Artigianato friulano col fiatone: “A Pasqua i nostri prodotti!”

L’artigianato, senza ombra di dubbio, è uno dei settori che maggiormente pagano gli effetti devastanti della pandemia da Coronavirus. Bastano alcuni numeri per offrire un quadro preoccupante della situazione. A valle dell’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha ulteriormente ridotto la lista di imprese alle quali è consentito lavorare, l’ufficio studi dell’associazione provinciale di Udine ha rifatto nuovamente lo screening di quali e quante sono queste realtà e di quanti addetti impiegano. Su 27.720 imprese artigiane attive in Fvg, poco più di un terzo sono quelle autorizzate a proseguire l’attività: 11.633 pari al 42% del totale. Al lavoro restano 35.028 addetti su 67.169 (il 52,1%) di cui 20.451 dipendenti su 34.430 (il 59,4%). Costretti al fermo sono invece 16.087 imprese che danno lavoro a 32.141 addetti di cui 13.979 dipendenti.

Da qui, dunque, un pressante appello, proprio in questi giorni pasquali: “Compra italiano, compra artigiano. Sostieni le nostre famiglie”. E’ questo, infatti, lo slogan che affianca l’illustrazione commissionata da Confartigianato-Imprese Udine a Daniel Cuello per invitare i consumatori ad acquistare prodotti locali in questo difficile momento di emergenza sanitaria ed economica. Un messaggio conciso come del resto l’immagine che accompagna: la penisola italiana, vestita del Tricolore e percorsa da mezzi su gomma, ferro e mare che instancabili la attraversano da Nord a Sud per consegnare merci.

“Alle imprese che vanno avanti a lavorare questo momento di grave difficoltà va il nostro grazie e tutto il nostro sostegno – afferma il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti -. Queste realtà garantiscono infatti un servizio che lo stesso Governo ha ritenuto essenziale per la popolazione e e lo fanno esponendosi in prima persona a fronte di guadagni ridotti all’osso. E’ pensando a loro che abbiamo messo a punto questa campagna per invitare i consumatori ad acquistare servizi e produzioni locali, a km0 , alimentari ma non solo. E’ un regalo che facciamo a noi stessi: compriamo prodotti di cui conosciamo l’origine e garantiamo alle imprese del territorio quel po’ di sostegno in più che oggi è fondamentale. Compriamo dunque italiano e artigiano e continuiamo a farlo in futuro, quando l’emergenza sarà finalmente alle spalle”.

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In copertina, il presidente Graziano Tilatti con il logo promozionale.

Dagli artigiani friulani boom di domande Inps per il bonus “Cura Italia”

Boom di richieste tra le file degli artigiani friulani per l’indennità di 600 euro prevista dal decreto “Cura Italia” a sostegno dei lavoratori autonomi. Dalla sera di venerdì 27 marzo alle 16 di ieri pomeriggio, le richieste caricate online sulla piattaforma digitale costruita allo scopo da Confartigianato-Imprese Udine hanno infatti raggiunto quota 2.300 per un valore complessivo di 1.380.000 euro. La scommessa dell’associazione, che in poche ore ha saputo smaterializzare le procedure convogliandole in una piattaforma digitale così da evitare qualsiasi spostamento fisico degli imprenditori, viceversa costretti a recarsi personalmente all’Inapa, è stata vinta due volte. “Da un lato – commenta il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti – per la rapidità ed efficacia con cui abbiamo messo in piedi il sistema, dall’altro per la risposta massiccia delle impese, che in poche ore si sono adattate alla nuova modalità e gestito online la richiesta”. Non era scontato e in questo senso va riconosciuto come lo stato di necessità imposto dall’emergenza abbia in qualche modo accelerato il passaggio al digitale anche delle piccole e piccolissime imprese.

