Alice Richter confermata coordinatrice dei Giovani cooperatori Alpe Adria

Sono 219 i giovani cooperatori nei consigli d’amministrazione delle 392 cooperative aderenti a Confcooperative Alpe Adria. Una discreta presenza che comprende, in particolare, 35 presidenti di cooperativa. Sono stati loro, nel corso di un incontro a Bagnaria Arsa, a confermare Alice Richter come coordinatrice del Gruppo Giovani cooperatori. Richter, che rimarrà in carica per i prossimi quattro anni, è referente per le attività educative in natura della cooperativa sociale triestina Querciambiente.


All’appuntamento assembleare hanno portato i loro saluti, Serena Mizzan, presidente di Confcooperative Alpe Adria, Elisa Pizzamiglio, sindaco di Bagnaria Arsa, e Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale Fvg. Giovanni Grandi, professore di filosofia morale dell’Università di Trieste, ha proposto una riflessione sul tema: “Democrazia, amicizia sociale e giovani”. Erano presenti anche i rappresentanti dei giovani di Confindustria Alto Adriatico, di Confapi e di Confcooperative Pordenone. I lavori si sono conclusi con l’intervento di Andrea Sangiorgi, presidente nazionale del Gruppo Giovani Cooperatori.
«L’età media delle figure apicali delle cooperative italiane è di 55 anni. Nell’ottica del ricambio generazionale e del passaggio di competenze è quindi fondamentale la formazione dei futuri dirigenti», ha aggiunto il direttore di Confcooperative Alpe Adria, Paolo Tonassi. «I prossimi mesi – ha detto Alice Richter –, con l’apporto trainante del Gruppo in termini di stimoli e idee, saranno dedicati alla costruzione di un progetto di lungo termine indirizzato a promuovere il movimento cooperativo e i suoi principi ispiratori».
Per coadiuvare i lavori della coordinatrice, sono stati eletti i consiglieri Roberta Bartolini, Roberta Del Prete, Chiara Giacomello, Sebastian Hector, Federico Mansutti, Lorenzo Sanzin e Anna Sola. Il Gruppo Giovani cooperatori di Confcooperative Alpe Adria rappresenta i cooperatori under 40 presenti nei consigli di amministrazione delle imprese aderenti. Con la loro azione, promuovono i valori del movimento cooperativo presso le giovani generazioni e la società civile; puntano a rafforzare il ruolo dei giovani nelle imprese cooperative, in particolar modo ai livelli dirigenziali; sostengono il ruolo dei giovani negli organismi di rappresentanza del mondo cooperativo, a livello settoriale, territoriale e nazionale.

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In copertina, Alice Richter; all’interno, la coordinatrice con il direttivo neo-eletto.

Progetto di riqualificazione a Maniago: vecchio stabile offrirà alloggi a quanti desiderano lavorare nelle aziende locali

