CiviBank e Veneto Sviluppo insieme per aiutare le micro e piccole imprese

CiviBank e Veneto Sviluppo hanno siglato una convenzione per aiutare le micro e piccole imprese venete nell’affrontare le difficoltà della crisi pandemica.  L’accordo consente alle aziende e ai lavoratori autonomi di ricevere finanziamenti agevolati a medio termine da 5mila fino a 50mila euro a tasso zero. I finanziamenti saranno erogati da CiviBank, nel contesto degli sforzi portati avanti dalla banca cividalese per garantire liquidità alle attività economiche del Nordest colpite dall’emergenza Covid-19.

Michela Del Piero


L’accordo – come informa una nota dello storico istituto di credito friulano guidato da Michela Del Piero – nasce per far fronte a una doppia difficoltà incontrata dalle piccole e micro imprese. Da una parte, il lockdown e le successive misure per il contenimento della pandemia hanno creato una situazione di emergenza per molti settori, che faticano a trovare la liquidità per proseguire o riprendere l’attività, e di conseguenza per pagare fornitori e dipendenti, con gravi ripercussioni su tutto il tessuto economico e sociale. Dall’altra, le misure intervengono su una fascia di finanziamenti – quelli fino a 25mila euro – che secondo i dati della Banca d’Italia è stata in costante flessione fin dal 2011. Si tratta della fascia più richiesta dalle piccole realtà del commercio, secondario, terziario e artigianato. Sempre secondo l’analisi di Banca d’Italia, “a parità di altre caratteristiche, sono soprattutto le banche di maggiore dimensione ad avere adottato politiche creditizie più selettive nei confronti delle imprese più piccole”, in parte per i costi fissi elevati e i bassi ritorni dei finanziamenti alle microimprese, e in parte a causa dell’opacità informativa di queste realtà (Relazione annuale 2019).  L’obiettivo dell’accordo, quindi, è sostenere le realtà di dimensioni più contenute – ma non per questo meno importanti – della vicina regione che sono in difficoltà a causa della sospensione o riduzione dell’attività durante l’emergenza epidemiologica. Per questo i finanziamenti sono dedicati a:
• lavoratori autonomi titolari di partita Iva e con domicilio fiscale in Veneto alla data dell’8 marzo 2020;
• Pmi (ovvero aziende che impiegano da 10 a 250 dipendenti) e microimprese (fino a 9 dipendenti) con sede operativa in Veneto, iscritte al registro imprese e in regolare attività alla data dell’8 marzo 2020.
Grazie al contributo a fondo perduto della Regione Veneto, imprenditori e microimprenditori potranno ricevere i finanziamenti con un contributo in conto capitale per un massimo di 2mila euro. Tre finanziamenti pilota sono già stati erogati ad altrettante realtà venete; i prossimi finanziamenti verranno concessi da CiviBank a partire dalla fine di gennaio.
«Il 2021 per CiviBank inizia con lo stesso proposito con cui abbiamo affrontato il 2020: sostenere il tessuto economico e imprenditoriale del Nordest», dichiara il nuovo direttore generale dell’istituto, Mario Crosta. «Le imprese del Veneto – aggiunge – non hanno mai smesso di lottare per rimanere in piedi in questo periodo d’incertezza, e questo vale anche per i lavoratori autonomi e le microimprese. CiviBank non si dimentica di loro, e questo accordo ci dà gli strumenti concreti per aiutarli ad affrontare questo presente difficile e le sue contingenze».

Mario Crosta

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In copertina, ecco un’immagine della sede centrale di CiviBank a Cividale.

