Come Civibank si attrezza contro il Coronavirus

Un istituto di credito con sedi operanti da Trieste a Vicenza, come Civibank, si è subito posto il problema di tutelare dal contagio del Coronavirus i propri dipendenti e clienti, per quanto nessuna delle 64 filiali sia ubicata all’interno della “zona rossa”. In caso di un eventuale aggravio della fase emergenziale, la Banca si è pure attrezzata ad adottare per parte dei propri dipendenti lo “smart working” grazie alle nuove tecnologie ed ai collegamenti informatici.
La banca – come informa una nota – ha attivato uno specifico Team interno, dedicato alla gestione dell’emergenza, oltre ad essere in contatto con l’Abi e la Regione Fvg. Così la direzione della banca, presieduta da Michela Del Piero, ha diramato fin dal primo giorno della crisi una circolare interna che dispone iniziative e comportamenti ispirati alle specifiche ordinanze vigenti, anche in termini precauzionali. Qualora una o più filiali si dovessero in futuro trovare inserite in eventuali zone di interdizione, la banca si riserva di disporre eventuali chiusure e modifiche all’orario di apertura al pubblico degli sportelli a fini cautelativi. Al momento, tuttavia, in tutte le 64 filiali l’attività prosegue normalmente.
Nel frattempo, sono temporaneamente rinviate le riunioni e i corsi di formazione previsti in questo periodo e intensificata la pulizia dei locali della banca abbinata ad una specifica disinfezione delle superfici. Sia nella sede centrale di Cividale che nelle filiali è attiva la ventilazione meccanizzata che effettua un regolare ricambio e purificazione dell’aria. In una specifica sezione dell’Intranet aziendale vengono pubblicati eventuali aggiornamenti in materia per informare in tempo reale tutti i dipendenti della banca.

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In copertina, la sede centrale di Civibank alle porte di Cividale.

Coronavirus in Fvg: ecco il punto con Riccardi

A che punto è la diffusione del Coronavirus in Friuli Venezia Giulia? A oggi sono 306 i tamponi effettuati nei territori delle ex quattro Province, 48 dei quali tuttora in corso, 193 le persone attualmente in contumacia domiciliare di cui 23 a Pordenone, 33 a Trieste, 48 a Gorizia e 92 a Udine. I casi risultati positivi sono 13 ai quali si aggiunge un ulteriore caso dubbio per il quale sono in corso ulteriori approfondimenti. Dodici le persone poste in quarantena domiciliare, un solo soggetto è stato ricoverato, ma le sue condizioni, al momento, non destano preoccupazione.

Sono i termini che contraddistinguono – come riferisce una nota Arc – l’aggiornamento fornito in Consiglio regionale dal vicegovernatore del Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, il quale ha informato l’Aula sulla situazione legata alla diffusione del virus e sulle azioni avviate dall’Amministrazione regionale per prevenire e contenere il contagio.
“La Regione – ha spiegato Riccardi – ha avviato un percorso finalizzato alla prevenzione e al contenimento del contagio alcuni giorni prima della diffusione epidemiologica registrata in Lombardia e Veneto, con una prima riunione svolta a Roma il 25 gennaio scorso tra i dipartimenti di prevenzione. Il 27 gennaio scorso segna l’attivazione del 112 quale numero di riferimento per la comunità regionale, presidio subito rafforzato dalla presenza di infermieri professionali che dalle 8 alle 20 hanno filtrato telefonate con un pre-triage capace di prendere in carico la persona e indirizzarla ai medici di medicina generale e, se necessario, agli infettivologi. Sono state, quindi, adottate le procedure di controllo presso l’aeroporto (13.500 i passeggeri monitorati per un totale di 212 giornate di lavoro) e i porti regionali, e avviata un’opera di informazione capillare sul territorio destinata alla cittadinanza con distribuzione di materiale e attivazione del numero verde, agli ordini dei medici di medicina generale, ai pediatri e presso le farmacie. A tutti gli operatori è fornito il kit con i dispositivi di protezione individuale”.

