Confcooperative e instabilità, a Codroipo domani la sindrome del “piano inclinato”

S’intitola “MutaMenti 2022. Friuli Venezia Giulia e Veneto: la sindrome del piano inclinato”, la seconda edizione del progetto di ricerca voluto da Bcc Pordenonese e Monsile, con il supporto di FondoSviluppo Fvg. Daniele Marini (professore di Sociologia dei processi economici all’Università di Padova) ha coordinato una trentina di ricercatori, professionisti, imprenditori e giornalisti per produrre una fotografia dell’evoluzione delle prospettive delle due regioni, comparate con l’Italia. Un’analisi completa (dall’economia alla demografia; dall’occupazione alla crescita; dall’istruzione ai flussi migratori) che intende essere uno strumento utile a quanti il territorio lo vivono e contribuiscono a farlo vivere.
Su iniziativa di Confcooperative Fvg, i risultati del lavoro di ricerca (edito da Marsilio) verranno illustrati nella mattinata di domani 2 febbraio, a partire dalle ore 10,, nella sala convegni della Cantina di Rauscedo, a Codroipo (via Zompicchia 10). Dopo i saluti di Antonio Zamberlan, presidente della Bcc Pordenonese e Monsile, e un’introduzione di Marini, sono in programma gli interventi di Chiara Gargiulo (Università di Padova), Monica Cominato (Università di Vicenza), Maurizio Rasera (di Veneto Lavoro) e Gianluca Toschi (Università di Padova). A seguire, una tavola rotonda coordinata dalla giornalista Elena Del Giudice, con Alessia Rosolen (assessore regionale al Lavoro), Daniele Castagnaviz (presidente regionale di Confcooperative), Walter Lorenzon (Associazione regionale delle Bcc) e Cristiana Compagno (Università di Udine). In conclusione sono previsti gli interventi del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e di Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative.
«Il piano inclinato rappresenta la nuova normalità dello sviluppo della società e dell’economia caratterizzata dall’instabilità, dove l’eccezionalità diventa normalità – spiega Marini -. Una situazione che genera disorientamento, ma che può offrire nuove opportunità. Consapevolezza, qualità, ed ecosistemi territoriali sono i criteri da assumere per lo sviluppo futuro».

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In copertina, Daniele Marini  professore di Sociologia dei processi economici all’Università di Padova.

 

Confcooperative Federsolidarietà Fvg: Luca Fontana riconfermato alla guida

Luca Fontana è stato riconfermato, per un nuovo quadriennio, alla presidenza di Confcooperative Federsolidarietà Fvg. La nomina è stata approvata all’unanimità dall’assemblea delle cooperative della Federazione di settore, riunitasi a Zugliano, che rappresenta le cooperative sociali del Fvg, associate alla centrale Confcooperative. Un comparto rappresentato da 154 imprese con 7.800 soci e 8.439 addetti.
«La cooperazione sociale di Federsolidarietà è diffusamente presente sull’intero territorio regionale – ha detto Fontana che è anche il presidente della cooperativa sociale Thiel di Fiumicello -. Il numero di cooperative, quasi raddoppiato in dieci anni, si è consolidato nell’ultimo triennio durante i quali hanno ripreso a crescere i dati relativi a fatturato e addetti. Dal 2005 a oggi siamo passati da 109 cooperative a 154 cooperative e da un fatturato aggregato di 97,2 milioni di euro ai 263 milioni attuali, organizzandoci per rispondere ai bisogni presenti ed emergenti. Abbiamo saputo resistere alle diverse crisi, non abbiamo delocalizzato, abbiamo mantenuto i posti di lavoro, in particolare quelli delle persone svantaggiate e abbiamo investito in termini tecnologici, sociali, intellettuali nelle nostre comunità».
«Dopo la ricostruzione materiale seguita al terremoto, si pone oggi un’altra domanda: quella di una ricostruzione immateriale e di una ricomposizione complessiva di cui la Regione si fa promotrice e che deve trovare grandi luoghi di elaborazione, uno dei quali è la cooperazione sociale che deve assolutamente essere ringraziata per non essersi tirata indietro negli ultimi due durissimi anni – ha aggiunto il vicegovernatore del Fvg, Riccardo Riccardi, intervenendo all’Assemblea -. Perciò, per rafforzare la cooperazione sociale e il suo impatto anche economico occorre insistere su tre priorità: sviluppare il mutualismo e l’inclusione; proseguire nella forte collaborazione tra pubblico e privato e assicurare la sostenibilità delle scelte».
Durante i lavori sono anche intervenuti, oltre al presidente regionale di Confcooperative, Daniele Castagnaviz; al segretario generale dell’organizzazione, Nicola Galluà; anche il presidente nazionale di Confcooperative Federsolidarietà, Stefano Granata; il professor Paolo Venturi, dell’Università di Bologna, direttore di Aicoon; il presidente di Anci Fvg, Dorino Favot e quello di Federsanità Anci Fvg, Giuseppe Napoli.

