Salvare la montagna e i piccoli borghi con le cooperative di comunità

La montagna e i piccoli borghi del Friuli Venezia Giulia rinasceranno con le cooperative di comunità. Ne è convinta Confcooperative Fvg che ha deciso di sostenere finanziariamente la nascita di questa forma di imprese locali, una realtà pionieristica che sta emergendo in molte comunità del nostro Paese: cooperative che forniscono servizi diversi in piccoli Comuni dove, spesso, negozi e servizi sono assenti. Un progetto considerato strategico per il futuro di molti territori della nostra regione: «Il nostro obiettivo è quello di fermare lo spopolamento delle piccole comunità e dare servizi di qualità anche ai cittadini dei centri minori o isolati», spiega Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg. «Per questo motivo – prosegue – vogliamo favorire la nascita di nuove cooperative di comunità nei Comuni più piccoli e in quelli di montagna. Si tratta di imprese cooperative che erogano una pluralità di servizi e dove sono i cittadini stessi a diventare parte attiva per far rinascere il proprio paese, in contesti dove la ridotta dimensione demografica o l’isolamento rendono, spesso, molte attività poco redditizie: paesi dove magari tante attività hanno chiuso i battenti e dove, per ripartire, serve una nuova visione». Servizi che possono andare dalla consegna di farmaci o giornali ai servizi alla persona, dal negozio di alimentari, all’organizzazione di attività ricreative.
«Cittadini ed enti locali cercano il modo di rendere sostenibili servizi fondamentali anche nel contesto di comunità di piccole dimensioni – continua Castagnaviz – e, attraverso le cooperative di comunità, i cittadini prendono assieme l’iniziativa per dare risposte ai propri bisogni: non sono più solo beneficiari, ma anche attori. Al centro delle cooperative di comunità, dunque, c’è la partecipazione dei cittadini alla gestione di servizi di interesse generale».
A finanziare l’iniziativa sarà Fondosviluppo Fvg, il fondo mutualistico di riferimento per le società aderenti a Confcooperative Fvg. Diversi gli interventi previsti per supportare lo start-up delle iniziative cooperative: un contributo economico, un abbattimento totale degli interessi su finanziamenti da parte della locale Banca di Credito Cooperativo o, in alternativa a questo, un contributo per servizi di consulenza e accompagnamento allo start up.
Tutte le informazioni per partecipare sono reperibili sul sito www.fondosviluppofvg.it

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In copertina, Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg. 

Trasporto persone in crisi: bene la Regione Fvg, ma ora si muova anche il Governo

di Gi Elle

Dalla Regione Fvg arriva una boccata d’ossigeno anche per il trasporto di persone, precipitato in una situazione molto preoccupante a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus che ha bloccato ogni movimento, ma si tratta di importi minimi, del tutto insufficienti a ristorare le gravissime perdite del settore, per il quale si auspica che la Giunta Fedriga solleciti il Governo nazionale ad adottare misure concrete, appunto perché gli aiuti concessi finora «non allentano la drammatica crisi del comparto».
Gli operatori del trasporto persone – che in tempi normali sarebbero in queste settimane nel periodo di più intensa attività tra gite scolastiche, comitive di turisti, navi da crociera e turismo congressuale – commentano infatti le risorse che l’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia ha deciso di destinare al terziario: «I 1.400 euro a fondo perduto per le imprese di trasporto non di linea sono certamente un sostegno utile in questo momento di drammatica crisi di liquidità. Fra l’altro, la Regione per prima ha preso in considerazione il nostro settore mentre invece, a livello nazionale, mancano provvedimenti che riconoscano la profonda crisi in cui le nostre imprese si trovano – sottolinea Luigi Donatone, coordinatore del settore trasporto persone per Confcooperative Fvg e presidente di una storica cooperativa di pullman turistici –, ma bisogna essere chiari: importi così minimali non fanno uscire dalla crisi. Per fare un esempio, l’importo annunciato è il costo di appena 4 mesi di assicurazione di un pullman turistico». Da qui, la richiesta di Donatone all’Amministrazione Fvg di farsi parte attiva con l’esecutivo nazionale.
«Chiediamo che la Regione solleciti il Governo ad adottare misure concrete per il nostro comparto che, al momento, è in una situazione disastrosa – aggiunge preoccupato Donatone -. Siamo in chiusura totale dal 24 febbraio. Oltre al blocco delle visite didattiche e d’istruzione scolastiche, soffriamo per la cancellazione dei servizi di trasporto persone per il turismo congressuale e crocieristico, per raduni e incoming. Il personale è in cassa integrazione e, peraltro, già a giugno termineranno le settimane di Cig autorizzata lasciando scoperti almeno due mesi nel periodo estivo. Quando si parla di turismo ci si dimentica forse che il nostro è un punto fondamentale della filiera. In tempi normali siamo noi a far muovere i tour organizzati e a supportare tutta la filiera turistica».

