Emergenza Covid: Porcia “On Demand” per i disabili

Una soluzione informatica nata per fronteggiare l’emergenza Covid-19, ma che sarà utile anche in futuro per fornire servizi socio-educativi a distanza: la cooperativa Il Giglio di Porcia, associata a Confcooperative Pordenone, ha ideato il progetto “GShare: Il Giglio On Demand”, per garantire un servizio innovativo alle persone con disabilità e supportare le loro famiglie, abbattendo ogni tipo di barriera geografica. Fin da metà marzo i responsabili del centro hanno messo in atto chiamate telefoniche, videochiamate, nonché un gruppo WhatsApp in cui gli utenti dei centri gestiti da Il Giglio e gli operatori possono chattare, non lasciando nessuno da solo, ma ora l’offerta ha anche un vero e proprio strumento digitale strutturato.

“Si tratta – spiega Mattia Galli responsabile dell’area strategica della cooperativa – di una videoteca on demand ad hoc per le persone con disabilità dove vengono caricati vari video istruttivi e tutorial realizzati dai nostri professionisti, talvolta con l’ausilio di alcuni utenti in carico ai nostri servizi tramite convenzioni con l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, i quali condividono il know-how acquisito in aula e sul campo, così da permettere ai familiari di avere a disposizione tutte le informazioni necessarie per poter gestire al meglio i propri cari quando sono a casa”.
Il metodo ed il linguaggio utilizzati durante i video sono comprensibili e fruibili anche per le persone con disabilità che, volendo, possono seguire il tutto da casa in autonomia o, dove necessario, con l’aiuto di un proprio caro. GShare è suddiviso in 5 aree tematiche che sono 5: Cura di Sé; Cura di Ambienti ed Oggetti Personali; Affettivo-Relazionale; Motoria; Operativo-Espressiva. C’è inoltre l’area speciale, per questa fase emergenziale, incentrata sulla Prevenzione da Covid-19. Per fare qualche esempio: ci sono video che supportano nelle attività di tutti i giorni, come prepararsi un caffé o un panino, video dedicati ai laboratori manuali espressivi, tutorial su come farsi un trucco perfetto e molti altri.

“La videoteca – aggiunge Galli – verrà costantemente aggiornata con nuovi video e tutorial all’indirizzo web www.ilgiglioporcia.it. Una volta avviata a pieno regime, è prevista nel breve termine la creazione di un’app dedicata. Uno degli obiettivi principali di GShare è quello di promuovere l’autodeterminazione delle persone con disabilità, oltre che supportare le famiglie. Nella realizzazione del progetto sono stati fondamentali l’apporto e l’entusiasmo dimostrati da tutti i colleghi coinvolti”.
“L’emergenza Coronavirus – sottolinea Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – ha portato il Giglio come altre cooperative sociali a ideare soluzioni innovative per proseguire nella propria attività anche a distanza. Si tratta di strumenti che potranno essere utili anche in futuro e che, grazie alla condivisione tra le nostre associate e all’operazione Solidarietà cooperativa che abbiamo avviato per rispondere alla crisi, potranno generare nuove forme di cooperazione a servizio delle comunità”.

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In copertina e qui sopra i consigli su come indossare la mascherina e come rifare correttamente il letto.

