A Trieste le pinze della solidarietà pasquale agli anziani soli

Non si fermano le attività che l’Associazione De Banfield sta portando avanti per le persone anziane e fragili in queste settimane di “domiciliazione forzata” a causa del Coronavirus. Le festività sono un momento in cui la solidarietà diviene quanto mai necessaria per non far sentire troppo solo chi non ha nessuno vicino, o comunque non può incontrare i parenti e le persone amiche. “Crediamo che la vecchiaia meriti sostegno e dolcezza – spiegano i responsabili della De Banfield – e volevamo rendere più dolce la Pasqua delle persone anziane che già seguiamo quotidianamente, ma che richiedono ancor più vicinanza in questa situazione di emergenza che ha reso le loro vite più difficili”.
Immediato il pensiero al più tradizionale dei dolci, che ogni anno accompagna le tavole pasquali dei triestini, la pinza. Un’idea accolta e supportata con entusiasmo da Massimo Ferigutti, proprietario della pasticceria Zenzero e Cannella, che ha impastato e sfornato decine di piccole pinze, una cinquantina in tutto, per poi recapitarle personalmente in dono alla sede dell’Associazione.

Ancora una volta i giovani volontari di InterAct-Rotary – i ragazzi e le ragazze tra i 14 e i 18 anni che stanno collaborando con la De Banfield al motto “#Noi per i nonni di Trieste ci siamo” – hanno offerto il loro aiuto per impacchettare i dolci in un sacchetto solidale che è stato consegnato l’altro giorno a tutti i nonni e le nonne assistite dalla Onlus: un piccolo momento di festa e serenità accolto con sorpresa e perfino con un po’ di commozione, come nel caso dell’ultracentenaria Camilla, curata da tempo con professionalità e dolcezza dall’operatrice Doriana.
La solidarietà davvero non ha età, e questo piccolo gesto si aggiunge all’attività che il gruppo di volontari già svolge quotidianamente con la consegna della spesa, di presidi sanitari, di medicine e giornali, il tutto accompagnato da un bigliettino con un loro saluto personale. “Un messaggio di solidarietà intergenerazionale che speriamo possa essere tra le cose buone che ci porteremo nel futuro – spiegano ancora alla De Banfield -, nella consapevolezza che un pensiero d’affetto può far sentire meno soli”.

L’Associazione naturalmente non smette anche in questi giorni di festività di offrire il proprio sostegno ai “caregiver”, quei familiari che assistono le persone colpite da demenza e Alzheimer, con il servizio di supporto telefonico e online, mentre sui social network e sul canale YouTube vengono puntualmente caricati nuovi video con consigli per l’attività motoria in casa e con piccoli esercizi, giochi di enigmistica, calembour, anagrammi per tenere allenate le menti, soprattutto quelle più fragili, ideati dall’anagrammista Giorgio Dendi, che da diversi anni affianca l’Associazione come volontario.
#Noipervoicisiamo: l’Associazione De Banfield mantiene aperta la sede con turni di personale controllati su appuntamento, nel massimo rispetto delle norme anti-contagio. Il numero per contattare l’Associazione è il 333/1817326 (attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16 alle 18).

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In copertina, la ultracentenaria Camilla assistita dalla De Banfield.

 

Dalla Coop Casarsa 30 mila euro per chi è in difficoltà

Da oltre 100 anni al fianco delle comunità che serve per la spesa quotidiana, Coop Casarsa non si tira indietro neanche in questa fase di emergenza legata al Coronavirus: la cooperativa ha infatti deciso di donare 30 mila euro in propri buoni spesa per sostenere le famiglie bisognose che già otterranno il buono spesa statale previsto del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 28 marzo scorso. Un’iniziativa che varrà per tutti i suoi 14 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto (Casarsa, San Giovanni di Casarsa, Fiume Veneto, San Martino al Tagliamento, Cordovado, Lestans di Sequals, Marsure, San Quirino, Pravisdomini, Goricizza di Codroipo, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo di Gaiarine), i quali in questi giorni sono stati ulteriormente sanificati rispetto alle consuete pulizie per offrire un’ulteriore sicurezza alla clientela.

