Anche a Confcooperative Pordenone il porta gel del Granello sanvitese

L’emergenza Covid-19 non ferma il nascere di nuove idee alla cooperativa sociale “Il Granello” di San Vito al Tagliamento. Per venire incontro alle necessità di negozi, enti, associazioni e uffici di mettere a disposizione il disinfettante mani all’ingresso, ha progettato delle originali basi porta gel igienizzante, tutte personalizzate e decorate, prodotte a mano nel nuovo laboratorio di taglio laser del centro socio-occupazionale per persone adulte con disabilità. Una di esse è stata consegnata anche a Confcooperative Pordenone, di cui “Il Granello” fa parte.
“Un’idea originale – ha spiegato Maria Rosa Toffolon, presidente della coop sociale – che sta avendo un buon riscontro. Siamo felici di questo nuovo laboratorio di taglio laser per i nostri utenti: decorare a mano i porta gel permette loro di sperimentare, accrescere e affinare le proprie capacità percettive, creative e di elaborazione”.
Anche Confcooperative Pordenone ha quindi ora beneficiato di uno di questi oggetti personalizzati. A consegnarlo direttamente nelle mani del presidente Luigi Piccoli e del direttore Marco Bagnariol è stata proprio la stessa presidente Toffolon assieme a Maria Cristina, utente del centro. Il porta gel igienizzante donato raffigura un grande campanile con ben visibile il logo di Confcooperative Pordenone, alludendo a come l’ente sia un po’, come il campanile, punto di riferimento della comunità rappresentata da tante cooperative del territorio.
“Ringraziamo la Cooperativa Il Granello – hanno detto Marco Bagnariol e Luigi Piccoli – per questo gradito dono che, oltre ad essere utile e bello da vedere, è anche la dimostrazione di come la cooperativa sia stata capace di reinventarsi, di trovare nuove idee e di continuare ad essere al fianco delle persone più fragili e delle loro famiglie proponendo attività stimolanti anche a fronte delle difficoltà dettate dalla pandemia. Le sue creazioni sono uniche ed originali, curate nei dettagli e speriamo che molti negozi, enti, associazioni scelgano di sostenere i progetti di questa cooperativa acquistandole”.

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In copertina, la consegna ai vertici di Confcooperative Pordenone.

Pordenone, le cooperative sociali in difficoltà con i grandi appalti comunali

Le cooperative sociali di tipo B si occupano dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nel manifatturiero, commercio, servizi e agricoltura: un sistema che in Friuli occidentale vede 11 realtà aderenti a Confcooperative Pordenone e Consorzio Leonardo, per un totale di 311 soci dei quali 83 svantaggiati e 65 volontari. Le persone inserite sono seguite nel loro diritto ad avere un lavoro consono alle loro condizioni di fragilità. Un lavoro che oltre a essere fondamentale per la propria realizzazione economica, lo è anche per quella personale e terapeutica, facendo sentire utili per la società le persone svantaggiate.

Luigi Piccoli (Confcooperative Pn)


Ma l’epidemia da Covid-19 ha reso questi ultimi mesi molto ardui per le cooperative, che ora devono anche fare i conti con una tendenza da parte dei Comuni della zona di indire appalti per grandi servizi e con grandi importi, nei quali le realtà locali invece non sono competitive. Però l’emergenza sanitaria ha anche creato delle nuove opportunità, prontamente colte da quelle cooperative che si occupano di sanificazione e cura del verde. Infine, la ripartenza del settore manifatturiero pordenonese ha portato a nuovi ordini conto terzi per grandi aziende del territorio da sempre attente al valore sociale del lavoro, a partire dalla Savio.
Questi gli spunti emersi nella riunione che i rappresentanti delle cooperative L’Acero Rosso, Il Piccolo Principe, Futura, Karpòs e Fvg Servizi hanno avuto con il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, il direttore Marco Bagnariol e Giuliana Colussi, referente provinciale del settore delle cooperative sociali. Riflessioni condivise poi con le altre cooperative del gruppo Il Seme, Arca, Oasi, Solidarietà familiare, La Fenice e Il Ponte.
“Da parte delle nostre associate – spiega Bagnariol – c’è l’apertura a una maggiore sinergia tra di loro per rispondere a queste richieste, ma va sottolineato il rischio di un impoverimento del tessuto imprenditoriale locale se proseguirà da parte del settore pubblico il concentramento dei servizi in soli grandi appalti. Si potrebbe perdere il valore aggiunto che le nostre realtà offrono rispetto ad altre, ovvero la profonda conoscenza dei territori e delle comunità nonché delle relazioni sociali che li contraddistinguono”.
Tanto più che le cooperative sociali di tipo B del Friuli occidentale hanno dimostrato una grande resilienza nell’affrontare la situazione dettata dal Covid-19. “In autunno ci saranno le elezioni in diversi Comuni del territorio – conclude Luigi Piccoli, che è anche presidente del Consorzio Leonardo – e sarà nostra cura presentare ai candidati sindaco il valore che le cooperative sociali producono per le comunità. Con quest’opera di sensibilizzazione proveremo a far capire come in vari settori, dalla cura del verde pubblico alla gestione dei rifiuti fino all’economia circolare nel nuovo quadro della green economy, come per esempio nel riutilizzo degli indumenti, ci sono già delle realtà locali che lavorano bene e con passione. Il riavvio degli ordini da parte del settore privato manifatturiero è un segnale positivo che speriamo si amplifichi nei prossimi mesi”.

