“E for Europe”, domani lo spettacolo salirà nel cuore delle Alpi Carniche

Prosegue il cammino transfrontaliero di “E for Europe”, il progetto culturale che unisce arte, natura e memoria nei territori di confine, nell’ambito del programma ufficiale di GO!2025 Nova Gorica–Gorizia Capitale europea della cultura. Il progetto, ideato e promosso da vicino/lontano e dall’associazione di promozione sociale Get Up, è realizzato in collaborazione con partner sloveni e italiani — ZRC SAZU, Bottega Errante, Fondazione Pot Miru / Walk of Peace, Centro Studi Študijski Center Nediža, Radio Onde Furlane, En‑Knap Lubiana e Lendhauer‑Verein zur Belebung des Lendkanals — e con il sostegno di Nova Gorica–Gorizia Capitale europea della cultura 2025 e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
La prossima tappa è prevista per domani, 31 agosto, a Cason di Lanza, sopra Paularo, luogo suggestivo sospeso tra Italia e Austria, ricco di biodiversità, storia e leggende. Dopo aver attraversato località simboliche come Topolò, Cividale del Friuli, Cormons e Grado, la rassegna arriva nel cuore delle Alpi Carniche, in un paesaggio modellato da secoli di scambi, conflitti e incontri.
Il programma della giornata si apre alle 16.45 con il ritrovo presso l’Agriturismo Malga Cason di Lanza. Alle 17 prenderà il via una passeggiata ad anello di circa due ore tra boschi, pascoli e ghiaioni guidata da Fides Banelli e Ireno Sandri, esperti di natura e cultura locale, che condurranno i partecipanti in un racconto dal vivo tra biodiversità, storie di contrabbandieri e antiche battaglie. Dopo un rinfresco alle ore 19.30 (a pagamento e su prenotazione chiamando il numero 328.1547471), la serata prosegue alle 21 con lo spettacolo “Sui sentieri per l’Europa”, un’esperienza artistica immersiva pensata per dialogare con il paesaggio e la memoria dei luoghi.
La partecipazione è gratuita e aperta a tutte e tutti. La cena è a pagamento ed è necessaria la prenotazione. In caso di maltempo vi invitiamo a chiamare il numero 328 1547471 o visitare il sito https://eforeurope.eu/ per eventuali aggiornamenti. Per chi lo desiderasse vi è la possibilità di pernottare all’agriturismo previa prenotazione al +39 3488206505 oppure all’indirizzo mail casondilanza@gmail.com

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In copertina e all’interno Mattia Cason durante il suo spettacolo.

(Foto Metod Blejec)

“Sixth sense”, ecco il tour al via da oggi a Gradisca d’Isonzo con un viaggio sensoriale che supera il linguaggio visivo

Andranno in scena a partire da oggi, 10 luglio, nella sala del Consiglio comunale di Gradisca d’Isonzo, le performance “Sixth sense”, risultato di una serie di laboratori e parte di Limitless, il progetto internazionale della Compagnia Brat – realizzato in collaborazione con Unima Ukraine, con il patrocinio di Unima Italia, il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di GO!2025, in partenariato con i Comuni di Cormons, Gradisca d’Isonzo, Romans d’Isonzo, Ronchi dei Legionari, San Canzian d’Isonzo, Staranzano, Turriaco – che farà dell’arte uno strumento per superare barriere e costruire connessioni.
In programma ci saranno due repliche: alle 16 e alle 19. Attraverso il coinvolgimento di tatto, udito, olfatto e gusto, gli spettatori verranno accompagnati in un viaggio sensoriale che supererà il linguaggio visivo per dare forma a un teatro accessibile e profondo, capace di parlare a chi vede e a chi non vede. Oltrepassando i limiti imposti dalla sola visione, queste opere offriranno un’arte viva e partecipata, che interrogherà i sensi e li rimetterà in dialogo con il mondo circostante. Limitless si confermerà così un laboratorio di idee e di pratiche condivise, un progetto capace di unire geografie, culture e generazioni. Sarà un invito a superare ogni barriera e a riscoprire il potere dell’arte di costruire ponti tra mondi solo apparentemente distanti. Le performance saranno in tournée nell’isontino: l’11 luglio a Ronchi dei Legionari (in auditorium), il 12 a San Canzian d’Isonzo (nella Casa delle Associazioni, a Pieris), il 18 a Turriaco (nella Sala consiliare), il 19 a Staranzano (nella Sala Del Bianco), il 25 a Cormons (nella sala Civica comunale), il 26 a Romans d’Isonzo (alla Casa Candussi).

