A Corno di Rosazzo Sergio Paroni alla guida del Circolo culturale che ha 40 anni

È Sergio Paroni il nuovo presidente del Circolo culturale “Corno” che, in occasione della recente Fiera dei vini di Corno di Rosazzo, a 40 anni dalla sua fondazione, ha avviato una campagna di tesseramento dopo avere rinnovato il proprio direttivo e ridefinito il programma associativo.
Lo statuto del sodalizio risale infatti al dicembre 1981 e nell’anno a seguire fu avviata l’attività di animazione culturale che ora la nuova dirigenza intende rilanciare a cominciare dalla ricerca di ulteriori adesioni di associati. A tal fine, un apposito banchetto di raccolta iscritti era stato allestito proprio nel quartiere fieristico al fine di fornire tutte le informazioni necessarie circa le linee del programma sociale 2022-23 del circolo: dal Premio artistico Noax, previsto per il 23 luglio prossimo, a visite guidate a mostre d’arte; da eventi di valorizzazione del patrimonio culturale locale a iniziative didattiche; da proiezioni di filmati a contenuto storico a intese con i maggiori enti culturali del territorio. Fare rete con altri soggetti culturali del Friuli e con gli altri sodalizi comunali è, infatti, uno degli obiettivi prioritari stabiliti dal rinnovato direttivo alla cui presidenza, come detto, è stato chiamato Sergio Paroni, udinese, laureato in giurisprudenza, giornalista e consulente aziendale. Vicepresidente è invece Sonia Paolone, assessore all’Istruzione del Comune di Corno di Rosazzo, mentre ricopre la carica di direttore della giunta esecutiva Paolo Coretti, architetto, curatore del citato Premio Noax e cittadino onorario di Corno. Un altro assessore comunale, Giuseppe Longato, funge da tesoriere in continuità con la precedente gestione. Inoltre, alcuni giovani del Comune collinare hanno accettato altri incarichi volti alla informatizzazione e alla divulgazione via “social” delle attività del circolo. Infine, una segreteria operativa coadiuverà il direttivo nello svolgimento delle sue funzioni.
Con tali premesse, il Circolo culturale “Corno”, nel rispetto delle norme statutarie, intende contribuire a stimolare ulteriormente il già vivace contesto sociale del centro collinare introducendo gradualmente nuove iniziative e rilanciando quelle collaudate.

 

A Corno di Rosazzo trionfa De Monte al Gp Granzotto in festa per i suoi 50 anni

Matteo De Monte, della Rinascita Ormelle-Borgo Molino, si è aggiudicato ieri a Corno di Rosazzo la 50ma edizione del Gp Granzotto riservato alla categoria juniores. Una grande festa del ciclismo giovanile sempre dedicata ai giovani atleti delle due ruote. Ora la manifestazione è intitolata “Coppa fratelli Granzotto” in onore dei quattro fondatori della Arbor srl, azienda sempre prodiga e attenta al territorio con un’innata passione per il ciclismo.
Una settantina di partenti al via che, da piazza Municipio, hanno percorso 106 chilometri prima dell’arrivo. Massiccia la presenza di atleti sloveni e croati di varie formazioni, oltre a diverse squadre del Nordest. Il percorso si è sviluppato su un circuito da ripetere quattro volte con epicentro la suggestiva località di Rosazzo. La salita di Ruttars in Comune di Dolegna del Collio, come previsto, è stata decisiva per selezionare il gruppo favorendo la fuga di un manipolo ristretto di ciclisti per il traguardo finale come nelle ultime edizioni.
Dopo il vincitore, il sandanielese figlio d’arte De Monte, si sono piazzati al secondo posto Lorenzo Unfer, del team Tiepolo Udine, e al terzo Nicola Vettorata, del Grbike. La Borgo Molino ha pure conseguito il 4 e 5 posto, mentre il resto della top ten è stat appannaggio di atleti sloveni.
Nell’albo d’oro della manifestazione figura tra gli altri Jonathan Milan, campione olimpico 2021 e professionista con la Bahrein Merida, vincitore a Corno nel 2018. Il vincitore dell’edizione 2021 era stato, invece, il veneto Giovanni Longato della Libertas Scorzè, oggi militare con la Ciclyng team Friuli.