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In copertina e all’interno: le cooperative sociali del Pordenonese sono attive anche nei settori meccanico-manifatturiero e agricolo.

Pordenone, sostegno alle coop che assumono donne e disoccupati

Finanziamento al 100% di progetti di investimento di importo compreso tra 5 mila e 50 mila euro per realtà, cooperative comprese, che impiegano Neet (maggiorenni sotto i 29 anni di età che non lavorano né studiano), donne inattive e disoccupati di lunga data: si tratta del nuovo bando nazionale Invitalia chiamato “Selfiemployment” che mette a disposizione agevolazioni per l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali. Confcooperative Pordenone, con i suoi uffici, è a disposizione per supportare nella fase di presentazione delle domande, le quali vanno presentate online a partire dal mezzogiorno di lunedì 22 febbraio.

Marco Bagnariol


“Si tratta di un’iniziativa – spiega Marco Bagnariol, direttore di Confcooperative Pordenone – che permette di potenziare le risposte occupazionali per settori della popolazione che sono andati maggiormente in sofferenza a causa della crisi economica generata dall’epidemia di Covid-19. Donne e giovani sono stati i più colpiti e con il nostro supporto vogliamo dare la possibilità a quelle cooperative che hanno i requisiti, di accedere ai fondi”.
Si tratta di finanziamenti agevolati senza interessi, senza garanzie, rimborsabili in 7 anni con rate mensili che decorrono dopo dodici mesi dall’erogazione del prestito. I settori economici ammessi sono tutti quelli relativi alla produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising; ad esempio, sono compresi i settori del turismo (alloggio, ristorazione, servizi), servizi culturali e ricreativi, servizi alla persona, servizi per l’ambiente, servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione), risparmio energetico, energie rinnovabili e trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, ad eccezione dei casi di cui all’articolo 1.1, lett. c), punti i) e ii) del Reg. UE n. 1407/2013.
“Si tratta d’interventi – aggiunge il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – preziosi per sostenere l’occupazione nelle nostre cooperative, le quali già tanto hanno fatto a livello sociale durante questi mesi vissuti in emergenza. Una strada, quella dell’aiuto alle associate, che proseguiremo anche nel 2021, anno che speriamo a livello sanitario ci possa dare speranza con i vaccini ma che a livello economico sarà forse ancora più complicato di quello appena trascorso”.

Luigi Piccoli

Tutte le informazioni contattando Confcooperative Pordenone (telefono 0434/378700 e-mail: pordenone@confcooperative.it).

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In copertina, ecco la sede di Confcooperative Pordenone.

