PeDia, il progetto ora è on line: con Fedeli le sfide dei bambini

PeDia continua nella massima sicurezza. Il nuovo progetto che l’associazione di promozione sociale e culturale Klaris – Kulture, Lingue, Aggregazione, Ricerca, Integrazione, Solidarietà realizza allo scopo di offrire un supporto alle famiglie e in particolare all’esercizio efficace e consapevole della funzione genitoriale, non si ferma, ma si adegua al meglio a quanto previsto dai nuovi provvedimenti emanati per fronteggiare la diffusione del virus Covid 19. L’iniziativa, il cui nome corrisponde all’acronimo di Pedagogia del dialogo e dell’ascolto e riprende il termine latino paedia e quello greco antico paideia (entrambi con il significato di “educazione”), prevede una serie di interventi finalizzati allo scambio di buone prassi e allo sviluppo e alla condivisione di nuove conoscenze e abilità volte a promuovere la qualità della vita familiare, il dialogo e la comprensione tra genitori e figli e la conciliazione tra tempi di lavoro e funzione educativa.

Marco Pangos

Dopo i laboratori ludico-educativi a cura di Giulia Stuani e le trasmissioni radiofoniche di carattere divulgativo e informativo, dal titolo Radio PeDiA, realizzate e diffuse da Radio Onde Furlane (sui 90 Mhz nella maggior parte del Friuli, sui 90.2 Mhz in Carnia e ovunque in streaming all’indirizzo www.radioondefurlane.eu) con cadenza quindicinale, il venerdì alle 8.30, il sabato alle 17.30 e la domenica alle 13.30, cominciano a novembre anche gli incontri e le conferenze di con psicologi ed esperti.
Ovviamente si svolgeranno on line e non in presenza, come originariamente previsto, e pertanto in qualche caso cambieranno anche data e orario. È il caso dell’incontro con lo psicologo Marco Pangos, intitolato Genitori e figli: ribelli diversi, programmato per domani 6 novembre nel Centro civico ex Latteria di Carlino, rinviato dopo il 15 novembre sulla pagina Facebook dell’associazione Klaris (https://www.facebook.com/AssociazioneKlaris), che ospiterà anche le altre conferenze, a partire da quella di Daniele Fedeli, docente di pedagogia speciale all’Università di Udine, dal titolo “Le sfide dei bambini. Come gestirle in modo costruttivo”, confermata il 13 novembre, con inizio alle 20.30. Nelle settimane successive saranno proposti anche gli appuntamenti con lo psicologo Andrea Paschetto sul tema Gli antidoti per gli atteggiamenti negativi. Le parole che non feriscono e con la psicologa Giusy Guarino, che parlerà di Comunicazione empatica tra genitori e figli.

Tutti i dettagli e gli aggiornamenti al riguardo saranno messi a disposizione sul sito internet dell’associazione Klaris (https://klarisweb.wordpress.com/) e all’interno delle prossime puntate della trasmissione Radio PeDiA, in programma il 6 novembre (repliche il 7 e l’8) e il 20 novembre (repliche il 21 e il 22) su Radio Onde Furlane.
PeDia è un progetto realizzato dall’associazione Klaris con il confinanziamento della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, nell’ambito delle attività a sostegno dell’associazionismo familiare, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine e dei Comuni di Basiliano, Carlino, Martignacco, Moruzzo, Premariacco, Remanzacco e Tavagnacco e con la collaborazione delle cooperative Informazione Friulana, società editrice di Radio Onde Furlane, e Athena Città della Psicologia.

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In copertina, il professor Daniele Fedeli dell’Università di Udine.

 

Meno controlli nel lockdown: preoccupa il rischio di un aumento dei tumori

Allarme tumori femminili al tempo di Coronavirus, per cui bisogna fare di tutto pur di scongiurarne il rischio. E allora “Il Covid-19 non ferma la prevenzione” potrebbe essere lo slogan – caso mai ne servisse uno – per la Campagna nazionale Nastro Rosa “Lilt for Women” che, dal 1992, ritorna puntualmente in ottobre, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute, per sensibilizzare la popolazione sul tema della prevenzione. La necessità di prestare se possibile ancora più attenzione a questo tema è stato ribadito, con toni accorati, dal presidente nazionale, professor Francesco Schittulli, il quale ha segnalato al ministro della Salute, Roberto Speranza, la preoccupante possibilità di un aumento del numero di casi correlato alla drastica riduzione delle visite senologiche e degli screening mammografici nei mesi del lockdown e in quelli successivi. Un tema più volte ribadito, in questo periodo, anche dal presidente dell’Associazione provinciale di Udine della Lilt, ingegner Giorgio Arpino: «Gli ambulatori della nostra sede sono aperti, nel rispetto dei più rigorosi protocolli, i nostri medici volontari sono a disposizione; la prevenzione del Covid non deve farci abbassare la guardia nella lotta ai tumori. Non solo a quelli femminili».

Il tavolo dei relatori.