Gli Usa da Trump a Biden e la vita a New York: focus con Laura Valeri

Una pordenonese alla New York University. E’ Laura Valeri che oggi ci aiuterà a capire meglio la transizione americana da Donald Trump a Joe Biden nella giornata di avvio ufficiale della nuova presidenza, il tutto in mezzo agli innumerevoli problemi causati dal propagarsi del Covid-19. Si conclude, infatti, la serie di tre appuntamenti con altrettanti corregionali del Friuli Venezia Giulia stabilitisi in diverse città Usa per comprendere meglio cosa sta succedendo Oltreoceano e quale futuro aspettarsi nei rapporti con l’Italia e la nostra regione. Gli incontri, come è noto, fanno parte del Focus speciale sugli Stati Uniti d’America nell’ambito del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua in questo modo a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero.
Non potendo esserci incontri in presenza, l’attività si è strutturata online sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sui canali YouTube e LinkedIn “Pordenonesi nel mondo”. In questi spazi digitali si svolgono interviste in diretta (che possono poi essere riviste) sia con i giovani della recente emigrazione che con i corregionali da più tempo all’estero o i discendenti di emigranti friulani.
Il Focus Usa si concluderà, dunque, oggi 20 gennaio: alle 18 appuntamento online con la Grande Mela, dove qui vive Laura Valeri, che lavora alla New York University ed è originaria appunto di Pordenone. Diventata cittadina americana, racconterà la sua vita newyorkese tra sfide professionali e passioni, come quella della famosa Maratona. Laura Valeri sarà intervistata in diretta da Michele Morassut, della segreteria Efasce, assieme al presidente Gino Gregoris.

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In copertina, la pordenonese Laura Valeri che vive a New York.

 

Covid-19, in Fvg un invito alla vaccinazione per i cooperatori sociali

Un appello/invito alla vaccinazione anti-Covid per gli oltre 3.000 operatori delle cooperative sociali della nostra regione impegnati presso gli Enti socio-sanitari e socio-assistenziali del territorio. È quello rivolto e sottoscritto da sette sigle datoriali cooperative e sindacali. Confcooperative Fvg-Federsolidarietà Fvg, LegacoopSociali, Agci-Solidarietà Fvg da una parte e Funzione Pubblica Cgil Fvg, Cisl Funzione Pubblica Fvg, Uil Fpl Fvg e Fisascat Cisl Fvg dall’altra, hanno infatti predisposto una dichiarazione congiunta in considerazione del fatto che la pandemia sta producendo danni enormi per la salute delle persone e, in tale contesto, le vari parti coinvolte considerano primaria la tutela della salute degli operatori e operatrici sui luoghi di lavoro e la salvaguardia del benessere degli utenti.
In vista della possibilità di accedere, in via prioritaria, alla vaccinazione volontaria, nel rispetto della libertà di ogni singolo cittadino, i sottoscrittori convengono che il vaccino sia utile, non soltanto ai lavoratori occupati negli Enti e alle persone che lo assumono, ma anche a tutti quei soggetti (soprattutto fragili) che non possono essere vaccinati. Auspicano, perciò, la più alta adesione possibile del personale cooperativo occupato negli Enti alla campagna vaccinale in corso, al fine di evitare che le rinunce al vaccino possano determinare conseguenze negative per la salute degli utenti e, dunque, raccomandano a tutti i lavoratori e alle lavoratrici del settore di aderire alla campagna di vaccinazione contro la pandemia da Covid-19.

Un sospiro di sollievo a Carlino per il “caso” Covid. E ora la Tari sarà ridotta

Dopo due mesi di sofferenze e di tensioni per il numero di positivi al Covid-19, che l’aveva trasformata in un “caso”, a livello regionale e non solo, la comunità di Carlino tira un sospiro di sollievo, ma non abbassa la guardia, proprio alla luce della recente esperienza e delle iniziative assunte per fronteggiare l’emergenza sanitaria. «Tra ottobre e novembre ci trovavamo con più di cento positivi al virus che a inizio dicembre nel nostro territorio erano ridotti a quindici», osserva il sindaco di Carlino, Loris Bazzo, che prova a tracciare un bilancio del recente passato e a guardare al futuro, più o meno immediato, presentando un’iniziativa del Comune a sostegno degli operatori economici. «Non abbiamo avuto bisogno di alcuna task force di super esperti e ovviamente non potevamo neppure permettercela – ricorda il primo cittadino – e pertanto abbiamo proceduto con una semplice ma determinata ordinanza sindacale: un provvedimento necessariamente restrittivo, che si è rivelato efficace e ha prodotto i risultati sperati, come possiamo vedere ancora oggi».

