Udine, dalla festa dei Patroni un forte richiamo alla tradizione aquileiese

«Nell’omelia del cardinale Dominique Mamberti ho trovato un forte richiamo alla tradizione aquileiese della Chiesa di questa regione e ai valori della friulanità: è importante questa rinnovata tradizione della festa dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato, soprattutto in questo particolare momento delicato che tutti stiamo vivendo, caratterizzato da un profondo stato di incertezza». Lo ha commentato ieri mattina il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, al termine della Messa solenne, accompagnata dal Cappella musicale Pontificia Sistina, che è stata celebrata in occasione della ricorrenza dei Santi Ermacora e Fortunato, Patroni oltre che dell’Arcidiocesi anche della Città di Udine.

Particolarmente partecipata la Messa in Duomo, presieduta dal cardinale Dominique Mamberti e animata da letture e preghiere nelle quattro lingue del territorio diocesano: italiano, friulano, sloveno e tedesco. Al termine del solenne rito, assieme all’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, il cardinale ha benedetto la città con le reliquie dei Santi Patroni dal sagrato della Cattedrale, auspicando una concordia operosa, l’attenzione ai piccoli e agli anziani e agli ammalati, una premurosa apertura verso l’umanità che in ogni parte del mondo soffre, lotta e spera per un avvenire di giustizia e di pace.
Nel corso dell’omelia, il cardinale aveva richiamato all’importanza di una Chiesa accogliente e aperta come una casa e di uno stile di vita che non annulla il prossimo, ma lo accoglie e ne favorisce l’esistenza, sottolineando come l’esperienza della Chiesa di Aquileia si sia rivelata nella sua essenza, come Chiesa in cui ognuno ha potuto ritrovare se stesso nella sua specificità.
Numerose le autorità che hanno preso parte alla celebrazione, tra gli altri il sindaco Pietro Fontanini, che al termine della benedizione ha rivolto un discorso sul sagrato ai numerosi fedeli intervenuti alla Messa, il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, e il prefetto di Udine Massimo Marchesiello.

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini della celebrazione dei Patroni a Udine.

(Foto Regione Fvg)

A Povoletto Largo dedicato agli Armeni. Zanin: orgoglioso del Consiglio regionale

«Sono profondamente orgoglioso di rappresentare un Consiglio regionale con la schiena dritta come i suoi singoli consiglieri che, all’unanimità, lo hanno sostenuto in questa delicata circostanza. Il Friuli Venezia Giulia e tutta la sua comunità non si fanno intimidire, perché il bene comune è costituito anche dalla difesa delle singole identità. Oggi testimoniamo il valore della verità e non dobbiamo mai girare la testa dall’altra parte». Lo ha sottolineato, nell’area di via Malignani a Povoletto, il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, ospite della cerimonia di intitolazione degli spazi di fronte al parco giochi di Marsure di Sotto che assumono ora la denominazione di Largo XXIV Aprile degli Armeni.
L’evento, organizzato dal Comune di Povoletto con il supporto dell’Associazione armena Zizernak (Rondine), è stato seguito da un momento conviviale culminato in un concerto serale di musica etnica all’auditorium Comunale. Un’occasione, definita «un messaggio di speranza attraverso una giornata di testimonianza», che arriva dopo la mozione finalizzata al riconoscimento del genocidio del popolo armeno, approvata all’unanimità dall’Assemblea regionale il 19 maggio 2021.

«Quando il consigliere Alberto Budai – ha aggiunto il presidente del Cr Fvg – ha presentato la mozione originaria, abbiamo fatto il nostro dovere testimoniando istituzionalmente il grido della comunità armena rispetto all’Europa e al mondo: non dimenticate! Lo abbiamo fatto e ne sono fiero».
Moderata dal vicesindaco Paolo Marchina e conclusa dagli inni nazionali di Italia e Armenia eseguiti dalla Filarmonica dell’Associazione Euritmia, la cerimonia ha visto anche la partecipazione dello stesso consiglieri Budai e dei colleghi Franco Iacop, Edy Morandini, Mariagrazia Santoro e Lorenzo Tosolini.
«Dopo 107 anni di silenzio, finalmente, viene data voce a una piccola Nazione – è stato rimarcato, prima della lettura di un messaggio di ringraziamento dell’Ambasciata armena a Roma – che non sempre ha avuto la possibilità di gridare il suo dolore, prova di solidarietà concreta nei confronti del nostro popolo». Padre Hamazasp Kechichian, monaco della congregazione armena mechitarista, ha infine proceduto alla benedizione di una croce.