Casa Zanussi, a Pordenone domani riaprirà l’atteso servizio mensa

Finalmente dal vivo, negli ambienti del centro Casa dello Studente Zanussi di Pordenone, l’attesissima riapertura del servizio mensa: dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 14. Da domani 25 maggio, con ottemperanza a tutte le norme di sicurezza, procedure di sanificazione e riorganizzazione luminosa e razionale delle postazioni grazie ai suoi ampi spazi, ben 280 metri quadrati. La mensa serve circa 80 mila pasti all’anno: a usufruirne, sono ben 22 mila studenti e 58 mila lavoratori, ma anche madri e famiglie. Nel 2019 i giorni di apertura sono stati 223 e 222 nel 2018.
Simpatici e creativi menù (per chi lo desiderasse può ricevere, come prima del lockdown per l’emergenza sanitaria da Coronavirus, la lista il giorno prima, richiedendola a info@centroculturapordenone.it) in ambienti ampi, accoglienti, puliti, giardino esterno, qualità e professionalità, e a prezzi bloccati. In attesa della apertura degli altri spazi della Casa e della ripresa di attività dal vivo delle associazioni, si spera che la mensa continui a essere un riferimento per studenti, lavoratori, adulti e famiglie, ancor più in tempi che si preannunciano complicati per l’emergere di nuovi bisogni sociali.

Segreteria operativa dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14.30, telefonando allo 0434365687, per ogni informazione.

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In copertina e all’interno tre immagini di Casa Zanussi a Pordenone.

 

Trasporto persone in crisi: bene la Regione Fvg, ma ora si muova anche il Governo

di Gi Elle

Dalla Regione Fvg arriva una boccata d’ossigeno anche per il trasporto di persone, precipitato in una situazione molto preoccupante a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus che ha bloccato ogni movimento, ma si tratta di importi minimi, del tutto insufficienti a ristorare le gravissime perdite del settore, per il quale si auspica che la Giunta Fedriga solleciti il Governo nazionale ad adottare misure concrete, appunto perché gli aiuti concessi finora «non allentano la drammatica crisi del comparto».
Gli operatori del trasporto persone – che in tempi normali sarebbero in queste settimane nel periodo di più intensa attività tra gite scolastiche, comitive di turisti, navi da crociera e turismo congressuale – commentano infatti le risorse che l’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia ha deciso di destinare al terziario: «I 1.400 euro a fondo perduto per le imprese di trasporto non di linea sono certamente un sostegno utile in questo momento di drammatica crisi di liquidità. Fra l’altro, la Regione per prima ha preso in considerazione il nostro settore mentre invece, a livello nazionale, mancano provvedimenti che riconoscano la profonda crisi in cui le nostre imprese si trovano – sottolinea Luigi Donatone, coordinatore del settore trasporto persone per Confcooperative Fvg e presidente di una storica cooperativa di pullman turistici –, ma bisogna essere chiari: importi così minimali non fanno uscire dalla crisi. Per fare un esempio, l’importo annunciato è il costo di appena 4 mesi di assicurazione di un pullman turistico». Da qui, la richiesta di Donatone all’Amministrazione Fvg di farsi parte attiva con l’esecutivo nazionale.
«Chiediamo che la Regione solleciti il Governo ad adottare misure concrete per il nostro comparto che, al momento, è in una situazione disastrosa – aggiunge preoccupato Donatone -. Siamo in chiusura totale dal 24 febbraio. Oltre al blocco delle visite didattiche e d’istruzione scolastiche, soffriamo per la cancellazione dei servizi di trasporto persone per il turismo congressuale e crocieristico, per raduni e incoming. Il personale è in cassa integrazione e, peraltro, già a giugno termineranno le settimane di Cig autorizzata lasciando scoperti almeno due mesi nel periodo estivo. Quando si parla di turismo ci si dimentica forse che il nostro è un punto fondamentale della filiera. In tempi normali siamo noi a far muovere i tour organizzati e a supportare tutta la filiera turistica».

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In copertina, Luigi Donatone, coordinatore del settore trasporto persone per Confcooperative Fvg.