L’assessore alla Salute ha inoltre riferito – informa ancora Arc – che è stato ulteriormente potenziato il 112 che è passato dalle ordinarie 1.500 chiamate al giorno alle oltre 3.300 di domenica 24 febbraio (il numero verde nello stesso giorno ha ricevuto oltre mille chiamate). Personale infermieristico è stato dedicato alle risposte legate all’emergenza coronavirus, consentendo così di non rallentare le chiamate di tipo ordinario senza criticità. Le strutture sanitarie sono pronte ad aumentare, se necessario, il numero di posti letto dedicati alla terapia intensiva che, in tre distinte fasi, da 88, di cui 7 in isolamento, possono estendersi fino a 101 di cui 44 in isolamento. Encomiabile per la Regione il lavoro svolto dagli operatori del Servizio sanitario, della Protezione civile, dei volontari e delle forze dell’ordine, che si sono adoperati senza limiti in un sistema organizzato che, muovendosi sempre in contatto con il comitato operativo nazionale, è risultato capace di fornire risposte alla comunità sia per quanto riguarda le attività ordinarie sia per le richieste legate alla situazione straordinaria venutasi a creare nelle ultime settimane.

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In copertina, l’assessore Riccardi con il direttore generale della Salute Gianna Zamaro. (Foto Arc)

Coronavirus in Fvg tra allerta sanitaria e crisi economica

di Gi Elle

Il Coronavirus è dunque arrivato anche in Friuli Venezia Giulia, dove per ora si conta una decina di contagi. Ma, rispetto all’emergenza sanitaria in atto, le procedure adottate stanno funzionando e producono gli effetti sperati, consentendo di isolare con tempestività i casi ritenuti sospetti, validarne l’eventuale positività e ricostruire la filiera di contatti avvenuti sul territorio per limitare la diffusione: lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, che nella mattinata di ieri dalla sede della Protezione civile di Palmanova ha partecipato in videoconferenza al Comitato operativo presieduto dal commissario straordinario Angelo Borrelli. Finora dei nessuno dei casi risultati positivi ai tamponi presenta sintomi tali da rendere necessario il ricovero ospedaliero, ma tutti sono tenuti sotto stretta osservazione nei rispettivi domicili. Le autorità sanitarie hanno individuato e circoscritto la catena di contatti avuti dai casi positivi nei giorni scorsi e posto in isolamento preventivo anche le persone con le quali i pazienti hanno avuto rapporti più frequenti, indipendentemente dalla presenza di sintomi. I tamponi sinora effettuati sul territorio sono stati 215, le persone poste in quarantena domiciliare sono 68. E ora ecco un giro d’orizzonte su altre situazioni e problematiche, attingendo dalle informazioni Arc.

Attenzione sempre alta

Nel rispetto dell’emergenza nazionale, il Sistema sanitario regionale (Ssr) e la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia proseguono il loro lavoro adempiendo alle direttive in vigore, tenendo alta l’attenzione e monitorando la situazione. Questo il concetto espresso a Trieste dal vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia a margine della videoconferenza con il Governo dedicata all’emergenza Coronavirus. La Regione Fvg ha spiegato che restano attive tutte le misure adottate dal Ssr e dalla Protezione civile, come il servizio emergenza 112 del Nue, il numero verde, gli interventi per i Pronto soccorso, il triage e il potenziamento delle strutture per le malattie infettive.

Scuole e Università chiuse

Le attività didattiche in Friuli Venezia Giulia sono sospese per ulteriori sette giorni. Lo stabilisce, intervenendo su Università e scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi i servizi educativi dell’infanzia, un’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. Il provvedimento, esecutivo dalla mezzanotte, rimarrà in vigore fino alle 24 di domenica

Vertice con le banche

Il governatore Fedriga e l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli oggi incontreranno i rappresentanti del sistema bancario regionale, al fine di condividere alcune azioni congiunte in relazione alla contingente emergenza sanitaria e alle conseguenti ricadute sul tessuto economico. La Regione intende, infatti, garantire in tempi brevi risposte concrete alle aziende penalizzate dalla difficile situazione economica derivante dall’individuazione in Italia e nel resto d’Europa di focolai di coronavirus e delle relative misure di contenimento dell’infezione. In tale contesto per la Regione è quindi fondamentale rafforzare il dialogo e la collaborazione con il sistema bancario del Friuli Venezia Giulia, per garantire alle aziende in difficoltà il necessario supporto.  L’incontro, fissato per le ore 12, si terrà a Trieste nella sala multimediale della sede della Regione, in via dell’Orologio 1.