«Sempre di più dobbiamo immaginare e pensare – ha precisato Zanin – che la libertà dei popoli e la loro soppressione per interessi politici, economici e di sopraffazione non ci devono spaventare. Dobbiamo dimostrarci adulti e responsabili rispetto alla verità e alla giustizia. Mai mettere in secondo piano l’interesse di un popolo, una tradizione, una religione e una famiglia».
Il sindaco Giuliano Castenetto ha quindi evidenziato quanto fatto «per ricordare il primo grande genocidio dell’era moderna e del 20° secolo dal quale, purtroppo, l’uomo non è riuscito a imparare nulla». Daniel Temresian, presidente dell’Associazione Zizernak, ha invece voluto ringraziare «Zanin e l’intero Cr Fvg: 20 Comuni regionali – ha dettagliato – si sono infatti aggiunti all’approvazione della mozione, il maggior numero in un’Italia a sua volta al primo posto internazionale con ben 107 Amministrazioni partecipi».
«È fondamentale per il Cr e la nostra popolazione – ha sottolineato infine Zanin – difendere ed esaltare le comunità presenti in Europa. Il popolo armeno ha subito negli anni sopraffazione, violenza e limitazioni e noi, orgogliosi della nostra identità, non possiamo fare altro che essere al fianco di coloro che, ancora oggi, gridano con forza e determinazione. Ne va – ha concluso il presidente del Consiglio regionale – anche della nostra autonomia e della nostra specialità, perché siamo realmente speciali solo nella misura in cui riusciamo a difendere questi valori».
Come detto, in serata, le celebrazioni si sono concluse con un applaudito concerto dei musicisti armeni Karen Asatrian, pianoforte, e Anna Hakobyan, violino.

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia e del concerto serale.

 

Zilli agli Alpini festeggiati a Gemona: esemplare il vostro lavoro per la pace

«Il cappello degli Alpini è un simbolo della storia e dei valori delle penne nere, rassicura e dà fiducia alle nostre comunità, rappresenta l’abnegazione, lo spirito di sacrificio, la fedeltà alla bandiera e l’operosità coraggiosa e silente in favore della pace; elementi che da sempre contraddistinguono questo Corpo militare. Gli Alpini sono nel mio cuore; ho sempre visto in casa, come in tante famiglie, quel cappello che evoca ricordi e conferisce responsabilità. Abbiamo il dovere di raccontare la storia di questo Corpo, dobbiamo intensificare l’organizzazione di incontri di approfondimento nelle scuole perché imparare la nostra storia aiuta a costruire il futuro. Apprendere le vicende degli Alpini è garanzia di un futuro fatto di impegno, di attaccamento alla propria comunità ma è anche un esempio permanente per tutti e fonte di ispirazione civile». L’ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, nell’intervento che ha voluto portare al nono raduno del Battaglione Gemona organizzato dall’omonima sezione Ana.

Dopo la deposizione della corona di alloro di fronte al monumento ai Caduti in piazza Municipio, il corteo si è spostato in piazza del Ferro per l’alzabandiera dove hanno avuto luogo gli interventi del presidente dell’Ana sezione di Gemona, Ivo Del Negro, del sindaco Roberto Revelant, del presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, del presidente dell’associazione Mai Daur, Daniele Furlanetto, del colonnello David Colussi, comandante dell’8° Reggimento Alpini di Venzone e del consigliere nazionale Ana Romano Bottosso.
È seguita la Messa, celebrata dal cappellano militare dei carristi di stanza a Tauriano di Spilimbergo, don Michele Tiso, che ha sostituito il cappellano della Brigata alpina Julia, don Marco Minin, impegnato in una missione di pace in Libano; quindi, il corteo si è trasferito lungo le vie del centro. Presenti molte autorità militari, civili e religiose, oltre alla medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din. L’esponente della Giunta Fedriga ha richiamato alla memoria la recente visita a Gemona di un alpino speciale, il generale Francesco Paolo Figliuolo, che «ha portato alto il cappello d’alpino nell’emergenza pandemica. Noi siamo orgogliosi di avergli mostrato il modello Friuli nel quale tanta parte hanno avuto le penne nere, così come tanta parte hanno avuto nella pandemia spendendosi con grande generosità», ha sottolineato Barbara Zilli. «Nei momenti di dolore e nella ricostruzione dopo il sisma del ’76 il Friuli ha potuto sempre contare su questi uomini, punto di riferimento per la nostra comunità», ha aggiunto e l’assessore regionaleevidenziando come «la Regione sarà sempre al loro fianco».

