Coronavirus, a Pordenone va in scena la “Solidarietà cooperativa”

Coronavirus, purtroppo, sempre più preoccupante anche in Friuli Venezia Giulia e Confcooperative Pordenone, per quanto le è possibile, cerca di correre ai ripari lanciando l’operazione “Solidarietà cooperativa” in questa delicata fase dell’emergenza sanitaria: infatti, sono diverse le associate che sono in forte difficoltà e, partendo dal punto fermo che tutti nel mondo cooperativo comprendono e aderiscono ai corretti comportamenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, si sta iniziando a ipotizzare come queste realtà possano gestire il presente e iniziare a organizzare il futuro.
“Di fatto – spiega il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – la cooperazione è un naturale ammortizzatore sociale al servizio delle comunità del territorio, e non solo, visto che con questo progetto vogliamo avviare anche una serie specifica di aiuti tra cooperative di diversi settori”.

Gli esempi su cui si sta ragionando sono diversi: da una cooperativa agricola che attraverso una cooperativa sociale consegni a domicilio i propri prodotti alle persone che non possono uscire a fare la spesa in questa fase di emergenza, fino ad altri interventi per quando si tornerà alla normalità. “Per esempio – ha aggiunto Piccoli – con una cooperativa sociale che organizza un soggiorno estivo per i giovani disabili presso una struttura gestita da una cooperativa turistica della nostra montagna oppure cooperative che invitano i propri soci ad utilizzare servizi promossi da altre cooperative, in particolare nei settori della cultura e del turismo, che più di altri si trovano penalizzate in questo periodo. Per questo abbiamo invitato le nostre associate a segnalarci sia le loro difficoltà del momento che i progetti futuri. Siamo convinti che queste forme di solidarietà tra cooperative sono già state attivate a favore delle comunità ed è un bene, perché la cooperazione può e deve aprirsi al territorio: le comunità si aspettano questo”.

Sul fronte emergenziale, Confcooperative Pordenone rilancia il messaggio del presidente nazionale Maurizio Gardini, che ha presentato al Governo una prima richiesta di interventi immediati e urgenti che costituiscono una risposta alle necessità quotidiane, partendo dalla cassa integrazione in deroga fino a iniziative di sostegno al credito e rilancio della cooperazione sociale e sanitaria.

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In copertina, Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone.

Camera di Commercio chiusa a Udine, Pordenone e Tolmezzo

L’emergenza sanitaria da Coronavirus costringe anche gli enti pubblici a rivedere orari e servizi. Per cui, dando seguito alle disposizioni più recenti emanate dal Governo e a tutela della sicurezza di tutti, personale e utenti, anche la Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha modificato, fino al 25 marzo, i suoi servizi.
Pertanto – come informa un comunicato – gli uffici resteranno chiusi al pubblico fino a quella data, ma saranno garantiti, solo previo appuntamento, i servizi essenziali, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30. E precisamente: Certificati del registro imprese (per appuntamenti: Udine – Tel. 0432.273213 e Pordenone – Tel. 0434.381264), Certificati commercio estero (appuntamenti: Udine – Tel. 0432.273502 e Pordenone – Tel. 0434.381238), Brevetti e carte tachigrafiche (appuntamenti: Udine – Tel. 0432.273529 e Pordenone – Tel. 0434.381258).
La sede di Tolmezzo resterà, invece, chiusa fino al 26 marzo. Per ogni variazione e aggiornamento, la Camera prega di tenere sempre sotto controllo il sito internet delle due sedi, dove saranno pubblicati tempestivamente gli opportuni avvisi.

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di commercio.

Coronavirus, “tsunami” sull’artigianato Fvg: il crollo è del 50%

“I numeri parlano chiaro. L’emergenza da Coronavirus si è abbattuta sul mondo dell’artigianato come uno ‘tsunami’ producendo un danno che solo nei mesi a venire potrà essere calcolato in tutta la sua gravità”. Lo ha detto ieri il presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg, Graziano Tilatti, aprendo la conferenza stampa che ha visto intervenire in streaming, assieme a lui, i presidenti di tutte le unioni territoriali provinciali. I dati sono allarmanti: se a inizio anno gli artigiani friulani stimavano un aumento del 25% del fatturato nel 2020, all’inizio di marzo la previsione è radicalmente mutata. A dirlo è l’integrazione all’indagine congiunturale svolta dall’ufficio studi dell’associazione di categoria che in questi primi giorni di marzo è tornato ad interpellare, assieme ad Irtef, un significativo campione di imprese sugli effetti dell’epidemia.