 

Coronavirus, a Grado un milione e mezzo per famiglie e attività

di Gi Elle

Grado vive soprattutto di turismo e Coronavirus ha assestato un colpo durissimo al settore, con riflessi su tutta l’economia dell’isola mettendo in gravi difficoltà molti residenti. E, proprio per venire incontro a questa crisi senza precedenti, la civica amministrazione ha stanziato 1 milione e mezzo di euro per dare un aiuto alle famiglie e alle attività produttive della città balneare, ottenendo i relativi fondi anche attraverso un inasprimento dell’Imu sulle seconde case. Il tutto è contenuto nel bilancio di previsione 2020 che è stato approvato dalla giunta municipale e verrà sottoposto all’esame del consiglio comunale la prossima settimana. Si tratta – come sottolinea l’esecutivo – di un bilancio atipico rispetto al passato, e non potrebbe essere altrimenti vista l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Nel contempo, lo strumento economico-finanziario prevede anche 11 milioni di investimenti che avranno ricadute positive per aiutare a uscire dalla pesante situazione.

Il sindaco Dario Raugna.

“Abbiamo stanziato circa 1 milione e mezzo di euro – spiega il sindaco Dario Raugna – che verranno distribuiti equamente in un fondo tributario rivolto alle attività economiche e un fondo sociale dedicato alle famiglie. Abbiamo istituito un fondo tributario proprio per dare seguito all’impegno che abbiamo assunto con le categorie economiche, sancito inoltre con un voto in consiglio comunale relativamente ad una mozione. Questo fondo prevede 750 mila euro che concorreranno al dimezzamento della Tari, all’abbattimento della Tosap e all’azzeramento della tassa di pubblicità: di questi, 350 mila euro provengono dall’avanzo libero trasportato sulla parte corrente, 230 mila euro dai trasferimenti regionali proprio per Tosap e Tari, 150 mila euro dai proventi dell’imposta di soggiorno 2019. I restanti soldi provengono dalle nostre economie, ovvero dal taglio che abbiamo fatto di tutte le attività non essenziali e dall’aumento dell’Imu per le seconde case di un mezzo punto (lo 0,5 %), che indicativamente graverà sui non residenti per meno di 40 euro l’anno, ma che per noi ha significato ricavare 350 mila euro da destinare alla nostra comunità. Parallelamente, abbiamo attivato i controlli sulle ‘false’ residenze dove sono emerse 500 posizioni discutibili che saranno oggetto di verifica”.

“Il fondo sociale – illustra ancora il primo cittadino gradese – concorrerà ad aiutare i molti cittadini che in questo momento non stanno lavorando e sono in difficoltà. La stagione dovrebbe ripartire anche se a scartamento ridotto, ma siamo consapevoli del fatto che, essendo una località turistica, se saltiamo questa stagione il prossimo treno passerà soltanto nel 2021: nel mezzo c’è un inverno. Nel frattempo, stanno arrivando ulteriori misure dalla Regione e dallo Stato che potremo incamerare in assestamento, ma nel frattempo ci siamo adoperati per dare risposte concrete al nostro paese: ci tengo a sottolineare che si tratta di soldi veri, non sono proclami”.
“Questo bilancio – conclude il sindaco Raugna – ha dovuto tener conto, inoltre, di minori ricavi per il Comune di Grado: abbiamo previsto infatti di incassare il 35% in meno dai parcheggi, da cui ordinariamente incassavamo 1 milione e 200 mila euro. Voglio ringraziare i miei assessori che hanno rinunciato a una parte cospicua dei loro introiti per favorire questi due fondi, e gli uffici per l’ottimo lavoro svolto poiché sono riusciti a far quadrare i conti in questa situazione non facile”.

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In copertina, il municipio di Grado.

Volpe sotto i Gelsi e Slow Food: un pasto che aiuta i poveri

Cresce la solidarietà in tempi di emergenza Coronavirus: la fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi di San Vito al Tagliamento ha attivato il nuovo servizio di “Pasto Sospeso” assieme ai ristoratori che fanno parte della Condotta Slow Food del Pordenonese. I clienti della cooperativa sociale possono pagare un pasto completo, che sarà realizzato con i prodotti della fattoria sociale da alcuni cuochi e quindi donato alla Caritas Diocesana di Concordia Pordenone oppure ai Servizi Sociali del territorio. Un’altra iniziativa col cuore de La Volpe sotto i Gelsi che, nelle ultime settimane, ha anche rifornito settimanalmente di prodotti coltivati secondo il metodo biologico, anche nel proprio orto in conversione, oltre 500 famiglie con le consegne a domicilio nei periodi in cui il lockdown era più esteso.

