.

Quando conviene il superbonus? Ecco le risposte (oggi webinar) degli Artigiani

(g.l.) “Superbonus 110%: quando conviene davvero?”. Confartigianato-Imprese Udine oggi risponde, prendendo in esame alcuni casi pratici, nel corso del webinar che si terrà dalle 15 alle 15.45 nell’ambito della tre giorni digitale dedicata al bonus 110% organizzata da Udine e Gorizia Fiere. Nell’occasione, i relatori scioglieranno dubbi, risponderanno alle domande e offriranno al pubblico esempi e casi pratici per mostrare come funziona in concreto la misura. Non sempre, infatti, il Superbonus è la risposta adatta a ogni esigenza. Così, Confartigianato-Imprese Udine – l’organizzazione guidata da Graziano Tilatti – affianca le aziende e i loro clienti nella gestione delle diverse e complesse fasi previste per l’accesso al Superbonus 110%: dal primo check-up formale alla pre-fattibilità tecnica e fiscale, dalla progettazione esecutiva all’accompagnamento bancario e assicurativo, dall’asseverazione tecnica al visto di conformità per la cessione del credito d’imposta. Relatori saranno il dottor Lorenzo Mazzolini, coadiutore di direzione di Confartigianato Servizi Fvg Srl, e l’ingegner Roberta Flora, Artema Studio Tecnico associato, con l’aiuto dei quali, attraverso l’illustrazione di alcuni casi studio, si potrà scoprire l’effettiva convenienza della maxi-agevolazione prevista dal Governo.

Graziano Tilatti


Proprio per dare queste importanti risposte – riguardo, per esempio, alla necessità di ristrutturare casa, sostituire la caldaia o rinnovare gli infissi, nonché fare il cappotto per l’isolamento dell’abitazione – Udine e Gorizia Fiere ha organizzato il primo ed unico evento digitale dedicato al Superbonus110%: da oggi a sabato sarà online a disposizione gratuita di tutti, mettendo a fuoco le misure di incentivazione introdotte dal decreto-legge “Rilancio” del 19 maggio 2020 e che puntano a rendere più efficienti (Ecobonus) e più sicure (Sismabonus) le abitazioni. Il meccanismo del superbonus prevede la possibilità di effettuare i lavori a costi molto ridotti e le possibilità di detrazioni sono diverse: un’occasione da non perdere per chi desidera effettuare migliorie alla propria casa. Una grande opportunità che la Fiera coglie e sviluppa promuovendo l’incontro tra le aziende, i professionisti del settore con il “visitatore digitale” dell’iniziativa, ovvero verso tutti i potenziali fruitori della detrazione fiscale, che si applica sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022.

Lucio Gomiero


L’evento digitale creato dalla Fiera si muove all’interno del sito www.fierasuperbonus110.casamoderna.it che consente gratuitamente al visitatore registrato di muoversi con facilità all’interno delle diverse voci di interesse, di conoscere e fare domande alle aziende i cui prodotti e servizi rientrano nei benefici fiscali, ai professionisti che spiegheranno gli aspetti tecnici e di fattibilità e quelli finanziari legati alla cessione del credito.
Al webinar di apertura, online stamane fino alle 11.45, su quali sono le Ricadute economiche e ambientali del SuperBonus 110% e quali sono i vantaggi per cittadini e imprese, intervengono Lucio Gomiero, amministratore unico Udine e Gorizia Fiere, Maria Lucia Pilutti, segretario generale della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Francesca Nieddu, direttrice Area Fvg Banca Intesa San Paolo, Daniele Cuciz, consigliere delegato di Confartigianato Servizi Fvg Srl e Giuseppe Liotta, presidente &Co energie condivise.
«Partecipiamo con convinzione a questa anteprima digitale di Casa Moderna cui auguriamo il successo che merita – afferma il presidente Tilatti -. Il mondo della casa diventerà da qui in avanti una grande occasione di sviluppo e rilancio economico grazie alla rigenerazione, riqualificazione e riduzione del rischio sismico, operazioni che siamo impegnati a sostenere anche con una piattaforma che incrocia domanda e offerta, le migliori imprese con le richieste dei committenti».

