Gran finale questa sera per la Festa di “Avvenire”: a Grado c’è Peppe Vessicchio che per 30 anni ha ipnotizzato Sanremo

(g.l.) Gran finale oggi a Grado per la Festa di “Avvenire”, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana. La manifestazione, organizzata dalla Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia, proporrà alle 21, in Campo Patriarca Elia, il già annunciato incontro con un ospite speciale: il maestro Peppe Vessicchio, notissimo volto del Festival di Sanremo. “Più papaveri che papere” il titolo del dialogo che il musicista avrà con il giornalista di “Avvenire” Massimiliano Castellani.
Presenza costante sul podio come direttore dell’Orchestra chiamata ad accompagnare le canzoni in concorso per oltre trent’anni, bacchetta alla mano, Peppe Vessicchio ha ipnotizzato la platea dell’Ariston, portando al trionfo la Piccola Orchestra Avion Travel (con Sentimento, 2000), Alexia (Per dire di no, 2003), Valerio Scanu (Per tutte le volte, 2010) e Roberto Vecchioni Chiamami ancora amore (2012). Un filosofo della musica, napoletano, classe 1956, inizi nel cabaret con i “Tre tre”, per lui «esperienza breve, ma che ha permesso a uno “stoccafisso” quale ero agli esordi di apprendere i trucchi del palco e il valore del sorriso che nella vita non deve mancare mai», passando per la musica pop e nel mezzo della sua vasta attività artistica e concertistica le colonne sonore, la composizione classica e perfino la musica da camera, come la Tarantina, che di recente è stata eseguita dai Solisti del Teatro alla Scala di Milano. Sarà un momento di spettacolo e storia appassionata, dove non mancheranno racconti inediti.
Calerà così il sipario su questo quarto anno consecutivo della Festa del giornale cattolico che ha nuovamente registrato un grande successo. Gremito, infatti, il sagrato della storica Basilica, quando nella prima serata era stato ospite don Alberto Ravagnani, il “prete influencer-youtuber”, con quasi 250 mila follower su Instagram, che ha letteralmente calamitato l’attenzione del folto uditorio. Per cui, visto il tutto esaurito che è facile prevedere anche per stasera, è proprio il caso di concludere dicendo: “Arrivederci alla quinta edizione!”.

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In copertina, il musicista direttore d’orchestra Giuseppe (Peppe) Vessicchio atteso questa sera a Grado.

A Grado dopo il Corpus Domini ecco le grandi festività dell’estate con “Perdòn de Barbana” e ricorrenza dei Santi Patroni

(g.l) Con la celebrazione del Corpus Domini, a Grado hanno preso il via le grandi festività che nell’Isola del Sole scandiscono lo scorrere dei due mesi centrali dell’estate, luglio e agosto, con il tradizionale “Perdon de Barbana”, la ricorrenza dei Santi Patroni Ermagora e Fortunato e la solennità dell’Assunta, a Ferragosto, vissuta anche come “Festa del villeggiante”. E proprio in vista di queste importanti scadenze, peraltro molto sentite non solo dai residenti ma anche da tantissimi ospiti che si sono affezionati ai ritmi delle tradizioni isolane, l’arciprete Paolo Nutarelli ha inviato agli operatori turistici una nota informativa in cui, oltre a riportare il messaggio per la nuova Stagione dell’arcivescovo Carlo Redaelli – che, come si ricorderà, era stato reso pubblico durante la Messa celebrata all’alba del 21 giugno sul Lungomare Nazario Sauro, in occasione dell’ormai tradizionale Concerto del Solstizio d’Estate -, ricorda anche la grande Festa di “Avvenire”, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, cominciata con successo venerdì scorso e che si concluderà martedì prossimo, la Sagra dei Portatori della Madonna di Barbana dall’11 al 13 luglio e alla fine del prossimo mese la Sagra di mezza estate. Ma andiamo con ordine.

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“Avvenire”, subito successo

Pienone nella serata di avvio della grande Festa di “Avvenire”, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Campo Patriarca Elia era, infatti, gremito per l’incontro con don Alberto Ravagnani, il “prete influencer-youtuber” con quasi 250 mila follower su Instagram. Il gran finale martedì prossimo, 1 luglio, con Beppe Vessicchio, il famoso direttore dell’Orchestra del Festival di Sanremo. Ecco, pertanto, due immagini della serata di apertura.