Per maggiori informazioni: www.compagniabrat.it, limitless@compagniabrat.it, Facebook, Instagram, YouTube

“Dialoghi”, fisarmonica e tastiera sabato in concerto alla Rosa Mistica di Cormons

(m.ri.) “Esta es my casa” è il titolo dell’evento musicale annunciato per sabato 28 giugno, alle 17, a Cormons: si tratta di una proposta nell’ambito del Festival itinerante internazionale della conoscenza “Dialoghi con il territorio”, firmato da Cultura globale e ad ingresso libero. Location sarà il giardino della casa di riposo “Rosa Mistica-Cormons” che si trova in via San Luigi Scrosoppi 2, mentre in caso di maltempo il concerto sarà proposto all’interno della struttura.
Un appuntamento che rientra, in un preciso cartellone. Come viene spiegato, infatti, «prosegue anche quest’anno il Festival itinerante e internazionale Dialoghi, con un calendario di eventi che si rinnova nel segno dell’incontro, della cultura e dell’inclusività». E questo accadrà anche sabato prossimo, quando sarà proposta quella che viene annunciata come «un’esperienza musicale intensa e partecipata»: ne saranno protagonisti il Duo AccorDòs che è composto da Sara Rigo, fisarmonica, e Alessio De Franzoni, tastiera e pluripremiato compositore e pianista, assieme agli ospiti della struttura, coinvolti in un viaggio musicale ed emozionale. Ma a proposito del duo, va detto che questi musicisti sono vincitori dell’Absolute Prize al 2025 World Melody Music Competition.
Da ricordare, inoltre, che la direzione artistica del Festival è come sempre affidata a Renzo Furlano, che, viene sottolineato, «è l’ideatore di un format che unisce linguaggi e generazioni nel segno della partecipazione attiva». Infatti, spiega Furlano: «Portare l’arte nei luoghi della fragilità riconoscere a tutti il diritto alla bellezza e alla condivisione. Il nostro Festival vuole da sempre essere uno spazio aperto, in cui la cultura diventa occasione concreta di inclusione». Comunque, si può saperne di più. Infatti, il programma completo delle iniziative di Culturaglobale si trova su www.dialoghi.eu

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In copertina, un’immagine del giardino della casa di riposo di Cormons.

Cinebike è al gran finale (oggi e domani) sul Collio: a Capriva teatro di strada e a Cormons “Fantozzi” che compie 50 anni

Sta per concludersi la terza edizione di “Cinebike”, il festival itinerante che dall’11 al 20 giugno ha portato, e porterà, nel cuore del Friuli Venezia Giulia cinema all’aperto, escursioni in bicicletta, concerti e incontri dedicati alla cultura slow e al turismo sostenibile. Dopo aver attraversato Palmanova e Aquileia, Cinebike si prepara al suo gran finale nel territorio del Collio-Brda, con un ricco programma che unisce spettacolo e natura, sempre nel segno della bicicletta come simbolo di mobilità sostenibile.
Oggi, 19 giugno, Cinebike arriva a Capriva del Friuli, dove alle 18.30, nel parco comunale (Piazza Vittoria 1) andrà in scena “Giro della piazza”, lo spettacolo di teatro di strada firmato Madame Rebiné. Un evento pensato per tutta la famiglia, con tre protagonisti che si cimentano in un percorso ciclistico tanto insidioso quanto divertente, tra acrobazie e comicità. In caso di maltempo lo spettacolo si terrà nella palestra comunale di via Dante 3.
Domani, 20 giugno, gran finale a Cormons, in piazza XXIV Maggio, con la proiezione speciale di “Fantozzi” (1975) di Luciano Salce, un omaggio al ragioniere più famoso del grande schermo. La serata, realizzata in collaborazione con Ciclocinema, sarà alimentata a pedali, in perfetta sintonia con lo spirito sostenibile del festival. A introdurre la proiezione sarà il compositore Fabio Frizzi, autore delle celebri musiche del film.
Tutte le proiezioni, oltre ad essere ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, sono completamente autosufficienti dal punto di vista energetico, grazie al Solar Cinema, un progetto a cura di Euganea Movie Movement, che accumula energia solare per alimentare lo schermo.

