Orientamento musicale a Casarsa: in settembre ripartono i corsi

È tempo di iscrizioni alla Scuola di orientamento musicale di Casarsa della Delizia della Pro Loco. Infatti, a settembre ripartono i corsi per bambini, ragazzi e adulti. “Dopo il lockdown che ha visto la sospensione delle lezioni in presenza – ha spiegato il presidente della Pro Casarsa, Antonio Tesolin -, c’è una grande voglia di ripartire e di coinvolgere bambini, giovani ma anche adulti a fare musica. Le lezioni verranno svolte in totale sicurezza, nel rispetto di tutte le normative vigenti per quanto riguardo il contrasto alla diffusione del Covid-19: assicuriamo alle famiglie la massima cautela e nel contempo la stessa professionalità e passione che contraddistinguono da sempre la scuola di orientamento musicale di Casarsa. I nostri giovani hanno bisogno di mettersi in gioco, di ritornare alla normalità pur con tutte le precauzioni possibili, quindi ci auguriamo che in molti possano iscrivere i propri figli perché la musica è anche una terapia, che fa bene al cuore e alla mente”. La scuola di orientamento musicale di Casarsa è diventata infatti una istituzione riconosciuta e rinomata, caratterizzata da un approccio didattico moderno, che presta grande attenzione agli studenti.
I maestri di musica sono Denis Biason che insegna chitarra acustica, elettrica e basso, Manuel Pestrin insegnante di batteria e percussioni, Alberto Ravagnin pianoforte e tastiere, Veronica di Lillo canto singolo e canto corale e infine, Moira de Vido, insegnante di solfeggio e pianoforte.
“La scuola di orientamento musicale di Casarsa – ha concluso Tesolin – rappresenta una grande opportunità per avvicinarsi al canto o ad uno strumento musicale, per questo ringraziamo per l’importante aiuto il Comune di Casarsa, l’assesorato alla Cultura, la Coop Casarsa e la Bcc Pordenonese che sostengono questo progetto”.
Tra i corsi proposti: propedeutica musicale, solfeggio, pianoforte, tastiere, violino e viola, violoncello, chitarra classica ed elettrica, basso elettrico, flauto traverso, clarinetto e sax, tromba e trombone, fisarmonica, batteria moderna, canto moderno, musica di insieme per gruppi, preparazione all’esame di Conservatorio.
I corsi sono rivolti non solo a bambini e ragazzi, ma anche a tutti quegli adulti che vogliono avvicinarsi o anche migliorare la propria esperienza musicale. Per maggiori informazioni in vista della ripresa segreteria@procasarsa.org e www.procasarsa.org

Ragazzi della Scuola di musica.

Le Pro Foco Fvg ripartono e Valter Pezzarini sarà ancora il loro leader

di Gi Elle

Tutte d’accordo le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia: Valter Pezzarini resti presidente! Riunite ieri mattina in assemblea, a Casarsa della Delizia, lo hanno infatti riconfermato per acclamazione e Pezzarini, con senso di responsabilità ma anche con gratitudine per la generale attestazione di stima, ha risposto affermativamente alla loro richiesta. Essendo quindi avvenuta l’elezione del leader e di tutti gli altri componenti della compagine dirigenziale, il Comitato regionale dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia ha pertanto iniziato ufficialmente, proprio con l’assemblea tenutasi al Teatro comunale Pier Paolo Pasolini, il nuovo mandato 2020-2024. Contestualmente è stato infatti rinnovato anche il consiglio, nonché una serie di altre cariche, eleggendo altresì il nuovo Organo di controllo, previsto dalla riforma del Terzo settore. Al riguardo c’è un record significativo: il Comitato del Friuli Venezia Giulia è il primo a livello nazionale, cioè tra quelli dell’Unpli, ad averlo eletto. La riunione, grazie all’impegno prezioso del personale della segreteria del Comitato regionale assieme a quello della Pro Casarsa, è avvenuta nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19, per cui, proprio dalla fase post-emergenziale, dopo un’estate in cui sono stati annullati o ripensati circa l’80% degli eventi, ora ripartono le Pro Loco Fvg. Insomma, dall’assemblea generale è arrivata quella iniezione di fiducia che ci voleva per progettare quella ripresa tanto inseguita dopo i disastri causati dalla pandemia.

“Durante il periodo del lockdown abbiamo più volte ripetuto che nulla sarebbe stato come prima – ha affermato Pezzarini nel suo discorso programmatico -: ora occorre ricostruire lo spirito di comunità e la forza delle relazioni. È una sfida difficile, ma allo stesso tempo interessante: non dobbiamo sopravvivere alla crisi, ma trasformarla in opportunità. Programmazione, formazione, unione sul territorio e coinvolgimento dei giovani sono le linee guida di questo nuovo mandato, per costruire il nostro futuro, sempre all’insegna del volontariato a favore delle comunità, da quelle delle grandi città fino ai piccoli borghi”.
Infatti, le Pro Loco hanno non solo un impegno nell’organizzazione di eventi ma anche un ruolo sociale, come evidenziato dallo studio commissionato dall’Unpli nazionale alla Cgia di Mestre. La ricerca testimonia anche come il Comitato del Friuli Venezia Giulia sia al primo posto nazionale per la formazione e che in era pre Coronavirus con i suoi 23 mila soci attivi organizzava 1400 eventi annuali per un milione di partecipanti e un indotto di 200 milioni di euro. “Ora stiamo ripartendo – ha concluso Pezzarini – con eventi rinnovati, rispettosi delle disposizioni anti-contagio, puntando ancora di più sulle eccellenze enogastronomiche tipiche, su attività all’aria aperta e sulla cultura”.
“Le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia – ha osservato, a sua volta, il presidente dell’Unpli nazionale, Antonino La Spina, nel suo videomessaggio di saluto – sono ormai una realtà d’eccellenza, in grado, da un lato, di organizzare eventi ed iniziative sempre di maggiore successo, dall’altro, di rappresentare, con le molteplici attività avviate, un insostituibile punto di riferimento per le singole comunità”.