L’evento digitale su www.fierasuperbonus110.casamoderna.it 

—^—

In copertina, si lavora a una ristrutturazione. Foto tratta dal sito ufficiale di Udine e Gorizia Fiere.

Il Covid non piega l’artigianato Fvg che tiene con l’edilizia. Ma niente crescita

(g.l.) Per ora l’artigianato friulano può gridare al “miracolo”, perché, nonostante i durissimi contraccolpi causati dalla crisi sanitaria, e dalle conseguenti misure anti-contagio, il sistema ha fortunatamente tenuto, anche se la crescita si è purtroppo interrotta, e quindi rinviata, e ci sono state meno start up giovanili, oltre a meno investimenti. Ma è il minimo che ci si potesse aspettare in questo momento di grande difficoltà in tutti i settori, dalla quale non poteva restarne esente proprio quello artigiano. Il tunnel da attraversare, però, è ancora lungo e quella luce là in fondo è ancora lontana da raggiungere, per cui ora la scommessa è vedere se con il 2021 e in particolare con la tanto attesa fine della pandemia il sistema sarà in grado di tornare a camminare, pur con adeguati sostegni – come quelli messi in campo dall’Unione Europea -, e poi a correre. Anche perché la volontà di farlo c’è, come pure la capacità. «Restiamo con il fiato sospeso, aspettando la fine dell’emergenza per tirare le somme», ha sentenziato infatti Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg.

Daniele Cuciz e Graziano Tilatti.


Anno, dunque, difficile, anzi difficilissimo, indimenticabile, questo 2020 che finalmente ci sta per lasciare anche per le imprese artigiane che tuttavia, sotto il profilo della tenuta numerica, hanno appunto dimostrato ancora una volta grande resilienza, cioè marcata capacità nel saper affrontare e superare il momento avverso. E, nell’attesa di poter valutare compiutamente i dati dell’anno, l’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine ha messo in fila quelli registrati da marzo a novembre, parziali sì, ma utili ad avere una prima idea di cosa abbia significato per la grande famiglia degli artigiani Fvg la pandemia di Covid-19 o Coronavirus che dir si voglia. A livello di stock, la variazione a fine periodo è stata positiva, +67, su un totale di 27.613 imprese artigiane. Segno più che, però, non deve ingannare.

«Temiamo – ha detto ieri mattina, aprendo la conferenza stampa di fine anno, il presidente Tilatti – che diverse imprese abbiano stretto i denti e tenuto aperto per non perdere i ristori, ma che una volta finita la pandemia decidano di chiudere». Timore ovviamente fondato che, però, a oggi non è certificato dai numeri. Le iscrizioni hanno infatti superato, pur di poco, le cancellazioni ed è sulle imprese che hanno aperto i battenti che ieri si è concentrato Tilatti: «Queste imprese hanno regalato un segnale di vivacità a tutto il sistema. Sono i nostri nuovi driver, specie nel settore delle costruzioni, che com’è noto per ogni euro speso ne produce quattro». In questo quadro preoccupante, l’edilizia dunque è il comparto che si è dimostrato maggiormente vivace. Dopo anni di fatiche, nella scorsa, indimenticabile primavera ha messo a segno un’inattesa inversione di tendenza: «Il settore era in contrazione dal lontano 2006 – ha evidenziato infatti il responsabile dell’ufficio studi, Nicola Serio -. Dopo 15 anni di contrazione a maggio ha ripreso a camminare chiudendo a +167 imprese nel periodo per un totale di 13.725 imprese a novembre contro le 13.558 di marzo». Effetto Superbonus. «Gli incentivi messi sul piatto dal Governo nazionale hanno di certo spinto in positivo la demografia del settore che ora speriamo continui la sua curva positiva», ha aggiunto il presidente che ha colto l’occasione per ringraziare la struttura di Confartigianato per aver fatto fronte al momento straordinario, in modo più che sufficiente a sentire gli associati, che negli ultimi giorni sono stati coinvolti in un sondaggio sugli effetti del periodo Covid. Il giudizio che hanno dato sull’azione delle associazioni di categoria è stato positivo nell’84% dei casi. Una soddisfazione per la dirigenza e per il personale, «che in questi mesi si è fatto in quattro – ha aggiunto il presidente di Confartigianato Udine Servizi, Daniele Cuciz – senza mai badare all’orologio». Una capacità di resistenza che, per fortuna, si ritrova tra le file delle nostre imprese. E che non può che essere un ottimo indicatore per guardare con un po’ di ottimismo al futuro.

