Confesercenti Fvg: “Aprire tutto e subito. Oltre al Covid peserà la crisi ucraina”

Oltre agli effetti delle misure anti-Covid, preoccupano molto anche il caro bollette e il precipitare della crisi ucraina, per cui è un appello urgente, quello di Mario Marini, presidente di Confesercenti Fvg: «È arrivato il momento di togliere ogni forma di restrizione e di dare un segnale di riapertura e ripresa chiaro e incontrovertibile. In queste ore – ha fatto sapere – abbiamo mandato una lettera ufficiale al governatore della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, affinché, in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, porti a Roma questa nostra istanza, rispetto alla quale non è più possibile procrastinare, ma che anzi richiede anche un’azione rapida e precisa».

Mario Marini


«È necessario semplificare ed eliminare da subito tutti i limiti imposti dal green pass rafforzato», ha ribadito Marini precisando che «non è pensabile aspettare fino ad aprile per togliere solo un numero limitato di ristrettezze e attendere addirittura fino a giugno inoltrato per il resto. Accanto a ciò ritengo sia necessario accogliere i turisti stranieri con regole comprensibili e di facile attuazione». Negli ultimi giorni, infatti, il ministro Speranza ha firmato un’ordinanza, in vigore dal primo marzo, che apre al turismo extraeuropeo, per il quale varranno le stesse regole già in vigore per i comunitari. Per entrare in Italia sarà sufficiente una sola delle condizioni del green pass: certificato di vaccinazione, di guarigione oppure un test negativo. «I numeri dei nuovi contagiati – aggiunge Marini – sono in netta discesa e ci consentono di allargare le maglie togliendo delle regole che non hanno più senso d’essere».
Quelli passati sono stati mesi lunghi e complessi per bar e ristoranti, ma anche per il comparto del commercio e per quello del turismo. «Un periodo difficile non solo dal punto di vista economico, ma anche psicologico, che ha coinvolto tutti trasversalmente, famiglie e imprenditori. Una fase che si sta acuendo a causa dell’ulteriore stangata causata dal caro bollette e che la drammatica crisi ucraina, con ogni probabilità, andrà a peggiorare. Per tutte questa ragioni – ha chiuso – è necessario aprire tutto e subito».

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In copertina, ecco il controllo del green pass un adempimento cui siamo abituati.

Confesercenti Fvg, sotto la lente con Bini i distretti del commercio

La dirigenza di Confesercenti Fvg, recentemente riconfermata per altri quattro anni, ha incontrato l’assessore regionale alle attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, che ha avuto così modo di complimentarsi per il rinnovo delle cariche: «Auguro buon lavoro al rinnovato presidente Mario Marini e al suo vice Marco Zoratti – ha fatto sapere l’assessore -. L’amministrazione regionale, fin dal suo insediamento, ha impostato un proficuo metodo di lavoro basato sul confronto con tutte le associazioni di categoria, che ha consentito anche di assumere importanti provvedimenti in favore del mondo economico e produttivo anche durante la fase emergenziale. Lavoro di squadra che sta dando i suoi frutti e che ci vede convinti nel proseguire su questa strada; rinnovo quindi la disponibilità a proseguire il confronto ed accolgo con piacere proposte e progetti che potranno essere valutati e condivisi».

Si è trattato di un appuntamento cordiale, al quale ha partecipato anche Marzia Arzon, presidente di FederAgit Fvg, e durante il quale si è discusso di come poter consolidare il rapporto di collaborazione fra l’Assessorato e la Confesercenti regionale, a partire proprio dai bandi presentati nei giorni scorsi: «Spesso la difficoltà delle aziende – ha spiegato Marini – sta proprio nel cogliere appieno le opportunità offerte dai bandi. Per questo l’incontro è stato anche l’occasione per ribadire la nostra disponibilità a renderli più accessibili e facilmente consultabili da parte delle imprese interessate».

Si è discusso anche di distretti del commercio: «Considerato l’alto livello di professionalità maturata in questo campo da Confesercenti nazionale, ci siamo messi a disposizione per la realizzazione dei distretti – ha concluso il presidente regionale dell’associazione di categoria -. Attraverso Confesercenti Fvg, che sta registrando una costante implementazione del numero dei suoi iscritti, la Regione potrà avere un interlocutore capace di favorire il dialogo con il comparto delle microimprese del territorio. Si tratta di una sfida per il futuro che offre importanti opportunità, e alla quale siamo certi di poter dare il nostro contributo».

Zoratti, Bini, Marini e Arzon.

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In copertina, il riconfermato presidente di Confesercenti Fvg Mario Marini.

Green pass, Confesercenti Fvg chiede un tavolo tecnico per correttivi e chiarimenti

A poche ore dall’annuncio dell’adozione del green pass per alcuni comparti, la confusione ha già avuto la meglio. «Vogliamo ricordare agli albergatori che la loro categoria non è interessata dal provvedimento che, ci tengo a sottolineare, è ancora una bozza», ha fatto sapere Alberto Cicuta, direttore di Confesercenti Fvg. «Confesercenti ha chiesto un tavolo tecnico urgente per avviare un confronto con le associazioni che rappresentano le imprese interessate dalle limitazioni» perché sono necessari correttivi e chiarimenti sulle modalità di controllo prima dell’entrata in vigore dell’obbligo, il prossimo 6 agosto. «Ferma restando l’importanza di muoversi all’unisono per fermare la pandemia – ha continuato Cicuta -, il documento che ora abbiamo in mano necessita di essere rivisto, quindi chiedo agli albergatori, molti dei quali ci hanno chiamato perché hanno già ricevuto delle disdette, di non allarmarsi».
Secondo l’associazione di categoria regionale, in linea con quanto riferito dal direttivo nazionale, il green pass, così come è stato delineato, rischia di essere un provvedimento ingiustamente punitivo per le imprese, che non solo devono sostenere l’onere organizzativo ed economico del controllo, ma anche assumersi responsabilità legali che non competono loro, senza considerare che rappresenta una forte limitazione dell’attività economica, che andrà certamente indennizzata. Oltre a ciò, restano delle incongruenze incomprensibili, si pensi all’estensione dell’obbligo anche alle fiere e alle sagre all’aperto, che appare immotivata, visto che notoriamente il pericolo di contagio all’aria aperta è minore. Allo stesso modo, non si capisce perché l’obbligo di green pass non sia sufficiente per fare riaprire le discoteche.

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In copertina, il vaccino anti-Covid è alla base del rilascio del Green pass.