Confcooperative Pordenone, a Rauscedo è nato il gruppo dei Giovani imprenditori

Costituito ufficialmente il nuovo gruppo Giovani imprenditori di Confcooperative Pordenone, che ha organizzato l’evento “Innesti – Cooperare per generare nuovi frutti” ai Vivai Cooperativi Rauscedo, nel Comune di San Giorgio della Richinvelda. La costituzione del gruppo rientrava negli obiettivi del programma per i 70 anni dalla fondazione di Confcooperative Pordenone, avvenuta nel 1951.


I giovani cooperatori locali hanno incontrato il presidente nazionale del Gruppo Giovani Imprenditori Confcooperative Dennis Maseri che è intervenuto sul tema “cooperazione e intergenerazionalità” sottolineando come le imprese italiane abbiano un fondamentale bisogno di giovani per gestire la transizione digitale e quella ambientale ed Elisa Calzuola referente per la formazione Giovani Imprenditori Confcooperative su “cooperazione e formazione”, con la formazione come elemento fondamentale in cooperativa anche per favorire l’adesione sempre maggiore delle giovani donne. Coordinatore del gruppo pordenonese è Luca Luison, presente assieme a Ilaria Miniutti e agli altri membri del gruppo, al vicepresidente di Confcooperative Pordenone Fabio Dubolino e al direttore Marco Bagnariol. Presenti anche il sindaco di San Giorgio, Michele Leon, e Pietro D’Andrea, presidente dei Vivai cooperativi Rauscedo, oltre a diversi altri presidenti di cooperative del territorio. Trasmesso durante la riunione un video saluto del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.
«Nel 70° anniversario di fondazione dei Confcooperative Pordenone – ha scritto nel suo indirizzo di saluto il presidente Luigi Piccoli – questo appuntamento assume una rilevanza particolare perché testimonia la voglia di dare continuità ai valori che caratterizzano e contraddistinguono la cooperazione. I giovani cooperatori sono per tutti noi un vero motore carico di entusiasmo. Il loro impegno ci rassicura sulla conservazione e valorizzazione, nel tempo, di un patrimonio che noi stessi abbiamo ereditato. La costituzione del gruppo giovani cooperatori è uno dei principali obiettivi del Piano di mandato di Confcooperative Pordenone».
Come rilevato dallo studio del professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, per il 70mo dalla fondazione, il 71% delle cooperative associate a Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani tra i suoi soci e addetti. Un mondo che ora ha la sua voce all’interno di Confcooperative Pordenone.

Le iniziative del 70mo anniversario sono sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-Udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, C.a.r.a.c, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

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In copertina, Luca Luison coordinatore del gruppo pordenonese (all’interno); qui sopra, i relatori alla riunione di Rauscedo.

Innesti, il gruppo giovani imprenditori oggi ai Vivai Cooperativi Rauscedo

Primo evento per il neo costituito gruppo Giovani Imprenditori di Confcooperative Pordenone: oggi, 1° aprile, ci sarà “Innesti – Cooperare per generare nuovi frutti”. L’appuntamento è ai Vivai Cooperativi Rauscedo – Research center, alle 17.30 (accesso su invito o confermando la propria partecipazione scrivendo a pordenone@confcooperative.ito telefonando al numero 0434.378700). Incontreranno i giovani cooperatori locali il presidente nazionale del Gruppo Giovani Imprenditori Confcooperative Dennis Maseri, che interverrà su “cooperazione e intergenerazionalità”, ed Elisa Calzuola, referente per la formazione Giovani Imprenditori Confcooperative, su “cooperazione e formazione”.
“Con questo appuntamento – commenta il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – si completa il programma del nostro 70° anniversario dalla fondazione, avvenuta nel 1951: non a caso lo dedichiamo ai cooperatori under 40, vero motore carico di entusiasmo del territorio. Daremo così uno sguardo al futuro grazie al nostro gruppo Giovani Imprenditori, dopo aver dato voce, lungo il calendario delle celebrazioni, a tutti i “mondi” che compongono la nostra realtà”.
Come rilevato dallo studio del professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, per il 70° dalla fondazione, il 71% delle cooperative associate a Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani tra i suoi soci e addetti. Un mondo che ora ha la sua voce all’interno di Confcooperative Pordenone, grazie al coordinamento del gruppo guidato da Luca Luison della cooperativa Il Piccolo Principe.

