Alzheimer, quando può essere d’aiuto anche uscire e “andare a fare la spesa”

Presentato, alla Coop di Largo Barriera a Trieste, il progetto “Un negozio amico” realizzato per iniziativa dell’Associazione De Banfield – CasaViola con Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste. La presidente della onlus triestina da oltre trent’anni anni impegnata sul fronte della tutela agli anziani fragili, Maria Teresa Squarcina, con la responsabile di CasaViola Antonella Deponte, il consigliere di Coop Alleanza 3.0 Nico Costa e Stefano Minin, coordinatore della direzione politiche sociali di Coop Alleanza 3.0, hanno illustrato il progetto che si inserisce nell’ambito delle iniziative che stanno costituendo a livello mondiale la rete della Dementia Friendly Community. Iniziate in Giappone e in Gran Bretagna, le Comunità amiche delle persone con demenza sono ormai una realtà in molti Paesi del mondo e continuano ad affermarsi anche in Italia. L’idea è semplice: tutti possono fare qualcosa – anche di piccolo – per migliorare la vita delle persone con demenza e delle loro famiglie. La Dementia Friendly Community ne promuove la piena cittadinanza, sviluppando la capacità di accoglienza a livello personale e interpersonale da parte della comunità civile. Rendere le comunità più capaci di accogliere le persone con demenza permette di diminuire la paura e lo stigma che questo tipo di patologie porta con sé, restituendo dignità e autonomia alle persone e ponendo le basi per la costruzione di una società più sana e vivibile per tutti.

La presentazione del progetto.

In Italia si stima che la demenza colpisca 1.241.000 persone (che diventeranno 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050), di cui oltre 600 mila con malattia di Alzheimer. I costi per il sistema sociale e sanitario sono elevatissimi e destinati a salire progressivamente. Sono circa 3 milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro familiari. In questo contesto, gli esercizi commerciali rivestono un ruolo molto importante, poiché sono luogo di frequentazione di tutti: “andare a fare la spesa” è una vera e propria occasione sociale. Quando tutto ciò viene compromesso dall’insorgere di una condizione invalidante come la demenza, molte cose possono essere fatte per mantenere alla persona almeno un certo grado di autonomia. Coop Alleanza 3.0, per la capillarità della distribuzione dei suoi punti vendita, ma anche per la sua natura e per la sua organizzazione, è stata individuata dall’Associazione De Banfield quale primo partner ideale nell’avvio di un lavoro di sensibilizzazione nei confronti delle necessità quotidiane delle persone con demenza.

Una ricerca ha messo recentemente in evidenza che l’83% delle persone con demenza considera piacevole fare la spesa. È una delle attività che rimangono più a lungo nella lista delle cose che ancora si riescono a fare, nonostante la malattia. Molte persone, però, si trovano in difficoltà per i disturbi di percezione e di cognizione legati alla demenza: gli ambienti familiari sfumano, la ricca stimolazione dei sensi diventa eccessiva e provoca disagio, disorientamento, agitazione. Piccole strategie e semplici accorgimenti alla portata di tutti possono invertire questo processo, contribuendo alla costruzione di un ambiente “amico” dove tutti stanno meglio. Per l’avvio del progetto si sono identificate le sedi di Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste, città che può rappresentare un vero e proprio laboratorio, visto che la popolazione degli over 65 rappresenta il 30% del totale. Divenire una “realtà amica della persona con demenza” è un processo di trasformazione che parte dall’aumento di consapevolezza e comprensione nello staff: e proprio da questo è partito il lavoro dell’Associazione De Banfield – CasaViola.

È stato creato un materiale formativo specifico per una prima fase di formazione online (luglio 2021) sulla piattaforma di e-learning dell’Academy di Coop Alleanza 3.0. A questa, nel corso dell’autunno, si sono affiancati gli incontri in aula virtuale per piccoli gruppi. La formazione ha interessato complessivamente 88 dipendenti di Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste. La provenienza rappresentava bene la diversità dei punti vendita, sia per tipologia (iper vs. negozio rionale) sia per collocazione territoriale (centro, periferia, altipiano).
È indubbio che il percorso effettuato abbia portato tutto il personale coinvolto ad una maggiore consapevolezza sulla demenza e sulle problematiche ad essa associate e l’acquisizione di strumenti per migliorare i propri atteggiamenti davanti ai clienti fragili e disorientati. Il livello di preparazione raggiunto è sufficiente per garantire a tutti i partecipanti la qualifica di “amico delle persone con demenza” secondo i criteri di Federazione Alzheimer Italia. La presenza di persone qualificate all’interno dei punti vendita dà diritto al riconoscimento di “Realtà amica della persona con demenza”.
L’obiettivo generale del progetto è quello di aumentare il benessere della comunità, offrendo gli strumenti per una comunicazione accogliente ed efficace con la persona affetta da demenza e una buona gestione dell’interazione. Ma anche rendere i luoghi di frequentazione abituale, come il supermercato, più accoglienti e più “facili”. Un ambiente attento, gentile, premuroso mette a suo agio e rende possibili, normali, le abituali azioni quotidiane.

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In copertina, uno scorcio di Largo Barriera Vecchia a Trieste dove ha sede la Coop.