—^—

In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Barbara Zilli, presenti le autorità e la medaglia d’oro Paola Del Din; all’interno, altre due immagini della cerimonia gemonese. (Foto Arc)

 

Tutela della lingua friulana, oggi a Udine si presenta il piano generale per 5 anni

di Mariarosa Rigotti

Attenzione focalizzata sulla “marilenghe” quest’oggi, 5 novembre, a Udine, grazie alla “Conference regionâl su la lenghe furlane”. Questo grazie alla terza Conferenza regionale di verifica e di proposta per la lingua friulana che si animerà, dalle 14.30 alle 19.30, a Udine, nel palazzo della Regione Fvg, in via Sabbadini, trovando spazio all’auditorium “Antonio Comelli”. Da sottolineare che, nell’ambito della conferenza, sarà presentato il nuovo Piano generale di politica linguistica 2021-2025, assieme alle strategie future per lo sviluppo della lingua friulana, con particolare riferimento ai settori: corpus della lingua, amministrazione pubblica, istruzione, nuove tecnologie, mass media e promozione sociale. Un appuntamento che si rifà alla legge regionale 29/2007 (norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana), convocata dal dal presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin.

Piero Mauro Zanin


Quanto agli obiettivi: la conferenza ha il compito di valutare le attività di tutela e promozione svolte negli ultimi cinque anni e, come detto, di proporre nuove azioni utili allo sviluppo della lingua friulana. Nell’ambito della Conferenza, saranno presentati, appunto, il nuovo Piano Generale di Politica Linguistica 2021-2025, e le strategie future per lo sviluppo della lingua friulana, con particolare riferimento ai settori: corpus della lingua, pubblica amministrazione, istruzione, tecnologie, mass media e promozione sociale.
Va ricordato che per realizzare la conferenza è stata costituita una cabina di regia, presieduta dal consigliere regionale Emanuele Zanon, su mandato dell’ufficio di presidenza, che ha seguito le fasi di ideazione e coordinamento necessarie alla realizzazione della conferenza stessa. La “cabina” è composta da Consiglio regionale Fvg, Arlef, Assessorato regionale alle autonomie locali, Assemblea di comunità linguistica friulana, Università degli studi di Udine, Direzione centrale autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell’immigrazione e il Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero, Direzione centrale lavoro e il Servizio istruzione, Ufficio scolastico regionale. La Conferenza è organizzata dall’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe furlane e dalla Segreteria generale del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia.
Così, ricordando il programma nel dettaglio, alle 14.30 si aprirà l’incontro con il saluto delle autorità: Pietro Fontanini, sindaco di Udine; Enrico Peterlunger, delegato lingua friulana dell’Università di Udine; Eros Cisilino, presidente Arlef; Pierpaolo Roberti, assessore regionale lingue minoritarie; Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale. Modera Emanuele Zanon, consigliere regionale delegato al coordinamento della Conferenza.

