Da oggi a Moggio Udinese il via alla Summer School di Innovalp progetto promosso dai Cramars

Si apre oggi, 13 luglio, a Moggio Udinese, la Summer School residenziale di Innovalp, un progetto promosso da Cramars, con il sostegno di Fondazione Friuli, Confcooperative Alpe Adria e Legacoop Fvg. In programma fino a sabato 19 luglio nel cuore della Riserva della Biosfera Mab Unesco delle Alpi Giulie, la Scuola Estiva Residenziale si inaugura con il benvenuto degli ideatori e promotori Cramars e dell’Amministrazione comunale: questa sera alle 19, al Caffè Alla Berlina di Moggio Alto, il sindaco Martina Gallizia e la Project Manager di Innovalp Annalisa Bonfiglioli, vicepresidente della Cooperativa Cramars, affiancate dal team di lavoro e dalle famiglie ospitanti, accoglieranno i 20 giovani borsisti provenienti dal Friuli Venezia Giulia e da tutta Italia: dal Veneto alla Sardegna, dalla Calabria al Lazio, dalla Sicilia alla Lucania, alla Campania.
Venti “Ambassador” 20/35enni dello sviluppo sostenibile delle Terra Alte, impegnati come attivatori territoriali e nell’ambito dell’innovazione sociale. Elemento di forte innovazione sociale, l’ospitalità diffusa sottolinea l’impegno attivo della comunità locale, pienamente coinvolta nella ricezione e integrazione dei giovani selezionati, così come nelle fasi di lavoro della prossima settimana. Domani le prime azioni partiranno alla presenza della presidente del Comitato Scientifico Innovalp, l’accademica Maria Chiara Cattaneo, docente all’Università Cattolica di Milano: sarà una giornata di studio e laboratorio nella sede dell’Associazione Sot La Nape, con laboratorio di mappatura partecipata delle realtà produttive locali condotto da Paolo Ermano, docente dell’Università degli Studi di Udine, e il coinvolgimento diretto della comunità. Prevista la visita guidata allo stabilimento della Cartiera Ermolli. Diversi i momenti aperti alla partecipazione dei cittadini: mercoledì 16 luglio, alle 21, al Centro Polifunzionale di Moggio Udinese è in programma la proiezione del film Abito di confini del regista Opher Thomson: un’opera pluripremiata, anche al recente Festival Cinemabiente di Torino. L’autore ha scelto di vivere proprio nelle montagne friulane, e assisterà alla presentazione. Giovedì 17 luglio alle 9.30 a Dordolla, nell’Asilo ricreatorio, tutti potranno accedere all’incontro dedicato alla “Produzione come narrazione: carta, arte e territorio”, un dialogo a più voci con l’editore Florindo Rubbettino, fondatore del Museo d’Impresa e del Parco Carta, l’economista Roberto Grandinetti, esperto di sistemi produttivi locali e Graziano Lorenzon, direttore Informest, esperto di politiche europee per l’innovazione. Si parlerà delle relazioni tra manifattura, cultura e paesaggio come motore di innovazione nei territori montani. Venerdì 18 luglio alle 21 si torna a Moggio Udinese nell’area festeggiamenti del campo sportivo per una serata con Dj set di Eric Navarra.
Infine, sabato 19 luglio alle 10 nella sala del Comune di Moggio Udinese la cerimonia finale, alla presenza dell’assessore regionale Alessia Rosolen, I 20 Ambassador presenteranno i prototipi progettuali elaborati durante l’atelier a istituzioni, partner, cittadini e stakeholders locali. Saranno consegnati gli attestati di partecipazione della Cooperativa Cramars, brindisi e congedo alle 12 al Ristorante San Gallo.