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«Con la traslazione, dalla nicchia posta nella navata laterale al presbiterio, dell’immagine della Madonna degli Angeli, inizia la Settimana della Madonna di Barbana che culminerà nella celebrazione della prima domenica di luglio. È una settimana importante – sottolinea monsignor Nutarelli sul numero di Insieme diffuso proprio oggi, ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo – nella quale Fede e tradizione si mescolano per ricordarci chi siamo e per chiederci di attualizzare, oggi, la nostra Fede: “senza memoria non c’è futuro”, specialmente nella dimensione religiosa. Ogni giorno, in preparazione alla grande festa di domenica prossima, alle ore 8 ed alle ore 18, vivremo la preghiera meditata del Santo Rosario». Ecco, quindi, i programmi della Settimana del Perdòn. Giovedì 3 luglio, alle 21, nella Basilica di Sant’Eufemia, Canti Mariani a Grado, serata in onore della Madonna, a cura della Corale orchestrale “Santa Cecilia”. Il 5 luglio ci saranno le manifestazioni della vigilia del pellegrinaggio con barche e pescherecci all’isoletta di Barbana, nell’ambito del cosiddetto “Sabo grando”. A mezzogiorno, in località Pampagnola, dinanzi alla bricola che in mezzo alla laguna regge la statua mariana sarà recitata la Preghiera dell’Angelus con l’omaggio alla Madonnina del Mare. Alle 18, invece, in Basilica Rosario e Messa con il canto delle “Litanie della Madonna”. Dalle 20.30 nel centro storico, il “castrum”, via alla lunga nottata del “Sabo grando”, con la musica vera protagonista a cominciare da quella della Banda civica “Città di Grado”.
Tutto questo nell’attesa della “Domenega del Perdòn”, che comincerà alle 8 con la Messa in Sant’Eufemia seguita dalla processione che, con la Madonna degli Angeli in testa, raggiungerà il porto mandracchio, da dove muoverà il pittoresco corteo di barche pavesate a festa con le tradizionali bandierine e ortensie. Raggiunta l’isola di Barbana, sarà celebrata la Messa solenne. A mezzogiorno seguirà l’Angelus e subito dopo si risalirà sulle barche per il ritorno in città: al rientro in Basilica sarà cantato il Te Deum di Ringraziamento nella suggestiva cadenza della liturgia isolana. «La processione del Perdòn – ricorda al riguardo il parroco di Grado – quest’anno si inserisce nel cammino giubilare della Chiesa: sarà un giorno di particolari grazie. Sappiamo che nei pescherecci non si potrà trovare posto per tutti, ma ricordiamo che domenica 6 luglio fin dalle ore 7, partendo dall’Imbarcadero, si potrà raggiungere il Santuario. Alle ore 9.20 i traghetti della Società Motoscafisti partiranno (sempre dal’Imbarcadero) e si accoderanno al corteo raggiungendo così, insieme, Barbana».
Conclusa questa grande e sentita celebrazione, appena una settimana dopo ecco la ricorrenza dei Santi Patroni che quest’anno sarà festeggiata la domenica, anziché il giorno 12 come indicato dal calendario. Per cui la Messa solenne sarà celebrata al consueto orario delle 10.30 in Basilica, al termine della quale seguirà la benedizione della Città in onore proprio di Ermagora e Fortunato. Come già detto, tre i giorni di festa in questa particolare occasione, durante i quali la tradizionale “sardelada” sarà la proposta sicuramente più gettonata.

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In copertina, la tradizionale processione del Corpus Domini nel centro di Grado guidata da monsignor Paolo Nutarelli.

A Grado è al via la festa di Avvenire: stasera incontro con don Ravagnani e martedì con il “maestro” di Sanremo

Il conto alla rovescia è terminato e ora a Grado è pronta al nastro di partenza la grande festa “Avvenire”, il giornale della Conferenza episcopale italiana, che ritorna nell’Isola del Sole per il quarto anno consecutivo. Oggi, 27 giugno, e il 1° luglio si terranno, infatti, le due serate programmate in Campo Patriarca Elia.
Il primo incontro in programma, appunto, oggi alle 21 vedrà come ospite don Alberto Ravagnani in dialogo con Matteo Liut, giornalista del quotidiano milanese, per parlare di fede nell’era del digitale e come le sfide tecnologiche possano trasformarsi in occasioni di evangelizzazione e incontro autentico. Per le nuove generazioni i social rappresentano un modo per costruirsi un’identità, ecco perché la Chiesa può avvicinare i giovani proprio sui social a patto che si parli il loro linguaggio. E i numeri sembrano oggi dare ragione al “prete influencer-youtuber” con quasi 250 mila follower su Instagram.