Aiuti alle aziende

Superamento del regime “de minimis” per sostenere gli aiuti alle aziende, quattro milioni di euro a Confidi per nuove garanzie a favore delle imprese aventi sede legale o operativa nel territorio regionale. Ma anche sospensione per un anno del pagamento della quota capitale delle rate in scadenza di qualsiasi finanziamento agevolato concesso a valere sui fondi di rotazione amministrati dal Comitato di gestione del Frie ed infine attenzione agli operatori culturali affinchè possano modificare progetti già programmati. Sono questi alcuni dei principali provvedimenti che la Giunta regionale, su proposta del governatore Fedriga, ha approvato per fronteggiare l’emergenza. Le decisioni assunte andranno a modificare alcuni articoli del testo di legge Sviluppoimpresa che l’Aula sarà chiamata a discutere e approvare nella seduta di Consiglio di questa settimana. In quella sede, una volta che il provvedimento avrà ottenuto il via libera con le relative variazioni proposte dalla Giunta, le misure diventeranno immediatamente esecutive. Innanzitutto, l’Esecutivo regionale ha deciso che gli aiuti alle imprese non vengano concessi in applicazione – e con i limiti – della regola “de minimis”, superando quindi alcuni vincoli riguardanti le cifre massime concedibili alle singole aziende come regolamentato dalla legislazione europea. In secondo luogo, è stata prevista la possibilità di concedere, a valere sui Fondi di rotazione per gli interventi anticrisi a favore dei settori artigiano, manifatturiero, edile, commerciale, turistico e dei servizi, specifici finanziamenti agevolati per il consolidamento finanziario o il sostegno delle esigenze di credito a breve e medio termine conseguenti all’emergenza in atto. I sostegni potranno essere concessi anche senza l’acquisizione di garanzie reali o fideiussioni bancarie, assicurative o di garanzie rilasciate da Confidi o fondi pubblici di garanzia.

Interventi per la cultura

Un’altra misura prevista dalle decisioni della Giunta, permetterà alle imprese danneggiate dalla crisi economica conseguente all’emergenza epidemiologica da Coronavirus che già beneficiano di finanziamenti agevolati concessi a valere sui fondi di rotazione, la sospensione del pagamento di una rata se annuale o per periodo analogo se la rata è commisurata su frazione d’anno. L’Esecutivo ha deciso poi di assegnare 4 milioni di euro ai Confidi per la concessione di garanzia alle imprese che attualmente si trovano in situazioni di difficoltà legate al coronavirus. Tale cifra va ad aggiungersi a ulteriori risorse stanziate in passato per fronteggiare le crisi creditizie e che saranno ora destinate anche a sostenere le imprese coinvolte nella crisi in corso. Infine un ulteriore provvedimento è stato adottato a favore degli operatori culturali che stanno risentendo, al pari delle imprese, dei disagi derivanti dalle limitazioni imposte per far fronte al contenimento dell’emergenza sanitaria in atto. In via d’urgenza l’Esecutivo ha deciso di consentire agli operatori culturali, beneficiari di finanziamenti regionali, di modificare il programma delle attività dei progetti finanziati e di rendicontare anche le spese sostenute o da sostenere in conseguenza dalla sospensione di eventi, manifestazioni e attività per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

No a confini amministrativi

La Regione ha chiesto al Governo di prendere in considerazione il superamento dei confini amministrativi relativamente alla demarcazione delle aree interessate dai provvedimenti per l’emergenza Coronavirus, tenendo conto delle diverse situazioni epidemiologiche o le diverse distanze dai focolai, all’interno di una stessa regione. Evidenziando la problematica, la Regione ha fatto l’esempio della parte di territorio del Friuli Venezia Giulia più prossima alla provincia di Treviso, che rappresenta il cluster del Veneto, in cui nelle ultime ore si è registrato il maggior numero di casi. Nell’occasione la Regione, ribadendo la massima collaborazione con il Governo e il Comitato scientifico, ha anche rivolto un ringraziamento agli operatori della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia e a quelli del sistema sanitario regionale per l’impegno prodotto in questo particolare momento di pressione, culminato nell’ultima settimana con la messa in atto degli adempimenti relativi all’ordinanza siglata in condivisione con il Ministero della Salute. Un provvedimento, come ha spiegato la Regione, che è servito all’intera macchina organizzativa del Friuli Venezia Giulia per preparare le strutture ad affrontare un eventuale aggravamento del fenomeno, predisponendo tutta una serie di importanti misure, come ad esempio la separazione dei flussi nei Pronto soccorso e il piano di potenziamento dei ricoveri in terapia assistita.

Massima coesione politica

Un appello a tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio regionale affinché si realizzi una coesione più ampia possibile, al fine di sensibilizzare il Governo a prendere quelle misure di carattere economico che le categorie produttive del Friuli Venezia Giulia chiedono allo scopo di affrontare la crisi causata dall’emergenza. Questo il concetto espresso a Trieste dal governatore Fedriga. Come ha sottolineato la Regione, in questo momento sarebbe controproducente per il territorio fomentare attacchi strumentali e speculazioni politiche che rischiano di penalizzare fortemente una richiesta di sostegno economico che solo il Governo può garantire. Ciò anche in considerazione del fatto che l’Amministrazione regionale sta già provvedendo, al massimo delle sue possibilità, a destinare risorse e strumenti con i quali aiutare le imprese a superare le complicazioni generate dal clima di incertezza che stiamo attraversando.