Tornando ai dati, il Fvg è una delle prime regioni in Italia per livelli di attività simili al pre-emergenza. Il 50,5% delle imprese (artigiane e non) della regione hanno infatti registrato attività simili al pre-Covid durante il 2020, più che a livello nordestino (47,3%) e nazionale (41,6%). La tenuta ha però un rovescio della medaglia, ci sono state, come si diceva, meno start up giovanili, oltre a meno investimenti, meno passaggi da società di persone a società di capitali. Insomma, il sistema ha tenuto, ma la crescita si è interrotta. La scommessa ora, come si diceva, è vedere se con il 2021 e in particolare con la fine della pandemia il sistema sarà in grado di tornare a camminare e poi, auspicabilmente, a correre. Perché i problemi non mancano, come segnalano gli artigiani (75) che hanno partecipato al sondaggio lampo. Il 47% di questi denuncia di aver avuto un calo di fatturato che in media si attesta al 30%, il 45% denuncia un aumento dei costi per la gestione dell’emergenza, il 40% la mancanza di liquidità, il 35% i ritardi nell’erogazione degli ammortizzatori sociali, il 28% l’esclusione dai ristori. «Restiamo con il fiato sospeso – ha affermato il presidente Tilatti – aspettando la fine dell’emergenza per tirare le somme, certi che purtroppo qualcuno chiuderà, speriamo in bonis. Ciò nonostante, il sentiment che ci arriva dalle imprese è la voglia di riprendere il cammino. Speriamo ora che quella voglia, che è palpabile in questi ultimi giorni dell’anno, non venga delusa dall’indecisione del Governo nazionale sull’utilizzo delle risorse europee. Abbiamo bisogno di quell’iniezione straordinaria di investimenti per far ripartire l’economia e abbiamo bisogno di regole chiare e snelle, che ci lascino lavorare, liberi dalle zavorre della burocrazia. Termino rivolgendo a tutti, un augurio per un 2021 all’insegna della ripartenza – ha concluso Tilatti -, in particolare agli operatori del sistema sanitario che hanno trascorso in prima linea questi mesi e a quelli dell’informazione che ci hanno sempre dato voce».

—^—

In copertina, l’edilizia è il settore che meglio di tutti ha reagito alla crisi.

Confartigianato Udine a fianco di Sappada e delle sue 45 imprese

Guarda alla montagna Confartigianato-Imprese Udine e in particolare a quella di Sappada, new entry in Friuli Venezia Giulia, che i vertici dell’associazione di categoria hanno appena visitato incontrando il sindaco Manuel Piller Hoffer al quale hanno offerto la massima collaborazione. Sostegno alle imprese esistenti – 45 in tutto quelle artigiane insediate nell’ex cittadina veneta per un totale di 92 addetti – e supporto nello sviluppo di un nuovo modello di gestione della futura area artigianale. Un’area che nelle intenzioni dovrebbe consentire a Sappada di riunire in un unico luogo le piccole e piccolissime imprese, al momento dislocate senza ordine sul territorio comunale, ma che «stentiamo a far partire per via di problemi urbanistici» ha fatto sapere Piller Hoffer, spronando il presidente provinciale di Confartigianato, Graziano Tilatti, ad offrire la massima collaborazione all’amministrazione comunale. «Sia per sbrogliare la matassa delle questioni urbanistiche – ha detto Tilatti – sia per immaginarne la gestione futura. Non ci servono più zone con infrastrutturazione pesante, abbiamo bisogno invece di ripensare quelle esistenti in funzione di una maggiore flessibilità dei capannoni, di una loro possibile trasformazione nel tempo, anche in ottica green, e di realizzarne ex novo in chiave innovativa».

