Federico (e Jacopo) Rampini domani a Udine con l’economista Luigi Buttiglione: quali prospettive ci aspettano?

Geopolitica ed economia globale sotto la lente domani, 4 luglio, a Udine. Dalle 15, la Sala Valduga della Camera di Commercio di Pordenone-Udine ospiterà, infatti, l’incontro “Evoluzione geoeconomica tra instabilità e opportunità”, un’occasione di confronto sui grandi scenari internazionali e sulle prospettive per l’economia, organizzato dalla Cciaa stessa in collaborazione con Fondazione Friuli. Il programma si aprirà alle 15.30 (registrazioni e welcome coffee dalle 15), con le introduzioni del presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo e di Bruno Malattia, nuovo presidente della Fondazione Friuli.

Luigi Buttiglione


Si entrerà, così, nel vivo della discussione con gli interventi di due ospiti: Federico Rampini, editorialista del Corriere della Sera, e Luigi Buttiglione, economista con un’esperienza che spazia dal mondo accademico alla banca centrale, dall’investment banking agli hedge fund. A moderare sarà Luca Piana, vicedirettore con delega all’economia del Gruppo Nem, che guiderà poi il confronto sugli equilibri geopolitici, le sfide economiche globali e le prospettive per le imprese in un contesto segnato da instabilità e trasformazioni profonde.
Federico Rampini, dopo aver ricoperto per anni il ruolo di corrispondente per La Repubblica da New York, Pechino, San Francisco e Parigi, è oggi uno dei più autorevoli analisti dei rapporti tra Cina, Stati Uniti ed Europa. Autore di numerosi bestseller su geopolitica, economia e società globale, ha tenuto lezioni e conferenze in importanti Università italiane e straniere e collabora con trasmissioni radiofoniche e televisive. Luigi Buttiglione, prima di fondare nel 2018 LB Macro – società internazionale di consulenza macroeconomica e finanziaria – è stato partner di Brevan Howard Asset Management (2008–2017) e ha ricoperto ruoli di vertice in altri fondi di primaria importanza e in Barclays Capital. In precedenza, era stato senior economist nel Dipartimento Ricerca della Banca d’Italia, dove ha svolto attività di consulenza diretta al governatore in materia di politica monetaria. È stato membro del comitato previsioni della Banca d’Italia e del working group on forecasting della Banca Centrale Europea. Ha inoltre insegnato nelle Università di Milano e Bologna, è stato visiting scholar all’Università di Harvard ed è autore di numerosi articoli accademici in ambito di economia monetaria e internazionale.
Dopo gli interventi, seguirà il dibattito, che offrirà l’occasione per presentare, con l’interno anche di Jacopo Rampini, “Il gioco del potere”, romanzo scritto a quattro mani con il padre Federico e pubblicato da Mondadori. «Un thriller geopolitico – si legge sul sito della casa editrice – che intreccia fiction e realtà», ambientato tra Stati Uniti, Cina e Vaticano, e che rappresenta «una riflessione sulle tensioni globali e sulle derive autoritarie che minacciano la democrazia». Jacopo Rampini, «è attore e sceneggiatore – riporta ancora Mondadori -, ha lavorato in produzioni internazionali come I Borgia, Medici – Masters of Florence, Catch-22, Law & Order e Fbi. È laureato alla Sorbona di Parigi e ha studiato recitazione alla Stella Adler Academy di Los Angeles».

Giovanni Da Pozzo

L’ingresso all’evento è libero previa registrazione. Tutte le informazioni e il programma dettagliato sono disponibili sul sito della Camera di Commercio Pordenone-Udine: https://www.pnud.camcom.it/agenda/convegno-evoluzione-geoeconomica-tra-instabilita-e-opportunita.

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In copertina, il giornalista Federico Rampini durante un intervento in sala Valduga.