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In copertina, Matteo De Monte raggiante per la vittoria (Photors.it); qui sopra, il taglio del traguardo in piazza a Corno.

Ciclismo “juniores” a Corno di Rosazzo: mezzo secolo per il Gp Granzotto

Si disputerà domani 8 maggio, a Corno di Rosazzo, la 50ma edizione del Gp Granzotto riservato agli juniores: una grande festa del ciclismo giovanile sempre dedicata a questa categoria. Ora la manifestazione è intitolata “Coppa fratelli Granzotto” in onore dei quattro fratelli fondatori dell’omonima azienda Arbor srl sempre prodiga e attenta al territorio con un’innata passione per il ciclismo.
Un centinaio di partenti al via previsto per le ore 10 di domattina da piazza Municipio che ospiterà dopo 106 chilometri anche l’arrivo. Massiccia la presenza di atleti sloveni e croati di varie formazioni. Non mancheranno blasonate squadre del Nordest come la Rinascita Ormelle-Civibank.
Il percorso si sviluppa su un circuito da ripetere quattro volte con epicentro la suggestiva località di Rosazzo nella cui Abbazia in concomitanza si svolge l’evento “Rosazzo da rosa” in onore della ricorrenza della Festa della Mamma. La salita di Ruttars in comune di Dolegna del Collio registrerà, invece, lo strappo che dovrebbe selezionare i ciclisti e favorire la fuga di un gruppo ristretto per il traguardo finale come nelle ultime edizioni. Nell’albo d’oro figura tra gli altri Jonathan Milan, campione olimpico 2021 e professionista con la Bahrein Merida, vincitore a Corno nel 2018. Il vincitore dell’edizione 2021 è stato il veneto Giovanni Longato, della Libertas Scorzè, oggi militare con la Ciclyng team Friuli.

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In copertina, il veneto Giovanni Longato vincitore della scorsa edizione del Gp Granzotto.

 

Dal Ticino all’Isonzo ricordando la corsa di cento anni fa

Mentre sulle strade del Friuli si corre la prima tappa del Giro d’Italia nella nostra regione, ricordiamo un simpatico ma significativo avvenimento che nelle scorse settimane ha riproposto, dopo 100 anni, la storica corsa dal Ticino all’Isonzo.
Nel 1919 la Gazzetta dello Sport organizzò, infatti, una manifestazione ciclistica da Pavia a Gorizia per rendere omaggio alla brigata Pavia impegnata, nel 1916, nella conquista della città che da secoli faceva parte dell’Impero Austroungarico. Finita la guerra, nel 1919, quella corsa unì le sponde del Ticino proprio a quelle dell’Isonzo e i partecipanti portarono simbolicamente il Tricolore Italiano nella città attraversata dal fiume sacro alla Patria. Ora la manifestazione dal Ticino all’Isonzo ha voluto ricordare quello storico evento e onorare la memoria di tutti i combattenti della prima guerra mondiale. A parteciparvi sono stati i soci del Velo Club Pavia accompagnati da tre militari dell’Esercito, tra i quali una rappresentante femminile, a ricordo del ruolo svolto dalla donna proprio nella brigata Pavia.
La corsa ha visto i ciclisti effettuare alcune tappe in Friuli, quali Sacile, Spilimbergo, Cividale e appunto Gorizia. Partita dalla città lombarda in riva al Po, la prima tappa si è conclusa a Mantova. La seconda ha raggiunto Castelfranco Veneto e la terza ha toccato Cividale che, oltre ad essere stata città protagonista della prima guerra mondiale, è legata a Pavia dalla storia longobarda: la cittadina friulana primo ducato longobardo e Pavia capitale del regno. I ciclisti partecipanti alla corsa rievocativa sono stati accolti e festeggiati in municipio con saluti e scambi di gagliardetti-ricordo. Non poteva mancare una pedalata sul ponte del Diavolo per poi raggiungere Gorizia. Durante il percorso è stata effettuata una sosta sul ponte del fiume Judrio, che prima della Grande guerra segnava il confine fra Italia e Austria. I ciclisti sono stati accolti da esponenti della giunta municipale, dagli alpini e dall’associazione ciclistica di Corno di Rosazzo presso la stele che ricorda come in quel luogo si fosse sparato il primo colpo di fucile di quel conflitto che cambiò la geografia politica dell’Europa. Le penne nere hanno suonato il silenzio e condotto gli ospiti alla vecchia dogana e ai resti del ponte di legno dal quale i finanzieri spararono agli austriaci che tentavano di attraversarlo.
Dopo un momento conviviale la partenza per Gorizia. In vista del capoluogo isontino, sul ponte dell’Isonzo, il sindaco, Rodolfo Ziberna, si è aggregato al gruppo in sella alla sua bicicletta e ha percorso i chilometri finali per raggiungere il municipio, dove, presente la giunta comunale, dopo i saluti è stato suonato l’Inno nazionale.