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In copertina, Luca Fontana riconfermato alla presidenza e qui sopra un momento dell’assemblea riunitasi a Zugliano.

“Sottobanco”, a Udine il bar cooperativo dello Stringher tutto gestito da studenti

Nasce a Udine un bar cooperativo tutto gestito da studenti. È stato infatti inaugurato ieri, all’Isis “Bonaldo Stringher”, il “bar didattico”, progettato e gestito dagli stessi allievi della scuola friulana. Un’iniziativa resa possibile dalla collaborazione instauratasi tra l’Istituto e Confcooperative, nell’ambito dei progetti di educazione all’imprenditorialità che l’associazione cooperativistica conduce nelle scuole di tutto il territorio regionale e che vede lo “Stringher” in prima fila. L’esperienza del “bar didattico” pone infatti l’Istituto all’avanguardia a livello regionale: qui l’attività di “simulazione d’impresa” vede gli studenti, in qualità di soci fondatori della “cooperativa scolastica”, gestire il bar interno – “Sottobanco” il suo nome -, che resterà aperto fino a inizio luglio. Soddisfatta la dirigente scolastica dello “Stringher”, Monica Napoli: «Sono particolarmente orgogliosa e soddisfatta di questa iniziativa, che vuole essere precursore di un progetto a più ampio spettro. Si tratta di un’esperienza che permette ai ragazzi di sviluppare le proprie capacità imprenditoriali e, nel contempo, di mettere in pratica le competenze acquisite in un contesto stimolante. In questi mesi abbiamo compreso che la scuola è più che mai luogo di aggregazione e di scambio e questo è il modo di fare scuola più adatto all’era contemporanea». Nel progetto sono stati coinvolti 18 studenti, delle classi 3^ A, 3^ B e 4^ A dell’indirizzo “Servizi di sala e di vendita”.

Ecco la sede dell’Istituto scolastico.

Prima dell’inaugurazione ufficiale del bar interno, gli studenti hanno siglato l’atto costitutivo della cooperativa scolastica, simulando la costituzione di un’impresa vera e propria. A fare le veci di “notaio”, il presidente di Fondosviluppo Fvg (Fondo mutualistico della cooperazione), Giuseppe Graffi Brunoro. Attraverso la simulazione d’impresa, gli studenti dello “Stringher” hanno avuto la possibilità di selezionare la tipologia di servizi e prodotti da offrire, definire il brand del bar, valutarne la sostenibilità economica e impostarne un programma di promozione e marketing. Il tutto è avvenuto attraverso laboratori che hanno visto gli studenti accompagnati in questo percorso da formatori di Confcooperative. Presenti al taglio del nastro numerose autorità, oltre ai rappresentanti della cooperazione: il Commissario dell’Ente di decentramento regionale di Udine, Augusto Viola; l’assessore all’Istruzione del Comune di Udine, Elisabetta Marioni; nonché i rappresentanti di Orocaffè, sponsor e fornitore del bar didattico, e della Brigata alpina Julia, con cui lo “Stringher” ha instaurato una proficua collaborazione.