Peppe Vessicchio

La festa di martedì prossimo ospiterà, invece, il maestro Peppe Vessicchio: “Più papaveri che papere” il titolo del dialogo tra lui e il giornalista di “Avvenire” Massimiliano Castellani. Presenza costante sul podio come direttore dell’Orchestra del Festival di Sanremo, per oltre trent’anni, bacchetta alla mano, a ipnotizzare la platea dell’Ariston, accompagnando al trionfo la Piccola Orchestra Avion Travel (con Sentimento, 2000), Alexia (Per dire di no, 2003), Valerio Scanu (Per tutte le volte, 2010) e Roberto Vecchioni Chiamami ancora amore (2012). Un filosofo della musica, napoletano, classe 1956, inizi nel cabaret con i “Tre tre”, per lui «esperienza breve, ma che ha permesso a uno “stoccafisso” quale ero agli esordi di apprendere i trucchi del palco e il valore del sorriso che nella vita non deve mancare mai», passando per la musica pop e nel mezzo della sua vasta attività artistica e concertistica le colonne sonore, la composizione classica e perfino la musica da camera, come la Tarantina, che di recente è stata eseguita dai Solisti del Teatro alla Scala di Milano. Sarà un momento di spettacolo e storia appassionata, dove non mancheranno racconti inediti.
Come detto, la presenza di “Avvenire” a Grado per il quarto anno consecutivo conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori coinvolgendo i fedeli in momenti che ci invitano a riflettere e allo stesso tempo a stare insieme, in comunità. La partecipazione è libera e gratuita. Gli incontri si terranno nella piazza antistante la Basilica di Sant’Eufemia: si tratta di una manifestazione a cui tiene molto l’arciprete monsignor Paolo Nutarelli e che è rivolta, in primo luogo, ai giovani dell’Isola.
Ricordiamo che “Avvenire” è il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica diffuso in tutto il territorio italiano. Con grande attenzione all’evoluzione della società, alla cronaca e all’attualità economica e internazionale, si distingue per gli ampi spazi di approfondimento grazie ai numerosi editoriali, alle ricche sezioni del quotidiano e agli inserti periodici. “Avvenire” è oggi al centro di un vero e proprio sistema editoriale che comprende oltre al quotidiano, con i suoi inserti dedicati a tematiche specifiche, un sito web con un servizio di lettura vocale degli articoli, accessibilità di lettura per persone con disabilità e siti verticali dedicati, newsletter settimanali tematiche, social con elevato tasso di engagement (Facebook, X, Instagram, Linkedin, YouTube), un canale podcast con mini serie dedicate, un canale Whatsapp per ricevere aggiornamenti in tempo reale, una App dove consultare il quotidiano digitale e tutte le sue edizioni locali (diocesane), il mensile Luoghi dell’Infinito, che racconta di arte, cultura e itinerari, una produzione libraria, che annovera anche una collana in collaborazione con Vita e Pensiero, il giornale di attualità per bambini Popotus, unico nel panorama editoriale, con un’ampia diffusione presso le scuole primarie italiane; Pop Up, il giornale di attualità per i ragazzi (11-14 anni) e l’inserto culturale-religioso Gutenberg. Le 100.749 copie diffuse ogni giorno (dato progressivo 2024 Ads), la percentuale di abbonati più elevata tra tutti i quotidiani italiani e il trend di crescita della diffusione, costante e ininterrotto dal 2002, dimostrano che i lettori riconoscono ad Avvenire un livello di qualità molto alto, forte di un rapporto di fiducia che pochi altri quotidiani possono vantare.

 Per maggiori informazioni: comunicazione@avvenire.it

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In copertina, don Alberto Ravagnani stasera protagonista del primo incontro.

A Grado in estate tornerà la grande festa di “Avvenire”: all’ombra della Basilica si parlerà di social ma anche di musica

A Grado quest’estate ritornerà la grande festa “Avvenire”, il giornale della Conferenza episcopale italiana. Il 27 giugno e il 1° luglio si terranno, infatti, le due serate della quarta edizione in Campo Patriarca Elia, la piazza antistante la Basilica di Santa Eufemia: una manifestazione a cui tiene molto l’arciprete monsignor Paolo Nutarelli e che è rivolta, in primo luogo, ai giovani dell’Isola.
Il primo incontro del 27 luglio vedrà come ospite don Alberto Ravagnani in dialogo con Matteo Liut, giornalista del quotidiano milanese, per parlare di fede nell’era del digitale e come le sfide tecnologiche possano trasformarsi in occasioni di evangelizzazione e incontro autentico. «Oggi più che mai – ha detto – c’è bisogno di parole che incoraggiano, di racconti che ispirano, di messaggi che aprono strade nuove». Per le nuove generazioni oggi i social rappresentano un modo per costruirsi un’identità, ecco perché la Chiesa può avvicinare i giovani proprio sui social a patto che si parli il loro linguaggio. E i numeri sembrano oggi dare ragione al sacerdote con quasi 250 mila follower su Instagram.
La festa di martedì 1° luglio ospiterà, invece, il maestro Peppe Vessicchio: “Più papaveri che papere” il titolo del dialogo tra lui e il giornalista di “Avvenire” Massimiliano Castellani. Presenza costante sul podio come direttore dell’Orchestra del Festival di Sanremo, per oltre trent’anni, bacchetta alla mano, a ipnotizzare la platea dell’Ariston, accompagnando al trionfo la Piccola Orchestra Avion Travel (con Sentimento, 2000), Alexia (Per dire di no, 2003), Valerio Scanu (Per tutte le volte, 2010) e Roberto Vecchioni Chiamami ancora amore (2012). Un filosofo della musica, napoletano, classe 1956, inizi nel cabaret con i “Tre tre”, per lui «esperienza breve, ma che ha permesso a uno “stoccafisso” quale ero agli esordi di apprendere i trucchi del palco e il valore del sorriso che nella vita non deve mancare mai», passando per la musica pop e nel mezzo della sua vasta attività artistica e concertistica le colonne sonore, la composizione classica e perfino la musica da camera, come la Tarantina, che di recente è stata eseguita dai Solisti del Teatro alla Scala di Milano. Sarà un momento di spettacolo e storia appassionata, dove non mancheranno racconti inediti.
La presenza di “Avvenire” a Grado per il quarto anno consecutivo conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori coinvolgendo i fedeli in momenti che ci invitano a riflettere e allo stesso tempo a stare insieme, in comunità. La partecipazione è libera e gratuita. Per maggiori informazioni: comunicazione@avvenire.it
Ricordiamo che “Avvenire” è il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica diffuso in tutto il territorio italiano. Con grande attenzione all’evoluzione della società, alla cronaca e all’attualità economica e internazionale, si distingue per gli ampi spazi di approfondimento grazie ai numerosi editoriali, alle ricche sezioni del quotidiano e agli inserti periodici. “Avvenire” è oggi al centro di un vero e proprio sistema editoriale che comprende oltre al quotidiano, con i suoi inserti dedicati a tematiche specifiche, un sito web con un servizio di lettura vocale degli articoli, accessibilità di lettura per persone con disabilità e siti verticali dedicati, newsletter settimanali tematiche, social con elevato tasso di engagement (Facebook, X, Instagram, Linkedin, YouTube), un canale podcast con mini serie dedicate, un canale Whatsapp per ricevere aggiornamenti in tempo reale, una App dove consultare il quotidiano digitale e tutte le sue edizioni locali (diocesane), il mensile Luoghi dell’Infinito, che racconta di arte, cultura e itinerari, una produzione libraria, che annovera anche una collana in collaborazione con Vita e Pensiero, il giornale di attualità per bambini Popotus, unico nel panorama editoriale, con un’ampia diffusione presso le scuole primarie italiane; Pop Up, il giornale di attualità per i ragazzi (11-14 anni) e l’inserto culturale-religioso Gutenberg. Le 100.749 copie diffuse ogni giorno (dato progressivo 2024 Ads), la percentuale di abbonati più elevata tra tutti i quotidiani italiani e il trend di crescita della diffusione, costante e ininterrotto dal 2002, dimostrano che i lettori riconoscono ad Avvenire un livello di qualità molto alto, forte di un rapporto di fiducia che pochi altri quotidiani possono vantare.

