La biodiversità nelle cave di Piasentina domani in un convegno che ricorda Mario Laurino scomparso dieci anni fa

Per anni sono state guardate con sospetto per l’impatto ambientale causato dall’attività estrattiva. Oggi le cave di pietra Piasentina si prendono la loro rivincita. Un progetto Interreg Italia-Austria ha, infatti, dimostrato come all’interno delle cave non solo la biodiversità sia conservata ma anzi, in diversi casi, sia addirittura superiore rispetto alle zone immediatamente esterne alle aree dove si pratica l’attività estrattiva. I risultati dello studio saranno presentati durante il convegno “La biodiversità nelle cave di pietra Piasentina” in programma per domani, 19 febbraio, alle 15 nella sala consiliare di San Pietro la Natisone. Organizzatore dell’evento, patrocinato dal Comune valligiano, da Confartigianato-Imprese Udine e dall’Ordine degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della provincia di Udine, è il Consorzio produttori pietra Piasentina, realtà che riunisce le sei aziende attive nell’estrazione e lavorazione della rinomata pietra friulana tra Faedis, Torreano, San Pietro al Natisone e San Leonardo. L’evento è dedicato alla memoria del “padre“ della pietra Piasentina, l’imprenditore Mario Laurino, scomparso esattamente 10 anni fa. Un pioniere della biodiversità e della tutela dell’ambiente all’interno delle cave.


Gli interventi si concentreranno sugli approfondimenti relativi agli studi che hanno interessato le cave di pietra Piasentina e la biodiversità dei boschi attorno ad esse, con riguardo all’impatto ambientale delle stesse e le buone prassi messe in atto per ridurlo al minimo. I risultati sono di tutto interesse: lo studio, frutto di diverse rilevazioni in cava effettuate in diversi periodi, ha certificato tra l’altro la presenza della mantide religiosa all’interno delle aree estrattive, specie invece non presente fuori, quella di diversi rettili e ancora di pipistrelli all’interno delle cavità formatesi a seguito dell’estrazione della pietra. Lo studio si è occupato anche del riciclo circolare dei residui, valutandone la valorizzazione economica quali materie prime secondarie, un’opportunità di grande interesse sia per i progettisti che per i designer attenti alla ecosostenibilità e all’uso di materiali naturali.
L’auspicio del Consorzio è che al convegno partecipino non solo addetti ai lavori, ma anche autorità locali, regionali e nazionali, affinché possano assumere una maggiore consapevolezza dei vantaggi in termini di economia circolare e protezione ambientale derivanti dall’attuazione di buone prassi. Il convegno prenderà il via alle 15 con i saluti del presidente del Consorzio stesso, per poi proseguire con la presentazione del progetto e dell’indice di biodiversità a lungo termine (LBI) a cura di Tobias Köstl (E.C.O. Institute of Ecology di Klagenfurt), con I risultati del monitoraggio Lbi nelle 4 cave studiate tra Italia e Austria a cura di Daniel Wuttej (E.C.O. Institute of Ecology di Klagenfurt). Si proseguirà con l’illustrazione dei risultati del monitoraggio faunistico a cura del dottore naturalista, Matteo De Luca, per finire con quella, a cura del professor Peter Harsanyi (Carinthian University of Applied Sciences), delle potenzialità delle eccedenze di marmo e materiali di scarto per la produzione di calcestruzzo ad alte prestazioni.

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In copertina, una cava di pietra Piasentina ai piedi del monte Matajur; all’interno, Mario Laurino scomparso dieci anni fa.

“La stirpe di Ramfis”, questa sera a Udine il libro della poliziotta Rita Cascella

Sarà presentato oggi, 13 dicembre, alle 19, nella sede di Confartigianato Persone, in via Ronchi 20 a Udine, il libro “La stirpe di Ramfis”, scritto dalla poliziotta Rita Cascella, dal 2019 vicario del questore di Treviso. L’appuntamento, organizzato dal circolo Ancos “Diego di Natale”, sarà aperto da un breve cenno di saluto del questore di Udine, Alfredo D’Agostino, e del presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, per poi lasciare spazio al racconto di Rita Cascella che converserà con il segretario dell’associazione di categoria, Gian Luca Gortani, sia a proposito del libro che della sua carriera professionale.
Il romanzo racconta della vicenda di Beatrice Pergolesi, giovane commissario di polizia che, assegnata a Spoleto subito dopo il corso di formazione, si imbatte immediatamente in un caso di omicidio.