Un volontario del progetto solidale.

“Mutualità e resilienza sono caratteristiche intrinsece della nostra cooperativa sociale e per questo – hanno spiegato Marco Cepparo, responsabile de La Volpe, e Paolo Emilio De Simon, ideatore di questo progetto – vogliamo dare, in questa Fase 2 dell’emergenza, un segnale forte di assistenza alle famiglie che fanno più fatica a tirare avanti. Abbiamo colto al volo la proposta di Roberto Peduto, presidente della Condotta, e grazie ai cuochi dell’Alleanza SLow Food che si sono resi disponibili, ovvero Dario Martina dell’Osteria da Afro a Spilimbergo, Federico Mariutti dell’Osteria Turlonia di Fiume Veneto e Mady Lena dell’Antica Trattoria Vigna di Castelnovo del Friuli, abbiamo ideato questo nuovo kit solidale: chi vorrà potrà donare non solo del cibo, ma addirittura un pasto completo già cucinato e pronto per essere mangiato a persone in difficoltà, regalando loro speranza e un sorriso”. Già da subito sarà possibile acquistare il nuovo kit (Pranzo Sospeso Slow Food) composto da primo, secondo e un contorno o dolce al costo di 15 euro. Le pietanze saranno cucinate e confezionate dai cuochi con prodotti dell’orto della Volpe sotto i Gelsi oppure quelli coltivati biologicamente dalle aziende del territorio e che vengono venduti nelle ceste BioKit.

“Si tratta di un’iniziativa di solidarietà per chi si trova in difficoltà economica – ha aggiunto De Simon -, ma anche di una forma di sostegno ai produttori locali e al mondo della ristorazione. Vogliamo in particolare ringraziare i ristoratori nostri partner in questa nuova iniziativa, perché prepareranno i piatti con loro ricette, i prodotti del nostro orto coltivati secondo i metodi della coltivazione biologica e prodotti tradizionali regionali al costo vivo, come segnale di solidarietà. Ci fa piacere anche raccontare – ha concluso De Simon – che abbiamo appena consegnato due Biokit completi di prodotti alimentari e di prima necessità alla Caritas di Casarsa, regalati da due nostri utenti. Speriamo che altre persone aderiscano a queste nostre iniziative, per dare vita ad un circolo di solidarietà su tutto il nostro territorio”.

Il Casale di San Vito al Tagliamento.

Per iscriversi al servizio, è sufficiente inviare un messaggio whatsapp al numero 340.3352556, scrivendo il proprio nome e la provenienza e si verrà subito ricontattati. In alternativa si può fare tutto via computer o smartphone, cliccando al seguente link https://tinyurl.com/LeCestedellaVolpe-BioKit per iscriversi al servizio e ricevere tutte le istruzioni necessarie.

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In copertina, la consegna del Biokit alla Caritas di Concordia-Pordenone.