I 20 “AMBASSADOR” – Provenienti da tutta Italia, i partecipanti selezionati per la Scuola Estiva INNOVALP 2025 rappresentano una generazione di giovani professionisti e attivatori territoriali impegnati nei temi dello sviluppo sostenibile, dell’innovazione sociale e della rigenerazione delle aree interne. Sono Alessia Actis (Venezia, classe 1997, con una formazione in Comunicazione Interculturale e una laurea magistrale in Environmental Humanities all’Università Ca’ Foscari di Venezia), Lisa Adami (Moggio Udinese, classe 2001, laureata in Economia e Commercio con una tesi sperimentale in econometria), Mattia Cantarutti (Tricesimo, classe 1997, laureato in DAMS presso l’Università di Udine e impegnato nella produzione cinematografica, regia e sceneggiatura), Arianna Catalano, (Palermo, classe, 2000, con una doppia laurea con lode in Economia dello Sviluppo e Cooperazione Internazionale (e in Economics, Finance and International Integration), Martina Del Toso (Spilimbergo, classe 1992, combina una formazione in Studi Europei e Scienze Politiche con un’esperienza professionale poliedrica tra enti pubblici, terzo settore e mondo della formazione), Laura Di Tommaso (Capri, classe 1997, architetta e dottoranda in Pianificazione, Design e Architettura presso l’Università Federico II di Napoli), Federico Galante (Castel Condino, Trentino-Alto Adige, classe 2001, laureato in Banca e Finanza all’Università di Brescia), Emma Gagliardi (Satriano di Lucania, classe 1991, economista con esperienza nei settori della sostenibilità, progettazione sociale e sviluppo territoriale), Elisa Marini (Montebelluna, classe 1998, antropologa ambientale con una solida formazione tra l’Università di Trento e Ca’ Foscari Venezia), Eleonora Mastino (Cagliari, classe 1997, laureanda in Local Development all’Università di Padova), Luca Matrisciano, (Alessandria, classe 1994, progettista sociale e consulente per enti pubblici, formazione in Scienze Strategiche presso l’Università di Torino), Francesco Moreschi (Bovezzo, Brescia classe 1999, laureato magistrale in Local Development presso l’Università di Padova), Massimiliano Pini (Grosio, Sondrio, classe 2001, laureato con lode in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano), Carolina Rossi (Brescia, classe 1999 laurea magistrale in Scienze del Paesaggio e master di secondo livello in Sviluppo Locale Sostenibile presso l’Università di Padova), Federica Sarro (Torano Castello, Cosenza, classe 1996, laurea magistrale in Scienze per la Cooperazione e lo Sviluppo), Alexander Palma (Opera, Milano, classe 1996, architetto, studi al Politecnico di Milano, all’EINA di Saragozza (Erasmus) e all’Accademia Adrianea), Anna Previt (Aiello del Friuli, classe 2001, laureata con lode in Scienze Motorie all’Università di Udine), Alessandro Zeoli (Aprilia, Latina, classe 2003, background accademico in Cooperazione Internazionale e master in Rigenerazione Urbana e Innovazione Sociale Università IUAV di Venezia), Letizia Zuliani (Pordenone, classe 1999, laureanda magistrale in Management dell’Economia Sociale presso l’Università di Bologna).

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In copertina e all’interno due immagini di una precedente Summer School.

Alice Richter confermata coordinatrice dei Giovani cooperatori Alpe Adria

Sono 219 i giovani cooperatori nei consigli d’amministrazione delle 392 cooperative aderenti a Confcooperative Alpe Adria. Una discreta presenza che comprende, in particolare, 35 presidenti di cooperativa. Sono stati loro, nel corso di un incontro a Bagnaria Arsa, a confermare Alice Richter come coordinatrice del Gruppo Giovani cooperatori. Richter, che rimarrà in carica per i prossimi quattro anni, è referente per le attività educative in natura della cooperativa sociale triestina Querciambiente.