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In copertina, la poliziotta Rita Cascella autrice del libro che sarà presentato oggi.

Artigianato e violenza economica, a Udine domani un convegno e poi l’apertura di uno sportello dedicato

“Violenza economica, questa sconosciuta”. Un incontro per smascherare una delle forme più insidiose e silenti della violenza di genere. A organizzarlo, domani 12 dicembre, alle 18, nel salone del Popolo del Comune di Udine, è il Movimento Donne Impresa di Confartigianato-Imprese Udine con l’intento di far conoscere meglio questo fenomeno sommerso e poco indagato e per offrire alle donne degli strumenti concreti a loro supporto. Tra questi uno sportello dedicato che vedrà la luce a breve, nella sede di Confartigianato Persone in via Ronchi 20, a Udine, grazie alla firma di un protocollo d’intesa tra il Movimento Donne Impresa di Udine e l’Associazione “IDI Iotunoivoi Donne Insieme” che sarà siglato al termine dell’evento informativo.
«La violenza economica si basa su atti di controllo nei confronti delle donne con l’obiettivo di limitare l’accesso all’indipendenza economica impedendone l’emancipazione, la crescita personale e culturale – spiega la presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio -. Si tratta di una forma subdola e potente di sopraffazione che le porta a dipendere economicamente dagli altri».
Ai saluti dell’assessore alle Pari opportunità del Comune di Udine, Arianna Facchin, e della stessa Avolio, seguiranno gli interventi di Roberta Nunin, docente di Diritto del lavoro all’Università di Trieste e presidente della commissione Pari opportunità del Comune di Udine, e di Gianluca Loffredo, responsabile della filiale di Udine di PerMicro, per poi finire con le conclusioni affidate al presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti.
Durante la serata verrà presentato il progetto pilota di educazione finanziaria, empowerment e accompagnamento all’imprenditoria per donne vittime di violenza intitolato “Women to be free”. E come detto verrà siglato un protocollo d’intesa per l’apertura di uno sportello espressamente dedicato alla violenza economica. «Obiettivo dello sportello – spiega Filomena Avolio – è quello di accogliere e sostenere donne che subiscono o hanno subito ogni forma di violenza, avviando percorsi di orientamento al lavoro e incoraggiandole a realizzarsi libere dalla violenza, in un’autonomia economica e lavorativa e in percorsi di empowerment che le aiutino a rafforzare la loro posizione sia nel mondo del lavoro che nella vita privata».
«Io come presidente, con le mie collaboratrici e volontarie del Centro Antiviolenza di Udine siamo molto soddisfatte di questa nuova collaborazione propositiva – commenta dal canto suo la presidente dell’associazione I “IDI Iotunoivoi Donne Insieme”, Alice Boeri -: un segnale concreto che il territorio è attento, sensibile e soprattutto pronto a fare rete e agire per affrontare, gestire ed eliminare la violenza di genere. Il primo passo fondamentale per conseguire la libertà femminile è sicuramente l’ascolto e la prossima apertura dello sportello con Confartigianato va in questa direzione».

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In copertina, Filomena Avolio presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine.

Udine Servizi, oltre 10 milioni di fatturato: crescerà ancora l’assistenza per aiutare le imprese ad affermarsi