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In copertina, Luigi Donatone, coordinatore del settore trasporto persone per Confcooperative Fvg.

 

L’assistenza ai disabili: Confcooperative Fvg preoccupata per i lavoratori

Il 54 per cento dei lavoratori svantaggiati di cooperative sociali – nelle quali vi erano stabilmente inseriti – è sospeso dal lavoro e, attualmente, si trova in cassa integrazione o strumenti analoghi. «Nella maggior parte dei casi parliamo di lavoratori con disabilità cognitiva, problematiche di salute mentale: per essi il lavoro è uno strumento di inserimento che li sostiene anche sul piano terapeutico. Siamo molto preoccupati per l’attuale situazione: alla fragilità di queste condizioni si è venuto a sommare il fattore Covid-19 e, nonostante l’impegno ammirevole delle cooperative sociali, è venuto il momento di ripensare a un welfare più solidale», dice Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà Fvg, che riunisce le cooperative sociali aderenti a Confcooperative nella nostra regione. Si arriva all’80 per cento di lavoratori svantaggiati se si considera quelli, molto numerosi, che era impiegato attraverso borse lavoro e tirocini, diverse centinaia in una regione pioniera nel mondo nell’inserimento lavorativo delle persone con svantaggio.

«Più di metà delle cooperative si è attivata autonomamente per assistere in remoto i lavoratori svantaggiati e continuare così a essere vicina a loro. Gli interventi più comuni vanno dalle telefonate e videochiamate di supporto, al sostegno psicologico gratuito, all’assistenza domiciliare. Ovviamente, il disagio è decisamente più forte nei problemi di salute mentale, in tutti questi casi la vicinanza, la socialità, è un fattore importante e la cooperazione sociale si sta impegnando per essere vicina a questi lavoratori». Per Federsolidarietà è urgente un ripensamento complessivo del modello di welfare: «Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha sbloccato i contributi alle cooperative sociali previsti dalla L.R. 20/2006. Quasi un milione di euro per 88 progetti che hanno coinvolto 502 lavoratori svantaggiati: è una notizia che accogliamo con soddisfazione perché rappresenta il riconoscimento dell’importanza di un welfare innovativo», evidenzia soddisfatto Luca Fontana. «Per il futuro servirà un tavolo permanente regionale che definisca le linee guida di un nuovo welfare per tutelare la fragilità delle condizioni di maggiore svantaggio in un costante confronto con il Terzo settore».

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In copertina, Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà Fvg.

 

“Pullman turistici fermi: utilizziamoli almeno per pubblico e scuole”

Gli operatori del trasporto persone – che in tempi normali sarebbero in queste settimane nel periodo di più intensa attività tra gite scolastiche, comitive di turisti, navi da crociera e turismo congressuale – si fanno avanti con una proposta: «Si utilizzino i nostri servizi a complemento del trasporto scolastico e del trasporto pubblico locale. È chiaro infatti che, in vista della “fase 2”, dovranno essere adottati standard che evitino l’affollamento di tali mezzi. E sarebbe altrettanto assurdo costringere i gestori di questi servizi ad acquistare mezzi e assumere personale aggiuntivo quando altri attori del comparto, quello privati, devono mettere il personale in cassa integrazione. Quello che proponiamo è di essere chiamati a supportare i gestori, per la “fase 2”, con i nostri mezzi e personale. Una situazione temporanea che la Regione potrebbe regolamentare per il tempo necessario», propone Luigi Donatone, coordinatore di settore per Confcooperative Fvg e presidente di una storica cooperativa di pullman turistici, facendosi interprete di una proposta condivisa con gli altri operatori del settore.
«Si, è vero, ci stiamo coordinando con le imprese di altre associazioni per dare una voce unica al comparto che, in questo momento, è in condizioni davvero disastrose – ammette Donatone -. Siamo in chiusura totale sin dal 24 febbraio. Oltre al blocco delle visite didattiche e d’istruzione scolastiche, soffriamo per le continue cancellazioni dei servizi di trasporto persone per il turismo congressuale e crocieristico, per raduni e incoming. Il personale è in cassa integrazione. Quando si parla di turismo ci si dimentica forse che il nostro è un punto fondamentale della filiera. In tempi normali siamo noi a far muovere i tour organizzati e a supportare tutta la filiera turistica. Non possiamo nemmeno utilizzare lo strumento dei voucher, a differenza di altri operatori del turismo perché, di norma, non riceviamo acconti sui servizi prenotati. Nel frattempo, dunque, ci sarebbe anche la necessità urgente di un contributo a fondo perduto per consentire la sopravvivenza del settore, in questi mesi».