Un aprile nerissimo per le imprese Fvg: subito nuove strategie

di Gi Elle

«Manca strategia per rassicurare l’impresa». Lapidario e molto severo il giudizio di Giovanni Da Pozzo sullo stato di salute, precario, del tessuto produttivo in Friuli Venezia Giulia, che sta facendo i conti con un’emergenza sanitaria da Coronavirus, durissima, che dietro a sè lascerà soltanto macerie. E da dove arriva quest’amara considerazione? Dal fatto che un saldo negativo tra ditte iscritte e cancellate, ad aprile, mese nerissimo, non si era mai visto in Fvg nei Registri imprese delle Camere di Commercio, nemmeno andando a ritroso fino al 2009. Invece, le più recenti rilevazioni del Centro studi della Cciaa di Pordenone-Udine segnano, ad aprile 2020, un -81 tra imprese iscritte e imprese cancellate in regione, in tutte le province, portando l’intero quadrimestre a un saldo negativo di -917. Nei primi quattro mesi del 2019 eravamo a -684, ma entrambi i mesi di marzo e aprile erano in saldo positivo.
«Va precisato – spiega il presidente dell’ente camerale – che il primo trimestre di ciascun anno è quello in cui vengono fisiologicamente registrati i saldi più negativi di imprese, soprattutto per motivi di contabilità, e questo certamente incide sul risultato complessivo. Però, poi, nei mesi successivi, di solito si comincia a risalire la china». Invece, in questo 2020, va evidenziato «un dato, purtroppo atteso – commenta Da Pozzo -, ma che adesso possiamo anche quantificare e di cui avevamo già avuto le prime avvisaglie a marzo, cioè il più marcato calo dell’iniziativa d’impresa. Solo a marzo, infatti, c’è stato un -25% di nuove imprese iscritte nei Registri delle nostre Camere in Fvg, rispetto a marzo 2019. Dato addirittura peggiorato ad aprile, dove pochissime sono le nuove imprese nate, addirittura un -72% rispetto ad aprile 2019, e superate di molto da quelle cessate. È indubbio che si tratti di un elemento in più a conferma del momento di forte difficoltà che sta vivendo il nostro sistema produttivo in seguito all’emergenza sanitaria, al blocco totale e prolungato di una parte importantissima della nostra economia e a un futuro che tuttora si manifesta quanto mai incerto, ma anche privo di strategie convincenti per stimolare e supportare le attività in proprio».
Ad aprile 2020 le nuove imprese iscritte sono state 123, in Fvg, quasi doppiate dalle cessazioni, che sono state 204. A riprova della situazione negativa, ma anche di “congelamento” della vitalità economica, il confronto con aprile 2019, con 444 imprese iscritte e 351 cancellate, per un saldo positivo di 93 imprese. Già nel primo trimestre avevano cominciato a evidenziarsi i primi problemi. Mentre in passato il calo delle iscrizioni era nell’ordine del 2-3%, quest’anno tra gennaio e marzo si è registra un -12%.
«È necessario dunque che si metta in pratica quanto prima – conclude il presidente Giovanni Da Pozzo – una strategia in grado di ridare nuovo e forte impulso a un sistema che stava appena cominciando a uscire dalla lunghissima e pesante crisi economica, prima dell’emergenza Covid, e che adesso più che mai ha bisogno, pur con tutte le misure di sicurezza possibili, non solo di ripartire, ma di uno stimolo alla crescita assolutamente straordinario».

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

Cciaa Pn-Ud, uffici riaperti al mattino su appuntamento

Gli uffici della Camera di Commercio di Pordenone-Udine sono riaperti al pubblico ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30, pur solo su appuntamento via mail e con modalità differenziate, e con l’applicazione di tutte le misure di distanziamento e sicurezza previste dalle norme. Nella cosiddetta Fase 1, la Camera era sempre rimasta operativa, sebbene in modalità “da remoto” a garanzia della sicurezza di tutti e aperta agli utenti solo in alcune giornate, per i soli servizi strettamente essenziali. Per poter accedere agli sportelli e ai locali dell’ente, nelle due sedi cittadine, è obbligatorio indossare – come informa un comunicato – una mascherina o un’idonea protezione a copertura di naso e bocca, come disposto da ordinanza regionale 10 del 13 aprile, e il personale camerale è a disposizione per fornire informazioni, assicurare il rispetto delle distanze ed evitare assembramenti.