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Il Comitato operativo su Coronavirus a Palmanova. (Foto Ciampalini)

Regione Fvg al Governo: sostegno all’economia dopo i danni Coronavirus

La Regione Fvg intende sostenere le attività economiche del territorio colpite dalla crisi legata all’emergenza Coronavirus attraverso misure di aiuto e contributi oltre il limite prestabilito dalla Commissione europea con il regime “de minimis”. È quanto comunicato al ministro dello Sviluppo economico dal governatore Massimiliano Fedriga, il quale -come informa l’Arc – ha rimarcato l’eccezionalità degli eventi conseguenti all’emergenza epidemiologica che stanno colpendo il tessuto produttivo regionale: carenza di forniture per le attività manifatturiere, crollo del settore turistico e contrazione delle attività commerciali.
Contestualmente il presidente della Regione ha richiesto al ministro un confronto urgente per condividere interventi straordinari di sostegno economico a favore del territorio Fvg ritenendo che, nell’ambito dei fondi già stanziati a livello nazionale con il decreto legato all’emergenza sanitaria in atto, si tenga adeguatamente conto delle diverse criticità locali.

“Riaprire le scuole”

Al momento il Friuli Venezia Giulia non registra casi positivi al Coronavirus. L’aggiornamento è stato reso noto al termine del Comitato operativo in collegamento con il Dipartimento nazionale di Protezione civile dal vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. In Friuli Venezia Giulia – riferisce l’Arc – sono stati effettuati finora 160 tamponi e i casi sotto osservazione sono una dozzina. Nessuna decisione in merito alla riapertura delle scuole per lunedì è stata presa finora, ma la posizione dell’Amministrazione regionale va nella direzione di una riduzione delle restrizioni dell’ordinanza, guardando con pragmatismo alla ricerca di un recupero della normalità, pur continuando a garantire attiva la macchina dell’emergenza del Servizio sanitario regionale. In queste ore il Friuli Venezia Giulia sta cercando una convergenza su questo obiettivo, tenendo in considerazione le posizioni delle altre Regioni, e in particolare quella del vicino Veneto, cercando di raggiungere una scelta condivisa.La Regione, è stato ribadito, è consapevole della necessità di comunicare con tempestività la decisione riguardante la riapertura delle scuole, per consentire alle famiglie di organizzarsi, ma è stato anche precisato che si tratta di un’ordinanza che andrà presa d’intesa con le Regioni su proposta del ministero della Salute.

I numeri telefonici attivi

Ricordiamo che, oltre al numero telefonico 112 riservato alle emergenze (da contattare in caso di sintomi riconducibili al Coronavirus, quali febbre uguale o superiore ai 37,5°C, mal di gola e tosse), sarà possibile contattare anche il numero verde 800500300 per chiarimenti e delucidazioni sulle indicazioni comportamentali previste dall’ordinanza ministeriale. Come ha sottolineato la Regione, con questo sistema si punta a offrire un ulteriore strumento di risposta alle richieste dei cittadini a fronte dell’emergenza sanitaria in atto.

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In copertina, il governatore Fvg Massimiliano Fedriga.

Coronavirus, il Fvg allo Stato: “Aiuti imprese e lavoratori”

Sono molto gravi le ripercussioni del Coronavirus sul tessuto economico del Friuli Venezia Giulia, tanto che la Regione cerca di correre ai ripari chiedendo allo Stato l’estensione degli ammortizzatori sociali e, più in generale, di misure straordinarie di sostegno per le imprese e i lavoratori al fine di contenere e arginare le ricadute dell’emergenza sanitaria. È questo, in estrema sintesi, quanto l’Amministrazione Fvg ha chiesto al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con una nota ufficiale firmata dall’assessore al Lavoro, Alessia Rosolen, illustrata questa mattina in sede di Tavolo regionale di Concertazione. Nel contempo, ha rivolto al Governo centrale anche un’ulteriore richiesta: allargare alle Regioni che applicano l’ordinanza sul Coronavirus i tavoli convocati alla presenza di organizzazioni sindacali e parti sociali. La Regione Fvg – come informa una nota Arc – ha voluto anche sottolineare le motivazioni di questa comunicazione: tenuto conto delle competenze normative e amministrative delle materie prese in esame, ogni singola norma può essere emanata solo dal Governo centrale e tutte le azioni possono partire da Roma e dalle istituzioni nazionali. Non è possibile, infatti, prescindere dalla consapevolezza degli effettivi margini di intervento di ogni singolo soggetto istituzionale. Pertanto, non si tratta solo di un problema di risorse che – ovviamente – deve essere posto, ma anche di strumenti concreti.

