Focus sui giovani che non studiano e non lavorano: domani a Udine il Teatro del Silenzio invita a riflettere sul loro disagio

Un’intensa riflessione sul disagio giovanile, con un focus sull’emergenza dei “Neet”, i giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione: domani 6 agosto, alle 21, il Teatro del Silenzio propone a Udine, nella corte di palazzo Morpurgo, lo spettacolo “Il Mostro”, che si prefigge di stimolare la riflessione su dinamiche attuali quanto preoccupanti. Inserito nel programma di “Estate in Città” e finanziato dal Comune di Udine, l’evento impegnerà sulla scena l’attrice e autrice Federica Sansevero e la musicista Cristina Spadotto.
«Qualsiasi risposta al fenomeno – commenta Federica Sansevero – risulta inevitabilmente semplicistica, inadeguata a cogliere la complessità di una condizione che attraversa dimensioni psicologiche, sociali ed economiche, intrecciate l’una all’altra. Per dare loro voce abbiamo scelto una forma giocosa, capace di stemperare la tensione. Sul “palco”, così, ci sono una Neet in forma di mima – o meglio, di clown beckettiano -, una moderna piccola fiammiferaia, e una nonna sciamana, una presenza arcaica che porta con sé il richiamo al sacro, alla magia, alla poesia. Questa contrapposizione generazionale non cerca la facile opposizione tra passato e presente, ma esplora la possibilità di un dialogo tra diverse forme di sapere».

Ingresso libero, con prenotazione a federicasansevero@gmail.com

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In copertina, lo spettacolo teatrale di domani in una immagine di Ingrid Wight.

Quelle giovani spose friulane di fine Ottocento e quel bastoncino spezzato: “Crac” va in scena stasera a Lestizza

Una giovane sposa friulana di fine Ottocento, alle prese con i rituali matrimoniali documentati dal professor Gian Paolo Gri nel suo libro “Cose dell’altro mondo”, e un’artista contemporanea alla ricerca di una nuova definizione del Femminile: è sul filo di questo confronto tra epoche e culture diverse che si sviluppa lo spettacolo “Crac”, nuova produzione del Teatro del Silenzio di Udine, al debutto oggi 2 luglio (sipario alle 20.45) nell’auditorium comunale di Lestizza. Il titolo, “Crac”, evoca il suono di un bastoncino spezzato e lanciato alle spalle, antico rituale che segnava per la sposa l’accettazione della separazione dalla famiglia d’origine: un gesto simbolico, che nello spettacolo diventa la metafora dell’apertura al cambiamento, della sua accettazione.
In scena, assieme all’attrice e autrice Federica Sansevero, la giovane cantautrice Cristina Spadotto (del cui cd “Il canto della dea” sarà disponibile, nell’occasione, la ristampa) e la danzatrice Sufi Francesca Ferah della Bernardina, la cui partecipazione conferisce al progetto una dimensione internazionale. Il linguaggio scenico fonde gestualità e parola, creando un ponte fra generazioni e, appunto, dimensioni sociali e culturali lontane. L’approccio narrativo, influenzato dalle tecniche della clownerie (grazie alla consulenza di Davide Peressutti, di Circo all’Incirca), offre un’esperienza teatrale che sfida i canoni tradizionali delle rappresentazioni sceniche. A firmare scenografia e costumi è Gioele Lodolo.

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In copertina, l’attrice Federica Sansevero; all’interno, una danza di Sufi.

Debutta questa sera a Udine “Il Mostro”: un’anteprima sul disagio giovanile

Un anno di indagine e di studio del fenomeno dei “Neet” – in italiano “Né-né”, ovvero persone che non studiano, non lavorano e non cercano una formazione – è sfociato nello spettacolo “Il mostro”, accurata e inquietante fotografia del disagio giovanile “scattata” dal Teatro del Silenzio Aps, che proporrà l’evento scenico in anteprima oggi, alle 20.30, al Palamostre di Udine.
Scritto e interpretato dall’attrice Federica Sansevero, affiancata sul palco dalla musicista Cristina Spadotto, “Il mostro” – progetto finanziato dalla Fondazione Friuli e patrocinato dal Comune di Udine – spalanca dunque una finestra, attraverso il teatro di maschera e l’arte del clown, su un tema di stretta attualità e di alto interesse.
«In Italia – spiega Sansevero, che ha costruito molti dei suoi spettacoli partendo da casi di cronaca e dall’analisi di varie tensioni sociali – secondo fonti Istat i Neet (“Not engaged in education, employment or training”) sono un giovane su 5, nella fascia di età compresa fra i 15 ed i 29 anni; ci sono inoltre circa 70.000 hikikomori, termine giapponese che designa i giovani che decidono di vivere in disparte, reclusi, per bullismo subito o per paura del giudizio altrui. I due fenomeni, pur indipendenti, si sono acuiti con l’emergenza sanitaria, tanto che i dati – sul mero piano quantitativo – appaiono appunto “mostruosi”». “Il mostro” (sinonimo di solitudine, ansia, depressione, perdita di senso) si configura come una sorta di rituale per indurre gli adulti a maturare un pensiero non giudicante verso la parte oscura della gioventù, «che durante la crisi Covid – ribadisce l’autrice e attrice – ha subito un carico di ansia e di negatività che noi non possiamo immaginare».

Prenotazioni all’indirizzo mail federicasansevero@gmail.com

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In copertina, una scena dello spettacolo che sarà presentato stasera al Palamostre.