Le infinite potenzialità dei tessuti tecnici di ultima generazione: analisi a Udine con il presidente nazionale di Federmoda

Ci sarà anche il presidente nazionale di Federazione Moda Italia Giulio Felloni all’approfondimento organizzato dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, in collaborazione con Confcommercio Udine, dedicato ad approfondire i nuovi tessuti tecnici, «una vera e propria rivoluzione nel comparto e un’opportunità con un grande portato di innovazione e sostenibilità», spiega Alessandro Tollon, presidente di Confcommercio Federmoda Fvg, grazie alla cui iniziativa si terrà l’incontro. L’appuntamento è per domani 25 novembre, alle 10.30, nella Sala Valduga dell’ente camerale, a Udine. Aprirà i lavori il presidente Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, che darà poi la parola per le introduzioni proprio a Felloni. Quindi, seguiranno gli interventi di Tollon e del consulente nel settore delle materie prime tessili Michele Vencato, esperto di tessuti e sostenibilità, dal punto di vista tecnico e commerciale.

Giulio Felloni


«Sempre di più – commenta Tollon –, il mercato della moda sta introducendo prodotti e tessuti tecnici di ultima generazione, frutto di ricerca continua in materiali, tecnologia e attenzione all’ambiente, tessuti che garantiscono ad abiti e accessori performance mai viste in termini di stile di comfort e facilità di utilizzo, ben diversi da quelli reperibili fino a una decina di anni fa e con una varietà di possibilità di impiego inedita: le camicie, per fare un esempio concreto, non si stirano e non si stropicciano e però traspirano come un prodotto naturale».
Da questa innovazione continua nel comparto, l’idea di proporre un approfondimento. «Da un lato l’idea nasce per l’imprenditore e per chi si occupa direttamente di moda – spiega il presidente Da Pozzo – , dall’altro per far conoscere anche ai consumatori le tantissime, nuove opportunità che offre la moda, con la presenza qualificante del presidente nazionale Felloni». Il suo intervento, conclude Tollon, «ci fa capire infatti quanto il tema sia sentito e ci permetterà di avere anche il privilegiato punto di vista nazionale su un comparto che è cardine indiscusso del Made in Italy, in cui, dopo una prima parte dell’anno complessa, stiamo cominciando con settembre-ottobre a vedere qualche piccolo segnale di recupero e stabilità».

Sicurezza, da Cciaa Pn-Ud presto il bando per strumenti di videosorveglianza a favore delle piccole imprese

Un bando della giunta camerale a favore delle Pmi, in particolare di commercio, pubblici esercizi e artigianato, per dotarsi di strumenti di videosorveglianza, la richiesta ai rappresentanti di Parlamento e Governo di un aumento della dotazione organica delle forze dell’ordine sulla città per potenziare il presidio del territorio e la massima disponibilità da parte dei rappresentanti di categoria e dell’ente camerale a fare la propria parte, collaborando con tutte le istituzioni, con l’obiettivo di dissipare il clima di insicurezza che sta aumentando in città a seguito del ripetersi di gravi eventi. Sono gli impegni garantiti all’incontro convocato dal presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo assieme al prefetto Domenico Lione e ai rappresentanti di tutte le associazioni di categoria e dei consumatori.

