Emigranti, ripartire innovando: a Pordenone connessi con il futuro

Le voci di chi sta coniugando ripartenza e innovazione nella nuova era determinata dal Coronavirus: rappresentanti del mondo industriale, rimasti in Friuli Venezia Giulia ma che dialogano con il mondo o da qui partiti per esperienze professionali di livello pur rimanendo legati alla terra di origine, sono i protagonisti del 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che domani, 25 luglio, alla Fiera di Pordenone si svolgerà con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online. Appuntamento pertanto alle 18, in sala Zuliani, con ingresso su invito e rispetto delle distanze e misure sanitarie anti Covid-19 per un numero contingentato di persone, mentre sarà garantita la diretta streaming multipiattaforma sul sito web www.efasce.it e sulla pagina Facebook @efascepordenonesinelmondo con collegamenti da tutta Europa, Usa, Canada, Sudamerica, Australia e altri Paesi. Il tutto con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, e il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Gino Gregoris

Paolo Vernier

Michelangelo Agrusti

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si aprirà con il saluto del presidente dell’Efasce Gino Gregoris. “Reduci da settimane impegnative – ha affermato Gregoris -, in cui però abbiamo mantenuto i contatti con i nostri corregionali, siamo pronti a fare il punto su quanto svolto nell’ultimo anno e a guardare al futuro, coma da oltre un quarantennio facciamo ogni ultimo fine settimana di luglio. Essere riusciti a realizzare comunque il nostro Incontro, senza rimandarlo al 2021, è un primo concreto segnale di fiducia verso nuovi traguardi, superando le difficoltà dettate dal Coronavirus. Sarà interessante ascoltare le visioni di futuro che porteranno i nostri ospiti, con spunti che andremo a concretizzare nei prossimi mesi. E sarà infine bello ritrovarsi e condividere di nuovo un pezzo di strada insieme”.

Anna Bortolussi

Il keynote di apertura dei lavori sarà affidato al presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, sul tema “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”. Case study della giornata sarà quello del Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines, al cui capo c’è il pordenonese Massimo Pascotto. Poi due interviste ad altrettante persone del territorio che gestiscono realtà dalla spiccata internazionalizzazione: a Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, che racconterà come “Progettare il futuro”, e ad Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, che racconterà “Trasformazione digitale e corporate startup innovation”.

Laura Bortolotto


Inoltre, l’Incontro vedrà la straordinaria partecipazione della virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese. Con centinaia di concerti internazionali, nel 2016 è stata proclamata Alfiere della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano. Regalerà alla platea alcuni dei pezzi principali del suo repertorio.

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In copertina, Massimo Pascotto della Scandinavian Airlines.

La tutela degli anziani fragili: va ripensato il sistema di welfare

«L’emergenza dovuta al Coronavirus ha reso più che evidente come, a protezione degli anziani fragili, sia necessario investire sul potenziamento di un’efficace organizzazione di servizi domiciliari e di territorio: è il buon senso – spiegano all’Associazione De Banfield -, ancor prima della pandemia, che ci insegna come questo sistema garantisca una qualità di vita migliore». In meno di due mesi la onlus triestina – da anni impegnata sul fronte dell’assistenza agli anziani, in particolare quelli fragili, non autosufficienti e con demenza – ha seguito e sostenuto da sola più di 600 famiglie di anziani in difficoltà, avuto 3.500 contatti con richieste di consulenza, consigli e supporto, prestato 250 ausili, evitando così molti ricoveri ospedalieri.
Numeri davvero considerevoli per non suscitare una riflessione: già da molto tempo c’è un grande bisogno – ora più che mai in crescita – di sostegno alle cure domiciliari e da molto tempo è necessario un ripensamento, una nuova programmazione che coinvolga tutte le realtà che da decenni lavorano nel campo della domiciliarità, intesa come soluzione da privilegiare nella cura degli anziani. Anche quelle del volontariato, su cui sempre più, pesano gravosi fardelli portati in solitudine.
Anche le leggi hanno un loro rilievo: quei 3.500 contatti sono richieste arrivate da caregiver – ovvero le persone, quasi sempre familiari, che si occupano in prima linea di anziani con fragilità, demenza o Alzheimer – in difficoltà. Caregiver su cui, nell’emergenza della pandemia, è ricaduto tutto il peso dell’assistenza, ancora e più di prima. I dati nazionali sono chiari: l’89% dei caregivers ha riferito che, durante il Covid, il proprio carico di assistenza è diventato più gravoso. E il 70% ha denunciato una condizione di salute diventata patologica, con carico di stress e ansia.
Questa emergenza ha dunque messo in luce come sia più che mai necessario riprogettare il sistema di welfare e fare in modo che sia centrato anche sul riconoscimento del ruolo del caregiver familiare e sul suo sostegno, attraverso un percorso di innovazione e potenziamento dei servizi per la cura e l’assistenza domiciliari. Per non lasciare le famiglie, ancora una volta, da sole.
«Per questo da anni chiediamo – spiegano ancora alla De Banfield – insieme ad un coordinamento di 9 associazione regionali, una legge regionale che, come già avvenuto in altre regioni, riconosca finalmente l’importante ruolo del caregiver. Strumento necessario anche per potersi allineare con la normativa nazionale, e magari ricevere contributi dedicati».
Un altro pezzo importante del nostro welfare è ormai risaputo basarsi sulle assistenti familiari. A loro va data altrettanta attenzione e soprattutto adeguati strumenti di sostegno e formazione per saper affrontare una realtà di assistenza sempre più complessa e gravata da imprevedibili emergenze come quella del Coronavirus.
La nostra Regione – osserva infine la De Banfield -non si è ancora dotata, ed è tra le poche in Italia a non averlo fatto, di un piano regionale demenze. Sarebbe uno strumento di grande utilità perché finalmente riconoscerebbe una malattia, l’Alzheimer, e lo spettro delle demenze, di cui soffrono 20 mila persone in Friuli Venezia Giulia (un numero più che sottostimato, perché spesso molte persone non hanno una diagnosi). Malati che, come l’associazione triestina ha potuto spesso riscontrare nell’emergenza, sono state tra quelli che, chiusi nelle rsa o nelle loro case, hanno maggiormente patito questa terribile epidemia.