La piazza di Carlino.

«È stata una scelta difficile e per certi versi impopolare – aggiunge Bazzo – che infatti non è stata compresa e accettata immediatamente da tutti. Qualcuno ha contestato me e la maggioranza consiliare che sostiene la nostra amministrazione e addirittura c’è chi ne ha fatto una questione personale con me e addirittura con la mia famiglia. Avevo messo in conto possibili reazioni del genere, anche se la realtà, pure sotto questo profilo, si è rivelata più pesante del previsto. In ogni caso, nella forma e nella sostanza, era quella la scelta da fare. Da amministratori responsabili, dovevamo decidere e soprattutto decidere in un certo modo. Lo abbiamo fatto e credo di poter dire che abbiamo fatto bene».
«Perché l’ordinanza avesse successo era necessario che i cittadini la comprendessero e la osservassero con responsabilità e alla fine così è stato», sottolinea il sindaco, evidenziando che «un altro fattore fondamentale, che ha influito anche sulla condotta di ciascun individuo, è stato il contributo dei medici di base che per primi hanno intercettato la gravità dell’impennata del contagio in termini temporali e da subito si sono attivati per segnalare e arginare il fenomeno. Il loro presidio su Carlino, che comprende anche la conoscenza dell’utenza e del territorio in cui lavorano, è stato determinante».

La riflessione di Loris Bazzo si rivolge anche «al prossimo futuro e alle conseguenze dei nostri comportamenti». A questo proposito, il sindaco, che lavora come infermiere all’ospedale di Latisana, ribadisce il fatto che «per certi versi Carlino è stato lo specchio dell’Italia: abbiamo visto come il virus si diffonde velocemente, camminando sulle nostre gambe, ed abbiamo altresì riscontrato come i contagi siano stati immediatamente ridimensionati con le buone pratiche e il buon senso. Sulla nostra comunità si è concentrata un’attenzione mediatica che non ha precedenti, ma in qualche modo essa stessa ha contribuito a farci tenere alta l’attenzione contro il contagio e a farci raggiungere la condizione attuale, che ora dobbiamo mantenere ed ulteriormente migliorare».
Il “sindaco infermiere” lancia un messaggio di speranza a tutta la cittadinanza, che riguarda la salute collettiva e il suo miglioramento, e si riferisce anche alle categorie economiche, alle quali il Comune esprime la propria effettiva vicinanza, con un’iniziativa concreta. «Stanziando 15mila euro e ricevendone altrettanti dalla Regione – spiega Bazzo – puntiamo a ridurre e a dilazionare la Tari. Così gli operatori economici potranno pagare di meno e con più calma». Per saperne di più è necessario contattare il Servizio Tributi del Comune: 0431.687829 e tributi@comune.carlino.it

E il municipio.

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In copertina, Loris Bazzo il “sindaco-infermiere” del Comune di Carlino.

Il Covid non piega l’artigianato Fvg che tiene con l’edilizia. Ma niente crescita

(g.l.) Per ora l’artigianato friulano può gridare al “miracolo”, perché, nonostante i durissimi contraccolpi causati dalla crisi sanitaria, e dalle conseguenti misure anti-contagio, il sistema ha fortunatamente tenuto, anche se la crescita si è purtroppo interrotta, e quindi rinviata, e ci sono state meno start up giovanili, oltre a meno investimenti. Ma è il minimo che ci si potesse aspettare in questo momento di grande difficoltà in tutti i settori, dalla quale non poteva restarne esente proprio quello artigiano. Il tunnel da attraversare, però, è ancora lungo e quella luce là in fondo è ancora lontana da raggiungere, per cui ora la scommessa è vedere se con il 2021 e in particolare con la tanto attesa fine della pandemia il sistema sarà in grado di tornare a camminare, pur con adeguati sostegni – come quelli messi in campo dall’Unione Europea -, e poi a correre. Anche perché la volontà di farlo c’è, come pure la capacità. «Restiamo con il fiato sospeso, aspettando la fine dell’emergenza per tirare le somme», ha sentenziato infatti Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg.