 

Coop Casarsa oggi sbarca ad Azzano Decimo: ora i negozi sono quindici

Si amplia la rete vendita di Coop Casarsa, realtà tra le più antiche e strutturate nella cooperazione di consumo del Friuli Venezia Giulia (è attiva dal 1919): da oggi 7 gennaio gestirà infatti un nuovo supermercato ad Azzano Decimo, in via Verdi 33. La cooperativa casarsese subentra nella gestione a Coop Alleanza 3.0, garantendo così la continuità di servizio per la base sociale proponendo la sua offerta basata sulla spesa quotidiana di prossimità, che tanto è risultata fondamentale in questo 2020 segnato dall’emergenza Coronavirus. Si tratta del 15° punto vendita di Coop Casarsa.


“Siamo felici – spiega il presidente Mauro Praturlon – di partire con questa nuova esperienza ad Azzano Decimo, realtà dinamica di oltre 15 mila abitanti. In queste ultime settimane, assieme al nostro direttore Piergiorgio Franzon, ci siamo raccordati con Coop Alleanza 3.0 per il passaggio di consegne, per iniziare un primo restyling del punto vendita e per presentarci ai soci azzanesi, per i quali abbiamo previsto l’omaggio di buoni spesa pari alla quota associativa, invitandoli così ad associarsi a Coop Casarsa. Siamo un gruppo attento alla qualità e convenienza nella spesa quotidiana, mantenendo sempre una dimensione sociale rivolta al benessere delle comunità che serviamo”.
Il punto vendita di Azzano Decimo, che si trova sia vicino alla importante arteria della strada regionale 251 che a poca distanza dal centro cittadino, è strategico per i piani commerciali della cooperativa casarsese. “Abbiamo già – aggiunge Praturlon – un punto vendita nelle vicine Pravisdomini e Fiume Veneto, nonché poco oltre il confine regionale a Francenigo di Gaiarine: con Azzano Decimo andiamo così a potenziare la nostra presenza nella fascia sud del Friuli occidentale. In più, a Fiume Veneto è attivo il nostro Distretto soci, che realizza diverse attività sul consumo consapevole e nelle scuole: progetti che potranno trovare spazio anche nella realtà azzanese”.
Gli orari del nuovo punto vendita di Azzano Decimo si possono trovare nel rinnovato sito internet www.coopcasarsa.it. Non ci saranno inaugurazioni ufficiali, visto il periodo di limitazioni dettato dalla situazione sanitaria, ma Coop Casarsa, non appena si potrà, organizzerà un momento per celebrare questo suo arrivo ad Azzano Decimo. La cooperativa, che ha oltre 16 mila soci e un fatturato di 26 milioni di euro, è inoltre attiva sul territorio provinciale pordenonese, oltre che a Casarsa e a San Giovanni, a Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini, in quello udinese a Goricizza, Porpetto, Ruda e Faedis, e a in provincia di Treviso nella citata Francenigo.

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In copertina, la sede della Coop Casarsa; all’interno, il presidente Mauro Praturlon.

 

Coop Acli Cordenons in prima linea durante l’emergenza

La cooperazione è resiliente per definizione, capace di adattarsi alle esigenze concrete delle comunità al cui servizio opera. L’emergenza Covid-19 ha portato la Cooperativa sociale Acli di Cordenons, aderente a Confcooperative Pordenone, a promuovere azioni concrete a favore della cittadinanza (a partire dai soggetti fragili) sul territorio del Friuli occidentale, e non solo, dedicandosi con attenzione alle sue fasce più deboli, sia proseguendo i servizi consueti che proponendone di nuovi.
Con il supporto dell’Associazione Acli di Pordenone Aps, ha intrapreso sul territorio del Maniaghese e del Pordenonese attività di sostegno a quei cittadini impossibilitati a raggiungere gli ambulatori e i poliambulatori per recuperare le prescrizioni mediche e prenotare visite specialistiche, nonché a fare la spesa. Grazie al contributo di Coop Alleanza 3.0, con la quale è stato stilato un accordo, nelle province di Gorizia e Pordenone, gli operatori della cooperativa provvederanno alla consegna della spesa per i cittadini in difficoltà. Il tutto senza dimenticare le proprie attività consuete, con alcune di esse che sono state portate avanti attraverso la comunicazione a distanza dove è impossibile garantire il contatto fisico per le disposizioni sanitarie. Le socie-lavoratrici stanno inoltre donando il loro tempo per produrre camici monouso per l’assistenza domiciliare.
“In queste settimane – ha spiegato il presidente Gianni Coral – Cooperativa Acli ha garantito continuità nei servizi che tutelano e promuovono la salute: infatti l’accompagnamento e il trasporto delle persone in trattamento dialitico, gli interventi di assistenza domiciliare, il servizio residenziale per i disabili della comunità alloggio “Casa Padiel” di Aviano, le attività a favore dei soggetti con svantaggio psichico non si sono mai fermati. Anche nelle sue forme più “sfumate” – telefonate, messaggi, videochiamate – il contatto con l’altro in difficoltà è continuato: si pensi ai minori e agli adulti con disabilità costretti al domicilio. Con questo slancio Cooperativa Acli confida di poter essere nell’immediato futuro ancor più partner solidale della sua comunità: ad esempio, sostenendo la rete provinciale delle farmacie per la consegna a domicilio dei farmaci”.
“Esempi preziosi – ha aggiunto Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – di come la cooperazione sociale sia sempre fondamentale per garantire i collegamenti tra persone fragili e loro famiglie con la comunità di cui sono parte. L’emergenza attuale rischia di rendere ancora più pesante l’isolamento: il poter contare sugli operatori di Coop Acli come delle altre cooperative è fondamentale per tanti cittadini sul territorio”.

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In copertina, due socie della Coop Acli mentre confezionano camici.