Un vecchio stabile da riqualificare con le più moderne tecnologie edilizie, improntate alla sostenibilità, per realizzare nuove unità abitative e commerciali a Maniago, puntando a rigenerare il tessuto urbano, consolidare lo sviluppo economico e contrastare il calo demografico. Nuovi alloggi per nuove famiglie residenti che vogliono lavorare nelle aziende del territorio.
Il progetto è stato scelto da Ance (Associazione nazionale costruttori edili) tra i top 10 del Nordest (e unico riguardante una cittadina di meno di 15 mila abitanti) ed è stato presentato ufficialmente a Città in scena, Festival diffuso della rigenerazione urbana che si è tenuto a Padova. Partner del progetto insieme al Comune di Maniago (che sul tema della rigenerazione urbana è impegnato da molti anni), il Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone, Confindustria Alto Adriatico e l’impresa Del Mistro Giacobbe srl (proprietaria dell’area).
L’edificio in questione si trova in piazza Italia, all’estremo lembo destro, all’incrocio con via Castello, del lato dirimpetto la fontana dando le spalle al Duomo. Si tratta di un rifacimento in ambito centro storico successivo ai danneggiamenti del terremoto del 1976. In più è coinvolta la parte retrostante, per una superficie complessiva di 3 mila metri quadri e un volume esistente di 10 metri cubi.Il progetto prevede la creazione di 44 unità residenziali e di 3 unità commerciali, senza che i volumi (e il conseguenti consumo di suolo) vengano aumentati. La superficie coperta sarà di mille 600 metri quadri e quella a verde, vero e proprio polmone naturale in centro città, sarà di mille 400.
“Con questo progetto – spiegano i promotori dell’iniziativa – puntiamo a eliminare una fonte di degrado in centro storico, aumentando così la vivibilità e la socialità della zona. In questo modo andremo a riutilizzare un’area già densamente edificata, ripristinando allo stesso tempo la sicurezza statica degli edifici rispettando la sostenibilità ambientale, l’efficienza energetica e anche quella idrica, elemento da considerare in questa epoca in cui risparmiare acqua è fondamentale”.
Il Nip ha deciso di sostenere il progetto innovativo. “Con queste nuove unità abitative e commerciali – sottolinea il direttore Saverio Maisto – vogliamo offrire soluzioni a supporto dei piani di sviluppo industriale dell’aziende locali. Anche in tempi recenti è balzato alle cronache il problema dell’offerta abitativa in un mercato immobiliare per certi versi bloccato. Per questo ci siamo interessati al progetto in questione, visto che ha pure un’ulteriore finalità: nuovi residenti che vengono a Maniago per lavorare significa un’azione concreta contro il calo demografico della zona montana e contro l’aumento dell’indice di vecchiaia, che in questa zona superano le medie regionali. Nuovi alloggi per nuove famiglie che vogliono lavorare a Maniago”.
Alla manifestazione padovana l’iniziativa è stata molto apprezzata, risultando uno dei progetti più innovativi dell’intero Nordest per quando riguarda la rigenerazione urbana nonché l’unico in una cittadina di medie e piccole dimensioni. Ora si passerà alla fase progettuale vera e propria, in modo da avviare rapidamente il cantiere. Si punta ad ottenere finanziamenti pubblici oltre che a valutare eventuali interessamenti di aziende private che credono nel progetto.

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In copertina, l’area del centro storico di Maniago interessata dal progetto.

Abitare sociale, territorio all’avanguardia venerdì in un convegno Asfo a Pordenone

Vivere inclusivo e nuovi modelli di abitare per una vita indipendente delle persone con disabilità. In uno dei territori all’avanguardia su questi temi a livello nazionale, si parlerà di questo oltre che di metodologie, servizi e organizzazione dell’abitare a Pordenone venerdì 12 maggio, nella sede di Confindustria Alto Adriatico dalle ore 8.30. Il convegno “Ogni casa è una storia” è organizzato da Asfo – Azienda Sanitaria Friuli Occidentale in collaborazione con Associazione Laluna impresa sociale di Casarsa della Delizia e Fondazione Down Friuli Venezia Giulia di Pordenone. Il convegno si colloca all’interno dell’omonimo progetto di Asfo sostenuto da Fondazione Friuli e Crèdit Agricole.
“Sarà un importante momento condiviso – ha spiegato Carlo Francescutti, direttore socio-sanitario di Asfo – per fare il punto sul sistema dell’abitare nel pordenonese, verranno illustrate la gestione e le metodologie legate al sistema abitare modellizzate in 20 anni di esperienza portata avanti da Fondazione Down di Pordenone e Associazione Laluna. Sarà anche l’occasione per discutere della legge regionale n. 16/2022 che definisce e aggiorna gli interventi a favore delle persone con disabilità, disponendo il riordino dei servizi sociosanitari, dei conseguenti nodi che rimangono da sciogliere e di come vorremmo mettere al servizio di tutto il territorio pordenonese l’esperienza che abbiamo maturato nel campo dell’abitare inclusivo”.
Ad aprire i lavori, Giuseppe Tonutti, direttore generale dell’Azienda sanitaria Friuli occidentale, e Giuseppe Morandini, presidente di Fondazione Friuli. La parola poi passerà a Carlo Francescutti, direttore socio-sanitario Asfo, il quale parlerà del cambio di paradigma nella visione e gestione del sistema dell’abitare per le persone con disabilità passando da una logica di bisogno a quella di opportunità.
A seguire, l’intervento di Carlo Giacobini, consulente Asfo, giornalista e divulgatore sociale. A lui è affidata l’indagine sul sistema dell’abitare presente sul territorio con i capisaldi organizzativi dell’infrastruttura che oggi conta 17 appartamenti di vita indipendente nati da percorsi di propedeutica e autonomia abitativa per persone con disabilità promossi da Asfo e gestiti da Associazione Laluna e Fondazione Down Fvg. Ad oggi sono coinvolte nella rete della vita indipendente del pordenonese oltre 40 persone che non avrebbero trovato altrimenti emancipazione dalla propria famiglia e possibilità di avere un proprio progetto di vita.
Sandro Morassut, Erika Biasutti e Cinzia Paolin porteranno l’esperienza ventennale nella gestione di progetti di abitare maturata dall’Associazione Laluna e da Fondazione Down Fvg nel territorio pordenonese, unitamente alle prospettive di sviluppo e di gestione per il futuro. La presenza di Ranieri Antonio Zuttion, direttore Sc Area Welfare Asugi, sarà poi occasione di riflessione sul sistema dei servizi per l’abitare in regione e sulla legge regionale 16/2022. A chiudere gli interventi Rossella Di Marzo responsabile Servizio sociale dei Comuni – Ambito territoriale Noncello che, in rappresentanza degli Ambiti dell’area vasta pordenonese, illustrerà il punto di vista di queste istituzioni sulla riforma in materia di interventi per la disabilità apportata dalla nuova e sopracitata legge regionale. La conclusione dell’evento è prevista per le 12.30.