L’ufficio carburanti è aperto al pubblico solo per i residenti nei comuni capoluogo, solo il venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e solo su appuntamento via mail, mail a cui è possibile inviare anche richieste di informazioni sulle modalità per avviare pratiche “a distanza”.
L’ufficio Commercio estero è invece aperto a ingresso libero negli stessi giorni e orari.
Tutti gli altri uffici sono contattabili sempre ai loro indirizzi mail, indicati sui siti internet delle due sedi, e sono aperti al pubblico, sempre e solo su appuntamento, nelle stesse giornate e orari.
La sede di Tolmezzo resta ancora momentaneamente chiusa, ma per informazioni è possibile scrivere a cciaapnud.tolmezzo@pnud.camcom.it

Sono diversi i servizi accessibili direttamente online, come evidenziato sui siti camerali, e sono numerose le attività di info-formazione, su temi come digitalizzazione dell’impresa o internazionalizzazione, che l’ente ha avviato da subito, e ora potenziato, in modalità webinar. Per contattare gli uffici di Promos Italia è sufficiente scrivere a udine@promositalia.camcom.it.
Il Call Center Registro Imprese, al numero 848 800 410, è attivo da lunedì a venerdì, festivi esclusi, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17. Il servizio è accessibile solo da rete fissa da tutto il territorio nazionale al costo di una telefonata a tariffa urbana Telecom.
Altre informazioni di utilità: per la Dichiarazione Mud la scadenza è prorogata al 30 giugno 2020.
Per quanto riguarda poi l’esportazione di merci italiane, a seguito delle numerose segnalazioni di casi di restrizione alla circolazione, il Ministero degli Esteri si è attivato a tutela delle imprese, creando un indirizzo mail a cui è possibile segnalare eventuali difficoltà riscontrate: coronavirus.merci@esteri.it. La rete diplomatica e degli Uffici Ice all’estero si attiverà prontamente con le autorità locali per facilitare la risoluzione delle problematiche segnalate.

Per chiarimenti o informazioni è sempre possibile contattare l’ufficio Relazioni con il Pubblico (Urp), ai numeri 0432.273543-273210 e via mail scrivendo a urp@ud.camcom.it.

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In copertina, la sede udinese dell’ente camerale in piazza Venerio.

 

Taxi friulani deserti, ma vogliono ripartire: «Sicure le nostre auto»

«I nostri mezzi sono sicuri, chiamateci. Aiutateci a ripartire!». E’ questo il drammatico appello dei tassisti friulani travolti dall’emergenza Coronavirus, per i quali si affaccia una ripresa molto difficile, come per tutto il settore del trasporto persone. E in particolare quello dei taxi, a causa di Covid-19, pur avendo continuato a prestare servizio, ha visto andare in fumo ben il 90% del fatturato. Una situazione durissima che i tassisti, 63 in provincia di Udine di cui 40 attivi in città, sperano di lasciarsi presto alle spalle.
In queste settimane, questi operatori si sono organizzati per garantire la massima sicurezza all’interno dei veicoli, per sé e per i clienti, «che non devono avere timori» chiarisce il capocategoria provinciale dei tassisti di Confartigianato-Imprese Udine, Sandro Modonutti: «Abbiamo adottato tutte le misure necessarie. Indossiamo guanti e mascherina, trasportiamo al massimo due persone per volta, rigorosamente dietro e in caso di una sola persona la facciamo sedere a destra, il più lontano possibile dal conducente». A bordo dei taxi non mancano naturalmente i gel igienizzanti e tra i conducenti c’è qualcuno che ha iniziato ad installare schermature in plastica, a ulteriore garanzia del distanziamento. «Non lasciamo nulla al caso – continua Modonutti -. Ogni volta che un cliente scende disinfettiamo portiera, sedile e maniglia. Lavoriamo a giorni alterni, così da utilizzare il giorno di pausa per disinfettare l’auto da cima a fondo. Insomma, l’attenzione è massima e l’appello che rivolgiamo alle persone è che ritornino a prendere il taxi con tranquillità».