All’appuntamento assembleare hanno portato i loro saluti, Serena Mizzan, presidente di Confcooperative Alpe Adria, Elisa Pizzamiglio, sindaco di Bagnaria Arsa, e Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale Fvg. Giovanni Grandi, professore di filosofia morale dell’Università di Trieste, ha proposto una riflessione sul tema: “Democrazia, amicizia sociale e giovani”. Erano presenti anche i rappresentanti dei giovani di Confindustria Alto Adriatico, di Confapi e di Confcooperative Pordenone. I lavori si sono conclusi con l’intervento di Andrea Sangiorgi, presidente nazionale del Gruppo Giovani Cooperatori.
«L’età media delle figure apicali delle cooperative italiane è di 55 anni. Nell’ottica del ricambio generazionale e del passaggio di competenze è quindi fondamentale la formazione dei futuri dirigenti», ha aggiunto il direttore di Confcooperative Alpe Adria, Paolo Tonassi. «I prossimi mesi – ha detto Alice Richter –, con l’apporto trainante del Gruppo in termini di stimoli e idee, saranno dedicati alla costruzione di un progetto di lungo termine indirizzato a promuovere il movimento cooperativo e i suoi principi ispiratori».
Per coadiuvare i lavori della coordinatrice, sono stati eletti i consiglieri Roberta Bartolini, Roberta Del Prete, Chiara Giacomello, Sebastian Hector, Federico Mansutti, Lorenzo Sanzin e Anna Sola. Il Gruppo Giovani cooperatori di Confcooperative Alpe Adria rappresenta i cooperatori under 40 presenti nei consigli di amministrazione delle imprese aderenti. Con la loro azione, promuovono i valori del movimento cooperativo presso le giovani generazioni e la società civile; puntano a rafforzare il ruolo dei giovani nelle imprese cooperative, in particolar modo ai livelli dirigenziali; sostengono il ruolo dei giovani negli organismi di rappresentanza del mondo cooperativo, a livello settoriale, territoriale e nazionale.

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In copertina, Alice Richter; all’interno, la coordinatrice con il direttivo neo-eletto.

Comunità energetiche rinnovabili, domani alla Casa Moderna un incontro con Confcooperative Alpe Adria

Sarà dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili l’appuntamento di Confcooperative Alpe Adria organizzato per domani, 2 ottobre, a partire dalle ore 16, all’interno della Fiera della Casa Moderna, a Torreano di Martignacco (Sala Bianca, primo piano, ingresso Ovest). Con il patrocinio della Camera di Commercio di Pordenone Udine, per approfondire il focus: ”Nuovi strumenti per una transizione sostenibile”, dopo i saluti delle autorità e un’introduzione di Paolo Tonassi, direttore di Confcooperative Alpe Adria, è prevista la partecipazione di Fabio Armanasco, think green director di Power Energia (“Comunità Energetiche Rinnovabili: un’opportunità di sviluppo per i territori”).
L’intervento illustrerà i concetti chiave e gli strumenti necessari per comprendere il funzionamento delle Cer con un approfondimento sull’efficientamento energetico industriale e la riqualificazione degli edifici. Verranno approfonditi i meccanismi di autoconsumo, sia classico che diffuso, con una panoramica sulla normativa e l’incentivazione. Saranno presentati casi studio e business plan di Cer già operative, offrendo spunti pratici su come costituire una CER. Verrà inoltre proposta una panoramica del concetto di sviluppo sostenibile e degli strumenti a disposizione delle imprese per intraprendere un percorso di sostenibilità. La partecipazione all’incontro è libera e gratuita.

Imprese, sostenibilità integrale dell’Esg tra sfide e opportunità, un seminario a Udine con Confcooperative Alpe Adria