Daniele Cuciz e Graziano Tilatti.


Anno, dunque, difficile, anzi difficilissimo, indimenticabile, questo 2020 che finalmente ci sta per lasciare anche per le imprese artigiane che tuttavia, sotto il profilo della tenuta numerica, hanno appunto dimostrato ancora una volta grande resilienza, cioè marcata capacità nel saper affrontare e superare il momento avverso. E, nell’attesa di poter valutare compiutamente i dati dell’anno, l’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine ha messo in fila quelli registrati da marzo a novembre, parziali sì, ma utili ad avere una prima idea di cosa abbia significato per la grande famiglia degli artigiani Fvg la pandemia di Covid-19 o Coronavirus che dir si voglia. A livello di stock, la variazione a fine periodo è stata positiva, +67, su un totale di 27.613 imprese artigiane. Segno più che, però, non deve ingannare.

«Temiamo – ha detto ieri mattina, aprendo la conferenza stampa di fine anno, il presidente Tilatti – che diverse imprese abbiano stretto i denti e tenuto aperto per non perdere i ristori, ma che una volta finita la pandemia decidano di chiudere». Timore ovviamente fondato che, però, a oggi non è certificato dai numeri. Le iscrizioni hanno infatti superato, pur di poco, le cancellazioni ed è sulle imprese che hanno aperto i battenti che ieri si è concentrato Tilatti: «Queste imprese hanno regalato un segnale di vivacità a tutto il sistema. Sono i nostri nuovi driver, specie nel settore delle costruzioni, che com’è noto per ogni euro speso ne produce quattro». In questo quadro preoccupante, l’edilizia dunque è il comparto che si è dimostrato maggiormente vivace. Dopo anni di fatiche, nella scorsa, indimenticabile primavera ha messo a segno un’inattesa inversione di tendenza: «Il settore era in contrazione dal lontano 2006 – ha evidenziato infatti il responsabile dell’ufficio studi, Nicola Serio -. Dopo 15 anni di contrazione a maggio ha ripreso a camminare chiudendo a +167 imprese nel periodo per un totale di 13.725 imprese a novembre contro le 13.558 di marzo». Effetto Superbonus. «Gli incentivi messi sul piatto dal Governo nazionale hanno di certo spinto in positivo la demografia del settore che ora speriamo continui la sua curva positiva», ha aggiunto il presidente che ha colto l’occasione per ringraziare la struttura di Confartigianato per aver fatto fronte al momento straordinario, in modo più che sufficiente a sentire gli associati, che negli ultimi giorni sono stati coinvolti in un sondaggio sugli effetti del periodo Covid. Il giudizio che hanno dato sull’azione delle associazioni di categoria è stato positivo nell’84% dei casi. Una soddisfazione per la dirigenza e per il personale, «che in questi mesi si è fatto in quattro – ha aggiunto il presidente di Confartigianato Udine Servizi, Daniele Cuciz – senza mai badare all’orologio». Una capacità di resistenza che, per fortuna, si ritrova tra le file delle nostre imprese. E che non può che essere un ottimo indicatore per guardare con un po’ di ottimismo al futuro.