Casarsa riflette sulla guerra in Ucraina tra territori, effetti e prospettive di pace

Prosegue la rassegna Geopolitica per le imprese, organizzata da Historia Gruppo Studi Storici e Sociali Pordenone con la Città di Casarsa della Delizia e Limes Club Pordenone Udine Venezia. Il prossimo appuntamento è in programma, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich, venerdì 11 novembre alle 20.30 con l’incontro intitolato “Territori, effetti della guerra e prospettive di pace per l’Ucraina”.
Dopo il saluto del sindaco Claudio Colussi, interverranno il professor Igor Jelen (Università di Firenze), l’onorevole Michelangelo Agrusti (presidente di Confindustria Alto Adriatico) e il professor avvocato Guglielmo Cevolin (Università di Udine e presidente di Historia).
“Sarà un momento di riflessione – ha anticipato Colussi – su un tema di estrema attualità come quello della guerra, da analizzare attraverso gli strumenti della storia, della politica e dell’economia. Un incontro che siamo lieti di ospitare per approfondire la conoscenza di tematiche internazionali non solo in favore delle aziende locali, per le quali la rassegna è stata ideata, ma anche per tutti i cittadini che vorranno partecipare”.
La rassegna era iniziata lo scorso 5 ottobre con l’apprezzato incontro che aveva visto protagonista, sempre sul tema della guerra, il professor Franco Cardini (Università di Firenze).

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In copertina, Michelangelo Agrusti presidente di Confindustria Alto Adriatico. 

 

Caro bollette, a Maniago il Nip darà avvio a due comunità energetiche rinnovabili

Contro il caro bollette l’unione fa la forza: sta per essere avviata dal Nip – il Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone con sede a Maniago – la prima comunità energetica rinnovabile autonoma nel territorio di sua competenza, mentre una seconda è in fase di implementazione assieme a Confindustria Alto Adriatico e il Polo Tecnologico Alto Adriatico, soggetti capofila. «Un progetto innovativo – ha commentato il presidente del Nip, Renato Piazza – per condividere in maniera mutualistica e utile tra ente consortile e aziende insediate l’energia prodotta da impianti fotovoltaici. Una gestione unitaria ancora più strategica in questo periodo di rincaro dei costi energetici, visto che stimiamo una copertura del 90% dei consumi elettrici per i soggetti aderenti tramite la comunità energetica rinnovabile. Un progetto utile anche per contrastare il cambiamento climatico, riducendo le emissioni legate alla produzione di elettricità e senza consumare nuovo suolo ma collocando i pannelli fotovoltaici sui tetti degli immobili industriali. Insieme a Confindustria Alto Adriatico andremo poi a raddoppiare questa opportunità».