Organizzati da Confcooperative Alpe Adria, con il sostegno della Camera di Commercio Pordenone Udine, oggi e domani saranno due giorni intensi di approfondimento e riflessione sugli obiettivi, le sfide e le opportunità degli Esg (ambiente, sociale, governance: i tre pilastri della sostenibilità aziendale) per le imprese. Durante la due giorni, che si terrà a Udine (Terminal Nord), nella sede di Confcooperative, i tecnici di NeXt Economia, alterneranno momenti di formazione ad altri di laboratorio al fine di approfondire i concetti fondamentali legati alla sostenibilità integrale Esg e quelli che coinvolgono l’inquadramento e la valutazione del modello di business delle aziende.
Infatti, il ciclo seminariale è rivolto principalmente ai dirigenti, ai dipendenti e agli imprenditori interessati al tema della sostenibilità integrale, proposta in maniera stringente dal legislatore comunitario e che pure in Italia, nei prossimi anni, coinvolgerà migliaia di aziende. Si sa, inoltre, che pure i consumatori sono sempre più consapevoli dell’impatto delle loro scelte d’acquisto e preferiscono marchi e aziende che dimostrino un impegno serio verso la sostenibilità e l’etica. Infine, una nuova attenzione deriva dal mondo degli investitori che stanno sempre più considerando i fattori Esg nei loro criteri decisionali, poiché riconoscono che le pratiche sostenibili e responsabili possono influenzare la redditività a lungo termine degli investimenti.
Sta alle aziende, singole o associate, saper cogliere le nuove opportunità di business associate a una migliore reputazione, accesso al capitale e fiducia degli investitori e dei consumatori.

Confcooperative Alpe Adria in assemblea a Palmanova con il teologo Vito Mancuso. Si chiude la presidenza di Paola Benini

Sarà il tema del lavoro a essere centrale nel programma dell’Assemblea di Confcooperative Alpe Adria che si riunirà a Palmanova (Meeting Point) domani, 24 febbraio. Con due ospiti d’eccezione: il teologo Vito Mancuso (professore, scrittore ed editorialista del quotidiano La Stampa), che interverrà all’appuntamento con una riflessione su: “Fare cooperazione tra etica e impresa”, e la giornalista de IlSole24Ore Radiocor, Chiara Di Cristofaro (anche autrice del libro, insieme a Simona Rossitto, “Ho detto no. Come uscire dalla violenza di genere”), che modererà i lavori assembleari.
«Il pensiero del teologo Mancuso, autore del libro dal titolo: “Etica per giorni difficili” sarà da stimolo per tutti noi nella riflessione sulla funzione sociale della cooperazione – spiega la presidente uscente di Confcooperative Alpe Adria, Paola Benini –. Come far aderire l’etica all’economia è una bella sfida per chiunque svolga un’attività imprenditoriale in un contesto dove, assai frequentemente, la pratica economica spinta crea fragilità. I valori ai quali, da sempre, si ispira la cooperazione potrebbero rappresentare un buon antidoto per mettere al centro dell’agire economico il benessere delle persone anziché il profitto fine a sé stesso e raggiunto a ogni costo».

Vito Mancuso

L’incontro prenderà avvio alle ore 9.30 e si concluderà verso le 13, al termine del dibattito e delle votazioni per l’elezione del Consiglio Territoriale e del o della presidente che dureranno in carica per il prossimo triennio. Confcooperative Alpe Adria rappresenta 387 imprese con quasi 13.000 addetti, oltre 83.000 soci e ricavi per 693 milioni di euro, dei territori di Gorizia, Trieste e Udine.

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In copertina, la presidente uscente di Confcooperative Alpe Adria Paola Benini.

Confcooperative Alpe Adria, dopo 10 anni le società aderenti ritornano a crescere

Cooperazione in ottima salute nel Friuli Venezia Giulia e in piena ripresa dopo i danni causati dall’emergenza pandemica. Dopo dieci anni, il numero delle società aderenti a Confcooperative Alpe Adria è tornato, infatti, a crescere: l’inversione di rotta del 2022 ha visto l’adesione di 16 nuove cooperative. Nei dieci anni precedenti il loro numero si era ridotto del 30 per cento, passando dalle 562 del 2011 alle 395 del 2022. Il 37 per cento delle imprese rientra tra le Sociali, seguite da quelle Agricole e di Produzione e Lavoro (22 per cento). Sono questi alcuni tratti che caratterizzano l’andamento del settore aderente a Confcooperative Alpe Adria (nata nel 2022 dalla fusione tra le associazioni provinciali di Gorizia, Trieste e Udine), espressi dalla presidente Paola Benini e dal direttore Paolo Tonassi nel corso dell’assemblea annuale tenutasi a Udine. «La fusione tra le associazioni provinciali ha rappresentato un successo e si è svolta senza traumi o rallentamenti dell’operatività – ha detto la leader durante la sua relazione – e ha consentito di costruire un’associazione interprovinciale che ha conseguito risultati in termini di efficienza e coesione, ma soprattutto accrescendo la capacità di rispondere ai bisogni delle imprese cooperative».