Sono intervenuti i padroni di casa Lavinia Clarotto, sindaco di Casarsa, Flavia Leonarduzzi, presidente del Centro studi Pier Paolo Pasolini, e Antonio Tesolin, presidente della Pro Loco, il quale ha annunciato che il prossimo anno nell’ambito della locale Sagra del Vino si terrà per la prima volta, come simbolo di ripartenza, un incontro tra tutte le Sagre di Qualità, marchio certificato dell’Unpli, che ci sono in Friuli Venezia Giulia. Per tutti i partecipanti un omaggio della Pro Casarsa con le bollicine degli spumanti La Delizia e libri del Centro studi Pasolini.
Hanno portato i loro saluti anche Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli (per il quale lo studio della Cgia è un biglietto da visita da esibire con orgoglio in giro per l’Italia per raccontare cosa sono le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia), ed Edy Morandini, consigliere della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (il quale ha invitato a guardare al futuro, a quando si potranno nuovamente tenere le sagre come una volta, avendo anche importanza a livello di rapporti personali), enti il cui sostegno è prezioso per il Comitato regionale. I lavori, condotti come presidente dell’assemblea dal responsabile della Pro Aquileia, Paolo Orfeo, assieme al segretario del Comitato regionale Marco Specia e al presidente dei revisori dei conti Maurizio Rosa, hanno visto anche la presentazione di due nuove convenzioni con Acqua Dolomia e Bluenergy Group.

Questi, infine, gli esiti delle elezioni. Presidente regionale e consigliere nazionale Unpli Valter Pezzarini. Consiglio regionale: Alessandro Plozner, Giovanni Rodaro, Francesco Pattanaro, Marco Bendoni, Anna Lisa Ballandini, Alberto Bevilacqua, Elisabetta Basso, Lucia Morandini, Loris Florean, Raffaele Bortoli, Fausto Damiani, Elisa Fantino, Pietro De Marchi, Matteo Trigatti, Flavio Gon.
Organo di controllo: Luigino Ganzini, Veronica Panigutti, Maurizio Rosa.
Collegio regionale dei probiviri: Cristina Simeoni, Paolo Abramo, Umberto Carcò.
Sono stati inoltre eletti i delegati all’assemblea nazionale Unpli che si terrà a novembre: Valter Pezzarini, Elisabetta Basso, Antonio Tesolin, Gianfranco Specia, Tiziana Foschiatto, Marino Zanchetta, Marco Bendoni, Matteo Trigatti, Fausto Damiani, Aldo Di Bernardo e Steno Ferluga.

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In copertina, Valter Pezzarini durante la sua relazione; all’interno altre immagini dell’assemblea: il tavolo della presidenza, Pezzarini con l’Organo di controllo, ancora il presidente e un settore della sala.

(Foto Petrussi)

Le 216 Pro Loco Fvg in assemblea a Casarsa: Pezzarini si ricandida

Tempo di assemblea per il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia: l’appuntamento è per sabato 5 settembre a Casarsa della Delizia, dove le 216 Pro Loco affiliate saranno chiamate ad approvare il bilancio 2019 e a rinnovare i propri organi elettivi per il mandato 2020-2024. Il presidente regionale uscente Valter Pezzarini è l’unico candidato alla massima carica, sostenuto da una lista di candidati per i 15 posti di consigliere regionale che vanno a rinnovo (in totale ci sono 25 candidati a questo ruolo, eleggibili in 11 collegi elettorali che coprono tutto il territorio regionale).

Ho risposto con senso di responsabilità alla richiesta da parte del mondo delle Pro Loco regionali di ricandidarmi. Attraverso il lavoro di squadra che si propone di realizzare questo gruppo – ha spiegato Pezzarini – vogliamo dare continuità a quanto realizzato in questi 8 anni di mia presidenza e che verrà ulteriormente sviluppato nel nuovo mandato. Vita associativa con costante presenza a favore delle comunità e del territorio e rapporto con le istituzioni, a partire dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: questi i punti guida del programma del Comitato, oltre a formazione continua, servizio civile, consulenze gratuite per le Pro Loco attraverso i nostri uffici e consulenti professionisti, modernizzazione della nostra macchina operativa e progetti dal respiro regionale come Sapori Pro Loco e Presepi in Friuli Venezia Giulia. Tanta la strada percorsa nei due mandati precedenti: sarebbe stato rischioso, soprattutto in questo frangente in cui anche le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia sono alle prese con l’emergenza Covid-19 e la riforma del Terzo settore, lasciare in corso di sviluppo alcuni ambiti di azione: con spirito di servizio ho quindi accettato di ripresentarmi”.