L’impegno di Confcooperative nelle scuole del Friuli Venezia Giulia è significativo, con 5.000 studenti coinvolti nell’ultimo anno scolastico: «L’attività del nostro settore “Educazione Cooperativa” cresce di anno in anno e testimonia una partnership con il mondo scolastico regionale che, per noi, è fondamentale per dinamismo e la competitività regionale e allo stesso tempo diffondere un modello di fare impresa sostenibile, democratico, e che trova la propria radice nel legame con il territorio e nelle relazioni sociali», ha commentato il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà. «La collaborazione con lo Stringher è motivo di soddisfazione per Confcooperative: la diffusione dei valori d’impresa cooperativi nelle giovani generazioni rappresenta una parte importante del nostro impegno sul territorio e un modo di contribuire a formare nuove generazioni di cooperatori», è il commento di Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria.

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In copertina e qui sopra due immagini della cerimonia inaugurale allo Stringher.

 

Il mondo cooperativo friulano piange la scomparsa di Ferdinando Di Centa

Il mondo cooperativo friulano e italiano piange la scomparsa di Ferdinando Di Centa, già a lungo direttore della Secab, importante cooperativa idroelettrica operante in Carnia e, da diversi anni, portavoce nazionale del Coordinamento delle Cooperative elettriche storiche italiane.
«Un esempio di grande dirigente cooperativo – commenta Daniele Castagnaviz, presidente regionale di Confcooperative, associazione cui la Secab aderisce –, una figura di cooperatore che ha dato molto allo sviluppo della cooperazione in un settore di grande attualità come quello dell’energia rinnovabile, ma anche un dirigente da tutti riconosciuto per le sue doti di serietà, competenza, dedizione verso gli ideali della cooperazione e della mutualità».
Una figura, sottolinea Confcooperative, esemplare anche per l’impegno in un territorio, quello della montagna friulana, storicamente ricco di iniziative cooperative: «La cooperazione friulana perde una figura di grande prestigio e di riferimento per tanti cooperatori carnici e non solo, il suo impegno nazionale in questi ultimi anni è stato un esempio di impegno civile che ha portato lustro a tutto il Friuli. La sua scomparsa ci addolora», è il ricordo di Paola Benini, presidente di Confcooperative Udine.
Un ricordo è giunto anche dai vertici nazionali dell’associazione dove Di Centa era da tempo impegnato: «La morte di Ferdinando Di Centa mi addolora profondamente – ha detto Roberto Savini, presidente nazionale di Confcooperative Consumo e Utenza -. Esprimo i sentimenti di vicinanza e solidarietà ai suoi familiari. Confcooperative perde un valido e ammirato dirigente nazionale, rappresentante e portavoce delle Cooperative elettriche storiche italiane. Abbiamo imparato molto dal suo esempio di uomo cortese e gioviale e di cooperatore determinato e appassionato. A lui va il ringraziamento per aver contribuito, grazie alla sua profonda competenza ed esperienza in particolare nel settore delle energie rinnovabili, alla promozione dei valori cooperativi, alla difesa della mutualità e del rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali».

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In copertina, Ferdinando Di Centa uomo di primo piano del mondo cooperativo regionale e nazionale.

 

Pronte a fondersi le Unioni territoriali di Confcooperative Udine, Trieste e Gorizia

Con tre distinte Assemblee delle cooperative associate, riunitesi in successione a Gorizia, Trieste e Udine, si è avviato il percorso che porterà alla fusione tra le Unioni territoriali di Udine, Trieste e Gorizia della Confcooperative. Seguendo una strada già tracciata, peraltro, da diverse altre associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, anche nel mondo Confcooperative. Le tre Unioni, insieme, associano 403 cooperative, con 11.400 addetti, 80.482 soci cooperatori e 494 milioni di euro i ricavi complessivi.