 

Le iniziative del 70° anniversario sono sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-Udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, C.a.r.a.c, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

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In copertina, ecco il Centro ricerche dei Vivai Cooperativi Rauscedo.

 

E ora Confcooperative Pordenone “entra” in classe all’Iis di Spilimbergo

La cooperazione entra in classe a Spilimbergo: Confcooperative Pordenone e l’Istituto d’istruzione superiore “Il Tagliamento” hanno, infatti, firmato una convenzione quadro per lo svolgimento in collaborazione di attività sperimentali, tecnico-scientifiche e di supporto alla didattica.
In particolare, si farà conoscere agli studenti la realtà delle associate a Confcooperative attive nei settori di agricoltura, turismo, commercio e distribuzione, produzione di beni e servizi, edilizia abitativa, sociale, sanitario e credito.
Saranno, inoltre, promosse in queste cooperative esperienze di alternanza scuola-lavoro (con attività d’aula, visite a contenuto tecnico, esperienze osservative e tirocini individuali). Confcooperative Pordenone organizzerà anche momenti di formazione per i docenti sulle stesse tematiche. La convenzione, firmata dalla dirigente scolastica dell’Iis “Il Tagliamento”, Lucia D’Andrea, e dal presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, avrà durata quinquennale.
«Grazie al lavoro della nostra Direzione e della Segreteria dell’Iis “Il Tagliamento” – ha commentato Piccoli – abbiamo realizzato un progetto che guarda al futuro, con solide basi per la diffusione dei valori cooperativi. L’istituto spilimberghese è una delle eccellenze scolastiche del territorio e i suoi indirizzi di studio dedicati ad agroalimentare, meccanica, informatica e turismo rispondono alle esigenze di addetti sul mercato del lavoro locale, anche per quando riguarda le nostre cooperative aderenti».

Lucia D’Andrea

Luigi Piccoli

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In copertina, ecco un’immagine del vasto complesso scolastico di Spilimbergo.

 

A Pordenone il “Giardino Bruno Giust” ricorderà un padre della cooperazione

Riconoscimento a uno dei padri della cooperazione del Friuli Occidentale: sabato 26 marzo, alle 11, il giardino pubblico tra le vie Carnia e Cimoliana, a Pordenone, sarà ufficialmente intitolato da parte del Comune alla memoria del senatore Bruno Giust, nel quartiere del Sacro Cuore dove egli risiedeva. Oltre all’impegno politico, che lo portò fino a Palazzo Madama, Giust nell’ambito di Confcooperative fu presidente provinciale (dal 1976 al 2000) a Pordenone, regionale del Friuli Venezia Giulia e quindi consigliere nazionale.

Luigi Piccoli


«Incarichi e riconoscimenti – commenta il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – che gli sono stati attribuiti per le sue capacità e doti umane che lo hanno sempre contraddistinto. Una persona fedele ai propri principi e sostenitore degli insegnamenti della dottrina sociale cristiana. Per questo, d’intesa con la famiglia, abbiamo proposto l’intitolazione del giardino trovando l’adesione entusiasta del sindaco Alessandro Ciriani e dell’amministrazione comunale di Pordenone».
L’intitolazione del “Giardino Bruno Giust” vedrà l’intervento delle autorità prima del simbolico taglio del nastro. L’evento rientra nel calendario di appuntamenti collegati alla ricorrenza del 70° di fondazione di Confcooperative Pordenone, avvenuta nel 1951.
Scomparso nel luglio del 2009, Bruno Giust non mancava mai di ricordare come la cooperazione non andasse vista come “terza via” tra capitalismo e statalismo, ma come risposta avanzata di democrazia economica, di sviluppo sostenibile, legata al territorio, basata sui valori e sulla dignità dell’uomo, pure all’interno di un’economia di mercato. Un’economia che non si accontenta del guadagno immediato, della massimizzazione dei profitti dei pochi a scapito dei molti, ma che contemporaneamente guarda alle generazioni future, accantonando gli utili nei fondi di riserva indivisibili che si trasmettono di generazione in generazione (estratto dal volume “Bruno Giust – l’impegno sociale e politico”, autori vari 2014).