L‘appuntamento per l’assemblea è alle 9.30 di sabato 5 settembre al teatro comunale Pier Paolo Pasolini, ospiti della Pro Casarsa. Saranno rispettate le disposizioni anti-Coronavirus. L’ordine del giorno, dopo il saluto delle autorità ospiti, prevede la relazione del presidente Pezzarini, la presentazione delle nuove convenzioni per le associate e del bilancio consuntivo 2019 e sua approvazione. Poi la parte elettorale: oltre a presidenza e consiglio saranno rinnovati anche gli organi di controllo, i probiviri e saranno eletti i delegati all’assemblea nazionale dell’Unpli che si terrà a Padova in novembre.
Sarà anche l’occasione, ai margini dei lavori, per fare il punto tra le Pro Loco di come è andata l’estate tra i tanti eventi saltati a causa del Covid-19 e l’esperienza, da condividere con le altre Pro Loco, di quelle realtà che invece hanno comunque proposto qualcosa anche se ripensandolo attraverso nuovi format. Lo scorso 18 luglio alla assemblea straordinaria di Tavagnacco era stato anche presentato lo studio dell’Unpli nazionale – Cgia di Mestre che evidenziava come il movimento regionale delle Pro Loco faceva girare, prima dell’emergenza sanitaria, ben 200 milioni di euro d’indotto per l’economia locale.
“Lo studio – ha commentato il presidente dell’Unpli nazionale, Antonino La Spina – ha evidenziato non solo l’impatto economico, ma anche l’enorme valore sociale assicurato dalla complessiva azione delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. I miei sentiti complimenti al presidente Pezzarini e al Comitato regionale per l’impegno profuso e l’illuminata attività svolta“.

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In copertina, il presidente uscente Valter Pezzarini; qui sopra, il teatro Pasolini di Casarsa.

 

Covid-19, dall’Europa 8 miliardi in più per le piccole imprese

Dall’Europa in arrivo 8 miliardi in più a sostegno dell’economia, anche del Friuli Venezia Giulia, duramente provata dall’emergenza Covid-19. Alla luce dei disastri causati dalla pandemia, il Fondo Europeo per gli Investimenti ha messo infatti a disposizione questa importante somma di denaro in garanzie per le piccole e medie imprese del Vecchio Continente. Ne dà notizia Civibank, ricordando che “queste nuove misure vanno a rafforzare l’incisività e le disponibilità di fondi d’investimento già esistenti, creati nel solco del programma Horizon 2020 per supportare le imprese nei processi di innovazione”.

Michela Del Piero


Le garanzie così introdotte rendono “più conveniente il credito per gli intermediari, quali le banche, che stipulano accordi con il Fei per mettere a disposizione dei plafond di credito alle imprese”. E in prima linea per garantire l’accesso a queste nuove misure nel Nord-Est figura proprio la Banca di Cividale, la cui presidente Michela Del Piero ha già sottoscritto un accordo con il Fei per l’accesso a un plafond da 10 milioni di euro di garanzie su finanziamenti a imprese attraverso il fondo InnovFin. Ricordiamo che si tratta di un fondo di garanzia al credito, il cui obiettivo è incentivare gli intermediari ad estendere i finanziamenti a piccole e medie imprese con significative attività di ricerca e innovazione.
“Le misure post-Covid – ricorda inoltre Civibank – vanno ad estendere la copertura delle garanzie per i prestiti e a rendere più veloci le procedure, facilitando su più fronti l’accesso al credito. Tra queste misure figurano, tra le altre, la possibilità di presentare autocertificazioni per i processi di innovazione – fondamentali per accedere a fondi quali InnovFin – invece di rivolgersi a enti di certificazione terzi e l’aumento della percentuale di garanzia dal 50 all’80%, con effetto retroattivo a partire dal 6 aprile”.
Le modifiche rafforzano ed estendono i programmi già esistenti per finanziare l’innovazione delle piccole e medie imprese. Le garanzie offerte dal Fei riducono in modo sostanziale il rischio di credito sostenuto dagli intermediari, incentivando le banche ad erogare credito; in pratica, “grazie alle nuove misure, aumentano le possibilità di ricevere finanziamenti e a fare innovazione anche nella difficile fase post-Covid”.

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In copertina, la sede centrale di Civibank alle porte di Cividale.

Civibank, oltre 2 milioni di utile nel primo semestre nonostante Coronavirus

di Gi Elle

Supera i 2 milioni l’utile netto del primo semestre 2020 di Civibank, con un incremento di quasi l’81 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E con questi importanti risultati economici, conseguiti in mesi di grandi difficoltà dovute all’emergenza sanitaria, la Banca di Cividale conferma e consolida la sua autonomia nel quadrante Nord-Est della penisola. “Civibank – commentano i vertici dell’istituto di credito, presieduti da Michela Del Piero – dà prova della sua solidità e resilienza anche nel 2020: nel primo semestre dell’anno la Banca è riuscita ad affrontare efficacemente la complessità dello scenario economico, fortemente impattato dal Covid-19. Lo schema di bilancio approvato dal Cda conferma la linea strategica di sviluppo della Banca friulana, unico istituto di credito autonomo di Friuli-Venezia Giulia e Veneto: un chiaro percorso di crescita finalizzato a dotare il Nord-Est del Paese di un istituto storico, solido, autonomo, efficiente e redditizio”.

