Cooperative sociali di Leonardo: venti posti di servizio civile nel Pordenonese

Un’esperienza che dura un anno, dona molto di più di quanto richiede e apre le porte al mondo del lavoro: si tratta del servizio civile universale nelle cooperative sociali del Consorzio Leonardo, aderente a Confcooperative Pordenone. Negli scorsi anni più di 140 giovani hanno sperimentato quest’opportunità e i riscontri ricevuti sono estremamente gratificanti. Una media del 30% dei partecipanti ha poi trovato impiego nelle cooperative una volta finita l’esperienza. Ora è uscito il nuovo Bando dei Volontari per il Servizio civile, che scade il 18 febbraio 2025.
«Quest’anno – spiega il presidente Luigi Piccoli – il Consorzio Leonardo ha presentato un programma coprogettato con gli altri due Consorzi di Confcooperative della regione, Il Mosaico di Gorizia e Interland di Trieste. Per quanto riguarda il nostro territorio, le cooperative sociali offrono 20 posti in quattro progetti diversi, nei settori dell’assistenza ai disabili, ai minori e agli anziani e nell’agricoltura sociale». «Le cooperative aderenti e Leonardo – aggiunge il presidente di Confcooperative Pordenone, Fabio Dubolino – ancora una volta hanno saputo proporre ai giovani del territorio questa occasione così preziosa, che fa crescere non solo dal punto di vista lavorativo ma anche, o meglio soprattutto, a livello umano. Il servizio civile universale li incoraggerà a diventare cittadini attivi e responsabili, promuovendo i valori della solidarietà, dell’inclusione e della partecipazione alla vita della comunità».

Formazione Servizio civile Leonardo.

I progetti e le sedi – Il progetto “Persone in rete” accoglierà in centri diurni e residenziali per persone con disabilità 9 ragazzi/e che affiancheranno gli operatori in attività di socializzazione e di aumento dell’autonomia. Le sedi si trovano a San Vito al Tagliamento (coop. Futura e coop. Il Granello), Casarsa della Delizia (coop. Il Piccolo Principe), Sacile, Montereale Valcellina, Codroipo e Orsago (coop. F.A.I.) e Cordenons (coop. Acli).
Il progetto “Crescere giovani inclusi e consapevoli” cerca 3 ragazzi/e per attività con minori in comunità a Pordenone, ad Aviano e a Casarsa della Delizia e 1 per il centro diurno Minori e Famiglie a Maniago.
Un terzo progetto, “Comunità inclusive” cerca 4 operatori/operatrici volontari/e da inserire in 2 case-famiglia per anziani autosufficienti situate nei comuni di Pordenone e Aviano (coop. Foenis), 1 in una struttura di co-housing a Pordenone e 1 in un centro diurno socio-assistenziale a Pasiano di Pordenone (coop. Acli).
L’ultimo progetto, “Coltiviamo inclusione e sostenibilità” prevede attività di agricoltura sociale presso le fattorie sociali Il Ponte (Ghirano di Prata) e La Volpe sotto i gelsi della cooperativa Il Piccolo Principe (San Vito al Tagliamento). Quest’ultima offre 2 posti, di cui uno per giovani con bassa scolarizzazione.

Date e iscrizioni – I progetti avranno avvio a settembre 2025, dando così la possibilità ai giovani che, dopo il diploma, desiderano provare subito un’esperienza che li può avvicinare al mondo del lavoro o anche per chi vuole prendere un anno sabbatico prima dell’Università. Ricordiamo che per partecipare al Bando i requisiti sono: avere cittadinanza italiana o un regolare permesso di soggiorno; avere, al momento della presentazione della domanda, tra i 18 e i 28 anni (29 non compiuti) e non aver riportato condanne. Per iscriversi occorre avere lo Spid di livello di sicurezza 2 e accedere alla piattaforma Ddl all’indirizzo: https://domandaonline.serviziocivile.it

Retribuzione e informazioni – Un altro punto importante è che il Servizio civile dura 12 mesi ed è retribuito con un riconoscimento economico di € 507,30 mensili. L’impegno richiesto è di 25 ore settimanali e all’interno di queste vi è un pacchetto formativo di 104 ore. Per informazioni chiamare il numero 338.8658916 o scrivere a leonardo.scu@confcooperative.it

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In copertina, il presidente del Consorzio Leonardo Luigi Piccoli.