Tilatti con i suoi collaboratori.

Dati drammatici. Il risultato del sondaggio parla chiaro. Da un saldo d’opinione sul fatturato estremamente positivo, come detto pari al +25%, si è passati nell’arco di poco più di un mese al -50%. “E’ il peggior risultato da quando svolgiamo l’indagine – ha commentato il responsabile dell’ufficio studi, Nicola Serio, illustrando i dati -. A questo si aggiunga che molti artigiani lavorano su commessa e al momento non sono ancora in grado di stimare l’effetto negativo dell’emergenza, potranno farlo solo tra alcuni mesi”. Ai dati emersi dall’indagine congiunturale, l’associazione ha affiancato quelli ricavati da un sondaggio online che restituisce diverse difficoltà: dalla cancellazione degli ordini, che a marzo interessa 7 artigiani su 10, alla consegna delle materie prime che sta mettendo in difficoltà 4 artigiani su 10.

Appello al Governo. “Chiediamo una proroga vera ai pagamenti. Spostare i termini al 30 aprile è un primo passo, ma non è sufficiente”, ha dichiarato il presidente Tilatti invocando un pacchetto di misure a sostegno delle piccole, piccolissime e medie imprese che vada dalla sospensione dei mutui e dei pagamenti in genere, al potenziamento della cassa integrazione per i dipendenti, alla concessione di liquidità immediata che possa poi essere restituita nel lungo termine. “Sono queste le azioni che chiediamo al Governo, quanto alla Regione ieri è stato approvato un primo, importante disegno di legge che mette a disposizione risorse per commercio, turismo e anche per l’artigianato di servizio. Dialogheremo costantemente con l’amministrazione regionale, che ringraziamo per questo primo intervento, affinché risponda in modo ancor più efficace alle difficoltà del nostro mondo che oggi è qui, unito, a testimoniare sì la gravità della situazione, ma anche a dimostrarsi determinato nel superarla”.

Troppo poco 30 aprile. Quattro province di Confartigianato insieme, unite a Cna e Ures per l’artigianato del Fvg. L’emergenza impone unità e le territoriali oggi hanno dimostrato una volta in più la capacità dell’artigianato di rispondere alla sfida come un corpo unico. I presidenti provinciali si sono fatti eco. “Quella dei pagamenti al 30 aprile non è una proroga, ma una presa in giro – ha detto Silvano Pascolo, numero uno degli artigiani pordenonesi -. Il termine lo decideremo, a fine emergenza, sapendo già oggi che la condizione minima dovrà essere il 31 dicembre. Senza sanzioni, senza interessi”. Ariano Medeot, presidente dell’associazione di Gorizia, ha chiesto che i Comuni sospendano il patto di stabilità liberando risorse e che la Regione posticipi i termini dei bandi Cata. “Perché ora come ora le imprese non investono, sono bloccate. Ci serve tempo per superare l’emergenza sanitaria e poi economica”. “La più grande emergenza conosciuta dall’Italia repubblicana”, gli ha fatto eco Dario Bruni, presidente di Confartigianato-Imprese Trieste. Una situazione straordinaria che richiede misure straordinarie. “Domani – ha fatto sapere Bruni – il comitato di presidenza di Confidi Fvg adotterà soluzioni per far fronte alla mancanza di liquidità delle imprese, ma il Confidi, lo sappiamo, eroga garanzie, il resto lo fanno le istituzioni, che devono in questa fase essere al nostro fianco”.

Europa nel mirino. Più d’una critica è stata rivolta all’Europa e alle sue istituzioni, ancora una volta poco determinanti se non, nel caso di alcuni Stati membri, addirittura ostili nei confronti del Paese e, considerata la peculiarità del Fvg in quanto regione di confine, anche del nostro territorio. Si è sfiorata la chiusura del confine con la Slovenia, nonostante siano “numerosi gli sloveni che lavorano in Fvg e sempre più anche gli italiani che per ragioni di lavoro attraversano il confine. La prospettiva di una sua chiusura – ha detto Andrea Sik, direttore dell’Unione regionale economica slovena (Ures) – ha creato nei giorni scorsi non poche preoccupazioni, che poi fortunatamente si sono risolte”.

