Le Confcooperative Alpe Adria ricordano Piergiorgio Bressani

Piergiorgio Bressani, figura di spicco della politica friulana fino a raggiungere posizioni di responsabilità a livello nazionale, ma anche fine cooperatore. Dal 1966 al 1977, infatti, Bressani ha ricoperto la carica di presidente dell’Associazione Cooperative Friulane, rappresentanza della provincia di Udine della Confederazione Cooperative Italiane; la più importante Organizzazione di rappresentanza e tutela del movimento cooperativo che si ispira alla dottrina sociale cristiana. Per Bressani i principi della morale cristiana erano un punto cardine della sua azione, privata e pubblica che fosse.
La persona umana al centro dell’agire, un’azione che integrasse l’iniziativa del singolo con la realizzazione, su base volontaria, del libero principio associativo, la giustizia nei rapporti sociali, sono solo alcuni aspetti dell’opera di Bressani all’interno del movimento cooperativo.
«L’opera di Bressani – commenta Paola Benini presidente di Confcooperative Alpe Adria – si pone nel solco di quel processo di rinnovamento sociale e culturale degli anni ’60-’70 in cui gli aspetti della società italiana mostravano il segno di deficienze e squilibri strutturali sempre più profondi, dal che sorgeva l’aspirazione al conseguimento di una più sollecita e integrale giustizia nei rapporti sociali. Bressani era un attore principale di tale azione. Nel mondo della cooperazione – prosegue Benini – ha saputo integrare ai principi della dottrina sociale cristiana, quel processo organizzativo che ha consentito di portare il movimento a interpretare i cambiamenti in atto, valorizzando il socio di cooperativa come artefice del proprio successo professionale e personale, dando maggior forza al concetto di mutualità, creando nuove opportunità di lavoro e, quindi, di emancipazione, sviluppando un pensiero autonomo su saldi principi di eguaglianza ed equità, ma ricercando un ampio confronto con tutti».
«È stato un uomo di grande spessore e dalla spiccata sensibilità politica – aggiunge Gianpaolo Zamparo, ex segretario particolare di Bressani ed ex presidente dell’Associazione Cooperative Friulane -. Il suo modo di agire è sempre stato impostato nel massimo rispetto per il lavoro dei collaboratori. Nei suoi anni di presidenza, l’Associazione cooperativa ha avuto un grande impulso e sviluppo». «Bressani – conclude Paola Benini – è stato in grado di valorizzare il Movimento cooperativo, in seno a una società democratica, come elemento dinamico di espansione economico-sociale che ha saputo conseguire tutte le proprie mete attraverso forme idonee di integrazione orizzontale e verticale, con sempre la figura umana al centro».

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In copertina, l’onorevole Piergiorgio Bressani in una immagine che risale agli anni in cui era parlamentare.

Nasce in Fvg Confcooperative Alpe Adria: Trieste, Udine e Gorizia ora sono insieme

«Esprimo l’apprezzamento della Giunta regionale per il grande sforzo compiuto da Confcooperative che è riuscita a unire le esperienze territoriali di Trieste, Udine e Gorizia creando una rete più forte e raggiungendo un risultato non scontato. Una rete di cui sentiamo il bisogno in questo momento di ricostruzione auspicando il superamento della pandemia. Il mondo della cooperazione, in particolare quello della cooperazione sociale assieme al sistema istituzionale, è in grado di trovare soluzioni ai bisogni di salute dei cittadini. Le istituzioni devono utilizzare con maggior forza queste esperienze che, nella ricostruzione immateriale, post pandemia, possono ricoprire un ruolo di rilievo». Lo ha detto al teatro Miela, a Trieste, il vicegovernatore della Regione Fvg, con delega alla salute e alle Politiche sociali, Riccardo Riccardi, all’evento celebrativo per la costituzione di Confcooperative Alpe Adria, unione territoriale che nasce dalla fusione delle unioni delle ex province di Gorizia, Trieste e Udine della Confederazione cooperative italiane. La nuova realtà potrà contare su quasi quasi 400 cooperative, 80 mila soci, compresi i 55 mila delle Bcc, e 500 milioni di euro di fatturato.

Patuanelli con Riccardi e Gardini.


«L’integrazione socio-sanitaria e la sanità territoriale – ha aggiunto Riccardi – hanno bisogno della cooperazione e, in particolare, della cooperazione sociale. Continueremo a lavorare assieme guardando con interesse al rafforzamento nato con Confcooperative Alpe Adria». L’assessore si è soffermato anche sulla capacità di risposta del sistema cooperativo attraverso la cooperazione sociale «che – ha detto – considero insostituibile. È un sistema che deve giocare un ruolo da protagonista in questa fase di ricostruzione dopo la pandemia, una ricostruzione immateriale molto diversa dall’esperienza del sisma del ’76 e più complessa. In questa cornice, si inserisce la necessità di dare risposte anche ad una tensione sociale frutto delle conseguenze del periodo pandemico attraverso la grande esperienza della cooperazione, tramite la coprogettazione fondata sul principio della sussidiarietà». Il vicegovernatore ha, infine, auspicato una maggiore integrazione con il mondo della cooperazione sociale che, ad esempio, nella domiciliarità è in grado di offrire soluzioni significative.
Fra gli interventi della giornata, oltre ai saluti del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, di Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Venezia Giulia, e del presidente del Consiglio regionale del Fvg Piero Mauro Zanin quelli di Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria, Maurizio Gardini, presidente confederazione cooperative italiane, e Daniele Castagnaviz, presidente Confcooperative Fvg. Hanno partecipato in presenza il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli e, da remoto, il sottosegretario allo Sviluppo economico Anna Ascani. I lavori, moderati dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo Omar Monestier, sono stati aperti dal convegno “La mission cooperativa tra pubblico e privato, economia e benessere, territorio e reti comunitarie” con Leonardo Becchetti, dell’Università di Roma Tor Vergata, e Michele Dorigatti, direttore della Fondazione Don Lorenzo Guetti.

Un aspetto della sala.

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In copertina, Maurizio Gardini presidente della Confederazione cooperative italiane.