Questo, dunque, il leit motiv delle iniziative in programma per il 2020, con un ottobre “lungo”, iniziato già a… settembre con le anteprime del “Peperoncino Day” e che si concluderà, il 7 novembre, con il tradizionale convegno in sala Ajace, nel capoluogo friulano. “Non solo rosa: Generi diversi, obiettivi in comune nella prevenzione e nella lotta ai tumori”: questo il tema di quella che, più che un convegno, sarà una mattinata di studio rivolta a pubblico comune, a professionisti e a volontari della prevenzione. Il focus sarà molteplice, passando dai fattori di rischio, agli aspetti psico-sociali fino ad analizzare le prospettive, ma anche le insidie attuali, sui tumori maschili-femminili, inquadrate pure nei rapporti interpersonali nell’ambito familiare.
Le iniziative del programma “Ottobre rosa… e piccante” sono state presentate ieri mattina, nel Palazzo della Regione a Udine, con la partecipazione del presidente del Consiglio regionale, architetto Piero Mauro Zanin. Per la Lilt, con Giorgio Arpino, leader dell’Associazione friulana intitolata a Elio ed Enrico Morpurgo, hanno parlato il vicepresidente dottor Luigi Di Caccamo ed il consigliere dottor Pierpaolo Janes.

Giorgio Arpino

Continuando una bella tradizione, anche quest’anno il Comune di Udine – da sempre al fianco della Lilt friulana – ha provveduto ad illuminare “in rosa” via Mercatovecchio. Inoltre, raccogliendo l’invito congiunto rivolto da Lilt e Anci, anche altri Comuni hanno illuminato le facciate di municipi e monumenti. Ma l’ottobre della Lilt, oltre che rosa, da parecchi anni è anche piccante: dal 2017 è stato infatti inserito nel programma il “Peperoncino Day”. Così, nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre (il 12 è la data in cui negli Usa si festeggia il Columbus Day, in onore dello scopritore dell’America, Cristoforo Colombo, senza il quale il peperoncino non sarebbe giunto nel Vecchio continente), nel gazebo allestito a Udine in piazzetta Lionello e all’esterno di numerose parrocchiali cittadine, nonché della provincia, verrà proposto in cambio di un’offerta destinata alla Lilt un “kit” per realizzare la pasta aglio, olio e peperoncino, piatto simbolo della “dieta mediterranea”, ormai patrimonio dell’Unesco, che costituisce una “medicina” fondamentale per la salute e per la prevenzione dei tumori.

I peperoncini piccanti.


Quella del 2020 è la 18ª edizione del “Peperoncino Day” e gode del patrocinio della sede nazionale dell’Accademia Italiana del Peperoncino. Nelle precedenti edizioni erano stati raccolti complessivamente quasi 80 mila euro, tutti impiegati dalla Lilt per l’acquisto di attrezzature e materiali sanitari per i propri ambulatori o per andare incontro a specifiche esigenze di strutture sanitarie pubbliche.
L’ottobre rosa sarà anche l’occasione per presentare in anteprima il calendario Lilt 2021, altra storica iniziativa dell’associazione friulana. Quest’anno il calendario, dedicato particolarmente ai tumori femminili, avrà come protagoniste/testimonial proprio loro, le donne che hanno affrontato e, sempre più spesso, superato prove difficili.

Piero Mauro Zanin

Le conclusioni sono state tratte dal presidente Zanin. «I tumori – ha detto – sono la seconda causa di morte in Italia dopo i problemi cardiocircolatori. Ecco perché la prevenzione è fondamentale e non può arrestarsi nemmeno quando l’attenzione di tutti noi è concentrata sul Covid. A questo proposito, il contributo della Lilt garantisce quella sussidiarietà integrale della salute che, fondata su principi solidali, rende più forte la società affiancando e supportando nel modo corretto l’attività dei soggetti istituzionali». Zanin ha, inoltre, annunciato che pure il Consiglio regionale si illuminerà di rosa e azzurro all’inizio di novembre, in contemporanea con lo svolgimento del convegno “Non solo rosa. Generi diversi, obiettivi in comune nella prevenzione e nella lotta ai tumori” in programma nel capoluogo friulano il 7 novembre. «Lo stile di vita legato all’alimentazione – ha aggiunto commentando l’autunno della Lilt caratterizzato anche dal “Peperoncino Day” di questo fine settimana – è un punto cardine nell’attività di prevenzione e di valorizzazione del “ben-essere”. Può non essere un caso – ha infatti evidenziato, – che in una regione come la nostra, dove la cultura agroalimentare è ampia e diffusa al pari di quella sportiva, la percentuale di sopravvissuti ai tumori è superiore alla media nazionale. Dobbiamo sempre ricordare – ha concluso il presidente Zanin – che 1 euro pubblico investito nella diffusione della prevenzione nell’ambito della salute genera un beneficio economico e sociale pari a 10 volte tanto».

Il centro Nella Arteni di Udine.

Il programma “ottobre rosa” della LILT si svolge con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, della ASUIUD, di Federsanità-Anci e della Confcommercio di Udine. In particolare, il Peperoncino Day è reso possibile dal generoso contributo del Gruppo Despar e di Udine Mercati.

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In copertina, il logo della campagna di ottobre promossa dalla Lilt.

