Civibank, niente assemblea per i soci: rinvio in attesa del giudizio Tar Lazio

Niente assemblea oggi per i soci di Civibank: meglio aspettare le decisione del Tribunale amministrativo del Lazio sulla questione dell’Opa Sparkasse. Il consiglio di amministrazione della Banca, nel prendere atto della sospensione dell’Offerta disposta in conseguenza del decreto della presidente di Sezione del Tar del Lazio del 20 maggio scorso, ha infatti deliberato, «in via prudenziale e in attesa che venga chiarito il quadro giuridico e informativo di riferimento, di differire l’assemblea dei soci ad una data che verrà individuata sollecitamente all’esito dell’udienza fissata per il prossimo 31 maggio 2022 avanti al Tar del Lazio».
Come si ricorderà, i giudici amministrativi avevano disposto «la sospensione dell’efficacia del provvedimento della Consob che ha approvato il documento d’Offerta ed in seguito al quale Sparkasse ha disposto la sospensione della raccolta delle adesioni all’Offerta nonché del regolamento della stessa, previsto per il 25 maggio 2022, in attesa dell’udienza».

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In copertina, la sede di Civibank.

 

Opa Sparkasse, Civibank solleva nuove questioni di illegittimità al Tar del Lazio

Opa Sparkasse, sempre più teso il clima fra Civibank e l’Istituto di credito altoatesino. «A seguito della pubblicazione del comunicato stampa del 2 maggio u.s. in cui Cassa di Risparmio di Bolzano ha rappresentato che la Fondazione Sparkasse non ha presentato alcuna comunicazione al Ministero dell’Economia e Finanze volta a ottenere il nulla-osta alla presentazione dell’Opa, Civibank – informa infatti una nota – ha presentato un atto di motivi aggiunti nel giudizio già instaurato al Tar del Lazio, sollevando ulteriori profili di illegittimità del provvedimento della Consob che ha approvato il documento di offerta».
«Nel ricorso – prosegue il comunicato di Civibank – si sostiene che tale provvedimento è annullabile non solo per la violazione di tale obbligo di comunicazione preventiva, ma anche perché ai sensi dell’art. 102 TUF lo stesso provvedimento può essere emanato solo dopo il rilascio di tutte le autorizzazioni previste dalla normativa di settore; e perché in ogni caso l’omessa indicazione di tale autorizzazione nel documento di offerta (o quanto meno delle ragioni per le quali si è ritenuto di non domandarne il rilascio) impedisce allo stesso documento di assolvere alla sua funzione, che ai sensi dello stesso art. 102 consiste nella idoneità a consentire la formazione di un “fondato giudizio” in capo ai destinatari dell’offerta».
«La stessa autorizzazione del Mef – si osserva poi -, in ogni caso, non avrebbe potuto essere validamente rilasciata, dal momento che il d. lgs. 153/1999 vieta alle fondazioni bancarie di acquisire o detenere partecipazioni di controllo in società bancarie, con la sola eccezione (per le fondazioni operative in regioni a statuto speciale) della conservazione del controllo delle banche conferitarie. Anche il ricorso per motivi aggiunti contiene istanza cautelare, per la cui trattazione si è, al momento, in attesa della fissazione dell’udienza in camera di consiglio».
«Con questa azione, il Cda della banca friulana – conclude la nota – conferma l’esigenza di chiarezza e certezza del diritto, nonché del rispetto della normativa di settore e del principio della parità di trattamento sia fra le banche potenzialmente offerenti sia per tutti gli azionisti interessati, piccoli o grandi che siano».

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In copertina, una inquadratura della sede centrale di Civibank alle porte di Cividale.

 