Sappada in questo senso potrebbe far da apripista. «L’idea di un’area artigianale – ha ricordato Piller Hoffer – nasce circa 15 anni fa come volontà degli amministratori locali su spinta degli operatori. Abbiamo soprattutto attività che girano intorno al turismo: falegnamerie, segherie, aziende edili, idraulici, elettricisti. La volontà è quella di partire con un’area innovativa». «Un’area in cui – è il suggerimento avanzato dal presidente Tilatti – potreste dar gambe a un consorzio volontario con un moderno modello di gestione: basta cattedrali nel deserto, bisogna iniziare a costruire, anche con l’aiuto del pubblico, capannoni più piccoli, ritagliati sulle reali necessità di chi andrà ad utilizzarli e concederli a canone calmierato. Il tutto per arrivare dopo un certo periodo di tempo all’acquisto o alla restituzione del bene così che possa essere riadattato e utilizzato da altri. In questo modo – ha aggiunto il leader degli artigiani friulani – eviteremo i casi di fallimenti seguiti da capannoni che restano vuoti e creano un danno non solo alle imprese, ma anche alle pubbliche amministrazioni e al territorio».

Tilatti, che a Sappada è stato accompagnato dal consigliere delegato di Confartigianato Servizi Fvg, Daniele Cuciz, dal segretario di Confartigianato-Imprese Udine, Gian Luca Gortani, dalla coordinatrice delle zone Paola Morocutti e dal direttore del Cata Fvg, Alessandro Quaglio, ha – come detto – offerto a Piller Hoffer massima collaborazione. Non a parole, ma con i fatti: aprendo dall’autunno un recapito dell’associazione e organizzando in collaborazione con il Cata un incontro pubblico durante il quale illustrare le varie linee contributive attivate dalla Regione Fvg, le convenzioni e i servizi dell’associazione nonché le novità relative al microcredito, figlie della recente operazione messa a segno da Confartigianato Udine assieme a Friulia, Cassa Centrale Banca, Confidi Gorizia e Confartigianato Fvg.

—^—

In copertina e qui sopra l’incontro dei vertici di Confartigianato Udine con gli amministratori di Sappada.

 

Confartigianato servizi in prima linea con le imprese Fvg

Chiusa al pubblico ma sempre operativa, praticamente 7 giorni su 7, per far fronte alla mole di lavoro raddoppiata e alla pioggia di richieste provenienti dalle aziende, bisognose più che mai di un punto di riferimento al quale aggrapparsi. Confartigianato Servizi Fvg, la società nata un anno e mezzo fa dalla volontà comune delle associazioni territoriali di Udine e Trieste, fa un primo bilancio del lockdown, che se da un lato ha paralizzato la maggior parte delle imprese, dall’altro ha richiesto uno sforzo straordinario da parte della Srl e dei suoi 160 dipendenti. Circa la metà hanno lavorato in smart working, il resto all’interno delle 28 sedi, chiuse al pubblico ma operative per dare risposte agli oltre 4.000 clienti che la società ha in portafoglio per un valore di circa 11 milioni di euro (fatturato 2019).
«Oltre al lavoro che svolgono normalmente, i nostri uffici si sono trovati a gestire le domande, affiancandosi al patronato, per l’attivazione della cassa integrazione e per i 600 euro, nonché a rispondere a centinaia di telefonate di artigiani spaesati in cerca di chiarimenti sulle norme in continua evoluzione. In questo senso – afferma il vicedirettore di Confartigianato Servizi Fvg, Maurizio Pastorello -, oltre al lavoro di sempre e a quello straordinario legato all’attivazione degli ammortizzatori sociali e alla richiesta dei contributi, il personale ha svolto un fondamentale ruolo anche di supporto umano e assistenza psicologica alle aziende che si sono sentite smarrite. Un lavoro, quest’ultimo, che non ha conosciuto sabati e domeniche. Dinanzi alle necessità dei clienti ci siamo messi a completa disposizione».