Pierpaolo Roberti


Quindi, alle 15, l’introduzione con Salvatore Campo, vicedirettore centrale autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell’immigrazione e direttore Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero, che interverrà su “Spunti per una nuova strategia regionale per lo sviluppo della lingua friulana”; quindi Michele Gazzola, professore di amministrazione e politiche pubbliche dell’Università dell’Ulster, relazionerà su “La progettazione del sistema informativo del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”, mentre Linda Picco, dello Sportello regionale per la lingua friulana, parlerà di “Lingua friulana: la situazione sociolinguistica”.
Invece, alle 16, il tema affrontato sarà “Il nuovo piano regionale di politica linguistica 2021-2025 (prima parte). Allora si conteranno gli interventi di Donato Toffoli del Comitato tecnico scientifico dell’Arlef con “Il corpus della lingua friulana”; Gerardo Tolentino, titolare posizione organizzativa coordinamento lingue minoritarie parlerà de “La Pubblica amministrazione”. A questo punto, si arriverà alle 17, ci saranno 20 minuti di pausa. Quindi, alle 17.20, inizierà la seconda parte del tema “Il nuovo piano regionale di politica linguistica 2021-2025. Previsti gli interventi di: Marco Torresin, Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane con “I media e la promozione sociale”, Alberto Masini, Consulente innovazione digitale e tecnologie per le lingue con “Le tecnologie”, Ketty Segatti, vicedirettore centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia e Direttore Servizio Istruzione che relzionerà su “Il sistema di istruzione”. Modera William Cisilino, direttore Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane.
Infine, alle 18.50, le conclusioni con Markus Maurmair, presidente Assemblea della comunità linguistica friulana, Eros Cisilino, presidente Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, Pierpaolo Roberti, assessore regionale lingue minoritarie e Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale.
Va ricordato che, nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti, l’accesso all’auditorium sarà consentito soltanto alle persone in possesso della certificazione verde (Green Pass) e ci sarà l’obbligo di utilizzare la mascherina chirurgica. Mentre, per coloro i quali non potranno intervenire in presenza, c’è la possibilità di seguire l’incontro in diretta streaming. Ciò sarà possibile andando sul profilo Facebook e su YouTube Arlef dove l’audio sarà disponibile nella versione in lingua originale (italiano e friulano) e poi c’è la diretta Tv sul sito del consiglio regionale www.consiglio.regione.fvg.it e webTV regionale www.fvg.tv

Eros Cisilino

—^—

In copertina, il palazzo della Regione Fvg in via Sabbadini a Udine.

“Mattarella ad Aquileia e a Redipuglia per il Milite Ignoto è un segno di unità”

«La presenza oggi ad Aquileia e Redipuglia del Presidente della Repubblica è un omaggio non soltanto alle persone che hanno combattuto per l’Italia, ma anche un messaggio per ritrovare un’unità, oltre che nazionale, anche tra le persone e le comunità. Un segnale di grande importanza in un momento complesso come quello attuale». Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, al termine delle cerimonie commemorative per il Centenario del Milite Ignoto svoltesi al Cimitero degli Eroi di Aquileia e al Sacrario militare di Redipuglia, che hanno visto la partecipazione del Capo dello Stato Sergio Mattarella, dei ministri della Difesa Lorenzo Guerini e delle Politiche giovanili Fabiana Dadone, nonché del presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin e, tra gli altri, delle più alte cariche civile e militari regionali.

Mattarella e Fedriga ad Aquileia.

Ringraziando il Presidente per le ripetute visite in Friuli Venezia Giulia, Fedriga ha evidenziato – si legge in una nota Arc – come «in questi anni siano stati fatti passi avanti importantissimi per superare le divisioni che hanno caratterizzato il Novecento e che hanno insanguinato le nostre terre. La presenza dei Presidenti Mattarella e Pahor a Trieste e Gorizia è un segnale di unità confermato dalla nomina di Nova Gorica e Gorizia a Capitale della Cultura 2025: avere una capitale in due città appartenenti ad altrettanti Stati è un fatto straordinario che rappresenta un evento storico per l’Europa e i nostri popoli».
Il capo dell’esecutivo Fvg ha quindi spiegato che «il Milite Ignoto, con la forza dell’esempio e la potenza del suo silenzio, ci ricorda che nei momenti più difficili la nostra comunità è capace di riannodare il filo della concordia e di superare le divisioni e le difficoltà. I valori rappresentati dal Milite Ignoto, oggi celebrati ad Aquileia e Redipuglia, sono quindi un esempio a livello nazionale e meritano di essere recuperati perché ci ricordano come rimanendo unito il popolo italiano abbia saputo superare i drammi derivanti dalle due guerre mondiali».

—^—

In copertina e qui sopra l’omaggio del Capo dello Stato a Redipuglia, dove c’è stato anche il sorvolo del Sacrario da parte delle Frecce Tricolori.