“Abbiamo pensato – spiega il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon –, con la direzione, a come aiutare ulteriormente le famiglie che a causa del Coronavirus e allo stop produttivo a esso legato si trovano in difficoltà. Per questo, grazie al prezioso aiuto dei sindaci dei Comuni in cui operiamo, ci sarà il modo di far avere questi buoni ai soggetti interessati, i quali già riceveranno il buono spesa statale che potrà essere utilizzato anche nei nostri punti vendita. Non solo: a fronte dei buoni spesa statali che saranno utilizzati nei nostri negozi, riconosceremo un ulteriore 10% dell’importo totale direttamente al Comune, che potrà riutilizzarlo a sua volta per fare la spesa per persone in difficoltà. Colgo l’occasione per ringraziare soci e consumatori per la pazienza di questi giorni, in cui per ovvie e giuste motivazioni sanitarie, l’accesso ai punti vendita è scaglionato e permesso solo a chi è dotato di guanti, che forniamo anche noi, e mascherina. Per questo abbiamo deciso di procedere con ulteriori sanificazioni programmate nei punti vendita, per aggiungere ancora sicurezza alla spesa, diritto fondamentale di tutti che come Coop Casarsa stiamo garantendo con rifornimenti continui fin dalle prime fasi dell’emergenza”.

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In copertina, la sede della Coop Casarsa; qui sopra, il presidente Mauro Praturlon.

Artigianato friulano col fiatone: “A Pasqua i nostri prodotti!”

L’artigianato, senza ombra di dubbio, è uno dei settori che maggiormente pagano gli effetti devastanti della pandemia da Coronavirus. Bastano alcuni numeri per offrire un quadro preoccupante della situazione. A valle dell’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha ulteriormente ridotto la lista di imprese alle quali è consentito lavorare, l’ufficio studi dell’associazione provinciale di Udine ha rifatto nuovamente lo screening di quali e quante sono queste realtà e di quanti addetti impiegano. Su 27.720 imprese artigiane attive in Fvg, poco più di un terzo sono quelle autorizzate a proseguire l’attività: 11.633 pari al 42% del totale. Al lavoro restano 35.028 addetti su 67.169 (il 52,1%) di cui 20.451 dipendenti su 34.430 (il 59,4%). Costretti al fermo sono invece 16.087 imprese che danno lavoro a 32.141 addetti di cui 13.979 dipendenti.

Da qui, dunque, un pressante appello, proprio in questi giorni pasquali: “Compra italiano, compra artigiano. Sostieni le nostre famiglie”. E’ questo, infatti, lo slogan che affianca l’illustrazione commissionata da Confartigianato-Imprese Udine a Daniel Cuello per invitare i consumatori ad acquistare prodotti locali in questo difficile momento di emergenza sanitaria ed economica. Un messaggio conciso come del resto l’immagine che accompagna: la penisola italiana, vestita del Tricolore e percorsa da mezzi su gomma, ferro e mare che instancabili la attraversano da Nord a Sud per consegnare merci.

“Alle imprese che vanno avanti a lavorare questo momento di grave difficoltà va il nostro grazie e tutto il nostro sostegno – afferma il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti -. Queste realtà garantiscono infatti un servizio che lo stesso Governo ha ritenuto essenziale per la popolazione e e lo fanno esponendosi in prima persona a fronte di guadagni ridotti all’osso. E’ pensando a loro che abbiamo messo a punto questa campagna per invitare i consumatori ad acquistare servizi e produzioni locali, a km0 , alimentari ma non solo. E’ un regalo che facciamo a noi stessi: compriamo prodotti di cui conosciamo l’origine e garantiamo alle imprese del territorio quel po’ di sostegno in più che oggi è fondamentale. Compriamo dunque italiano e artigiano e continuiamo a farlo in futuro, quando l’emergenza sarà finalmente alle spalle”.

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In copertina, il presidente Graziano Tilatti con il logo promozionale.

I ragazzi di InterAct: “Noi per i nonni di Trieste ci siamo”

Prosegue a pieno ritmo la quotidiana attività che l’Associazione De Banfield mette in campo per le persone anziane, quelle fragili, pluripatologiche, non autosufficienti: un impegno quanto mai necessario in queste settimane di “domiciliazione forzata” a causa del Coronavirus. La solidarietà non ha età e questi anziani, nonne e nonni, hanno trovato molti nuovi “nipoti” nei giovani ragazzi e ragazze di InterAct – la realtà presieduta da Ginevra Garlatti Costa – che hanno offerto la loro collaborazione per dare un aiuto concreto agli anziani della città assistiti dalla De Banfield. Al motto “Noi per i nonni di Trieste ci siamo”, Ginevra, Margherita, Mia, Arturo, Tommaso, Vladimiro, Luisa – solo per citarne alcuni -, tutti tra i 14 e i 18 anni, si sono messi a disposizione dei tanti nonni in difficoltà.