Sabato in streaming da Pordenone l’incontro Efasce con gli emigranti

Neanche l’emergenza Coronavirus ferma l’Incontro dei corregionali all’Estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che il 25 luglio a Pordenone vivrà la sua 43ª edizione. L’esperienza vissuta durante il lockdown, con collegamenti via web e telefono costanti con i vari Segretariati Efasce attivi in 15 Paesi, ha di fatto rappresentato lo spunto per non rinunciare all’edizione 2020: i corregionali dall’estero non potranno raggiungere la regione, ma potranno essere lo stesso protagonisti grazie alla diretta streaming in programma. In fase di definizione la scaletta dei relatori, che sarà presto ufficializzata, ma già si conosce il titolo dell’incontro: “Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia”.
L’evento è in programma, come detto, sabato prossimo, alle 18, nella sala Zuliani di Pordenone Fiere, con ingresso su invito e rispetto delle distanze e misure sanitarie anti Covid-19 per un numero contingentato di persone, mentre sarà garantita la diretta streaming multipiattaforma sul sito web www.efasce.it e sulla pagina Facebook @efascepordenonesinelmondo con collegamenti da tutta Europa, Usa, Canada, Sudamerica, Australia e altri Paesi. Il tutto con il finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e in collaborazione con il Comune di Pordenone e la Diocesi di Concordia-Pordenone.

Il presidente Gino Gregoris.

“Non volevamo perdere un anno e rimandare al 2021 – spiega il presidente dell’Efasce, Gino Gregoris -, ma anzi prendere spunto dal momento di difficoltà che vive tutto il mondo a causa della pandemia per confrontarci con i nostri corregionali e soprattutto vivere questa occasione come un nuovo inizio nei rapporti tra loro e l’Efasce. Durante il lockdown abbiamo avviato il progetto “4 chiacchiere con…” dedicato principalmente alla “nuova emigrazione”, ovvero chi è partito negli ultimi 10-15 anni. In queste conversazioni in streaming abbiamo scoperto non solo giovani e adulti di altissimo profilo professionale, ma anche molto legati al territorio d’origine di cui hanno in un certo senso “riscoperto” il valore proprio vivendo all’estero. Da qui è nata l’idea del convegno di quest’anno. Ora il progetto prosegue con i discendenti dei nostri emigranti dell’Ottocento-Novecento, nati all’estero ma profondamente legati alle loro radici. Saranno quindi tre le parole chiave su cui ci muoveremo: ripartenza, futuro e innovazione, chiedendo anche ai nostri corregionali la loro visione e le loro idee per il Friuli Venezia Giulia post Covid-19″.

Il progetto “4 chiacchiere con…” fornirà diversi spunti di riflessione per l’Incontro. Come quelli emersi dall’intervista a Eleonora Cecco, originaria di San Vito al Tagliamento (dove ha avuto come insegnante Luisa Forte, vicepresidente Efasce), che lavora a Dubai dove è responsabile marketing e comunicazione in una importante azienda, la quale ha raccontato come la resilienza per i giovani espatriati sia importante e come le moderne tecnologie aiutino a mantenere i contatti con la famiglia e la terra d’origine, nonché a lavorare durante il lockdown. Gianni Cereser, originario di Prata di Pordenone, invece in Danimarca lavora come web designer per una banca a Copenaghen: ha consigliato ai giovani, che purtroppo troveranno ancora meno opportunità di lavoro a causa della crisi economica derivante dal Coronavirus, di mettersi in gioco, a partire da tante cose che si possono imparare frequentando corsi online.

L’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, fondato nel 1907, è il punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Ha Segretariati attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela.

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In copertina, Eleonora Cecco; qui sopra, Gianni Cereser.

 

Coop Casarsa, da martedì le assemblee. Praturlon: un segnale di fiducia

Una realtà solida e attiva da un secolo: Coop Casarsa, nata nel 1919 come spaccio di paese e ora gruppo con 14 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, chiama per la consueta assemblea annuale i suoi oltre 16 mila soci (sono stati 284 i nuovi associati nello scorso anno). Il fondamentale appuntamento per la vita della cooperativa, che di consueto si svolgeva a fine maggio, a causa dell’emergenza Coronavirus è slittato a fine luglio.

Gli appuntamenti sono fissati per martedì 21 luglio, alle 19.30, nella Sala consiliare di Faedis (per i soci della provincia di Udine), giovedì 23 alle 19.30 nella sala del Centro parrocchiale di Francenigo (per i soci della provincia di Treviso) e infine domenica 26 alle 10 al Teatro Pasolini di Casarsa della Delizia (per i soci della provincia di Pordenone e delle rimanenti province). Le assemblee si terranno nel rispetto delle direttive sul distanziamento sociale e con l’utilizzo degli appositi dispositivi di protezione individuale. Ai soci che interverranno sarà donato un buono per ritirare un omaggio nei punti vendita.

“Un appuntamento importante – ha commentato il presidente Mauro Praturlon – per analizzare innanzitutto l’andamento del 2019, chiusosi sostanzialmente in pareggio confermando i dati dell’anno precedente, ma anche un segnale di fiducia verso il futuro visto che torniamo a incontrare, seppur rispettando le distanze, i nostri soci. Durante il lockdown siamo stati al loro fianco garantendo a tutta la clientela un servizio primario con i nostri supermercati, sia nei comuni più grandi che nei paesi più piccoli. Sono stati mesi impegnativi, per i quali ringrazio particolarmente i dipendenti per l’impegno a favore della clientela garantendo un prezioso servizio: ora cerchiamo di continuare con una nuova normalità”.