In copertina, il senatore Bruno Giust che qui sopra, in una foto del 1999, lo vediamo in città tra Fioretti e Bagnariol di Confcooperative Pordenone assieme al ministro Fassino alla fiera Campionaria.

A Pordenone nasce una cooperativa tra i banchi dell’Istituto Mattiussi-Pertini

Quando lo spirito associativo entra a scuola e stimola a creare una cooperativa tutta interna all’istituto: è quello che hanno fatto gli studenti della classe quarta dell’indirizzo di Amministrazione, Finanza e Marketing dell’Isis Mattiussi-Pertini di Pordenone. Il tutto in forma simulata, ma rispondente ai reali passaggi che si devono seguire per l’istituzione, grazie all’intervento in classe di Confcooperative.  Gli studenti hanno scelto, tra le varie forme d’impresa, proprio la cooperativa visto che ben si adatta a promuovere i valori della democrazia economica e della partecipazione. A sostenerli in questo percorso è stata, appunto, Confcooperative che da anni promuove progetti per diffondere i valori dell’impresa cooperativa e della imprenditività nelle scuole del Friuli Venezia Giulia attraverso il servizio Educoop coordinato da Anna Quaia.

Gli studenti col presidente Piccoli.


A fare le funzioni di “notaio”, ancorché in una simulazione di come si costituisce un’impresa vera e propria, è intervenuto proprio il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli. “Fa onore a ragazze e ragazzi e all’Isis Mattiussi-Pertini aver scelto di investire tempo in questa sperimentazione – ha commentato il presidente -. Avvicinarsi fin dai banchi di scuola al modello cooperativo è importante e continueremo a sostenere con convinzione iniziative come queste. Ed è significativo che questa esperienza verrà presentata nel corso del primo evento del nostro Gruppo Giovani imprenditori che si terrà presso il Vcr Research Center a Rauscedo il prossimo 1 aprile.”
“CoopOrienta” è il nome che i giovani aspiranti imprenditori del Mattiussi-Pertini hanno dato alla cooperativa scolastica da essi costituita: l’obiettivo è promuovere attività di orientamento per gli studenti in uscita dall’istituto pordenonese, così da favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro. In programma, all’interno del progetto, un evento destinato agli studenti delle classi quarte, dove verranno invitati a parlare ex studenti del Mattiussi e cooperatori, per raccontare i rispettivi percorsi professionali, e anche una visita a una cooperativa della zona.
Si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione tra mondo della scuola e il mondo della cooperazione ed è significativa anche la concretezza con la quale gli studenti intendono affrontare il tema dell’orientamento post scolastico, a testimoniare l’importanza che il tema ha oggi nell’ambito della scuola.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli che ha sostenuto l’iniziativa.

 