«Oltre ad esprimere la nostra vicinanza alla famiglia dell’imprenditore ucciso, Shimpei Tominaga – ha rimarcato Da Pozzo –, vogliamo ribadire che noi tutti ci siamo e vogliamo operare al meglio, in quanto la sicurezza è un valore per tutti. Ed è un valore in particolare per l’economia, per le nostre imprese, per quelle della nostra città, che solo in sicurezza possono dare il loro contributo alla crescita della comunità e aiutare la città e il territorio a essere vivibili e frequentabili senza paura». Da Pozzo ha anticipato che la Camera commissionerà un’indagine su sicurezza e legalità nel capoluogo, «per avere dei dati che ci permettano di fare considerazioni corrette e mettere in campo ulteriori azioni mirate». Il presidente camerale ha anche criticato l’ordinanza di restrizione alla vendita di alcolici, evidenziando come non sia risolutiva «in quanto non ci sia un nesso causa-effetto e vada comunque a impattare su una categoria che è oggi qui insieme alle altre a garantire la massima disponibilità alla collaborazione per contrastare, come possibile, ogni forma di abuso».
Sul punto è intervenuto nello specifico Giovanni Pigani, rappresentante pubblici esercizi di Confcommercio Udine, ribadendo come l’ordinanza vada a colpire sempre la stessa categoria senza distinzioni, mentre «noi esercenti siamo i primi a voler lavorare in condizioni di sicurezza – ha rimarcato Pigani – e spesso siamo “sentinelle” sul territorio a disposizione e in supporto alle forze dell’ordine». Su questa linea, d’accordo con il prefetto, si darà avvio a un progetto di collaborazione che, da un lato, si basi sul rafforzamento di figure come i poliziotti e i carabinieri di quartiere – questione di cui si interesserà il prefetto stesso – e, dall’altro, faccia in modo che i commercianti possano avere più diretta capacità di informare e fare segnalazione di situazioni di pericolo alle forze dell’ordine. Il prefetto ha anche invitato Pigani ad avviare un dialogo con il Comune per la miglior gestione dell’Ordinanza, impegno che Pigani ha garantito da subito.
«Dialogheremo con il Comune – ha concluso Da Pozzo – anche per chiedere un’intensificazione dell’impegno della polizia municipale come presidio di sicurezza nelle zone del centro e in quelle più delicate e anche una miglior illuminazione in alcune zone, una piccola cosa ma comunque importante per la prevenzione, assieme alle altre misure, come le telecamere pubbliche. Sappiamo che le forze dell’ordine, in questo momento, come ci ha spiegato il prefetto, stanno dando il massimo, ma confidiamo che con l’impegno di tutti, ognuno per la sua parte, potremo contribuire a riportare la città a livelli di sicurezza accettabili e a scongiurare nuovi episodi gravi».

Domani all’ente camerale
Open Day per le imprese
che puntano all’estero

Domani, 1° luglio, dalle 14.30 alle 17 circa, la Camera di Commercio Pordenone-Udine e Promos Italia presentano l’offerta di servizi per supportare le imprese del territorio di Udine nei loro processi di export. A seguire si terranno incontri “one to one” tra le aziende e gli esperti di Promos Italia. Tra i servizi proposti da Promos Italia ci sono la ricerca di controparti estere, la formazione, servizi digitali, nonché percorsi sulla finanza e sostenibilità Esg. La partecipazione all’Open day è gratuita per tutte le pmi del territorio udinese fino a esaurimento dei posti disponibili. Ci si iscrive sul sito www.pnud.camcom.it

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In copertina e all’interno immagini dell’incontro a Udine sui problemi della sicurezza.

Udine, trenta Eccellenze del commercio che hanno saputo superare le difficoltà

«Ai nostri piccoli e grandi imprenditori che continuano ad avere fiducia e ad investire anche nei momenti difficili, va il grazie dell’Amministrazione regionale. Il contesto produttivo del Friuli Venezia Giulia ha mostrato una notevole reattività dopo la pandemia e sa reagire anche ora in un periodo difficile come quello attuale grazie allo spirito imprenditoriale delle nostre realtà produttive». Così il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, alla presentazione delle trenta Eccellenze di Confcommercio Udine che si è tenuta nell’ex chiesa di San Francesco a Udine a cui hanno partecipato fra gli altri, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, il presidente nazionale Carlo Sangalli e il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni. «Dobbiamo continuare a sostenere il nostro tessuto produttivo, valorizzare anche le piccole e medie imprese che ne sono l’ossatura portante, accompagnandole sui mercati internazionali dove il sistema produttivo del Friuli Venezia Giulia gode di una certa riconoscibilità; stiamo lavorando in modo inteso per potenziare ulteriormente questo aspetto», ha rimarcato Fedriga.

Durante l’evento le aziende hanno ricevuto una targa e vi è stata la proiezione di un cine-racconto che ha avuto come protagoniste le stesse aziende nel ruolo di testimoni delle trasformazioni e dei caratteri più profondi di un’identità nel fare impresa. Nel docufilm anche l’assessore Bini. «Le aziende del Terziario hanno scritto pagine meravigliose della storia imprenditoriale della nostra regione – ha riferito a margine l’assessore regionale -. Turismo, commercio e servizi rappresentano non solo realtà trainanti dell’economia del Friuli Venezia Giulia, ma anche importanti presidi di socialità per i nostri paesi. Negozi, bar e ristoranti sono infatti imprescindibili esempi di welfare sociale e garantiscono la vitalità dei nostri centri. Per questo la Regione non ha fatto e non farà mancherò loro la propria riconoscenza e il proprio sostegno».