La cooperativa è attiva a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure, Pravisdomini, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo. Nel 2019 ha celebrato con vari eventi il suo centenario e elargito oltre 25 mila euro in donazioni. Somma di fatto già superata nel corso di questa prima parte del 2020, visto che ha donato 30 mila euro in buoni spesa alle famiglie in difficoltà a causa della crisi determinata dal Covid-19.

La sede di Casarsa.

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In copertina, il presidente della cooperativa Mario Praturlon.

Le 233 Pro Loco Fvg in assemblea: un focus sull’impatto economico

Dopo il lockdown è tempo di rivedersi di persona, sempre alla giusta distanza e rispettando le disposizione anti-contagio: il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia recupererà pertanto, domani, 18 luglio, l’assemblea straordinaria inizialmente prevista a marzo nei giorni in cui iniziò l’emergenza Coronavirus. L’appuntamento per i presidenti delle 233 Pro Loco affiliate, o loro delegati, è alle 9.45 nell’area festeggiamenti della Pro Loco Tavagnacco, dove tradizionalmente si tiene la Sagra degli asparagi. Tra i punti all’ordine del giorno, l’approvazione del nuovo statuto del Comitato e del suo regolamento nonché l’attesa presentazione 1° rapporto nazionale “L’impatto delle Pro Loco sulla società e sull’economia italiana” realizzato dalla Cgia Mestre con il focus dedicato ai dati del Friuli Venezia Giulia.
“Un’analisi – spiega il presidente del Comitato, Valter Pezzarini – realizzata sui dati 2018 elaborati nel 2019, ovvero prima che esplodesse l’emergenza Covid-19, ma che rappresenta un fondamentale punto di partenza per provare a lanciare una nuova visione del nostro mondo che anche durante la fase acuta di questa primavera ha saputo dare, con i propri volontari e raccolte fondi per oltre 25 mila euro, un concreto aiuto alle proprie comunità. A inizio giugno, dopo un nostro questionario, 2 Pro Loco su 3 avevano pronosticato la rinuncia a organizzare sagre ed eventi: ora stiamo vedendo che in molte hanno ripensato i propri appuntamenti privilegiando le attività all’aria aperta, rispettando distanze personali e buoni comportamenti anti-virus, anche alla luce delle nuove interpretazioni delle linee guida per organizzare eventi sicuri. Sarà un’estate senza alcuni appuntamenti tradizionali, questo è vero, ma non sarà di certo un’estate vuota. A Tavagnacco ci sarà anche modo di confrontarsi su questo dopo tanto tempo che non ci vediamo di persona e di poter ringraziare la Regione e gli altri enti che ci sostengono e che saranno presenti con i loro rappresentanti istituzionali”.
Tra le prime anticipazioni che si possono fornire sul rapporto della Cgia di Mestre, c’è che il Friuli Venezia Giulia supera la percentuale nazionale di frequentazione da parte dei soci delle Pro Loco di corsi sulla sicurezza: 81% contro 61%, nonché sulla raccolta differenziata dei rifiuti, 100% contro 93%.

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In copertina, il presidente Valter Pezzarini. (Foto Petrussi)

Confcooperative Pordenone: ecco i tre vicepresidenti che affiancheranno Piccoli

Casarsa della Delizia, insignito lo scorso anno del titolo di Comune delle cooperative, ha ospitato il primo consiglio provinciale di Confcooperative Pordenone, eletto la scorsa settimana assieme al presidente Luigi Piccoli, confermato per il mandato 2020-2023. Nel ridotto del teatro comunale Pasolini, rispettando le direttive sanitarie anti Coronavirus, ognuno dei 25 nuovi consiglieri – rappresentanti dei settori agricolo, sociale, sanitario, cultura e turismo, consumo, credito, lavoro e servizi – ha presentato la propria cooperativa e le proposte per il mandato. Sono stati eletti i tre vicepresidenti che affiancheranno Piccoli in questo quadriennio. Sono Fabio Dubolino, Tomaso Pietro Fabris e Renata Pitton. Inoltre, è stato eletto il consiglio di presidenza, in cui sono rappresentati tutti i settori.

Il saluto del sindaco Lavinia Clarotto.

Nel suo indirizzo di saluto, il sindaco Lavinia Clarotto ha sottolineato i valori della cooperazione e l’impegno che viene profuso dall’amministrazione locale per sostenerli e promuoverli. Come detto, i consiglieri erano stati eletti nell’assemblea tenutasi il 1° luglio ai Vivai Cooperativi Rauscedo, nel primo Comune delle cooperative, San Giorgio della Richinvelda. “Il nuovo consiglio – ha detto Luigi Piccoli – esprime forti potenzialità, visto che sono rappresentate in esso esperienze diverse e ben radicate nei territori. L’intersettorialità e la collaborazione tra le cooperative saranno tra le linee guida del mandato, per esser sempre più costruttori di bene comune”.