Consorzio Leonardo, bando per 14 posti di volontari nel Servizio civile

È uscito il Bando dei volontari per il Servizio civile, che avrà scadenza il 26 gennaio prossimo, con il quale anche quest’anno le cooperative sociali del Consorzio Leonardo, aderente a Confcooperative Pordenone, offrono 14 posti nei settori dell’Assistenza ai disabili e dell’Agricoltura sociale attraverso due progetti, racchiusi nel programma “Fragilmente forti”. Il Consorzio ormai opera nel Servizio civile da molti anni, in cui più di 100 giovani hanno sperimentato quest’opportunità e i riscontri ricevuti sono stati estremamente gratificanti. Una media del 30 per cento di giovani ha trovato impiego nelle cooperative una volta finita l’esperienza.
Il progetto “Senza limiti” accoglierà in centri diurni e residenziali 10 ragazze e ragazzi che affiancheranno gli operatori in semplici attività di socializzazione e di aumento dell’autonomia a favore delle persone che frequentano queste strutture. Le sedi si trovano a San Vito al Tagliamento (cooperativa Futura e Il Granello), Casarsa della Delizia (Il Piccolo Principe), Codroipo, Sacile, Montereale Valcellina, Orsago (Fai), Aviano e Cordenons (Acli).
Il progetto “Coltiviamo inclusione” invece cerca 4 ragazze e ragazzi per attività di agricoltura sociale nelle sedi di San Vito al Tagliamento (La Volpe sotto i Gelsi – Piccolo Principe), Chions (Torrate – Piccolo Principe), Fiume Veneto (Il Seme) e Prata di Pordenone (Il Ponte). In questo caso, gli operatori volontari verranno sì coinvolti in attività di agricoltura supportando le persone in stato di fragilità, ma anche in attività di progettazione e di promozione della struttura e dei prodotti.
Per partecipare al Bando i requisiti sono di avere cittadinanza italiana o un regolare permesso di soggiorno e avere, al momento della presentazione della domanda, tra i 18 e i 28 anni (29 non compiuti) e non avere riportato condanne. Per iscriversi occorre avere lo Spid di livello di sicurezza 2 e accedere ala piattaforma Dol all’indirizzo: https://domandaonline.serviziocivile.it
Il Servizio civile dura 12 mesi ed è retribuito con un riconoscimento economico di 444,30 euro mensili. L’impegno richiesto è di 25 ore settimanali e all’interno di queste vi è un importante pacchetto formativo di 114 ore.

Volontari del Servizio civile 2021.

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In copertina, ecco la sede della Volpe sotto i Gelsi di San Vito.

Confcooperative Pordenone per Natale invita a pensare ai “regali solidali”

In vista del Natale, Confcooperative Pordenone invita a pensare ai “regali solidali”, che fanno bene a chi li produce oltre a chi li riceve. La “Guida ai regali cooperativi e solidali” – sia in versione cartacea che digitale sul sito www.pordenone.confcooperative.it – permette di scegliere tra i prodotti della cooperative Futura, Il Ponte, Arca, Il Piccolo Principe, Acli, Granello.
“Queste cooperative curano progetti – ha spiegato il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, che guida anche il Consorzio di cooperative sociali Leonardo – che coinvolgono persone con disabilità e fragilità, lavorando materie prime provenienti dal territorio in un’ottica di produzione circolare attenta sia alla società che all’ambiente. Per questo abbiamo deciso in occasione del Natale 2021 di incentivare la conoscenza fra cooperative nostre associate dei prodotti delle cooperative sociali come valido ed importante regalo aziendale dal valore solidale”.
Vari i doni – cooperativi, solidali e a km0 – tra cui si può scegliere, dai panettoni alle ceramiche lavorate a mano, dai vini del territorio ai prodotti in vasetto dell’orto, taglieri in essenze di legno locale e indumenti in lana d’alpaca, solo per citarne alcuni e senza dimenticare le sempre gettonate ceste natalizie con tante proposte e l’oggettistica dedicata (comprensiva di addobbi per Natale).

 