Nonostante, dunque, la batosta che Coronavirus ha assestato a tutta la nostra economia, senza che nessun settore uscisse indenne da quasi tre mesi di devastante lockdown, l’utile netto – come informa una nota – si attesta, appunto, su 2,08 milioni di euro, in crescita dell’80,7% rispetto all’analogo semestre 2019. Erogati complessivamente 265,6 milioni di nuovi finanziamenti sul territorio, di cui 195 concessi a piccole e medie imprese e 71 a famiglie. Inoltre, il CET1 ratio sale al 14,3%, rispetto al 13,6% del 31 dicembre 2019, “ad ulteriore dimostrazione – si sottolinea ancora – del miglioramento della solidità della Banca”.
Dobbiamo un ringraziamento particolare ai nostri dipendenti per questi risultati – commenta la presidente Del Piero – vista la situazione assolutamente inedita che il Paese ha dovuto affrontare. Tutti loro si sono adoperati al massimo per garantire continuità ed eccellenza del servizio, nonché attenzione e disponibilità alla clientela della Banca, anche nelle fasi più critiche dell’emergenza sanitaria”.
Il periodo che va dal lockdown in poi ha visto processate 6.500 richieste di moratorie, per un importo complessivo di 891 milioni di euro. E la situazione contabile al 30 giugno 2020 evidenzia quanto è esposto in dettaglio nei prospetti che seguono:

Aggregati patrimoniali
I crediti verso la clientela si attestano a 2.853 milioni di euro, in crescita dello 0,7% se confrontati con il dato al 31 dicembre 2019 pari a 2.833 milioni. Nel corso del semestre, la Banca di Cividale ha erogato complessivamente 266 milioni di euro di nuovi finanziamenti, di cui 195 milioni erogati a piccole e medie imprese e 71 milioni a famiglie, con una riduzione complessiva del 6,2% rispetto al primo semestre del 2019. Tra i fattori alla base di questi dati troviamo le conseguenze del prolungato blocco delle attività economiche e produttive e le forti limitazioni alla mobilità delle persone. Continua, poi, la riduzione dei crediti deteriorati (-4,9%) rispetto a dicembre 2019. La raccolta globale si attesta su 3.798 milioni di euro, quasi invariata rispetto al 2019 (-0,7%). Di questi, la raccolta diretta registra una consistenza di 2.713 milioni di euro, in crescita dello 0,6%, mentre la raccolta indiretta ammonta a 1.085 milioni, in diminuzione del 3,7%.

Risultati economici
Il margine di interesse si attesta su 33,4 milioni di euro, in crescita del 6,8%. Le commissioni nette sono pari a 15,2 milioni di euro, in diminuzione del 4,8%. Il risultato netto dell’attività finanziaria è positivo per 6,1 milioni di euro. I proventi operativi netti sono pari a 55 milioni, in crescita del 7,1%, mentre gli oneri operativi totalizzano 31,8 milioni di euro, in calo dell’1,7%. L’utile netto di periodo si attesta quindi a 2,1 milioni di euro, nonostante 2 milioni di euro di contribuzioni al fondo di risoluzione delle crisi bancarie.

La sede centrale a Cividale.

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In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero.

“Il giro del mondo… da San Giorgio della Richinvelda” per 40 bambini

“Il giro del mondo… da San Giorgio della Richinvelda” è il tema del centro estivo coordinato dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe e gestito dalla Scuola dell’infanzia Immacolata Concezione della Parrocchia di Rauscedo in collaborazione con l’amministrazione comunale. Il centro estivo è un viaggio alla scoperta del mondo che passa attraverso l’esercizio fisico e le attività all’aria aperta, anche grazie ad una collaborazione con l’associazione polisportiva Basket San Giorgio della Richinvelda, il tutto nel rispetto dei protocolli sanitari legati all’emergenza Covid-19.
Il campus si svolge nella struttura della scuola secondaria di primo grado di San Giorgio e coinvolge una trentina di bambini a settimana per un totale di 40 iscritti. Le attività sono partite il 29 giugno e termineranno il 31 luglio per un totale di cinque settimane. Tutto corre attorno al tema scelto per questa edizione 2020 del campus estivo, ovvero “ Il giro del mondo da qui”. “Si è pensato al fatto che la diffusione del Coronavirus ci ha costretti a stare fermi – fa sapere Daiana Turla, coordinatrice del Piccolo Principe -, ma non ci impedisce di conoscere ed immaginare luoghi diversi e lontani attraverso storie, video, giochi e creazioni manuali”. Durante le cinque settimane di attività e giochi, i bambini sono seguiti da 4 animatrici appoggiate da ben 3 volontari. 
“Oltre ad attività manuali e di giochi strutturati – spiega ancora Daiana Turla -, è stata proposta una collaborazione con l’associazione polisportiva Basket di San Giorgio della Richinvelda, che ha messo a disposizione un allenatore, il quale, due mattine alla settimana, propone attività motoria e gioco per bambini con esercizi ed attività strutturate e divertenti”. Una collaborazione che arricchisce la proposta educativa dedicata ai bambini dai 6 agli 11 anni di età. “Ci teniamo poi a sottolineare – conclude la coordinatrice – che le animatrici sono tutte giovani ragazze del territorio che stanno mettendo a servizio la loro esperienza formatasi negli anni precedenti negli stessi centri estivi del comune, ma anche nelle associazioni di volontariato locali, e lo stanno facendo con grande entusiasmo e capacità di coinvolgere i nostri bambini”.