Dopo il crollo del 2016, il numero degli addetti è in risalita, come pure il valore della produzione. Durante i lavori assembleari, i dirigenti di Confcooperative Alpe Adria hanno anche espresso preoccupazione per il “passaggio generazionale” delle compagini sociali, visto che solo il 7,8 per cento dei soci è sotto i trent’anni. Un tema affrontato nel proprio intervento da Alice Richter, presidente del Gruppo Giovani Cooperatori.

Presente all’appuntamento cooperativo anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, che ha aggiunto: «Ringrazio tutto il mondo cooperativo, nelle sue varie articolazioni, per il grande contributo dato nella precedente legislatura, che è stata complicata e durante la quale la Regione è intervenuta a più riprese per far fronte all’emergenza. C’è ancora molto lavoro da fare, ma il mondo produttivo regionale ha tenuto, contribuendo a quella crescita dell’economia regionale attestata anche dai dati ufficiali. Solo pochi giorni fa, la Cgia di Mestre ha pubblicato i dati dell’andamento regionale attestando che il Friuli Venezia Giulia, con il Veneto, è una delle Regioni di punta del Paese, sia per la crescita del Pil che per la tenuta occupazionale. La Regione, dunque, sarà un interlocutore attento alle necessità del mondo della cooperazione». Vannia Gava, viceministro all’Ambiente, nel suo videomessaggio, ha sottolineato la sfida della transizione ecologica: «Imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini – ha detto – si trovano in una fase in cui è fondamentale scegliere le strategie più promettenti e sostenibili per la transizione ecologica del Paese».

Un’organizzazione, quella di Confcooperative Alpe Adria, che è composta, oggi, da 395 imprese con oltre 82mila soci, quasi 13mila addetti per 565 milioni di euro di ricavi (dei quali, 344 milioni destinati al costo del lavoro). I settori più resilienti risultano essere quelli delle cooperative sociali e di quelle che si dedicano alla cultura e al turismo. La produzione e lavoro lascia sul campo il 52 per cento delle imprese e l’agricoltura il 34 per cento. «L’innovazione è un orizzonte al quale le imprese regionali, comprese quelle cooperative, devono guardare con sempre maggiore attenzione – ha aggiunto Paola Benini – e uno degli strumenti è certamente il Pnrr, ma la sua complessità rischia di non far intercettare le sue opportunità a molte cooperative e piccole imprese». E proprio al Pnrr è stata dedicata la seconda parte dell’assemblea durante la quale è stato presentato il libro: “Non perdere un euro: vincere la sfida del Pnrr e attrarre nuovi investimenti” alla presenza dell’autrice, Lydia Alessio-Vernì (direttrice generale Agenzia Lavoro & SviluppoImpresa Fvg; referente scientifica Cuoa per il Pnrr) e dell’economista Paolo Ermano, dell’Università di Udine, moderati dalla giornalista Rosalba Tello.

La vicepresidente nazionale di Confcooperative, Anna Manca, ha concluso l’assemblea: «Nelle sfide che ci attendono – ha sottolineato -, l’Associazione deve essere vicina alle cooperative offrendo servizi di qualità per fornire un supporto adeguato nei percorsi della transizione ecologica e digitale, ormai ineludibili, affiancando la crescita delle imprese e del territorio». Hanno portato i loro saluti il vicepresidente regionale di Confcooperative Fvg, Luigi Piccoli; il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, e il Sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni con il vicesindaco Alessandro Venanzi. Presente, fra gli altri, anche l’onorevole Debora Serracchiani.

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Bini che ha accanto il direttore Tonassi e la presidente Benini; all’interno, altre due immagini dell’assemblea.