Smart working. Laddove possibile, per i 200 dipendenti in forze tra Unione e Società di servizi, è stato attivato lo smart working, nel resto dei casi vengono osservate tutte le disposizioni del ministero in ordine alle distanze e ai dispositivi di protezione individuale. “Continuiamo a fare il nostro lavoro, ad assicurare assistenza alle imprese che specie in questo momento non devono sentirsi abbandonate – ha assicurato il consigliere delegato di Confartigianato-Servizi Fvg, Daniele Cuciz -. Lo facciamo con grande professionalità, attenti alla salute dei nostri dipendenti e degli associati, ai quali nonostante questa fase di difficoltà garantiamo regolarmente i servizi”.

Una sede associativa in Friuli.

Coronavirus, via libera dalla Regione Fvg al pacchetto anticrisi

Il Friuli Venezia Giulia cerca di fronteggiare i gravi danni causati dal Coronavirus. Ieri il Consiglio regionale ha infatti approvato, all’unanimità, il pacchetto di provvedimenti di natura urgente che la Giunta guidata da Massimiliano Fedriga ha predisposto per sostenere l’economia Fvg in questo momento di pesanti difficoltà provocate dall’emergenza sanitaria in atto. A poco più d’una settimana dalla chiusura dell’Aula di piazza Oberdan a Trieste, la Regione ha attrezzato l’auditorium “Antonio Comelli”, nelle sede di Udine, per consentire all’Assemblea di riunirsi, esaminare e approvare il pacchetto anticrisi.

“Oggi – ha detto il governatore Fedriga, come si legge in una nota Arc – sono state approvate le prime misure per aiutare le imprese e i professionisti, in un momento di estrema difficoltà”. Si tratta di un intervento di 33,4 milioni di euro, “che sono – ha precisato Fedriga – delle misure iniziali. Siamo infatti in attesa delle scelte che farà il Governo attraverso il decreto che emanerà nei prossimi giorni. A quel punto presenteremo al Consiglio regionale un ulteriore provvedimento, che andrà a integrare gli aiuti già stanziati per le nostre realtà produttive”.
Il presidente Fedriga ha poi ricordato come in questo momento sia di fondamentale importanza rispettare le regole sanitarie: rimanere ognuno nelle proprie abitazioni e uscire solamente in caso di estrema necessità, o per motivi lavorativi o esigenze sanitarie. “Nel contempo – ha aggiunto il governatore – è utile sostenere le imprese, affinché, quando l’attuale situazione si risolverà, il nostro sistema produttivo possa ripartire“.
Tra le misure approvate ieri, lo spostamento della scadenza per il pagamento dell’Irap e la proroga di quello delle rate sui prestiti alle aziende concessi dalle finanziarie regionali. “Tutte azioni che hanno l’obiettivo – ha concluso Massimiliano Fedriga – di dare risposta al pesante momento di criticità che sta vivendo il mondo delle imprese del Friuli Venezia Giulia”.

“Oggi la politica e le istituzioni regionali hanno scritto una bella pagina”, ha commentato l’assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, relatore del provvedimento. “In questi giorni drammatici – ha evidenziato – la politica ha lavorato unita, con l’obiettivo di produrre un disegno di legge che nasce grazie alla collaborazione di tutti e mette in circuito le prime risorse importanti, in attesa di capire come lo Stato interverrà, mi auguro nelle prossime ore, a favore dell’economia e dei lavoratori dell’Italia”.
Il disegno di legge numero 84 ‘Prime misure urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica da Coronavirus’, ha precisato l’assessore, “interviene principalmente sui settori economici (commercio, turismo e servizi) che hanno risentito nell’immediato dei significativi cambiamenti delle abitudini dei cittadini e delle restrizioni. Ma abbiamo agito – ha concluso Bini – su tutti i settori dell’economia regionale”.

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In copertina, l’intervento del presidente Fedriga che ha accanto gli assessori Barbara Zilli e Sergio Bini.