Al netto di questa considerazione, però, l’elevato numero di domande presentate per il bonus è lo specchietto di quale situazione di sofferenza stiano affrontando le imprese artigiane. In regione sono appena 9.043 su uno stock di 27.720 quelle non sospese di cui 864 operative con consegna a domicilio, le restanti 17.773 sono invece chiuse del tutto. “Questo elevato numero di richieste di accesso al bonus di 600 euro messo a disposizione dal Governo dimostra la grande difficoltà che vivono le piccole imprese e sappiamo già che è un numero destinato a lievitare ancora nei prossimi giorni”, afferma il presidente Tilatti, sottolineando d’altro canto che “dinanzi alla pandemia e all’alto rischio per la salute questo sacrificio è necessario. Il mondo dell’artigianato comprende la situazione, posso dire che sta anzi rispondendo con grande flessibilità e positività, cercando, laddove possibile, di ripensarsi in funzione delle esigenze del momento, pensiamo alla produzione di mascherine e alle consegne a domicilio dei beni alimentari. Quello che chiediamo non è di tornare al lavoro adesso, ma di farlo non appena sarà possibile garantendo la sicurezza nostra, dei nostri collaboratori e clienti. Chiediamo una road map, che ci dica quando, una volta scaduta la nuova proroga decisa dal Governo, potremo iniziare a riaprire. Lavoriamo intanto per far sì che quel giorno il sistema sia pronto a ripartire con vigore, con tutti gli strumenti e aiuti necessari. A questo proposito, l’indennità è certo un segnale di vicinanza, che non basterà però a colmare le perdite patite dal sistema economico. Il Governo aumenti il bonus da 600 a 800 euro, pareggiandolo al Reddito di cittadinanza, e ne metta a disposizione altrettanti per l’abbattimento dei contributi previdenziali dotando così le imprese di un paracadute di 1.600 euro”.

Tornando al bonus, la domanda all’Inps per ottenere l’indennità di 600 euro può essere presentata da lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali – artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri nonché liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi – già attivi alla data del 23 febbraio scorso. Chi vuole può presentarla da solo accedendo alla procedura telematica messa a punto dall’Inps stesso, viceversa può affidarsi ai Patronati.
Nel caso di Confartigianato-Imprese Udine, una volta che il beneficiario ha inserito i dati necessari, il sistema digitale genera il modulo di delega al patronato Inapa da stampare, firmare e rispedire assieme al documento d’identità, che possono anche essere fotografati con un cellulare. Da quel momento, l’Inapa può presentare la richiesta in suo nome e per suo conto. La possibilità è aperta a tutti, ma la precedenza e la gratuità sono riservate agli associati.
Come detto, alle 14 di ieri le domande erano complessivamente 2.150, presentate al 26% da donne e per il restante 74% da uomini. I richiedenti sono al 95% cittadini italiani, hanno un’età media di 48 anni (19 anni il più giovane) e sono in gran parte artigiani (90%) seguiti da commercianti (6%) e da lavoratori autonomi (4%). I Comuni con la maggiore concentrazione di domande (arrivate da tutta la provincia) sono quelli di Udine, Latisana e Tavagnacco dove si registra il 19% delle richieste totali.

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In copertina, il presidente degli artigiani friulani Graziano Tilatti.

Gli artigiani friulani donano le mascherine all’Ospedale di Udine

Con l’emergenza Coronavirus che ha trasformato le mascherine chirurgiche in un bene poco meno che introvabile, diverse aziende del settore moda di Confartigianato-Imprese Udine – costrette dal Governo a tenere le braccia conserte, non rientrando tra i codici Ateco abilitati al prosieguo dell’attività – si sono temporaneamente riconvertite. Oggi producono mascherine “sartoriali” di grande qualità, realizzate tutte a mano, con tessuti di pregio e diverse piegature che consentono al presidio di aderire meglio al viso. Un lotto di queste mascherine, opera della capocategoria provinciale del comparto moda, Gloria De Martin, è stato donato dall’associazione all’Ospedale di Udine.
“E’ un gesto con il quale abbiamo voluto significare tutta la nostra stima e vicinanza nei confronti del personale sanitario, sia medico che infermieristico, impegnato in prima linea in queste difficili settimane di emergenza – hanno commentato il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, e il consigliere delegato di Confartigianato Servizi Fvg, Daniele Cuciz -. Queste mascherine vogliono essere il segno tangibile dell’apprezzamento che il mondo artigiano ha per loro, per l’impegno, la professionalità e anche il coraggio che ogni giorno mettono nel loro lavoro, al fianco dei malati di Coronavirus”.

Gloria De Martin

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In copertina, l’Ospedale di Udine.