A Pordenone tasso zero a donne e giovani che costituiscono una cooperativa

Opportunità per nuove imprese costituite da donne e giovani: nello scenario socio-economico sorto dalla pandemia da Covid-19, nuovi progetti imprenditoriali potranno dare risposta al diritto al lavoro di numerose persone. Per coloro che volessero costituire una cooperativa, Confcooperative Pordenone mette a disposizione i propri uffici per accedere al bando nazionale “Nuove imprese a tasso zero”, incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori.
“Si tratta di una serie di agevolazioni – spiega il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – rivolte a tutti coloro i quali intendono costituire un’impresa, ma anche alle imprese già costituite da non più di 60 mesi. Previsti sia forme di finanziamento agevolato ad un tasso pari a zero della durata massima di dieci anni, che contributi a fondo perduto per un importo complessivamente non superiore al novanta per cento della spesa ammissibile. Siamo contattati costantemente da persone interessate a costituire una cooperativa e questo bando può essere di grande aiuto per nuove realtà che muovono i primi passi. Da parte nostra garantiamo il massimo sostegno nella fase di avvio attraverso i nostri uffici”.
Sono finanziabili le iniziative per produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; commercio di beni e servizi; turismo. Possono essere ammessi anche progetti riconducibili a settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, nella filiera turistico-culturale e relativi all’innovazione sociale.
La domanda va presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia. Tutte le informazioni contattando Confcooperative Pordenone (telefono 0434.378700 e-mail pordenone@confcooperative.it).
“La cooperazione – aggiunge il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – è un sistema economico capace di assorbire le crisi e salvaguardare fatturati, occupazione e reti sociali. Il coronavirus ha colpito duramente anche nel Friuli occidentale, specialmente in alcuni settori, ma non ci ha abbattuti e la nascita di nuove cooperative al femminile e giovanili potrà essere un concreto segnale di speranza”.

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In copertina, il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol; qui sopra, il presidente Luigi Piccoli.

Emergenza Covid e giovani: una proposta dal Servizio civile di “Leonardo”

Darsi uno scopo di vita, scrollandosi di dosso l’apatia che ha generato questa emergenza pandemica, in cui alle giovani generazioni è stato richiesto uno dei sacrifici più grandi: il Servizio Civile Universale proposto dal Consorzio Leonardo, aderente a Confcooperative Pordenone, sta diventando una risposta al periodo difficile che stiamo vivendo per i 10 giovani che attualmente (e fino all’inizio della primavera) sono ancora impegnati nei centri diurni e nelle strutture residenziali per l’assistenza alla disabilità delle cooperative aderenti al progetto. Ora parte il nuovo bando aperto ad altri 13 giovani tra i 18 e i 28 anni che hanno tempo fino al 15 febbraio per presentare le loro candidature. Un’opportunità non solo di crescita personale ma anche professionale: si viene pagati 439,50 euro al mese e dalle statistiche relative agli scorsi anni, sui 100 giovani che negli ultimi 15 anni hanno partecipato al Servizio Civile di Leonardo, uno su quattro è stato poi assunto dalla cooperativa in cui ha prestato servizio.

Luigi Piccoli

UNA RISPOSTA ALLA PANDEMIA
“Le restrizioni legate alla pandemia anche nella sue seconda ondata – ha affermato Luigi Piccoli, presidente di Leonardo e Confcooperative Pordenone – hanno prodotto disorientamento, paura per il futuro soprattutto nei giovani. Ma i ragazzi che avevano scelto di impegnarsi nel Servizio Civile Solidale con le nostre cooperative, nonostante qualche stop dovuto alla chiusura dei centri, hanno potuto uscire di casa e, rispettando le misure di sicurezza, riempire quei vuoti con nuove opportunità, dando il proprio aiuto a qualcuno, mettendosi in gioco. Ci auguriamo che altri giovani possano cogliere questa importante opportunità di crescita, particolarmente formativa ora che ci troviamo a fare i conti con le difficoltà che queste privazioni, seppure necessarie, hanno generato nelle nuove generazioni. Per questo invitiamo chi ha un’età compresa tra i 18 a i 28 anni a valutare questa opportunità: una scelta per diventare cittadini attivi, acquisire formazione, crescere come persone, avvicinarsi al mondo del lavoro e anche garantirsi una minima autonomia economica”.