Questi gli eletti al Consiglio provinciale per il mandato 2020-2023 e la rispettiva cooperativa di appartenenza: Giorgio Giacomello (Vivai Cooperativi Rauscedo), Tomaso Pietro Fabris (Essiccatoio Intercomunale Cereali Torricella), Alessandro Driussi (Venchiaredo), Flavio Bellomo (Viticoltori Friulani La Delizia), Laura Bertolin (Cantina produttori di Ramuscello e San Vito), Antonella D’Andrea (Stalla sociale fra Vivaisti di Rauscedo), Juri Ganzini (Friulkiwi), Livio Salvador (Cooperativa Frutticoltori Friulani), Massimiliano Pascottini (Società cooperativa agricola Medio Tagliamento), Cesare Giavi (Coop Casarsa), Renata Pitton (Cooperativa di consumo di Rauscedo), Fabio Dubolino (Nuove tecniche), Loris Mason (Cooperativa Claps Cultura Lavoro Promozione Servizi), Valentina Gerometta (Farandola società cooperativa sociale), Marco Bertuzzo (Nuova Icz), Francesco De Val (Sinergy360), Giuliana Colussi (Il Piccolo Principe), Fabio Fedrigo (Fai), Paola Marano (Karpòs), Gianni Coral (Cooperativa sociale Acli), Donatella Jus (Futura), Ivana Latrofa (Nuovi Vicini), Giorgio Carniello (Credima), Lino Mian (Friulovest Banca), Walter Lorenzon (Bcc Pordenonese e Monsile). Il collegio dei revisori è risultato così eletto: presidente Pierluigi Giol, componenti effettivi Flavio Galasso e Mario Tauro, componenti supplenti Fernando Padelletti e Alberto Poggioli.
Le 151 cooperative con oltre 50 mila soci associate a Confcooperative Pordenone sono una vera e propria “locomotiva”, economica e sociale, non solo del Friuli occidentale ma dell’intero Fvg: basta infatti pensare che, con oltre 500 milioni di euro di fatturato, rappresentano più del 50% del valore della produzione complessiva delle realtà associate a Confcooperative a livello regionale.

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In copertina, la seduta a Casarsa durante l’intervento del confermato presidente Luigi Piccoli.

Coronavirus? Tsunami sull’economia del Friuli: fatturati giù dell’80%

Il Coronavirus è stato un autentico tsunami sull’economia friulana. Crollo dei fatturati per l’80% delle imprese (83% a Pordenone e 79% a Udine), crollo degli ordinativi per il 75%. Il Covid-19 ha avuto forte impatto per circa il 70% delle imprese, spingendole a modificare la struttura organizzativa (nel 45% dei casi) o le modalità di approvvigionamento, produzione e distribuzione (37%). Un’impresa su cinque ha sospeso l’attività, il 35% l’ha “solo” ridotta. Il 66% delle imprese ha utilizzato la Cassa Integrazione e gli strumenti di sostegno.
L’emergenza sanitaria sta lasciando tracce profonde e pesanti anche sull’economia dei territori di Pordenone e Udine: la sensazione era ormai palese, ma ora sono arrivati i numeri a confermarla, stando alle rilevazioni della prima indagine congiunturale del 2020 (relativa al 1° trimestre e aspettative per il 2°) commissionata dalla Camera di Commercio Pn-Ud e realizzata da Questlab Srl, con interviste completate tra il 15 maggio e il 9 giugno a 1.158 imprese con più di tre dipendenti, appartenenti alle diverse classi dimensionali e ai differenti settori merceologici di manifattura (con subfornitura), edilizia, commercio e servizi dell’ospitalità.
Se già, dunque, il secondo semestre 2019 aveva mostrato evidenti segnali di stagnazione dell’economia, da metà febbraio il diffondersi dell’epidemia e, da marzo, i rigorosi provvedimenti di contenimento, hanno inciso con ulteriore impatto, alterando le scelte e le possibilità di produzione e investimento delle imprese, di consumo delle famiglie e il funzionamento del mercato del lavoro. L’indagine congiunturale ha concentrato il suo focus proprio sull’impatto del Covid sull’economia locale, andando poi a scandagliare produzione e fatturati, ordinativi, impatto sull’occupazione nel primo trimestre e previsioni per quello in corso.

Pascolo e Da Pozzo.

«Il quadro congiunturale – commenta il presidente dell’ente camerale, Giovanni Da Pozzo –, analizzando il primo trimestre, conferma una situazione grave del tutto eccezionale, che inevitabilmente farà sentire i suoi effetti anche nei prossimi mesi, anche se è vero che per qualche settore già ora cominciano fortunatamente a vedersi alcuni buoni segnali e dobbiamo essere fiduciosi e positivi nel pensare alla rinascita della nostra economia. È chiaro, però, che in questi mesi il calo della produzione ha di fatto fermato l’industria non solo di Pordenone-Udine ma dell’intero NordEst e le fortissime ripercussioni dell’emergenza per tutta la filiera legata al turismo, qui in regione rappresentata da oltre 25 mila imprese e architrave vitale del nostro tessuto produttivo, ci preoccupano anche per il futuro. Siamo in una situazione eccezionale in tutti i sensi. Ci siamo trovati di fronte a mancanza di domanda e mancanza di offerta. È chiaro che è qualcosa di assolutamente straordinario e con la prossima indagine potremo probabilmente capire meglio se la congiuntura negativa si attenuerà, come speriamo, o se ci troveremo in una situazione ancora difficile. Il fatto, però, che diverse attività facciano fatica a riprendere o addirittura non abbiano riaperto è un segnale chiaro dell’incertezza pesante del momento e di una difficoltà degli imprenditori a rimettere in moto il motore della propria impresa».

Un momento dell’incontro.