Norme subito operative

Alla luce dell’eccezionalità della situazione che viene monitorata in tempo reale, la Regione ha inoltre evidenziato la necessità che ogni misura di sostegno alle imprese e ai lavoratori, anche tramite l’estensione dei vigenti ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro – in corso di definizione da parte del Governo -, trovi immediata applicazione anche nel Friuli Venezia Giulia.
Attraverso un costante raccordo con le parti sociali, l’Amministrazione regionale ha già avuto modo di verificare, inoltre, le pesanti ricadute che l’emergenza in oggetto sta determinando sull’intero tessuto economico del Friuli Venezia Giulia, tali da richiedere interventi immediatamente attuativi di sostegno straordinario. La Regione rimane quindi a disposizione, in ossequio al principio di leale collaborazione fra le istituzioni della Repubblica, per ogni consultazione ritenuta utile al fine della pronta attuazione sul territorio regionale delle misure richieste per affrontare la crisi in atto.

Non solo le “zone rosse”

Ma non solo. Il governatore Massimiliano Fedriga ha chiesto che il Governo inserisca tutte le Regioni nel riparto dei fondi straordinari per l’emergenza Coronavirus e non limiti i provvedimenti alle cosiddette “zone rosse”. E questo alla luce dei danni all’economia legati alla situazione di allarme che ha investito indistintamente tutti i settori produttivi del Paese.
È pertanto non solo opportuno bensì imprescindibile, secondo l’Amministrazione regionale, che le misure di sostegno al tessuto economico e sociale non vengano indirizzate esclusivamente alle aree dove si sono registrati i casi di Coronavirus, ma a tutti quei territori che hanno pagato e stanno continuando a pagare le conseguenze del grave contesto di crisi che l’intera comunità nazionale sta suo malgrado attraversando.

Guai a notizie infondate

Chi diffonde irresponsabilmente notizie infondate legate al Coronavirus, attraverso i canali di comunicazione e i social, sarà denunciato all’autorità giudiziaria e perseguito secondo le prescrizioni di legge. Questo il concetto espresso dal vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. L’Amministrazione Fvg sta compiendo ogni sforzo possibile, come ha sottolineato l’assessore, per gestire un fenomeno complesso e non c’è bisogno di comportamenti che alimentino immotivate preoccupazioni, atteggiamenti ingiustificabili e incoscienti che purtroppo si stanno moltiplicando in queste ore. Oltre a generare inutili apprensioni e inquietudini, le “notizie fai da te” e il ripetersi di allarmi infondati stanno inoltre aumentando la pressione sul sistema regionale che sta gestendo l’emergenza. Come informa ancora l’Arc, l’Amministrazione regionale sta operando nella massima trasparenza e tiene costantemente informati i cittadini sul lavoro svolto, confermando che al momento non c’è alcun caso in Friuli Venezia Giulia risultato positivo al tampone. La Regione ha infine ribadito che solo la Protezione civile, con il Servizio sanitario regionale, è l’autorità deputata a rilasciare informazioni e aggiornamenti sul tema. Ogni altra fonte è da ritenersi non attendibile.

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In copertina, l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen.

Coronavirus, la Regione incontra i sindaci: “Ecco come intervenire”

L’ordinanza non è una norma di legge, ma rappresenta delle linee guida in base alle quali i sindaci, considerate le specifiche peculiarità e le esigenze del territorio, possono modulare quelle che sono delle direttive condivise a livello nazionale. Questo il concetto espresso dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il quale, assieme al vicegovernatore Riccardo Riccardi, e agli assessori alle Autonomie locali e alle Infrastrutture ha illustrato ieri pomeriggio, a quasi 180 sindaci Fvg, nell’auditorium della sede della Regione a Udine, le indicazioni dell’ordinanza sull’emergenza del Coronavirus sottoscritta dalla stessa Amministrazione regionale e dal Ministero della Salute.

Da un lato la Regione Fvg ha ribadito – come informa una nota Arc – quali sono le misure igieniche per prevenire la diffusione del virus (lavarsi le mani, evitare contatti ravvicinati con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, non toccarsi con le mani occhi, naso e bocca), dall’altro ha spiegato i termini delle indicazioni dell’ordinanza relative alle aggregazioni di persone. A tal proposito, l’Amministrazione Fvg ha invitato i sindaci a formulare le eventuali domande sul tema direttamente alla Protezione civile regionale per avere un aiuto nell’interpretazione delle linee guida.