Renato Piazza

La prima comunità energetica rinnovabile (Cer) è quella del Centro servizi Nip di Maniago. Si tratta di quella in fase più avanzata. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico e l’ammodernamento di un altro impianto preesistente per complessivi 200 kWp. Sono state già raccolte le adesioni di quattro realtà produttive locali, che vanno ad aggiungersi alle quattro utenze del Centro Servizi Nip che utilizzano l’energia fotovoltaica (tra le quali la mensa consortile, l’asilo nido e gli uffici direzionali. «Intendiamo investire nel progetto – aggiunge Piazza – circa 140 mila euro, prevedendo un tempo di rientro delle spese inferiore a 4 anni. Dalle prime stime la nuova comunità così costituita coprirebbe, come detto, il 90% dei consumi totali degli aderenti alla comunità, generando circa 35 mila euro all’anno di beneficio economico da ridistribuire fra i membri della comunità».

La seconda comunità sarà invece realizzata nella zona industriale di Maniago: il Consorzio Nip è coinvolto in prima linea nel progetto che vede Confindustria Alto Adriatico e Polo Tecnologico Alto Adriatico in qualità di capofila. «Tutti questi progetti – conclude Piazza – sono fondamentali e strategici viste le sfide economiche, energetiche e ambientali che abbiamo di fronte. Condividere sempre più l’energia fotovoltaica, per la quale non andremo a consumare nuovo suolo visto che saranno privilegiate le installazioni dei pannelli sui tetti degli immobili già esistenti, sarà fondamentale intanto con le aziende e poi, in prospettiva, anche con gli utenti privati. Si tratta di un passo davvero importante per il nostro futuro e ancora una volta stiamo dimostrando la nostra reattività e confermando il nostro impegno a fianco delle imprese e del territorio. Confidiamo che tutto questo lavoro possa poi trovare rapida risposta nei decreti attuativi delle comunità energetiche da parte dello Stato, in modo da partire al più presto. Noi siamo pronti».

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In copertina, impianto fotovoltaico realizzato dal Consorzio industriale Nip.

 

Pordenonelegge, via al “click week end”: da oggi scattano le prenotazioni online

Si preannuncia come un festoso “click weekend” quello di oggi e domani: sono infatti a disposizione centinaia e centinaia di posti per tutti gli incontri in cartellone a Pordenonelegge 2021, da mercoledì 15 a domenica 19 settembre. Cinque giornate da vivere e gustare, a tu per tu con gli autori del cuore. E nel conto alla rovescia per l’avvio del festival, questo fine settimana sarà semplicissimo effettuare le proprie prenotazioni sul sito di Pordenonelegge, a partire dalle ore 9 di oggi e fino alle 18 di domani (oppure fino ad esaurimento dei posti ancora disponibili). Com’è noto, per ragioni di sicurezza sanitaria non sono più ammesse le tradizionali code di accesso agli incontri, per molti anni modalità di fruizione dei grandi eventi di Pordenonelegge, che ha potuto contare su un pubblico sempre attento e responsabile: si sposta quindi online la fascia di accesso per il pubblico “libero”, che potrà fruire degli eventi dietro prenotazione obbligatoria, in ottemperanza alle vigenti normative.
Per accedere alle prenotazioni la prima cosa da fare è registrarsi anche da ora sul sito pordenonelegge.it, quindi si può procedere con la modalità di prenotazione FREE posizionandosi sul programma e cliccando sul pulsante “prenota” visualizzabile accanto all’incontro prescelto. Il sistema assegnerà in automatico un posto a sedere numerato, fino a esaurimento posti disponibili. Senza prenotazione non sarà possibile accedere in alcun modo alle sedi degli incontri e neppure assembrarsi nei loro pressi, nemmeno in caso di location all’aperto.
Si ricorda che l’accesso agli incontri di Pordenonelegge 2021, una volta effettuata la prenotazione, avverrà necessariamente dietro esibizione della Certificazione verde Covid-19 Green Pass per i maggiori di 12 anni. Grazie alla collaborazione tra Confindustria Alto Adriatico, Croce Rossa Italiana, Medici Cure Primarie Friuli Occidentale e Fondazione Pordenonelegge, per agevolare gli ingressi agli incontri nelle giornate del festival (15-19 settembre) verrà allestito un Punto Tamponi in Piazzetta Calderari.