Secondo i dati del Centro studi camerale che aiutano a completare il quadro, infatti, è evidente questa mancanza di sicurezza e fiducia anche dal fatto che le iscrizioni di nuove imprese non sono mai state così basse, considerando i primi semestri almeno dal 2012 al 2020. Solo 1.589 le iscrizioni, nel 1° semestre 2020 nei Registri imprese di Pordenone e Udine, mentre gli anni scorsi erano sempre attorno alle 2.200 (spesso superate di gran lunga). Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni, pur se praticamente sempre negativo nei primi semestri dal 2012 a oggi, è quest’anno quasi doppiamente negativo: -589, a fronte di un -292 dello scorso anno.
«Non vi è dubbio – aggiunge il componente di giunta camerale Silvano Pascolo –: la situazione è pesante, i comparti strategici del Pordenonese soffrono. Pur tuttavia, dalla manifattura e dalla meccanica di precisione sono giunti segnali non negativi: penso allo stabilimento Electrolux di Porcia che produce lavatrici, dove il ritmo di produzione sta tornando alla normalità, ma anche ad alcune grandi aziende del legno-arredo che, grazie ai provvedimenti governativi, sono riuscite a mantenere stabile l’occupazione, ed anzi, ad assumere lavorando a pieno ritmo. Penso, infine, alle imprese, ce lo dice il nostro Centro Regionale della Subfornitura, che hanno già scommesso sull’estero con buon anticipo nonostante la contingenza. Ecco, mi auguro che alle azioni decise degli imprenditori corrispondano misure di contenimento della crisi altrettanto coraggiose e immediatamente attuabili».
(1 – continua)

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

 

 

Confcooperative Pordenone ancora a Piccoli: al lavoro per i 70 anni

Rispettate le previsioni della vigilia: Luigi Piccoli è stato confermato leader della cooperazione nella Destra Tagliamento. L’assemblea generale di Confcooperative Pordenone, principale associazione di rappresentanza delle cooperative nel territorio di competenza, ha infatti rieletto alla guida della Organizzazione per un nuovo mandato (2020-2023) il presidente uscente. L’elezione, contestuale a quella del nuovo consiglio provinciale, è avvenuta nella sede dei Vivai Cooperativi Rauscedo, storica e grande realtà cooperativa conosciuta in tutto il mondo. L’appuntamento, intitolato “Costruttori di bene comune per lo sviluppo delle comunità”, ha rispettato i dovuti distanziamenti ed è stato il primo a tenersi in Friuli occidentale dopo il lockdown causa emergenza Coronavirus tra quelli dei più importanti enti economici. Ricordiamo che Rauscedo è una frazione di San Giorgio della Richinvelda, che vanta il titolo di “Comune delle Cooperative”, istituito dalla stessa Confcooperative Pordenone come riconoscimento al dna associativo di questo territorio.

Il presidente Luigi Piccoli.


“Gli obiettivi e le sfide che ci attendono nei prossimi quattro anni sono ancora tanti – ha sottolineato Luigi Piccoli nella sua relazione di fine mandato – e resi particolarmente impegnativi dall’emergenza Coronavirus, la quale però può diventare l’occasione per un’ampia riflessione che ci possa portare in tempi brevi a disegnare il futuro della cooperazione, con quella visione cooperativa che serve ad andare oltre la crisi, cercando di leggere il dopo, interpretandolo e ponendoci in un’ottica di rinascita. Abbiamo bisogno che le nostre cooperative ridiventino luoghi di produzione e promozione di cultura cooperativa, rinvigorendo il senso della solidarietà. Daremo un nuovo assetto alla nostra organizzazione, per esser sempre più capaci di intercettare i bisogni delle associate fornendo risposte ancor più qualificate e utili a economizzare i processi. Aiuteremo le nostre cooperative a diventare sempre di più agenti di sviluppo locale, ovvero attori di cambiamento sociale ed economico, anche attraverso lo strumento delle cooperative di comunità. Continueremo all’insegna della sostenibilità, radicamento e presidio del territorio”.
Il presidente ha anche ricordato il prossimo anniversario dell’ente. “Il 15 settembre 2021 – ha spiegato Piccoli – ricorrerà il 70° di costituzione dell’Unione friulana delle cooperative e mutue della Destra Tagliamento – Pordenone. In un territorio nel quale la Provincia verrà istituita solamente 17 anni più tardi, all’epoca si è sentito forte il bisogno di stare assieme, uniti in un’organizzazione autonoma e che rispondesse alle esigenze delle singole cooperative, piccole o grandi che fossero. Sarà compito del nuovo consiglio impostare un adeguato programma per celebrare questa ricorrenza, così come a tracciare le linee di sviluppo per il futuro della nostra organizzazione”.
Nel ringraziare il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol e il personale degli uffici, i consiglieri uscenti e i suoi vicepresidenti Maurizio Tantin, Fabio Dubolino e Giorgio Giacomello, Piccoli ha anche ricordato la figura di Riccardo Fioretti, storico direttore di Confcooperative Pordenone dal 1980 al 2008, recentemente scomparso.

L’assemblea ha visto anche i saluti del sindaco Michele Leon, dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, del vescovo di Concordia Pordenone monsignor Giuseppe Pellegrini, del vicepresidente della Camera di commercio di Pordenone – Udine Giovanni Pavan (con un videomessaggio) e del presidente di Confcooperative Friuli Venezia Giulia Giuseppe Graffi Brunoro. Mauro Bertolin, direttore amministrativo dei Vivai Cooperativi Rauscedo, ha fatto gli onori di casa e Lino Mian, presidente di Friulovest Banca, ha portato un saluto. Venanzio Francescutti, presidente di Fedagripesca Fvg, ha invece guidato i lavori dell’assemblea.

I soci riuniti in assemblea.