Tilatti (Artigiani Fvg): la salute prima di tutto, ma occhio all’economia

di Gi Elle

“Tutelare la salute prima di tutto, senza però dimenticare l’economia. E per fare questo bisogna velocizzare l’accesso al credito, dilazionandone la restituzione”: è riassunto in queste parole il messaggio che lancia il presidente degli artigiani del Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, all’indomani dell’estensione a tutto il Paese delle misure di contenimento dell’epidemia da Coronavirus decisa dal Governo nazionale con il nuovo Dpcm firmato lunedì sera dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che è stata accolta dal sistema di Confartigianato-Fvg come una misura necessaria.

Graziano Tilatti


“La tutela della salute viene prima di tutto e in questo senso diciamo sì alla linea della prudenza imboccata dal Governo nazionale – afferma infatti il presidente regionale degli artigiani -, allo stesso tempo però invitiamo a non dimenticare l’economia, che è motore fondamentale sia in termini di solidarietà che di sussidiarietà e va assolutamente salvaguardato. Oggi più che mai è importante proseguire nel segno della collaborazione tra istituzioni, rappresentanti dei lavoratori e delle imprese: solo così – continua Tilatti – possiamo tenere la barra dritta”.
Confartigianato si prepara a mettere sul piatto una rosa di cinque richieste alla Regione Fvg, già “consegnate” per le vie brevi e presto formalizzate. “La più importante riguarda l’accesso al credito. L’inchiodata imposta dall’emergenza Coronavirus rischia infatti di far schiantare le imprese. Spiega al riguardo Tilatti: “Dobbiamo dar loro un paracadute finanziario. Chiediamo quindi all’amministrazione regionale che ora favorisca l’accesso al credito immediato, così da garantire alle aziende la liquidità venuta meno e non interrompere la catena dei pagamenti, e che una volta superata l’emergenza preveda la restituzione del denaro dilazionandola nel tempo”. “I prossimi giorni saranno difficili – conclude il presidente Tilatti – ma se li affronteremo insieme, come stiamo facendo, sono sicuro che il peggio passerà presto”.

Solidarietà a Grado per aiutare anziani e famiglie con bambini

di Gi Elle

Come aiutare a Grado le fasce più deboli, a cominciare dagli anziani, in questo difficile momento che vede diffondersi il Coronavirus anche in Friuli Venezia Giulia? Tanto per cominciare, si sta attivando una esemplare catena di solidarietà che proprio ieri ha mosso i primi, importanti passi. Il sindaco Dario Raugna ha, infatti, incontrato nella sede della Protezione civile, con la dovuta distanza di sicurezza, come appunto prescrivono le norme emanate per l’emergenza sanitaria, i rappresentanti locali di Croce Rossa, Sogit, Faro Anteas, Caritas e Scout, presenti il dirigente scolastico Enrico Tombini e la responsabile di Casa Serena, Fedora Foschiani, al fine di attuare delle iniziative a supporto delle fasce che risultano più deboli in questo delicato momento, quali appunto gli anziani, ma anche le famiglie con bambini.
Pertanto, per venire incontro alle esigenze dei soggetti più a rischio, visto anche il nuovo decreto governativo dell’8 marzo riguardo proprio alla preoccupante diffusione del Covid-19, il Comune di Grado ha attivato una ricognizione delle attività commerciali con vendita al dettaglio per verificare quale fosse attrezzata per le consegne a domicilio. Così, oggi stesso, verrà pubblicato un primo elenco dei negozi che effettuano questo servizio, per dare modo agli anziani dell’isola di rimanere il più possibile a casa. Le attività commerciali che volessero aderire a questa bella iniziativa di solidarietà possono mandare una mail comunicando le modalità del servizio a: sindaco@comunegrado.it con oggetto “servizio a domicilio”.
L’amministrazione comunale isolana si sta anche organizzando con le associazioni di volontariato per la consegna domiciliare di farmaci, dietro prescrizione medica. Inoltre, per comunicare in maniera più immediata tutti i servizi messi a disposizione, è stata attivata la pagina Facebook “Grado Solidale”, che verrà puntualmente aggiornata.

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In copertina, piazza Duca d’Aosta nel centro storico di Grado.

