Gennaio si aprirà a Pordenone con i “teatri in miniatura” del Sudamerica

Arrivano per la prima volta a Pordenone i teatrini Lambe Lambe, una forma di teatro in miniatura ancora poco conosciuta in Italia ma molto diffusa in Sudamerica. Piccole scatole da osservare attraverso uno spioncino — per uno o al massimo due spettatori alla volta — che racchiudono mondi in miniatura e storie intime. Saranno i protagonisti di Nautilus – Coro di teatri in miniatura, nuovo appuntamento del cartellone natalizio pordenonese. L’esordio cittadino di questi mini-teatri è in programma sabato 3 gennaio, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30, all’Ex Convento di San Francesco, in Piazza della Motta. L’iniziativa è inserita nella dodicesima rassegna I Teatri dell’Anima, organizzata da Eta Beta Teatro, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, in collaborazione con il collettivo Lambe Lambe. La manifestazione ha preso ufficialmente il via in agosto con l’anteprima “Concerto per spiritelli in Natura” dell’Orchestra Con Fuoco e prosegue ora con questo speciale appuntamento natalizio, per poi continuare nei mesi primaverili con un calendario diffuso su tre province e otto comuni del Friuli Venezia Giulia.

Nautilus – Coro di teatri in miniatura si propone a uno o due spettatori per volta e si svolge all’interno di piccole scatole che funzionano come vere e proprie scene in miniatura. Guardando attraverso uno spioncino, lo spettatore assiste a brevi azioni teatrali costruite con marionette, oggetti, ombre e semplici animazioni, accompagnate da musiche o racconti ascoltati in cuffia. «È una forma teatrale intima – spiega Andrea Chiappori, direttore artistico de I Teatri dell’Anima – che concentra l’attenzione su storie brevi e su un rapporto diretto e ravvicinato con lo spettatore. Un teatro pensato per tutti, dai bambini agli adulti: ciascuno può decidere se assistere a un solo spettacolo o esplorare più teatrini, costruendo liberamente il proprio percorso di visione».
Ogni spettacolo ha una durata di circa cinque minuti e permette al pubblico di muoversi liberamente, senza vincoli di ordine o di numero. Non è richiesta la prenotazione. Per l’occasione, saranno allestiti cinque teatrini Lambe Lambe, differenti per stile, poetica e tecnica. In programma Starboy della compagnia Manintasca, Voglio la luna della compagnia Nasinsu, Riparo sogni infranti di Nano Teatro, Dance Box di Carla Taglietti e Le piccole cose di Marzia Alati. Brevi narrazioni che attraversano immaginari ed emozioni diverse, mantenendo una dimensione raccolta e di immediato contatto con lo spettatore.
I Teatri dell’Anima XII è una rassegna di teatro diffuso in diversi territori del Friuli Venezia Giulia. I luoghi naturali nella bella stagione, i teatri in quella più fresca, ospiteranno un percorso di eventi mirati alla creazione di una comunità di spettatori aperta ad una condivisione e ad un confronto inclusivo per superare le frontiere fisiche, culturali, linguistiche e generazionali. Un’articolazione in tre province e otto comuni per sensibilizzare e coinvolgere il pubblico con un’offerta culturale teatrale innovativa ma di facile fruibilità e libera dai vincoli convenzionali dello spettacolo, aperta ad artisti e spettatori di ogni età senza dimenticare le fasce deboli e le giovani generazioni.

Per informazioni:cell 333 6785485 oppure email: info@iteatridellanima.it oppure il sito www.iteatridellanima.it

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In copertina e all’interno tre degli spettacoli che saranno presentati a Pordenone.