Confcooperative Alpe Adria, l’occupazione in ripresa (+11,7) ma preoccupa il futuro

Crescono ricavi e occupazione nel mondo cooperativo dopo la pandemia, ma sale anche la preoccupazione circa i contraccolpi che costi energetici e congiuntura economica potrebbero avere nei prossimi mesi. Confcooperative Alpe Adria, l’associazione che riunisce 394 cooperative delle province di Udine, Gorizia e Trieste, diffonde i dati sull’andamento del comparto elaborati dal proprio Ufficio studi. A margine del consiglio direttivo di fine anno dell’Associazione, la presidente Paola Benini sottolinea i segnali di ripresa dopo due anni difficili segnati dalla pandemia e dai suoi riflessi sull’economia, ma non nasconde i segnali d’allarme: «La cooperazione ha realizzato una crescita importante con l’occupazione aumentata dell’11,7 per cento rispetto al dato pre-pandemia del 2019, e ricavi in crescita del 14,3 per cento. Numeri che, tuttavia, nascondono una situazione estremamente differenziata che vede soffrire, in particolare, le cooperative di più piccola dimensione, mentre tutto il mondo cooperativo ancora fatica a recuperare margini di redditività che permettano di guardare al futuro con maggiore tranquillità dopo che la pandemia ha eroso riserve e sottoposto a un forte stress sia la tenuta patrimoniale che quella occupazionale».

Paola Benini


I lavoratori delle imprese aderenti a Confcooperative Alpe Adria hanno comunque aggiunto le 12.742 unità con i ricavi a oltre 564 milioni di euro. I dati diffusi dall’Associazione indicano una crescita a due cifre in diversi comparti, in particolar modo tra le cooperative sociali (+21 per cento in ricavi, +14 per cento gli addetti, confermando il ruolo fondamentale e crescente delle cooperative nel settore del welfare pubblico e privato) e tra quelle di lavoro e servizi, con queste ultime in crescita del 13,2 per cento in ricavi e del 10,3 per numero di addetti.
Confcooperative non nasconde, però, forti elementi di preoccupazione per i prossimi mesi (i dati riguardano, infatti, i bilanci depositati dalle imprese nei mesi scorsi), a causa dell’incremento dei costi energetici e di approvvigionamento di materie prime, che stanno impattando in diversi settori, in particolar modo nel comparto agricolo e in quello del consumo, quest’ultimo colpito anche da un diffuso calo degli acquisti delle famiglie a causa del caro-bollette.
«Permangono le preoccupazioni per il possibile andamento dei costi operativi e degli investimenti nel primo semestre 2023 – sottolinea il direttore generale di Confcooperative Alpe Adria, Paolo Tonassi –, soprattutto se dovesse perdurare il quadro internazionale particolarmente critico con i suoi riflessi su materie prime, export ed energia. Da segnalare, inoltre, che il comparto culturale e turistico, quello più colpito dalla pandemia, ha ripreso ad assumere ma nel dato aggregato i ricavi, in crescita rispetto al 2020, sono ancora inferiori al livello pre-Covid del 2019».
Confcooperative Alpe Adria, intanto, guarda già al 2023: «Per i prossimi mesi puntiamo a una campagna per sostenere start up di nuove imprese e i workers buy out, cioè le trasformazioni in cooperativa di imprese in crisi o in fase di passaggio generazionale», conclude Paola Benini.

 