Confcommercio Udine ha reso note le eccellenze storiche emerse sulla base di precisi criteri indicati nel bando di selezione dello scorso luglio. Si tratta di Acer di Udine, Alle Griglie di Latisana, Arteni di Tavagnacco, Bortolin Gioielli di Udine, C.D.A. Cattelan di Talmassons, Caselli Group di San Giovanni al Natisone, Cooperativo di Consumo di Premariacco, Cumini Casa di Gemona, Polleria Romeo di Codroipo, Galleria d’Arte Marchetti di Udine, Grand Hotel Gortani di Arta Terme, Hotel là di Moret di Udine, La Boutique della Frutta di Udine, Hotel Patriarchi di Aquileia, Grande Albergo Marin di Lignano Sabbiadoro, Molino Milocco di Fiumicello Villa Vicentina, Mira Mode di Tricesimo, Al Monastero di Cividale, Panificio Vinicio Petris di Moggio Udinese, Da Pozzo Casa di Tolmezzo, Ristorante Willy di Lignano Sabbiadoro, Dok Dall’Ava di San Daniele, Albergo Al Sole di Forni Avoltri, Vitello d’Oro di Udine, Sincerotto di Buttrio, Profumeria Formentini di Latisana, Osteria Alle Volte di Udine, Stilmoda di Lignano Sabbiadoro, Reporter’s di Tarvisio, Zagolin di Udine.

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In copertina e all’interno due momenti delle premiazioni con il governatore Fedriga e l’assessore Bini; e due immagini della cerimonia tenutasi ieri a Udine.

Commercio sulla Tresemane, i sindaci firmano per far nascere il Distretto

Regione Friuli Venezia Giulia, amministrazioni comunali, associazioni di categoria e imprenditori insieme per costituire il Distretto del commercio Tresemane, per valorizzare e promuovere attività commerciali e terziario, per migliorare i servizi di chi transita lungo l’asse da Tavagnacco a Cassacco (passando per Reana del Rojale e Tricesimo), per attrarre altri nuovi investitori e acquirenti, per rivitalizzare ulteriormente, con l’apertura di nuove attività, i centri storici dei paesi che si affacciano lungo quest’importante asse viario, strada strategica non solo per negozi e servizi ma anche per industria e mobilifici di alta gamma, tecnologia digitale, turismo e food.
A sottolineare l’importanza di questo nuovo progetto è stato l’assessore regionale alle Attività produttive intervenuto ieri mattina a Tavagnacco, nella sede di Confcommercio Udine, in occasione della sottoscrizione di una lettera di intenti finalizzata alla creazione del Distretto del commercio Tresemane. Il documento è stato firmato dai primi cittadini di Tavagnacco (capofila), Reana del Rojale, Tricesimo e Cassacco, dal presidente di “Rete imprese Mercato nuovo” e dal presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine.
L’esponente della Giunta regionale ha sottolineato come l’introduzione dei distretti del commercio nella legge SviluppoImpresa rappresenti uno dei cardini principali per quel che attiene il sostegno e la valorizzazione dello specifico comparto e che sono già previsti in bilancio fondi per avviare le progettualità territoriali. Un plauso, da parte sua, agli amministratori comunali del territorio e alle associazioni di categoria per la lungimiranza ed efficienza che hanno dimostrato nella stesura dei punti del progetto di “decollo”: con la firma di oggi si dà avvio infatti alla costituzione vera e propria del Distretto che mette insieme Tavagnacco (14.800 abitanti), Reana (4.700 abitanti), Tricesimo (7.600), Cassacco (2.800), per quasi 30mila residenti.
L’assessore regionale ha rimarcato come la Regione sostenga con forza gli imprenditori, mettendoli nelle condizioni di investire e creare quindi occasioni di sviluppo, occupazione e benessere. Numerosi, infatti, sono gli strumenti a sostegno del comparto, compreso il bando sui negozi di vicinato che, sperimentalmente, è stato aperto la prima volta lo scorso anno e ha registrato numeri importanti, con oltre 300 domande pervenute che hanno interessato attività di vicinato che sorgono complessivamente in 142 comuni.
Connettività a banda larga, rinnovo dell’arredo urbano, accessibilità diffusa, creazione di zone e attraversamenti pedonali e ciclabili, attività di marketing, iniziative per favorire la transizione ecologica e l’economia circolare sono alcuni degli obiettivi del Distretto che comprendono anche il rinnovamento delle aree destinate a sagre, fiere e mercati, il verde urbano e la mobilità sostenibile. Non mancano, inoltre, specifici progetti di promozione, mirati a valorizzarne storia, cultura e tradizioni dell’area, rivitalizzando l’attrattività turistica, creando occasioni di aggregazione e socialità, promuovendo l’offerta di prodotti del territorio.