Tornando ai dati, il Fvg è una delle prime regioni in Italia per livelli di attività simili al pre-emergenza. Il 50,5% delle imprese (artigiane e non) della regione hanno infatti registrato attività simili al pre-Covid durante il 2020, più che a livello nordestino (47,3%) e nazionale (41,6%). La tenuta ha però un rovescio della medaglia, ci sono state, come si diceva, meno start up giovanili, oltre a meno investimenti, meno passaggi da società di persone a società di capitali. Insomma, il sistema ha tenuto, ma la crescita si è interrotta. La scommessa ora, come si diceva, è vedere se con il 2021 e in particolare con la fine della pandemia il sistema sarà in grado di tornare a camminare e poi, auspicabilmente, a correre. Perché i problemi non mancano, come segnalano gli artigiani (75) che hanno partecipato al sondaggio lampo. Il 47% di questi denuncia di aver avuto un calo di fatturato che in media si attesta al 30%, il 45% denuncia un aumento dei costi per la gestione dell’emergenza, il 40% la mancanza di liquidità, il 35% i ritardi nell’erogazione degli ammortizzatori sociali, il 28% l’esclusione dai ristori. «Restiamo con il fiato sospeso – ha affermato il presidente Tilatti – aspettando la fine dell’emergenza per tirare le somme, certi che purtroppo qualcuno chiuderà, speriamo in bonis. Ciò nonostante, il sentiment che ci arriva dalle imprese è la voglia di riprendere il cammino. Speriamo ora che quella voglia, che è palpabile in questi ultimi giorni dell’anno, non venga delusa dall’indecisione del Governo nazionale sull’utilizzo delle risorse europee. Abbiamo bisogno di quell’iniezione straordinaria di investimenti per far ripartire l’economia e abbiamo bisogno di regole chiare e snelle, che ci lascino lavorare, liberi dalle zavorre della burocrazia. Termino rivolgendo a tutti, un augurio per un 2021 all’insegna della ripartenza – ha concluso Tilatti -, in particolare agli operatori del sistema sanitario che hanno trascorso in prima linea questi mesi e a quelli dell’informazione che ci hanno sempre dato voce».

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In copertina, l’edilizia è il settore che meglio di tutti ha reagito alla crisi.

Pro Torre Natisone, oltre 6 tonnellate di alimentari per le famiglie in difficoltà

Che bel regalo di Natale! Oltre 6 tonnellate di prodotti alimentari di prima necessità e freschi sono stati donati dal Consorzio tra le Pro Loco Torre Natisone – Tôr Nadison – Ter Nediža al Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia per aiutare, durante le festività, famiglie in difficoltà a causa del Covid-19. Un progetto solidale chiamato “Da Famiglia a Famiglia – Un aiuto concreto dalla famiglia delle Pro Loco alle famiglie del Friuli”, realizzato dal Consorzio con il sostegno del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale tra le Pro Loco d’Italia (Unpli) e di singole Pro Loco, ha visto la raccolta in pochi giorni a inizio dicembre.
I fondi raccolti sono stati utilizzati per acquistare gli alimenti nella catena di generi alimentari all’ingrosso Vivo Friuli, la quale ha applicato un prezzo calmierato per far rendere al meglio i fondi raccolti. Non solo: alcuni fornitori della catena hanno voluto dare il loro contributo con ulteriori donazioni materiali.
Il presidente del Consorzio, Gianfranco Specia, assieme al presidente del Comitato regionale Pro Loco, Valter Pezzarini, ha effettuato l’altro giorno la consegna nel magazzino del Banco a Pasian di Prato, venendo accolti dal presidente del Banco alimentare regionale Paolo Olivo, dalla responsabile della comunicazione Clara Braidotti e da altri volontari dell’organizzazione no profit che aiuta 300 enti caritativi convenzionati, i quali assistono circa 47 mila indigenti in regione.
“Tra le altre cose – spiega Specia – abbiamo consegnato oltre mille litri di latte, 700 chili di farina, 750 di pasta e 800 di frutta e verdura, puntando ad alimenti che lo stesso Banco alimentare ci aveva segnalato come particolarmente necessari in questo difficile momento. Noi Pro Loco del territorio siamo come una “grande” famiglia, molto unita e sempre pronta ad aiutare il prossimo e in questo caso abbiamo voluto aiutare le tante “piccole” famiglie, in aumento anche nelle nostre comunità, che a causa di questa situazione difficile legata all’emergenza coronavirus non riescono più a provvedere al sostentamento”.