IL NUOVO CONSIGLIO

Questi, infine, gli eletti al Consiglio provinciale per il mandato 2020-2023 e la rispettiva cooperativa di appartenenza: Giorgio Giacomello (Vivai Cooperativi Rauscedo), Tomaso Pietro Fabris (Essiccatoio Intercomunale Cereali Torricella), Alessandro Driussi (Venchiaredo), Flavio Bellomo (Viticoltori Friulani La Delizia), Laura Bertolin (Cantina produttori di Ramuscello e San Vito), Antonella D’Andrea (Stalla sociale fra Vivaisti di Rauscedo), Juri Ganzini (Friulkiwi), Livio Salvador (Cooperativa Frutticoltori Friulani), Massimiliano Pascottini (Società cooperativa agricola Medio Tagliamento), Cesare Giavi (Coop Casarsa), Renata Pitton (Cooperativa di consumo di Rauscedo), Fabio Dubolino (Nuove tecniche), Loris Mason (Cooperativa Claps Cultura Lavoro Promozione Servizi), Valentina Gerometta (Farandola società cooperativa sociale), Marco Bertuzzo (Nuova Icz), Francesco De Val (Sinergy360), Giuliana Colussi (Il Piccolo Principe), Fabio Fedrigo (Fai), Paola Marano (Karpòs), Gianni Coral (Cooperativa sociale Acli), Donatella Jus (Futura), Ivana Latrofa (Nuovi Vicini), Giorgio Carniello (Credima), Lino Mian (Friulovest Banca), Walter Lorenzon (Bcc Pordenonese e Monsile). Durante la prima riunione del nuovo consiglio provinciale, che si terrà giovedì 9 luglio a Casarsa, nella sala congressi dei Viticoltori Friulani La Delizia, saranno nominati i vicepresidenti. Infine, il collegio dei revisori è risultato così eletto: presidente Pierluigi Giol, componenti effettivi Flavio Galasso e Mario Tauro, componenti supplenti Fernando Padelletti e Alberto Poggioli.

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In copertina, il tavolo della presidenza durante la relazione di Luigi Piccoli.

Confcooperative Pordenone alla ripartenza: Piccoli verso il secondo mandato

Confcooperative Pordenone volta pagina dopo la pesante esperienza che anche il settore produttivo friulano ha dovuto sopportare a causa della crisi sanitaria e prova, finalmente, a ripartire. L’assemblea generale di questa che è la principale associazione di rappresentanza delle cooperative nel territorio della Destra Tagliamento sarà, infatti, la prima a tenersi in Friuli occidentale dopo il lockdown tra quelle dei più importanti enti economici: programmata inizialmente per fine febbraio e poi posticipata proprio per il Coronavirus, si riunirà rispettando le misure di sicurezza sanitaria domani, mercoledì 1 luglio, alle 15, a Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (che vanta il titolo di Comune delle Cooperative) nella sede dei Vivai Cooperativi Rauscedo. L’appuntamento, intitolato “Costruttori di bene comune per lo sviluppo delle comunità”, concluderà il mandato quadriennale e ne aprirà uno nuovo, visto che sono previste anche le elezioni per il rinnovo del presidente e del consiglio.
I lavori avranno al centro la relazione del presidente Luigi Piccoli, sul cui possibile secondo mandato sta convergendo l’adesione delle cooperative, riunitesi nelle assemblee di settore che hanno preceduto l’assemblea generale (lavoro, servizi ed edilizia; sociale; mutuo soccorso; agricoltura e pesca; consumo e utenza; cultura, turismo e sport; credito). Conoscenza, intersettorialità donne e giovani, solidarietà e mutualità, competenza e coesione: ecco le direttrici sviluppate negli ultimi quattro anni e che saranno alla base per l’azione post Covid-19 . In questo quadriennio il mondo di Confcooperative Pordenone (che è uno tra i più attivi a livello cooperativo regionale) ha dimostrato una decisa propensione anticiclica: in tempi di crisi economica e occupazionale, ha aumentato i fatturati del +34% e quasi raddoppiato gli addetti. Numeri che ora andranno confrontati con la situazione determinata nel 2020 proprio dal Covid-19, con cooperative che hanno dovuto affrontare importanti cali di fatturato (come quelle del settore cultura e spettacolo) e altre che sono state chiamate in prima linea a rispondere alle esigenze della popolazione costretta nelle proprie abitazioni (come la filiera agricola e quella del consumo).

“Analizzeremo il cammino di questi ultimi quattro anni – ha spiegato il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli -, ma ovviamente sarà necessaria anche una riflessione su quanto abbiamo vissuto in questi mesi: confidiamo che l’assemblea sia anche l’inizio di un’ampia riflessione che ci possa portare in tempi brevi a disegnare il futuro della cooperazione, con quella visione cooperativa che serve ad andare oltre la crisi, cercando di leggere il dopo, interpretandolo e ponendoci in un’ottica di rinascita. I mesi che abbiamo passato non li dimenticheremo certamente. Ora siamo impegnati nella ripartenza, che ci costringe a rivedere alcuni nostri comportamenti e a ridisegnare le attività intorno ad una nuova idea di società. Il tutto all’insegna della conoscenza e vicinanza alle nostre cooperative, come già fatto nel mandato che si sta chiudendo attraverso rilevazioni del ‘sentiment’ cooperativo, l’unicum in Italia del riconoscimento del Comune delle cooperative a quei territori e comunità con grande Dna cooperativistico e i consigli itineranti in varie realtà, in particolare puntando sullo sviluppo dell’area montana con le cooperative di comunità. Anche nell’emergenza Covid-19 abbiamo visto quanto sia importante l’intersettorialità, ovvero progetti che coinvolgono cooperative di vari settori, come per esempio è avvenuto felicemente con realtà agricole che hanno contattato cooperative sociali per alcuni loro servizi o sociali che si sono appoggiate a quelle di consumo, solo per fare alcuni esempi. E ancora: attenzione ai giovani e alle donne, “motori” ricchi di energia per il nostro mondo. Abbiamo raggiunto degli obiettivi, altre questioni invece le dobbiamo ancora affrontare, ma traiamo la nostra forza delle radici della cooperazione, che nel Friuli occidentale sono storicamente molto profonde”.
Nell’occasione, il presidente Piccoli ringrazierà per il lavoro svolto assieme il consiglio uscente con i vicepresidenti Maurizio Tantin, Fabio Dubolino e Giorgio Giacomello, nonché sarà ricordato Riccardo Fioretti, revisore dei conti dell’ente e storico direttore, recentemente scomparso.