Future Forum oggi al via su Telefriuli: obiettivo Covid-19 e Via della Seta

Nuovi mercati e rotte commerciali saranno al centro della prima puntata, oggi 5 ottobre, alle 20.40, del Future Forum 2020, il progetto della Camera di Commercio di Pordenone-Udine che quest’anno “si trasferisce” in tv, sul giornale e i social. Dieci puntate, da lunedì a venerdì per due settimane, da circa 15 minuti, andranno in onda su Telefriuli, con approfondimenti sul Messaggero Veneto, i due media che collaborano all’edizione. “Andremo così noi nelle case dei cittadini, una formula che avevamo già immaginato prima del Covid e che oggi ha confermato la sua validità – commenta il presidente camerale, Giovanni Da Pozzo -. Con queste puntate andremo ad approfondire il futuro di diverse tematiche, ovviamente non potendo prescindere da come e quanto il futuro, per come l’avevamo immaginato, cambi alla luce del Covid-19, con tutte le modifiche che sta portando nella nostra economia e nel nostro modo di vivere”.

Cristina Pozzi

ph Francesco Margutti

Riflessi a livello globale e locale, che saranno discussi nelle puntate – curate da Impactscool con la partecipazione della ceo e co-fondatrice Cristina Pozzi –,con esperti internazionali e con alcuni dei principali protagonisti delle istituzioni, dell’economia, delle imprese regionali. L’ospite nazionale della prima puntata sarà Alberto Forchielli, esperto di economia e di sviluppo di affari internazionali, con particolare focus sul Sudest asiatico, Usa e Cina. Forchielli introdurrà il dibattito con il suo qualificato punto di vista sulla situazione e sulla discontinuità introdotta dal Covid-19, che ha cambiato i piani degli imprenditori e le logiche dei mercati internazionali. Come reagire? È il momento ripensare la globalizzazione, i mercati e le rotte internazionali? La Via della Seta continuerà a offrire opportunità per le aziende friulane? Si discuterà, in questo contesto, di cosa cambia per la comunità economica del Friuli Venezia Giulia, poiché in studio interverranno anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, e Chiara Valduga, presidente di Cividale Spa.

Domani, 6 ottobre, si parlerà invece di economia e finanza, riflettendo sugli strumenti che diventeranno sempre più preponderanti nei prossimi anni, anche in seguito alle esigenze, da un lato, e alla crisi, dall’altro, innescate dall’emergenza sanitaria. Gli ospiti nazionali saranno il direttore di Milano Finanza Roberto Sommella e Marco Bellezza, avvocato e amministratore delegato di Infratel Italia, società in-house del Ministero dello Sviluppo economico che fa parte del Gruppo Invitalia. Dei riflessi sull’economia regionale parleranno poi il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, e Chiara Mio, presidente di Crédit Agricole FriulAdria Spa.

Le puntate si potranno vedere successivamente anche sui social di Telefriuli, del Messaggero Veneto e della Camera di Commercio (@camcompnud). Per info www.friulifutureforum.com

L’hashtag per i commenti sulle trasmissioni è #futureforum2020.

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo.

A Casarsa si tirano le somme: estate ok per il Progetto giovani

Bilancio positivo per l’estate del Progetto giovani a Casarsa della Delizia: rispettando le norme anti Covid-19 si è infatti riusciti a fornire, in sicurezza, momenti di aggregazione per i partecipanti, nell’età tra gli 15 e i 25 anni, a beneficio anche delle loro famiglie.
Intanto, procede per i più grandi la realizzazione della Podcast experience – lasciati ispirare che permette loro, assieme a Coogito – Consulta dei giovani, di raccontare le loro esperienze lavorative, di formazione o volontariato in Italia o all’estero. Tutte iniziative inserite nel progetto “Piùmani”, realizzato dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Casarsa con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, Giovanifvg.it, Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale – Presidenza del Consiglio dei Ministri – bando regionale per progetti di cittadinanza attiva a favore dei giovani.

Ilaria Peloi

“I giovani nell’età compresa tra scuola media e superiore – ha spiegato l’assessore alle Politiche giovanili, Ilaria Peloi – sono tra quelle categorie che più hanno sofferto, a livello di socialità mancata, gli effetti del lockdown della scorsa primavera. Si tratta di un’età in cui costruire le relazioni con i propri coetanei è fondamentale. Per questo abbiamo realizzato, assieme alla cooperativa sociale Il Piccolo Principe che collabora alla gestione del Progetto giovani, diverse attività estive a cui hanno partecipato più di 100 tra ragazze e ragazzi: siamo soddisfatti di aver potuto dare loro non solo momenti di svago ma anche di crescita personale”.
Con la fotografa documentarista Giulia Iacolutti è stato proposto il laboratorio “Oltre lo sguardo – fotografia sociale”: un percorso intenso con l’obiettivo di offrire ai ragazzi stimoli importanti per osservare il mondo con occhi diversi e trarre esempi da lavori internazionali, per dare significato e valore ai pensieri e ai vissuti dei ragazzi, in modo da “trasformarli” in progetti da costruire.

CittAction è stato, invece, il laboratorio teatrale condotto dall’attrice Caterina Comingio che ha coinvolto i partecipanti facendo loro esplorare narrazioni antiche e recenti che parlano di abitanti, di città e di paesi, di ruoli sociali, di persone e di stereotipi e conducendoli ad una progressiva contaminazione dei personaggi con la propria personalità e il proprio modo di osservare il mondo.
I like it è stata invece la serie di giovedì in cui si sono confrontate le idee dei partecipanti arrivando poi a proposte concrete organizzando giornate ludiche, sportive e creative, dai laboratori di murales all’esplorazione astronomica fino alle gite sul territorio.
“Ora – ha concluso l’assessore Peloi – stiamo supportando Coogito nel progetto dei podcast: sono state realizzate delle video-interviste per raccontare le esperienze, i vissuti, le difficoltà e le soddisfazioni dei giovani casarsesi, con l’intento di dare degli spunti di riflessione ai coetanei su come loro hanno iniziato a costruire il proprio futuro. Vi invito a visionarle sul sito progettogiovanicasarsa.it”.