La Slovenia blocca l’autotrasporto. Adami accusa l’Europa

Nuovo grido d’allarme da parte dell’artigianato Fvg: questa volta ad alzare la voce è la importante categoria degli autostrasportatori, soprattutto a causa delle lunghe code alle frontiere in uscita dall’Italia. Sia verso l’Austria che la Slovenia. E’ l’istantanea scattata al confine e che vede tantissimi camionisti ritrovatisi letteralmente imbottigliati, specie al valico di Fernetti, in attesa di poter procedere verso diverse destinazioni europee. Chi di loro doveva scaricare in Slovenia è potuto passare, chi invece doveva solo transitare nel Paese e poi andare oltre, diretto a Est, ha dovuto fare dietrofront.
“La Slovenia infatti non si è limitata a controllare gli autotrasportatori uno a uno come sta facendo l’Austria, creando anche in quel caso interminabili code e ritardi, ma si è spinta oltre, respingendo al confine tutte le merci in transito dal Paese e dirette verso l’Est Europa” denuncia Stefano Adami, capocategoria degli autotrasportatori di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg. Risultato: “Code chilometriche al confine, che si traducono per le nostre imprese in aumento di costi, problemi nel rispetto dei tempi di guida e riposo, inquinamento ambientale, perché i mezzi che trasportano derrate alimentari devono restare in moto”, tuona ancora Adami.
La preoccupazione della categoria, già stremata dalla crisi del 2008, è alle stelle. Le aziende del trasporto merci – 1.819 in regione di cui 1.467 artigiane (ultimi dati disponibili Movimprese-Infocamere) – non sanno se accettare commesse o rifiutarle. Impossible sapere cosa accadrà domani, se non tra poche ore. “Non sappiamo se possiamo partire, non sappiamo se arriveremo, se ci fermeranno per strada costringendoci, come accade in Croazia, a fare 14 giorni di quarantena. Così lavorare è impossibile”, continua il capogruppo di Confartigianato, raccontando di come la risposta disomogenea a livello internazionale porti a situazioni limite come quelle degli autisti costretti a restare prigionieri delle proprie cabine durante le operazioni di carico e scarico.

Stefano Adami leader dell’autotrasporto Fvg.


Adami chiama in causa le istituzioni europee, incapaci di imporre omogeneità nelle regole da applicare, sperando di fare i conti con l’Ue appena passata l’emergenza. Intanto, l’autotrasportatore punta a mettere in sicurezza le aziende del settore. “Ci servono misure urgenti, immediate, quali la sospensione dei versamenti tributari, delle rate dei mutui e dei leasing, ci servono misure di credito agevolate per avere liquidità e la cassa integrazione per tutte le aziende a prescindere al numero dei dipendenti che nell’autotrasporto in Fvg sono complessivamente 12.600. Serve insomma una cura choc, non un palliativo se vogliamo evitare di trovarci tra qualche mese a contare numerosi ‘decessi’ tra le file delle partite Iva”.

Superata l’emergenza, Adami rivendica la necessità di metter mano alle regole del cabotaggio. “Quando tutto ripartirà – conclude il capocategoria – andranno imposti limiti di trasporti nazionali alle aziende straniere per salvaguardare una buona volta le nostre. Sono convinto che ce la faremo, anche grazie al sacrificio dei nostri collaboratori, che come sempre accoglieranno con abnegazione i sacrifici che il momento impone, dimostrando ancora una volta come nelle difficoltà questa categoria sappia restare unita, determinata a vincere l’ennesima sfida”.

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In copertina, l’annuncio in autostrada della chiusura del confine sloveno.