“L’assemblea generale 2020 – ha aggiunto il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol – è doppiamente importante, visto che oltre a fare il punto sul quadriennio appena trascorso sarà un punto di ripartenza verso il futuro: i rappresentanti delle cooperative associate saranno chiamati a eleggere il presidente ed il consiglio per il prossimo quadriennio, conferendo loro la delega a gestire la nostra Unione, avendo riguardo alla diffusione dei valori mutualistici, alla crescita imprenditoriale delle cooperative associate e allo sviluppo sociale delle nostre comunità in questo periodo delicato dell’emergenza Coronavirus. Inoltre, nel 2021 ricorrerà il settantesimo anniversario dalla fondazione dell’Unione, appuntamento al quale riserveremo l’attenzione che merita”.
Ricordiamo che, dopo la registrazione dei partecipanti e l’apertura dei lavori, il primo adempimento sarà la relazione del presidente Luigi Piccoli. A seguire interventi istituzionali e il dibattito. A chiudere l’elezione del nuovo presidente – che, appunto, secondo le indicazioni della vigilia dovrebbe essere confermato – e degli organi statutari, nonché dei delegati all’assemblea regionale e a quella nazionale.

I NUMERI
Le 151 cooperative con oltre 50 mila soci associate a Confcooperative Pordenone sono una vera e propria “locomotiva”, economica e sociale, non solo del Friuli occidentale ma dell’intero Friuli Venezia Giulia: basta infatti pensare che con oltre 500 milioni di euro di fatturato, rappresentano più del 50% del valore della produzione complessiva delle cooperative associate a Confcooperative a livello regionale. Una serie di realtà che dà occupazione anche in anni di crisi economica, tanto da aumentare gli occupati (tra soci lavoratori e dipendenti) dalle 4550 unità del 2013 alle oltre 8 mila attuali. Tra i positivi esempi di questa capacità di generare occupazione, quello del Servizio civile attraverso il Consorzio di cooperative sociali Leonardo, che negli ultimi dieci anni ha coinvolto oltre un centinaio di giovani nelle cooperative che si occupano di disabili, con una ventina di loro che poi sono anche stati assunti. Per quanto riguarda i fatturati in totale in questi ultimi anni si è assistito a una variazione per le cooperative del +34%, sviluppo che è stato riversato sulla società e sulle comunità. Di seguito, i dettagli per singolo settore (al numero di 151 cooperative aderenti si arriva sommando a quelle dei singoli settori alcuni Consorzi tra esse).

Lavoro, servizi ed edilizia
Sono 29 le cooperative di lavoro, servizi ed edilizia aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 315 soci e un capitale sociale di 145 mila 994 euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 78% e danno lavoro a 260 persone. Il loro fatturato è di oltre 12 milioni di euro.

Cooperative sociali
Sono 35 le cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 1261 soci (di cui 164 soci volontari) e un capitale sociale di 1 milione 251 mila euro. Il tasso di mutualità è di oltre l’82% e danno lavoro a 1364 persone, diverse delle quali in categorie protette. Il loro fatturato è di oltre 49 milioni di euro.

Mutuo soccorso
Credima, società di mutuo soccorso di Friulovest Banca, ha 3mila 320 soci e ha rimborsato oltre 98 mila euro di spese mediche in un anno.

Fedagripesca
Sono 43 le cooperative del settore agricolo e della pesca aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 5 mila 541 soci e un capitale sociale di oltre 17 milioni di euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 78% e danno lavoro a 2700 persone. Il loro fatturato è di oltre 391 milioni di euro.

Consumo ed utenza
Sono 11 le cooperative del settore consumo e utenza aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 19 mila 240 soci e un capitale sociale di oltre 1 milione di euro. Il tasso di mutualità è di oltre l’82% e danno lavoro a 161 persone. Il loro fatturato è di oltre 33 milioni di euro.

Cultura, turismo e sport
Sono 22 le cooperative del settore cultura, turismo e sport aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 4 mila 113 soci e un capitale sociale di 553 mila euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 70% e danno lavoro a 3 mila 478 persone. Il loro fatturato è di oltre 11 milioni di euro.

Credito cooperativo
Sono 2 le banche di credito cooperativo aderenti a Confcooperative Pordenone (Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca) , per un totale (al 31 dicembre 2018) di oltre 20 mila soci e 350 dipendenti. Ammontano invece a 4,5 milioni di euro la raccolta e gli impieghi delle due banche operative sul territorio.

La storia
L’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, ovvero Confcooperative Pordenone, nacque il 15 settembre 1951. La data non è un errore: nacque addirittura prima della Provincia pordenonese, che sorgerà solamente nel 1968. Ciò fu reso possibile dal fatto che questo territorio già a fine Ottocento aveva dato vita a diverse esperienze cooperativistiche, prima nel credito con le casse rurali e poi in ambito agricolo e del consumo. Una presenza talmente forte che in quel 1951 si ottenne addirittura una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali. Sfogliando i libri di storia emergono altri passaggi epocali. La prima cooperativa, una latteria, sorse a Maniago nel 1882, zona dove poi sorsero realtà legate ai coltellinai. E poi il credito cooperativo, anche grazie a figure carismatiche come Leone Wollemborg e monsignor Giuseppe Lozer. Infine, ancora prima della nascita dell’Unione provinciale, da segnalare come nel 1949, anno di costituzione dell’Associazione Cooperative Friulane a Udine, la cooperazione pordenonese aveva già un suo ufficio distaccato, retto da Orlando Fioretti.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, verso la conferma.