I POSTI E LE SEDI DISPONIBILI
C’è ancora tempo fino al prossimo 15 febbraio (come detto il bando è stato prorogato) per diventare volontari della disabilità. Tredici i posti disponibili nei centri diurni e nelle strutture residenziali di Cordenons, San Vito al Tagliamento, Fiume Veneto, Casarsa della Delizia, Sacile, Aviano, Montereale Valcellina, Codroipo e Orsago che fanno parte del progetto “Calzini Spaiati” promosso dal Consorzio Leonardo.
“Si tratta di un progetto sull’assistenza alla disabilità – ha spiegato Flavia Pecorari, referente del Servizio civile per il Consorzio – Il titolo richiama la giornata del 5 febbraio che vuole omaggiare la bellezza della diversità. Infatti, i calzini anche se spaiati e diversi per forma, colore o lunghezza sempre calzini sono e “funzionano” come gli altri. Ai ragazzi verrà chiesto di affiancare persone disabili nelle attività di socializzazione e di miglioramento dell’autonomia, nelle attività di laboratorio, nelle gite e nelle passeggiate e nelle attività psico-fisiche. sperimentarsi in un modo nuovo e attivo in un’ottica di solidarietà permette di conoscere meglio se stessi e quanto si può dare agli altri, diventare cittadini attivi e apprendere a professionisti del settore, visto garantito il supporto dell’ “operatore locale di progetto” (OLP) in qualità di tutor. Inoltre durante il corso del progetto sono previste 114 ore di formazione sia tecnica sia sulle competenze trasversali e di cittadinanza. Il progetto partirà con la fine di giugno e durerà 12 mesi”
Per avere maggiori informazioni o aiuto nell’iscrizione, è sufficiente inviare una email a leonardo.scu@confcooperative.it oppure telefonare al numero 0434.378726 o al cellulare (anche whatsApp 338 8658916). Tante le testimonianza positive che il Consorzio Leonardo sta raccogliendo in queste settimane da parte dei volontari che sono giunti quasi alla fine del loro percorso.

LE TESTIMONIANZE DEI GIOVANI
“Tramite questa esperienza – ha spiegato Clarissa, volontaria alla cooperativa Futura – volevo provare a operare in ambito sociale, per capire la strada giusta per me”. Per Annalisa, invece, volontaria alla cooperativa Granello “ora che il mio cammino sta volgendo al termine so che porterò con me l’entusiasmo dei miei compagni di avventura, il loro affetto e i preziosi consigli degli educatori e dei responsabili della cooperativa.” “Dagli utenti non percepivo nessuna forma di giudizio – ha aggiunto Anna, volontaria alla cooperativa Il Ponte -, ho sempre avuto la sicurezza di poter essere al 100 per cento me stessa. Grazie a questa esperienza ho capito alcune cose su me stessa e su quello che mi piacerebbe fare in futuro. Ho preso coscienza delle mie possibilità e delle cose di me che ancora devo migliorare. Questo Servizio Civile mi ha cambiata, mi ha aiutata a risolvere delle incognite e mi ha dato una grandissima opportunità per il futuro!”.

COME CI SI ISCRIVE
Attraverso lo Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale (per info: www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid), si accede alla piattaforma DOL (Domanda On line) all’indirizzo: https://domandaonline.serviziocivile.it e si sceglie il progetto a cui ci si vuole candidare. Attenzione! La scadenza per iscriversi sono le ore 14.00 del 15 febbraio 2021.

La cooperativa Esibirsi con “Rainbow Free Day” online fino al 30 gennaio

Un grande appuntamento online per dare voce alla musica indipendente in questo momento difficile per il comparto a causa dell’emergenza Coronavirus: anche la società cooperativa “Esibirsi”, aderente a Confcooperative Pordenone, è tra i promotori dell’iniziativa “Rainbow Free Day”, in programma fino al 30 gennaio online e che vede tra i protagonisti coinvolti anche i friulani Doro Gjat e Michela Franceschina per la sezione artisti, tra i negozi di musica Biasin Musical Instruments e Musicatelli di Pordenone e per la sezione libri le edizioni Orto della Cultura.
Circa cinquecento le adesioni fra i principali operatori italiani dello spettacolo e dell’arte al progetto. Prima di tutti la Siae, che insieme a Rai Radio Live e alle piattaforme Optimagazine e Dice e Futura, hanno aderito entusiasticamente al progetto. Dice mette online tutti gli eventi live dell’appuntamento delle ore 21. Aveva inaugurato la manifestazione, il 15 gennaio, Tosca – madrina dell’iniziativa – che ha presentato direttamente da Officina Pasolini a Roma – Laboratorio creativo e Hub culturale della Regione Lazio – due giovani cantautori diplomati in questo centro di alta di formazione artistica: Buva e Foscari. Al termine, collegati all’Estragon Club di Bologna, c’è stata la presentazione da parte di Figurine Forever degli Skiantos con l’omaggio a Freak Antoni e Dandy Bestia.
Ogni giorno sulla piattaforma www.rainbowfreeday.com e sui social, collegati fino appunto al 30 gennaio, ancora tante occasioni di produzioni musicali, culturali, artistiche e di spettacolo a prezzi scontatissimi per l’occasione (tutti gli utili ovviamente andranno solo a produttori e artisti).