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In copertina, la firma per far nascere il Distretto commerciale sulla Tresemane.

Covid, gravissima crisi dei matrimoni: 8 richieste per il rilancio del “wedding”

(g.l.) «La Regione è vicina agli operatori del settore del “wedding”, un comparto dell’arte dei mestieri che presenta elementi di eccellenza, e a fronte di una situazione difficile come quella in atto rivolgerà al Governo pressanti richieste per il suo inserimento tra i settori che maggiormente necessitano di ristoro». Lo ha sottolineato ieri mattina l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, nella conferenza stampa convocata dalla Camera di commercio di Pordenone e Udine assieme ai rappresentanti delle categorie interessate per presentare lo stato di crisi nel quale versano le aziende dei settori collegati al mondo dei matrimoni, delle altre cerimonie (soprattutto religiose come battesimi, cresime e prime comunioni) ed eventi in genere, costrette al blocco totale dell’attività a causa dagli effetti provocati dai provvedimenti anti-Covid.

«Con il Disegno di legge di prossima approvazione – ha aggiunto Bini – inseriamo un’altra manovra di circa 22 milioni di euro per ulteriori ristori, portando a quasi 80 milioni le risorse messe in campo dall’Amministrazione regionale per venire incontro alle tante aziende maggiormente colpite dagli effetti della pandemia. Uno sforzo molto consistente, che pone la nostra Regione ai vertici a livello nazionale in proporzione agli aiuti stanziati rispetto al numero di abitanti, ma che certamente non può bastare a soddisfare completamente le esigenze delle filiere più colpite. È per questo che anche il settore del “wedding” dev’essere aiutato in modo più concreto dallo Stato, che dispone certamente di maggiori mezzi finanziari rispetto alle Regioni».
Bini, come informa Arc, ha evidenziato che i dati del comparto non rappresentano semplicemente l’effetto di dinamiche negative di mercato dovute ai problemi contingenti, ma purtroppo fotografano una condizione che è destinata a protrarsi ancora per diversi mesi. «Ciò a danno di realtà – ha rilevato l’esponente della Giunta Fedriga – che rappresentano una porzione di pregio del Made in Italy, cioè di quel comparto che per decenni ha dato lustro al nostro Paese e che assieme a quello del terziario, del commercio e del turismo sta subendo in modo drammatico i riflessi della crisi». Non a caso, nella riforma dell’economia regionale, SviluppoImpresa, che approderà in Aula a inizio febbraio, una parte consistente è dedicata anche ad artigianato, commercio e turismo, proprio per favorire la ripartenza di questi settori. «Deve colpire la nostra attenzione – ha precisato Bini – il fatto che nel settore wedding e cerimonie molti sono i differimenti, anche oltre un anno, di matrimoni ed eventi: un dato che evidenzia chiaramente il riverbero negativo sulla intera filiera di un settore altamente specializzato e qualificato, con effetti pesanti sull’economia regionale”. «Ed è per questo – ha colamentato l’assessore – che all’intervento della Regione, che ci sarà anche per il settore del wedding, deve necessariamente unirsi in modo più consistente anche quello dello Stato, a favore di imprenditori che debbono poter continuare a produrre ricchezza e a rafforzare l’immagine del nostro Paese nel mondo».