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In copertina, ecco un’immagine della festa di “Avvenire” dell’anno scorso in Campo Patriarca Elia a Grado.

Tarcento, dopo Pasqua via al restauro dello storico organo del Duomo realizzando il sogno di don Corgnali

di Giuseppe Longo

TARCENTO – Potrà essere riascoltata quanto prima, in tutta la sua potenzialità, la voce solenne e nel contempo gioiosa dello storico organo della Chiesa arcipretale di Tarcento. Ne ha dato notizia ieri sera monsignor Luca Calligaro, al termine della Messa vespertina della Domenica delle Palme, aggiungendo che i lavori di manutenzione straordinaria cominceranno subito dopo le festività pasquali. «E in questo modo – ha aggiunto il parroco – si realizzerà anche il sogno di don Duilio». Per il defunto pievano il restauro del prezioso strumento musicale, datato 1908, era uno degli obiettivi prioritari, tanto che con la collaborazione del presidente della Corale “San Pietro Apostolo”, Attilio Pedron, aveva avviato per tempo le pratiche che ne autorizzassero i lavori e poco prima di morire aveva anche promosso una iniziativa popolare per la raccolta di fondi.

Monsignor Duilio Corgnali.

«Dopo una pausa dovuta al ricorso della Parrocchia – scriveva infatti il titolare della Pieve tarcentina nella lettera indirizzata ai fedeli -, finalmente la Soprintendenza archeologica, delle arti e paesaggio del Fvg, sede di Udine, ha approvato il progetto di manutenzione straordinaria dell’organo e anche la realizzazione della nuova consolle». E aggiungeva che «la spesa complessiva secondo il preventivo della Ditta Zanin Organi di Codroipo ammonta a euro 61.800 e con l’aggiunta dell’Iva al 22% (13.596) arriva a un totale di di 75.396».
Una cifra considerevole, dunque, quella richiesta per i lavori di restauro, ma che la Parrocchia ora è in grado di affrontare essendo stati accordati anche contributi dalla Regione Fvg e dalla Cei, la Conferenza episcopale italiana, che si aggiungono alle generose offerte dei fedeli e a quella che aveva a suo tempo stabilito di devolvere la Sangoi Group e della quale avevo fatto riferimento in un articolo dedicato alla importante fabbrica di Collalto, del settore acciaio, apparso in occasione della scorsa Epifania sulla magnifica rivista annuale, “Il Pignarûl”, diretta dal professor Luigi Di Lenardo.
Ma durante gli interventi degli specialisti codroipesi non è detto che l’organo debba rimanere muto. Infatti, don Luca, sempre ieri sera, ha riferito di avere ricevuto assicurazione da parte della ditta Zanin che «i lavori verranno eseguiti a sezioni», per cui lo strumento, sebbene senza tutte le sue potenzialità, potrà accompagnare la Corale “San Pietro Apostolo” nel ricordo di monsignor Corgnali la cui ultima iniziativa fu proprio quella restituire allo storico organo la sua bellissima voce.

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In copertina, la parte centrale dello storico organo del Duomo di Tarcento; qui sopra, lo strumento nel suo complesso.