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In copertina, Luigi Donatone, coordinatore di settore per Confcooperative Fvg .

L’uragano Coronavirus travolge le cooperative Fvg: urgente intervenire

di Gi Elle

Il Coronavirus si abbatte come un uragano sul mondo cooperativo, tanto da mandare in cassa integrazione – cose mai viste, neanche dopo la crisi economica del 2008 – il 40 per cento degli addetti, seimila tradotti in numeri assoluti. Insomma, una vera paralisi dai drammatici risvolti economici e umani. Una situazione pesante che viene esposta, in tutta la sua gravità, da Confcooperative Fvg, la principale organizzazione del settore con 600 associate in Friuli Venezia Giulia e 15 mila addetti (sono 18.500 le cooperative in tutta Italia). Anche perché a preoccupare moltissimo è la stagione estiva sulla quale incombono nubi minacciose soprattutto per quanto riguarda il turismo.
Secondo le stime di Confcooperative, da una ricognizione tra le imprese maggiormente interessate, il numero di addetti coinvolti è appunto di circa 6 mila su 15 mila, il 40 per cento del totale, con punte che superano il 50 nella cooperazione sociale e in alcuni comparti totalmente bloccati, come turismo, cultura, ristorazione e trasporto persone. Una conferma più precisa si avrà nelle prossime settimane con la presentazione delle ultime domande di accesso agli ammortizzatori sociali (Cassa ordinaria o in deroga o analoghi strumenti previsti per il terziario, come il Fondo di Integrazione salariale) per quelle imprese che hanno sospeso l’attività dopo altre.

Giuseppe Graffi Brunoro

«In ogni caso, mai si erano visti numeri di queste proporzioni: si registrano cali del fatturato che oscillano tra il 20 e il 100 per cento (nei casi più drammatici di blocco totale delle attività), basti pensare alle cooperative che agiscono nel settore turistico, culturale, della ristorazione, alberghiero e del traporto», sottolinea Giuseppe Graffi Brunoro, presidente dell’associazione cooperativistica.
«A fine aprile diverse cooperative avranno già esaurito le 9 settimane di cassa integrazione previste. Serve un intervento urgente. C’è fortissima preoccupazione per i tempi e le modalità di ripartenza: in alcuni settori si rischia di perdere, di fatto, l’intera stagione 2020. È già accaduto per il settore del turismo scolastico, ora rischia di risentirne tutto il resto del turismo e della filiera educativa – evidenzia il segretario generale di Confcooperative, Nicola Galluà -. Risulta evidentemente fondamentale pensare a un sostegno economico una-tantum per il 2020 per il mantenimento dei livelli occupazionali aziendali rispetto all’anno precedente e a un potenziamento dei bonus per le stabilizzazioni dei lavoratori». E questo, dunque, da subito. Già in vista di quella Fase 2 di cui tanto si parla e che dovrebbe segnare la tanto auspicata ripresa dopo questi due mesi di blocco pressoché totale.

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In copertina, la produzione di mascherine in una cooperativa sociale del Friuli Venezia Giulia.

Federsolidarietà Fvg e servizio civile: 66 posti disponibili

Sessantasei posti disponibili in 34 diverse cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia. Mancano pochi giorni e il Servizio civile 2019-2020 sta per partire. «Il Servizio civile universale è stato istituito nel 2017, seguendo l’esempio di molti Paesi europei dove era già attivo da tempo. Si tratta di un’esperienza che molti giovani hanno già avuto e che sta portando l’energia e le motivazioni di una nuova generazione in molte realtà del sociale, anche in Friuli Venezia Giulia», spiega Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative Fvg, con 168 cooperative sociali aderenti su tutto il territorio regionale. Cooperative sociali che mettono a disposizione, nel dettaglio: 8 posti disponibili a Trieste; 13 in provincia di Gorizia (4 a Gorizia, 4 a Ronchi dei Legionari, 2 a Monfalcone e 3 a Mossa); 17 in provincia di Pordenone, distribuiti sull’intero territorio del Friuli Occidentale e, infine, ben 28 in provincia di Udine (4 a Udine, 4 a San Giorgio di Nogaro, 6 a San Vito al Torre, e poi Aiello, Fiumicello, Codroipo, Latisana, Palazzolo dello Stella).