Pastorello plaude al lavoro dei dipendenti. «Voglio ringraziare tutti loro, che assieme al presidente Graziano Tilatti, al consigliere delegato Daniele Cuciz e al direttore Enrico Eva sono stati pronti ad organizzare e dare impulso a questa intensa attività». La Srl è stata, se possibile, ancor più presente, alla luce della chiusura di molti studi professionali, di commercialisti e consulenti. «Chiusi loro, molte aziende si sono rivolte a noi per la gestione delle pratiche legate all’emergenza Covid-19, che per scelta abbiamo svolto a titolo gratuito. Il lavoro in surplus non ci ha fruttato alcuna marginalità – sottolinea Pastorello – a dimostrazione del ruolo sociale e sindacale che la società ha voluto giocare in questo difficile momento. In vista della Fase 2, anche Confartigianato Servizi Fvg si è riorganizzata».
Conclude il vicedirettore: «Il 4 maggio riapriamo al pubblico cercando di contingentare il più possibile le presenze. Abbiamo dotato di mascherine tutti i dipendenti, di gel igienizzante e schermi in plexiglass ogni ufficio e cercheremo di concedere lo smart working ai dipendenti più fragili, continuando ad avere la sensibilità di sempre nella possibilità di conciliare lavoro e famiglia. Anche Confartigianato avrà bisogno della vicinanza dei clienti associati, per superare uniti e forti questo impegnativo periodo e guardare al futuro con rinnovata fiducia».

—^—

In copertina, Maurizio Pastorello; all’interno, il presidente di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti.

Gli artigiani friulani donano le mascherine all’Ospedale di Udine

Con l’emergenza Coronavirus che ha trasformato le mascherine chirurgiche in un bene poco meno che introvabile, diverse aziende del settore moda di Confartigianato-Imprese Udine – costrette dal Governo a tenere le braccia conserte, non rientrando tra i codici Ateco abilitati al prosieguo dell’attività – si sono temporaneamente riconvertite. Oggi producono mascherine “sartoriali” di grande qualità, realizzate tutte a mano, con tessuti di pregio e diverse piegature che consentono al presidio di aderire meglio al viso. Un lotto di queste mascherine, opera della capocategoria provinciale del comparto moda, Gloria De Martin, è stato donato dall’associazione all’Ospedale di Udine.
“E’ un gesto con il quale abbiamo voluto significare tutta la nostra stima e vicinanza nei confronti del personale sanitario, sia medico che infermieristico, impegnato in prima linea in queste difficili settimane di emergenza – hanno commentato il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, e il consigliere delegato di Confartigianato Servizi Fvg, Daniele Cuciz -. Queste mascherine vogliono essere il segno tangibile dell’apprezzamento che il mondo artigiano ha per loro, per l’impegno, la professionalità e anche il coraggio che ogni giorno mettono nel loro lavoro, al fianco dei malati di Coronavirus”.

Gloria De Martin

—^—

In copertina, l’Ospedale di Udine.

Coronavirus, “tsunami” sull’artigianato Fvg: il crollo è del 50%

“I numeri parlano chiaro. L’emergenza da Coronavirus si è abbattuta sul mondo dell’artigianato come uno ‘tsunami’ producendo un danno che solo nei mesi a venire potrà essere calcolato in tutta la sua gravità”. Lo ha detto ieri il presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg, Graziano Tilatti, aprendo la conferenza stampa che ha visto intervenire in streaming, assieme a lui, i presidenti di tutte le unioni territoriali provinciali. I dati sono allarmanti: se a inizio anno gli artigiani friulani stimavano un aumento del 25% del fatturato nel 2020, all’inizio di marzo la previsione è radicalmente mutata. A dirlo è l’integrazione all’indagine congiunturale svolta dall’ufficio studi dell’associazione di categoria che in questi primi giorni di marzo è tornato ad interpellare, assieme ad Irtef, un significativo campione di imprese sugli effetti dell’epidemia.

