Villalta, oggi a Cjase di Catine è l’ora di “Storie sotto il Gelso”

L’ombra fresca di un gelso, un prato verde su cui accomodarsi, il vento tra i capelli e la splendida cornice del Curtîl de Cjase di Catine a Villalta di Fagagna. Non c’è luogo migliore per viaggiare con la fantasia tra “Le Storie sotto il Gelso”: serie di appuntamenti dedicati ai bambini dai 5 anni in su. Raccontare storie è il modo più bello per abitare il tempo e le relazioni. Damatrà, con il progetto Capovolgere all’infinito – progetto di Damatrà realizzato con il contributo del Dipartimento per le politiche della famiglia (Presidenza del Consiglio dei Ministri) e con il patrocinio del Comune di Fagagna -, chiama a raccolta sotto il gelso, ancora una volta, la comunità dei bambini oggi, 30 agosto, il 6 e il 13 settembre sempre alle 17!. Sempre nell’ambito di Capovolgere all’infinito nelle prossime settimane sono in programma anche nuovi laboratori di comunità: il 24 e 25 settembre, l’1, 2, 8 e 9 ottobre. Per info: Damatrà 0432.235757, info@damatra.com.

IL PROGETTO – Capovolgere all’infinito è un percorso di scoperta e valorizzazione di ogni luogo e delle persone che lo vivono. Ma anche una scoperta per le persone stesse che abitano questi territori, a volte considerati periferici, ma che possono essere portatori di nuove centralità, rovesciando punti di vista consolidati per aprirsi in maniera creativa al cambiamento. Lasciarsi capovolgere all’infinito. Un progetto di Damatrà realizzato con il contributo del Dipartimento per le politiche della famiglia (Presidenza del Consiglio dei Ministri) e con il patrocinio del Comune di Fagagna, in collaborazione con: Murice Società Cooperativa Sociale, APS Minoranza Creativa, O.I.Ko.S onlus, Istituto Statale d’Istruzione secondaria superiore “E. Mattei”, Istituto comprensivo di Pozzuolo del Friuli, Wild Routes APS, Puntozero Società Cooperativa e Associazione Menti Libere.

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In copertina, i racconti sotto il Gelso a Villalta in una foto di Alice Durigatto.

 

Capsule del tempo, protagonisti 150 ragazzi di sei Comuni friulani

Le hanno chiamate Imperfetto, Star, Capsula 22, Piper, Gerry e Rita. Sono le “capsule del tempo”, chiuse e sigillate, che i circa 150 ragazzi coinvolti nel progetto educativo e didattico “Il filo e le tracce” hanno consegnato agli amministratori dei Comuni friulani partner (Cormons, Fagagna, Latisana, Nimis, Palmanova e Cervignano), strappando loro una promessa: custodirle e renderle visibili solo ai posteri in precise date, a partire dal 2035 e fino al 2072. Quelle piccole “casseforti” – contenenti il video realizzato a conclusione dell’attività laboratoriale e alcuni messaggi al futuro lasciati dagli studenti – sono custoditi all’interno di biblioteche o sale consiliari, sotterrati in giardini, o in piazza.
«È stato bello vedere la partecipazione attiva dei ragazzi, che si sono messi in gioco portando dei pezzetti importanti della loro vita sotto forma di fotografie, scritti, racconti, registrazioni audio. Ma è stato altrettanto piacevole vedere l’attenzione e la sensibilità delle amministrazioni coinvolte – ha fatto sapere Simone Ciprian, presidente dell’associazione culturale Bottega Errante, che ha ideato il progetto in collaborazione con le cooperative Damatrà e Itaca, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia -. Grazie a questo progetto crediamo di aver fatto capire agli studenti che la storia studiata sui libri e talvolta tacciata come “noiosa”, in realtà è tutt’altro che noiosa. Perché è fatta di persone, esattamente come loro».
“Il filo e le tracce” è infatti un’iniziativa destinata alle scuole secondarie di primo e secondo grado che si è fondata sull’idea che le opere d’arte, compresa la letteratura, siano rappresentazione della realtà. A partire da questa considerazione l’obiettivo principale del progetto è stato quello di far incontrare gli studenti con gli autori, i libri, le storie e la Storia. Grazie all’incontro (anche solo virtuale) con gli autori friulani Antonella Sbuelz, Chiara Carminati e Paolo Patui, gli studenti hanno potuto moltiplicare i propri punti di vista e comprendere le motivazioni che portano a decidere di scrivere di Storia. Ma soprattutto hanno potuto far tesoro dell’approccio umano che ha condizionato le singole scelte autoriali, elemento, questo, difficile da ricavare dai manuali e che invece ha permesso loro di aprire gli orizzonti temporali e spaziali conducendoli nella fase 2 del progetto, durante la quale hanno potuto fare altre esperienze attraverso le letture proposte da una più ampia bibliografia di scrittori nazionali e non solo, nelle quali rintracciare e analizzare il contenuto storico, il metodo e la documentazione che ha generato i testi. Non solo: è stato proposto loro di far tesoro dei modelli analizzati provando a collocare le proprie esperienze di vita nel flusso della storia. Gli studenti sono stati quindi chiamati a raccontare i “tempi interessanti” – ovvero quelli che potranno far parte, un domani, della storia – vissuti in prima persona, cercando nella letteratura le suggestioni e gli strumenti per narrare gli accadimenti a partire da un punto di vista particolare e personale.