Coronavirus, in Fvg due Pro Loco su tre rinunciano agli eventi

L’emergenza Coronavirus comporterà annullamenti o perlomeno modifiche sostanziali al programma per almeno due terzi delle manifestazioni organizzate dalle Pro Loco in Friuli Venezia Giulia: questo il risultato del questionario che il Comitato regionale dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia ha sottoposto alle sue aderenti. “Durante il lockdown – ha spiegato il presidente regionale, Valter Pezzarini – diverse realtà non hanno potuto organizzare le proprie sagre e altri eventi per i quali magari avevano già avviato la fase organizzativa, sostenendo dei costi. Per le associazioni che, invece, avevano in programma appuntamenti estivi pesa l’incertezza sulle nuove regole di sicurezza sanitaria, sulle quali vogliamo informarle tramite i nostri consulenti. Ma allo stesso tempo il nostro mondo guarda al futuro con ottimismo, studiando nuovi format per gli eventi e dando una mano concreta alle proprie comunità, visto che durante la fase acuta dell’emergenza le Pro Loco hanno donato oltre 25 mila euro e l’impegno dei propri volontari a sostegno della Protezione civile e dei Comuni, rispondendo all’appello che come Comitato avevamo lanciato loro”.

Valter Pezzarini

I DATI – Al questionario hanno risposto una novantina tra Pro Loco e Consorzi di Pro Loco, un campione rappresentativo di gran parte del territorio regionale e con diverse dimensioni in esso, dalle Pro Loco più piccole di borghi dell’area montana ad altre più grandi specialmente della zona collinare e della pianura.
Le difficoltà maggiori sono state evidenziate riguardo l’annullamento o posticipo di eventi e sagre in programma quest’anno, condizione che interessa, come detto, oltre due terzi del campione. Circa un terzo (31) ha espresso difficoltà anche nella gestione ordinaria della vita associativa, in particolar modo sulle assemblee soci (il 78,4% non si sono ancora potute svolgere), presentazione bilanci, gestione uffici d’informazione turistica Iat e del Servizio civile (le cui attività formative, per i giovani interessati, sono state garantite online dal Comitato).
Interrogate riguardo al futuro, sempre quasi due Pro Loco su tre hanno espresso una preoccupazione generale sulla impossibilità a svolgere eventi a causa di norme di sicurezza difficili da osservare e costose. Però 18 di esse hanno invece sostenuto di non avere preoccupazioni, puntando a guardare in positivo visto che le Pro Loco possono ripartire con il sostegno delle proprie comunità nel 2021. Per quanto riguarda il passato, ben l’84,1% ha già annullato uno o più eventi.

LA GENEROSITÀ – Ciononostante le Pro Loco anche durante il lockdown non sono rimaste con le mani in mano: 25 tra quelle che hanno risposto hanno effettuato donazioni per sostenere la Protezione civile e ospedali, per una cifra di oltre 25 mila euro. Il 31,8% sono inoltre state coinvolte in azioni di volontariato: produzione e distribuzione mascherine, aiuto alla Protezione civile, raccolte fondi, prestito attrezzature, promozione di iniziative solidali locali sui propri canali, pulizie di aree comunali, distribuzione di generi alimentari e trasmissione delle Sante Messe sui propri canali social.
Per le Pro Loco con personale dipendente, il 31,6% ha attivato la cassa integrazione e il 40% ha avviato lo smart working da casa. Diverse realtà hanno anche approfittato di questo periodo di pausa per partecipare a corsi formativi online.

I WEBINAR – “Da ultimo – ha aggiunto Pezzarini – abbiamo chiesto se avevano suggerimenti da fornirci e in molte hanno chiesto di fornire chiarimenti sulle responsabilità per gli organizzatori di eventi e di perorare la causa delle Pro Loco e in generale del Terzo Settore presso le istituzioni. In tal senso abbiamo già avviato dei seminari online con i consulenti del Comitato che illustreranno le nuove norme sulla sicurezza sanitaria da rispettare, ai quali le Pro Loco potranno iscriversi gratuitamente: dei webinar a numero chiuso che puntano a chiarire tutti gli eventuali dubbi e a ricordare come sia fondamentale rispettare le direttive, anche per non incorrere in conseguenze legali”.
Dopo quello di ieri, i webinar sono stati programmati anche nelle giornate di domani, giovedì 25, e sabato 27 giugno e vedrà come relatori i tecnici perito industriale Luigi Folin e architetto Enrico Zamparutti, consulenti dello Sportello Sos Eventi Fvg con decennale esperienza negli aspetti legati alla sicurezza delle manifestazioni pubbliche, e l’avvocato Elisabetta Basso, legale e consigliere del Comitato regionale Pro Loco.

EDIZIONE VIRTUALE – Dopo questi incontri sarà più chiaro quali Pro Loco intendono proseguire nell’organizzazione dei loro eventi con le nuove disposizioni, anche ideando nuovi format e quali invece preferiranno rimandare tutto al 2021. Tra quest’ultime alcune hanno comunque dato appuntamento ai propri affezionati sui social network, dove hanno realizzato delle speciali edizioni virtuali con brindisi a distanza o viaggi tra i ricordi delle foto d’epoca. “Anche noi come Comitato – ha concluso Pezzarini – abbiamo voluto realizzare online un’edizione di Sapori Pro Loco, la nostra festa di maggio col meglio dell’enogastronomia regionale, dando spazio alle fotografie delle edizioni passate, totalizzando un pubblico di oltre 100 mila persone raggiunte sulla nostra pagina Facebook, segno del grande affetto che c’è per la nostra manifestazione”.

Ricordi di Sapori Pro Loco.

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In copertina, il promo dei webinar organizzati dalle Pro Loco.

(Le foto sono di Diego Petrussi)