Chiude il 2022 con un fatturato consolidato di 10,3 milioni di euro Udine servizi srl, la società strumentale di Confartigianato-Imprese Udine che garantisce il proprio supporto, principalmente nel settore della contabilità, delle paghe e della sicurezza sul lavoro (ma non solo), a 3.283 clienti professionali. I ricavi sono consolidati, vale a dire la somma del turnover realizzato l’anno scorso da Confartigianato Fvg srl e Udine servizi Srl, riunite dal 2019 al 2022 sotto il cappello di Confartigianato Servizi Fvg srl. Con l’anno in corso Udine servizi srl è tornata a camminare da sola. «Per il 2023 – stima il presidente della società, Daniele Cuciz – ci attendiamo un risultato simile, appena inferiore al 2022 non già per la contrazione dell’attività operativa, che anzi è leggermente cresciuta, ma per la “pulizia” di alcune partite intercompany».
Il punto sull’andamento della società di servizi e sui progetti di sviluppo che l’attendono nel futuro prossimo è stato fatto durante un incontro ospitato al Bearzi dove i vertici dell’azienda hanno riunito tutto il personale – 120 dipendenti (di cui 90 donne) al lavoro in 14 uffici dislocati in tutta la provincia di Udine – per raccontare a chi materialmente fa camminare ogni giorno la società quali sono gli investimenti in programma e quali sono le previsioni.
Il presidente Cuciz assieme al direttore della srl Elsa Bigai ha illustrato progetti in itinere e pronti a partire. Tra questi l’attivazione del workflow digitale, vale a dire l’eliminazione della carta sia internamente che esternamente: per processi autorizzativi, permessi e ferie ai propri dipendenti e per la trasmissione di documenti, utilizzando il web ed il mobile, esteso anche alle aziende clienti. Nel 2023 prosegue la formazione continua, «targhettizzata per ognuno dei nostri collaboratori – fa sapere il direttore Bigai – perché l’obiettivo è garantire risposte sempre più di qualità ai clienti e si può raggiungere solo investendo sullo sviluppo delle persone». Le risposte peraltro non sono solo quelle date al mondo dell’artigianato. L’operatività della società di servizi spazia per molti campi, passando da altre tipologie d’impresa per arrivare alle persone con il Caaf e i servizi digitali.
«Rinnoveremo il sito della servizi e i nostri social per far capire che la società offre un bouquet di servizi che va molto oltre la sola gestione di paghe e contabilità che pure rappresentano una parte sostanziale dei nostri ricavi», aggiungono Bigai e Cuciz. «Un esempio? Siamo gli unici in grado di dare consulenza sui requisiti professionali per aprire un’attività, che si tratti di un salone di parrucchiere o di una carrozzeria» fanno sapere dalla Servizi che da poche settimane ha anche avviato uno sportello dedicato ai bandi comunitari, nazionali e regionali, per aiutare le imprese a districarsi in quella che di primo acchito può apparire una giungla burocratica e per accompagnarle poi nella realizzazione dei progetti. E ancora, a luglio è stato aperto uno sportello dedicato agli appalti pubblici, «fondamentale secondo noi alla luce dell’andata a regime della nuova legge sugli appalti e di tutte le risorse messe a disposizione dal Pnrr, risorse che – concludono Daniele Cuciz ed Elsa Bigai – le imprese artigiane, se opportunamente accompagnate, possono intercettare aprendosi nuovi spazi di mercato».

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In copertina, ecco un momento dell’incontro tenutosi all’Istituto Bearzi di Udine.

Tutto esaurito nei laboratori di artigianato a Friuli Doc

Tutto esaurito per gli undici appuntamenti con i laboratori di artigianato e le degustazioni di prodotti tipici proposti a Friuli Doc da Confartigianato-Imprese Udine e sponsorizzati da Intesa SanPaolo nella centralissima via Mercatovecchio tra giovedì 7 e domenica 10 settembre.
Più di 120 persone, tra adulti e bambini, hanno sperimentato in prima persona negli Artigian-LAB le tecniche di alcuni mestieri tradizionali, dalla ceramica alla sartoria, passando per la pittura, il mosaico e la legatoria e la decorazione. Seguitissime e molto apprezzate pure le degustazioni, anche combinate, di birre artigianali, caffè, gelato, gubane e strucchi e dolci artigianali.
Soddisfazione per i contatti e le vendite è stata espressa dalle 10 realtà artigianali che hanno animato gli stand presenti alla 29ma edizione della manifestazione, grazie al progetto “Craft & Taste”, promosso da Confartigianato-Imprese Udine e sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia tramite il Cata Artigianato.
Bilancio dunque positivo quello della partecipazione a Friuli Doc per l’associazione di categoria. Unica nota dolente: il furto di magliette e felpe durante la notte di venerdì da due espositori, segno che le T-shirt con giochi di parole friulani e immagini evocative della friulanità… vanno davvero a ruba!