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In copertina e qui sopra alcuni bambini impegnati nel centro estivo.

Coronavirus? Tsunami sull’economia del Friuli: fatturati giù dell’80%

Il Coronavirus è stato un autentico tsunami sull’economia friulana. Crollo dei fatturati per l’80% delle imprese (83% a Pordenone e 79% a Udine), crollo degli ordinativi per il 75%. Il Covid-19 ha avuto forte impatto per circa il 70% delle imprese, spingendole a modificare la struttura organizzativa (nel 45% dei casi) o le modalità di approvvigionamento, produzione e distribuzione (37%). Un’impresa su cinque ha sospeso l’attività, il 35% l’ha “solo” ridotta. Il 66% delle imprese ha utilizzato la Cassa Integrazione e gli strumenti di sostegno.
L’emergenza sanitaria sta lasciando tracce profonde e pesanti anche sull’economia dei territori di Pordenone e Udine: la sensazione era ormai palese, ma ora sono arrivati i numeri a confermarla, stando alle rilevazioni della prima indagine congiunturale del 2020 (relativa al 1° trimestre e aspettative per il 2°) commissionata dalla Camera di Commercio Pn-Ud e realizzata da Questlab Srl, con interviste completate tra il 15 maggio e il 9 giugno a 1.158 imprese con più di tre dipendenti, appartenenti alle diverse classi dimensionali e ai differenti settori merceologici di manifattura (con subfornitura), edilizia, commercio e servizi dell’ospitalità.
Se già, dunque, il secondo semestre 2019 aveva mostrato evidenti segnali di stagnazione dell’economia, da metà febbraio il diffondersi dell’epidemia e, da marzo, i rigorosi provvedimenti di contenimento, hanno inciso con ulteriore impatto, alterando le scelte e le possibilità di produzione e investimento delle imprese, di consumo delle famiglie e il funzionamento del mercato del lavoro. L’indagine congiunturale ha concentrato il suo focus proprio sull’impatto del Covid sull’economia locale, andando poi a scandagliare produzione e fatturati, ordinativi, impatto sull’occupazione nel primo trimestre e previsioni per quello in corso.

Pascolo e Da Pozzo.

«Il quadro congiunturale – commenta il presidente dell’ente camerale, Giovanni Da Pozzo –, analizzando il primo trimestre, conferma una situazione grave del tutto eccezionale, che inevitabilmente farà sentire i suoi effetti anche nei prossimi mesi, anche se è vero che per qualche settore già ora cominciano fortunatamente a vedersi alcuni buoni segnali e dobbiamo essere fiduciosi e positivi nel pensare alla rinascita della nostra economia. È chiaro, però, che in questi mesi il calo della produzione ha di fatto fermato l’industria non solo di Pordenone-Udine ma dell’intero NordEst e le fortissime ripercussioni dell’emergenza per tutta la filiera legata al turismo, qui in regione rappresentata da oltre 25 mila imprese e architrave vitale del nostro tessuto produttivo, ci preoccupano anche per il futuro. Siamo in una situazione eccezionale in tutti i sensi. Ci siamo trovati di fronte a mancanza di domanda e mancanza di offerta. È chiaro che è qualcosa di assolutamente straordinario e con la prossima indagine potremo probabilmente capire meglio se la congiuntura negativa si attenuerà, come speriamo, o se ci troveremo in una situazione ancora difficile. Il fatto, però, che diverse attività facciano fatica a riprendere o addirittura non abbiano riaperto è un segnale chiaro dell’incertezza pesante del momento e di una difficoltà degli imprenditori a rimettere in moto il motore della propria impresa».

Un momento dell’incontro.

Secondo i dati del Centro studi camerale che aiutano a completare il quadro, infatti, è evidente questa mancanza di sicurezza e fiducia anche dal fatto che le iscrizioni di nuove imprese non sono mai state così basse, considerando i primi semestri almeno dal 2012 al 2020. Solo 1.589 le iscrizioni, nel 1° semestre 2020 nei Registri imprese di Pordenone e Udine, mentre gli anni scorsi erano sempre attorno alle 2.200 (spesso superate di gran lunga). Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni, pur se praticamente sempre negativo nei primi semestri dal 2012 a oggi, è quest’anno quasi doppiamente negativo: -589, a fronte di un -292 dello scorso anno.
«Non vi è dubbio – aggiunge il componente di giunta camerale Silvano Pascolo –: la situazione è pesante, i comparti strategici del Pordenonese soffrono. Pur tuttavia, dalla manifattura e dalla meccanica di precisione sono giunti segnali non negativi: penso allo stabilimento Electrolux di Porcia che produce lavatrici, dove il ritmo di produzione sta tornando alla normalità, ma anche ad alcune grandi aziende del legno-arredo che, grazie ai provvedimenti governativi, sono riuscite a mantenere stabile l’occupazione, ed anzi, ad assumere lavorando a pieno ritmo. Penso, infine, alle imprese, ce lo dice il nostro Centro Regionale della Subfornitura, che hanno già scommesso sull’estero con buon anticipo nonostante la contingenza. Ecco, mi auguro che alle azioni decise degli imprenditori corrispondano misure di contenimento della crisi altrettanto coraggiose e immediatamente attuabili».
(1 – continua)