Montagne senza confini, a Pordenone si conclude questa sera in musica il progetto dedicato all’alpinista Julius Kugy

Si conclude in musica il progetto “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio” promosso con vivo successo dalla Storica Società Operaia di Pordenone con la direzione artistica di Eddi de Nadai, attraverso un apprezzato calendario di eventi, tra concerti, conferenze e proposte editoriali, nel territorio del Friuli Venezia Giulia da Pordenone all’area goriziano-isontina protagonista di GO!2025, ai cui temi il percorso si è ispirato, intorno alla figura di Julius Kugy, alpinista, scrittore, botanico, umanista e, per diletto, musicista, emblema delle lingue e culture mitteleuropee tra Otto e Novecento.

E proprio alla sua epoca è dedicato il concerto “Paesaggi musicali ai tempi di Julius Kugy” di oggi, 3 luglio, alle 20.45 nel Convento di San Francesco a Pordenone, che vedrà protagonista il duo formato dal soprano croato Tamara Ivaniš Zaplatić, vincitrice del Concorso di Canto Cameristico “Seghizzi” 2024, e Tjaša Šulc Dejanović, pianista slovena docente al Conservatorio di Maribor, con un repertorio che proporrà all’ascolto molti degli autori che proprio in quel periodo storico, e specialmente nell’area centro-orientale dell’Europa, hanno lasciato traccia della loro arte.
In programma, accanto a noti brani di autori quali Grieg, Mahler, Richard Strauss, Hugo Wolf, ma anche di Cesare Augusto Seghizzi e di Paolo Tosti, si potranno apprezzare pagine di compositori sloveni e croati, e di compositrici europee di notevole interesse, quali la croata Dora Pejačević (1885-1923) e la belga Eva Dell’Acqua (1856-1930).
Di stampo mitteleuropeo anche il curriculum delle due musiciste: Tamara Ivaniš Zaplatić, nata a Varaždin, in Croazia, ha compiuto i suoi studi presso l’Università della Musica e delle Arti Performative di Vienna e al Mozarteum di Salisburgo, interpretando già ruoli di primo piano in produzioni liriche in Austria, Ungheria, Croazia. Tjaša Šulc Dejanović, nata a Maribor in Slovenia, ha compiuto i suoi studi all’Università di Zagabria nella classe di Ksenija Kos, e successivamente in Italia presso l’Accademia Musicale Santa Cecilia di Bergamo sotto la guida di Konstantin Bogino. Con un’avviata carriera concertistica internazionale da solista e camerista (in Germania, Croazia, Slovenia e in Cina), è docente di pianoforte al Conservatorio di Maribor.

Il concerto, che si inserisce nella programmazione dell’Estate a Pordenone, è realizzato con il sostegno del Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, della Regione Friuli Venezia Giulia, di Fondazione Friuli, ITAS Assicurazioni e GSM Gestione Servizi Mobilità, in collaborazione con l’Associazione Corale Goriziana C.A. Seghizzi.
Ingresso libero.
Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram

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In copertina, il soprano Tamara Ivaniš Zaplatić; all’interno, la pianista Tjaša Šulc Dejanović protagoniste a Pordenone.

L’antropologia delle immagini: con Melarancia arriva a Pordenone Bargna esperto di cinema-educazione

Arriva a Pordenone l’esperto dell’educazione attraverso il cinema: sarà infatti Ivan Leopoldo Bargna – professore ordinario di Antropologia estetica e di Antropologia dei media Università di Milano Bicocca e professore di Antropologia culturale dell’Università Bocconi di Milano – a tenere il corso di formazione per tutti in programma venerdì 24 gennaio, dalle 17 alle 19, in Sala Ellero della Mediateca di Cinemazero (ex Convento di San Francesco). Il tema della giornata sarà “La vita delle immagini tra realtà e finzione”. Un appuntamento organizzato da cooperativa Melarancia – aderente a Confcooperative Pordenone – all’interno del progetto Cips-Piccoli Lumiére, risultato terzo classificato nella graduatoria nazionale del Ministero dell’Istruzione. L’incontro di formazione è gratuito: iscrizioni 0434.27419 – info@melarancia.it. Iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MIM.
«L’intervento del professor Bargna – spiegano da Melarancia – si propone di guardare le immagini da un punto di vista antropologico, partendo dal “qui e ora” del nostro quotidiano, per poi spostare l’attenzione altrove, in particolare in Africa, dove nel corso degli ultimi anni, ha condotto varie ricerche etnografiche realizzando in Camerun due lungometraggi con la collaborazione di alcuni artisti italiani. A partire da ciò, si rifletterà insieme sui modi in cui diamo forma al mondo e con cui ci rapportiamo agli altri, passando dalla mediazione delle immagini, filmiche o di altro tipo, in un periodo in cui le nuove tecnologie consentono ad un numero crescente di persone, anche nei Paesi più poveri, di scattare fotografie, realizzare video e condividerli, con conseguenti trasformazioni profonde della vita sociale e delle relazioni interpersonali. Un momento storico in cui il cinema (così come la fotografia) sembra entrare in crisi per abbracciare una nuova fase, definita da molti post-cinema».