E’ stata confermata l’individuazione a breve di alcuni siti attrezzati per gli eventuali casi di quarantena che non possano essere gestiti a livello domiciliare. Oltre a quello di Tricesimo, sono allo studio anche altre due soluzioni su cui si stanno facendo delle verifiche di carattere tecnico-amministrativo.

Per quel che riguarda nello specifico le attività commerciali (mercati all’aperto e centri commerciali) l’ordinanza non prevede alcuna direttiva specifica. La Regione, motivando l’indifferibilità e l’urgenza delle procedure messe in atto, ha rimarcato come, seppur il virus abbia un basso indice di mortalità, sia importante contenere il più possibile la diffusione della malattia, anche per limitare un aumento del numero dei ricoveri in terapia intensiva.

Tra le misure adottate, infine, oltre al potenziamento del Nue e delle infettivologie, la Regione ha confermato che è stato messo a disposizione uno specifico numero verde (800500300) riservato alle informazioni proprio per non appesantire il traffico del 112 dedicato alle situazioni di emergenza (presenza di sintomi).

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In copertina, il governatore Fvg Fedriga con l’assessore regionale alla Salute Riccardi. (Foto Arc)

Confartigianato-Imprese: a Udine slitta il congresso del 6 marzo

Slitta a data da destinarsi il congresso generale di Confartigianato-Imprese Udine che avrebbe dovuto riunire i dirigenti dell’associazione di categoria, il prossimo 6 marzo, all’interno dell’Istituto salesiano Bearzi, per aggiornare gli indirizzi della politica associativa. L’emergenza Coronavirus, all’esame stamattina del presidente provinciale di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, ha infatti suggerito ai vertici associativi di rinviare l’appuntamento congressuale, nonché tutti quelli in calendario per la settimana in corso.
Saltano dunque, almeno fino al 1° marzo, le riunioni degli organi associativi – dai consigli zonali a quelli provinciali di categoria -, nonché le attività formative, salvo che queste non possano essere realizzate utilizzando strumenti di comunicazione a distanza.
“Da parte nostra – afferma il presidente Tilatti – garantiamo la piena collaborazione alle iniziative messe in campo dalle istituzioni nazionali e regionali, comprese quelle a sostegno delle imprese e dei lavoratori, alle quali sta lavorando il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, penso in particolare alla Cig in deroga per le aziende con meno di 6 dipendenti. Al Governo e alla Regione Fvg va un plauso per la celerità con cui sono intervenuti nel fronteggiare il contraccolpo che lo sbarco del virus in Italia sta portando all’economia. La speranza – conclude Tilatti – è che il tavolo d’emergenza convocato da Catalfo, che si riunirà nuovamente domani, diventi permanente e che il confronto sia allargato a tutti i ministeri competenti, per arrivare all’individuazione di interventi condivisi che siano efficaci nella tutela della salute pubblica e sostenibili per le attività economiche”.

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In copertina, il presidente Tilatti.

Camera di commercio Pn-Ud: uffici aperti, ma non corsi e convegni

Sulla scorta delle disposizioni contenute nell’ordinanza urgente della Regione Friuli Venezia Giulia in materia di contenimento dell’emergenza da Coronavirus e restando in costante contatto con le autorità sanitarie regionali, la Camera di commercio di Pordeone-Udine ha informato che garantisce la normale operatività degli uffici (anche delle società I.Ter, Promos Italia e azienda speciale Concentro) e che resterà aperta nelle due sedi territoriali per i servizi al pubblico, ma che sospenderà fino al 1° marzo – e fatte salve ulteriori indicazioni – alcune attività. In particolare, sono sospesi corsi di formazione, convegni, seminari, riunioni ed eventi vari, nonché le sedute di media-conciliazione.
Restano, invece, aperti con i soliti orari gli altri servizi al pubblico, Registro Imprese, Ufficio carburanti, Nuova Impresa, Proprietà intellettuale, Contributi (…), con le normali modalità di accesso – e previo appuntamento dove previsto abitualmente.
La situazione, in evoluzione, sarà costantemente aggiornata sui siti delle due sedi camerali di Pordenone e Udine, che si invita a controllare preventivamente. Per informazioni è a disposizione anche l’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) ai contatti indicati per ciascuna sede e in particolare urp@ud.camcom.it e urp@pn.camcom.it

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

Tutti i sindaci Fvg oggi a Udine per il Coronavirus

Friuli Venezia Giulia in stato di allerta per l’emergenza Coronavirus. La Regione ha infattu convocato per oggi, alle 14, nell’auditorium della sede di via Sabbadini, a Udine, tutti i sindaci delle quattro ex province per condividere le misure più idonee da adottare per affrontare la preoccupante crisi sanitaria. Intanto, la Protezione civile Fvg è stata attivata dalla Presidenza della Giunta regionale e segue a stretto contatto con le altre strutture di competenza l’evoluzione della situazione al fine di garantire la massima efficacia in caso di necessità.