Il percorso di integrazione ha ricevuto l’ok dalle cooperative associate e verrà portato a termine in tempi brevi: a febbraio è prevista la nascita della nuova Unione “interprovinciale”, nella terminologia associativa di Confcooperative. Resteranno, però, le tre sedi territoriali: «Il radicamento territoriale è sempre stato un punto di forza della nostra Associazione nel panorama cooperativistico: questo nuovo passo serve, anzi, a fare sinergia proprio per garantire servizi migliori a tutte le cooperative sull’intero territorio, grazie alla condivisione delle capacità di tre Associazioni fino a oggi distinte e si propone di sostenere la nascita e lo sviluppo di forme di cooperazione innovative e attrattive», spiega Mauro Perissini, presidente di Confcooperative Gorizia. Lo conferma il collega, Dario Parisini, presidente di Confcooperative Trieste: «Sta venendo a maturazione un percorso avviato già diversi anni fa, ad esempio con la nascita di un Centro servizi unico per le tre province, e similmente a quanto stanno facendo molte Associazioni datoriali, la razionalizzazione delle strutture giuridiche è funzionale al miglioramento del servizio offerto alle imprese che, negli ultimi anni, chiedono reiteratamente adeguate competenze e know how per supportarne lo sviluppo».

«La fusione interprovinciale si sviluppa nel contesto di una sempre maggiore integrazione economica fra i diversi territori del Friuli Venezia Giulia: l’integrazione è in parte già avviata grazie alla condivisione di consulenti e Centro servizi. Ma le stesse cooperative, ormai, operano su scala interprovinciale se non addirittura inter-regionale. È dunque un percorso naturale che, peraltro, permettere al mondo cooperativo di essere ancora più propositivo e protagonista di uno sviluppo economico-sinergico tra l’area giuliano-isontina, con l’importante presenza del Porto, e l’area friulana», è la conclusione di Paola Benini, presidente di Confcooperative Udine.

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In copertina, ecco un’immagine della sede regionale di Confcooperative.

“Leadership e gioco di squadra” con la pallavolista Maurizia Cacciatori

Domani 15 giugno la pallavolista Maurizia Cacciatori, già capitana della Nazionale italiana di pallavolo, e oggi formatrice di team building, sarà la protagonista di “Leadership e gioco di squadra”, alle 17.30 live sulla pagina web http://bit.ly/unaltromodo_cacciatori. L’evento – gratuito e aperto a tutte e tutti gli interessati – fa parte del ciclo di iniziative dal titolo: ”Un altro modo per dirlo”, progetto promosso dalla Commissione Donne e Parità del coordinamento Fvg dell’Alleanza delle Cooperative italiane (costituita da Confcooperative, Legacoop, Agci), con il patrocinio della Commissione regionale Pari Opportunità. La metafora sportiva per raccontare la vita, la gestione dello stress con le sconfitte e le vittorie, cioè essere leader, sarà l’argomento trattato da Maurizia Cacciatori.
“Un altro modo per dirlo”, iniziativa realizzata in collaborazione con la Commissione Parità dell’Alleanza delle Cooperative della Lombardia, si inserisce nel percorso che la cooperazione del Friuli Venezia Giulia ha avviato per promuovere una cultura del rispetto e della parità di genere.
Il successivo incontro è in programma l’8 luglio, alle ore 18, con il titolo: “La felicità sul luogo di lavoro si basa sulla fiducia. Il linguaggio è fiducia”, con Anna Piacentini, vicepresidente di Confcooperative Emilia Romagna.

Chi è – Maurizia Cacciatori è una delle più grandi campionesse della pallavolo italiana. In carriera ha conquistato 5 scudetti, 5 Coppe nazionali, 3 Supercoppe italiane, 3 Coppe Campioni (Bergamo 1997 e 2000, Tenerife 2004), 1 Coppa CEV (Napoli 1999). È stata capitana della Nazionale dove ha totalizzato 228 presenze, vincendo un oro ai Giochi del Mediterraneo (2001), un bronzo e un argento agli Europei del 1999 e del 2001. Nei campionati mondiali del 1998, a Osaka, viene eletta miglior palleggiatrice. Oggi, mamma di due figli, moglie, speaker aziendale, commentatrice tv e scrittrice.