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In copertina e qui sopra la consegna dei prodotti raccolti al Banco Alimentare di Pasian di Prato.

Coop Casarsa, una storia nata in tempi difficili e che oggi invita alla speranza

Al termine di un anno segnato dall’epidemia da Covid-19, in cui tramite i propri negozi ha garantito i beni di prima necessità nonché donato 30 mila euro in buoni spesa alle famiglie in difficoltà, Coop Casarsa ha deciso di fare un altro dono: in vista del Natale sono stati infatti spediti a ognuno dei Comuni in cui la cooperativa ha i propri punti vendita il libro sulla propria storia, iniziata oltre 100 anni fa nel 1919. “Un dono – ha spiegato il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon – che speriamo sia gradito, anche in questi tempi così complicati a causa dell’emergenza sanitaria: proprio la storia di Coop Casarsa, capace di resistere alle guerre e alle crisi economiche del Novecento, ci offre un esempio di resilienza per guardare con fiducia al futuro”.

Il presidente Mauro Praturlon.


Sorta in un paese segnato dalla Prima guerra mondiale appena conclusa, capace di resistere al regime fascista e alle bombe del Secondo conflitto, la Cooperativa dal proprio Comune di origine, Casarsa della Delizia appunto, si è in seguito allargata a Fiume Veneto, San Martino al Tagliamento, Cordovado, Sequals (con il negozio di Lestans), Aviano (Marsure), San Quirino, Pravisdomini, Codroipo (Goricizza), Ruda, Porpetto, Faedis e in Veneto a Francenigo di Gaiarine, raggiungendo la quota di oltre 16 mila soci. A ognuno dei sindaci di queste realtà è stato regalato il libro, unitamente a due copie per le biblioteche dei rispettivi Comuni in modo che possano essere consultati da tutta la cittadinanza. “Infatti, vi è raccontata la storia di ognuno dei punti vendita – ha concluso Praturlon – e tutto lo sviluppo di questi decenni, dal primo spaccio fino ai moderni supermercati, sempre però rimanendo, attraverso lo sviluppo della rete commerciale, al servizio delle comunità per la loro spesa quotidiana, offrendo quantità e qualità allo stesso tempo”.

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In copertina il libro del centenario e qui sopra la storica sede della Cooperativa a Casarsa della Delizia.

Casarsa, quando i giovani “contagiano” con le buone pratiche anti-Coronavirus

Hanno superato quota 7 mila visualizzazioni sui social media i quattro video-spot girati da un gruppo di ragazze e ragazzi di Casarsa della Delizia dai 16 ai 20 anni per sensibilizzare i coetanei sull’uso della mascherina e sui corretti comportamenti contro il Covid-19. Messaggi pensati dai giovani per i giovani, ma che con il loro stile graffiante fanno riflettere anche il mondo degli adulti sulla necessità della misure a contrasto della diffusione del Coronavirus. Il progetto si chiama “Fatti d’alcool – lasciamoci contagiare dai giovani” ed è stato promosso dal Progetto Giovani del Comune di Casarsa della Delizia in concerto con l’assessorato alle Politiche giovanili. L’obiettivo è quello di rendere protagonisti i ragazzi stessi nella creazione di messaggi di sensibilizzazione sul rispetto delle norme igieniche e di distanziamento, da rivolgere ai propri coetanei e non solo.