(Foto Alice Durigatto)

Si consiglia di arrivare in bicicletta per vivere appieno lo spirito del festival.
Programma completo e aggiornamenti su: www.cinebikefest.it

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In copertina, Paolo Villaggio mentre interpreta il ragionier Ugo Fantozzi (1975).

Porpetto, con “Limitless” il teatro della Brat supera i confini e diventa inclusivo

Si chiama “Limitless”, ovvero “Illimitato”, il nuovo progetto della Compagnia Brat di Porpetto in partenza oggi, 23 aprile. Un’iniziativa dal respiro internazionale, che coinvolgerà sette Comuni del Friuli Venezia Giulia (Gradisca d’Isonzo, Romans d’Isonzo, Turriaco, Cormons, Ronchi dei Legionari, Staranzano, San Canzian d’Isonzo) e il cui obiettivo è stimolare l’immaginazione e l’inclusività, invitando tutti a esplorare nuove possibilità di incontro e di scambio, attraverso l’esperienza teatrale.
“Limitless” inizierà a fine aprile con un laboratorio destinato a professionisti e artisti in formazione, con la partecipazione di cinque giovani talenti provenienti dalle principali accademie teatrali ucraine. A luglio (dal 7 al 26), invece, sarà la volta di una serie di eventi di teatro sensoriale. Prima dei laboratori, poi delle performance. Entrambi aperti al pubblico. Il teatro sensoriale offre un’esperienza unica, innovativa e inclusiva che unisce le persone attraverso le sensazioni, superando le barriere linguistiche, culturali e del teatro tradizionale. Coinvolgendo tutti i sensi umani, tranne la vista, i partecipanti scopriranno un “sesto senso” che li unirà come spettatori e promuoverà una maggiore consapevolezza delle sfide affrontate dalle persone con disabilità visive. Una componente fondamentale del progetto Limitless sarà infatti la ricerca sulla performance inclusiva, condotta dalla regista ucraina Kateryna Lukianenko che sta sviluppando un approccio teatrale innovativo che rende il teatro un’esperienza inclusiva per tutti, indipendentemente dalle differenze fisiche o culturali.
«Partiremo a fine aprile (dal 23 al 27) con un laboratorio “Animare la scena” sul teatro fisico, di maschera e di figura condotto da Claudio Colombo. Sarà un evento di portata internazionale, un ponte tra i diversi artisti. Si tratta di un appuntamento a cui parteciperanno, fra gli altri, anche degli artisti ucraini selezionati tramite Unima (Union Internationale de la Marionnette) Ucraina. Noi stessi, come Compagnia, facciamo parte di Unima Italia e da tempo collaboriamo con l’Ucraina che, in questo caso, ha selezionato, dalle tre università teatrali della nazione, cinque giovani, che oltre a frequentare il corso di Claudio, conosceranno il nostro territorio ed entreranno in contatto con altri artisti», ha spiegato Agata Garbuio, della Compagnia Brat.
“Limitless” sarà, infatti, un’opportunità di condivisione che attraversa le barriere fisiche, linguistiche e culturali, creando nuove connessioni attraverso il linguaggio universale dell’arte. Un progetto che esplora il concetto di confine, interpretato soprattutto a livello comunicativo e sensoriale. Nel progetto rientrerà, inoltre, la ricerca sulla performance inclusiva presentata come tesi di laurea magistrale da Kateryna Lukianenko che verrà tradotta in inglese, italiano e sloveno.