I candidati devono avere tra i 18 e i 28 anni. Il Servizio civile ha una durata di 12 mesi e il compenso mensile riconosciuto ai giovani volonterosi è di 439.50 euro netti mensili, per un impegno minimo di 25 ore settimanali. «Il Servizio Civile ha una forte valenza educativa e formativa, dà un’occasione di crescita personale, un’opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, fornendo uno strumento per aiutare le fasce più deboli delle nostre comunità contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Per tanti giovani, inoltre, è stata l’occasione per conoscere un ambito che, poi, a volte, si è tramutato – successivamente a un adeguato percorso di studio – in una autentica professione», aggiunge Fontana.

La scadenza ultima per candidarsi sono le ore 14.00 del prossimo 10 ottobre. Quest’anno la candidatura – avvertono gli sportelli del Servizio civile – potrà essere fatta esclusivamente on-line grazie a Spid, “Sistema Pubblico d’Identità Digitale”, la piattaforma che assicurerà maggiore trasparenza delle procedure. Per richiedere lo Spid con un livello di sicurezza 2, i candidati devono entrare nel sito AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid dove trovano tutte le informazioni necessarie. Le informazioni sui progetti di Servizio civile disponibili, invece, possono essere rintracciate su www.infoserviziocivile.it e su www.serviziocivile.coop, il portale di Confcooperative entro il quale si può navigare alla ricerca delle candidature ancora aperte.

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In copertina, Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative Fvg.

Bini a Confcooperative: norme più semplici per creare sviluppo

Semplificare la burocrazia, rilanciare lo sviluppo del Paese aiutando le imprese a crescere e a dispiegare tutte le loro potenzialità e creare una nuova cultura che consideri imprese e imprenditori un valore aggiunto in grado di creare ricchezza e occupazione a beneficio di tutti. Sono questi alcuni degli elementi dell’intervento che l’assessore alle Attività produttive del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, ha tenuto a Palmanova, in occasione dell’assemblea regionale di Confcooperative Fvg, di cui quest’anno ricorre il centenario.
“Se vogliamo davvero rilanciare il Paese – ha spiegato Bini – dobbiamo iniziare dall’economia, fare in modo che imprese e imprenditori siano considerati un valore aggiunto in grado di creare ricchezza e posti di lavoro. Le nostre imprese hanno enormi potenzialità di sviluppo, ma dobbiamo agire su una burocrazia che rende difficile l’operatività quotidiana per aiutarle a crescere e a competere con sempre maggior efficacia all’interno di un mercato globale”.

“E’ dimostrato – ha aggiunto l’assessore – che abbassando la pressione fiscale, semplificando la burocrazia si liberano energie importanti che hanno ricadute positive sullo sviluppo produttivo. La Regione è impegnata su questa direzione – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – e proseguirà ad attivarsi anche con il prossimo SviluppoImpresa, affinché il livello di competitività del territorio aumenti”.
Bini ha sottolineato l’importanza della cooperazione che rappresenta una parte del settore economico italiano e del Friuli Venezia Giulia di tutto rispetto, con numeri rilevanti, come quelli illustrati da Confcooperative Fvg con le sue 594 associate che producono 1 miliardo di euro di fatturato, registrano 128 mila soci e 15.758 occupati (per l’87 per cento a tempo indeterminato): 1 abitante ogni 8 è socio di una coop aderente a Confcooperative Fvg. L’assessore ha poi rilevato come il mondo cooperativo contribuisca significativamente alla crescita occupazionale.

A Palmanova si sono riuniti i rappresentanti delle quasi 600 cooperative che aderiscono a Confcooperative Fvg (la principale organizzazione di rappresentanza delle imprese cooperative in Italia), di cui quest’anno, come si diceva, ricorre il centenario. «È fondamentale affrontare con efficacia e strumenti adeguati l’emergere di situazione di crisi nelle aziende regionali – è la preoccupazione che ha evidenziato il presidente, Giuseppe Graffi Brunoro – perché un intervento tempestivo può consentire di salvare centinaia di posti di lavoro. In questa direzione si muovono le regole stabilite dal Codice delle Crisi che entrerà in vigore fra pochi mesi, sul quale ci siamo confrontati e che interessa anche le imprese cooperative».
Il prefetto Michele Penta, coordinatore dell’Osservatorio regionale antimafia, ha suggerito di mantenere gli occhi aperti sul tema poiché, ha detto, il Friuli Venezia Giulia non è un’isola felice (già dal 1989, Paolo Borsellino segnalò la presenza stabile della criminalità organizzata su questo territorio) e il riciclaggio di denaro sporco, a esempio, usa come testa d’ariete proprio le situazioni di crisi aziendale per ripulire i guadagni illeciti e farli rientrare nell’economa legale. Ai lavori su “La riforma della disciplina delle crisi nelle imprese cooperative” sono anche intervenuti: Tonj Della Vecchia (del Servizio Legislativo di Confcooperative nazionale); Laura Iacone (del Ministero dello Sviluppo economico) e Dino Fabris (di Confcooperative Fvg).