Cooperative sociali Fvg in assemblea domani a Trieste. Il presidente Fontana: il welfare vive cambiamenti epocali

Sono 157 le cooperative sociali aderenti a Federsolidarietà in Friuli Venezia Giulia e, a loro volta, rappresentano il 68% delle 229 imprese iscritte all’Albo delle cooperative sociali tenuto dalla Regione Fvg. Un vasto insieme, afferente alla centrale Confcooperative, che impiega 8.742 addetti e vanta ricavi complessivi per 329 milioni di euro e che, domani 27 giugno, si danno appuntamento a Trieste, dalle ore 10, al Ferdinandeo (sala conferenze della Mib Trieste School of Management, in Largo Caduti di Nassiriya 1), per l’Assemblea regionale del movimento, dal titolo “Welfare 2030: modello e azioni per il welfare regionale”.
Ai lavori, introdotti dal presidente regionale di Federsolidarietà Confcooperative Fvg, Luca Fontana, e dalle portavoci dei gruppi Giovani cooperatori del territorio regionale, Alice Richter e Ilaria Miniutti, interverranno: il direttore di Aiccon Research Center, Paolo Venturi (“Valore Pubblico e innovazione istituzionale: senso e strategia per il welfare del territorio”); l’economista dell’Università di Bologna, Stefano Zamagni (“Cooperazione Sociale e pubblica amministrazione: le ragioni di un’alleanza per una società in trasformazione”); il professore di Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Trieste e membro del Comitato Scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia, Giovanni Grandi (“Al cuore della democrazia. La cooperazione per il Bene Comune”). Concluderà i lavori il presidente nazionale di Federsolidarietà, Stefano Granata.
L’assemblea rappresenterà un importante momento di confronto per un settore che si misura con un crescente bisogno di assistenza. Basti pensare che le stime raccontano di un Friuli Venezia Giulia dove sono presenti circa 25 mila persone over 65 affette da demenza, e 100 mila persone con disabilità di cui 60 mila in età lavorativa. A fronte di questi numeri, in regione si contano più di 800 persone assunte in 71 cooperative sociali di inserimento lavorativo. Le imprese che hanno l’obbligo di assunzione di lavoratori svantaggiati in Fvg sono 12.839: di queste, 11.330 sono imprese private e 1.509 sono enti pubblici.
«La nostra non è una piattaforma puramente rivendicativa: piuttosto, vogliamo metterci in gioco e capire in che modo affrontare cambiamenti epocali che il welfare sta vivendo, visto che già oggi la cooperazione sociale ne è una parte essenziale», spiega Fontana. In questo senso, prosegue, «è fondamentale riuscire a tenere assieme la qualità dei servizi erogati e la gestione economica. La spesa pubblica è stata oggetto di numerosi tagli nel corso degli anni e si fa ancora fatica a considerare il welfare come un investimento che genera risparmi, in quanto minori sono le condizioni di vulnerabilità delle persone sul territorio, maggiore sarà il livello di produttività e benessere di quelle comunità e, dunque, minore la richiesta di assistenza. Oltre a ciò, l’altro aspetto oggi centrale sul quale è necessario rivolgere l’attenzione, è la natura delle risorse destinate al settore, poiché da un lato si osserva una tendenza preoccupante alla privatizzazione dei servizi e dall’altra un’importante disponibilità di risorse che arrivano soprattutto dal livello europeo».

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In copertina, il presidente di Federsolidarietà Fvg Luca Fontana.