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In copertina, Maurizia Cacciatori già capitana della Nazionale italiana di pallavolo.

 

In Fvg accelerazione del Piano vaccinale: un Protocollo per le oltre 800 cooperative

Siglato il Protocollo regionale per avviare le vaccinazioni in azienda anche per oltre 800 imprese cooperative aderenti alle tre centrali: Confcooperative, Legacoop, Agci del Friuli Venezia Giulia. Un passaggio che interessa potenzialmente quasi 34 mila addetti complessivi, che si aggiungono agli operatori delle cooperative sociali, già vaccinati nei primi mesi dell’anno, in virtù della particolare attività socioassistenziale svolta. Le somministrazioni saranno effettuate nel completo rispetto delle norme sanitarie e di tutela della privacy e saranno a carico delle imprese, quindi con nessun costo aggiuntivo per la collettività. Ad apporre la firma sul Protocollo, oltre ai rappresentanti delle tre centrali cooperative, anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil e il vicepresidente della Regione Fvg, Riccardo Riccardi.

Nanino e Riccardi alla firma.


Nel suo intervento, l’assessore regionale alla Sanità ha auspicato «garanzie di flussi e dosi – e sottolineato la necessità di chiarire un ulteriore aspetto ovvero l’apertura delle prenotazioni per la fascia 16-39 anni che in regione tocca quota 270.000 persone – di cui 50.000 sono già prenotate e in parte vaccinate perché rientrano nelle categorie previste dal piano ma c’è ancora una platea di 220 mila persone che sono interessate a vaccinarsi».
In base al Protocollo siglato ieri, le organizzazioni della cooperazione provvederanno a raccogliere le manifestazioni di interesse alla vaccinazione di lavoratrici e lavoratori delle cooperative operanti sul territorio regionale. Sulla base del numero di vaccini disponibili e dei tempi di approvvigionamento e messa a disposizione degli stessi, le organizzazioni potranno attivare le strutture cooperative che, in queste settimane, stanno manifestando la propria disponibilità. Il tutto in pieno accordo tra centrali cooperative, organizzazioni sindacali e Amministrazione regionale. «Con questo Protocollo le cooperative del Friuli Venezia Giulia confermano il proprio impegno nel contrasto alla diffusione del Covid-19 nei luoghi di lavoro – commenta il presidente di Legacoop Fvg e portavoce regionale dell’Alleanza delle Cooperative italiane, Livio Nanino – e si mettono a disposizione della collettività per raggiungere, il prima possibile, l’obiettivo della più ampia copertura vaccinale della popolazione, condizione indispensabile per la definitiva “ripresa” anche dell’economia». «Stiamo tenendo fede a un impegno che ci eravamo presi: quello di dare il nostro contributo fattivo alla campagna vaccinale. Il Protocollo, infatti, punta a ridurre l’afflusso ai punti vaccinali predisposti su tutto il territorio regionale e accelerare sui tempi e le quantità di somministrazioni che sono decisamente vitali per la salute fisica, psicologica ed economica delle nostre comunità», aggiunge Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg.

Le tre centrali insieme a Cgil, Cisl e Uil, il 19 maggio 2020, avevano già costituito il Comitato Territoriale “Sicurcoop Fvg”, organismo che a oggi ha esaminato ben 229 protocolli Covid aziendali, verificando la sussistenza dei requisiti che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione, condizione necessaria per la prosecuzione delle attività. «Sicurezza sul lavoro e prevenzione vaccinale sono stati i cardini sui quali ha ruotato l’attenzione del mondo della cooperazione in questi mesi. Ricordiamo infatti che migliaia di operatori della cooperazione sociale, impiegati in attività sensibili perché a contatto con utenti fragili, sono già stati vaccinati e i dirigenti delle cooperative coinvolte si sono impegnati senza risparmiarsi», conclude Adino Cisilino, presidente di Agci Fvg.