Stage nazionale di arti marziali: da oggi a Lignano in 500 da tutta Italia

A Lignano Sabbiadoro circa 500 atleti, 68 fra tecnici e referenti arbitrali, 14 discipline: jujitsu sportivo, jujitsu tradizionale, savate, hashita, karate -tutti gli stili-, kyusho, kick boxing, ninjitsu, kung fu wushu, yoseikan budo, tang soo do, taekwondo, jeet kune do, kraw maga, tauiuan, close combat, grappling, wako ryu jujitsu. Sono questi i numeri dello “Stage nazionale di arti marziali” targato Csen – Centro Sportivo Educativo Nazionale – che sarà ospitato al palazzetto dello Sport “Efa Village Bella Italia” di Lignano Sabbiadoro (viale Centrale 29) oggi, domani e domenica, e che gode del patrocinio della presidenza del Consiglio regionale Fvg, del Comune di Lignano Sabbiadoro e di Turismo Fvg. Tre intense giornate di lavoro per i partecipanti che potranno accedere ad aggiornamenti tecnici (per i maestri e arbitri) e agli esami nazionali di grado, fino al 6° dan (per gli allievi). In programma, inoltre, convegni sulla psicologia dello sport (con la dottoressa Marianna Pertoldi) e la sicurezza in ambito domestico.
«Seppur in forma leggermente più ridotta dello scorso anno – ha fatto sapere Giuliano Clinori, vicepresidente Nazionale Csen e presidente della delegazione Fvg – non abbiamo voluto rinunciare questo importantissimo appuntamento di formazione e di incontro per tutti gli atleti delle discipline coinvolte. In Italia, siamo l’ente che registra il maggior numero di affiliati nel mondo delle arti marziali. Per questa ragione l’appuntamento di ottobre è particolarmente importante. Radunare a Lignano così tanti atleti, di così tante discipline, è per noi motivo di grande orgoglio. La presidenza nazionale scegliendo nuovamente la nostra regione ci ha dato fiducia, non solo in termini organizzativi e strutturali, ma anche di sicurezza».
A Lignano il programma è molto intenso con il Galà grappling Pnfc e Alpe Adria Cup, domani; il torneo internazionale di Kick Boxing e quello regionale di Karate, domenica; moltissimi i corsi di formazione e gli aggiornamenti arbitrali, oltre agli esami per il passaggio di grado. Domenica in programma anche le premiazioni degli atleti di Special Olympics Smart Games.

—^—

In copertina, la Terrazza a Mare è il simbolo di Lignano Sabbiadoro.

Da ieri a Cornino “Vivi e liberi di volare” tre grifoni e altri venti rapaci

Tre maestosi giovani grifoni, catturati nella campagna di inanellamento e trattenuti per qualche giorno nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino a fini di studio, e una ventina di altri rapaci hanno spiccato di nuovo il volo, tornando padroni del cielo: ha regalato grandi emozioni “Vivi e liberi di volare”, momento di punta della programmazione annuale della Riserva stessa, che nel pomeriggio di ieri – all’indomani dell’International Vulture Awareness Day – ha richiamato un foltissimo pubblico, nella migliore tradizione dell’evento. Presenti alla cerimonia di liberazione varie autorità, a cominciare dal sindaco di Forgaria nel Friuli Marco Chiapolino (che ha sottolineato il valore del Progetto Grifone e l’importante risultato della messa in sicurezza delle linee elettriche, a tutela dei rapaci), dall’assessore alla Riserva Pierluigi Molinaro e dal presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, il quale ha rimarcato il valore dell’operazione di tutela e studio che ha fulcro a Cornino.

IL CARCERE DI TOLMEZZO – Ricchissimo il programma della giornata, culminato appunto nella liberazione degli animali: e fra i tanti momenti di approfondimento offerti spiccava quello che ha visto protagonisti i detenuti della Casa circondariale di Tolmezzo, coinvolti in un progetto di alta rilevanza sociale ed educativa, sfociato nella realizzazione – da parte dei carcerati – di una fedelissima riproduzione di un grifone a grandezza naturale, in legno dipinto. L’opera è stata esposta all’esterno del Centro visite. Sviluppata nell’ambito del progetto “Sbarre senza gabbia”, sostenuto dall’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, l’iniziativa è stata illustrata dalla coordinatrice del progetto Virginia di Lazzaro (La Loc e Arte e Libro Onlus) e dalle sue collaboratrici. Forte soddisfazione per l’esito della sinergia con l’istituto penitenziario è stata espressa dal vicesindaco Luigino Ingrassi, che ha seguito l’iter dell’operazione – partita nell’autunno 2019 – e che parlato di «importante punto di partenza», lasciando aperta la porta a nuove occasioni di collaborazione.