E ora ritorna la “lotteria degli scontrini”: gli artigiani friulani alzano la voce per l’adeguamento dei registratori di cassa

Ritorna la lotteria degli scontrini e stavolta sarà istantanea. Dovrebbe partire all’inizio del 2024, ma il via potrebbe anche essere anticipato, non prima comunque del 2 ottobre 2023, data entro la quale gli esercenti dovranno adeguare i registratori di cassa affinché questi siano in grado di generare il codice bidimensionale sullo scontrino ai fini della partecipazione alla lotteria. Un nuovo “balzello di Stato“ secondo gli artigiani friulani che denunciano l’ennesima spesa da sostenere a fronte di nessun ritorno economico.
Del malcontento si è fatta portavoce Confartigianato-Imprese Udine che ha stimato la platea delle imprese artigiane interessate in regione dall’obbligo di adeguamento e il suo costo complessivo. Si tratta di 5.500 aziende, di cui 3.400 in provincia di Udine, che a spanne andranno a spendere complessivamente 720 mila euro. La spesa per l’adeguamento di un registratore di cassa alla nuova lotteria degli scontrini si aggira infatti tra i 100 e i 150 euro: considerata una spesa media di 130 euro, moltiplicata per il numero delle imprese chiamate all’adeguamento, si arriva, appunto, a superare i 700 mila euro di spesa. Spesa parzialmente ridotta grazie al credito d’imposta riconosciuto dallo Stato, fino ad un massimo (per ogni strumento) di 50 euro, utilizzabile in compensazione sull’F24. Alla luce del costo medio dell’adeguamento, il bonus non copre nemmeno la metà della spesa. «E’ troppo poco – dichiara Confartigianato-Imprese Udine -, lo Stato chiede alle imprese di adeguarsi per una sua necessità e lascia più della metà della spesa a carico delle stesse che da questa partita hanno poco, per non dire nulla, da guadagnarci. Hanno già pagato un adeguamento nel 2020 per la lotteria 2021, ora ci risiamo. Almeno lo Stato si faccia carico della spesa nella sua interezza». Al netto della questione economica, Confartigianato evidenzia anche il risvolto di carattere etico dell’iniziativa: «Si tratta infatti di una lotteria e in un Paese in cui il problema delle ludopatie ha dimensioni preoccupanti non sembra un’iniziativa condivisibile. Senza contare – aggiunge l’associazione – che anche rispetto all’obiettivo di aumentare la compliance fiscale dei contribuenti questo tipo di strumento sembra non dare i frutti sperati nei vari Paesi in cui è stato introdotto».
Le imprese sono sul piede di guerra. «Prima ci hanno obbligati a passare dal blocchetto fiscale allo scontrino, ad acquistare il registratore di cassa, con tutte le spese, a partire dalla carta, che questo comporta, poi abbiamo dovuto adeguarlo alla lotteria degli scontrini una prima volta, adesso a distanza di tre anni una seconda. Abbiamo già pagato 150 euro nel 2020 e non è servito a nulla. Non c’è stato un cliente che ci ha chiesto di partecipare alla lotteria», denuncia Liviana Di Giusto, titolare della tessitura a mano Arteviva di Udine. «A cos’è servito alla fine? A farci spendere soldi e basta. Sembra lo facciano apposta. Rifarlo una seconda volta? Mi rifiuto. A noi non serve a nulla». Sulla stessa lunghezza d’onda è Clarice Mazzola, titolare della Sergio Mazzola Generazioni Orafe di Udine. «Non un cliente ci ha chiesto di partecipare alla “vecchia“ lotteria – racconta anche lei -. Sono tutte operazioni costose che ci portano via tempo. Senza contare che i registratori di cassa già di loro devono essere manutenuti e cambiati dopo un po’ di tempo. L’adeguamento è l’ennesima spesa. Non sono contenta, spero vivamente che questa lotteria non vada in porto. Dopodiché se uno deve si adeguerà, anche stavolta, ma sempre più malvolentieri».