Un momento dell’incontro.

Cresce “Esibirsi” la cooperativa che aiuta gli artisti

Continua a crescere la cooperativa “Esibirsi” di Morsano al Tagliamento, che con i suoi 4 mila 100 soci (tra i quali anche nomi noti dello spettacolo) e un fatturato superiore ai 5 milioni di euro (con un incremento di oltre un milione dal 20017 al 2018) è la più grande d’Italia tra quelle del settore cultura associate a Confcooperative, nonché una delle più innovative in quanto ha applicato i valori della cooperazione in un settore inusuale come quello dello show business. In questo 2019 che si sta per concludere ha dato una preziosa mano agli artisti nel passaggio alle nuove fatture elettroniche, tanto che a ottobre con il sistema gestionale sviluppato in proprio ha gestito 25 mila documenti digitali senza intoppi. Tra i successi di quest’anno pure il Leone d’Oro alla Biennale d’Arte di Venezia vinto dal Padiglione della Lituania per lo spettacolo messo in scena da un gruppo di artisti soci della cooperativa.
“Tutti traguardi – hanno commentato il presidente Lucio Bot e il vicepresidente Giuliano Biasin – che ci rendono orgogliosi, soprattutto perché confermano le intuizioni che avevamo avuto nel 2002 quando fondammo la cooperativa: essere un sostegno prezioso per gli artisti permettendo loro di dedicarsi completamente all’aspetto creativo, lasciando a noi aspetti burocratici e contributivi. Fondamentale la continua innovazione che perseguiamo con passione nel nostro lavoro, puntando su soluzioni gestionali che sono davvero un passo verso il futuro, come il sistema per la fatturazione elettronica ha ben mostrato in questi mesi”.
Dalla nascita della cooperativa sono oltre 8 mila gli artisti, musicisti e deejay che si sono associati lungo il corso degli anni: solo per fare alcuni dei nomi più noti Jalisse, Albert Marzinotto, Gazebo, Remo Anzovino, Righeira, Morgan, Gerardina Trovato. Era socio anche Luis Bacalov, pianista e compositore premio Oscar per la colonna sonora del film “Il Postino”, recentemente scomparso.

Fondamentale anche l’aspetto informativo, con “Esibirsi” che produce pure  il “Manuale dell’Artista”, un utile vademecum per tutte le problematiche che si pongono a coloro che si devono esibire, a partire dagli aspetti assicurativi, nonché gli incontri formativi del ciclo Esibirsi in regola, proposti anche durante fiere di settore di respiro nazionale come le recenti Mei – Meeting Etichette Indipendenti di Faenza e al Musika Expò al palazzo dei Congressi di Roma. “Solo del Manuale dell’artista – hanno concluso Bot e Biasin – abbiamo distribuito 4 mila copie cartacee e 6 mila sono stati i download digitali dal nostro sitowww.esibirsi.it. Anche qui siamo protesi al futuro: prossimamente pubblicheremo la versione in audiolibro e podcast, formato sempre più apprezzato dagli utenti, dopo un casting delle voci organizzato da Voci.fm noto portale di settore con il quale lanceremo l’iniziativa. Di recente abbiamo  pubblicato pure il nuovo depliant informativo che abbiamo realizzato per i locali e per chi organizza piccoli eventi con il quale spieghiamo in modo breve quel che devono fare per non incorrere in sanzioni: si tratta di una nostra iniziativa contro l’evasione ficale e a favore della valorizzazione della figura professionale dell’artista. Anche questo disponibile gratuitamente in download direttamente dal nostro sito al link www.esibirsi.it/organizzareinregola“.

“Questa continua risposta alle sfide del settore – ha commentato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone a cui “Esibirsi” è associata -, con uno sguardo rivolto al futuro anche nella creazione di nuovi strumenti e servizi per i propri soci, sono un grande merito della cooperativa, la quale mette la mutualità al primo posto anche in un ambito ricco di concorrenza come quello artistico“.