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In copertina, ragazzi partecipanti a Casarsa al laboratorio teatrale.

All’Ute di Pordenone domani si riparte: in cattedra Francesco Jori

Ripartono finalmente le lezioni in presenza all’Ute, Università della Terza Età di Pordenone: appuntamento nell’Auditorium del Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone, dove è garantito il rispetto delle misure vigenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. L’anno accademico 2020/2021 ha una novità di rilievo: la possibilità, per tutti, di seguire le lezioni anche da casa in streaming live cliccando sul sito centroculturapordenone.it/ute.

L’inaugurazione è in programma domani primo ottobre, alle 15.30, e sarà affidata al giornalista e saggista Francesco Jori, sul tema La Serenissima in Friuli alla caduta del Patriarcato di Aquileia. Anche quest’evento sarà disponibile in diretta streaming sul sito centroculturapordenone.it/ute Francesco Jori è stato a lungo corrispondente e ha seguito la politica italiana ed estera, documentando come inviato speciale i giorni della caduta del muro di Berlino, ma anche la Cina dopo i fatti di piazza Tien-an-men, la situazione in Israele alla vigilia della prima guerra del Golfo e l’attentato terroristico alle Torri Gemelle di New York. Dal 2006 è editorialista dei quotidiani locali del gruppo Espresso. Ha tenuto numerosi corsi di formazione sulla comunicazione e sul giornalismo anche a livello universitario. Le iscrizioni all’Ute di Pordenone si sono aperte agli inizi di settembre: 30 corsi e 25 laboratori seguendo tutte le normative negli spazi di Casa Zanussi, quotidianamente fino a maggio 2021. Gli studenti UTE sono tenuti a scegliere i corsi da seguire in presenza, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Si prevede di trasmettere alcune lezioni in streaming, a partire dalla prolusione del 1 ottobre: agli iscritti interessati che non sono riusciti a prenotare un posto nell’Auditorium, sarà dato un codice d’accesso per poter seguire l’incontro on line comodamente da casa.

Francesco Jori, giornalista professionista dal 1967, è laureato in Scienze Politiche all’Università degli studi di Padova. Ha iniziato la carriera al Resto del Carlino, quindi è stato capo ufficio stampa della Provincia di Padova. Nel 1978 ha fatto parte del gruppo di fondatori del nuovo quotidiano Il Mattino di Padova, per poi passare, dal 1979, al Gazzettino, di cui è stato inviato speciale, vice-direttore, e responsabile dell’inserto quotidiano Nordest. Ha pubblicato, tra gli altri, i libri Di Nordest non ce n’è uno. Dalla Liga alla Lega e Senza politica (Marsilio), Racconti d’impresa (Laterza), L’ultimo dei barcari, Storia di Padova, Storia di Vicenza, Il Sud del Nord, Ne uccise più la fame e 1516, il primo ghetto (Biblioteca dell’Immagine). Per Il Poligrafo ha pubblicato con Paolo Giaretta La Padova del sindaco Crescente (1947-1970) (Padova 2017).

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In copertina, il giornalista e saggista Francesco Jori che sarà domani pomeriggio all’Ute di Pordenone.

Mara Navarria: è l’Asu la mia stazione di partenza per Tokyo 2021

Nel 2018 ha vinto la Coppa del mondo e i Mondiali di spada a Wuxi, in Cina. È attualmente la numero 5 a livello planetario. È già qualificata per le Olimpiadi di Tokyo, nel 2021. Con le compagne di squadra ha iniziato il 2020 con un oro nella tappa di Coppa del mondo di Cuba e un argento nell’individuale al Gran Prix di Doha. Dal settembre 2019 è ambassador del Friuli Venezia Giulia. Mara Navarria è tutto questo, ma non solo. Il pubblico ha avuto modo di “conoscerla” un po’ di più in via Aquileia, a Udine. Lì, infatti, l’atleta azzurra è stata protagonista di un talk, condotto dalla giornalista di Telefriuli Sara Ramani. Un evento, in calendario nell’ambito di “Udine sotto le stelle”, parte della programmazione settembrina del Borgo, realizzata grazie al coordinamento di Confesercenti Udine e in collaborazione con il Comune, l’ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane -, l’associazione “Amici del Borgo Aquileia” e l’Associazione Sportiva Udinese, dove Mara si allena da qualche mese.
Dopo il saluto del sindaco Pietro Fontanini, dell’assessore allo sport, Antonio Falcone, e del presidente di Confesercenti Udine, Marco Zoratti, la parola è subito passata a Mara che ha iniziato a raccontarsi, ricordando che «a settembre è ripartito il mio viaggio verso Tokyo 2021 e la mia stazione di partenza è l’Asu di Udine. Dopo qualche settimana di vacanza, passata tra il Fvg e un breve weekend a Rapallo per salutare i vecchi amici, in questi giorni sto riprendendo la mia routine di allenamento tra palestra, bicicletta, piscina e sala scherma. Il primo obiettivo è la ripresa delle gare a fine novembre a Tallinn, se il programma verrà confermato dalla Fie».