Pordenonelegge 2021 si potrà seguire anche da remoto in streaming live e differito, accedendo alla PNlegge TV in un clic sul sito del festival. A questo link il palinsesto: https://www.pordenonelegge.it/festival/edizione-2021/palinsesto-tv Molti eventi saranno proposti in diretta e altri in differita, come da precisa dicitura riportata negli incontri in programma coperti dal servizio. Info e dettagli: pordenonelegge.it tel 0434.1573100 email fondazione@pordenonelegge.it

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In copertina, folto pubblico a Pordenonelegge in una edizione precedente all’emergenza sanitaria.

 

Verso l’Incontro Efasce: in dieci anni oltre 5 mila gli emigrati da Pordenone

Alla ricerca di nuove opportunità professionali – soprattutto dopo un percorso di studio universitario – e di welfare per le proprie famiglie, ma senza smettere di fare riferimento alla terra d’origine, anche attraverso forme di “pendolarismo” internazionale: questo l’identikit delle oltre 5 mila persone che nell’ultimo decennio hanno lasciato il territorio della Provincia di Pordenone per stabilirsi all’Estero. Un flusso che, seppur rallentato, non si è fermato nemmeno a causa della pandemia e di altre situazioni internazionali come la Brexit (il Friuli Venezia Giulia con il 4 per mille è la regione italiana con la più alta incidenza di migratorietà in rapporto alla popolazione). A questi corregionali all’estero, come a quelli che sono i discendenti delle storiche emigrazioni dell’Ottocento e Novecento, si rivolge come da tradizione per il mese di luglio l’Efasce (l’Ente friulano assistenza sociale culturale emigranti) di Pordenone, che propone il suo annuale Incontro dei corregionali all’estero, giunto alla 44ª edizione.

Filippo Trevisan

Tra venerdì 23 (dalle 17) e sabato 24 luglio (dalle 10) dal Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone si snoderà con un’innovativa formula tra pubblico in presenza, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online con persone collegate da varie parti del mondo. Una formula già sperimentata con successo lo scorso anno, in cui è stato lanciato il tema “Connessi per creare il futuro”, che verrà sviluppato anche in questo 2021 sempre mettendo al centro le esperienze dei corregionali all’Estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia.

Anna Cupani

Photos by Tempest

«Anche durante la fase più dura dell’emergenza sanitaria – spiega il presidente di Efasce, Gino Gregoris – non abbiamo perso i contatti con i nostri Segretariati, che in vari Paesi del mondo sono punto di riferimento per i corregionali. Grazie a una serie di attività online, come le interviste del progetto “4 chiacchiere con…”, il corso di lingua italiana e cultura regionale e le video ricette di “Sapori a Nordest” siamo riusciti a raccontare loro il Friuli Venezia Giulia e a farci raccontare da loro le proprie esperienze. Emerge un quadro di grande intraprendenza e mobilità lavorativa, alla ricerca delle migliori condizioni professionali e per la realizzazione della propria vita personale e familiare. In diversi casi, la partenza di un corregionale è seguita da quella del partner, con la nascita dei figli all’Estero. Ma a differenza del passato, rimane anche uno stretto contatto con la terra d’origine, frequentata anche più volte l’anno, con anche alcuni casi di pendolarismo settimanale o mensile, e con visite dei parenti nel proprio Paese estero. Questo per quanto riguarda le nuove forme di emigrazione degli anni Duemila, mentre i discendenti dell’emigrazione del XIX secolo e dei flussi migratori del secolo successivo hanno una grande voglia di conoscere la terra dei loro genitori, nonni e addirittura bisnonni e oltre. Un amore per le proprie origini regionali che non viene mai meno».