 

Confidi Friuli e Civibank insieme per sostenere i liberi professionisti

È un’altra emergenza da Coronavirus. E riguarda i liberi professionisti, lavoratori privi di tutele che hanno subito significativi mancati incassi in queste settimane di diffusione del contagio anche nel nostro territorio, ma che devono affrontare le prossime scadenze. Confidi Friuli, di fronte a una situazione che penalizza diversi comparti, interviene pertanto con una importante misura di sostegno concordata con Banca di Cividale, che ha messo a disposizione plafond a tassi vantaggiosi. La finalità – informa un comunicato – è fornire liquidità per il rispetto delle scadenze a breve, con finanziamenti di importo fino a 20 mila euro che potranno essere coperti dalla garanzia di Confidi Friuli fino al 70 per cento.
«Anche in questo caso – sottolinea il presidente di Confidi Friuli, Cristian Vida – ci muoviamo per contenere gli effetti della crisi da emergenza sanitaria. Mettiamo in campo un’iniziativa concreta per consentire a tanti liberi professionisti di superare il momento difficile e porre le basi per una pronta ripresa quando, auspicabilmente in tempi brevi, si ritornerà alla normalità».
“In situazioni di emergenza – aggiunge il direttore generale di Civibank, Federico Fabbro – il fattore tempo è determinante; interveniamo con immediatezza a supporto dei liberi professionisti e aggiungiamo questa iniziativa a quanto già messo in campo per le Pmi”.Confidi Friuli e Civibank, con le rispettive strutture, si mettono a disposizione per fornire assistenza nella compilazione delle pratiche.

La sede centrale di Civibank.

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In copertina, il presidente di Confidi Friuli, Cristian Vida.

L’artigianato friulano contro il Coronavirus: domani le strategie

Piano strategico dell’artigianato friulano contro il Coronavirus: in vista idonee iniziative che saranno adottate domani. Riunione straordinaria, infatti, ieri pomeriggio in Confartigianato-Imprese Udine, dove il presidente dell’associazione provinciale, Graziano Tilatti, ha chiamato a raccolta il comitato di presidenza che ha deciso di mettere in atto una task force per fronteggiare i danni che l’emergenza sanitaria sta causando al mondo delle imprese artigiane e delle Pmi.
In questi giorni, Tilatti sta facendo il giro delle imprese per toccare con mano la situazione e raccogliere dalla viva voce degli artigiani la preoccupazione che li accompagna in questo delicatissimo momento. E domani riunirà la giunta per dar corpo appunto alla task force, composta da dirigenti e funzionari sia interni che esterni all’associazione, e deliberare il piano strategico d’intervento, fondamentale in quella che da emergenza sanitaria sta diventando giorno dopo giorno sempre più anche economica e sociale.
“Basta dare un’occhiata ai numeri diffusi nei giorni scorsi dall’ufficio studi nazionale di Confartigianato per capire che è tempo d’intervenire e di farlo con convinzione e con tutti gli strumenti che possiamo mettere in campo”, afferma il presidente Tilatti ricordando che il 70% delle imprese artigiane sta facendo i conti con il contraccolpo del virus: “In Fvg sono quasi 20mila su 27mila totali le realtà artigiane e le Pmi che stanno pagando dazio a questa epidemia e la previsione è che nel mese di marzo avranno una perdita media del fatturato pari al 25 per cento”.
La situazione è dunque straordinaria, per cui richiede misure straordinarie. Misure che Confartigianato si attende dalla Politica nazionale e regionale, pronta a fare la sua parte con una task force che sarà pronta ad entrare in azione già con questa settimana dopo la riunione della giunta che, come detto, è stata convocata con tutta urgenza già per domani sera. “Siamo al fianco delle nostre imprese – conclude Tilatti – e faremo tutto il possibile, come già in passato, perché possano fronteggiare l’ennesimo momento di difficoltà. Siamo usciti stringendo i denti dalla grave crisi economica del 2008 e faremo altrettanto stavolta”.

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In copertina, Graziano Tilatti, leader degli artigiani friulani.