A Colloredo di Monte Albano il Bestiario dei bambini

Oggi, alle 16 e alle 18, a Colloredo di Monte Albano, nel parco delle scuole, tutti i bambini a partire dai 5 anni potranno partecipare ai laboratori esperienziali di “Fare Bestiario” che fa parte del più ampio percorso di Bestiario Immaginato, nel 2020 alla sua settima edizione con un ampio progetto in corso e un evento finale, atteso a fine settembre, dedicato a “Il congresso dei bambini. Dare la parola, raccogliere la testimonianza”. Il laboratoro è a ingresso gratuito e ha unn numero limitato di posti, per poter garantire di stare insieme con le giuste distanze; è necessaria la prenotazione via mail a info@damatra.com; in caso di maltempo, tutte le sessioni sono rimandate a domani.

Accanto al laboratorio odierno, molti altri se ne sono tenuti dal 20 luglio sui territori comuni che promuovono e sostengono il progetto – capofila Damatrà Onlus – e hanno già coinvolto 500 bambini: i piccoli “esploratori” sono chiamati a mettersi in gioco mappe alla mano per scoprire dove può nascondersi la grande creatura del Bestiario 2020. Focus dei laboratori e di tutto il progetto è, infatti, l’avventura di Enea, un bambino di sette anni, che da qualche tempo si è accorto che dalle sue parti le cose non sono più come prima. Enea immagina una creatura enorme, la immagina sotto un lenzuolo perché seppur grande non si vede…
La metafora con la realtà è quanto mai forte e vicina, visto il complesso periodo che noi tutti (e in particolare i più piccoli) abbiamo passato e stiamo passando con l’epidemia: la paura di ciò che non si vede, un “tabù” che tutti sappiamo esistere, con il quale conviviamo ma che non sappiamo bene cosa sia, che però ci chiede di ricalcolare le distanze, di cambiare la manifestazione dei legami e delle relazioni tra persone, di ridefinire gli spazi. Queste le esperienze su cui quest’anno Bestiario Immaginato vuole riflettere, per fare esperienza della creatività come strumento di incontro sociale.

Nel corso dei laboratori, i bambini vengono invitati a lavorare insieme nel rispetto delle distanze ma senza paura, esplorando i materiali, i colori, le relazioni, la distanza: cosa vuol dire prendere un sacchetto di colore rosso e immergere una mano dentro, senza paura? Cosa vuol dire ascoltarsi con gli occhi coperti da una benda e usare grandi bastoni non come armi ma come strumenti per comprendere la distanza con gli altri bambini? Cosa vuol dire contare il numero di passi che formano un cerchio tenuto da una corda? Finalmente i piccoli esploratori della realtà si rimettono a “dire e fare qualcosa insieme”, in un momento nel quale questo sembra essere ormai un’impresa eroica.
Questi laboratori, come molti altri e unitamente ad altre esperienze di Bestiario Immaginato, andranno a comporre una storia collettiva che sarà presentata come risultato di questa settima edizione. La grande storia collettiva convergerà nelle due giornate conclusive del “Congresso dei bambini: dare la parola, raccogliere la testimonianza. I due eventi si terranno il 26 settembre, al Castello di Colloredo, dove sarà presentata un’installazione multimediale (con proiezioni, videomapping, pannelli visivi) che metterà insieme tutte le storie raccolte nell’ampio percorso e per spiegare la storia di Enea attraverso la metafora della bestia come l’immaginario collettivo. E il 27 settembre, a Cividale dove il Congresso dei Bambini presenterà invece un percorso d’arte relazionale: un itinerario guidato, con tanti racconti audio raccolti tra le persone, che tra pannelli, immagini, testi scritti e fotografie guideranno il visitatore attraverso il racconto del Bestiario Immaginato restituito dalle tante persone della comunità.

Il Congresso dei bambini sarà anche portato a Parigi e in Slovenia e Croazia in ottobre, grazie alla collaborazione con l’associazione Art Source (Francia) e con le città di Capodistria (Slovenia) e Pola (Croazia) che ospiteranno le performance nate dal Bestiario Immaginato e la presentazione del catalogo d’arte relazionale “Dal Parlamento del Friuli al Congresso dei Bambini”. Il Parlamento del Friuli è, infatti, fonte d’ispirazione per l’iniziativa finale di Bestiario Immaginato 2020: fu la prima assemblea d’Europa e fu chiamato ad accogliere tutte le voci del territorio che, mantenendo l’obbligo dei propri doveri, reclamavano diritti e avanzavano richieste, esigenze, necessità. Allo stesso modo oggi il Congresso dei Bambini darà spazio di rappresentanza alle voci dell’infanzia, coraggiose e spavalde.
Il progetto dunque è pronto anche ad oltrepassare i confini nazionali promuovendo l’immagine della regione come incubatore di idee, sostenitore di realtà interessanti che si muovono nell’ambito del teatro partecipato, contaminando linguaggi artistici valorizzando il ruolo dei giovani. restituendo anche all’estero le due mostre interattive e multimediali.
Bestiario immaginato è un elaborato percorso, incentrato sui temi già esposti prima, che ha coinvolto e sta coinvolgendo molte comunità (Fagagna, Pagnacco, Martignacco, Moruzzo, Remanzacco, Colloredo di Monte Albano, Tavagnacco, San Vito di Fagagna) come parte attiva di un racconto che verrà restituito in forma artistica e interattiva a settembre.

BESTIARIO IMMAGINATO 2020 – SETTIMA EDIZIONE
capofila del progetto DAMATRÀ ONLUS
direzione artistica ANDREA CIOMMIENTO
per info DAMATRÀ ONLUS
0432.235757
info@damatra.com
#bestiarioimmaginato

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In copertina, un bambino impegnato in “Fare Bestiario” . (Foto di Alice Durigatto)