Trent’anni di cooperazione sociale: sono oltre 200 le realtà attive oggi in Fvg

L’8 novembre 1991, la Legge 381 dava riconoscimento al fenomeno della cooperazione sociale la cui origine aveva però origini più lontane: la prima esperienza di quel tipo nasceva, infatti, a Trieste per ispirazione di Franco Basaglia il 16 dicembre 1972. Oggi, le cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia aderenti alle tre centrali dell’Alleanza delle Cooperative Italiane sono 202: tra queste, 161 aderenti a Confcooperative-Federsolidarietà. Una crescita fondamentale: 15 anni fa, nel 2006, le cooperative sociali di questa associazione erano soltanto 117. Gli addetti sono passati da 4.600 a 7.600 (+66%) e i ricavi sono cresciuti di pari passo: nel 2006 erano 106 milioni di euro; nel 2019, sono stati 258 milioni, con 159 milioni di euro di salari riversati sul territorio, in figure professionali adeguate, favorendo la progressiva crescita delle qualifiche a tutto vantaggio dei cittadini.

Protagonisti del welfare -«La cooperazione sociale è il principale attore del welfare regionale. A esempio – spiega Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà Fvg -, gli asili nido gestiti da cooperative ospitano oltre 2.000 bambini l’anno. Molto spesso, dietro un servizio pubblico c’è una cooperativa sociale la quale ci mette professionalità, risorse umane, investimenti. La cooperazione sociale, dunque – prosegue Fontana – ha maturato una notevole esperienza nella risposta ai bisogni delle persone fragili, con una crescita professionale anche degli operatori. Tant’è che, con la collaborazione degli atenei di Trieste e Udine, sono stati riqualificati circa 1.400 educatori che avevano già maturato almeno tre anni di esperienza. Con queste premesse, il ruolo della cooperazione, in futuro, sarà cruciale. Si dovrà organizzare il “welfare di nuova generazione” consolidando realtà già esistenti (asili, case di riposo, centri diurni) e sviluppando modelli innovativi di presa in carico degli anziani, nell’ambito della domiciliarietà e dell’abitare inclusivo. E questo in un contesto in cui il Terzo Settore subentrerà sempre di più in funzioni un tempo appannaggio del settore pubblico in senso stretto. In tal senso – è ancora l’opinione di Fontana -, esistono diversi strumenti che regolano il rapporto tra pubblico e privato sociale, accanto a quello “classico” dell’appalto: dal dialogo competitivo alla coprogettazione. Tutti danno un ritorno per quanto riguarda la qualità dei servizi grazie all’elevata professionalità che esprimono le cooperative. Gli strumenti, però, vanno attuati mantenendo saldi due aspetti: la qualità del servizio reso e la corretta remunerazione dello stesso», è la conclusione di Fontana.

La celebrazione a Roma  – Organizzato da Confcooperative-Federsolidarietà e Legacoopsociali, domani 8 novembre, all’auditorium Ara Pacis di Roma, dalle ore 10.30 alle 13.30, si terrà un evento celebrativo in occasione del trentennale della legge 381 dal titolo: “Tre Otto Uno – Welfare di Nuova Generazione”. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui canali social di Confcooperative-Federsolidarietà e Legacoopsociali.

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In copertina, il presidente di Federsolidarietà Fvg Luca Fontana.

 

Savio, multinazionale tessile a fianco delle coop sociali di Casarsa e San Vito

Da un lato una multinazionale che distribuisce le sue macchine tessili in tutto il mondo, dall’altro le cooperative sociali del Pordenonese, che danno lavoro alle persone fragili: due mondi all’apparenza lontani ma che da 30 anni nella Destra Tagliamento sanno invece dialogare con reciproca intesa, creando sviluppo economico e promozione sociale. Protagonisti di questa bella storia la Savio Macchine Tessili, storica azienda manifatturiera di Pordenone, e le cooperative sociali Futura di San Vito al Tagliamento e Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Infatti, il gruppo multinazionale, con sensibilità sociale, da un trentennio affida parte delle commesse di assemblaggio alle due cooperative sociali che si occupano di inserire nel mondo del lavoro persone con disabilità o con svantaggio sociale, le quali altrimenti sarebbero tagliate fuori sia da occasioni remunerative sia da momenti di integrazione sociale. Si tratta di numeri importanti: gli occupati in entrambe le realtà cooperative, per le sole commesse Savio, sono oltre una trentina, di cui il 40% con svantaggio sociale. Un esempio di come si possa creare occupazione, favorendo il protagonismo di lavoratori con fragilità. Proprio per fare il punto sulla collaborazione, anche a fronte dei cambiamenti dettati nell’ultimo anno dalla pandemia da Covid-19 e dalla ripresa che si prevede lungo il corso del 2021, c’è stato recentemente un incontro tra i vertici delle tre realtà.