Un rientro a casa tanto desiderato e che ha superato le aspettative. La qualità di vita, tornando nella sua Carlino, è cambiata ed era proprio quello che la campionessa desiderava. Il contatto con la natura, le distanze brevi e poi le tradizioni (il pinarûl fra le sue preferite). In Fvg ha trovato quella vita di comunità che le mancava e che reputa avere un valore altissimo. Non meno piacevole il ritorno “sportivo” a casa, che «non poteva ricevere un’accoglienza migliore – ha raccontato -. Dopo la scelta definitiva fatta con Andrea (suo marito e preparatore fisico, ndr) di rientrare in Friuli Venezia Giulia è naturalmente arrivata anche quella di trovare un club dove potermi allenare e preparare l’Olimpiade. La scelta è caduta sull’Associazione Sportiva Udinese, con cui c’erano già in corso progetti, come il camp invernale di dicembre 2019. La mia presenza in sala Scherma insieme a quella del mio team e in particolare del mio maestro Roberto Cirillo e del mio preparatore Andrea Lo Coco, sarà di supporto alla direzione tecnica e a tutti i giovani ragazzi e ragazze che si allenano o che decideranno di provare e scegliere la scherma prossimamente. Il nostro obiettivo è di rilanciare la sezione e in particolare della spada. Per me sarà un piacere condividere la pedana anche con il più giovane dei nostri schermidori, ritengo che sia fondamentale condividere con loro la mia esperienza e le mie capacità tecniche e tattiche. Ci sono delle potenzialità, vedo occhi attenti e curiosi su quello che faccio. Mi vengono chiesti consigli e io sono contenta di poter aiutarli e spero poi di vederli anche applicati».

I piani “originali” sono però stati sconvolti dal Covid-19: «La pandemia ha stravolto in primis la mia programmazione da atleta: il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo dal 2020 al 2021 ha impattato sulla mia vita professionale ma anche su quella privata. Io e mio marito avevamo già in programma di rientrare in Fvg dopo l’Olimpiade. Il Covid-19 ci ha fatto anticipare i tempi. Sono rientrata da Budapest il weekend del 7/8 marzo e insieme abbiamo deciso di rientrare a casa, in questo modo siano riusciti a trascorrere tutto il lockdown dai miei genitori, in un ambiente sicuro e che mi ha permesso, grazie al giardino e al cortile, di continuare ad allenarmi». All’inizio (gli allenamenti sono ricominciati da poco) certamente i ragazzi erano un po’ timorosi. Prima la vedevano solamente in tv e ora è lì, con loro «all’inizio erano un po’ timorosi, ora si sono sciolti. Mi fanno un sacco di domande e io sono felice di questo. Mi guadano e mi chiedono perché faccio un’azione piuttosto che un’altra. Sono contenta di poter trasmettere i miei valori e la mia esperienza, non solo sportiva».

Nonostante tutto, il ritorno alle origini, all’affetto della famiglia, ai colori e sapori della propria terra è impagabile: «Sono sempre felice quando torno a casa e quando a marzo sono rientrata avevo proprio bisogno, alla luce anche della situazione contingente, di ritrovare gli affetti. Sono una mamma atleta che viaggia molto e i primi mesi in Friuli mi hanno permesso di passare tanto tempo con Samuele, mio figlio, e la mia famiglia: non solo per il supporto per la didattica a distanza, abbiamo fatto tante cose insieme, dalle gare di cucina (la migliore gubana), lavorare nell’orto, costruire Lego. Appena è stato possibile tornare in sala d’armi, Asu mi ha sostenuta e mi ha accolta: da giugno ho riniziato con il maestro Piraino gli allenamenti in pedana. Da marzo a giugno non ho mai smesso però di allenarmi: preparazione fisica, preparazione mentale, match analysis. Il mio team – Andrea, Roberto Cirillo; ma anche Rosarita Gagliardi, breath trainer, e Alessandro Vergendo, mental coach, istruttori di Apnea Academy con cui svolge lavori di rilassamento, respirazione e apnea applicata alla scherma – non ha mai smesso di essere presente anche se in versione digitale».

Questo 2020 è stato complesso anche per il mondo dello sport. Le Olimpiadi sono state posticipate ed è stato un duro colpo per tutti coloro che avevano già cominciato il conto alla rovescia, però «Tornare in Fvg, comprare una nuova casa e iniziare a costruirla come desideriamo, trovare un ambiente sereno e produttivo in cui allenarmi: guardo al futuro con positività e con la consapevolezza che gli obiettivi che ho davanti sono sfidanti, ma non vedo l’ora di provare ad agguantarli».

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In copertina, la campionessa Mara Navarria durante l’intervista in via Aquileia a Udine.