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In copertina, Biasin e Bot, e qui sopra Michela Franceschina e Doro Gjat.

Sono aperte le iscrizioni per il servizio civile nelle coop del Leonardo

Quest’anno il Consorzio Leonardo, aderente a Confcooperative Pordenone, propone due progetti di Servizio civile, uno nell’area dell’assistenza disabili (Calzini spaiati) e uno nell’area minori (Attenti ai ragazzi).
Nel primo progetto sono previsti tredici volontari, che prenderanno servizio in undici diverse sedi (diurne o residenziali) delle cooperative sociali: Fai (Montereale Valcellina, Sacile, Orsago e Codroipo); Piccolo Principe (Casarsa, e San Vito al Tagliamento); Futura (San Vito al Tagliamento); Il Seme (Fiume Veneto); Il Granello (San Vito al Tagliamento); Acli (Cordenons e Aviano). Il progetto prevede l’affiancamento dei volontari agli operatori in varie attività di socializzazione e di incentivazione all’autonomia, a favore degli utenti dei centri diurni o residenziali.
Il secondo progetto prevede l’inserimento di volontari nella casa mamma-bambini Il Noce a Casarsa della Delizia. In questo progetto si imparerà a organizzare diverse attività sia ludiche che educative o sportive per i bambini e i ragazzi frequentanti la struttura, a rapportarsi con diversi servizi sul territorio e soprattutto a stare assieme ai minori. L’esperienza durerà dodici mesi e avrà avvio probabilmente verso metà del 2021. Il riconoscimento economico, a fronte di un impegno di circa 25 ore settimanali, è di 439,50 euro mensili. I requisiti per poter presentare domanda sono: avere tra i 18 e i 29 anni non compiuti al momento della presentazione della candidatura; non aver riportato condanne penali; essere cittadini italiani o regolarmente soggiornanti in Italia.
Per candidarsi bisogna presentare la domanda di partecipazione esclusivamente online attraverso la piattaforma Dol (Domanda On Line) a cui è possibile accedervi tramite Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o previa richiesta al Dipartimento di apposite credenziali. Scadenza per la presentazione della domanda: 8 febbraio 2021.
Per maggiori informazioni contattare il Consorzio Leonardo al numero 0434.378726, cellulare 338.8658916 (anche WhatsApp) o inviando mail a leonardo.scu@confcooperative.it
Nel 2019 ha trovato lavoro nelle cooperative sociali del Consorzio Leonardo il 30 per cento dei giovani in Servizio civile.

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In copertina e qui sopra un gruppo di giovani delle cooperative sociali del Consorzio Leonardo nel Pordenonese.

 

 

Pordenone, il “Regalo sospeso” per aiutare a Natale famiglie in difficoltà

Dopo il caffè e il pane, arriva a Pordenone e provincia, per il Natale 2020, anche il “Regalo sospeso”: il meccanismo è lo stesso dei due illustri precedenti (offrire qualcosa a chi non può permettersela) e punta a rafforzare i legami solidali messi a dura prova dal Covid-19. L’emergenza sanitaria si è inoltre abbattuta pesantemente sul settore della cultura, spettacolo e turismo (si parla a livello locale, tra lockdown e altre restrizioni, di una perdita di fatturato nel 2020 di oltre il 70% in media, con punte singole anche superiori). Il comparto nel Friuli occidentale vede attive 22 coop associate a Confcooperative Pordenone.  Proprio quest’ultima ha, così, deciso di avviare questo progetto che ha trovato la collaborazione della Caritas Diocesana e il contributo di Fondosviluppo Fvg. Il “Regalo sospeso” sarà avviato durante questo periodo natalizio per poi durare fino a quando ci sarà la necessità. Per aderirvi basta cliccare il nuovo sito dedicato all’iniziativa www.iniziativeconfcooperativepordenone.it inserito in www.pordenone.confcooperative.it e acquistare dei “buoni cultura” del valore di 50 o 80 euro che potranno poi essere sia donati ai propri cari come anche assegnati in forma anonima a famiglie in difficoltà segnalate proprio dalla Caritas.