Parte dunque dal Friuli Venezia Giulia, e si allarga velocemente a tutte le regioni italiane, per diventare un appello e una proposta di portata nazionale: il settore wedding regionale, che conta potenzialmente oltre 16 mila imprese d’eccellenza e 46 mila addetti nelle sue varie e multiformi componenti e oltre 400 mila imprese a livello nazionale, dopo un anno di pesantissime difficoltà dovuto alla cancellazione della quasi totalità di matrimoni, cerimonie ed eventi correlati, prende in mano la situazione e coinvolge Camera di Commercio Pordenone-Udine e Regione Fvg nell’azione di supporto al comparto.
E proprio la Cciaa, come rappresentanza di tutte le categorie, ha raccolto ieri mattina l’appello con la citata conferenza stampa, dando sostegno e ulteriore diffusione all’iniziativa avviata lo scorso dicembre dalle imprenditrici del settore di Confartigianato Udine, a cui si è subito unita Confcommercio Udine e a cui ha aderito anche Confapi Fvg. Nell’evento organizzato nella sede di Udine, con il “padrone di casa”, presidente camerale e di Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo, e l’assessore regionale Bini, c’erano il presidente Confartigianato Fvg Graziano Tilatti e il direttore di Confapi Fvg Lucia Piu, al fianco delle categorie e delle imprenditrici che hanno lanciato e stanno promuovendo l’iniziativa: Gloria de Martin, presidente regionale della Moda di Confartigianato-Imprese, Fabio Passon, vicepresidente Confcommercio Udine e presidente Gruppo professioni Confcommercio Udine, Alessandro Tollon, vicepresidente Confcommercio Udine, Stefania Vismara, titolare di Archetipo srl, Renata Lirussi, titolare di Miramode srl e consigliere Federmoda Confcommercio Udine, Luca Tassotto di Tassotto&Max sas e consigliere Gruppo professioni Confcommercio Udine, Loredana Ponta, presidente regionale del Benessere di Confartigianato-Imprese, Eva Seminara, presidente Confartigianato consiglio zonale Udine.

L’iniziativa si è concretizzata prima della fine del 2020 anche in una petizione, su change.org, con il titolo “Sostenete il mondo wedding fortemente penalizzato”, che si sta espandendo, come detto, a tutta Italia, grazie alla condivisione delle categorie, che hanno ben chiaro il “peso” e la qualità del comparto wedding sull’economia. Categorie che hanno realizzato un video da diffondere sui social e formulato un documento di sintesi della situazione, con otto proposte operative per il Governo e la Regione. Oltre alla condivisione dell’appello, grazie all’impegno delle consorelle delle categorie coinvolte in tutto il Paese, in molte regioni sono già state adottate iniziative operative: Veneto e Puglia, per esempio, si sono già mosse concretamente e molte altre si stanno muovendo, e inoltre l’Aiom di Confcommercio, Associazione Italiana Organizzatori Matrimoni, ha fatto arrivare il suo appoggio all’iniziativa friulana, anche tramite le parole della presidente Tiziana Lucioli, che ha evidenziato come la categoria non abbia ricevuto «nessun sostegno, nessun ristoro, nessuna agevolazione da un sistema che ha considerato come confronto il fatturato di un solo mese dell’anno e che nei decreti non ha incluso nessuno dei codici Ateco utilizzati dagli organizzatori».
Lo spettro delle chiusure è concreto: se entro il primo semestre 2021 la crisi legata al Covid non sarà passata, rischiano di chiudere dal 13 al 25 percento delle imprese attive, secondo le ultime stime. Imprese che coprono numerosissimi settori dell’economia e che in Fvg, come detto, avevano registrato una crescita di quasi il 5% negli ultimi 5 anni, prima dell’arrivo del Covid e delle conseguenti misure. C’è poi un’ulteriore difficoltà alla totale impasse del momento: quando ci sarà la ripartenza, le imprese che lavorano per i matrimoni non andranno all’incasso subito, perché tra la commessa e il pagamento passano anche 6-8 mesi, il tempo di ideare e organizzare tutti i dettagli dell’evento.

A confermare la difficoltà del momento, sono stati presentati in anteprima anche i dati dei matrimoni del Comune di Udine, che le categorie hanno scelto come esempio perché possono dare bene un’idea della situazione diffusa tanto in regione quanto in tutta Italia: a Udine, nel 2020, i matrimoni sono scesi nel complesso del 42% rispetto al 2019 (con un calo del 62,5% di quelli religiosi e del 38,3% di quelli civili). Una diminuzione che non ha precedenti nemmeno lontanamente comparabili, ripercorrendo a ritroso la serie storica fino agli anni ’80 (Dati 2020 provvisori, da validare i numeri del mese di dicembre. Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati del Comune di Udine – Ufficio Statistica su Istat, modello D.3, e Anagrafe comunale). Le rappresentanti del comparto hanno cercato in più modi, a livello regionale e nazionale, anche di superare la classificazione per codici Ateco, che non rappresenta a dovere un settore così ramificato e che lo esclude dai sostegni già operativi.