Opa Sparkasse, ora Civibank passa al contrattacco ricorrendo alle vie legali

E ora Civibank passa al contrattacco ricorrendo alle vie legali per contrastare l’Opa della Sparkasse. A tale riguardo, ieri mattina si è riunito il consiglio di amministrazione della Banca di Cividale Spa – Società Benefit, il quale, fra l’altro, ha esaminato, ricevuto aggiornamenti e assunto deliberazioni proprio in merito ad iniziative relative alle offerte pubbliche di acquisto, volontarie e totalitarie, promosse dalla Cassa di Risparmio di Bolzano – Südtiroler Sparkasse Ag, «volte ad accertare l’effettivo rispetto della disciplina di legge applicabile all’Offerta da parte non solo di Sparkasse, ma anche della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano – Stiftung Südtiroler Sparkasse».
«Il consiglio di amministrazione di Civibank – informa un comunicato – ha anzitutto ricevuto aggiornamenti dai propri consulenti legali in merito all’avvenuto deposito, lo scorso 25 aprile 2022, di un ricorso al Tribunale dell’Unione Europea, iniziativa in precedenza deliberata dal Consiglio medesimo, al fine di ottenere l’annullamento della decisione della Banca Centrale Europea del 23 marzo 2022, volta ad autorizzare, in via diretta, Sparkasse e, in via indiretta, in quanto soggetto controllante Sparkasse, la Fondazione Sparkasse, all’acquisizione di una partecipazione qualificata superiore al 10% e alla successiva acquisizione di una partecipazione di controllo di Civibank.
Nel merito, tale ricorso ha ad oggetto l’accertamento del rispetto, da parte di Sparkasse e della Fondazione Sparkasse, della disciplina sulle privatizzazione degli enti pubblici creditizi avviata dalla legge 30 luglio 1990, n. 218 (c.d. “legge Amato”) ed in particolare contenuta poi nel decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, che introduceva l’obbligo per le fondazioni bancarie di dismettere le partecipazioni detenute nelle società bancarie conferitarie ed il divieto di assumere nuove partecipazioni di controllo in banche.
Tale divieto trova una deroga nell’art. 25, comma 3-bis, dell’ora citato decreto, per le fondazioni con sede operativa prevalentemente in regioni a statuto speciale: è questa la ragione per cui la Fondazione Sparkasse – a differenza della quasi totalità delle altre fondazioni bancarie, non aventi sede operativa prevalente in regioni a statuto speciale – detiene tutt’oggi una partecipazione di controllo in Sparkasse pari al 63,6%.
Tale deroga è volta a preservare l’identità territoriale delle banche possedute da tali fondazioni bancarie, nei termini riconosciuti dalla Corte Costituzionale, che ha identificato la ratio dell’art. 25, comma 3-bis, dell’ora citato decreto, nel “mantenimento di uno stretto legame tra la fondazione e la banca conferitaria, nell’ambito dello stesso territorio”».
Il ricorso presentato da Civibank – prosegue la nota – trova quindi motivazione nel fatto che tale deroga concede sì alle fondazioni con sede operativa prevalentemente in regioni italiane a statuto speciale – quali la Fondazione Sparkasse – di conservare la partecipazione detenuta nella banca conferitaria alla data di entrata in vigore del decreto (1999) ma, al contempo, non anche di acquisire il controllo di nuove banche.
Il Consiglio di Amministrazione di Civibank ha inoltre deliberato di assumere una seconda iniziativa di tutela dinanzi alla giurisdizione amministrativa. Tale iniziativa – in corso di proposizione – è volta a ottenere l’annullamento e la concessione di misure cautelari in relazione al provvedimento di pertinenza dell’autorità di vigilanza sulle fondazioni bancarie, ugualmente inficiato dalla predetta violazione del divieto di acquisizioni extra-regionali.
Oltre a tali iniziative promosse direttamente da Civibank al fine di assicurare il rispetto della disciplina di legge, cui si aggiunge la segnalazione fatta alla Consob e descritta nel comunicato ex art. 103 del Testo Unico della Finanza volta a verificare l’effettivo rispetto del principio di correttezza, completezza informativa e di parità di condizioni offerte da parte di Sparkasse in relazione agli impegni di adesione all’Offerta da parti di taluni azionisti della Banca, il consiglio di amministrazione ha preso atto delle ulteriori e separate iniziative che lo scorso 16 aprile 2022 il “Comitato soci e amici della banca Civibank” ha proposto, per il tramite dell’avv. Gianluca Romagnoli, professore di diritto dell’economia presso l’Università di Padova, nei confronti della Banca d’Italia, della Consob e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, tutte volte a richiedere a tali Autorità una valutazione in merito alla legittimità dell’agire di Sparkasse e della Fondazione Sparkasse nel contesto dell’Offerta alla luce della medesima disciplina di legge relativa al divieto di acquisizione di nuove partecipazioni bancarie di controllo e posta a fondamento delle iniziative della Banca sopra descritte».

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In copertina, un’immagine della modernissima sede centrale di Civibank alle porte di Cividale.