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In copertina, Giuliano Biasin e Lucio Bot che guidano la cooperativa.

A Pordenone il futuro preoccupa le Cooperative, ma il sistema tiene

di Gi Elle

Per il mondo cooperativo della Destra Tagliamento la situazione economica è fonte di preoccupazione, anche se la crisi non “morde” più come negli anni addietro. Confcooperative Pordenone ha, infatti, ufficializzato i risultati della sua rilevazione annuale “Dieci domande sul futuro”, studio che punta a rilevare il “sentiment” dei cooperatori del Friuli occidentale sull’anno in corso rispetto a quello precedente. “Una ricerca – ha spiegato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – che “fotografa” la percezione della situazione economica da parte degli stessi operatori cooperativi che vivono il “mercato” ogni giorno: uno strumento che ci sta dando elementi molto preziosi di studio, anche perché siamo arrivati alla terza edizione e il confronto tra le varie annualità permette una lettura ancora più approfondita”.
La ricerca, condotta dal sociologo Paolo Tommasin con l’apporto dello stesso Piccoli, del direttore Marco Bagnariol e Marco Fioretti degli uffici di Confcooperative Pordenone, si basa sulle risposte date dai presidenti o loro delegati delle 151 cooperative iscritte a Confcooperative Pordenone nel periodo tra marzo e aprile scorsi. Veniamo, allora, ai risultati.

Soltanto il 37% ha risposto che il 2018 non è stato un anno di crisi, con la restante parte del pubblico che si è diviso tra una percezione di crisi parziale (56%) e crisi generale (7%). E questo sentiment, paradossalmente, è in antitesi con il volume di affari (solo per il 26% delle cooperative è calato), quantità di personale dipendente (per il 38% di coloro che hanno risposto è aumentato) e di investimenti (diminuiti solo per il 19%). Campanello d’allarme invece per la liquidità (per il 53% è tra cattiva e mediocre), mentre l’accesso al credito è rimasto invariato per l’86% delle cooperative che hanno risposto. Quasi speculare la percentuale di chi ha risposto che l’attuale andamento economico generale lo preoccupa (59%) e che gli investimenti nel 2019 saranno stabili rispetto le annate precedenti (56%). Il settore che vede più positivamente la situazione è quello delle cooperative sociali (33,81% di valori positivi) al quale fa da contraltare la distribuzione (solo 29,67% di dati positivi). In linea con la media generale di Confcooperative Pordenone (32,26%) le cooperative agricole (32,47%) e il settore lavoro-servizi (31,63%).

Ma è nel confronto con le precedenti rilevazioni del 2016 e 2017 che si evidenzia come siamo tornati in un periodo di incertezza. Aggregando i dati, nel 2017 il 50% delle cooperative aveva sostenuto che l’anno era stato assolutamente non critico: ora, nel 2018, siamo al 36,84%, di poco sotto, nella percezione positiva, al 38,33% del 2016. “In generale – ha concluso Piccoli – le nostre cooperative percepiscono una certa stabilità, qualche settore vede anche positivamente i prossimi mesi, ma colpisce il fatto che, basandosi sui dati d’inizio anno, già si percepiva una certa preoccupazione per l’evolversi della situazione economica. Tendenza, quest’ultima, crescente stando a quando ci hanno raccontato negli ultimi incontri che abbiamo avuto prima della pausa estiva”.
I dati rilevati non si discostano dal quadro nazionale: un’analoga rilevazione compiuta dall’ufficio Studi & Ricerche di Confcooperative evidenzia, infatti, una sostanziale corrispondenza tra le risposte fornite a livello territoriale e quelle emerse dal campione di imprese diffuse sull’intero territorio nazionale.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pn Luigi Piccoli.