Per tutti un unico obiettivo: far sì che gli anziani – che nella quasi totalità sono over 80 pluripatologici, dunque maggiormente a rischio – possano vivere al meglio, nella propria casa, questo grave momento. Il gruppo è attivo tutti i giorni nella consegna della spesa, di presidi sanitari, di medicine, di giornali e altre necessità. Ma fanno anche una piccola cosa in più: ogni consegna è accompagnata da un loro personale pensiero. Un biglietto su cui ognuno di loro ha scritto un messaggio di fiducia e speranza, pensato proprio per rendere un po’ più lievi questi giorni. “Non vi auguro tempi facili, ma vi auguro che qualsiasi difficoltà possiate avere, siate in grado di superarla”, recita uno dei bigliettini scritti dai ragazzi, e, ancora, “anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza”. Una gentilezza in più, un messaggio di solidarietà intergenerazionale che speriamo possa essere tra le cose buone che ci porteremo nel futuro, nella consapevolezza che un pensiero d’affetto può far sentire meno soli. E i nonni continuano a chiamare gli uffici della De Banfield per ringraziarli.

L’Associazione prosegue anche nelle attività di sostegno ai “caregiver”, quei familiari che assistono le persone colpite da demenza e Alzheimer, con il nuovo servizio di supporto telefonico e online da parte delle psicologhe, mentre sui social network e sul canale YouTube viene caricata con cadenza settimanale, a partire da sabato scorso, una nuova serie di video. In particolare, il noto anagrammista Giorgio Dendi, ha realizzato appositamente per la De Banfield, di cui è volontario da diversi anni, nove video con piccoli esercizi, giochi di enigmistica, calembour, anagrammi per tenere allenate le menti, soprattutto quelle più fragili.

Alle tante storie che attraversano in queste settimane la vita della De Banfield quella di Lucia, un’infermiera che lavora in Associazione da molti anni. Affianca alla sua azione professionale una particolare attenzione alla soddisfazione di quei piccoli desideri che rendono la vita un po’ migliore alle tantissime persone anziane costrette al proprio domicilio. Un piatto che si desiderava mangiare da tempo, la videochiamata con il parente lontano, il libro che si desidera rileggere. Ma a mancare di più in questi momenti sono l’aria aperta, la vista del verde, ricevere o coltivare i fiori, anche solo sul balcone. E così i fiori ha cominciato a produrli lei, di carta. Bellissimi fiori di stagione, tulipani e narcisi soprattutto, che ha iniziato a portare ai suoi assistiti amanti delle piante: ora ogni visita domiciliare di Lucia è accompagnata da un fiore, che rallegra le case in attesa di poter presto essere sostituito da un bel mazzo fresco.

#Noipervoicisiamo: l’attività della De Banfield prosegue mantenendo aperta la sede con turni di personale controllati su appuntamento, nel massimo rispetto delle norme anti-contagio. Il numero per contattare l’Associazione è il 3331817326, attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16 alle 18.

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In copertina e qui sopra alcuni dei ragazzi che si prodigano per aiutare gli anziani di Trieste.

Venti milioni per le imprese travolte dal Coronavirus

di Gi Elle

Oltre all’emergenza sanitaria, ne stiamo vivendo un’altra, di certo non meno importante: è quella economica generata dalla crisi pesantissima che stanno vivendo pressoché tutti i settori produttivi. E a mancare in questa difficilissima fase è la liquidità la cui carenza è stata scatenata dall’assenza pressoché totale di introiti che la maggioranza delle aziende, con attività sospesa, ha dovuto purtroppo registrare.
In soccorso delle imprese colpite dall’emergenza Coronavirus, è pertanto da segnalare l’iniziativa di Civibank che ha appena stanziato un primo plafond di 20 milioni di euro per sostenere il nostro tessuto economico messo a dura prova dal Covid-19. Così, alle misure di sospensione previste dal DL 18/2020 e dall’Accordo Abi per il Credito, si affianca questo fondo a cui potranno accedere – come informa un comunicato – le aziende appartenenti a tutti i settori di attività economica allo scopo di consentire loro, superate le difficoltà contingenti, di ripartire prima possibile. Quando, cioè, saranno allentate le misure di sicurezza che, come è noto, sono state appena prorogate fino al 13 aprile. Vale a dire fino alle festività pasquali.