Luigi Piccoli

 

I buoni daranno la possibilità di usufruire subito di servizi online oppure potranno essere spesi anche più avanti, quando la situazione sanitaria permetterà nuovamente le attività in presenza. Quattro le tipologie di bonus: le esperienze turistiche nella natura (visite guidate o enogastronomiche, soggiorni in alberghi diffusi, sport e simili); le esperienze musicali (corsi per strumenti online, esibizioni canore a richiesta); esperienze teatrali (rappresentazioni online e laboratori); esperienze audio-video (foto, realizzazioni video e live streaming).

“In questo modo – spiega il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli – chi vuole con un unico gesto solidale potrà rendere più felice il Natale sia per le famiglie in difficoltà che per le imprese che hanno dovuto sospendere l’attività. Durante questi mesi segnati dal Coronavirus, siamo diventati sempre più consapevoli di come da questa emergenza ne usciremo, con forza, se sapremo far prevalere il senso compiuto di una cooperazione solidale. In primavera, durante il primo lockdown, il progetto Solidarietà cooperativa ha visto molte cooperative di vari settori collaborare tra di loro nell’offrire servizi alle persone chiuse in casa. Ora questo nuovo progetto per un comparto specifico come quello della cooperazione attiva nella cultura, turismo e spettacolo, per aiutarla a risollevarsi”.
Come detto, sono 22 le cooperative del settore cultura, turismo e sport aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 4 mila soci. Danno lavoro a 3 mila 450 persone. Il loro fatturato pre Covid-19 era di oltre 12 milioni di euro.

Ecco “Reintrecci”: coop sociali e Leonardo in un Natale di solidarietà

Natale è nell’aria e mai come quest’anno, segnato dall’emergenza Coronavirus, c’è bisogno di regali che abbiano valore sociale e che aiutino il territorio in cui si vive. A dare concretezza a questo “sentimento” il progetto denominato “Reintrecci” che mette in rete il Consorzio Leonardo con le cooperative sociali Il Colore del Grano Onlus e Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, la fattoria sociale Il Ponte di Prata, la cooperativa sociale Karpòs di Porcia e Laboratorio Scuola Onlus di Pordenone (aderenti come il Consorzio a Confcooperative Pordenone). Una rete incentrata sul fundraising per sostenersi a vicenda e aiutare chi, in questo momento di crisi, ha più bisogno: bambini e ragazzi supportati nei loro percorsi scolastici, persone con disabilità, famiglie con difficoltà economiche e sociali, lavoratori sottoposti a rischio sanitario. Ogni somma donata diventerà un aiuto concreto, passando, solo per fare un esempio, dalle mascherine per proteggersi ai digiquaderni, e-book molto utili per l’insegnamento.

“Nel 2020 le persone all’interno e all’esterno delle nostre organizzazioni cooperative – spiegano la vicepresidente del Consorzio Leonardo, Federica Barabas, assieme a Nicole Colussi, responsabile del progetto “Reintrecci” – hanno sperimentato una situazione di difficoltà diffusa che ha portato alla luce gli aspetti più fragili delle loro esistenze. Questa esperienza ha segnato profondamente le vite di ognuno. Per questo il progetto è rivolto alle persone di cui ci prendiamo cura quotidianamente e che incrociamo sia durante il nostro lavoro che nella vita di tutti i giorni. Con una donazione potremo sentirci tutti parte di un naturale percorso di comunità”
Le realtà promotrici sono impegnate in diversi ambiti sociali per i quali sono previste diverse forme di sostegno, tutte improntate sulle concretezza. Chi vorrà contribuire, potrà scegliere, per esempio, di sostenere il percorso denominato “socializzare in sicurezza” e fare una donazione finalizzata all’acquisto di dispositivi per la sicurezza (mascherine, termoscanner) e alla sanificazione (gel e prodotti disinfettanti, lavapavimenti, macchine per la sanificazione). Un’altra forma di sostegno è dedicata agli strumenti tecnologici. “Le persone con disabilità e i minori delle famiglie più svantaggiate – specificano Barabas e Colussi – hanno subito pesanti conseguenze durante e dopo il lockdown soprattutto per mancanza di relazioni e difficoltà di apprendimento”. Si potrà donare denaro per l’acquisto di pc, tablet, stampanti e digiquaderni.