Confcooperative Pordenone da 70 anni: grande forza per reagire alla pandemia

(g.l.) «Confcooperative Pordenone rappresenta oggi quasi l’80% delle cooperative presenti nella provincia: 136 cooperative e 2 banche di credito cooperativo, 440 milioni di euro il valore della produzione e più di 7 miliardi la raccolta globale sommata agli impieghi delle banche di credito cooperativo; più di 60 mila i soci e oltre 7 mila gli occupati. Sono numeri importanti, riteniamo, in tempi di crisi, soprattutto perché riflettono una sostanziale tenuta del sistema. Un patrimonio di imprese presenti in tutti i settori dell’economia. Infatti, la cooperazione pordenonese si caratterizza per essere “trasversale” a tutti i settori, in quanto abbraccia il credito, l’agricoltura, il sociale, la distribuzione, la produzione, i servizi, l’edilizia, il sanitario. Confcooperative Pordenone è il luogo ideale dove queste cooperative possono incontrarsi, ascoltarsi e fare sintesi, creare spazi di comunicazione per costruire risposte adeguate a scenari in continua evoluzione. Le quattro principali attenzioni su cui stiamo puntando in occasione del 70mo di fondazione della nostra realtà sono un occhio alla storia ed alle nostre radici; e poi il ruolo delle donne cooperatrici; lo spazio per i giovani cooperatori; e infine, ma centrale, la cooperazione come fattore di sviluppo nella comunità». È, questo, il passo centrale della relazione celebrativa – “Facciamo impresa nella comunità dal 1951” è il suo titolo – tenuta ieri dal presidente Luigi Piccoli per ricordare i 70 anni di Confcooperative Pordenone che, erede della cooperazione di fine Ottocento e inizio Novecento, sorse nel 1951. Il convegno “La Cooperazione a Pordenone. I 70 anni di Confcooperative”, in Fiera, ha così permesso di fare un quadro non solo della storia ma anche della situazione attuale del mondo cooperativo provinciale, alle prese con la sfida del Covid-19 e con le dinamiche del mercato senza dimenticare mai i suoi fini sociali.

I presidenti Gardini e Piccoli.

«In questa terra ci sono distretti con una densità cooperativistica tra le più alte d’Italia – ha fatto eco a Piccoli il presidente di Confcooperative nazionale, Maurizio Gardini, ospite della importante giornata -: cooperative che in questi 70 anni hanno vissuto il periodo della ricostruzione e dello sviluppo, dalla povertà del dopoguerra a comunità orientate al futuro. La pandemia ha portato fratture sociali ma anche nuove sfide e opportunità, come per esempio i fondi del Pnnr, oltre a bisogni della società civile che anche qui a Pordenone troveranno risposta grazie alle cooperative».
«La Destra Tagliamento – ha osservato, dal canto suo, l’assessore regionale Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier – come dimostrano i dati, si manifesta ancora come un’entità territoriale dinamica e in controtendenza, in senso positivo, rispetto agli effetti del momento indotti anche dalla pandemia. È una realtà che se ha risentito della situazione causata dall’emergenza sanitaria, ha saputo ripartire subito adeguandosi alle mutate necessità della società e alle richieste e attese dei mercati, traguardando in prospettiva. Questo, com’è tradizione per il mondo della cooperazione e com’è tradizione del tessuto economico produttivo, che alla pari della cooperazione nel Pordenonese ha una tradizione ultrasecolare». «Il modello cooperativistico – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – tiene anche nel terzo millennio e resiste agli effetti della pandemia, anche se in alcune realtà del Friuli Venezia Giulia deve scontare le difficoltà nel poter individuare figure disponibili per la governance del movimento: una criticità alla quale riescono a sopperire tecnici e professionisti capaci. È a loro che si deve il successo di un modello nato dalla solidarietà e cresciuto adattandosi alle esigenze della società e delle realtà locali, nel quale la Regione continua a credere e al quale non manca di continuare ad assicurare l’appoggio necessario. L’elemento inconfutabile – ha concluso Zannier – capace di far emergere il Pordenonese tra le diverse realtà del Nord Est, è la capacità fare rete e sistema, mentre sul territorio altre aree si presentano disgregate forse perché gli stessi strumenti legislativi non più attuali rendono difficili i compiti di vigilanza e governo della situazione».

La tavola rotonda.

I lavori – davanti a una platea con diversi consiglieri regionali, sindaci, amministratori e presidenti di cooperative – si erano aperti con la premiazione dell’unica cooperativa ancora attiva tra quelle fondatrici del 1951 – la Latteria di Palse con il presidente Giuseppe Zanetti – e una di quelle di più recente costituzione – la cooperativa di comunità Insieme di Meduno sorta da poche settimane, con la socia Anna Iogna che ha portato i saluti della vicepresidente Patrizia Marescutti -, oltre al neocostituito Gruppo giovani di Confcooperative Pordenone con il referente Luca Luison della cooperativa Il Piccolo Principe. Sul palco anche i sindaci dei due Comuni delle Cooperative della provincia pordenonese, Lavinia Clarotto (Casarsa della Delizia) e Michele Leon (San Giorgio della Richinvelda), realtà dal grande Dna cooperativo visto il numero di imprese presenti. Saluti istituzionali sono stati portati dal vescovo di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini, da Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg e portavoce regionale di Alleanza Cooperative Italiane, e dal consigliere del Comune di Pordenone, Massimo Drigo, che ha consegnato una targa commemorativa a Confcooperative.