Tilatti con i suoi collaboratori.

Dati drammatici. Il risultato del sondaggio parla chiaro. Da un saldo d’opinione sul fatturato estremamente positivo, come detto pari al +25%, si è passati nell’arco di poco più di un mese al -50%. “E’ il peggior risultato da quando svolgiamo l’indagine – ha commentato il responsabile dell’ufficio studi, Nicola Serio, illustrando i dati -. A questo si aggiunga che molti artigiani lavorano su commessa e al momento non sono ancora in grado di stimare l’effetto negativo dell’emergenza, potranno farlo solo tra alcuni mesi”. Ai dati emersi dall’indagine congiunturale, l’associazione ha affiancato quelli ricavati da un sondaggio online che restituisce diverse difficoltà: dalla cancellazione degli ordini, che a marzo interessa 7 artigiani su 10, alla consegna delle materie prime che sta mettendo in difficoltà 4 artigiani su 10.

Appello al Governo. “Chiediamo una proroga vera ai pagamenti. Spostare i termini al 30 aprile è un primo passo, ma non è sufficiente”, ha dichiarato il presidente Tilatti invocando un pacchetto di misure a sostegno delle piccole, piccolissime e medie imprese che vada dalla sospensione dei mutui e dei pagamenti in genere, al potenziamento della cassa integrazione per i dipendenti, alla concessione di liquidità immediata che possa poi essere restituita nel lungo termine. “Sono queste le azioni che chiediamo al Governo, quanto alla Regione ieri è stato approvato un primo, importante disegno di legge che mette a disposizione risorse per commercio, turismo e anche per l’artigianato di servizio. Dialogheremo costantemente con l’amministrazione regionale, che ringraziamo per questo primo intervento, affinché risponda in modo ancor più efficace alle difficoltà del nostro mondo che oggi è qui, unito, a testimoniare sì la gravità della situazione, ma anche a dimostrarsi determinato nel superarla”.

Troppo poco 30 aprile. Quattro province di Confartigianato insieme, unite a Cna e Ures per l’artigianato del Fvg. L’emergenza impone unità e le territoriali oggi hanno dimostrato una volta in più la capacità dell’artigianato di rispondere alla sfida come un corpo unico. I presidenti provinciali si sono fatti eco. “Quella dei pagamenti al 30 aprile non è una proroga, ma una presa in giro – ha detto Silvano Pascolo, numero uno degli artigiani pordenonesi -. Il termine lo decideremo, a fine emergenza, sapendo già oggi che la condizione minima dovrà essere il 31 dicembre. Senza sanzioni, senza interessi”. Ariano Medeot, presidente dell’associazione di Gorizia, ha chiesto che i Comuni sospendano il patto di stabilità liberando risorse e che la Regione posticipi i termini dei bandi Cata. “Perché ora come ora le imprese non investono, sono bloccate. Ci serve tempo per superare l’emergenza sanitaria e poi economica”. “La più grande emergenza conosciuta dall’Italia repubblicana”, gli ha fatto eco Dario Bruni, presidente di Confartigianato-Imprese Trieste. Una situazione straordinaria che richiede misure straordinarie. “Domani – ha fatto sapere Bruni – il comitato di presidenza di Confidi Fvg adotterà soluzioni per far fronte alla mancanza di liquidità delle imprese, ma il Confidi, lo sappiamo, eroga garanzie, il resto lo fanno le istituzioni, che devono in questa fase essere al nostro fianco”.

Europa nel mirino. Più d’una critica è stata rivolta all’Europa e alle sue istituzioni, ancora una volta poco determinanti se non, nel caso di alcuni Stati membri, addirittura ostili nei confronti del Paese e, considerata la peculiarità del Fvg in quanto regione di confine, anche del nostro territorio. Si è sfiorata la chiusura del confine con la Slovenia, nonostante siano “numerosi gli sloveni che lavorano in Fvg e sempre più anche gli italiani che per ragioni di lavoro attraversano il confine. La prospettiva di una sua chiusura – ha detto Andrea Sik, direttore dell’Unione regionale economica slovena (Ures) – ha creato nei giorni scorsi non poche preoccupazioni, che poi fortunatamente si sono risolte”.