“Dal punto di vista della qualità e del servizio non cambia nulla tra lavorare con una coop sociale e un altro fornitore – fanno sapere Mirco Zin, responsabile delle risorse umane, e Mauro Morellato, responsabile dell’ufficio acquisti per Savio -: la differenza la fanno la presenza nel territorio e una sensibilità verso la fragilità delle persone da sempre presente all’interno dell’azienda”. “Non possiamo non ringraziare Savio che – hanno commentato Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe, e Gianluca Pavan, presidente di Futura – grazie alla continuità delle commesse che ci ha garantito lungo questi trent’anni, ci ha permesso di far crescere sul territorio una forte vocazione inclusiva, in particolare verso la disabilità e lo svantaggio. Abbiamo infatti potuto contare sulla fiducia di un soggetto di riferimento come Savio che ci ha permesso di portare avanti progetti, servizi e iniziative a favore di un numero sempre maggiore di persone fragili”.
Una collaborazione che, grazie alla ripresa economica dei primi mesi dell’anno, prosegue nel 2021 con ancora più slancio, tanto che in alcuni casi è aumentato il numero degli occupati, alcuni inseriti con contratto a chiamata. “Nel passato – spiega Mirco Zin – l’attività di assemblaggio delle macchine era più parcellizzata sia all’esterno che all’interno dell’azienda e ciò rendeva più semplice sia riuscire ad affidare questi compiti alle coop sociali sia accogliere internamente un numero maggiore di persone con disabilità. Con l’evoluzione del prodotto siamo stati costretti a modificare questo genere di approccio. Per quel che è stato possibile, però, abbiamo cercato di conservare questo rapporto con le cooperative che riteniamo ci valorizzi e favorisca il territorio. E finché ce ne sarà la possibilità, speriamo di poter continuare su questa strada”.
A spiegare come funziona la catena di fornitura è Mauro Morellato, responsabile degli acquisti: “Per noi, come per altre grosse realtà manifatturiere del pordenonese, la supply chain è fondamentale: per la qualità dei componenti e dei gruppi assemblati, per la competitività economica che essi devono avere e per la puntualità delle consegne. La scelta dei fornitori è quindi di grande importanza e non vi è differenza fra quanto richiesto a un’azienda profit e a una cooperativa sociale. Realtà come voi, con risorse e specificità dedicate all’assemblaggio di gruppi funzionali costituiscono per noi un valore aggiunto”.
Un vero e proprio complimento per Il Piccolo Principe e Futura che vedono realizzato il proprio obiettivo: offrire la stessa competitività del profit, ma con un modello economico e lavorativo che include le persone più deboli. “Per noi sono fondamentali qualità e livello di servizio, – continua Morellato – in quanto ci troviamo ad operare in un mercato più difficile di quanto non fosse solo qualche anno addietro e questo significa una maggiore pressione su tutta la filiera di produzione e distribuzione, a partire dalla supply chain. Per una miglior analisi del suo funzionamento abbiamo anche un sistema di valutazione dei fornitori molto rigoroso. Detto questo, apprezziamo certe caratteristiche che hanno sia Il Piccolo Principe che Futura: le risorse e le competenze dedicate al montaggio dei sottoassiemi, la possibilità di dialogare in modo immediato e la flessibilità”. A questo si aggiunge una particolare sensibilità per le famiglie con persone con disabilità e per i lavoratori fragili nell’ottica della responsabilità sociale d’impresa che ha un’origine lontana: correva l’anno 1981, quando in Savio fu costituita l’Associazione persone portatrici di handicap-Comitato familiari Savio con il patrocinio del direttore del personale di allora, Claudio Del Fabro. Nel corso di tutti questi anni questa sensibilità si è affinata e ormai costituisce il dna di questa azienda.