Grado rivive la tradizione del “Perdòn de Barbana” ricordando il voto del 1237: oggi il Sabo Grando e domani nella laguna ci sarà la bellissima processione di barche

di Giuseppe Longo

Correva l’anno 1237, piena età medioevale, quando Grado rischiò di essere colpita da una terribile pestilenza che aveva già devastato l’Aquileiese e l’entroterra della Bassa friulana. E quando l’isola riuscì a salvarsi, continuando tranquillamente la sua vita di piccolo borgo di pescatori, volle intravvedere nella sfuggita epidemia – una difficile esperienza che ci ricorda la nostra recente con il Covid – la Mano miracolosa della Vergine Maria alla quale si era rivolto, tanto che da allora ogni anno, la prima domenica di luglio, si rinnova un sentitissimo pellegrinaggio votivo a Barbana quale segno di gratitudine per lo scampato pericolo.


E così avverrà anche domani, quando la tradizionale processione di barche raggiungerà il famoso Santuario della Madonna in mezzo alla Laguna, dove sarà celebrata la solenne Messa di ringraziamento. Un altro rito si terrà alle 8 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia prima di dare il via al corteo aperto dalle festose note della Banda cittadina che accompagnerà la statua della Madonna degli Angeli, da domenica scorsa esposta in presbiterio, fino al porto mandracchio dove sarà accolta sulla Stella del Mare, la barca ammiraglia addobbata con le tradizionali ortensie e bandierine multicolori che aprirà la pittoresca processione nelle acque. Una curiosità: su questa imbarcazione, secondo un’antica tradizione, non possono salire donne perché il genere femminile deve essere rappresentato soltanto dalla Madonna. Ci sarà ovviamente l’arciprete in forma solenne rivestito dagli abiti prelatizi,  assieme ad altri sacerdoti, chierichetti e portatori della Madonna: il parroco di solito, prima di salire sulla barca, accoglie l’arcivescovo metropolita di Gorizia – Grado ricade, infatti, sotto la sua guida diocesana -, ponendogli sulle spalle la sua stola. Ma quest’anno monsignor Carlo Redaelli a quell’ora sarà a Trieste per concelebrare la Messa con Papa Francesco. Al ritorno da Barbana, verso le 13, la lunga cerimonia si chiuderà in Basilica con il Te Deum, l’antico salmo di ringraziamento che si canta la sera dell’ultimo giorno dell’anno. Per cui Grado, particolarità abbastanza rara, lo canta sempre due volte durante l’anno liturgico.
«È un giorno importante per la città di Grado che vive, in questa prima domenica di luglio, la processione votiva a Barbana! È un giorno di Festa – ha scritto su Insieme monsignor Paolo Nutarelli – dove emerge forte la devozione popolare dell’animo gradese e di tanti ospiti che, in questo giorno, si sentono di casa! ll nostro Papa Francesco ha detto: “Se volete sapere chi è Maria chiedetelo al teologo, ma se volete sapere come amare Maria chiedete alla gente. Il popolo vi dirà come amare, come amare la madre”. La Vergine Maria è prima di tutto la madre dei gradesi, è sempre presente, ognuno di noi è suo figlio, suo fratello e sorella. Dio è consapevole della carica emotiva di una madre, madre in terra ed in cielo. È la matrice della pietà popolare».
Una grande festa, dunque, quella del “Perdòn de Barbana”, con radici molto lontane. E che oggi, giorno della vigilia, sarà preceduta dal tradizionale Sabo Grando: oltre ai riti religiosi, ci sarà un genuino momento di festa soprattutto tra calli e campielli del centro storico, il “castrum gradense”: una festa popolare con musica e canti molto sentita dagli abitanti dell’Isola, ma anche da tanti turisti che sono attratti dalle belle tradizioni della località balneare. La quale, fra pochi giorni, vivrà un altro importante momento di festa, il 12 luglio, in occasione della memoria dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato. Nell’occasione, verrà riproposta anche la gustosissima “sardelada” in campo Patriarca Elia che pochi giorni fa ha ospitato con successo la terza edizione della Festa di Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale italiana. Ma per oggi fermiamoci al “Perdòn”. E diciamo in coro, assieme al capobarca: “In nome di Dio, avanti!”.

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In copertina, la statua della Madonna degli Angeli che domani verrà portata a Barbana con la tradizionale processione di barche.

Festa di Avvenire alle ultime battute a Grado: questa sera sarà protagonista il cantautore Giovanni Caccamo