L’artigianato friulano contro il Coronavirus: domani le strategie

Piano strategico dell’artigianato friulano contro il Coronavirus: in vista idonee iniziative che saranno adottate domani. Riunione straordinaria, infatti, ieri pomeriggio in Confartigianato-Imprese Udine, dove il presidente dell’associazione provinciale, Graziano Tilatti, ha chiamato a raccolta il comitato di presidenza che ha deciso di mettere in atto una task force per fronteggiare i danni che l’emergenza sanitaria sta causando al mondo delle imprese artigiane e delle Pmi.
In questi giorni, Tilatti sta facendo il giro delle imprese per toccare con mano la situazione e raccogliere dalla viva voce degli artigiani la preoccupazione che li accompagna in questo delicatissimo momento. E domani riunirà la giunta per dar corpo appunto alla task force, composta da dirigenti e funzionari sia interni che esterni all’associazione, e deliberare il piano strategico d’intervento, fondamentale in quella che da emergenza sanitaria sta diventando giorno dopo giorno sempre più anche economica e sociale.
“Basta dare un’occhiata ai numeri diffusi nei giorni scorsi dall’ufficio studi nazionale di Confartigianato per capire che è tempo d’intervenire e di farlo con convinzione e con tutti gli strumenti che possiamo mettere in campo”, afferma il presidente Tilatti ricordando che il 70% delle imprese artigiane sta facendo i conti con il contraccolpo del virus: “In Fvg sono quasi 20mila su 27mila totali le realtà artigiane e le Pmi che stanno pagando dazio a questa epidemia e la previsione è che nel mese di marzo avranno una perdita media del fatturato pari al 25 per cento”.
La situazione è dunque straordinaria, per cui richiede misure straordinarie. Misure che Confartigianato si attende dalla Politica nazionale e regionale, pronta a fare la sua parte con una task force che sarà pronta ad entrare in azione già con questa settimana dopo la riunione della giunta che, come detto, è stata convocata con tutta urgenza già per domani sera. “Siamo al fianco delle nostre imprese – conclude Tilatti – e faremo tutto il possibile, come già in passato, perché possano fronteggiare l’ennesimo momento di difficoltà. Siamo usciti stringendo i denti dalla grave crisi economica del 2008 e faremo altrettanto stavolta”.

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In copertina, Graziano Tilatti, leader degli artigiani friulani.

Malignani, una lezione in streaming a casa da Confartigianato Udine

Quando la tecnologia consente di seguire, con efficacia e comodità, una lezione anche da casa: succede anche questo ai tempi di Coronavirus.  Il rodato rapporto di collaborazione tra Confartigianato-Imprese Udine e l’Istituto scolastico superiore Arturo Malignani si rinnova infatti, proprio in questi giorni spinto, dall’emergenza sanitaria in atto. Il consueto appuntamento organizzato dall’associazione di categoria con alcuni degli studenti dell’istituto, destinato a mettere i ferri in acqua per l’alternanza scuola-lavoro in vista dell’edizione 2020 di Udine3D Forum, quest’anno si terrà, dunque, via streaming. Un’occasione, quella della “finestra” digitale aperta da Confartigianato, di cui l’istituto approfitterà anche per fare lezione di informatica.
La richiesta di poter utilizzare il collegamento streaming come aula virtuale è arrivata dal docente del Malignani, Luca Peresson, ed è stata accolta con entusiasmo dall’associazione che per domani mattina sarà pronta a far suonare la campanella per una cinquantina di studenti delle classi terze del liceo delle scienze applicate. “Dalle 9 alle 11 i ragazzi potranno seguire la lezione davanti allo schermo del proprio Pc di casa accedendo a un indirizzo web che comunicheremo loro e che permetterà al professore di fare lezione a distanza, dalla nostra sede di via del Pozzo – fa sapere Luca Nardone, project manager di Udine3D Forum per Confartigianato -. A seguire, dalle 11 alle 13, proseguiremo con il progetto di alternanza scuola-lavoro che porterà i ragazzi a fare 15 giorni di esperienza in aziende tecnologiche della provincia di Udine e poi un ulteriore periodo, in veste di assistenti e guide, all’interno di Udine3D Forum”.
Soddisfatto il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti: “Ancora una volta ci mettiamo a disposizione del territorio e della scuola: siamo pronti a risolvere i problemi che quest’emergenza porta con sé, senza perdere però di vista l’orizzonte, quella positiva e necessaria spinta al futuro che non deve venir meno, ma deve aiutarci a uscire da questa situazione
ancora più forti”.

Graziano Tilatti

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In copertina, alcuni studenti dell’Istituto Malignani di Udine.

Truffe in agguato fra gli artigiani: allarme in Friuli

Allarme  truffe, in Friuli, sugli impianti di messa a terra. Confartigianato Udine mette in guardia le aziende – 14.271 quelle interessate in provincia di Udine di cui 4.129 artigiane – dopo avere ricevuto da alcune imprese associate la segnalazione di visite per i controlli agli impianti di messa a terra da parte di organismi privati che dichiarano di essere incaricati dall’ispettorato, dall’Inail o ancora dalle Aziende sanitarie. Equivocando sul ruolo e paventando responsabilità penali e sanzioni amministrative a carico delle imprese, hanno fatto firmare alle aziende dei contratti per la verifica degli impianti, indicando in taluni casi, del tutto arbitrariamente, periodicità più stringenti (ogni 2 anni anziché ogni 5) rispetto a quelle previste dalla norma. “Attenzione a queste truffe – avverte il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -: l’invito è a rivolgersi subito ai nostri uffici o a quelli delle associazioni dei consumatori per analizzare la situazione e cercare una soluzione che consenta alle imprese cadute nella truffa di uscirne senza penalizzazioni”.