Cooperative Fvg settore vitale che dà un lavoro sicuro

di Gi Elle

Quello della cooperazione è un settore vitale e che offre un lavoro sicuro. L’87 per cento degli addetti sono infatti a tempo indeterminato. E questo è uno dei dati che emerge dall’analisi del quadro di 594 cooperative del Friuli Venezia Giulia, tante sono in regione quelle aderenti a Confcooperative, centrale che con poco meno di 20 mila cooperative in Italia è la principale associazione di settore. Dati importanti che riecheggeranno domani, 6 luglio, in occasione della Giornata internazionale delle cooperative promossa dalle Nazioni Unite e dall’Alleanza Internazionale delle Cooperative.

I nuovi arrivi
Sono state, poi, 21 le nuove cooperative iscritte nel corso del 2018. Positivo l’andamento complessivo del valore della produzione aggregato del sistema che, al netto del settore creditizio, raggiunge il miliardo di euro. Crescono in particolare il comparto agroalimentare(+4,8 per cento) e quello delle cooperative sociali (+6,7 per cento). I soci sono 128.856. In Friuli Venezia Giulia i componenti delle coop aderenti a Confcooperative sono quindi il 12 per cento della popolazione adulta, ovvero circa 1 abitante ogni 8. Nel settore bancario, le 10 Bcc annoverano 317.000 clienti, 245 sportelli e una raccolta globale di oltre 10 miliardi di euro.

Occupati in crescita
Gli occupati delle 594 cooperative sono, complessivamente, 15.758: in crescita del 3,5 per cento. L’occupazione nelle cooperative del Friuli Venezia Giulia rappresenta, a oggi, l’11,8 per cento degli occupati. Un dato lievemente superiore a quello medio italiano (9,8 per cento) e in linea con quanto avviene nel “cooperativo” Trentino Alto Adige.

Il centenario
Un’importante conferma di vitalità che, oltre che nei numeri, è dimostrata dalla longevità della cooperazione: «Quest’anno, Confcooperative celebra il suo centenario, essendo stata fondata nel 1919 sull’onda della vitalità del movimento cooperativo d’ispirazione cattolica. Ma le radici del movimento cooperativo affondano nel XIX secolo – in Fvg la prima cooperativa è datata 1880 – e, oggi, si mantengono vitali attraverso un costante impegno nel promuovere i valori del lavoro e dell’impresa cooperativa. Ogni anno più di 2.600 studenti, delle scuole di ogni ordine e grado, vengono coinvolti nelle attività didattiche della nostra area di educazione cooperativa attraverso molteplici progetti, dalle simulazioni d’impresa alle lezioni di cultura cooperativa», spiega Giuseppe Graffi Brunoro, presidente di Confcooperative Fvg.

Sicurezza informatica
Infine, cresce sempre di più l’attenzione delle cooperative nei confronti dell’information and communication technology (Ict) e, di conseguenza, la propensione a investire in questo settore. Nel 2018, nella macroarea “Nord”, cui appartiene il Friuli Venezia Giulia, il 35 per cento delle imprese cooperative aderenti a Confcooperative ha dichiarato di aver investito in tecnologie per la sicurezza informatica. Il 15 per cento ha investito nei “big data” e ben il 59 per cento in dispositivi informatici.

Giornata delle cooperative
La ricorrenza è stata istituita nel 1994 dalla Risoluzione 49/155 dell’Assemblea Generale dell’Onu e coincide con la Giornata internazionale delle cooperative dell’Alleanza internazionale delle cooperative che si celebra dal 1923. La risoluzione pone l’accento sul grande potenziale delle cooperative nel contribuire alla soluzione dei problemi economici, sociali e ambientali e nel sostenere la formulazione delle strategie di sviluppo nazionale. Si celebra annualmente, il primo sabato del mese di luglio. Il tema scelto per la Giornata 2019 è: “Coops 4 Decent Work” (Le cooperative per il lavoro dignitoso).

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In copertina, il presidente di Confcooperative Friuli Venezia Giulia, Giuseppe Graffi Brunoro.