“Il titolo, scelto in autonomia dai giovani autori, contiene diverse provocazioni – ha spiegato Ilaria Peloi, assessore alle Politiche giovanili – e con lo stile graffiante e ironico, che caratterizza il modo di comunicare dei giovani, vuole mettere in risalto le riflessioni e i punti interrogativi diffusi dai video e rivolti innanzitutto ai propri coetanei ma anche a noi adulti”. “Fatti d’alcool” può essere letto da diversi punti di vista: un’esortazione imperativa all’igienizzazione delle mani, oppure “fatti” nel senso di “situazioni” della vita quotidiana ormai caratterizzate da un uso ampio di gel a base alcolica o ancora, alla prima persona plurale, ci richiama all’evidenza che siamo tutti fatti, ossia cosparsi di prodotti disinfettanti.
“Il sottotitolo “lasciamoci contagiare dai giovani” – ha poi spiegato Ilaria Peloi – si rivolge agli adulti, richiamando l’immagine del comportamento dei giovani diffusa in questi mesi dai media: sono davvero solo i giovani gli “untori” della movida e del divertimento, che con i loro atteggiamenti irresponsabili diffondono il virus? I ragazzi non rispettano di principio le regole sanitarie? I “grandi” danno davvero il buon esempio? Non c’è una risposta univoca a queste domande – ha concluso Peloi – così come non c’è una regola chiara che come una formula magica risolve tutte le contraddizioni che stiamo vivendo ma sicuramente questo progetto permette a tutti, giovani e adulti, di crescere, interrogarsi e osservare le cose da un altro punto di vista”.
Il progetto ha visto la realizzazione di 4 episodi video, riferiti a scene di vita quotidiana, su cui i ragazzi hanno voluto riflettere e inviare messaggi importanti ai propri coetanei, per non abbassare la guardia rispetto al Covid-19 e vivere comunque le relazioni e il tempo libero con serenità e la giusta attenzione.

“Un’occasione importante per i ragazzi – hanno confermato gli educatori del Progetto Giovani casarsi – che hanno partecipato a questo progetto e che, proprio nei mesi complessi della risalita dei contagi e di nuove limitazioni a spostamenti e incontri, hanno sentito il bisogno di sentirsi parte della propria comunità e di contribuire lanciando messaggi di sensibilizzazione, che con la giusta dose di ironia e leggerezza, fanno anche capire quanto sia faticoso anche per loro questo momento. Non dobbiamo sottovalutare il fatto che i giovani adolescenti sono, assieme agli anziani, coloro che, seppur in modo diverso, pagano lo scotto più alto di questa pandemia con la didattica a distanza e la limitazione o addirittura sospensione della socializzazione, che per loro non è semplice svago ma bisogno fisiologico di costruzione della propria identità. Questo progetto ha permesso ai ragazzi di esprimere le proprie emozioni e le proprie paure ma ha anche fatto capire che è possibile vivere le relazioni e il tempo libero con le doverose attenzioni e qualche frustrazione ma anche con la giusta dose di serenità”.
Gli episodi video sono visibili sulla pagina Facebook del Progetto Giovani Casarsa della Delizia, sul suo profilo Instagram e sul suo canale Youtube.

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In copertina, l’assessore alle Politiche giovanili di Casarsa Ilaria Peloi.

 

Pordenone, il “Regalo sospeso” per aiutare a Natale famiglie in difficoltà

Dopo il caffè e il pane, arriva a Pordenone e provincia, per il Natale 2020, anche il “Regalo sospeso”: il meccanismo è lo stesso dei due illustri precedenti (offrire qualcosa a chi non può permettersela) e punta a rafforzare i legami solidali messi a dura prova dal Covid-19. L’emergenza sanitaria si è inoltre abbattuta pesantemente sul settore della cultura, spettacolo e turismo (si parla a livello locale, tra lockdown e altre restrizioni, di una perdita di fatturato nel 2020 di oltre il 70% in media, con punte singole anche superiori). Il comparto nel Friuli occidentale vede attive 22 coop associate a Confcooperative Pordenone.  Proprio quest’ultima ha, così, deciso di avviare questo progetto che ha trovato la collaborazione della Caritas Diocesana e il contributo di Fondosviluppo Fvg. Il “Regalo sospeso” sarà avviato durante questo periodo natalizio per poi durare fino a quando ci sarà la necessità. Per aderirvi basta cliccare il nuovo sito dedicato all’iniziativa www.iniziativeconfcooperativepordenone.it inserito in www.pordenone.confcooperative.it e acquistare dei “buoni cultura” del valore di 50 o 80 euro che potranno poi essere sia donati ai propri cari come anche assegnati in forma anonima a famiglie in difficoltà segnalate proprio dalla Caritas.