I sindaci Leon e Clarotto.

La targa comunale di Drigo.

Premio a Luison.

Lo studio “La cooperazione pordenonese alla prova della pandemia: un dinamismo in trasformazione”, realizzato dal professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, ha quindi evidenziato come in generale la cooperazione pordenonese (che vale il 10% della forza occupazionale provinciale) guardi al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla vicina Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete dopo le sfide del Covid-19. «Il 71% delle associate di Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani di meno di 30 anni tra gli addetti, il 41% con lavoratori di origine straniera e il 60% ha donne in ruoli di responsabilità. In totale – ha spiegato il luminare – la cooperazione pesa per il 10% dell’intero panorama occupazionale in provincia di Pordenone. Livelli occupazionali che durante la pandemia sono rimasti stabili nel 65% delle cooperative, con un 23% che ha pure aumentato gli addetti. Per il secondo semestre 2021 ci si aspetta una crescita sul mercato interno per il 36,3% mentre chi esporta sta vivendo con preoccupazioni le tensioni internazionali. In generale, la cooperazione pordenonese guarda al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete. Mediamente ogni mese le cooperative intessono relazioni con oltre 3.600 famiglie, 110 associazioni di volontariato e 75 associazioni di categoria con cui costruiscono progettualità e interventi. Sotto il profilo economico sono in filiera con oltre 5.800 imprese e 1.600 fornitori. In altri termini, sviluppano un “PIL sociale” che non è conteggiato nelle stime dell’economia reale, ma senza il quale l’intera società (e di conseguenza l’economia) ne risentirebbe fortemente».

Premiati Palse e Meduno.


A seguire la tavola rotonda sul tema “La cooperazione fattore di sviluppo nella comunità”, moderata dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo, Omar Monestier, ha visto, oltre al citato assessore regionale Zannier, il vicepresidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti, il consigliere del Consorzio tutela Doc Prosecco e presidente di Confcooperative Belluno Treviso, Valerio Cescon, assieme agli stessi Piccoli e Marini, ragionare su stato di fatto e obiettivi futuri della cooperazione. Conclusioni, quindi, affidate al presidente nazionale Gardini.

Due settori della sala in Fiera.

Programma della giornata celebrativa a cura degli uffici di Confcooperative Pordenone guidati dal direttore Marco Bagnariol con il supporto della cooperativa Nuove Tecniche.
L’evento ha beneficiato del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e dei Comuni delle Cooperative Città di Casarsa della Delizia e Comune di San Giorgio della Richinvelda. Le iniziative sono state sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, Carac, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

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In copertina, l’intervento del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.

(Servizio fotografico di Setefano Covre Nuove Tecniche)

 

Cooperative pordenonesi in festa nel ricordo di monsignor Giuseppe Lozer

Un regalo a tutta la comunità da parte del mondo della cooperazione: in occasione dei suoi 70 anni dalla fondazione, Confcooperative Pordenone propone a ingresso gratuito lo spettacolo “Un prete ruvido” con I Papu nel parco del Castello di Torre, a Pordenone, venerdì 10 settembre alle 21 (in collaborazione con Fondosviluppo Fvg). L’opera teatrale è dedicata a monsignor Giuseppe Lozer, parroco di Torre e figura carismatica del cooperativismo cattolico del Friuli occidentale. Un secolo fa fondò diverse cooperative per il sostegno non solo economico ma anche sociale dei suoi parrocchiani che lavoravano negli opifici pordenonesi.