Per maggiori informazioni: www.compagniabrat.it | limitless@compagniabrat.it | Facebook | Instagram | YouTube

Dino Persello domani a Mortegliano ricorderà Ottavio Bottecchia fra i “misteri paralleli” con Marco Pantani

(g.l.) Mentre si riparla di Giro d’Italia, con riferimento soprattutto alla sicuramente storica tappa Treviso-Gorizia Nova Gorica che, passando per Cormons, sarà dedicata al ricordo di Bruno Pizzul, il grande giornalista sportivo da poco scomparso, a Mortegliano Dino Persello, da sempre innamorato dello sport con le due ruote, aprirà una pagina sul ciclismo del Novecento per ricordare Ottavio Bottecchia. Con il suggestivo titolo “A vae mi – O voi jo – Vado io”, l’attore sandanielese dà appuntamento domani, alle 20.45, al ristorante Da Nando, dove proporrà un “Racconto emozionale-teatrale di un mito indiscusso!”.


«Sono certo – anticipa Persello – che a fine spettacolo avremo tutti amato di Ottavio Bottecchia la sua maglia gialla, la sua maschera di fango secco che si screpolava a ogni sorriso, le sue ciglia bianche, le sue labbra grigie, le sue mani nere, i suoi polpacci scorticati, i suoi muscoli che erano come il cordame corroso dal sale di un museo del mare. La sua umanità e generosità fuori dal comune». A conclusione del racconto, Dino Persello modererà un’analisi di Renato Bulfon e Alessandro Gallici sui “misteri paralleli” fra Ottavio Bottecchia e Marco Pantani.
Ricordiamo che quasi un secolo fa, era il 1927, a Peonis a poca distanza dal capoluogo di Trasaghis, si consumava l’ultimo atto della vita di Bottecchia, da qualche anno il più forte ciclista del mondo. «Ottavio di nome, ottavo di otto fratelli, chi dice muratore, chi dice carrettiere veneto-friulano, che esattamente un secolo fa (1924-1925) – ha sottolineato Persello -, si prese due Tour de France, comportandosi proprio come fa un contadino astuto, con la ragazza che vuole sposare, facendole una corte aspra e rude, dimenticando ogni cosa pur di conquistarla! Nel ’24, addirittura, corse in maglia gialla tutte le tappe, primo a domare le mulattiere di quel Tour. “Perseverai, resistetti, soprattutto… volli” disse dopo quelle vittorie. “Bottecchia Ottavio: A vae mi – O voi jo – Vado io” era il curioso avvertimento con cui il campione informava il gruppo, che sarebbe andato in fuga, e che rappresenta il titolo della mia rappresentazione».
«Raccontare di Ottavio Bottecchia – aveva osservato Persello proprio in occasione della “prima” del suo spettacolo presentata, giustamente, a Trasaghis lo scorso ottobre – non sarà per niente semplice, tanti e profondi sono stati i momenti della sua pur breve esistenza. Ce l’ho messa tutta, la ricerca mi ha regalato enormi emozioni che non potranno fare altro che tradursi in un evento che contaminerà spiritualmente chi presenzierà a questo curioso e suggestivo racconto». E aveva aggiunto: «Ho volutamente evitato, costruendo questo lavoro, di entrare nelle vicissitudini e nei dettagli dell’incidente di Peonis del 3 giugno 1927, secondo me eccessivamente romanzato da alcuni addetti ai lavori. Ho la mia idea, me la tengo, perché mi dà serenità».

Dino Persello

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In copertina e all’interno il grande Ottavio Bottecchia in due mitiche tappe.

Cento ragazzi di Grado al campo estivo di Fusine prima del ritorno a scuola in un’Isola che è rimasta senza l’autonomia