(g.l.) Ultime battute, ma sicuramente quelle più attese, per la terza Festa di Avvenire che in questi giorni ha animato l’isola di Grado. Oggi, infatti, ci sarà l’incontro sul tema  “Le parole che ci cambiano” che vedrà un dialogo tra il cantautore Giovanni Caccamo e Angela Calvini, giornalista del quotidiano cattolico: l’appuntamento è alle 21 in Campo Patriarca Elia, il sagrato della Basilica di Sant’Eufemia. Ricordiamo, al riguardo, che il giovane artista è ideatore e promotore del progetto culturale “Parola ai giovani”, presentato lo scorso 5 aprile al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a New York, nella sede dell’Economic and Social Council, nella sua declinazione internazionale Il Manifesto for change – Youth and future. Un concorso di idee, rivolto ai ragazzi di tutto il mondo, di ogni religione, identità di genere ed estrazione sociale, per creare insieme un manifesto culturale di cambiamento in occasione del forum internazionale dei giovani “Change the World Model United Nations” in collaborazione con Diplomatic Ong.
La Festa di Avvenire, come è noto, si era aperta venerdì scorso, presente un folto pubblico che ha applaudito il francescano padre Paolo Benanti, il quale ha intrattenuto la platea sul tema, ormai molto dibattuto, dell’intelligenza artificiale, un argomento fatto di luci e di ombre – come ha messo in guardia anche il Pontefice nel recente G7 della Puglia -, ma che proprio per questo merita di essere adeguatamente approfondito. E ora, appunto, questo atteso incontro con la musica e le parole di Giovanni Caccamo che recentemente ha avuto modo di far ascoltare la sua bella voce anche nelle stanze vaticane. Calerà così il sipario su questa terza edizione della manifestazione promozionale a favore del giornale della Conferenza episcopale italiana, voluta da monsignor Paolo Nutarelli, quale importante occasione di crescita per le nuove generazioni. «La presenza di Avvenire a Grado per il terzo anno consecutivo – si sottolinea, infatti, anche in una nota del giornale edito dai vescovi – conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori locali coinvolgendo i fedeli, ma soprattutto i giovani in un dibattito utile e costruttivo su temi di rilevante attualità».

L’incontro con  padre Benanti.

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In copertina, il giovane cantautore Giovanni Caccamo atteso questa sera a Grado in campo Patriarca Elia a fianco della Basilica.

Grado, la Basilica di Sant’Eufemia fulcro di una ricca estate tra spiritualità e “bellezza” storica e culturale dell’isola

(g.l.) Invitante appuntamento musicale sabato prossimo, a Grado, nell’antica Basilica di Sant’Eufemia. Alle ore 20.30, inserita nel Festival  Udine Castello con tema conduttore “Angeli e Segrete”, l’Orchestra d’archi Naonis Donatello regalerà al pubblico, che sicuramente gremirà la bellissima Chiesa patriarcale dominata dal campanile con l’Anzolo, una serata di musica classica con brani, tra gli altri, di Antonio Vivaldi, il “prete rosso”: direttore Nurhan Arman, solista al flauto Luisa Sello, presidente degli Amici della musica di Udine che organizzano la importante rassegna.

Monsignor Paolo Nutarelli


Sarà questo, praticamente, l’appuntamento che inaugurerà il programma estivo della Parrocchia isolana che era stato definito durante la recente riunione del consiglio pastorale, convocata da monsignor Paolo Nutarelli, che aveva appunto preso in esame proprio l’imminente cartellone di eventi spirituali e culturali. «Sacramenti, accoglienza, condivisione – afferma don Paolo – sono quanto la Chiesa deve assicurare ad ogni persona che percorre il cammino della vita. La Fede non va mai in vacanza e la riflessione non può permettersi pause. Per tal motivo, occorre mantenere alto il livello delle opportunità, segno della nostra sensibilità cristiana. Il tempo delle vacanze può diventare il luogo dell’Annuncio della Fede». E ancora: «In particolare, la bellezza artistica delle nostre Basiliche ci invita ad alzare lo sguardo. Paolo VI, rivolgendosi agli artisti, dichiarava: “Questo mondo, nel quale viviamo, ha bisogno di bellezza per non affondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che mette gioia nel cuore, è quel frutto prezioso che resiste all’usura del tempo, che unisce le generazioni e le congiunge nell’ammirazione”. La bellezza – aggiunge l’arciprete di Grado – ci mette in comunione con qualcosa che è più grande di noi: è legata all’infinito e ci apre al mistero del mondo, per cui dà la voglia di essere migliore e quindi fa sentire migliore. Allora, c’è proprio da augurarsi che, nel nuovo millennio, si avveri quanto lo scrittore-profeta Dostoevskij affermava: “Il mondo sarà salvato dalla bellezza”».
Ma come si svilupperà l’estate nell’Isola d’oro, che richiama sempre una larga partecipazione anche da parte dei turisti? Indicativamente, partendo dal mese di giugno, verranno vissuti numerosi appuntamenti: il lunedì pellegrinaggi notturni al Santuario mariano di Barbana, incontri alla Cattedra di Elia e sulla Storia di Grado. Il martedì e il giovedì eventi culturali in Basilica. Il mercoledì, invece, spazio alla spiritualità con l’adorazione Eucaristica (dalle ore 20.30 alle 22.30), mentre dalle 21 alle 21.30 ci sarà una Lectio Divina). Quindi il sabato e la domenica le consuete celebrazioni parrocchiali, fra le quali emergono le varie solennità come la odierna Festa di Pentecoste e la ricorrenza del Corpus Domini, con la tradizionale processione con il Santissimo, del 2 giugno prossimo. Fra gli appuntamenti speciali si segnala il 21 giugno, giorno del Solstizio d’estate, la Messa che sarà celebrata alle 5, vale a dire al sorgere del sole, sul Lungomare Nazario Sauro. Il 28 giugno seguirà invece la già annunciata Festa di Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, mentre il 2 agosto e il 6 settembre ci sarà una Liturgia gradese alla Cattedra di Elia con l’accompagnamento della della Corale-Orchestrale “Santa Cecilia”.