L’assemblea ha fornito anche l’occasione per la consegna ai partecipanti del volume fotografico curato dall’Ansa in collaborazione con Confcooperative per raccontare la storia dell’organizzazione e dello sviluppo del movimento cooperativo italiano. Nel libro di 140 pagine corredato da foto di grande pregio, provenienti dagli archivi delle cooperative italiane, trovano posto quattro cooperative del Friuli Venezia Giulia: Secab di Paluzza che guadagna la copertina del volume con una foto del 1913 rappresentante l’inaugurazione della centrale idroelettrica del Fontanone, la Cooperativa di consumo di Premariacco, la cantina viticoltori La Delizia di Casarsa e l’Immaginario scientifico di Trieste.

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In copertina e qui sopra l’intervento dell’assessore Bini, che ha accanto Graffi Brunoro e il prefetto Penta.

Un miliardo di fatturato dalle 600 coop Fvg ma con nubi da diradare

Si riuniscono a Palmanova i rappresentanti delle quasi 600 cooperative che, in Friuli Venezia Giulia, aderiscono a Confcooperative, la principale organizzazione di rappresentanza delle imprese cooperative in Italia, di cui quest’anno ricorre il centenario. Un gruppo di imprese regionale che produce 1 miliardo di euro di fatturato, con 128 mila soci e 15.758 occupati (per l’87 per cento a tempo indeterminato): 1 abitante ogni 8 è socio di una cooperativa aderente a Confcooperative Fvg.
Il focus del programma dell’appuntamento – che si terrà domani 21 giugno al Meeting Point San Marco di Palmanova (via Scamozzi 5) a partire dalle 11 – avrà per tema: “La riforma della disciplina delle crisi nelle imprese cooperative”, con gli interventi di Tonj Della Vecchia (del Servizio Legislativo di Confcooperative nazionale); Laura Iacone (del Ministero dello Sviluppo economico); Dino Fabris (di Confcooperative Fvg); Michele Penta (dell’Osservatorio regionale antimafia), introdotti da Giuseppe Graffi Brunoro, presidente di Confcooperative Fvg. Le conclusioni saranno tratte dall’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini.

«È fondamentale affrontare con efficacia e strumenti adeguati l’emergere di situazione di crisi nelle aziende regionali – è la preoccupazione che evidenzia Graffi Brunoroperché un intervento tempestivo può consentire di salvare centinaia di posti di lavoro. Per fare questo – aggiunge il presidente – il mondo cooperativo in particolare esige che ne venga riconosciuta sempre di più la specificità, sia come possibile soluzione a situazioni di crisi, sia sotto il profilo strettamente economico e gestionale, allorché i parametri che entrano in gioco, sovente, penalizzano la misurazione del grado di affidabilità e sostenibilità delle imprese cooperative. Un “vulnus” del tutto ingiustificato e che rischia di azzoppare, per così dire, le potenzialità di tante imprese regionali che contribuscono significativamente alla crescita occupazionale, come i dati di questi anni dimostrano».

L’assemblea offrirà anche l’occasione per la consegna, ai partecipanti, del volume fotografico curato dall’Ansa in collaborazione con Confcooperative (in occasione del suo centesimo compleanno) per raccontare la storia dell’organizzazione e dello sviluppo del movimento cooperativo italiano. Nel libro di 140 pagine corredato da foto di grande pregio provenienti dagli archivi delle cooperative italiane, trovano posto 4 cooperative del Friuli Venezia Giulia. La Secab di Paluzza, che guadagna la copertina del volume, con una foto del 1913 rappresentante l’inaugurazione della centrale idroelettrica del Fontanone; la Cooperativa di consumo di Premariacco, la Cantina Viticoltori La Delizia di Casarsa e l’Immaginario Scientifico di Trieste.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Fvg Graffi Brunoro.