Un altro tipo di donazione è quello per corsi e laboratori per famiglie in difficoltà nell’utilizzo di strumenti tecnologici, nella didattica a distanza e nel disbrigo di pratiche burocratiche online, seminari informativi per le comunità sui rischi dell’utilizzo di tecnologie e accompagnamento all’utilizzo delle tecnologie alle persone con disabilità, incontri di alfabetizzazione informatica per genitori con svantaggio e corsi su igiene personale e uso dispositivi di protezione e sanificazione.  È possibile fare una donazione online tramite carta di credito o paypal sul sito www.reintrecci.it nella sezione “dona ora” oppure attraverso bonifico bancario all’iban IT85I0835612500000000066424 – Banca BCC Pordenonese Monsile, causale Donazione per Reintrecci Leonardo Consorzio di Cooperative Sociali onlus. “Ricordiamo che si possono ottenere benefici fiscali per le donazioni – hanno concluso le due responsabili – quindi donare fa bene non solo agli altri, ma anche a chi dona”.
Il progetto è stato presentato a livello nazionale come esempio di progetti capaci di andare incontro alle comunità e ai bisogni emergenti all’interno del workshop sull’impresa sociale organizzato da Iris Network Istituti di Ricerca sull’Impresa sociale che potete vedere a questo link https://www.youtube.com/watch?v=uGoiw5c_QNM. Inoltre, il Consorzio Leonardo è attualmente impegnato nella presentazione di Reintrecci anche alle pubbliche amministrazioni per aumentarne la condivisione.

Un incontro per “Reintrecci”.

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In copertina, il logo della bella iniziativa in programma a Pordenone.

Pordenone, asili nido e scuole d’infanzia al tempo del Covid

Oltre 220 piccoli alunni accolti in sicurezza da oltre 40 educatrici tra Pordenone e provincia, per la serenità delle famiglie che possono trovare un valido sostegno in questi tempi incerti dell’emergenza Covid-19: Marameo, Babylandia, Giocomagico e Melarancia sono quattro cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone che in questi giorni hanno riavviato i propri asili nidi seguendo i protocolli sanitari in essere. Grazie all’esperienza maturata durante il periodo estivo stanno gestendo questa nuova sfida attraverso piccoli gruppi di alunni e sanificando con costanza giochi e struttura. Ricca e diversificata, inoltre, la proposta educativa in termini pedagogici, che viene osservata con particolare attenzione: essa è incentrata in particolare sul rispetto dell’altro, delle differenze e sulla parità di genere, a testimonianza della professionalità acquisita dalle educatrici attraverso articolati piani formativi proposti e sostenuti dalle cooperative.

Si tratta di realtà prettamente al femminile, con donne che le hanno fondate e che sono direttamente socie-lavoratrici in esse per la gran parte dei casi. Al momento non sono segnalate criticità, grazie anche alla collaborazione fattiva delle famiglie.
“L’attenzione per l’altro e per le sue esigenze – ha commentato Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone -, a partire da quelle dell’infanzia, sono una caratteristica intrinseca della cooperazione sociale: valori ed esperienze che in questa fase così particolare, dettata dall’emergenza coronavirus, sono ancora più preziose per dare una risposta alle esigenze delle famigie dopo i mesi del lockdown. Stiamo lavorando per cercare una nuova normalità e le nostre cooperative associate sono impegnate con passione in questa missione educativa”.

Marameo, con sede a Cordenons, ha 3 socie e 2 educatrici. Ospita 15 bambini nel suo asilo nido. “Dopo il centro estivo – racconta Erika Del Mul -, abbiamo riaperto il 1° settembre dividendo i bambini in gruppi per età con un’educatrice di riferimento. Inoltre abbiamo un’ausiliaria per le pulizie e sanificazione di giochi e ambienti. Ingresso e uscita sono scaglionate per non creare assembramenti: una bella sfida alla quale stiamo rispondendo con passione e impegno”.
Babylandia gestisce i due nidi “Manine e piedini” in via Prasecco e “Manine e piedini 2” in via Cotonificio, sempre a Pordenone. In totale 38 alunni seguiti da 8 educatrici.
“I nidi hanno riaperto il 1° settembre – racconta Michael Jessica Garcia – a pieno regime e nel rispetto delle linee anti coronavirus, dividendo i nostri piccoli utenti in tre gruppi con la propria educatrice di riferimento e con screening Covid-19 effettuato. Stiamo attuando tutte le procedure per la sanificazione giornaliera con triage d’entrata e seguendo un arrivo ed una uscita scaglionata per evitare assembramenti. Il nostro metodo educativo vede al centro della vita al nido e delle attività il bambino, preparandolo e promuovendo la sua autonomia nel rispetto della sfera sociale in cui è inserito, rifacendoci a diversi pensieri di pedagogisti come Lock, Froebel, Bruner e Kleparade”.