Michela Del Piero


L’Istituto di credito, guidato da Michela Del Piero, e in costante contatto con i Consorzi di Garanzia Fidi dei nostri territori e con le istituzioni pubbliche, ha inoltre strutturato una squadra di specialisti che ha l’obiettivo di supportare le Filiali, nel trasmettere e veicolare in maniera efficace ai nostri clienti privati, alle imprese ed alla comunità, tutte le misure di sostegno che Regione, Stato e Unione Europea stanno predisponendo. Il plafond rientra, quindi, nell’ambito più ampio degli strumenti di sostegno alle esigenze finanziarie della clientela e dei territori che Civibank sta strutturando anche in coordinamento con le iniziative di Sistema, ed in particolare le nuove linee di garanzia previste dal Fondo Centrale di Garanzia e dai Confidi.
Le 64 filiali della Banca di Cividale in Friuli Venezia Giulia e Veneto – conclude la nota dell’Istituto creditizio – restano aperte per assistere anche in questa fase critica la clientela, seppur con orario ridotto e previo appuntamento, per le operazioni più urgenti. Sul sito Internet di Civibank sono stati resi disponibili gli aggiornamenti circa le modalità operative delle misure adottate.

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In copertina, Civibank ha stanziato per le imprese in crisi un primo plafond di 20 milioni di euro.

Gli artigiani friulani donano le mascherine all’Ospedale di Udine

Con l’emergenza Coronavirus che ha trasformato le mascherine chirurgiche in un bene poco meno che introvabile, diverse aziende del settore moda di Confartigianato-Imprese Udine – costrette dal Governo a tenere le braccia conserte, non rientrando tra i codici Ateco abilitati al prosieguo dell’attività – si sono temporaneamente riconvertite. Oggi producono mascherine “sartoriali” di grande qualità, realizzate tutte a mano, con tessuti di pregio e diverse piegature che consentono al presidio di aderire meglio al viso. Un lotto di queste mascherine, opera della capocategoria provinciale del comparto moda, Gloria De Martin, è stato donato dall’associazione all’Ospedale di Udine.
“E’ un gesto con il quale abbiamo voluto significare tutta la nostra stima e vicinanza nei confronti del personale sanitario, sia medico che infermieristico, impegnato in prima linea in queste difficili settimane di emergenza – hanno commentato il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, e il consigliere delegato di Confartigianato Servizi Fvg, Daniele Cuciz -. Queste mascherine vogliono essere il segno tangibile dell’apprezzamento che il mondo artigiano ha per loro, per l’impegno, la professionalità e anche il coraggio che ogni giorno mettono nel loro lavoro, al fianco dei malati di Coronavirus”.

Gloria De Martin

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In copertina, l’Ospedale di Udine.

Coop pordenonesi a fianco delle famiglie con disabili

Con la chiusura dei centri diurni per disabili, l’assistenza non si ferma sul territorio del Friuli Occidentale e, se le misure precauzionali messe in campo per prevenire e ridurre il contagio da Coronavirus portano a un carico maggiore di impegno le famiglie in cui vivono persone con disabilità, al loro fianco continua, seppur a distanza, il lavoro degli educatori delle cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone – Federsolidarietà: Piccolo principe, Granello, Futura, Ponte, Solidarietà familiare, Giglio, Acli. Educatori che non si sono mai fermati, rinnovando con grande creatività e senso di responsabilità il proprio lavoro.
Sono un centinaio le persone disabili coinvolte. La sospensione o la riduzione di servizi di supporto, in presenza di gravi disabilità, rischia di gravare sulla spalle di chi ogni giorno si prende cura di queste persone, ovvero i familiari e per questo cooperative sociali non si sono affatto fermate cercando di fronteggiare lo straordinario carico assistenziale delle famiglie con la proposta di nuovi servizi anche a distanza, con grande attenzione e sensibilità.