Il lockdown, come detto, è costato caro alla categoria. Con la chiusura delle scuole e poi a ruota lo stop di tutte le attività e l’imposizione della quarantena anche alle persone, il traffico si è fermato. Non i taxi, che per scelta hanno deciso di continuare ad operare: «Siamo andati avanti per spirito di servizio, ci siamo sentiti al fronte, poco meno che soli in una città deserta – racconta ancora il capocategoria che l’emergenza, come i colleghi, l’ha vista in presa diretta, dal parabrezza della sua auto -. All’inizio avevamo un po’ di timore, poi è passato, ci siamo attrezzati. Oggi mascherina, guanti e disinfettanti sono diventati la nostra nuova routine». Dal più giovane dei tassisti udinesi al più anziano, 24 anni il primo, 70 l’ultimo, c’è grande voglia di ripartire. Di tornare un punto di riferimento per Udine e i tanti che ante-emergenza prendevano il taxi d’abitudine. «Noi ci siamo – conclude Modonutti, spalleggiato dal presidente del radiotaxi di Udine, Massimo De Vit – e diciamo ai clienti: usate i nostri mezzi perché sono sicuri».

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In copertina, il capocategoria di Confartigianato-Imprese Udine, Sandro Modonutti; qui sopra, un taxi con protezione in plexiglas.

 

A Trieste i giovani di InterAct-Rotary club a fianco degli anziani

Non si è mai fermata l’attività quotidiana che l’Associazione De Banfield mette in campo a Trieste per le persone anziane, quelle fragili, pluripatologiche, non autosufficienti: un impegno che si è quanto mai rafforzato in queste settimane di domiciliazione forzata a causa del Coronavirus. Da anni la onlus giuliana sta affrontando una crescita costante della domanda d’aiuto e questa emergenza ha aggravato una situazione già molto complessa per la gestione domiciliare degli anziani, soprattutto quelli con patologie di demenza. Solo nell’ultimo anno, sono state 1610 le persone seguite dall’Associazione: 293 quelle affette da demenza e Alzheimer che, con i loro caregiver, hanno usufruito dei servizi a loro dedicati, mentre 118 sono state le persone che hanno usufruito del servizio quotidiano di assistenza domiciliare e gli ausili sanitari prestati hanno ampiamente superato il migliaio.

In tempi di Coronavirus il volontariato si sta facendo carico di buona parte dei servizi e delle iniziative di aiuto alle persone più deboli, con il preciso obiettivo di proteggere la fascia più colpita da questa epidemia e mettere in campo servizi che evitino il ricorso all’ospedalizzazione. In particolare, l’Associazione de Banfield si cura della fascia drammaticamente più colpita da questa epidemia: quella degli anziani. Si tratta di far fronte ad una emergenza non solo sanitaria ma anche sociale di enorme portata che richiede risposte di medio e lungo periodo. È un momento in cui è particolarmente importante poter contare sulla solidarietà di tutti, così come ci racconta la splendida collaborazione tra la De Banfield e i giovanissimi volontari di InterAct-Rotary club, che da molte settimane ormai si occupano della consegna di spesa, farmaci, giornali e il disbrigo di piccole commissioni.

Proprio da queste premesse si rileva quanto mai utile per l’Associazione l’aiuto concreto arrivato in queste ore da parte del Rotary Club Trieste Nord, presieduto da Fabio Radetti, che ha espresso il suo supporto con una donazione in denaro: accanto all’elargizione in favore della Comunità di Sant’Egidio, infatti, 1500 euro sono stati devoluti a favore della De Banfield che li tradurrà in 88 ore di assistenza domiciliare professionale. Se già i giovani del Rotary si erano mossi col loro personale impegno a favore dei “nonni” di Trieste, dunque, arriva ora anche il sostegno concreto del Club Trieste Nord ad affiancare l’impegno della onlus che al motto #Noipervoicisiamo mantiene la sua sede aperta per far fronte alle numerose richieste che giungono al numero 040.362766, attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13.