Chiamare il 112

In questa fase – evidenzia la Regione attraverso una nota Arc – è utile rimanere aggiornati seguendo esclusivamente le fonti informative istituzionali e attivarsi fin da subito con comportamenti adeguati alla situazione, promuovendo azioni di autoprotezione ed evitando inutili allarmismi. Pertanto, chi dovesse avvertire sintomi influenzali come febbre, raffreddore, mal di gola e tosse o avesse frequentato persone e luoghi sospetti, è invitato a chiamare il numero unico di emergenza 112: un infermiere assisterà telefonicamente e indicherà il percorso di indagine ottimale alla risoluzione del caso specifico. I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria acuta grave (Sars). Indicazioni precise sulle misure da adottare per evitare la diffusione del virus sono contenute nell’ordinanza firmata dal ministro della Salute d’intesa con il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia il cui testo integrale è a disposizione sulla pagina Facebook ufficiale della Regione.

Misure uniformi

Intanto, dopo il provvedimento di chiusura degli Atenei di Trieste e Udine, sono stati adottati altri provvedimenti di prevenzione. Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza; sospensione e rinvio di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva e religiosa, svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico; sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura. Sono queste, infatti, alcune delle misure più importanti, analoghe a quelle che saranno previste per le zone colpite dal Coronavirus, e che il Friuli Venezia Giulia chiederà al Governo di poter adottare per il contenimento del rischio.

È quanto ha annunciato il governatore Massimiliano Fedriga subito dopo la videoconferenza con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Capo Dipartimento della Protezione civile e commissario per l’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli. L’ordinanza dovrà essere firmata dal governatore e dal premier. Il presidente della Giunta era in collegamento dalla sala operativa della Protezione civile di Palmanova assieme al vicegovernatore con delega alla Salute e l’assessore all’Istruzione e ricerca, Riccardo Riccardi, nonché rappresentanti delle Forze armate, Ufficio scolastico regionale e del trasporto pubblico locale.
Il governatore ha posto la questione di non creare situazioni di disparità tra cittadini che vivono a pochi chilometri di distanza: la popolazione del Friuli occidentale ha infatti scambi quotidiani con il vicino Veneto ed è necessario, è stato sottolineato, che vengano adottate misure uniformi. Per cui le ordinanze della Regione Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia verranno condivise per consentire misure omogenee.

Tra le altre misure richieste dal Friuli Venezia Giulia vi sono la sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero e la previsione dell’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso in regione da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Massima precauzione

Il Friuli Venezia Giulia – riferisce ancora l’Arc – è ad oggi l’unica Regione che sta adottando misure di massima precauzione pur non avendo ancora sul proprio territorio nemmeno un caso conclamato di persona affetta da Coronavirus. Il governatore ha rimarcato come questo sia il comportamento più tempestivo e virtuoso da affrontare in tempi di altissima mobilità delle persone e di fronte a quella che è ormai un’emergenza nazionale.

In merito alle due strutture individuate per essere attrezzate e rese disponibili qualora ci fosse la necessità di spazi per isolare persone che non possano restare in quarantena al proprio domicilio è stato spiegato che quella di Muggia, all’ex caserma della Polizia in località Lazzaretto, è in attesa di autorizzazione definitiva e potrà contare su 41 posti con stanze dotate di servizi igienici, mentre quella di Tricesimo nella foresteria del Castello nei pressi del Santuario della Madonna Missionaria potrà ospitare altre eventuali 28 persone.
Canali specifici di accesso ai Pronto soccorso per chi manifesta sintomi di carattere influenzale e supporto infermieristico dalle ore 8 alle 20 al personale del Numero unico (Nue) 112 sono alcune delle altre iniziative che la Regione Fvg ha adottato da settimane.
Dall’attivazione del supporto infermieristico al personale del Numero unico avvenuto il 27 gennaio scorso le chiamate sono state in media una al giorno, ma dal 21 febbraio il numero è impennato: nella sola giornata di sabato le persone che hanno chiamato sono state 160 e di queste il 47 per cento sono state filtrate dal personale infermieristico presente nella centrale del Nue. Nella giornata di ieri, invece, le chiamate sono state 250, di cui 134 sono state filtrate.