“In questo momento così delicato di emergenza, ci teniamo a far sapere che tutte le realtà del nostro territorio stanno cercando di tenere monitorate le situazioni di famiglie con a carico una persona con disabilità via telefono, con chiamate più volte alla settimana della durata di oltre 30 minuti – afferma Giuliana Colussi, referente provinciale cooperative sociali Confcooperative Pordenone – Federsolidarietà -, con diversa intensità a seconda dell’organizzazione e a seconda delle singole situazioni degli utenti. Si sta mettendo in campo una assistenza a distanza con molta creatività e grande disponibilità da parte degli educatori professionali: c’è chi tiene i contatti con videochiamate e cerca di coinvolgere gli utenti a casa, chi con brevi videoclip ha strutturato un’attività al mattino e una al pomeriggio, chi si è organizzato o si sta organizzando per una consulenza psicologica a distanza. Tutto questo per supportare le famiglie e in linea con i protocolli in atto con l’Azienda sanitaria Friuli occidentale”.

Diversi gli esempi positivi delle azioni intraprese. Ecco alcuni esempi: da Opera Sacra Famiglia il progetto “Specialmente a casa” con l’elaborazione di videoclip per fare attività da casa e quindi occupare le giornate degli utenti oppure quello di supporto per le famiglie in via di elaborazione da parte della cooperativa Acli per sei utenti del centro diurno e l’attività di supporto psicologico gratuito proposto dalla cooperativa Futura di San Vito al Tagliamento, in via di attivazione. Tutte le cooperative inoltre hanno avviato un sistema di chiamate telefoniche, anche più di una volta al giorno, per sentire esigenze e problematiche delle persone e delle famiglie.
“Le cooperative sociali – ha concluso Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone e del Consorzio Leonardo – sono sempre al fianco delle famiglie anche in questo momento così difficile, segno di come i valori cooperativi non vengono meno neanche nelle situazioni di emergenza. Come Confcooperative Pordenone stiamo anche inserendo tutte queste buone pratiche nell’Operazione “Solidarietà Cooperativa”, con la quale puntiamo a fornire strumenti utili per il presente e per il futuro”.

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In copertina, Giuliana Colussi  referente di Confcooperative Pordenone-Federsolidarietà.

Coronavirus, via libera ai primi 400 mila euro per le imprese friulane

Prima importante risposta economica per far fronte in Friuli ai grossi problemi causati dalla pandemia di Coronavirus. La giunta della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, presieduta da Giovanni Da Pozzo, ha infatti varato il “Bando credito straordinario Covid”. Per sostenere le imprese favorendo l’accesso al credito, in collaborazione con i Consorzi Garanzia Fidi, l’ente ha dunque dato il via libera, nella seduta di questo pomeriggio, a un primo stanziamento di urgenza di 400 mila euro. L’intervento economico viene garantito tramite l’abbattimento delle commissioni di garanzia rilasciate da Confidi o fondi pubblici di garanzia che le aziende richiedano per ottenere un credito straordinario necessario ad affrontare l’emergenza.
L’agevolazione concedibile per ciascuna impresa consiste in un contributo a fondo perduto, in conto capitale nella percentuale del 100%, delle spese sostenute. Il contributo massimo è pari a mille euro per richiedente. Le domande saranno presentabili a partire dal 31 marzo e fino al 31 luglio.
“Si tratta di piccoli contributi, ma sono subito a disposizione delle imprese e speriamo possano essere d’aiuto – ha spiegato Da Pozzo –. Ci siamo adoperati, assieme agli uffici, per rendere più agevole possibile la presentazione delle domande da parte delle imprese, semplificando al massimo il carico burocratico”. Le aziende dovranno infatti presentare solo le delibere di ottenimento del finanziamento e della garanzia, con l’attestazione del pagamento. Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni e il plafond è stato ricavato in via d’urgenza grazie alla revisione di alcune poste del bilancio camerale e a risparmi di spesa.
“In giunta abbiamo fatto questo primo passo, ma sicuramente ne seguiranno altri nelle prossime settimane – ha confermato il presidente Da Pozzo –: siamo di fronte a una situazione eccezionale e di grandissima complessità, ma saremo in prima linea. Siamo tutti impegnati, assieme al nostro personale, per riorganizzare il lavoro in modo da essere di maggior servizio possibile alle imprese che si rivolgeranno a noi, anche rendendo rapide tutte le liquidazioni”.