 

Un nuovo format tv per “Future Forum”: 10 puntate su Telefriuli

Per il percorso progettuale “Future Forum”, quest’anno, saranno i 10 anni dall’avvio. E dagli eventi in presenza si passerà per la prima volta a un evento televisivo: un approfondimento in 10 puntate da 12 minuti, in onda sull’emittente regionale Telefriuli, ogni sera dal lunedì al venerdì, alle 20.40, per due settimane, dal 5 al 16 ottobre. Ogni serata sarà tematica e, alternando ospiti locali e nazionali, andrà a scandagliare gli scenari futuri di diversi settori e molteplici questioni economico-sociali, tutto necessariamente reinterpretato alla luce dei cambiamenti che l’emergenza sanitaria Covid-19 ha portato e che andranno indubbiamente a influenzare il corso del futuro. Il ciclo di trasmissioni, dal titolo “Future Forum – Il domani inizia oggi”, è realizzato con la collaborazione media di Telefriuli e del Messaggero Veneto. FF 2020 è curato da Impactscool, prima impresa italiana che si occupa di ricerca, consulenza e formazione dedicata al Futures Critical Thinking, e vedrà la partecipazione della ceo e cofondatrice Cristina Pozzi, imprenditrice sociale, divulgatrice e attivista con l’obiettivo di influenzare positivamente la società, unica italiana scelta dal World Economic Forum come Young Global Leader 2019-2024.

La presentazione dell’iniziativa tv.

Come spiega il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, «già alla fine del 2019 avevamo deciso di cambiare format e spostare Future Forum in tv, senza ancora poter prevedere cosa sarebbe accaduto con l’emergenza sanitaria. Con la necessità, tuttora valida, di mantenere il più possibile il distanziamento sociale, la decisione ha confermato la sua utilità. In questi mesi, abbiamo però necessariamente rivisto i contenuti, che sono sempre rivolti a immaginare il futuro, ma è un futuro sicuramente diverso da come ce lo immaginavamo quando abbiamo cominciato a concepire il programma. Un futuro, è ovvio, su cui non si può ragionare prescindendo da quello che il Covid ha portato nella nostra società, a 360 gradi. I nostri ospiti andranno dunque ad analizzare ciò che ci aspetta, in diversi campi e nelle diverse declinazioni, con una presenza imprenditoriale e istituzionale importante dal nostro territorio e ospiti esperti nazionali e internazionali, collegati a distanza. Insieme ci aiuteranno a leggere con concretezza questo momento e il domani, con idee, proposte, realizzazioni».

Giovanni Da Pozzo.

«La pandemia – aggiunge Cristina Pozzi – ha rappresentato un momento di discontinuità rispetto al passato, accelerando alcuni cambiamenti che erano già in atto. Se già prima guardare al futuro era una necessità al fine di avere una visione di lungo termine che guidasse le nostre scelte del presente, in una fase così complessa come quella che stiamo attraversando è ancora più fondamentale perché le scelte che facciamo ci permettono di ridisegnare gli scenari in modo ancora più impattante. La scelta della Camera di Commercio di Pordenone-Udine di portare questi temi al grande pubblico attraverso un format televisivo dimostra grande sensibilità e lungimiranza: è infatti importante offrire a tutti gli elementi per guardare al domani con consapevolezza e offrire la possibilità di partecipare attivametne alla costruzione del futuro».

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Proprietà intellettuale
domani in un webinar

Per domani 29 settembre, dalle 10 alle 13, Innexta – Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza in collaborazione con l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, ha organizzato un webinar su “Il valore economico della proprietà intellettuale”. Dopo i saluti del presidente della Camera di commercio e di Innexta, Giovanni Da Pozzo, interverranno Chiara Carzaniga, che illustrerà le finalità del progetto “Marchi e Disegni comunitari” nell’ambito del quale è stata organizzata l’iniziativa, l’avvocato Michela Maggi, coordinatore scientifico del Progetto, Francesco Morgia, dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che illustrerà le azioni messe in campo dal Ministero dello Sviluppo economico per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale, e i professionisti Andrea Vestita e Giuliano Necchi. La partecipazione all’evento online è libera e gratuita previa iscrizione. Per iscriversi https://www.marchiedisegni.eu/webinar-29-settembre-2020/

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In copertina, la ceo e cofondatrice Cristina Pozzi, imprenditrice sociale, divulgatrice e attivista. (Foto Francesco Margutti)

 

Il Giro d’Italia da Rivolto a Piancavallo: martedì due incontri ad Aviano

Sarà un’intensa anteprima alla tappa “Rivolto-Piancavallo” del 18 ottobre prossimo il duplice incontro di martedì 29 settembre ad Aviano. Si tratta di due eventi distinti, uno in Comune, per addetti ai lavori, l’altro nella Casa dello studente, aperto al pubblico. In municipio si incontreranno Enzo Cainero, organizzatore delle due tappe friulane, e Amministrazione civica.
Nella Casa dello studente, invece, l’incontro con il pubblico e con i giornalisti è in programma a partire dalle 10. È organizzato dal Circolo della Stampa di Pordenone guidato da Pietro Angelillo in collaborazione con il Comune pedemontano e avrà come protagonisti lo stesso Cainero e tre giornalisti sportivi: Franco Bortuzzo (caposervizio Servizi sportivi Rai), Antonio Simeoli (capo Servizi sportivi del Messaggero Veneto), Pierpaolo Simonato (capo Servizi sportivi de Il Gazzettino di Pordenone). Interverranno anche i vertici del Comune di Aviano.
Tema dell’incontro: “Finalmente il Giro d’Italia! Covid-19 cambia gli sport di massa. E l’informazione? Confronto con agonismo, economia, sociale”. È un argomento attualissimo che coinvolge tutti coloro che stanno soffrendo le conseguenze del freno alle presenze negli eventi sportivi, dagli organizzatori al pubblico degli appassionati, dagli autori delle notizie al pubblico dei destinatari delle notizie.
«L’evento nella Casa dello studente – anticipa Angelillo – si annuncia interessante non soltanto per le esperienze vissute nei mesi di lockdown e nei tempi attuali su quanto sia possibile il ritorno alla normalità, ma perché include gli interrogativi pressanti su quanto la pandemia ha cambiato e sta cambiando la vita di una società come la nostra, di fronte ai diritti e ai doveri sociali ed economici. Il tutto, di fronte a un interrogativo di fondo: ci sarà la normalità? E quale normalità?».

