Dalla cultura alle eccellenze naturalistiche nel Servizio civile per i giovani: le Pro Loco Fvg offrono 48 posti in 24 sedi della regione

Cultura, artigianato e arte, patrimonio storico, artistico e linguistico, eccellenze naturalistiche: questi i temi su cui opereranno i giovani che saranno selezionati per il Servizio Civile Universale 2025-2026 nelle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. Quest’anno la collaborazione si amplia con gli altri Enti di Servizio Civile a Ronchi dei Legionari: il Comune e il Consorzio Culturale del Monfalconese.
Ben 48 sono i posti disponibili in 24 sedi compresa Villa Manin di Passariano, luogo dove opera il Comitato regionale delle Pro Loco. «I progetti – spiega il presidente del Comitato Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Pietro De Marchi – si propongono di evidenziare e strutturare il ricco patrimonio naturalistico, storico, artistico e linguistico della nostra regione, stimolando consapevolezza e partecipazione dei giovani. Si tratta di un percorso formativo con momenti teorici e altri pratici che dura un intero anno e che darà preziosi strumenti e conoscenze ai partecipanti in vista della loro vita lavorativa e di impegno a favore delle rispettive Comunità. Da oltre 20 anni infatti i progetti hanno coinvolto più di 600 giovani sul territorio regionale: diversi di loro sono rimasti attivi come volontari nelle loro Pro Loco oppure hanno trovato lavoro in ambito turistico grazie a quanto imparato nell’anno trascorso insieme alla Pro Loco».
Per aderire i candidati dovranno avere tra i 18 e i 28 anni di età. Venticinque sono le ore di impegno settimanale. I selezionati riceveranno un assegno mensile di 507,30 euro. Ulteriori informazioni scrivendo a serviziocivile@prolocoregionefvg.it o visitando il sito www.prolocoregionefvg.it. Il Bando è aperto fino alle ore 14 del 18 febbraio 2025; le candidature vanno inviate tramite SPID su https://domandaonline.serviziocivile.it/

Queste le sedi disponibili:
Aquileia, Pro Loco Aquileia
Aviano, Pro Loco Aviano
Buttrio, Pro Loco Buri
Casarsa della Delizia, Pro Casarsa della Delizia
Codroipo, Comitato Regionale UNPLI FVG, Villa Manin Passariano
Fogliano Redipuglia, Pro Loco Fogliano Redipuglia
Forgaria nel Friuli, Pro Loco Forgaria
Gemona del Friuli, Pro Glemona
Latisana, Pro Loco Latisana
Manzano, Pro Loco Manzano
Monfalcone, Pro Loco Monfalcone
Mortegliano, Pro Loco Comunità di Mortegliano, Lavariano e Chiasiellis
Mortegliano, Consorzio Pro Loco Sericus
Palmanova, Pro Palma
Pasian di Prato, Pro Loco Pasian di Prato
Porcia, Pro Porcia
Pozzuolo del Friuli, Pro Loco Pozzuolo del Friuli
Resia, Pro Loco Val Resia
Ronchi dei Legionari, Comune
Ronchi dei Legionari, Consorzio Culturale Monfalconese
Sacile, Pro Loco Sacile
San Daniele del Friuli, Pro Loco San Daniele
San Pietro al Natisone, Pro Loco Nediške Doline-Valli del Natisone
Spilimbergo, Pro Loco Spilimbergo

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In copertina, il presidente del Comitato Fvg delle Pro Loco Pietro De Marchi; all’interno, giovani in visita alla sede della Protezione civile Fvg a Palmanova.

“Salva la tua lingua locale”, a Roma premiati dalle Pro Loco d’Italia gli autori Alvise Nodale e Sergio Gregorin

Friuli Venezia Giulia, con le sue lingue e dialetti minoritari, protagonista alla dodicesima edizione del concorso letterario “Salva la tua lingua locale” la cui premiazione è avvenuta nella sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma. Composizioni che narrano di spaccati di vita quotidiana, leggende paesane, mestieri, riti e tradizione antiche, e che nella loro diversità linguistica, di espressioni e suoni uniscono l’Italia da nord a sud. Ideato dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia e da Autonomie Locali Italiane del Lazio con l’obiettivo di promuovere i tesori culturali e linguistici del nostro Paese, il concorso dal 2013 a oggi ha raccolto oltre 3000 candidature e ottenuto prestigiosi riconoscimenti istituzionali, tra cui il patrocinio delle Presidenza della Repubblica, del Senato e della Camera dei deputati, della commissione italiana per l’Unesco e del Ministero della Cultura.