Artigiani friulani campioni di resilienza con fatturato in crescita, ma ora è indispensabile assicurare il ricambio

A dispetto della complessa congiuntura economica, le imprese artigiane della provincia di Udine nel primo semestre del 2023 hanno visto aumentare ancora il giro d’affari, anche se l’entità della crescita risulta rallentata (0,8%) rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Stabile l’occupazione, mentre si conferma su livelli record la fiducia nella propria impresa che sfiora l’8 su una scala da 1 a 10.

La presentazione dell’indagine a Udine.

L’istantanea sullo stato di salute delle imprese artigiane in provincia di Udine è stata scattata dalla 35ma Indagine congiunturale realizzata dall’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine, in collaborazione con Irtef, presentata ieri mattina nella sede dell’associazione dal presidente Graziano Tilatti, assieme al responsabile dell’indagine, Nicola Serio. E’ il frutto delle interviste realizzate tra il 12 e il 31 luglio 2023 a 501 imprese artigiane che occupano 1.845 addetti di cui 1.077 dipendenti. Un campione pari al 3,8% delle 13.187 imprese artigiane della provincia.
«Il dato sulla fiducia nella propria impresa è la dimostrazione di come, nonostante le mille difficoltà dettate dal periodo, gli artigiani siano diventati dei campioni nella resilienza. Una capacità di reazione, quella delle nostre imprese, che è alla base dei dati positivi sul fatturato accompagnati, tuttavia, da alcune criticità non banali come gli aumenti dei costi delle materie prime, dell’energia, del denaro e come la difficoltà, che è oggi la nostra principale preoccupazione, di reperimento della manodopera per sostituire quella che è andata e andrà in quiescenza», ha commentato il presidente Tilatti. «La necessità più stringente che abbiamo è dare continuità alle imprese. Per farlo servono le persone, le loro capacità. Abbiamo bisogno di dare un futuro a mestieri tradizionali di cui, pur nella transizione digitale, ci sarà sempre bisogno – ha concluso il presidente -. Chiediamoci altrimenti chi tra qualche anno si occuperà, per dirne una, della manutenzione di fabbriche, ospedali e delle nostre case». Se è vero che le imprese hanno saputo stringere i denti e trovare le risorse e la determinazione per andare avanti, «è vero anche che hanno saputo con rapidità rispondere alle esigenze del mercato», un mercato – secondo il vicepresidente vicario di Confartigianato-Imprese Fvg, Lino Calcina, intervenuto assieme al segretario generale della Federazione, Enrico Eva, che deve riconoscere il valore di queste imprese e sostenerle. «Per avere qualche tranquillità in più nel futuro dovremmo riflettere sulle nostre abitudini di consumo e concentrarci sull’acquisto dei beni prodotti in Italia che fanno crescere le nostre fabbriche, le industrie, come pure il lavoro di elettricisti e idraulici, dando dunque una risposta vera rispetto alle politiche degli aiuti che sonocerto importanti ma pur sempre palliativi. Dobbiamo risvegliare l’orgoglio economico italiano».

Fatturato – Tornando alla Congiunturale, nel 1° semestre 2023 prevalgono le imprese artigiane con fatturato in crescita (42,6%) su quelle in calo (24,7%), con un saldo d’opinione positivo (+18%), anche se in forte diminuzione rispetto al 1° semestre 2022 (+27,1%). La variazione tendenziale, seppur positiva è solo di +0,8%, contro il +4,4% di un anno prima, ed è destinata a contrarsi ulteriormente nel secondo semestre, per il quale la previsione è di un +0,4%. La variazione nel 1° semestre 2023 è positiva in 6 comparti artigiani su 11, con valori maggiori negli impianti (+6,2%), nelle costruzioni (+3,5%) e nell’alimentazione (+3,3%). In sofferenza l’artistico (-3,5%) e soprattutto il benessere (parrucchiere, estetiste: -6,5%).