È Alice Richter la nuova coordinatrice dei Giovani di Confcooperative Alpe Adria

Sono 203 i giovani nei consigli d’amministrazione delle 392 cooperative aderenti a Confcooperative Alpe Adria (l’articolazione territoriale di Udine, Gorizia e Trieste). Un piccolo “esercito” che comprende, in particolare, 35 presidenti di cooperative. Sono stati loro, nel corso di un incontro avvenuto a Udine, a eleggere il nuovo coordinatore del Gruppo Giovani Cooperatori: si tratta di Alice Richter, formatasi all’Istituto per l’Educazione alla Terra, un’organizzazione internazionale no-profit, costituita da una rete di volontari e organizzazioni impegnate nel campo dell’educazione ambientale. Oggi Richter è referente per le attività educative in natura della cooperativa triestina Querciambiente.
L’evento si inserisce nelle iniziative previste per l’Anno europeo dei Giovani indetto dalla Commissione europea. «Da alcuni anni nascono sempre meno imprese fondate e guidate da giovani, è un trend generale e le cooperative non fanno eccezione – commenta Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria – è per questo motivo che puntiamo a far conoscere, incontrare e crescere i futuri manager cooperativi. Tra le iniziative previste nel prossimo futuro c’è, ad esempio, l’avvio del nuovo Corso di aggiornamento universitario per dirigenti cooperatori in “Diritto e Gestione delle Imprese cooperative”, diretto da Anna Zilli, che partirà a febbraio presso l’Università di Udine ed è giunto alla seconda edizione».
«L’età media delle figure apicali delle cooperative italiane è di 54,8 anni. Nell’ottica del ricambio generazionale e del passaggio di competenze è quindi fondamentale la formazione dei futuri dirigenti», aggiunge il direttore di Confcooperative Alpe Adria, Paolo Tonassi. La formula cooperativa, comunque, continua a interessare e, anzi, nel 2022 si registra una crescita delle nuove cooperative: dopo le 11 costituite nel corso del 2021, nei primi 10 mesi del 2022 ne sono state costituite altre 14.
«I prossimi mesi – dice la neoeletta coordinatrice – rappresenteranno un esperimento, dedicato alla costruzione di un progetto di più lungo termine indirizzato a promuovere il movimento cooperativo e i suoi principi ispiratori, di cui il gruppo appena costituitosi sarà l’apporto trainante».
Il Gruppo Giovani cooperatori rappresenta i cooperatori under 40 presenti nei Consigli di amministrazione delle imprese aderenti. Con la loro azione, promuovono i valori del movimento cooperativo fra le giovani generazioni e nella società civile; puntano a rafforzare il ruolo dei giovani nelle imprese cooperative, in particolar modo ai livelli dirigenziali; sostengono, infine, il ruolo dei giovani negli organismi di rappresentanza del mondo cooperativo, a livello settoriale, territoriale e nazionale.

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In copertina, Alice Richter la nuova coordinatrice del Gruppo Giovani di Confcooperative Alpe Adria.

 

 

Imprese femminili e divario di genere: sono al via iniziative di Cooperazione Fvg

Le imprese femminili in Friuli Venezia Giulia sono il 22,4 per cento, ma la percentuale sale al 28,8 per cento per le cooperative aderenti a Confcooperative Alpe Adria. I numeri sono stati illustrati in occasione del Consiglio di presidenza dell’Associazione, riunitosi a Udine, che ha dedicato i suoi lavori al tema della parità di genere. Approfondendo l’analisi del peso della dimensione aziendale, poi, si può vedere come la media nazionale concentri il 96,7 per cento delle imprese femminili nella classe delle microimprese (0-9 dipendenti) e il 3,1 per cento tra le piccole (10-49 dipendenti). Dati che nella cooperazione vedono uno “slittamento” verso dimensioni maggiori, con il 57,8 per cento delle imprese femminili che si colloca nella classe delle medie imprese e il 4,8 per cento tra quelle medie e grandi.

Paola Benini


«Le donne cooperatrici si stanno progressivamente approcciando verso organizzazioni aziendali più strutturate e “dimensionalmente” importanti rispetto agli altri modelli societari», commenta Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria, che associa 275 imprese cooperative di tutti i comparti.
Il settore maggiormente rappresentato dalle cooperative femminili è quello dei servizi alla persona che comprende il 54,9 per cento delle imprese considerate. E, a caratterizzare le cooperative femminili, è anche la longevità: il 57,3 per cento ha almeno vent’anni.
«Anche se tra le cooperative i dati sono superiori a quelli delle altre imprese, il divario di genere è ancora elevato e le donne presidenti di cooperative sono ancora solamente il 25 per cento – sottolinea però Mirella Berdini, coordinatrice della Commissione regionale Dirigenti cooperatrici – ancora troppo poco, anche se facciamo meglio dell’insieme delle imprese». Proprio con l’obiettivo di far crescere una cultura imprenditoriale attenta alla parità di genere, Confcooperative Alpe Adria ha deciso di introdurre un servizio di consulenza per la certificazione di genere nelle cooperative aderenti: assai importante pure per partecipare alle tante progettualità previste dal Pnrr.