Luca Manfè

Tra gli interventi in presenza previsti all’Incontro quello con il professor Filippo Trevisan, originario di Codroipo e da 5 anni Oltreoceano dove è professore associato di Comunicazione pubblica all’American University di Washington DC. Racconterà le risposte degli Usa alla sfida del Covid-19. Anna Cupani originaria di Pordenone, responsabile della comunicazione e collaborazioni esterne dell’Istituto di Data Science dell’Imperial College London (Regno Unito), interverrà sui numeri per la ripartenza. Cucinerà le sue delizie invece Luca Manfè, il più celebre dei corregionali all’estero dell’ultima decade: originario di Aviano, ha vinto negli Usa la 4ª edizione di Masterchef e ora ha avviato progetti imprenditoriali. Si collegheranno dal Sudafrica, dove hanno una tenuta, Michela Sfiligoi e Attilio Dalpiaz che hanno portato laggiù la sapienza vitivinicola regionale. Inoltre, assieme a Confindustria Alto Adriatico, si terrà il webinar “Gli Emirati Arabi Uniti come ponte d’ingresso nell’area del Golfo: l’esperienza dei corregionali all’estero e strategie di ingresso nel mercato”, momento di approfondimento dei legami con l’area mediorientale a poco più di due mesi dall’inizio dell’Expo di Dubai attraverso gli interventi di cinque corregionali che lavorano nel Golfo Persico.

Michela Sfiligoi e Attilio Dalpiaz

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In copertina, il presidente dell’Efasce di Pordenone Gino Gregoris.

“SviluppoImpresa” in Fvg piace a Da Pozzo e Agrusti. Il sostegno al wedding

È un giudizio positivo di metodo e di merito quello che i presidenti di Confcommercio Fvg, Giovanni Da Pozzo, e Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, rispettivamente presidente e vicepresidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, danno del disegno di legge “SviluppoImpresa” appena presentato dall’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ai rappresentanti delle categorie economiche.

Giovanni Da Pozzo


Secondo Da Pozzo, «il mondo del terziario, che ha maggiormente subito gli effetti della crisi causata dalla pandemia, è molto soddisfatto di questo impianto normativo perché tiene conto delle difficoltà contingenti ma guarda al futuro e ai nuovi modelli che su cui l’economia dovrà basarsi per la ripresa. La ripartenza dipenderà anche dalla cornice nazionale che verrà data ai fondi europei». Un plauso, in particolare, va alla centralità attribuita al turismo «un comparto – ha detto Da Pozzo – che fa da motore a tutti gli altri comparti e che giustamente viene sostenuto e migliorato».
Per Agrusti, «la norma è frutto di un confronto che andrebbe preso a modello anche per la riforma di altri settori, come la sanità. L’industria ha tenuto testa alla crisi, molti settori sono in ripresa, questo grazie ad un’assunzione di responsabilità diretta della categoria. Ora è giusto dare aiuto, puntare sulla ristrutturazione finanziaria e sull’ingegneria finanziaria innovativa, all’internazionalizzazione, nonché su un patto stretto e solidale tra settori economici». La giunta, è infine il commento condiviso dei presidenti, ha agito bene sia da un punto di vista tecnico che politico, salvaguardando gli strumenti del passato che hanno dimostrato la loro efficacia e intervenendo in quegli ambiti che adesso richiedono maggiore innovazione e coraggio.

Michelangelo Agrusti

Intanto, la Camera di Commercio Pordenone-Udine raccoglie l’appello delle categorie del settore wedding, pesantemente colpite dalle conseguenze del Covid che ha praticamente azzerato matrimoni, cerimonie e fiere e messo in ginocchio le imprese del comparto. E l’iniziativa di supporto al settore, partita dal Friuli Venezia Giulia, si allarga ora a tutta Italia. Il punto della situazione e le proposte saranno illustrate domani mattina, alle 11, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella sede di Udine della Cciaa, in piazza Venerio. Il presidente Da Pozzo ospiterà per l’occasione l’assessore regionale Bini e il presidente di Confartigianato Udine e Fvg Graziano Tilatti, nonché i rappresentanti del settore wedding di Confartigianato Udine, di Confcommercio Udine e di Confapi Fvg e delle imprenditrici e imprenditori del comparto che hanno lanciato e stanno portando avanti l’iniziativa.