Luigi Piccoli

 

I buoni daranno la possibilità di usufruire subito di servizi online oppure potranno essere spesi anche più avanti, quando la situazione sanitaria permetterà nuovamente le attività in presenza. Quattro le tipologie di bonus: le esperienze turistiche nella natura (visite guidate o enogastronomiche, soggiorni in alberghi diffusi, sport e simili); le esperienze musicali (corsi per strumenti online, esibizioni canore a richiesta); esperienze teatrali (rappresentazioni online e laboratori); esperienze audio-video (foto, realizzazioni video e live streaming).

“In questo modo – spiega il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli – chi vuole con un unico gesto solidale potrà rendere più felice il Natale sia per le famiglie in difficoltà che per le imprese che hanno dovuto sospendere l’attività. Durante questi mesi segnati dal Coronavirus, siamo diventati sempre più consapevoli di come da questa emergenza ne usciremo, con forza, se sapremo far prevalere il senso compiuto di una cooperazione solidale. In primavera, durante il primo lockdown, il progetto Solidarietà cooperativa ha visto molte cooperative di vari settori collaborare tra di loro nell’offrire servizi alle persone chiuse in casa. Ora questo nuovo progetto per un comparto specifico come quello della cooperazione attiva nella cultura, turismo e spettacolo, per aiutarla a risollevarsi”.
Come detto, sono 22 le cooperative del settore cultura, turismo e sport aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 4 mila soci. Danno lavoro a 3 mila 450 persone. Il loro fatturato pre Covid-19 era di oltre 12 milioni di euro.

Le Pro Loco Torre-Natisone in campo per aiutare le famiglie in difficoltà

Il gran cuore delle Pro Loco per chi è in difficoltà a causa della crisi economica generata dall’epidemia di Covid-19 e donare loro un Natale più sereno. Il Consorzio tra le Pro Loco Torre Natisone – Tôr Nadison – Ter Nediža ha infatti avviato il progetto “Da Famiglia a Famiglia – Un aiuto concreto dalla famiglia delle Pro Loco alle famiglie del Friuli”, trovando il sostegno del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale tra le Pro Loco d’Italia (Unpli) e di singole Pro Loco. I partner dell’iniziativa s’impegnano a raccogliere, dal 10 al 17 dicembre, le donazioni di qualsiasi entità monetaria sul conto:

Banca Intesa San Paolo – Filiale di Buttrio
Codice IBAN: IT45 V030 6963 6931 0000 0000 180
Causale: Erogazione liberale per l’iniziativa “Da Famiglia a Famiglia”

Poi, in collaborazione con la catena di generi alimentari all’ingrosso Vivo Friuli, che applicherà un prezzo conveniente per far rendere al meglio la somma raccolta, saranno comprati generi alimentari di prima necessità. Gli alimenti saranno poi donati al Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia, organizzazione no profit che aiuta 300 enti caritativi convenzionati, i quali assistono circa 47 mila indigenti in regione.

Gianfranco Specia


“Noi Pro Loco del territorio – ha spiegato il presidente del Consorzio Torre Natisone, Gianfranco Specia – siamo come una “grande” famiglia, molto unita e sempre pronta ad aiutare il prossimo. In questo caso sono le tante “piccole” famiglie, anche nelle nostre comunità, che a causa di questa situazione difficile legata all’emergenza Coronavirus non riescono più a provvedere al sostentamento. Purtroppo i casi sono in aumento, come ci hanno raccontato dal Banco Alimentare, al quale prima di procedere con l’acquisto dei beni chiederemo quali siano gli alimenti di cui c’è più bisogno. Chiunque donerà una cifra al progetto darà un aiuto concreto a chi è in difficoltà e contribuirà a regalare a grandi e bambini un Natale più sereno”.