E’ utile ricordare – come informa una nota di Confartigianato Udine – che l’obbligo giuridico della verifica periodica degli impianti elettrici di messa a terra è carico del datore di lavoro e che lo stesso, ai sensi del Dpr 462/01 e del D.Lgs 81/08, è tenuto ad effettuare, ai fini della sicurezza, una regolare manutenzione del proprio impianto. Detto questo, in regione la normativa prevede che il datore di lavoro possa scegliere di rivolgersi per tali controlli periodici o ad organismi notificati, che hanno ottenuto l’autorizzazione da parte del ministero delle Attività Produttive, oppure ai servizi impiantistici delle Ass territorialmente competenti. Oltre a tali organismi notificati, le Ass (per le verifiche periodiche) e l’Inail (per la prima verifica a campione) possono eseguire le verifiche, sia la prima a campione che quelle periodiche, che non possono essere delegate ad alcun soggetto terzo.

A chi avesse dunque inavvertitamente firmato qualche documento contrattuale e non volesse dar seguito a questo consenso, ottenuto con fraudolenza, il consiglio dell’associazione è quello di verificare con attenzione le clausole di recesso. “Non dobbiamo sottovalutare l’importanza di una periodica verifica dell’efficienza degli impianti – dichiara il capocategoria degli impiantisti di Confartigianato Udine, Adriano Stocco – anche di quelli domestici perché spesso il luogo che riteniamo il più sicuro, casa nostra, nasconde potenziali pericoli. E non dobbiamo dimenticare la necessità di dimostrare di aver periodicamente manutentato e verificato gli impianti dei luoghi di lavoro. Il decreto Milleproroghe ha infatti introdotto, per tutti i datori di lavoro, l’obbligo di comunicare al Civa (l’applicativo messo a disposizione dall’Inail per la gestione informatizzata di servizi di certificazione e verifica) il controllo degli impianti di terra”.

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In copertina, il presidente Tilatti durante una  cerimonia inaugurale.

Confartigianato-Imprese: a Udine slitta il congresso del 6 marzo

Slitta a data da destinarsi il congresso generale di Confartigianato-Imprese Udine che avrebbe dovuto riunire i dirigenti dell’associazione di categoria, il prossimo 6 marzo, all’interno dell’Istituto salesiano Bearzi, per aggiornare gli indirizzi della politica associativa. L’emergenza Coronavirus, all’esame stamattina del presidente provinciale di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, ha infatti suggerito ai vertici associativi di rinviare l’appuntamento congressuale, nonché tutti quelli in calendario per la settimana in corso.
Saltano dunque, almeno fino al 1° marzo, le riunioni degli organi associativi – dai consigli zonali a quelli provinciali di categoria -, nonché le attività formative, salvo che queste non possano essere realizzate utilizzando strumenti di comunicazione a distanza.
“Da parte nostra – afferma il presidente Tilatti – garantiamo la piena collaborazione alle iniziative messe in campo dalle istituzioni nazionali e regionali, comprese quelle a sostegno delle imprese e dei lavoratori, alle quali sta lavorando il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, penso in particolare alla Cig in deroga per le aziende con meno di 6 dipendenti. Al Governo e alla Regione Fvg va un plauso per la celerità con cui sono intervenuti nel fronteggiare il contraccolpo che lo sbarco del virus in Italia sta portando all’economia. La speranza – conclude Tilatti – è che il tavolo d’emergenza convocato da Catalfo, che si riunirà nuovamente domani, diventi permanente e che il confronto sia allargato a tutti i ministeri competenti, per arrivare all’individuazione di interventi condivisi che siano efficaci nella tutela della salute pubblica e sostenibili per le attività economiche”.

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In copertina, il presidente Tilatti.

