Tumore al seno, a Grado una “panchina rosa” invita le donne alla prevenzione

(g.l.) Non c’è soltanto il Coronavirus, o Covid che dir si voglia, a turbare la nostra vita. Ci sono anche altre patologie molto gravi, tanto che, per fermare l’attenzione all’universo femminile, ottobre è “consacrato” alla prevenzione del tumore al seno. Così anche Grado ha voluto fare la sua piccola ma significativa parte, inaugurando una “panchina rosa” con doga blu, ai Giardini Marchesan, nell’ambito appunto delle iniziative di sensibilizzazione per la campagna condotta nel mese appena concluso proprio per la prevenzione della terribile malattia.

Federica Lauto


Oltre all’illuminazione rosa del Municipio in piazza Biagio Marin, considerato il periodo di emergenza sanitaria che stiamo attraversando e l’impossibilità di organizzare eventi pubblici, Federica Lauto, assessore alle Pari Opportunità e alla Famiglia ha promosso proprio l’inaugurazione di una “panchina rosa” nel centro cittadino: “Questa iniziativa nasce dall’idea di una donna toscana che ha perso la figlia per tumore al seno e che ha fondato in sua memoria l’associazione Annastaccatolisa. Un giorno la mamma di Anna Lisa si è seduta su una panchina e ha pensato di donarne una speciale alla sua città, per ricordare ogni giorno alle donne di prendersi cura della propria salute. La nostra panchina, seconda in regione dopo quella di Gorizia, è un segno per sensibilizzare tutti e tutte all’importanza della prevenzione del tumore al seno ed è inoltre un bellissimo arredo urbano. Grazie all’associazione Andos che segue le donne (e anche gli uomini come vuole significare la doga blu) operate di tumore al seno”.
Erano presenti all’inaugurazione anche alcune volontarie dell’associazione Andos Gorizia, tra cui la presidente Rosa Benedetic: “Il nostro obiettivo – ha detto – è sostenere le donne operate al seno e tutte le attività di prevenzione perché riuscire a fare una diagnosi precoce può cambiare completamente la vita. Per questo è importante prendersi cura della propria salute, fare un periodico controllo senologico e partecipare allo screening mammografico. In questo anno particolare, in cui non possiamo incontrarci di persona, nel mese di novembre continuerà la nostra opera di sensibilizzazione e cercheremo di portare il contributo di alcuni specialisti attraverso delle conferenze sulla pagina facebook della nostra associazione”. Per la realizzazione dell’opera durante il “mese rosa” ha collaborato anche il servizio Manutenzioni del Comune di Grado.

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In copertina e qui sopra la “panchina rosa” appena inaugurata a Grado.

Veicoli d’epoca, cinque bilance per l’ozonoterapia utile contro il Covid

L’ozonoterapia è utile per contrastare anche il tanto temuto Covid-19. E ben cinque bilance basculanti atte a dosare la quantità di sangue raccolto dal donatore utile per l’ozonoterapia, praticata dal dipartimento di anestesia e rianimazione dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia, sono state regalate dal Club friulano veicoli d’epoca al nosocomio udinese. Gli strumenti sono stati particolarmente apprezzati dal direttore del Dipartimento sanitario, dottor Amato De Monte, che si è recato nella nuova sede del sodalizio friulano di collezionisti in viale Tricesimo accolto dall’intero direttivo del club presieduto da Italo Zompicchiatti. Nella circostanza, il dirigente sanitario, nel ringraziare per la donazione, ha spiegato l’alta utilità pratica della bilancia che consente di liberare prezioso lavoro infermieristico prima impiegato per questa attività. In sostanza, la funzione della speciale bilancia è dosare l’apporto di sangue donato nella cui sacca viene poi unito l’ozono per la pratica dell’ozonoterapia nella cura di varie patologie tra cui l’infezione da Coronavirus. In questi ultimi casi – ha dichiarato il dottor De Monte – abbiamo registrato significativi risultati nei contagiati da Covid, praticando questa terapia in via preventiva senza l’utilizzo della terapia intensiva. Complessivamente, con la dotazione della nuova strumentazione si sono già effettuate centinaia di applicazioni nel reparto ospedaliero per curare diverse patologie. Le bilance sono state acquistate dal Cfve con fondi propri e senza alcuna intermediazione, su espressa richiesta degli stessi sanitari.

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In copertina e qui sopra due  momenti dell’incontro con il dottor De Monte.

I Partigiani dell’Osoppo ricordano i 53 gemonesi caduti nella Resistenza

Quella del 2020 doveva essere la 75ª commemorazione che la comunità di Gemona tiene puntualmente ogni anno, a fine agosto, sulle montagne di Ledis, per ricordare i 53 concittadini caduti nella Guerra di Liberazione. Ma l’emergenza Covid ha consigliato di rinunciare alla tradizionale cerimonia per lasciare, invece, spazio ad un ricordo più sobrio, anche se non meno sentito rispetto al passato.