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

 

 

Kundalini Yoga a Udine: da domani otto seminari

L’associazione Flor de Vida di Udine (via Pirona 4, Paparotti) ricomincia l’attività e propone un ciclo di otto seminari di Kundalini Yoga per esplorare i chakra. Tutte le attività – assicura il sodalizio – saranno svolte in piena sicurezza e nel rispetto delle normative per il contenimento del Covid-19.
Il kundalini yoga riconosce 8 chakra (7+1). L’associazione Flor de Vida propone un percorso (sempre il sabato mattina, dalle 9.30 alle 12.30) che permetterà di esplorarli uno a uno, per comprendere più a fondo queste energie. Sará possibile anche partecipare al singolo evento (sono previste agevolazioni per chi parteciperà al ciclo intero di 8 incontri.). A condurre la lezione sarà Rajbir Kaur, insegnante certificata di Kundalini yoga, come insegnato da Yogi Bhajan. Si comincerà domani, 11 luglio, con il primo chakra, muladhara (prenotazioni entro oggi).

Confcooperative Pordenone alla ripartenza: Piccoli verso il secondo mandato

Confcooperative Pordenone volta pagina dopo la pesante esperienza che anche il settore produttivo friulano ha dovuto sopportare a causa della crisi sanitaria e prova, finalmente, a ripartire. L’assemblea generale di questa che è la principale associazione di rappresentanza delle cooperative nel territorio della Destra Tagliamento sarà, infatti, la prima a tenersi in Friuli occidentale dopo il lockdown tra quelle dei più importanti enti economici: programmata inizialmente per fine febbraio e poi posticipata proprio per il Coronavirus, si riunirà rispettando le misure di sicurezza sanitaria domani, mercoledì 1 luglio, alle 15, a Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (che vanta il titolo di Comune delle Cooperative) nella sede dei Vivai Cooperativi Rauscedo. L’appuntamento, intitolato “Costruttori di bene comune per lo sviluppo delle comunità”, concluderà il mandato quadriennale e ne aprirà uno nuovo, visto che sono previste anche le elezioni per il rinnovo del presidente e del consiglio.
I lavori avranno al centro la relazione del presidente Luigi Piccoli, sul cui possibile secondo mandato sta convergendo l’adesione delle cooperative, riunitesi nelle assemblee di settore che hanno preceduto l’assemblea generale (lavoro, servizi ed edilizia; sociale; mutuo soccorso; agricoltura e pesca; consumo e utenza; cultura, turismo e sport; credito). Conoscenza, intersettorialità donne e giovani, solidarietà e mutualità, competenza e coesione: ecco le direttrici sviluppate negli ultimi quattro anni e che saranno alla base per l’azione post Covid-19 . In questo quadriennio il mondo di Confcooperative Pordenone (che è uno tra i più attivi a livello cooperativo regionale) ha dimostrato una decisa propensione anticiclica: in tempi di crisi economica e occupazionale, ha aumentato i fatturati del +34% e quasi raddoppiato gli addetti. Numeri che ora andranno confrontati con la situazione determinata nel 2020 proprio dal Covid-19, con cooperative che hanno dovuto affrontare importanti cali di fatturato (come quelle del settore cultura e spettacolo) e altre che sono state chiamate in prima linea a rispondere alle esigenze della popolazione costretta nelle proprie abitazioni (come la filiera agricola e quella del consumo).

“Analizzeremo il cammino di questi ultimi quattro anni – ha spiegato il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli -, ma ovviamente sarà necessaria anche una riflessione su quanto abbiamo vissuto in questi mesi: confidiamo che l’assemblea sia anche l’inizio di un’ampia riflessione che ci possa portare in tempi brevi a disegnare il futuro della cooperazione, con quella visione cooperativa che serve ad andare oltre la crisi, cercando di leggere il dopo, interpretandolo e ponendoci in un’ottica di rinascita. I mesi che abbiamo passato non li dimenticheremo certamente. Ora siamo impegnati nella ripartenza, che ci costringe a rivedere alcuni nostri comportamenti e a ridisegnare le attività intorno ad una nuova idea di società. Il tutto all’insegna della conoscenza e vicinanza alle nostre cooperative, come già fatto nel mandato che si sta chiudendo attraverso rilevazioni del ‘sentiment’ cooperativo, l’unicum in Italia del riconoscimento del Comune delle cooperative a quei territori e comunità con grande Dna cooperativistico e i consigli itineranti in varie realtà, in particolare puntando sullo sviluppo dell’area montana con le cooperative di comunità. Anche nell’emergenza Covid-19 abbiamo visto quanto sia importante l’intersettorialità, ovvero progetti che coinvolgono cooperative di vari settori, come per esempio è avvenuto felicemente con realtà agricole che hanno contattato cooperative sociali per alcuni loro servizi o sociali che si sono appoggiate a quelle di consumo, solo per fare alcuni esempi. E ancora: attenzione ai giovani e alle donne, “motori” ricchi di energia per il nostro mondo. Abbiamo raggiunto degli obiettivi, altre questioni invece le dobbiamo ancora affrontare, ma traiamo la nostra forza delle radici della cooperazione, che nel Friuli occidentale sono storicamente molto profonde”.
Nell’occasione, il presidente Piccoli ringrazierà per il lavoro svolto assieme il consiglio uscente con i vicepresidenti Maurizio Tantin, Fabio Dubolino e Giorgio Giacomello, nonché sarà ricordato Riccardo Fioretti, revisore dei conti dell’ente e storico direttore, recentemente scomparso.