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In copertina e all’interno i ciclisti lombardi su ponte del Diavolo e in municipio a Cividale.

 

 

Il Made in Friuli artigianale in Texas con i Fogolars

di Gi Elle

Quali sono i numeri dei consumi alimentari durante le festività natalizie? E quale quota della relativa spesa è intercettabile dalle imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia? Ecco due importanti domande che avranno risposta nel report che sarà presentato oggi dal presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, in occasione della tradizionale bicchierata di fine anno che si terrà alle 12, nella sede dell’associazione in via Del Pozzo. Nell’occasione ci sarà anche la testimonianza di uno dei protagonisti del settore che racconterà tutto sul dolce più amato del Natale: il panettone.
Questo accadrà, dunque, oggi a Udine. Ma va detto che il Made in Friuli artigianale ha debuttato oltreoceano appoggiandosi alla rete dei Fogolars Furlans, centrando così l’obiettivo del progetto di outgoing “Artigianato del Friuli nel mondo”, realizzato dall’Ente Friuli nel Mondo in collaborazione con la stessa Confartigianato-Imprese Udine. Protagonisti tre imprenditori impegnati nei settori del design, dell’agroalimentare e dell’omaggistica di prestigio – Blifase (Corno di Rosazzo), Cucina di Carnia (Villa Santina) ed Ermes Funghi (Buttrio) – che sono volati in Texas, a Fort Worth, per partecipare a “The extraordinary Italian taste”, manifestazione dedicata alla cucina italiana organizzata dalla Camera di commercio italo-americana (Italy-American chamber of commerce).

Gli artigiani friulani hanno potuto mettersi in mostra accanto ad alcuni dei prodotti bandiera dell’agroalimentare tricolore come Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e olio extravergine di oliva. Nell’ambito del fitto calendario di iniziative, le aziende Fvg hanno realizzato infatti tre eventi e una masterclass con buyer, blogger e appassionati del Made in Italy, raccontando i prodotti tipici e la varietà del territorio friulano. “E’ stata un’esperienza molto positiva – hanno fatto sapere da oltreoceano gli imprenditori -. I nostri prodotti sono stati apprezzati e molto da tutti i partecipanti”. Considerati gli obiettivi del progetto, tra i quali figurano la valorizzazione delle competenze e le relazioni dei corregionali all’estero per consentire alle imprese artigiane friulane di sondare e valutare le potenzialità di mercato dei propri prodotti, questa prima “missione” sembra aver seminato bene. Affidare agli artigiani lo storytelling delle loro produzioni sembra, infatti, il metodo più efficace per valorizzare i prodotti e, in questo senso, la formula dei mini-eventi, realizzati in località estere individuate grazie alla rete dei Fogolârs, dà loro la possibilità di farlo in un clima coinvolgente, stringendo rapporti con i propri corregionali e i Fogolârs stessi, usando anche la “marilenghe”.

Il presidente Tilatti plaude all’iniziativa. “Trovare collegamenti con i nostri corregionali all’estero anche in chiave imprenditoriale è per le nostre imprese molto importante – afferma il leader di Confartigianato-Imprese Udine -. Un concetto nuovo di internazionalizzazione, che è anche un riconoscimento agli antichi valori delle relazioni umane, autentiche e di valorizzazione delle enormi competenze e potenzialità scientifiche, politiche ed economiche delle comunità friulane in tutti i continenti”.

Uno degli incontri in Texas.

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In copertina, Daniele Balloch (Ermes Funghi), Veronica Defilippis (Cucina di Carnia), Elena Buttazzoni (Blifase) e Gaetano Fabris (presidente Fogolars South West Usa).