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In copertina, un’immagine della sede udinese della Camera di Commercio.

 

Imprenditori friulani under 35: passa a Luca Rossi il testimone di Fabio Passon

Cambio al vertice per gli imprenditori friulani under 35.  Luca Rossi, dal 2018 alla guida del Gruppo giovani di Confapi Fvg, è infatti il nuovo presidente del Comitato imprenditoria giovanile della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Raccoglie il testimone da Fabio Passon (Confcommercio Fvg) che aveva presieduto il gruppo nell’ultimo triennio, gestendo anche la fase di rinnovamento del Comitato con l’estensione a entrambi i territori di Pordenone e Udine, in seguito all’accorpamento camerale.

Fabio Passon

 

Le dichiarazioni. «Rinnovo il mio ringraziamento per la fiducia ai componenti del comitato – commenta Rossi – e rivolgo un sentito plauso a Passon per l’importante lavoro svolto e per aver saputo consolidare davvero un bel gruppo. Opererò senz’altro in continuità con l’azione promossa in questi anni. Proseguirò nel solco della stretta collaborazione fra tutte le categorie, confidando di poter tornare quanto prima a rafforzare la rete di relazioni internazionali che con Passon abbiamo avviato molto proficuamente, soprattutto con gli Stati vicini. Con questi è fondamentale condividere azioni comuni e idee che si trasformino in proposte concrete per la diffusione armonica della cultura d’impresa tra i giovani e in misure operative per lo sviluppo e la crescita dell’impresa giovanile”.
Da parte di Passon, «l’augurio di un buon lavoro al nuovo presidente: è un compito davvero interessante e importante per stimolare azioni positive e incidere sulle politiche regionali, incrementando il rapporto di fattiva collaborazione con le Direzioni e gli assessorati che riguardano le imprese guidate da giovani per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese. Il Fvg, come imprenditoria giovanile, è ormai sempre all’ultimo posto in Italia per percentuale di imprese under 35 sul totale e dunque è necessario lavorare con costanza, come il nostro gruppo si è impegnato a fare, in collaborazione con istituzioni e scuole per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro in proprio. Viviamo in un periodo straordinario come mai, ma proprio per questo la nostra azione positiva di impulso e coinvolgimento dei giovani deve essere sempre più decisa e diffusa».

Le attività realizzate. E la Cciaa, che con la riforma ha acquisito ufficialmente la competenza dell’orientamento al lavoro e all’impresa, potrà dunque proseguire sempre più incisivamente in questa direzione, approfondendo quanto fatto in questi anni «con diversi meeting internazionali – conclude Passon –, l’ultimo di grande successo realizzato proprio da noi qui a Udine, “Business meets future” alla presenza anche del presidente europeo dei giovani imprenditori (Jeune), eventi di networking tra giovani imprenditori, collaborazione con la Regione per le misure a favore dell’impresa giovanile, e l’ampia serie di attività, ormai consolidata, con le scuole, per il coinvolgimento degli studenti e la loro formazione alla cultura d’impresa».

Il comitato. Oltre a Rossi (Confapi Fvg) e Passon (Confcommercio Fvg), il comitato è composto da presidenti e rappresentanti di Gruppi giovani delle varie associazioni di categoria: Imo Bertolla (Confartigianato Pn), Valentina Cancellier (Confindustria Ud), Lia Correzzola (Confindustria Alto Adriatico), Mauro Germani (Cna Fvg), Federico Ingargiola (Confcommercio Pn), Francesco Nocente (Coldiretti Pn), Federico Mansutti (settore cooperativo, Confcooperative Ud), Enrico Todesco (Confartigianato Ud), Anna Turato (Coldiretti Ud).