“San Giovanni, macché chiusura del Malignani: diventi un’eccellenza!”

di Gi Elle

Gli artigiani, sostenuti con decisione dalle pubbliche amministrazioni, alzano la voce contro la chiusura del Malignani di San Giovanni al Natisone. E questo perché chiedono che, invece, la scuola venga sostenuta e potenziata, facendola diventare un polo d’eccellenza per la preparazione delle future maestranze della zona. Il futuro della sede staccata dello storico istituto udinese ieri mattina è finito, infatti, sotto la lente d’ingrandimento della VI commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Sibau, che in audizione ha ascoltato la posizione dei vari portatori d’interesse a partire dalla scuola, passando per gli amministratori locali e le associazioni di categoria provinciali, come appunto quelle degli artigiani. L’incontro, al quale ha partecipato l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, si è concluso con un impegno formale a convocare in breve un tavolo tecnico al quale portare soluzioni concrete per il rilancio dell’istituto che rischia di chiudere perché avendo oggi poco meno di 70 studenti non rispetta il tetto minimo previsto per le sedi staccate che è pari a 100.

“Così com’è oggi la scuola può anche chiudere – ha esordito con fermezza il presidente zonale di Confartigianato, Giusto Maurig -, ma noi non vogliamo che il Malignani di San Giovanni chiuda, vogliamo che viva una nuova primavera e contamini di professionalità il distretto”. Confartigianato e Cna hanno pertanto consegnato all’assessore regionale un documento con diverse proposte operative, da realizzarsi contemporaneamente. A partire dall’interazione tra sede formativa e imprese, con stage e tirocini, realizzando un vero e proprio laboratorio diffuso, messo a disposizione dalle aziende del territorio, passando per l’assicurazione di un elevato standard dei docenti, il miglioramento dei collegamenti da e per la scuola e ancora l’implementazione dell’offerta con corsi di aggiornamento professionale e percorsi post diploma.

Graziano Tilatti a una cerimonia.

“Dobbiamo fare in modo di valorizzare agli occhi dei ragazzi e delle famiglie la grande occasione che rappresenta questa scuola: apre loro le porte delle aziende del territorio, più che mai bisognose di tecnici” ha aggiunto Maurig, appoggiato in questa battaglia per la sopravvivenza del Malignani dal presidente provinciale di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, a sua volta convinto della strategicità dell’istituto: “La nostra associazione – ha sottolineato – farà la sua parte per cercare di rilanciare la scuola che rappresenta uno strategico punto di formazione, a chilometro zero, per le imprese della zona”. Oggi e sempre più in futuro, come precisa il sindaco di San Giovanni, Carlo Pali: “Il nostro dev’essere un progetto a lungo termine. In futuro rischiamo, infatti, di avere aziende altamente tecnologiche senza adeguate risorse umane. In commissione abbiamo chiesto quindi che si realizzi un progetto dove tutti facciano la propria parte affinché il Malignani di San Giovanni diventi un’eccellenza, una scuola attrattiva”. Il territorio ne ha bisogno. Parola del primo cittadino di Manzano, Piero Furlani: “La scuola è importantissima perché è la garanzia di un ricambio qualificato del personale dal quale le aziende, per essere competitive, non possono prescindere”.

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In copertina e qui sopra due immagini della sede Malignani di San Giovanni.

 

San Giovanni, Malignani a rischio. “Ma chi esce da qui ha il lavoro assicurato”

di Gi Elle

La sopravvivenza del Malignani di San Giovanni al Natisone è a rischio, ma si tratta di una eventualità che va scongiurata con tutte le forze perché chi esce da questo istituto “ha il lavoro assicurato”. Per cui, “facciamo il possibile per rilanciare questa scuola”, perché se chiude “perdiamo tutti”. Più chiaro di così non poteva essere l’appello del sindaco, Carlo Pali, al termine di un vertice indetto per individuare una proposta di rilancio dell’importante istituzione scolastica superiore. Insomma, Comune, scuola e sindacato scendono in campo con convinzione per evitarne la chiusura, e quindi per creare le condizioni per una sua valorizzazione e ripresa.

Confartigianato in prima fila – Tutti insieme, dunque, per garantire un futuro a questa sede staccata del Malignani. Confartigianato-Imprese Udine si schiera in prima fila accanto all’amministrazione civica che ha chiamato a raccolta i vertici della scuola, i Comuni limitrofi, le associazioni sindacali dei lavoratori oltre a quelle datoriali, per mettere a sistema le rispettive forze con l’obiettivo di rilanciare la sede scolastica, il cui futuro è annualmente ipotecato dal piano di dimensionamento che prevede un minimo di studenti per le sedi periferiche. Un miraggio per la scuola di San Giovanni al Natisone che oscilla tra i 70 e gli 80 studenti. “Ogni anno – spiega il dirigente scolastico del Malignani, Andrea Carletti – chiediamo alla Regione una deroga sapendo di essere sotto il tetto richiesto. Al di là dei numeri, la nostra scuola è un presidio importante per il territorio, che non ha altri istituti scolastici. Prima di chiuderla bisogna andare con i piedi di piombo e l’Ufficio scolastico regionale lo sa bene”.