di Giuseppe Longo

Mentre Grado è in festa per la tradizionale celebrazione del “Perdòn de Barbana”, un centinaio di ragazzi dell’Isola si appresta a iniziare l’importante esperienza dei campi estivi in montagna. Proprio da oggi, infatti, sarà attivo il “Campo Uno” a Fusine con alunni di prima e seconda media di Grado e Cormons. «La nostra comunità, grazie alla disponibilità di adulti e giovani, animatori, capi scout e catechisti – ha scritto al riguardo, su Insieme, monsignor Paolo Nutarelli – riesce a proporre le esperienze educative a quasi 100 ragazzi gradesi: un grande grazie, quindi, a quanti rendono possibili queste attività». La folta comitiva isolana, come detto, trascorrerà la vacanza montana nel Tarvisiano assieme a un gruppo di coetanei di Cormons, la comunità del Collio che ha avuto per una quindicina d’anni la guida spirituale proprio di don Paolo, prima che il sacerdote fosse stato richiamato dall’arcivescovo di Gorizia nella sua cittadina d’origine per assumere l’importante investitura di arciprete di Grado. E questo dimostra che fra la comunità marina e quella collinare rimane un ottimo e promettente rapporto di amicizia e collaborazione.

Monsignor Paolo Nutarelli


Vacanze in montagna, dunque, per i ragazzi gradesi, per i quali il ritorno a scuola in settembre, al termine dei mesi estivi, sarà contrassegnato da una ripresa delle lezioni senza l’autonomia che fino allo scorso anno scolastico era assicurata: il plesso isolano sarà infatti accorpato a quello di San Canzian d’Isonzo. Un provvedimento contro il quale monsignor Nutarelli – che nella scuola media è anche insegnante – ha espresso sempre contrarietà fin dal primo momento per il fatto che Grado, isola lagunare, non ha nulla in comune con l’entità dell’entroterra e che è distante parecchi chilometri. E proprio nell’ultimo giorno di scuola aveva affidato ai social la sua amarezza per la decisione ormai presa. «C’è allegria e gioia. Ma anche tanta tristezza, perché “oggi” chiude la Secondaria di Grado (le “medie”). Infatti, “muore” l’Istituto Comprensivo Marco Polo di Grado e nascerà uno nuovo dove le nostre scuole saranno accorpate con un’altra scuola. Si poteva, si doveva fare di più. La scuola non è solo “interrogazioni o lezioni”, sono i progetti, le attività, il territorio (che è unico). Che brividi ascoltare le riflessioni dei ragazzi di terza che forse, più di tutti, hanno capito che cosa significherà tutto questo. Ciao “Marco Polo”». E poi il sacerdote-professore aveva aggiunto: «Ogni scelta nasce dai criteri che ci diamo, accorpare per fare economia ed accorpare con una progettualità e lungimiranza evidentemente sono criteri diversi».
Un problema, dunque, nato prima che venisse eletta la nuova amministrazione civica, guidata dal sindaco Giuseppe Corbatto, in carica da neanche un mese. La quale sicuramente cercherà di capire se ci sono ancora margini per una marcia indietro da parte della Regione Fvg. Quella che l’Isola tutta – per primo monsignor Nutarelli – auspica perché solo questo provvedimento rispetterebbe le sue peculiarità di territorio che non ha proprio nulla a che fare con quello di San Canzian e della vicina Turriaco. Ovviamente, senza nulla togliere ai due Comuni isontini.

L’Isola rivendica l’autonomia scolastica.

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In copertina, ragazzi gradesi a un precedente campo estivo in montagna.

A Grado sta per ritornare il Cinebike all’insegna della ecologia: per tutte le proiezioni energia dai pannelli solari

Cinema all’aperto, incontri con i protagonisti, tour in bicicletta alla scoperta del territorio, degustazioni e concerti: la seconda edizione di Cinebike Festival è stata presentata ieri al GO Center di Gorizia e si accende con un programma ricco di film, eventi ed incontri dedicati a tutta la famiglia. Appuntamento pertanto a Grado dal 15 al 22 giugno con una speciale serata di anteprima a Cormons venerdì 14.
L’arena bike-in resta il cuore del festival, ovvero la versione su due ruote del celebre drive-in statunitense: posizionata all’interno del Parco delle Rose, l’arena sarà accessibile gratuitamente in bicicletta per poter guardare i film in cartellone comodamente seduti sotto le stelle. Un’esperienza di cinema diversa ed emozionante e soprattutto ecologica.