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In copertina, un reparto produttivo; all’interno, Ilaria Miniutti (responsabile commerciale di Futura),  Sara Cristante (produzione e servizi alle imprese del Piccolo Principe); Mirco Zin (risorse umane) e Mauro Morellato (ufficio acquisti) della Savio di Pordenone.

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L’assistenza ai disabili: Confcooperative Fvg preoccupata per i lavoratori

Il 54 per cento dei lavoratori svantaggiati di cooperative sociali – nelle quali vi erano stabilmente inseriti – è sospeso dal lavoro e, attualmente, si trova in cassa integrazione o strumenti analoghi. «Nella maggior parte dei casi parliamo di lavoratori con disabilità cognitiva, problematiche di salute mentale: per essi il lavoro è uno strumento di inserimento che li sostiene anche sul piano terapeutico. Siamo molto preoccupati per l’attuale situazione: alla fragilità di queste condizioni si è venuto a sommare il fattore Covid-19 e, nonostante l’impegno ammirevole delle cooperative sociali, è venuto il momento di ripensare a un welfare più solidale», dice Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà Fvg, che riunisce le cooperative sociali aderenti a Confcooperative nella nostra regione. Si arriva all’80 per cento di lavoratori svantaggiati se si considera quelli, molto numerosi, che era impiegato attraverso borse lavoro e tirocini, diverse centinaia in una regione pioniera nel mondo nell’inserimento lavorativo delle persone con svantaggio.

«Più di metà delle cooperative si è attivata autonomamente per assistere in remoto i lavoratori svantaggiati e continuare così a essere vicina a loro. Gli interventi più comuni vanno dalle telefonate e videochiamate di supporto, al sostegno psicologico gratuito, all’assistenza domiciliare. Ovviamente, il disagio è decisamente più forte nei problemi di salute mentale, in tutti questi casi la vicinanza, la socialità, è un fattore importante e la cooperazione sociale si sta impegnando per essere vicina a questi lavoratori». Per Federsolidarietà è urgente un ripensamento complessivo del modello di welfare: «Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha sbloccato i contributi alle cooperative sociali previsti dalla L.R. 20/2006. Quasi un milione di euro per 88 progetti che hanno coinvolto 502 lavoratori svantaggiati: è una notizia che accogliamo con soddisfazione perché rappresenta il riconoscimento dell’importanza di un welfare innovativo», evidenzia soddisfatto Luca Fontana. «Per il futuro servirà un tavolo permanente regionale che definisca le linee guida di un nuovo welfare per tutelare la fragilità delle condizioni di maggiore svantaggio in un costante confronto con il Terzo settore».

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In copertina, Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà Fvg.

 

Coop pordenonesi a fianco delle famiglie con disabili

Con la chiusura dei centri diurni per disabili, l’assistenza non si ferma sul territorio del Friuli Occidentale e, se le misure precauzionali messe in campo per prevenire e ridurre il contagio da Coronavirus portano a un carico maggiore di impegno le famiglie in cui vivono persone con disabilità, al loro fianco continua, seppur a distanza, il lavoro degli educatori delle cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone – Federsolidarietà: Piccolo principe, Granello, Futura, Ponte, Solidarietà familiare, Giglio, Acli. Educatori che non si sono mai fermati, rinnovando con grande creatività e senso di responsabilità il proprio lavoro.
Sono un centinaio le persone disabili coinvolte. La sospensione o la riduzione di servizi di supporto, in presenza di gravi disabilità, rischia di gravare sulla spalle di chi ogni giorno si prende cura di queste persone, ovvero i familiari e per questo cooperative sociali non si sono affatto fermate cercando di fronteggiare lo straordinario carico assistenziale delle famiglie con la proposta di nuovi servizi anche a distanza, con grande attenzione e sensibilità.