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In copertina, la Basilica patriarcale di Sant’Eufemia a Grado fulcro della spiritualità e della cultura isolana; qui sopra, il meraviglioso interno.

La Festa di Avvenire farà il tris a Grado: alla piccola “agorà” rivolta ai giovani parlerà il cantautore Giovanni Caccamo protagonista all’Onu e in Vaticano

di Giuseppe Longo

Grado si prepara ad accogliere, per la terza volta, la “Festa di Avvenire”, il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica edito dalla Conferenza episcopale italiana e diffuso in tutte le regioni. La manifestazione, rivolta soprattutto ai giovani, si articolerà in due serate, il 28 giugno e il 2 luglio prossimi, ospiti speciali padre Paolo Benanti e il cantautore Giovanni Caccamo, protagonista anche nella recente festa di Azione Cattolica tenutasi in Vaticano, alla presenza di Papa Francesco. «Ritorna, anche quest’anno – informa “Insieme” diffuso proprio oggi -, la “Festa di Avvenire”, una piccola agorà voluta dalla Parrocchia, dal Comune e dal Consorzio in collaborazione con Promoturismo Fvg». Si tratta, infatti, di un appuntamento al quale tiene molto monsignor Paolo Nutarelli, in quanto, come nelle due precedenti edizioni, potranno uscire importanti messaggi da lanciare alle nuove generazioni.

Padre Paolo Benanti

Entrambe le serate cominceranno alle 21 e si terranno in Campo Patriarca Elia, cioè il sagrato della Basilica di Sant’Eufemia. In caso di maltempo, invece, gli incontri si terranno all’interno della stessa Chiesa patriarcale. Il primo incontro, intitolato “Intelligenza artificiale: minaccia oppure opportunità da cogliere?” vedrà la partecipazione, appunto, di padre Paolo Benanti, presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale per l’informazione del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e di Stefano Fabbris, del Dipartimento Scienze Fisiche Tecnologie della materia del Cnr. Modererà l’incontro Andrea Lavazza, giornalista di Avvenire. «Sono un francescano del Terzo Ordine Regolare – si presenta padre Benanti -; sono nato il 20 luglio del 1973 e mi occupo di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. In particolare, i miei studi si focalizzano sulla gestione dell’innovazione: Internet e l’impatto del Digital Age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie. Cerco di mettere a fuoco il significato etico e antropologico della tecnologia per l’Homo sapiens: siamo una specie che da 70 mila anni abita il mondo trasformandolo, la condizione umana è una condizione tecno-umana».
Il secondo incontro, intitolato “Le parole che ci cambiano”, vedrà invece un dialogo tra il ricordato Giovanni Caccamo e Angela Calvini, pure giornalista del quotidiano cattolico. Il raffinato cantautore è ideatore e promotore del progetto culturale “Parola ai giovani”, presentato lo scorso 5 aprile al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite nella sede dell’Economic and Social Council, nella sua declinazione internazionale Il Manifesto for change – Youth and future. Un concorso di idee, rivolto ai ragazzi di tutto il mondo, di ogni religione, identità di genere ed estrazione sociale, per creare insieme un manifesto culturale di cambiamento in occasione del forum internazionale dei giovani “Change the World Model United Nations” in collaborazione con Diplomatic Ong.
«Presentare questo progetto nato in Italia all’Onu di fronte a 5 mila giovani provenienti da 142 Paesi è stato incredibile», ha raccontato ad “Avvenire” Giovanni Caccamo. «Troppo spesso – ha aggiunto – ci arrendiamo di fronte alle nostre fragilità, sopraffatti da un mondo virtuale che mette in onda vite perfette facendoci sentire inadeguati e mai all’altezza, ho detto nel mio discorso. Bach scrisse la sua “Toccata e Fuga in Re minore” a 20 anni. Michelangelo scolpì la Pietà a 23 anni e iniziò a dipingere la volta della Cappella Sistina a 33. È nostro dovere rimboccarci le maniche e chiederci quali possano essere i cambiamenti più urgenti e necessari nel nostro presente. Ogni sera – ha quindi proposto -, prima di addormentarci, sforziamoci di trovare almeno una decina di piccole, grandi cose che hanno reso la nostra giornata speciale e per cui imparare a dire “grazie”. Credere nella pace, ad esempio, significa imparare a sciogliere i conflitti della nostra vita; sforzarci di perdonare e chiedere scusa mettendo in circolo nuove dosi d’amore e gentilezza».
«La presenza di Avvenire a Grado per il terzo anno consecutivo – si sottolinea, infine, in una nota del giornale edito dai vescovi italiani – conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori locali coinvolgendo i fedeli, ma soprattutto i giovani in un dibattito utile e costruttivo su temi di rilevante attualità».

Il Campo Patriarca Elia e la Basilica.