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In copertina, la zona di Piancavallo meta della 15ma tappa del Giro.

Donne e cooperative: come conciliare in Fvg la vita e il lavoro

Le donne rappresentano il 52 per cento degli oltre 17 mila addetti impiegati in circa 600 cooperative del Friuli Venezia Giulia. Con problemi di parità di genere, di opportunità e di conciliazione dei tempi della vita e del lavoro, la cui compatibilità è resa ancora più difficile dalla pandemia. A fare un passo avanti in questa direzione ora ci prova Confcooperative Fvg che vuole espandere l’impiego degli strumenti normativi per la conciliazione vita-lavoro nelle aziende associate, con un occhio attento verso il mondo dell’impegno lavorativo femminile.

«Norme e strumenti ancora poco conosciuti e, quindi, poco utilizzati – precisa Paola Benini, coordinatrice della Commissione Donne Dirigenti di Confcooperative Fvg – e per questo abbiamo avviato un’intensa campagna di sensibilizzazione nelle imprese cooperative regionali. Il 2020 e il Covid-19, inoltre, hanno evidenziato l’urgenza di una nuova e maggiore attenzione alla conciliazione, davanti alle difficoltà pratiche affrontate da molte famiglie in questi mesi e, anche ora, con il difficile e rischioso avvio dell’anno scolastico».

Ecco, dunque, che l’associazione ha presentato – in forma di webinar online, nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria – il vademecum predisposto dopo un lungo lavoro, nell’ambito del progetto “Star bene fa bene”, il quale ha coinvolto un circolo di studio costituito da alcune cooperatrici di diversi settori operativi che hanno approfondito gli istituti presentati provando a simularne l’applicazione a fronte di specifiche necessità derivanti dalle diverse tipologie di servizi e di utenza. Le puntuali schede normative sono state redatte e curate dalla consulente Francesca Torelli, certificatrice Family Audit.

Attraverso questo progetto sono stati classificati e messi a disposizione di dirigenti e uffici del personale delle imprese una efficace guida per l’utilizzo dei diversi strumenti che leggi in vigore e contratti collettivi, nel corso degli anni, hanno introdotto: dal lavoro agile alla banca delle ore; dall’orario flessibile all’utilizzo del part time e al telelavoro.

«Le politiche di conciliazione tra vita e lavoro nelle imprese sono assi portanti del benessere organizzativo, dell’efficienza e della produttività complessiva», spiega infine Paola Benini. L’obiettivo di Confcooperative Fvg è stato quello di sperimentare, direttamente con le cooperatrici, l’applicabilità dei diversi istituti normativi in modo da cercare di affrontare, e soprattutto di ridurre, le cause che impediscono il loro effettivo utilizzo, per favorire lo sviluppo di politiche di conciliazione vita-lavoro necessarie e non più procrastinabili per la qualità della vita dell’intero mondo femminile della cooperazione.

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In copertina, Paola Benini coordinatrice della Commissione Donne Dirigenti di Confcooperative Friuli Venezia Giulia.

Pordenone, asili nido e scuole d’infanzia al tempo del Covid

Oltre 220 piccoli alunni accolti in sicurezza da oltre 40 educatrici tra Pordenone e provincia, per la serenità delle famiglie che possono trovare un valido sostegno in questi tempi incerti dell’emergenza Covid-19: Marameo, Babylandia, Giocomagico e Melarancia sono quattro cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone che in questi giorni hanno riavviato i propri asili nidi seguendo i protocolli sanitari in essere. Grazie all’esperienza maturata durante il periodo estivo stanno gestendo questa nuova sfida attraverso piccoli gruppi di alunni e sanificando con costanza giochi e struttura. Ricca e diversificata, inoltre, la proposta educativa in termini pedagogici, che viene osservata con particolare attenzione: essa è incentrata in particolare sul rispetto dell’altro, delle differenze e sulla parità di genere, a testimonianza della professionalità acquisita dalle educatrici attraverso articolati piani formativi proposti e sostenuti dalle cooperative.

Si tratta di realtà prettamente al femminile, con donne che le hanno fondate e che sono direttamente socie-lavoratrici in esse per la gran parte dei casi. Al momento non sono segnalate criticità, grazie anche alla collaborazione fattiva delle famiglie.
“L’attenzione per l’altro e per le sue esigenze – ha commentato Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone -, a partire da quelle dell’infanzia, sono una caratteristica intrinseca della cooperazione sociale: valori ed esperienze che in questa fase così particolare, dettata dall’emergenza coronavirus, sono ancora più preziose per dare una risposta alle esigenze delle famigie dopo i mesi del lockdown. Stiamo lavorando per cercare una nuova normalità e le nostre cooperative associate sono impegnate con passione in questa missione educativa”.