ALCUNI DATI SCIENTIFICI – Per spiegare al pubblico l’importante ruolo giocato in natura dagli avvoltoi, il team della Coop Pavees, gestore della Riserva, ha coinvolto un gruppo di qualificati relatori, tra cui il direttore del Parco Natura Viva di Bussolengo Cesare Avesani Zaborra e André Stadler, direttore dell’Alpenzoo di Innsbruck. E il direttore scientifico della Riserva di Cornino, Fulvio Genero, ha divulgato gli esiti degli ultimi monitoraggi, che confermano la crescita dell’andamento riproduttivo dei grifoni: attualmente sono 73 le coppie censite, cifra certamente per difetto rispetto al totale effettivo. E continua ad allargarsi l’areale occupato, sia nel settore prealpino che in quello alpino. Procedono intanto le attività di ricerca e monitoraggio attuate dalla Coop Pavees, presieduta da Luca Sicuro: ultimamente sono stati catturati una ventina di grifoni, ai fini dell’inanellamento, della marcatura e del controllo dello stato di salute.

—^—

In copertina, ecco uno dei grifoni mentre spicca il volo a Cornino.

 

Lignano sarà “capitale” delle arti marziali: in arrivo 700 atleti

Circa 700 atleti, 100 fra tecnici e referenti arbitrali, 25 discipline. Sono questi i numeri dello “Stage nazionale di arti marziali” targato Csen – Centro Sportivo Educativo Nazionale – che sarà ospitato al palazzetto dello Sport “Efa Village Bella Italia” di Lignano Sabbiadoro (viale Centrale 29) i prossimi 18, 19 e 20 settembre e che gode del patrocinio della presidenza del Consiglio regionale Fvg, del Comune di Lignano Sabbiadoro e di Turismo Fvg. Tre intense giornate di lavoro per i partecipanti che potranno accedere ad aggiornamenti tecnici (per i maestri e arbitri) e agli esami nazionali di grado, fino al 6° dan (per gli allievi). In programma, inoltre, anche convegni sulla psicologia dello sport (con la dottoressa Marianna Pertoldi) e la sicurezza in ambito domestico.

GRANDI OSPITI – Per l’occasione saranno presenti anche due ospiti internazionali: Jean Marc Legrand–de Morgues, presidente della Federazione Internazionale di Close Combate; e il campione di karate Davide Benetello, unico italiano executive member committee WKF. A Lignano ci sarà inoltre anche il presidente nazionale di Csen, Francesco Proietti, che assieme al suo vice (anche presidente Csen Fvg), Giuliano Clinori, presenterà i nuovi scenari possibili per lo sport. «Dal Fvg – ha fatto sapere proprio Clinori – arriva un grande segnale di ottimismo per una ripartenza all’insegna della sicurezza e con uno sguardo di fiducia verso il futuro».

SI RIPARTE DAL FVG – Lo Csen nazionale ha dunque scelto il Friuli Venezia Giulia per la ripartenza delle sue attività post-Covid. «In Italia, siamo l’ente che registra il maggior numero di affiliati nel mondo delle arti marziali – ha ricordato presidente di Csen Fvg -. Per questa ragione l’appuntamento di fine settembre è particolarmente importante. Lo è ancor di più oggi – ha precisato -, in un momento storico tanto complesso per tutti, e che ha visto il mondo dello sport, in special modo quelli di contatto, soffrire molto la fase emergenziale ma anche quella successiva. Radunare a Lignano così tanti atleti, di così tante discipline (judo, ju jitsu, karate -tutti gli stili-, kyusho, kick boxing, light boxing, aikido, kung fu moderno e tradizionale, taijiuan, yoseikan budo, touchsparring –wasco-, krav maga, tang soo do, muay thay, taekwondo, jeet kune do, urban jujitsu, bastone siciliano -campionato italiano-, paranza corta -campionato italiano-), è per noi motivo di grande orgoglio. La presidenza nazionale scegliendo la nostra regione ci ha dato fiducia, non solo in termini organizzativi e strutturali, ma anche di sicurezza». Detto questo però Clinori ha anche sottolineato che l’impegno profuso non è stato (e non sarà) poco: «Nell’organizzare questa tre-giorni abbiamo prima di tutto studiato con scrupolo i protocolli Federali, quelli Nazionali e tenuto conto anche dei documenti regionali. Abbiamo stilato un plico di 20 pagine con le linee guida a cui tutti dovranno attenersi per lo svolgimento di tutte le attività al chiuso, alcune delle quali, se il meteo lo consentirà, saranno sportate outdoor». Insomma «un gran lavoro – ha concluso – di cui però, sentivamo la necessità. Questi appuntamenti di aggiornamento sono importanti per tutti, atleti e tecnici».