“Avvenire” è il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica diffuso in tutto il territorio italiano. Con grande attenzione all’evoluzione della società, alla cronaca e all’attualità economica e internazionale, si distingue per gli ampi spazi di approfondimento grazie ai numerosi editoriali, alle ricche sezioni del quotidiano e agli inserti periodici. “Avvenire” è oggi al centro di un vero e proprio sistema editoriale che comprende oltre al quotidiano, con i suoi inserti dedicati a tematiche specifiche, un sito web con un servizio di lettura vocale degli articoli, accessibilità di lettura per persone con disabilità e siti verticali dedicati, newsletter settimanali tematiche, social con elevato tasso di engagement (Facebook, X, Instagram, Linkedin, YouTube), un canale podcast con mini serie dedicate, un canale WhatsApp per ricevere aggiornamenti in tempo reale, una App dove consultare il quotidiano digitale e tutte le sue edizioni locali (diocesane), il mensile Luoghi dell’Infinito, che racconta di arte, cultura e itinerari, una produzione libraria, che annovera anche una collana in collaborazione con Vita e Pensiero, il giornale di attualità per bambini Popotus, unico nel panorama editoriale, con un’ampia diffusione presso le scuole primarie italiane. «Le 100.470 copie diffuse ogni giorno (dato progressivo a dicembre 2023, in fase di certificazione Ads), la percentuale di abbonati più elevata tra tutti i quotidiani italiani e il trend di crescita della diffusione, costante e ininterrotto dal 2002, dimostrano che i lettori riconoscono ad “Avvenire” un livello di qualità molto alto, forte di un rapporto di fiducia che pochi altri quotidiani possono vantare», si osserva infine in una nota del giornale cattolico.

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In copertina, il cantautore Giovanni Caccamo in Vaticano assieme ai giovani del progetto “Manifesto per il cambiamento”. (Foto di Marco Anelli da”Avvenire”)

Messale in lingua friulana bocciato. Appello dei 141 Comuni dell’Aclif alla Cei: “Ripensateci, difende i nostri valori!”

Anche l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (Aclif, che conta 141 Comuni aderenti) esprime il suo disappunto per la mancata approvazione del Messale in lingua friulana da parte della Conferenza Episcopale Italiana. Inoltre, il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, si mette a disposizione ed a fianco del governatore della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e dei tanti, anzi tutti, rappresentanti istituzionali e civili della friulanità per sostenere qualsiasi percorso ed azione tale da poter raggiungere l’obiettivo di arrivare all’approvazione del Messale in friulano.

Daniele Sergon


Spedita anche una lettera al al presidente della Conferenza Episcopale italiana e per conoscenza al presidente della Conferenza Episcopale del Triveneto, agli arcivescovi di Udine e Gorizia, e al vescovo di Concordia-Pordenone, al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, al presidente della Regione Veneto, al presidente della Agenzia Regionale per la Lingua Friulana ed ai 141 Sindaci aderenti all’Aclif per sostenere tale posizione.
“Le nostre Comunità – spiega Sergon – sono molto legate all’uso liturgico nella nostra lingua. È un legame intimo, forte e vero che sta a rappresentare anche la nostra storia, una storia che è stata di forti sofferenze e che la Cei conosce bene: non c’è forse territorio nazionale che abbia testimonianza di un susseguirsi continuo di momenti ed eventi tragici come la nostra. Il legame tra la lingua friulana e la santa liturgia è un qualcosa che rappresenta il nostro essere Friuli, un rapporto che lega la nostra gente alla sua lingua, e alla sua fede, insieme. Non c’è giorno in cui i fedeli delle nostre Comunità non chiedano e si rassicurino, nel sentire le sante liturgie nella Lingua Madre, in marilenghe. Il Padre Nostro nella nostra Madre Lingua è La preghiera che unisce valori, radici, storia e popolo del Friuli”.
“Proprio nell’ambito legato alla fede – sottolinea Sergon – la lingua friulana trova una delle sue radici storiche, risalenti alla cristianizzazione partita da Aquileia e consolidatasi con il Patriarcato del Friuli. Il tutto senza dimenticare l’opera di numerosi sacerdoti che durante i secoli hanno preservato l’uso della lingua nei paesi, fino ad arrivare al rifiorire in ambito ecclesiastico a partire dal secondo Novecento. Per questo anche da parte nostra la massima collaborazione con la Regione e le altre realtà friulaniste per dialogare con la Cei in modo che si posso rivedere la sua decisione, a vantaggio non solo dei credenti ma di tutta la comunità friulana, per la quale il Messale è un importante strumento non solo religioso ma anche di veicolazione della lingua”.
“Concludo – chiosa infine il presidente di Aclif – dicendo che proprio oggi, in particolare oggi, abbiamo l’onere di dare esempi di salvaguardia, valorizzazione e rispetto delle diversità, anche e soprattutto linguistiche, perché si possano perseguire i principi più alti e profondi espressi dalle istituzioni religiose e civili internazionali (Unione europea, Consiglio d’Europa, Onu, Alto Commissario dell’Osce) del vivere tutti quanti assieme, in pace, legati saldamente alle nostre culture, radici e lingue”.

Pari nestri, che tu sês tai cîi,
che al sedi santificât il to non,
che al vegni il to ream,
che e sedi fate la tô volontât
come in cîl, cussì in tiere.
Danus vuê il pan che nus covente,
parinus jù i nestris debits
come che nô ur ai parìn jù ai nestris debitôrs
e no sta molânus te tentazion,
ma liberinus dal mâl.
Amen