Gli otto punti di proposta al Governo, sintetizzati, pertanto sono:

1. Riconoscimento di un contributo a fondo perduto del 40% della diminuzione di fatturato calcolata come differenza tra il fatturato del 2020 e quello del 2019.
2. Riconoscimento di un credito d’imposta del 70% delle spese sostenute, nel 2021 e 2022, per la partecipazione a eventi fieristici di settore, per campagne pubblicitarie, di social e web advertising.
3. Esenzione dall’Imu, Tari e Ires, per 2020 e 2021. In alternativa, uno sgravio non inferiore al 70%.
4. Erogazione di prestiti bancari, fino ad un importo corrispondente al fatturato del 2019 oppure alla media del fatturato nel triennio 2017-2019, assistiti da una garanzia statale del 100%, di durata compresa tra i 15 e i 20 anni, a tasso zero.
5. Riconoscimento sempre agli sposi 2021 e 2022, di un “Bonus Matrimoni” pari al 60% delle spese documentate sostenute corrispondente a un credito d’imposta .
6. Per 2021, 2022 e 2023, il riconoscimento di un contributo forfettario a fondo perduto, di 5 mila euro, per ciascuno degli sposi di nazionalità straniera e non residenti in Italia, nel caso in cui la celebrazione del matrimonio abbia luogo sul territorio italiano.
7. Un contributo regionale per la realizzazione e la promozione di eventi fieristici di settore nel 2021 e 2022.
8. L’introduzione di meccanismi di premialità per i beneficiari delle agevolazioni previste per l’acquisizione o il recupero di alloggi da destinare a prima casa nel caso in cui contraggano matrimonio nel corso del 2021 o del 2022.

Oltre a quello, molto articolato, dell’assessore regionale Bini, ecco infine una sintesi degli altri interventi:

Giovanni Da Pozzo: «La Cciaa ha subito raccolto questo appello perché quello del wedding è un comparto che rappresenta le problematiche di una filiera intera, una serie di mondi che si intrecciano tra produzione, servizi, commercio, e che è stata praticamente azzerata. Tra le filiere più colpite in Italia c’è la moda, in cui anche il wedding è ricompreso. La filiera moda raggruppa nel nostro Paese oltre 247 mila aziende, anche piccole e piccolissime, e 800 mila lavoratori, con un giro d’affari di oltre 90 miliardi: un settore che ha avuto dei ristori a livello regionale, ma necessita di cifre importanti da mettere sul piatto a livello nazionale, come richiedono i nostri operatori nel documento. Questa iniziativa è partita da qui: come altre volte facciamo da apripista. E stiamo raccogliendo molte adesioni da tutta Italia».
Graziano Tilatti: «Ringraziamo la Regione che è stata più vicina a questo mondo rispetto al livello nazionale, a cui vogliamo da qui mandare un segnale forte, perché è là che si prendono le grandi decisioni: se aspettiamo ancora, tantissime aziende presto non ci saranno più. Il documento condiviso Confartigianato, Confcommercio e Confapi sta avendo eco per la sua attenzione sia al lato del ristoro e sia a quello dell’offerta».
Lucia Piu: «Anche Confapi Fvg ha voluto fortemente sostenere l’iniziativa per questo settore per un’azione comune: la sua sofferenza ha effetti anche sulla piccola e media industria e il nostro sistema economico non può permetterselo. Siamo uniti in questa azione perché non vogliamo lasciare indietro nessuno».
Gloria de Martin: «Grazie per aver accolto il nostro grido di dolore, perché siamo stati dimenticati, noi che abbiamo fatto del made in Italy una potenza mondiale. Le micro e piccole imprese stanno soffrendo maggiormente, perché non inserite in alcun modo nei ristori: noi chiediamo di poter sopravvivere, vogliamo tornare a fare ciò che abbiamo sempre fatto: siamo la storia, il presente e il futuro»
Stefania Vismara: «Noi siamo oggi impossibilitati a lavorare, con i punti vendita siamo in grandissima sofferenza e come noi ci sono tantissime imprese che avranno enormi difficoltà a riaprire. Io per la prima volta mi trovo a chiedere aiuto, a nome di realtà sane, belle e fatte con passione, spesso cresciute in diverse generazioni. Un mondo di eccellenza che è stato completamente dimenticato».
Renata Lirussi: «Nel 2020 in Fvg sono stati cancellati 3 mila matrimoni e da questo numero pensiamo a tutto quello che è crollato di conseguenza nei settori che sono a esso correlati. Settori con professionisti che devono prepararsi almeno un anno prima del matrimonio. Dobbiamo programmare e lavorare per il futuro, e in questa situazione siamo messi nell’impossibilità di operare, senza alcuna certezza».
Luca Tassotto: «Il mondo dei fotografi ha visto annullare il 90% servizi, con un calo di fatturato del 70-80 percento e fino primavera 2022 non torneremo sicuramente a regime. Siamo tutte imprese che lavorano da decine di anni nel settore: tutti vogliamo rispettare le regole, tutelare la salute come prima cosa, ma bisogna considerare che noi, alla fine, ci troveremo per 2 anni senza un sostegno».