“L’assemblea generale 2020 – ha aggiunto il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol – è doppiamente importante, visto che oltre a fare il punto sul quadriennio appena trascorso sarà un punto di ripartenza verso il futuro: i rappresentanti delle cooperative associate saranno chiamati a eleggere il presidente ed il consiglio per il prossimo quadriennio, conferendo loro la delega a gestire la nostra Unione, avendo riguardo alla diffusione dei valori mutualistici, alla crescita imprenditoriale delle cooperative associate e allo sviluppo sociale delle nostre comunità in questo periodo delicato dell’emergenza Coronavirus. Inoltre, nel 2021 ricorrerà il settantesimo anniversario dalla fondazione dell’Unione, appuntamento al quale riserveremo l’attenzione che merita”.
Ricordiamo che, dopo la registrazione dei partecipanti e l’apertura dei lavori, il primo adempimento sarà la relazione del presidente Luigi Piccoli. A seguire interventi istituzionali e il dibattito. A chiudere l’elezione del nuovo presidente – che, appunto, secondo le indicazioni della vigilia dovrebbe essere confermato – e degli organi statutari, nonché dei delegati all’assemblea regionale e a quella nazionale.

I NUMERI
Le 151 cooperative con oltre 50 mila soci associate a Confcooperative Pordenone sono una vera e propria “locomotiva”, economica e sociale, non solo del Friuli occidentale ma dell’intero Friuli Venezia Giulia: basta infatti pensare che con oltre 500 milioni di euro di fatturato, rappresentano più del 50% del valore della produzione complessiva delle cooperative associate a Confcooperative a livello regionale. Una serie di realtà che dà occupazione anche in anni di crisi economica, tanto da aumentare gli occupati (tra soci lavoratori e dipendenti) dalle 4550 unità del 2013 alle oltre 8 mila attuali. Tra i positivi esempi di questa capacità di generare occupazione, quello del Servizio civile attraverso il Consorzio di cooperative sociali Leonardo, che negli ultimi dieci anni ha coinvolto oltre un centinaio di giovani nelle cooperative che si occupano di disabili, con una ventina di loro che poi sono anche stati assunti. Per quanto riguarda i fatturati in totale in questi ultimi anni si è assistito a una variazione per le cooperative del +34%, sviluppo che è stato riversato sulla società e sulle comunità. Di seguito, i dettagli per singolo settore (al numero di 151 cooperative aderenti si arriva sommando a quelle dei singoli settori alcuni Consorzi tra esse).

Lavoro, servizi ed edilizia
Sono 29 le cooperative di lavoro, servizi ed edilizia aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 315 soci e un capitale sociale di 145 mila 994 euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 78% e danno lavoro a 260 persone. Il loro fatturato è di oltre 12 milioni di euro.

Cooperative sociali
Sono 35 le cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 1261 soci (di cui 164 soci volontari) e un capitale sociale di 1 milione 251 mila euro. Il tasso di mutualità è di oltre l’82% e danno lavoro a 1364 persone, diverse delle quali in categorie protette. Il loro fatturato è di oltre 49 milioni di euro.

Mutuo soccorso
Credima, società di mutuo soccorso di Friulovest Banca, ha 3mila 320 soci e ha rimborsato oltre 98 mila euro di spese mediche in un anno.

Fedagripesca
Sono 43 le cooperative del settore agricolo e della pesca aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 5 mila 541 soci e un capitale sociale di oltre 17 milioni di euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 78% e danno lavoro a 2700 persone. Il loro fatturato è di oltre 391 milioni di euro.

Consumo ed utenza
Sono 11 le cooperative del settore consumo e utenza aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 19 mila 240 soci e un capitale sociale di oltre 1 milione di euro. Il tasso di mutualità è di oltre l’82% e danno lavoro a 161 persone. Il loro fatturato è di oltre 33 milioni di euro.

Cultura, turismo e sport
Sono 22 le cooperative del settore cultura, turismo e sport aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 4 mila 113 soci e un capitale sociale di 553 mila euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 70% e danno lavoro a 3 mila 478 persone. Il loro fatturato è di oltre 11 milioni di euro.

Credito cooperativo
Sono 2 le banche di credito cooperativo aderenti a Confcooperative Pordenone (Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca) , per un totale (al 31 dicembre 2018) di oltre 20 mila soci e 350 dipendenti. Ammontano invece a 4,5 milioni di euro la raccolta e gli impieghi delle due banche operative sul territorio.