La premiazione di Nodale e Gregorin a Roma.

Oltre 400 le opere pervenute in questa dodicesima edizione. «L’alto numero di concorrenti e la varietà dei lavori presentati hanno reso il lavoro delle giurie estremamente complesso, ma hanno restituito un quadro ricco e articolato delle lingue locali ancora vive nel nostro Paese. In un mondo sempre più globalizzato, ogni lingua rappresenta un patrimonio immateriale che custodisce l’identità, la storia e le tradizioni di un popolo, come sottolineato anche dall’Unesco – commenta Antonino La Spina, presidente Unpli -. L’antologia che raccoglie le opere dei vincitori e dei finalisti di questa edizione è un omaggio alla bellezza e alla pluralità delle espressioni linguistiche italiane, per preservarle e condividerle con le generazioni future».
Plauso ai vincitori regionali da parte del presidente del Comitato regionale delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia Pietro De Marchi, che ha sottolineato come la nostra sia una terra caratterizzata da una grande ricchezza linguistica. De Marchi era presente a Roma con il consigliere nazionale Unpli del Fvg Matteo Trigatti. Alvise Nodale ha ottenuto il primo premio nella sezione Musica. Nodale, originario di Sutrio, si inserisce con sentita profondità nel solco di una nuova canzone friulana che fa capo ad artisti come Lino Straulino e Loris Vescovo e che coniuga il riferimento alle proprie tradizioni locali con i linguaggi internazionali della nuova musica acustica, spesso di matrice anglosassone, potenzialmente evocativa del sostrato celto-romanzo dell’Italia settentrionale. Nella sua intima dimensione prevalentemente di voce e chitarra, apprezziamo in Nodale la vocalità limpida ed emozionale, lo stile di accompagnamento improntato alle nuove tecniche del chitarrismo acustico, e il lirismo universale e senza tempo dei testi poetici.
Sergio Gregorin ha vinto, invece, il primo premio nella sezione Poesia edita con “Tamisar l’ànema”, Consorzio Culturale del Monfalconese, Ronchi dei Legionari, 2022. Nato nel 1945 a Turriaco, nel territorio in provincia di Gorizia tra il fiume Isonzo e le pendici del Carso, Gregoris ha sempre evocato le sue emozioni mitopoietiche nel suo idioma d’origine, il bisiaco. Come ci relaziona Pier Maria Miniussi, rispetto a un altro poeta come Silvio Domini, ben più aspro e pessimista, Gregorin svela e incarna “una disposizione d’animo improntata alla serenità”; e nonostante la sua devota attenzione al Carso e alla campagna antropizzata, “dedica semmai i suoi versi all’acqua, sia essa quella mossa dell’Isonzo e del mare aperto o quella quieta dei canali e delle acque morte del litorale, e ancora agli approdi ed alle imbarcazioni che popolano queste acque”… Deliziose alcune liriche insieme ironiche e affabulate (“L’Isonzo parlotta”, “Lisonz smurmuia”; “L’Isonzo asciutto”, “Lisonz sec”), ma anche la memoria storica profonda e ancestrale delle poesie per “Il Carso”; così come la testimonianza connaturata e quasi ancestrale per la memoria contadina (“Il fienile”, “Trebbiatura”), e il ruolo stesso del Tempo, meteorologico o introiettato (“C’era una volta la Bora”). “L’erba medica / riempiva il fienile / di seccume e residui di sfalci // Mucchi di fieno / erbe falciate / pane per gli animali // E nella polvere / di ragnatele / si giocava”…
Questi tutti i premiati per il Friuli Venezia Giulia: nella sezione Dizionario con il terzo posto Guido Musco da Trieste; sezione Musica primo posto Alvise Nodale da Sutrio; sezione Poesia edita Sergio Gregorin da Turriaco; Prosa edita terzo posto Anita Salvador di Rivignano Teor; Prosa Inedita secondo posto ex aequo Fernanda Plozzer di Villa Santina e Aldo Polesel di Cordenons; Teatro terzo posto di Edda Brezza Vidiz da Trieste. Inoltre finaliste Gabriella Brumat da Turriaco e Alessandra Calligaris da Palmanova nella Prosa Inedita.

La sala della Protomoteca.

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In copertina, panoramica del Campidoglio uno fra i più suggestivi sette colli di Roma.