Open Dialogues for Future a Udine: boom di adesioni, ora lo streaming

È tutto pronto per Open Dialogues for Future, la due-giorni di dibattiti sulla geopolitica e geoeconomia organizzata dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine (nella sua sede udinese di piazza Venerio), in collaborazione con The European House-Ambrosetti, giovedì 2 e venerdì 3 marzo. Visto l’elevato numero di adesioni pervenute finora, le iscrizioni per seguire l’evento in presenza sono state chiuse ieri. Per chi non si fosse già iscritto, sarà comunque possibile seguire tutte le sessioni in programma online, in diretta streaming. Lo streaming sarà trasmesso sul canale YouTube della Camera di Commercio Pordenone-Udine, che si chiama UP!Economia, raggiungibile o direttamente da YouTube oppure visibile anche all’interno del sito www.opendialogues.eu/diretta.
Anche Telefriuli (che con Ansa Fvg, Messaggero Veneto e Corriere della Sera è media partner della manifestazione) trasmetterà in diretta alcuni degli appuntamenti in programma e ogni singola sessione sarà messa a disposizione sul canale tematico Open Dialogues di Telefriuli in demand.

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio che ospiterà la due-giorni.

ci ha lasciati Piero Ostellino dal 1984 al 1987 Direttore del Corriere della sera

< N.d.R. nel ricordare la figura professionale e l’intellettuale la redazione si unisce al lutto della famiglia e dei colleghi;

Piero aveva all’attivo 48 anni di servizio e 3 anni alla guida di via Solferino, recentemente scriveva per il Giornale >

Addio a Piero Ostellino

giornalista liberale

Il giornalismo italiano ha perso una delle sue voci più limpide e autorevoli. All’età di 82 anni – era nato a Venezia, città che tanto amava, il 9 ottobre 1935 – si è spento Piero Ostellino che, all’apice delle sua carriera, diresse il Corriere della Sera, dandogli una chiara impronta politica, dettata dal suo spirito liberale e garantista convinto e che non ammetteva fraintendimenti. Ultimamente, con precisione dal 2015, collaborava con Il Giornale di Alessandro Sallusti, dove non faceva mancare i suoi arguti e pure polemici commenti sulla realtà politica e sociale che ci circonda: le sue riflessioni di certo mancheranno agli affezionati lettori del foglio che fu fondato da Indro Montanelli.

E proprio il quotidiano di via Solferino e quello che, appunto, per ultimo ha ospitato le sue acute riflessioni hanno dedicato grande spazio nei loro siti alla scomparsa dell’uomo di cultura. Giornalista e scrittore, “il suo punto di riferimento filosofico – scrive il Corriere – era la scuola illuminista scozzese, autori insigni come John Locke, Davide Hume, Adam Smith, di cui apprezzava la fede nell’individuo la consapevolezza profonda dell’imperfezione umana”. Si era laureato in scienze politiche all’Università di Torino, dove fu tra i fondatori del Centro di ricerca Luigi Einaudi. Al Corriere era approdato già nel 1967 e rapida fu la sua ascesa sulla scala delle responsabilità, divenendo corrispondente da Mosca e da Pechino. E proprio dopo la lunga esperienza all’estero assunse la direzione del più grande quotidiano del Paese, incarico che tenne dal 1984 al 1987, mantenendo poi per altri lunghi anni un rapporto di proficua collaborazione attraverso una seguitissima rubrica settimanale.

Lo angustiava – annotano ancora gli ex colleghi del Corriere – soprattutto la permanenza di una logica dirigistica e corporativa, assistenzialista e autoritaria, che vedeva come piombo nelle ali dell’Italia. Prendeva di mira con assiduità anche gli eccessi del giustizialismo, le frequenti intromissioni in campo politico di certa magistratura: gli appariva un grave pericolo compromettere le garanzie processuali in nome di un’esigenza di moralizzazione della vita pubblica”. “Libertà e giustizia – aveva scritto Ostellino sul Giornale sallustiano nel 2016 – sono, nella società di massa, in conflitto. La libertà privilegia le differenze; la giustizia le nega. Le differenze favoriscono il progresso; l’uguaglianza privilegia la continuità”. Fortemente in polemica con la politica nostrana, aveva dichiarato – conclude il Giornale di Milano – che non votava più. “Tornerò a farlo – aveva detto in un’intervista a Luigi Mascheroni – solo quando verrà riformato questo Stato fortemente illiberale”. Un auspicio che, purtroppo, è rimasto tale.

G.L.