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In copertina, una coppia di sposi dal catalogo ufficiale di Miramode di Tricesimo e all’interno immagini dell’incontro di ieri mattina in Camera di Commercio a Udine.

 

“SviluppoImpresa” in Fvg piace a Da Pozzo e Agrusti. Il sostegno al wedding

È un giudizio positivo di metodo e di merito quello che i presidenti di Confcommercio Fvg, Giovanni Da Pozzo, e Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, rispettivamente presidente e vicepresidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, danno del disegno di legge “SviluppoImpresa” appena presentato dall’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ai rappresentanti delle categorie economiche.

Giovanni Da Pozzo


Secondo Da Pozzo, «il mondo del terziario, che ha maggiormente subito gli effetti della crisi causata dalla pandemia, è molto soddisfatto di questo impianto normativo perché tiene conto delle difficoltà contingenti ma guarda al futuro e ai nuovi modelli che su cui l’economia dovrà basarsi per la ripresa. La ripartenza dipenderà anche dalla cornice nazionale che verrà data ai fondi europei». Un plauso, in particolare, va alla centralità attribuita al turismo «un comparto – ha detto Da Pozzo – che fa da motore a tutti gli altri comparti e che giustamente viene sostenuto e migliorato».
Per Agrusti, «la norma è frutto di un confronto che andrebbe preso a modello anche per la riforma di altri settori, come la sanità. L’industria ha tenuto testa alla crisi, molti settori sono in ripresa, questo grazie ad un’assunzione di responsabilità diretta della categoria. Ora è giusto dare aiuto, puntare sulla ristrutturazione finanziaria e sull’ingegneria finanziaria innovativa, all’internazionalizzazione, nonché su un patto stretto e solidale tra settori economici». La giunta, è infine il commento condiviso dei presidenti, ha agito bene sia da un punto di vista tecnico che politico, salvaguardando gli strumenti del passato che hanno dimostrato la loro efficacia e intervenendo in quegli ambiti che adesso richiedono maggiore innovazione e coraggio.

Michelangelo Agrusti

Intanto, la Camera di Commercio Pordenone-Udine raccoglie l’appello delle categorie del settore wedding, pesantemente colpite dalle conseguenze del Covid che ha praticamente azzerato matrimoni, cerimonie e fiere e messo in ginocchio le imprese del comparto. E l’iniziativa di supporto al settore, partita dal Friuli Venezia Giulia, si allarga ora a tutta Italia. Il punto della situazione e le proposte saranno illustrate domani mattina, alle 11, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella sede di Udine della Cciaa, in piazza Venerio. Il presidente Da Pozzo ospiterà per l’occasione l’assessore regionale Bini e il presidente di Confartigianato Udine e Fvg Graziano Tilatti, nonché i rappresentanti del settore wedding di Confartigianato Udine, di Confcommercio Udine e di Confapi Fvg e delle imprenditrici e imprenditori del comparto che hanno lanciato e stanno portando avanti l’iniziativa.

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In copertina, un’immagine della sede udinese della Camera di Commercio.