Coronavirus mette in crisi l’economia Fvg: alle Pmi fino a 300 mila euro

Pmi del Friuli Venezia Giulia in gravi difficoltà a causa del Coronavirus, tanto che un pool finanziario formato da Civibank, Friulia e sistema regionale dei Confidi scende in campo per sostenerle. Anche le attività economiche si trovano, infatti, di fronte all’eccezionale emergenza sanitaria che sta colpendo pure il territorio regionale e che potrebbe avere pesanti ricadute negative sulle attività commerciali e di produzione.

Michela Del Piero leader di Civibank.


Pronta è stata pertanto – come informa un comunicato dell’Istituto di credito cividalese, guidato da Michela Del Piero – la risposta di Civibank, di Friulia e del sistema regionale dei Confidi alle esigenze e preoccupazioni manifestate da tutte le categorie economiche, con aiuti immediati e concreti sotto forma di finanziamenti a condizioni di favore e maggior rapidità nei tempi di istruttoria e di erogazione.
L’importo finanziabile è stato quantificato fino ad un massimo di 300 mila euro con tassi di interesse di maggior favore e riduzione delle commissioni. Numerose sono le soluzioni messe in campo dai diversi attori del settore economico regionale – vale a dire, appunto, Civibank, Friulia e sistema Confidi, articolato in Confidimprese Fvg, Confidi Friuli, Confidi Gorizia e Confidi Trieste – per cui ogni impresa potrà scegliere quella più adatta alle proprie esigenze. Tutte le realtà finanziarie in campo e in particolare le filiali della banca cividalese sono a disposizione per fornire ogni informazione ritenuta necessaria per poter accedere ai benefici messi in atto.
“I provvedimenti rappresentano – sottolinea infine Michela Del Piero – il rinnovato impegno di Civibank nei confronti del territorio in cui opera verso il quale, anche in passato, è intervenuta efficacemente e tempestivamente durante tutti i casi di emergenza che si sono verificati. Se si presenteranno ulteriori esigenze da parte dei comparti produttivi, la Banca valuterà eventuali altri interventi finanziari di sostegno”.

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In copertina, operatore in una immagine tratta da SportelloPMI.it

Malignani, una lezione in streaming a casa da Confartigianato Udine

Quando la tecnologia consente di seguire, con efficacia e comodità, una lezione anche da casa: succede anche questo ai tempi di Coronavirus.  Il rodato rapporto di collaborazione tra Confartigianato-Imprese Udine e l’Istituto scolastico superiore Arturo Malignani si rinnova infatti, proprio in questi giorni spinto, dall’emergenza sanitaria in atto. Il consueto appuntamento organizzato dall’associazione di categoria con alcuni degli studenti dell’istituto, destinato a mettere i ferri in acqua per l’alternanza scuola-lavoro in vista dell’edizione 2020 di Udine3D Forum, quest’anno si terrà, dunque, via streaming. Un’occasione, quella della “finestra” digitale aperta da Confartigianato, di cui l’istituto approfitterà anche per fare lezione di informatica.
La richiesta di poter utilizzare il collegamento streaming come aula virtuale è arrivata dal docente del Malignani, Luca Peresson, ed è stata accolta con entusiasmo dall’associazione che per domani mattina sarà pronta a far suonare la campanella per una cinquantina di studenti delle classi terze del liceo delle scienze applicate. “Dalle 9 alle 11 i ragazzi potranno seguire la lezione davanti allo schermo del proprio Pc di casa accedendo a un indirizzo web che comunicheremo loro e che permetterà al professore di fare lezione a distanza, dalla nostra sede di via del Pozzo – fa sapere Luca Nardone, project manager di Udine3D Forum per Confartigianato -. A seguire, dalle 11 alle 13, proseguiremo con il progetto di alternanza scuola-lavoro che porterà i ragazzi a fare 15 giorni di esperienza in aziende tecnologiche della provincia di Udine e poi un ulteriore periodo, in veste di assistenti e guide, all’interno di Udine3D Forum”.
Soddisfatto il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti: “Ancora una volta ci mettiamo a disposizione del territorio e della scuola: siamo pronti a risolvere i problemi che quest’emergenza porta con sé, senza perdere però di vista l’orizzonte, quella positiva e necessaria spinta al futuro che non deve venir meno, ma deve aiutarci a uscire da questa situazione
ancora più forti”.

Graziano Tilatti

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In copertina, alcuni studenti dell’Istituto Malignani di Udine.