Potenziali studenti – All’arco della scuola, Confartigianato Udine ha portato l’indagine condotta dall’Ufficio studi dell’associazione che dimostra, numeri alla mano, come la sede staccata disponga di un consistente bacino di potenziali studenti. In totale, considerati i ragazzi residenti nei Comuni dell’ex distretto della sedia con l’aggiunta di alcuni altri situati sulla direttrice ferroviaria Udine-Gorizia, di età compresa tra i 10 e i 16 anni, il bacino totale di studenti oscilla tra le 400 e le 500 unità l’anno. Di questi, considerate le percentuali di studenti dell’area iscritti a istituti professionali per l’industria e l’artigianato (8,8%) e agli istituti industriali (14,3%) in Fvg, quelli che potrebbero iscriversi ai due indirizzi di studio del Malignani di San Giovanni vanno dai 100 ai 111 al massimo. “Significa – commenta il presidente zonale del Friuli Orientale di Confartigianato-Imprese Udine, Giusto Maurig – che dal punto di vista demografico i numeri per i corsi ci sono e ci saranno anche nei prossimi anni”. Nonostante questo le imprese faticano, ormai da tempo, a trovare profili adeguati alle proprie necessità.

Sos tecnici – Confartigianato-Imprese Udine lo denuncia ancora una volta report alla mano. “Per gli indirizzi di studio più direttamente correlati con le proposte del Malignani – spiega Maurig -, le maggiori difficoltà di reperimento di manodopera si incontrano per la riparazione dei veicoli (55,2%), per gli impiantisti termoidraulici (51,3%), l’elettronica (50%) e la meccanica (49,2%), l’elettronica e l’elettrotecnica (49,3%).  Per i diplomati a indirizzo meccanica, meccatronica ed energia la percentuale di assunzioni di difficile reperimento si attesta sul 47,3%, per quelli con qualifica di formazione o diploma professionale a indirizzo legno la percentuale è del 40,3%”. Cifre (fornite dal sistema Excelsior di Unioncamere) che confermano dunque l’attuale carenza sul mercato del lavoro di profili coerenti con gli indirizzi di studio proposti dal Malignani e questo a dispetto della necessità di personale delle imprese, comprese le 623 imprese della filiera legno-arredo ancora attive nel distretto, di cui 2 su 3 sono artigiane, che da sole danno lavoro a oltre 2.100 addetti.

Il sindaco Carlo Pali.

Progetto di rilancio – A discuterne si sono ritrovati il sindaco Carlo Pali assieme al responsabile della sede staccata del Malignani, Alberto Della Piana, alla responsabile della Cisl di Udine, Renata della Ricca, e al segretario della Cgil di Udine, Natalino Giacomini, a Paolo Zorzenone di Confapi Fvg e ancora ai capogategoria provinciali dei seggiolai e dell’arredo di Confartigianato-Udine, Alberto Dalmasson e Mauro Damiani, oltre al consigliere del Movimento giovani Nicola Giarle e al presidente di zona Giusto Maurig. Dal tavolo sono emerse diverse proposte. “Anzitutto verificheremo se sia possibile modificare e istituire nuove tratte del trasporto pubblico locale per collegare meglio la sede scolastica al territorio – ha dichiarato a margine dell’incontro il sindaco -. Bisogna poi che raccontiamo meglio la realtà di questa scuola, erroneamente identificata come un plesso che sforna professionalità di basso livello, quando invece produce tecnici di spessore capaci di governare le ultime macchine a controllo numerico. Per capirci – ha aggiunto Pali – uno che esce dal Malignani di San Giovanni ha il lavoro assicurato. Cerchiamo, dunque, insieme di stimolare le iscrizioni. Valutando anche la possibilità di istituire un Its, un percorso formativo post-diploma, che dia al territorio figure specializzate. Insomma, facciamo il possibile per rilanciare questa scuola perché se chiude non perde solo San Giovanni al Natisone, perdiamo tutti”.

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In copertina e qui sopra esercitazioni di allievi in laboratorio e al computer.