Tutte le proiezioni, infatti, sono realizzate con il Solar Cinema di Euganea Movie Movement, un furgone con dei pannelli solari sul tetto che, attraverso un inverter e delle batterie, accumula energia pulita per la realizzazione delle proiezioni all’aperto in assoluta autonomia energetica. Cinebike identifica un nuovo modo per vivere cultura, arte e creatività e per promuovere il turismo sostenibile, coinvolgendo il territorio, i Comuni limitrofi e le comunità, sfruttando la rete di piste ciclabili e le aree pedonali in circolo virtuoso. Come nella prima edizione, Cinebike trova il proprio fulcro nelle proiezioni per poi allargarsi agli eventi disseminati nei Comuni sul territorio che quest’anno sono cinque: Capriva, Medea, Aquileia, San Floriano e Cormons che, come detto, ospiterà l’anteprima.

“La seconda edizione di Cinebike – sottolinea Silvia Moras, curatrice del festival – fa parte delle iniziative di avvicinamento all’evento internazionale Go!2025, contribuendo a delineare i tre grandi filoni della rassegna 2024: il cinema ovviamente, la mobilità sostenibile e il tema del confine. Il titolo di ogni serata giocherà, infatti, con le diverse declinazioni della definizione di confine, non solo geografico, ma del tempo, del mito, dell’avventura. Come l’anno scorso, la programmazione unirà film storici e materiali d’archivio a novità e anteprime, potremo vedere, per esempio, sia un grandissimo classico come “Totò al Giro d’Italia” sia il recente “Io Capitano”. Ci tengo a sottolineare come due film del cartellone di Cinebike saranno proiettati anche all’interno della Casa di riposo di Grado, per coinvolgere anche i fruitori più fragili che, altrimenti, non avrebbero la possibilità di partecipare al festival”.
Cinebike comprende anche una mostra dedicata al mondo della biciletta visto attraverso i fumetti e il programma di eventi che uniscono il piacere di andare sulle due ruote alla scoperta del territorio con incontri, presentazioni, concerti e degustazioni per incontrare i gusti di tutti. Eccolo! Il Furgon Furlan resterà parcheggiato nell’arena di Cinebike a Grado per tutte le otto serate di proiezioni con un’offerta di cibo da strada, bibite e birre artigianali che possono essere consumate prima o durante le proiezioni in tutta libertà, così come i pop-corn. E anche il bookshop del festival viaggia su bicicletta, precisamente su una cargo bike che sarà parcheggiata nell’arena prima delle proiezioni con una selezione di libri dedicati al tema della bici, del viaggio e del territorio Fvg.
Il contest di cortometraggi Cinebike Shorts quest’anno ha una formula differente: non hacoinvolto le scuole, ma autori under 35 che, attraverso un bando, si sono aggiudicati un corso di formazione per la scrittura di un soggetto originale legato al tema della mobilità sostenibile. Una giuria interna, composta da membri di Cinebike e della Cross-border Film School di Gorizia, assegnerà 3.000 euro per la realizzazione del cortometraggio sceneggiato durante la premiazione di sabato 22 giugno.

Cinebike Festival è organizzato da Videomante con il contributo di Regione FVG, Comune di Grado, Fondazione Carigo, Fondazione Pittini, Comune di Cormons. Con la partecipazione di Comune di Aquileia, Comune di Capriva del Friuli, Comune di Medea, Comune di San Floriano del Collio, Paff! International Museum of Comic Art, Cross-Border Film School, Kino-Otok.
Partner: Bike-in, Bisiachi in bici, Brumat azienda agricola, Ciclocinema, Circo all’incirca, Cineteca del Friuli, Cussigh bike, Ediciclo Editore, Enoteca di Cormons, Eccolo!, Euganea Movie Movement Fun Active Tours, Giancargo, Hotel Astoria, Kinoatelje, Komjanc Alessio, Mauro bike, Odòs, Osteria Vinars, Panificio Iordan, Rodaggio Film, SOCIAL TEAM, Vini Brojli, Visioni a catena, Založništvo tržaškega tiska.

Per il programma completo, orari, informazioni e prenotazioni: www.cinebikefest.it

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In copertina e all’interno immagini della scorsa edizione a Grado e della presentazione del festival a Gorizia.