Roberto Volpetti


La pausa forzata, però, si è trasformata in una importante opportunità, in quanto è stato possibile realizzare alcuni lavori di sistemazione, non più rinviabili e accompagnati anche da alcuni significativi miglioramenti, nella Casa alpina “Brigata Osoppo” che sorge nella suggestiva cornice delle Prealpi Giulie del Gemonese, a 653 metri di quota. Grazie, infatti, anche al contributo del Comune di Gemona, è stato possibile realizzare la nuova illuminazione basata su un impianto fotovoltaico che sostituisce quello esistente a gas. L’opera è stata realizzata dalla società Tecnoelettrica Copetti, mentre il rifacimento dell’impianto idrico è stato eseguito dalla società Termoidraulica Turchetti, entrambe del luogo. Il supporto logistico, per il trasporto dei materiali in loco, è stato dato invece dai diversi volontari che credono nel valore della cerimonia che, ogni anno a partire dal 1946, si svolge appunto a Ledis.
Ritornare in questi luoghi, per loro, significa rendere onore ai genitori, ricordare i sacrifici che affrontarono sia in guerra sia in pace. Inoltre, è anche onorare la gente di Gemona, che è giustamente orgogliosa della propria città e della propria storia. “Perché Gemona – sottolinea l’Associazione Partigiani Osoppo-Friuli guidata da Roberto Volpetti – seppe affrontare i lunghi anni della guerra e della Resistenza con coraggio e determinazione; furono anni caratterizzati da una straordinaria energia positiva che consentì poi di affrontare i difficili anni della ricostruzione del dopoguerra. E la stessa energia positiva fu determinante anche per affrontare la drammatica ricostruzione dopo il terremoto del 1976″. A conferma, uno dei primi impegni presi dal gruppo di volontari, coordinato da Ezio Bruno Londero, fu quello di ricostruire la baita e la chiesetta di Ledis proprio per non dimenticare ciò che avevano significato l’unità e la determinazione conosciute durante la guerra.
Con questi lavori, la Casa alpina “Brigata Osoppo” ora è ancora più accogliente e potrà continuare a mantenere la sua funzione di punto di riferimento per tutti i gemonesi, per gli amici della montagna e della Osoppo in particolare.

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In copertina e qui sopra due immagini della Casa alpina “Brigata Osoppo” a Ledis sulle Prealpi del Gemonese.

Creatività e divertimento a prova di Covid per i bambini di Pordenone

All’alba dell’estate 2020, il Centro Iniziative Culturali di Pordenone ha voluto dare ai giovani e alle famiglie della città un importante segnale per la ripresa e la “normalizzazione”, nell’anno del Covid: anche quest’anno, ottemperando a tutte le precauzioni sanitarie previste, si è rinnovato l’appuntamento con i laboratori creativi rivolti a due gruppi classe di bambini delle scuole del primo e secondo ciclo Primario. Ben distanziati, in sale ampie e sanificate ma anche e soprattutto negli spazi aperti, dall’orto didattico al giardino di via Concordia addobbato dalle sculture in esposizione, quattordici giovani e giovanissimi, ripartiti nei due gruppi di 6-8 e di 9 -12 anni, si sono finalmente ritrovati dopo il lungo lockdown dei mesi passati.

Guidati dalle illustratrici Sara Colautti e Federica Pagnucco, da Laura Tesolin maker e docente di nuove tecnologie e dalle atelieriste Lisa Garau e Stefania Trevisan, i bambini hanno così potuto ristabilire le regole dello stare insieme, creando nuove amicizie durante la frequenza di quattro laboratori dedicati all’arte, alla robotica, alla scrittura giapponese e alla natura. Dalle 9 alle 17.30, ogni giorno, hanno impastato argille, prodotto disegni, scatole colorate, origami, dipinto sul legno e prodotto immaginari fondali marini, ritagliando con precisione carte e cartoni, stoffe e feltro. «Da casa – spiega la presidente del Cicp, Maria Francesca Vassallo – hanno il loro grande entusiamo, una carica di energia. La gratitudine è arrivata anche dalle famiglie, che ci hanno incoraggiato a proporre un secondo ciclo di laboratori, dopo quello che giunge a conclusione venerdì 26 giugno. Ripartiremo così da lunedì 6 luglio per due nuove settimane, con nuova conduzione affidata a Marco Sorzio, atelierista, Marco Tonus, cartoonist e a Lis Aganis- Ecomuseo delle Dolomiti Friulane, per una proposta articolata tra disegno, attività motoria e teatrale, natura e scienza». Anche per il secondo ciclo di laboratori, i bambini potranno usufruire del servizio mensa a Casa Zanussi, in postazioni dedicate e che si garantiscono perfettamente sicure dal punto di vista sanitario.

Info e iscrizioni: cicp@centroculturapordenone.it oppure tel. 0434.553205.

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini del centro estivo a Casa Zanussi a Pordenone.