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In copertina, i giovanissimi volontari di InterAct-Rotary club di Trieste.

Coronavirus, l’appello del Piccolo Principe: “Aiutateci a ripartire”

Per ripartire e superare l’emergenza Covid-19, la cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia lancia un accorato appello a sostenerla attraverso lo strumento del 5 per mille, per aiutarla a ripartire e per donare fiducia a chi è più fragile. Infatti, lo slogan pensato per la campagna 2020 è: “Dona il 5 per mille al Piccolo Principe. Dona la fiducia di ripartire a chi è più fragile”.
“Purtroppo, anche la nostra cooperativa sociale – informa il presidente Luigi Cesarin -, come tante altre in Italia, è stata colpita dalle misure prese per contrastare la diffusione del Coronavirus messe in atto in questi mesi. Sono attivi i servizi legati all’agricoltura sociale e all’accoglienza richiedenti asilo. Mentre ad oggi le attività completamente chiuse sono: la Bottega Il Piccolo Principe e le attività in collaborazione con le scuole. Chiusi ma aperti in modalità “a distanza” i servizi socio-educativi, i Progetti Giovani e il Centro socio occupazione per persone con disabilità che, ad esempio, ha attivato un servizio a distanza con i suoi utenti e da poco ha fatto partire due esperienze di attività dirette con funzione di respiro per le famiglie. Lavorano poi a ranghi ridottissimi (circa il 10%): i laboratori di assemblaggio, La Cucina delle Fratte e il servizio di vending di Equosolda Fvg. Il nostro compito – sostiene Cesarin – è quello di traghettare chi vive in una situazione di fragilità nella fase post emergenza e poi di continuare a stargli accanto. Con il 5 per mille chiediamo di farlo assieme, perché solo uniti si può dare fiducia a chi è più fragile e costruire una comunità coesa. Per questo noi crediamo nell’opportunità del 5 per mille e facciamo appello a tutti i nostri soci e simpatizzanti a valutare Il Piccolo Principe tra le scelte”.

Nel 2018, grazie alle erogazioni del 5 per mille, sono andati al Piccolo Principe 7 mila 521 euro, con 319 persone che hanno firmato a favore della cooperativa sociale casarsese. Gli importi del 2018 sono serviti per acquistare un nuovo trattore ad uso della fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi di San Vito al Tagliamento, che sta completando la conversione biologica del vivaio ed è impegnata nel servizio di consegna a domicilio di cassette di frutta, verdura e generi di prima necessità, in risposta all’emergenza Covid-19. “I momenti di fragilità possono essere superati, solo se siamo uniti e ci prendiamo cura uno dell’altro con fiducia e reciprocità. – fa sapere Luigi Cesarin – Perchè la comunità cresce solo se si prende cura di se stessa. Anche in questa situazione di blocco e precarietà che stiamo vivendo – ha aggiunto il presidente -, noi del Piccolo Principe continuiamo a metterci accanto di chi è più fragile, ma abbiamo bisogno di tutti per ripartire con nuovo vigore, una volta passata l’emergenza. Abbiamo bisogno di tutti per ricostruire legami e fiducia, rendendo coesa e salda la comunità a cui apparteniamo, facendo ripartire i nostri servizi che sono proprio a servizio della comunità ed in particolare di chi al suo interno vive una situazione di fragilità. La firma per il 5 per mille sarà il contributo di ciascuno affinché ciò accada”.

La cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa è nata più di 30 anni fa sulla scia dell’esperienza dell’associazione di volontariato il Noce e oggi è arrivata ad avere 84 soci e un centinaio di lavoratori coinvolti nei suoi servizi. Servizi che sono tante tessere di un grande puzzle che si rinnova ogni giorno in aiuto del prossimo per promuovere la dignità di ogni persona. Per devolvere il cinque per mille a Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia è sufficiente firmare nell’apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale 01133140937.

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In copertina, il presidente della cooperativa Luigi Cesarin.