I numeri. Secondo le rilevazioni del Centro studi della Cciaa Pn-Ud, in Friuli Venezia Giulia le imprese giovanili registrate, al 30 giugno 2020, sono 6.623 e rappresentano il 7% delle 101.110 imprese che costituiscono la base imprenditoriale della regione. Il Fvg con l’Emilia Romagna presenta la percentuale più bassa. Le regioni con la più alta percentuale sono la Campania e la Calabria con il 11,7% e 11,6%. Sia Emilia Romagna sia Veneto presentano valori simili alla nostra regione. Le imprese under 35 si concentrano soprattutto in tre comparti: commercio con 1.230 imprese attive (20%), costruzioni (922 imprese attive – 15%), servizi alle imprese (1.119 imprese attive – 18,2%). Le imprese under 35 sono maggiormente presenti tra quelle costituite da donne: quasi una impresa su tre under 35 è “donna”. Si tratta di 1.882 unità attive, pari al 31% del totale delle imprese giovani: una percentuale significativa considerando che le circa 20mila e 500 imprese femminili attive in Friuli Venezia Giulia rappresentano il 23% del totale delle imprese regionali.

L’ente camerale a Udine.

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In copertina, Luca Rossi nuovo presidente dei giovani imprenditori friulani.

Camera di Commercio Pn-Ud: Agrusti subentra a Pavan

di Gi Elle

Michelangelo Agrusti, 67 anni, di Casarsa della Delizia, è il nuovo vicepresidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Ieri, infatti, il consiglio dell’ente ha provveduto alla sostituzione di Giovanni Pavan, il quale aveva ufficializzato davanti all’assemblea le dimissioni dall’esecutivo. Rinuncia che ha quindi comportato una nuova nomina in giunta, sempre per il settore “industria”: quella, appunto, del consigliere Agrusti, presidente di Confindustria Alto-Adriatico, il quale nella riunione di giunta convocata subito dopo il consiglio è stato nominato, appunto, vicepresidente. Per l’uscente Pavan, che resta comunque nel consiglio camerale, si tratta di «un “disimpegno” meditato da tempo, che ho ritenuto opportuno posticipare – ha detto, non senza emozione – poiché il complesso iter di unificazione con Udine non era giunto ancora al termine. Ma ora le condizioni sono cambiate, sono più tranquillo». Il consiglio, anche attraverso le parole del presidente Giovanni Da Pozzo, con un applauso ha ringraziato Pavan per l’impegno profuso in tanti anni al servizio del sistema camerale regionale.

Giovanni Pavan, 75 anni, attualmente leader della Fondazione Pordenonelegge, è stato infatti presidente della Camera di Commercio di Pordenone dal 2004 al 2018 e di Unioncamere del Friuli Venezia Giulia nel triennio 2015 – 2017, anni difficili che, dice, «abbiamo affrontato impegnandoci nel costante perfezionamento e miglioramento della qualità dei servizi e nella gestione la più oculata possibile delle risorse camerali». Fatti positivi che secondo Pavan hanno consentito «anche nei periodi più bui di intervenire nelle numerose criticità del territorio anche con l’erogazione di significative risorse economiche». Risultati che «vanno ascritti alla professionalità dei dipendenti con cui ho avuto il piacere di lavorare le cui performance sono state più volte riconosciute nel confronto interno al sistema camerale italiano. A loro va tutta la mia gratitudine».

Da parte del presidente Da Pozzo, «un ringraziamento sentito a Pavan – ha commentato –, che anche nei momenti più complessi del percorso di accorpamento tra le Camere di Pordenone e Udine ha sempre dimostrato la sua correttezza e lealtà ed è sempre stato validissimo rappresentante del suo territorio. Si è speso molto per la sua tutela e valorizzazione, anche e soprattutto in campo culturale, e affinché fossero garantite nella fusione tutte le peculiarità, le eccellenze e le iniziative di promozione locali, che infatti abbiamo sempre riconosciuto e avallato con convinzione. Di certo – ha concluso Da Pozzo – continuerà a portare la sua autorevolezza ed esperienza all’interno del consiglio camerale e lo ringraziamo per la preziosa collaborazione che continuerà a garantire al nostro ente, pur in un ruolo diverso. Parimenti, diamo il benvenuto in giunta ad Agrusti, pronto senza dubbio a raccogliere il testimone e a portarlo avanti con le capacità che tutti conosciamo».

Giovanni Pavan (a destra).

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In copertina, Michelangelo Agrusti, nuovo vicepresidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.