Marameo, con sede a Cordenons, ha 3 socie e 2 educatrici. Ospita 15 bambini nel suo asilo nido. “Dopo il centro estivo – racconta Erika Del Mul -, abbiamo riaperto il 1° settembre dividendo i bambini in gruppi per età con un’educatrice di riferimento. Inoltre abbiamo un’ausiliaria per le pulizie e sanificazione di giochi e ambienti. Ingresso e uscita sono scaglionate per non creare assembramenti: una bella sfida alla quale stiamo rispondendo con passione e impegno”.
Babylandia gestisce i due nidi “Manine e piedini” in via Prasecco e “Manine e piedini 2” in via Cotonificio, sempre a Pordenone. In totale 38 alunni seguiti da 8 educatrici.
“I nidi hanno riaperto il 1° settembre – racconta Michael Jessica Garcia – a pieno regime e nel rispetto delle linee anti coronavirus, dividendo i nostri piccoli utenti in tre gruppi con la propria educatrice di riferimento e con screening Covid-19 effettuato. Stiamo attuando tutte le procedure per la sanificazione giornaliera con triage d’entrata e seguendo un arrivo ed una uscita scaglionata per evitare assembramenti. Il nostro metodo educativo vede al centro della vita al nido e delle attività il bambino, preparandolo e promuovendo la sua autonomia nel rispetto della sfera sociale in cui è inserito, rifacendoci a diversi pensieri di pedagogisti come Lock, Froebel, Bruner e Kleparade”.

Giocomagico gestisce il nido d’infanzia privato in via San Simone 2 a Prata di Pordenone. I soci sono 9 di cui 6 socie lavoratrici all’interno del nido (5 educatrici e una cuoca). I bambini che si possono accogliere all’interno della struttura sono al massimo 20: attualmente sono 14 e sono previsti successivi inserimenti. “Per la riapertura – racconta Valentina Binot -, avvenuta il 7 settembre, abbiamo organizzato le attività in modo da fonire a ciascun bambino il proprio materiale e sfruttando, per quanto possibile, il giardino esterno e le presentazione e l’utilizzo di materiali facilmente sostituibili e reperibili come foglie, legnetti e carta di giornale. Il nostro metodo educativo è un approccio integrato derivante da diversi orientamenti pedagogici: vengono proposte attività montessoriane alcune derivanti dall’approccio Reggio Children e dall’Asilo nel Bosco”.

Melarancia – Un posto per giocare è composta da 30 socie-lavoratrici. Accoglie giornalmente 150 bambini presso le sue sedi del Nido in via Monte Cavallo 3 a Pordenone, la struttura che ospita il servizio 0-6 anni in via Correr 29 a Porcia, il Nido Consortile in viale Venezia 18 nella zona industriale Nip di Maniago. “Il 1° settembre tutte le sedi Melarancia – spiega la presidente Giordana Panegos – si sono riattivate nel totale rispetto delle indicazioni per l’attuazione di misure contenitive del contagio da Covid-19 emanate dal Governo e dalle Regioni, peraltro già rodate durante i Centri Estivi e i Servizi Sperimentali organizzati tempestivamente dalla cooperativa in 5 località del nostro territorio a partire dal 15 giugno e per tutta l’estate. Nei nostri Nidi e nella nostra Scuola dell’Infanzia, sostegni fondamentali alla socializzazione e al benessere dei piccoli nonché alla serena ripresa dell’attività lavorativa degli adulti, bambini e bambine si sono potuti finalmente ritrovare per giocare, creare, imparare, in totale sicurezza”.

La pratica pedagogica non direttiva di Melarancia si basa sul riconoscimento delle diversità di ogni bambino e di ogni bambina e delle loro famiglie, sulla libertà di azione quale presupposto per un più maturo e creativo sviluppo cognitivo, sulla valorizzazione del movimento e sul riconoscimento del piacere come principio cardine dell’affermazione del sé. Questo approccio conferisce valore alle diversità individuali e culturali ed è costruito a partire da alcuni riferimenti importanti come: la Pratica Psicomotoria Aucouturier (PPA) che si occupa di favorire la maturazione, lo sviluppo e l’espressività corporeo-affettivo-cognitiva dei bambini e delle bambine attraverso il gioco spontaneo e una appropriazione libera dello spazio e della propria corporeità; la Pedagogia delle Diversità che si propone di partire dalle diversità culturali e individuali di ciascuna bambina e ciascuno bambino per valorizzarle e amalgamarle in modo armonico al fine di educare le piccole e i piccoli alla normalità delle diversità individuali, sociali e culturali e al loro rispetto; l’Educazione Senza Pregiudizio anti-bias education, che mira a creare delle comunità di bambine e bambini dove l’empatia e il rispetto verso tutti siano i valori ispiratori fondamentali. Lo fa soprattutto giocando con il possibile e con la sovversione degli stereotipi sociali ai quale bambini e bambine possono essere abituati, per dare loro la possibilità di esplorarsi e di conoscersi, di accettarsi e di accettare gli altri.

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In copertina e all’interno immagini di tre scuole d’infanzia pordenonesi.