Giocomagico gestisce il nido d’infanzia privato in via San Simone 2 a Prata di Pordenone. I soci sono 9 di cui 6 socie lavoratrici all’interno del nido (5 educatrici e una cuoca). I bambini che si possono accogliere all’interno della struttura sono al massimo 20: attualmente sono 14 e sono previsti successivi inserimenti. “Per la riapertura – racconta Valentina Binot -, avvenuta il 7 settembre, abbiamo organizzato le attività in modo da fonire a ciascun bambino il proprio materiale e sfruttando, per quanto possibile, il giardino esterno e le presentazione e l’utilizzo di materiali facilmente sostituibili e reperibili come foglie, legnetti e carta di giornale. Il nostro metodo educativo è un approccio integrato derivante da diversi orientamenti pedagogici: vengono proposte attività montessoriane alcune derivanti dall’approccio Reggio Children e dall’Asilo nel Bosco”.

Melarancia – Un posto per giocare è composta da 30 socie-lavoratrici. Accoglie giornalmente 150 bambini presso le sue sedi del Nido in via Monte Cavallo 3 a Pordenone, la struttura che ospita il servizio 0-6 anni in via Correr 29 a Porcia, il Nido Consortile in viale Venezia 18 nella zona industriale Nip di Maniago. “Il 1° settembre tutte le sedi Melarancia – spiega la presidente Giordana Panegos – si sono riattivate nel totale rispetto delle indicazioni per l’attuazione di misure contenitive del contagio da Covid-19 emanate dal Governo e dalle Regioni, peraltro già rodate durante i Centri Estivi e i Servizi Sperimentali organizzati tempestivamente dalla cooperativa in 5 località del nostro territorio a partire dal 15 giugno e per tutta l’estate. Nei nostri Nidi e nella nostra Scuola dell’Infanzia, sostegni fondamentali alla socializzazione e al benessere dei piccoli nonché alla serena ripresa dell’attività lavorativa degli adulti, bambini e bambine si sono potuti finalmente ritrovare per giocare, creare, imparare, in totale sicurezza”.

La pratica pedagogica non direttiva di Melarancia si basa sul riconoscimento delle diversità di ogni bambino e di ogni bambina e delle loro famiglie, sulla libertà di azione quale presupposto per un più maturo e creativo sviluppo cognitivo, sulla valorizzazione del movimento e sul riconoscimento del piacere come principio cardine dell’affermazione del sé. Questo approccio conferisce valore alle diversità individuali e culturali ed è costruito a partire da alcuni riferimenti importanti come: la Pratica Psicomotoria Aucouturier (PPA) che si occupa di favorire la maturazione, lo sviluppo e l’espressività corporeo-affettivo-cognitiva dei bambini e delle bambine attraverso il gioco spontaneo e una appropriazione libera dello spazio e della propria corporeità; la Pedagogia delle Diversità che si propone di partire dalle diversità culturali e individuali di ciascuna bambina e ciascuno bambino per valorizzarle e amalgamarle in modo armonico al fine di educare le piccole e i piccoli alla normalità delle diversità individuali, sociali e culturali e al loro rispetto; l’Educazione Senza Pregiudizio anti-bias education, che mira a creare delle comunità di bambine e bambini dove l’empatia e il rispetto verso tutti siano i valori ispiratori fondamentali. Lo fa soprattutto giocando con il possibile e con la sovversione degli stereotipi sociali ai quale bambini e bambine possono essere abituati, per dare loro la possibilità di esplorarsi e di conoscersi, di accettarsi e di accettare gli altri.

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In copertina e all’interno immagini di tre scuole d’infanzia pordenonesi.