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In copertina, il professor Ivan Leopoldo Bargna atteso venerdì a Pordenone.

“Karsiana”, quell’anima incantata protagonista oggi alla Somsi Pordenone con Angelo Floramo e Paolo Forte

Uno spazio dell’anima fatto di silenzio e di luce, un altopiano profumato di bosco e di terra: questo è il Carso nelle parole di Angelo Floramo, che, su invito della Storica Società Operaia di Pordenone, è stato sollecitato a scrivere una sorta di nuovo “Lessico Umanistico per il Terzo Millennio”, mettendo insieme lingue, storie, personaggi, paesaggi che danno conto di quel meraviglioso intreccio di culture che costituisce la ricchezza del Friuli Venezia Giulia, territorio di confine che, sull’onda anche di GO!2025, è proiettato a oltrepassarlo definitivamente, per riappropriarsi di quella condizione di felice meticciato che ne costituisce l’inconfondibile identità.

Angelo Floramo


Primo atto di questo originale percorso, lo spettacolo di musica e affabulazione dal titolo “Karsiana”, che lo stesso Floramo metterà in scena con la fisarmonica di Paolo Forte oggi, alle 20.45, nel Convento di San Francesco a Pordenone, grazie al sostegno della Regione Fvg e del Comune. Nelle intenzioni dell’autore, interpellato proprio per la sua perfetta condizione di moderno cantore di queste terre, con tutte le loro sfumature, il pubblico non assisterà a un vero spettacolo, ma sarà piuttosto preso per mano e condotto attraverso affabulazioni e musica a visitare i sentieri che innervano questi paesaggi di orti e di case di pietra, boschi di castagni e alberi di susine. Un mondo sospeso, dove “le vigne hanno legni antichi, storti come le dita delle vecchie, che ancora indossano vestiti neri. Neri gli scialli, i fazzoletti che raccolgono i capelli. Sogni e fatica, tragedia e bellezza, utopia e dolore, bestemmia e preghiera si sono intrecciate a formare una topografia sensoriale, che ha il passo delle stagioni”.
Se ne potranno ascoltare le voci, respirare i profumi, attorno al tavolo della festa dove esplodono canti e sapori, tra il pentolone di coccio della jota e l’ebbrezza di un calice di vino. Infine la voce narrante porterà in un piccolo paesino dell’Altopiano, a Sveto, nel cui cimitero riposano tutte le storie del mondo, comprese quelle dell’autore: qui hanno risuonato migliaia di passi, miriadi di voci. Illiri, Celti, Slavi, Goti, Unni e Bizantini. Sarà dunque un viaggio intimo e sussurrato dentro le pieghe dell’anima che saprà anche trasformarsi in grassa risata, unta di sugosi accenti, custodita in villaggi aggrappati al bordo del mondo, dove si ferma il fluire dei secoli. Lo spettacolo è ad ingresso libero.

Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram.

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In copertina, il fisarmonicista Paolo Forte che questa sera è atteso a Pordenone.