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In copertina, Mirella Berdini coordinatrice della Commissione regionale Dirigenti cooperatrici.

 

Anche i negozi di vicinato in difficoltà: cooperative piegate dal caro-energia

I bilanci delle piccole cooperative di consumo sono a rischio, stretti fra l’incremento dei costi energetici e di quelli all’ingrosso di molti prodotti, da un lato, e un significativo calo dei consumi, dall’altro. L’allarme viene da Confcooperative Alpe Adria che associa 14 “negozi di vicinato” in provincia di Udine. Il calo dei consumi previsto nel 2022, indicano i dati monitorati dall’Associazione, potrebbe essere attorno al 7 per cento: «Se unito all’aumento dei costi fissi sopportati dalle piccole cooperative di consumatori, si tratta di un fenomeno estremamente negativo a carico di imprese che hanno anche una primaria funzione sociale, perché erogano un servizio fondamentale in tante comunità del nostro territorio», sottolinea Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria.


Qualche esempio. Il costo dell’energia elettrica, per la Cooperativa di Consumo di Premariacco (1.500 soci e 11,5 milioni di euro di fatturato nel 2021), è aumentato del 92,3 per cento nel primo semestre del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021. Il costo per kWh, da agosto 2021 ad agosto 2022, è cresciuto del 205 per cento. Il gas è aumentato, in un anno, del 189 per cento. «Stiamo adottando contromisure come la chiusura di alcune isole frigo, e stiamo lavorando per espandere l’autoproduzione aggiungendo un nuovo impianto fotovoltaico da 200 kW a quello, più piccolo, già esistente, ma si tratta di investimenti che scontano iter autorizzativi lunghi a cui, ora, si aggiungono anche interminabili tempi di attesa per la consegna dei materiali e la loro messa in opera», racconta Gianni Saccavini, presidente della cooperativa.
«Per noi il prezzo dell’energia è ormai diventato pari, come voce di costo, al personale: una situazione che non avevamo mai vissuto», aggiunge preoccupata Sonia Bartesaghi, presidente della Cooperativa Santa Maria Assunta di Forni di Sopra. I consumi, per loro, sono calati a settembre del 4,76 per cento rispetto allo stesso mese del 2021: «I consumatori – osserva – risparmiano perché anche loro devono far fronte al caro bollette».
Un quadro confermato da Maurizio Giorgiutti, della Cooperativa di consumo di Savorgnano del Torre: «Possiamo stimare il calo dei consumi nell’ordine del 10 per cento, mentre l’aumento dei costi energetici è tale che, ad esempio, nei due mesi di luglio e agosto 2022 abbiamo speso per l’energia quanto 8 mesi del 2021. Inoltre, continuano i problemi di approvvigionamento su alcuni prodotti che sono iniziati dopo lo scoppio della guerra, e solo in alcuni casi, come gli oli, sono tornati alla normalità».
Non è infrequente il caso, raccontano dalle cooperative, di aziende che comunicano l’impossibilità a consegnare i quantitativi richiesti o, addirittura, annunciano la chiusura di alcune linee produttive a causa degli elevati costi energetici causando la difficoltà a reperire alcuni prodotti sugli scaffali. «Stimiamo l’aumento dei prezzi di approvvigionamento nel settore alimentare nell’ordine del 10 per cento che, ovviamente, in un momento di crisi, non possono essere riversati sui listini se non in minima parte, e questo comporta un impatto drammatico sui conti delle nostre aziende», conclude Saccavini.

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In copertina, la Cooperativa di consumo di Savorgnano al Torre; all’interno, quella di Premariacco.