A mezzogiorno oggi a Grado l’Angelus in laguna dinanzi alla Madonnina del Mare che monsignor Silvano Fain volle nel 1983

di Giuseppe Longo

“… sul mare d’argento il pescatore contento passa e s’inchina alla sua Madonnina…”: sono alcune delle bellissime parole di “Madonnina del Mare”, la tanto amata canzone che ogni domenica mattina conclude a Grado, nella Basilica patriarcale, la celebrazione della Messa “granda”, sempre salutata all’ultima nota da un calorissimo applauso. E la Madonnina del Mare è anche quella posta sopra una bricola – nella laguna della Pampagnola, alle spalle dell’Isola d’oro – che ogni anno, la prima domenica di luglio, viene omaggiata durante il pellegrinaggio votivo con la suggestiva processione di barche dirette a Barbana.
E proprio stamane la Madonnina del Mare sarà al centro di un rito speciale che avviene a quarant’anni esatti dalla collocazione della statua: la recita dell’Angelus di mezzogiorno. Al termine della celebrazione eucaristica, una delegazione della comunità “graisana” – come informa monsignor Paolo Nutarelli su “Insieme”, il seguitissimo foglio settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia -, alle 11.30, con la “Regina del Mare” (la stessa che porta la Vergine in luglio a Barbana) raggiungerà la statua mariana «tanto cara a tutti per ringraziare e rinnovare la devozione dei fedeli», dinanzi a quella immagine che «protegge tutti i naviganti e ricorda tutti i dispersi in mare».
Era, infatti, il 22 ottobre 1983 quando la comunità isolana, peraltro sempre devota alla Madonna – e soprattutto dopo la scampata pestilenza del 1237 -, si prodigò per realizzare l’opera, spronata da monsignor Silvano Fain che Grado ha ricordato recentemente nel venticinquesimo anniversario della scomparsa. Bellissime le fotografie dell’Archivio Zuliani che, casualmente, ho trovato stamane sulla pagina Facebook di fan di graisani.com a corredo di un post pubblicato da Vinicio Patruno il 23 gennaio 2021. Documentano passo dopo passo, come dimostrano anche le immagini che ho selezionato, ritenendole fra le più significative, le complesse operazioni che furono necessarie per l’installazione della statua, tutte avvenute alla presenza dell’indimenticabile arciprete che, proveniente dalle colline di Cormons, era nell’Isola già dal 1957. E oggi il calendario ha voluto che il 22 ottobre cadesse proprio di domenica, per cui il quarantesimo anniversario della realizzazione della statua in Pampagnola avrà ancora maggiore risalto e significato. Un Angelus, insomma, che entrerà nella storia della comunità cristiana di Grado.

Madonnina del Mare

Al primo sole si desta la città della marina
e in un bel giorno risuona la dolce campana vicina
mentre sul mare d’argento il pescatore contento
passa e s’inchina alla sua Madonnina dicendole piano così:
Madonnina del mare non ti devi scordare di me
vado lontano a vogare ma il mio dolce pensiero è per te
Canta il pescatore che va:
Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà.

L’ultimo raggio di sole muore sull’onda marina
e in un tramonto di sogni la barca cammina
fra mille stelle d’argento il pescatore contento
sente nel cuore un sussulto d’amore, sospira pregando così:
Madonnina del mare non ti devi scordare di me
vado lontano a vogare ma il mio dolce pensiero è per te
Canta il pescatore che va:
Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà.

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In copertina, monsignor Silvano Fain osserva la Madonnina del Mare appena finiti i lavori; all’interno, altre immagini della installazione della statua in laguna.