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In copertina, il presidente della Camera di commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo.

Alla Camera di commercio Pn-Ud uffici chiusi salvo i servizi essenziali

Alla luce delle più recenti disposizioni del Governo in seguito all’emergenza Coronavirus, per la sicurezza degli utenti e del personale, anche gli uffici della Camera di Commercio di Pordenone-Udine restano chiusi al pubblico, a eccezione dei servizi pubblici essenziali, accessibili comunque solo su appuntamento e nelle giornate di martedì e venerdì dalle 8.30 alle 12.30.

I servizi essenziali – informa una nota camerale – comprendono il rilascio di certificati e visure registro delle imprese (possibili anche online da remoto), la vidimazione dei formulari rifiuti e registri carico-scarico (per appuntamenti: Udine 0432.273213 – registro.imprese@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381264 – registro.imprese@pn.camcom.it), nonché i Certificati commercio estero come Certificati d’origine, se ancora non si accede alla modalità “stampa in azienda”, visti per l’estero, carnet (appuntamenti: Udine 0432.273502 – commercioestero@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381238 – estero@pn.camcom.it). Si può inoltre contattare l’ufficio Brevetti (per appuntamenti: Udine 0432.273560 – brevetti@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381247 – regolazione.mercato@pn.camcom.it), nonché chiedere il rilascio di carte tachigrafiche (appuntamenti: Udine 0432.273529 – tachigrafo.card@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381247 – regolazione.mercato@pn.camcom.it). Infine, per la cancellazione protesti, appuntamenti a Udine tramite 0432.273204 – protesti@ud.camcom.it e a Pordenone attraverso 0434.381247 – regolazione.mercato@pn.camcom.it.
Come già comunicato, la sede di Tolmezzo resterà chiusa. Per informazioni: cciaapnud.tolmezzo@pnud.camcom.it.

Il Call Center Registro Imprese, al numero 848 800 410, resta attivo da lunedì a venerdì, festivi esclusi, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17. Il servizio è accessibile da rete fissa da tutto il territorio nazionale al costo di una telefonata a tariffa urbana Telecom. La Camera aggiornerà queste disposizioni in conseguenza di ulteriori direttive del Governo centrale. Gli altri uffici sono contattabili ai loro indirizzi email, come evidenziato sul siti www.pn.camcom.it e www.ud.camcom.it
Infine, fino al 3 aprile, il rilascio e il rinnovo di nuovi dispositivi di firma digitale è sospeso a eccezione dei casi di comprovata urgenza ed è sospeso anche il servizio di attivazione dell’identità digitale SPID. Per la Dichiarazione MUD è stata prorogata la scadenza al 30 giugno prossimo.

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di commercio.

Coronavirus, generosa in Fvg la risposta dei donatori di sangue

“Ringrazio i donatori di sangue del Friuli Venezia Giulia che in pochi giorni hanno garantito il ripristino delle scorte di sangue in tutti gli ospedali della nostra regione”. E’ il messaggio di gratitudine che il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha rivolto – come si legge in una nota Arc – a tutti i generosi donatori attraverso i rappresentanti delle associazioni e delle federazioni dei donatori di sangue della regione, dopo gli appelli lanciati mentre andava intensificandosi l’emergenza da Coronavirus.
Nel corso della videoriunione con l’esponente della Giunta Fedriga sono state illustrate le azioni intraprese dal sistema trasfusionale del Friuli Venezia Giulia per contrastare il calo delle donazioni registrato nelle scorse settimane a causa della crisi Covid-19: in particolare, l’attivazione dell’agenda di prenotazione unica regionale, con la quale ora è possibile fissare la propria donazione in tutti i centri trasfusionali contattando il call center regionale salute (0434223522, dal lunedì al venerdì dalle ore 7 alle ore 19, al sabato dalle 8 alle 14) o la propria associazione. È stato, inoltre, ricordato che la donazione di sangue è sicura e che non esiste rischio di contagio da Coronavirus tramite le donazioni e le trasfusioni: per garantire al massimo la salute dei donatori sono state comunque attivate specifiche precauzioni, tra cui l’accesso contingentato e solo su prenotazione dei donatori ai centri trasfusionali.

Riccardi col presidente Fedriga.

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In copertina, ecco le sacche per la raccolta dei sangue dei donatori.