Luigi Piccoli


«Un’eredità la sua – ha affermato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – che ancora oggi è viva e che insieme a tante altre esperienze nate tra fine Ottocento e primo Novecento, come la prima latteria cooperativa di Maniago nel 1882, ha reso fertile il terreno culturale per la grande ripresa del cooperativismo del Secondo dopoguerra dopo il fascismo. Infatti, il 15 settembre 1951 nacque la nostra realtà, chiamata L’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, ancora prima dell’istituzione della Provincia di Pordenone nel 1968. Una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali, che fu resa possibile grazie alla grande tradizione cooperativistica del nostro territorio. Per questo celebrare con lo spettacolo Lozer, e con lui tutti i cooperatori storici, è stata la nostra scelta per iniziare le celebrazioni del nostro 70mo anniversario che culminerà nel convegno del prossimo novembre».
Prima dello spettacolo interverrà proprio Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone, che parlerà con don Giosuè Tosoni, titolare della Parrocchia dei Santi Ilario e Taziano di Torre. Saranno intervistati da Lucia Roman per ricordare proprio la figura del prelato cooperatore.
Il proprio posto gratuito, fino a esaurimento di quelli disponibili, si può prenotare inviando una mail con: 1. Nome e cognome, 2. Numero di posti da riservare, 3. Un numero di telefono all’indirizzo e.mail: lucia.ortoteatro@gmail.com. Segreteria organizzativa Ortoteatro 348.3009028. In caso di pioggia l’evento si terrà all’auditorium Aldo Moro Via Traversagna, 4 – Cordenons. Saranno rispettate le norme anti Covid-19 e per accedere sarà necessario il Green Pass.

I Papu

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In copertina, una rara immagine di monsignor Giuseppe Lozer.

Ad Aviano debutta il progetto Silver: quando gli anziani sono protagonisti

Una nuova visione della senilità in linea con i tempi, per rilanciare la persona anziana come parte attiva e valore aggiunto alla vita di comunità, grazie a una serie di case famiglia in cui gli anziani non sono semplici ospiti, ma veri protagonisti: presentato ad Aviano, nella nuova struttura Casa Alberina, il progetto Silver della cooperativa Foenis di Cordenons, associata a Confcooperative Pordenone. Un progetto sostenuto dal credito cooperativo attraverso Friulovest Banca, altra aderente all’associazione provinciale. Da alcuni anni Foenis lavora al recupero di case private non utilizzate, o altre strutture (nel caso di Aviano un ex residence) per trasformarle in case per anziani. Un intento di rigenerazione urbana che ridà vita agli spazi abitativi puntando nel contempo al benessere dei nonni. Attualmente Foenis gestisce quattro strutture: Casa Clelia (2015, Pordenone), Casa Lucia (2016 Roveredo in Piano), Casa Serena (2018, Belluno) e la citata Casa Alberina (2021, Aviano). Ora in queste strutture si svolgerà una serie di attività, nel rispetto delle norme sanitarie, che coinvolgeranno associazioni e volontari delle varie comunità in cui Foenis è attiva.

La presentazione di Silver.

“Queste Case famiglia per anziani autosufficienti – ha spiegato il presidente di Foenis, Piero Turchet – sono un servizio residenziale, organizzato come comunità a carattere familiare, destinato alla convivenza di un numero limitato di persone anziane autosufficienti che presentano problematiche omogenee o compatibili che non possono o non intendono vivere autonomamente o presso i propri familiari. Le nostre strutture sono situate in residenze private in cui, in seguito a lavori di ristrutturazione e di adeguamento alle norme vigenti, si è cercato di rendere l’ambiente più confortevole e più rispondente alle necessità degli ospiti, eliminando o riducendo al minimo le barriere architettoniche. Il progetto Silver nasce come sviluppo della gestione delle Case famiglia. Siamo partiti infatti da una riflessione che vede per l’anziano, anche in questa delicata fase di cambiamento relazionale, un ruolo sempre attivo per uno scambio intergenerazionale e interculturale. Il processo dell’invecchiamento deve necessariamente essere percepito come un processo di inclusione, e con questo progetto, Foenis in sinergia con i volontari delle associazioni coinvolte, intende diventare un punto di riferimento sul territorio per ricominciare a vivere in una nuova normalità, nel rispetto delle normative per contrastare la diffusione del Covid-19 pur garantendo una vita ricca di scambi e diversificata”.