La storia
L’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, ovvero Confcooperative Pordenone, nacque il 15 settembre 1951. La data non è un errore: nacque addirittura prima della Provincia pordenonese, che sorgerà solamente nel 1968. Ciò fu reso possibile dal fatto che questo territorio già a fine Ottocento aveva dato vita a diverse esperienze cooperativistiche, prima nel credito con le casse rurali e poi in ambito agricolo e del consumo. Una presenza talmente forte che in quel 1951 si ottenne addirittura una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali. Sfogliando i libri di storia emergono altri passaggi epocali. La prima cooperativa, una latteria, sorse a Maniago nel 1882, zona dove poi sorsero realtà legate ai coltellinai. E poi il credito cooperativo, anche grazie a figure carismatiche come Leone Wollemborg e monsignor Giuseppe Lozer. Infine, ancora prima della nascita dell’Unione provinciale, da segnalare come nel 1949, anno di costituzione dell’Associazione Cooperative Friulane a Udine, la cooperazione pordenonese aveva già un suo ufficio distaccato, retto da Orlando Fioretti.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, verso la conferma.

Progetto giovani Casarsa tra fotografie, idee e ragazzi amministratori

Sono ripartite ufficialmente le attività, al Progetto Giovani Casarsa, rispettando le norme di sicurezza anti Covid-19. Distanza, gel, mascherine e tanta voglia di ricominciare a fare delle cose insieme, a confrontarsi guardandosi negli occhi, a stare in gruppo. C’è stato un incontro con i ragazzi che presenteranno domanda per il Servizio Civile Solidale e sono state illustrate loro le possibili mansioni, nonché è partito il laboratorio di fotografia sociale. Inoltre, da oggi fino al 6 agosto, dalle 17 alle 19, si terrà la serie di incontri “I like it – costruttori di idee”. “Un progetto – ha spiegato Ilaria Peloi, assessore alle Politiche giovanili e Pari opportunità – che offre ai ragazzi la possibilità di esprimere le proprie idee, di valutarne la fattibilità, di concretizzarle in un progetto e di seguirne la realizzazione. Un modo per acquisire competenze gestionali e organizzative, supportati dagli educatori del Progetto giovani e sostenuti dall’assessorato alle Politiche giovanili che mette in campo le proprie risorse per realizzare le proposte e certifica l’esperienza. Sarà un’estate diversa, ma ricca lo stesso di opportunità”.

L’assessore Ilaria Peloi.

Al via dal 23 giugno, il laboratorio di fotografia sociale “Oltre lo sguardo” rivolto a ragazzi tra i 17 e i 30 anni, guidato dalla fotografa documentarista Giulia Iacolutti, che accompagnerà i giovani partecipanti in un percorso carico di stimoli e di significati, in cui potranno anche arricchire il loro bagaglio di competenze da spendere anche a livello professionale. Si tratterà la fotografia non solo come mezzo di espressione e di comunicazione, ma anche di denuncia e di riflessione per raccontare storie, risvegliare la coscienza critica e spingere verso un cambiamento e un riscatto di chi non ha voce o è invisibile. Il laboratorio si inserisce all’interno del progetto “Piùmani”, realizzato dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Casarsa della Delizia con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia – bando regionale 2019 per progetti di cittadinanza attiva a favore dei giovani.

Infine, da non dimenticare che è avvenuto l’ultimo incontro dell’anno scolastico del Consiglio comunale dei ragazzi. L’assessorato alle Politiche giovanili, grazie agli educatori del Progetto Giovani assieme agli insegnanti, ha pensato di offrire ai consiglieri la possibilità di rivedersi virtualmente, attraverso la piattaforma Meet, per confrontarsi assieme sul tema su cui hanno lavorato in questo primo anno di mandato. Inoltre, è stata anche l’occasione per salutare i consiglieri di terza media che hanno terminato la loro esperienza e che a settembre intraprenderanno una nuova avventura. I ragazzi hanno, durante l’anno, riflettuto ed elaborato proposte su come si può vivere bene assieme in una comunità: tema mai così attuale come oggi, in cui siamo stati richiamati tutti al senso di comunità, a fare scelte e a rispettare privazioni della nostra libertà in nome del bene comune. Nonostante la distanza e l’impossibilità di incontrarsi di persona, sono state proposte ai ragazzi attività interattive coinvolgendo i propri famigliari e riportando la sintesi delle riflessioni emerse dai propri compagni consiglieri, per non perdere il senso di gruppo e di confronto. È emerso un lavoro corale molto significativo che sarà la base delle attività del prossimo anno del Consiglio comunale dei ragazzi.

“Costruttori di comunità – conclude Ilaria Peloi, assessore alle Politiche gGiovanili e Pari opportunità – è il nome del progetto a cui hanno lavorato i giovani partecipanti del Consiglio comunale dei ragazzi di Casarsa. Grazie ad attività leggere ed interattive, caricate nella piattaforma dell’Istituto comprensivo Pasolini, i ragazzi hanno riflettuto sull’importanza di sentirsi parte di una comunità e su quanto ognuno di noi con il proprio impegno e comportamento ne condiziona il benessere. Per farlo al meglio, i consiglieri hanno chiesto la collaborazione di genitori e fratelli per scoprire i bisogni considerati essenziali per stare bene assieme e le responsabilità di ognuno per rispettarli e realizzarli. Questi progetti saranno il materiale di lavoro del prossimo anno di mandato del Ccr, ma anche un’ottima occasione di confronto per tutta la comunità per ripartire assieme con nuova energia”.