Per informare al meglio la popolazione la Regione Fvg ha annunciato che disporrà da oggi punti stampa periodici per aggiornare quotidianamente i cittadini con la massima trasparenza.

Primi provvedimenti

Intanto, il ministro della Salute ha firmato, d’intesa con il presidente del Friuli Venezia Giulia, l’ordinanza che contiene le disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus. Considerata la contiguità territoriale del Friuli Venezia Giulia rispetto al Veneto, dove si sono verificati finora 25 casi nei Comuni di Vò e Mira, e non è stato ancora identificato il caso indice, e tenuto conto che tale evento potrebbe allargare i focolai epidemici, sono state decise con l’ordinanza misure urgenti che saranno attive da oggi fino al 1° marzo compreso.
Viene disposta la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva, religiosa; discoteche e locali notturni.

Come dicevamo, è stata disposta la chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie, corsi per educazione degli adulti e dei servizi per il diritto allo studio ad essi connessi, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza.
Sospesi i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali), nonché l’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi.

Sospeso ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero e previsto l’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso nel Friuli Venezia Giulia da zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Igiene indispensabile

Le misure igieniche per le malattie a diffusione respiratoria, come ricorda la Regione Fvg, sono: lavarsi spesso le mani (a tal proposito viene raccomandato di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani); evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce; non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol; usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assiste persone malate; i prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi; contattare il Numero unico di emergenza 112 se si ha febbre o tosse o se si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni; gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus.

Le Direzioni sanitarie ospedaliere devono predisporre la limitazione dell’accesso dei semplici visitatori alle aree di degenza, preferibilmente una persona per paziente al giorno. Le strutture sanitarie intermedie, quali Rsa, le residenze protette per anziani e le strutture socio-assistenziali dovranno anch’esse limitare l’accesso dei visitatori agli ospiti.

Viene raccomandato fortemente che il personale sanitario si attenga alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria nonché alla rigorosa applicazione delle indicazioni per la sanificazione e disinfezione degli ambienti previste dalle circolari ministeriali. Deve essere predisposta dagli organismi competenti la disinfezione giornaliera dei treni regionali e di tutto il trasporto pubblico locale via terra, via aere e via acqua. Vengono sospese le procedure concorsuali ad esclusione dei concorsi per personale sanitario.

Altre informazioni possono essere assunte al link https://www.protezionecivile.fvg.it/it/la-protezione-civile/eventi /informazione-coronavirus.

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In copertina, la riunione del Comitato d’emergenza regionale nella sede della Protezione civile a Palmanova. (Foto Arc Pozzetto)

Coronavirus, da domani Università chiuse a Trieste e a Udine

Da domani, lunedì 24 febbraio, a domenica 1 marzo compresi, saranno sospese tutte le attività didattiche (lezioni, esercitazioni, tirocini, seminari e similari), gli esami (di laurea e di profitto), le conferenze o i dibattiti (interni o aperti al pubblico esterno) delle Università di Trieste e di Udine e delle sedi collegate e della Sissa (Scuola superiore di studi avanzati di Trieste). Saranno altresì chiuse al pubblico le biblioteche e le sale studio. La decisione – come informa una nota Arc – è stata assunta concordemente dalla Regione Friuli Venezia e dalle autorità accademiche regionali.

L’evoluzione della situazione relativa alla diffusione del Coronavirus – hanno rilevato le autorità accademiche – consiglia in accordo e sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia, in via prudenziale, l’adozione di misure cautelative a tutela della salute pubblica e del sereno funzionamento delle attività istituzionali di tutti gli atenei del Friuli Venezia Giulia, stante la naturale e rilevante mobilità degli studenti, soprattutto provenienti da regioni in cui si sono già verificati casi di positività al virus.

Le attività, in assenza di diverse indicazioni e salvo diverse direttive da parte delle autorità competenti, riprenderanno lunedì 2 marzo. Il recupero delle lezioni e degli esami, come riferiscono ancora le autorità accademiche, verrà comunicato quanto prima sui canali di comunicazione istituzionali degli atenei. Questi ultimi sono in continuo contatto con l’unità di crisi e con i ministeri competenti, e provvederanno ad aggiornare le misure oggi vigenti sulla base dell’evoluzione della situazione.

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In copertina e qui sopra ecco le sedi delle Università di Udine e di Trieste.