Luigi Piccoli

Il progetto all’interno delle case prevede letture ad alta voce, arteterapia, clownterapia, collaborazione con i Bersaglieri di Azzano Decimo per attività congiunte, attività fisica adattata alla senilità, attività con gli animali, musicoterapia, ballo e coreografia, yoga, meditazione, ricamo, spettacoli con il duo comico I Papu, ortoterapia con l’azienda agricola Tina di Rauscedo, incontri con la Parrocchia di San Bartolomeo a Roveredo.
“Obiettivo principe – ha concluso Turchet – rimane sicuramente il miglioramento della qualità della vita degli anziani nel massimo rispetto delle caratteristiche individuali, mantenendo e stimolando nuovi o preesistenti interessi. L’aspetto innovativo del progetto Silver è il rendere quindi una residenza per anziani autosufficienti efficiente e strutturata, con una rosa di servizi diversificati e unici grazie alla competenza di uno staff davvero completo. Grazie ai nostri soci Samantha Turchet, Daniela Mendes, Martina Dell’Agnolo, Luana Sbardellotto e Massimo Carpené che hanno organizzato la serata di presentazione”.
“Un progetto innovativo – ha aggiunto il presidente di Confcooperative, Luigi Piccoli – che guarda al futuro dopo la fase più viva dell’emergenza sanitaria nel rispetto della parte anziana della popolazione. La dimensione sociale di Foenis ha incontrato il sostegno del credito cooperativo di Friulovest Banca e si avvale dei servizi della cooperativa sociale Acli: una vera visione unitaria tra cooperative nostre aderenti attive in diversi settori che rientra nel programma di mandato di Confcooperative Pordenone, per collaborazioni fondamentali nel promuovere i valori della cooperazione”.

Durante la presentazione sono intervenuti anche il sindaco di Aviano, Ilario De Marco Zompit, e l’assessore comunale alla promozione sociale Danilo Signore, mentre Friulovest Banca era rappresentata dal consigliere Ester Pilosio e dal presidente della mutua Credima Giorgio Siro Carniello. La serata inaugurale ha visto pure l’incontro con i simpatici Papu, un momento conviviale e il ballo per gli anziani residenti con il maestro Stelvio Martin, Stefano Sfreddo con il suo omaggio ad Adriano Celentano, il tutto con un tema in stile hawaiano.

Casa Alberina ad Aviano.

LA COOPERATIVA – La Società Cooperativa sociale Foenis nasce a Cordenons nel 2013 con la filosofia portante della cura e dell’assistenza alla persona. Alla sua nascita si occupava prevalentemente di assistenza domiciliare e organizzazione centri estivi per bambini e ragazzi. Nel 2015 c’è stata però l’intuizione di rispondere all’importante domanda del nostro territorio sull’assistenza agli anziani. Nasce così il progetto Casa Famiglia Anziani autosufficienti. La Cooperativa, da sempre giovane e dinamica e in continua espansione e miglioramento, sposta la sua mission focalizzandosi su questo nuovo progetto. “Crediamo nel forte potere della collaborazione – spiegano dai suoi vertici -, del dialogo e della condivisione. Comprendiamo quanto possa essere difficile quando una persona cara non può più prendersi cura di se stessa: insieme vogliamo migliorare la qualità di vita dei nostri ospiti, laddove ci è possibile, nel massimo rispetto delle caratteristiche individuali, mantenendo e stimolando nuovi o preesistenti interessi. Vogliamo offrire dei servizi sempre nuovi, professionali, dedicati alla qualità della vita”. La cooperativa Foenis haringraziato tutti gli sponsor della serata: Sc grandi impianti, Eb sicurezza, Tecno clean, Elvios fruit, Azienda agricola Vallavan, Ve-ris veneta ristorazione, Gottardi fiori, Marcolin e Resh Agency per il supporto e l’organizzazione dell’evento. Info: www.cooperativasocialefoenis.it