(Foto Archivio Zuliani, Grado)

La Parrocchia di Grado “investe” nel Ricreatorio Spes. Monsignor Nutarelli: laboratorio per la crescita dei giovani

di Giuseppe Longo

A Grado, esattamente a Città Giardino di fronte alla Chiesa di San Crisogono, c’è un edificio parrocchiale legato al ricordo di monsignor Silvano Fain, l’indimenticato arciprete scomparso venticinque anni fa e ricordato, nei giorni dell’anniversario, con una memorabile esecuzione del “Requiem” di Mozart nella Basilica patriarcale di Santa Eufemia. E’ il Ricreaorio Spes – che in latino significa speranza – e da alcuni giorni, attorno al tetto della “Sala Fain”, è stato montato il ponteggio per l’inizio del primo lotto di una importante ristrutturazione che prevede la realizzazione dell’impianto fotovoltaico per il contenimento della spesa energetica. Lo riferisce nel foglio settimanale “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli, ricordando che nei prossimi giorni verrà presentato ufficialmente «il progetto complessivo che, in base alle disponibilità economiche, proseguirà».
«Investire nel ricreatorio Spes è un passo importante per la Parrocchia!», afferma infatti il sacerdote gradese che ha in cura spirituale, apprezzatissimo, la sua comunità isolana dopo una decina d’anni trascorsi nel Collio goriziano, a Cormons, il paese proprio dal quale proveniva don Fain. «Perché farlo?», si chiede allora monsignore, ma che per molti è rimasto simpaticamente “Donpi” come lo chiamavano i giovani cormonesi. Ecco la sua spiegazione: «Si narra – afferma – che quando vennero a presentare a don Bosco il locale che egli stava cercando per poter realizzare il suo primo Oratorio, i proprietari erano convinti che lui volesse fare “un laboratorio per i suoi ragazzi”. Lui, subito, ne corresse la frase: “Non un laboratorio, ma un Oratorio!”. Così nacque il primo Oratorio della storia moderna. Questo scambio involontario di nomi fu in un certo senso “azzeccato”, perché gli Oratori di oggi si avvicinano molto all’idea di essere dei “laboratori” di proposte, che fanno bene alla vita di Fede ed alla crescita di un ragazzo. Attraverso la proposta di varie esperienze, l’Oratorio diventa veramente quel “laboratorio” dove vengono messi insieme gli ingredienti per la crescita globale di un ragazzo. Una persona, per crescere, ha bisogno di spazi, di tempi e di esperienze; ha bisogno di persone coetanee con cui misurarsi e confrontarsi ed adulti da cui prendere spunto; ha bisogno di mettersi alla prova, di accorgersi delle proprie potenzialità. E nel nostro Ricreatorio “Spes”… ci auguriamo che tutto questo possa avvenire!».
Nel notiziario parrocchiale, monsignor Nutarelli ricorda anche la festa della Madonna del Rosario appena celebrata solennemente. «Con la Processione di domenica scorsa – scrive infatti -, sebbene il bel tempo continui ad attirare nella nostra Isola numerosi turisti, abbiamo portato a compimento la stagione estiva nella quale la nostra Comunità cristiana ha cercato di dare il suo contributo. Più volte abbiamo ricordato che la nostra Parrocchia ha una vocazione particolare: quella turistica ovvero l’accoglienza dell’ospite. Chi viene in vacanza è libero dagli affanni della quotidianità e, quindi, è un terreno più che accogliente in riferimento al Mistero! Abbiamo cercato di essere una Comunità che accoglie e celebra (le diverse Sante Messe in Basilica ed in tutte le Chiese e cappelle della città e le varie Liturgie); una Comunità che testimonia e dialoga con il mondo (incontri culturali quali la “Cattedra di Elia” e le serate di “Avvenire”); una Comunità che attraverso l’arte si eleva al Trascendente (i concerti in Basilica). Tutto ciò è stato possibile – sottolinea l’arciprete – grazie alla disponibilità di tante persone che, a 36o gradi, hanno vissuto la dimensione del servizio nell’apertura e chiusura delle Chiese, nel canto liturgico e nella proclamazione della Parola, nell’accoglienza alle porte delle Chiese, specialmente nelle serate culturali, nel prezioso servizio di sacristi e nella pulizia delle Chiese. Senza di loro tutto sarebbe stato più difficile. Ovviamente tante cose sono state fatte ma sono sempre migliorabili. Nel dire grazie per quanto vissuto, nasce anche l’augurio – conclude monsignor Nutarelli – che, sia in estate che durante tutto l’anno, altre persone possano aggregarsi nel volontariato dell’accoglienza».

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante una recente celebrazione.