Smart working. Laddove possibile, per i 200 dipendenti in forze tra Unione e Società di servizi, è stato attivato lo smart working, nel resto dei casi vengono osservate tutte le disposizioni del ministero in ordine alle distanze e ai dispositivi di protezione individuale. “Continuiamo a fare il nostro lavoro, ad assicurare assistenza alle imprese che specie in questo momento non devono sentirsi abbandonate – ha assicurato il consigliere delegato di Confartigianato-Servizi Fvg, Daniele Cuciz -. Lo facciamo con grande professionalità, attenti alla salute dei nostri dipendenti e degli associati, ai quali nonostante questa fase di difficoltà garantiamo regolarmente i servizi”.

Una sede associativa in Friuli.

A Cividale nuova “casa” per gli artigiani. E Tilatti bacchetta il governo

Le imprese artigiane di Cividale e delle Valli del Natisone possono contare da lunedì sulla nuova sede territoriale di Confartigianato-Servizi Fvg aperta nell’area direzionale di via Gaetano Perusini, alle porte della città ducale. Per la società, braccio operativo di Confartigianato-Imprese Udine oltre che di Trieste nel campo dei servizi, si tratta di un importante investimento, di un segnale forte, di vicinanza e sostegno alle aziende di una zona non semplice qual è quella delle Valli. Zona che, mentre altri abbandonano, Confartigianato decide di presidiare una volta in più. Da qui l’importante investimento in strutture e persone messo a disposizione dell’economia locale.
“Questo nuovo ufficio è la dimostrazione plastica di come Confartigianato continui ad investire in servizi sempre più efficaci, per essere al fianco delle imprese e offrire loro tutto il supporto possibile e al passo con i tempi – ha detto, come riferisce una nota, il presidente dell’associazione provinciale, Graziano Tilatti, inaugurando sabato i nuovi spazi assieme al presidente del Friuli Orientale, Giusto Maurig, e al consigliere delegato di Confartigianato-Servizi Fvg, Daniele Cuciz -. Siamo grati alle amministrazioni comunali per la vicinanza che a loro volta hanno dimostrato alle imprese, in questi ultimi, difficili anni di crisi, meno al governo nazionale, che ancora una volta in queste settimane sta dimostrando d’essere incapace di trovare una quadra sui conti, responsabilità che tenta poi maldestramente di scaricare sulle spalle di altri dando il via all’ennesima caccia alle streghe contro le imprese, specie le piccole e piccolissime”.

L’intervento di Tilatti.


Non l’hanno dimenticato invece istituzioni e politica di “casa”, come dimostra la partecipazione in forze all’inaugurazione di sabato che ha visto tra gli altri intervenire il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, i consiglieri regionali Mariagrazia Santoro ed Edy Morandini, il deputato Roberto Novelli e una folta rappresentanza di amministratori locali, sia delle Valli del Natisone che del Manzanese, dal vicesindaco di Cividale, Daniela Bernardi, che ha portato il saluto della città, al sindaco di Remanzacco, Daniela Briz, a quello di Chiopris Viscone, Raffaella Perusin. Presenti anche Luca Tropina, delegato per la Cciaa di Pordenone-Udine dal presidente Giovanni Da Pozzo, che ha portato anche il saluto della Cna, Ariano Medeot, presidente Confartigianato-Imprese Gorizia, e monsignor Livio Carlino, arciprete di Cividale, che ha benedetto la nuova “casa” degli artigiani in città, aperta tutti i giorni (sabato e domenica esclusi) dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17 (venerdì solo la mattina).

—^—

In copertina, il taglio del nastro inaugurale alla nuova sede di Confartigianato a Cividale.