“In questo momento così delicato di emergenza, ci teniamo a far sapere che tutte le realtà del nostro territorio stanno cercando di tenere monitorate le situazioni di famiglie con a carico una persona con disabilità via telefono, con chiamate più volte alla settimana della durata di oltre 30 minuti – afferma Giuliana Colussi, referente provinciale cooperative sociali Confcooperative Pordenone – Federsolidarietà -, con diversa intensità a seconda dell’organizzazione e a seconda delle singole situazioni degli utenti. Si sta mettendo in campo una assistenza a distanza con molta creatività e grande disponibilità da parte degli educatori professionali: c’è chi tiene i contatti con videochiamate e cerca di coinvolgere gli utenti a casa, chi con brevi videoclip ha strutturato un’attività al mattino e una al pomeriggio, chi si è organizzato o si sta organizzando per una consulenza psicologica a distanza. Tutto questo per supportare le famiglie e in linea con i protocolli in atto con l’Azienda sanitaria Friuli occidentale”.

Diversi gli esempi positivi delle azioni intraprese. Ecco alcuni esempi: da Opera Sacra Famiglia il progetto “Specialmente a casa” con l’elaborazione di videoclip per fare attività da casa e quindi occupare le giornate degli utenti oppure quello di supporto per le famiglie in via di elaborazione da parte della cooperativa Acli per sei utenti del centro diurno e l’attività di supporto psicologico gratuito proposto dalla cooperativa Futura di San Vito al Tagliamento, in via di attivazione. Tutte le cooperative inoltre hanno avviato un sistema di chiamate telefoniche, anche più di una volta al giorno, per sentire esigenze e problematiche delle persone e delle famiglie.
“Le cooperative sociali – ha concluso Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone e del Consorzio Leonardo – sono sempre al fianco delle famiglie anche in questo momento così difficile, segno di come i valori cooperativi non vengono meno neanche nelle situazioni di emergenza. Come Confcooperative Pordenone stiamo anche inserendo tutte queste buone pratiche nell’Operazione “Solidarietà Cooperativa”, con la quale puntiamo a fornire strumenti utili per il presente e per il futuro”.

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In copertina, Giuliana Colussi  referente di Confcooperative Pordenone-Federsolidarietà.

Pordenone, al via il Servizio civile per 13 giovani

Si sono aperte le porte delle cooperative sociali aderenti al progetto del Consorzio Leonardo Pordenone per accogliere i giovani che svolgeranno un anno in Servizio civile. Nella sede di Confcooperative Pordenone si è tenuto un primo incontro di formazione in cui il presidente Luigi Piccoli ha presentato i due progetti (“Pordenone… Insieme è meglio” e “Diventare grandi insieme”), oltre alle modalità di affiancamento alle persone disabili e ai minori.
I giovani – dodici ragazze e un ragazzo – opereranno in queste sedi: il centro diurno di coop Acli a Cordenons, a Villa Jacobelli a Sacile e a La Pannocchia di Codroipo gestite da coop Fai, al centro diurno della Coop Futura a San Vito, al centro diurno della Coop Il Piccolo Principe a Casarsa, al centro residenziale della Coop Il Granello a San Vito e al Ponte a Ghirano di Prata, alla Comunità di accoglienza minori a Pordenone e al centro diurno di Maniago della cooperativa Laboratorio Scuola.
Nelle cooperative del Consorzio Leonardo sono passati in quasi dieci anni un centinaio di giovani, che hanno avuto la possibilità non solo di fare un’esperienza di vita stimolante ed arricchente, ma anche di entrare direttamente in un ambiente di lavoro strutturato. Anche coloro che partecipano quest’anno saranno seguiti da un tutor e riceveranno dall’Ufficio Nazionale del Servizio Civile 439,50 euro al mese. Nel quaderno dedicato a queste esperienze di Servizio civile – e scaricabile dal sito www.consorzioleonardo.pn.it – sono state raccolte alcune riflessioni di chi ha svolto il servizio in questi anni.
“Questo progetto – ha affermato il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – è la dimostrazione di quanto alla nostra organizzazione stia a cuore l’impegno formativo a favore delle giovani generazioni. E siamo molto soddisfatti che tra i sedici giovani del progetto che si è concluso un mese fa, due abbiano già trovato lavoro nelle cooperative sociali del Consorzio Leonardo”.

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In copertina e qui sopra i giovani che partecipano al Servizio civile nella sede di Confcooperative Pordenone.