Occupazione – Nell’ultimo anno, tra le imprese artigiane intervistate, resta stabile il numero di dipendenti (+0,2%). La miglior performance è quella dei trasporti, che registrano una crescita del +6,4%, seguiti dagli impiantisti (+2,8%), dall’artistico e moda (+2,2%), dalle costruzioni (+1,5%) e dall’alimentare (+0,8%), le peggiori sono parrucchiere/estetiste (-4,1%) e legno (-3,5%). Segni meno dietro ai quali si nasconde non l’impossibilità di assumere da parte delle imprese, ma la difficoltà di queste ultime a trovare personale per le mansioni ricercate.

Sentiment – Nonostante il rallentamento nella crescita del fatturato, rimane su livelli record (voto medio 7,9 su 10) la fiducia nella propria impresa, con self confidence più alta nei servizi e terziario (che comprendono anche pulizie e manutenzione verde: 8,6), seguiti da benessere (parrucchiere, estetica tatuaggi e manicure: 8,2) e alimentazione (con pizze al taglio, ristorazione per asporto, fornai e gelaterie-pasticcerie: 8,1). Ancora insufficiente invece (voto medio 5,0) la fiducia nel sistema Paese, in lieve contrazione rispetto a gennaio scorso (5,1).

Criticità – I problemi più sentiti dagli artigiani, nella prima metà dell’anno, sono la crescita dei prezzi praticata dai fornitori, criticità ritenuta grave dal 34% degli intervistati, la difficoltà a trovare personale per le mansioni cercate (73%), gli aumenti dei costi energetici (28%), la contrazione dei margini di profitto e l’aumento dei costi bancari (29%). Come pure l’eccesso di burocrazia, l’alta pressione fiscale, il calo della domanda o degli ordini/commesse (nei servizi alla persona contrazione post-Covid) e infine i ritardi nella riscossione delle fatture.

Inflazione – Oltre un artigiano su tre (36,6%) si è dichiarato molto preoccupato per l’aumento dei prezzi nel secondo semestre dell’anno, con percentuali del 50% e oltre per autoriparazioni e manutenzioni meccaniche, legno e arredo e artistico e moda. Si possono trovare soluzioni che danno soddisfazioni anche soto il profiloi economico mettendosi in proprio e facendo l’artigiano.

Orgoglio – Sono dati mediamente positivi – ha osservato Lino Calcina -, ma consideriamo gli ultimi tre quattro anni: abbiamo avuto turbolenze e fatti nuovi e hanno avuto un contraccolpo serio sulle nostre attività, che hanno retto abbastanza bene. Emerge la capacità di risposta delle attività artigiane alle richieste del mercato. C’è aumento su ts collegato alle attività dell’edilizia principalmente, incentivi sulle ristrutturazioni hanno sviluppato molto, il resto stabile, e anche questo è un dato positivo. Per avere qualche tranquillità in più nel futuro dovremmo riflettere sulle nostre abitudini e concentrarci sull’acquisto dei beni prodotti in Italia che fanno crescere le nostre fabbriche, industrie, elettricisti, idraulici e dunque noi. Questa la vera risposta piuttosto che gli aiuti, che sono palliativi. Risvegliare un orgoglio economico italiano. Anche un’auto, se fatta da noi, per il 60-70% è attività nostra, di artigiani.

Codice appalti e requisiti ambientali: doppio esame di Confartigianato Udine

I criteri ambientali minimi in edilizia e il nuovo codice degli appalti saranno oggetto di due incontri organizzati da Confartigianato-Imprese Udine rispettivamente per domani, 29 giugno, alle 14.30 in via Puintat 2 (ufficio Udine Nord), e il 3 luglio, alla stessa ora, in via del Pozzo.
Oggetto del primo dei due appuntamenti saranno i Cam, i requisiti ambientali – usati anche dal codice degli appalti come elementi premianti nelle gare – definiti per le varie fasi del processo di acquisto, per individuare la soluzione progettuale e il prodotto migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, con l’obiettivo di ridurre gli impatti sull’ambiente e di promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili. Il secondo incontro, invece, sarà dedicato all’illustrazione delle principali novità contenute nel nuovo Codice degli appalti, approvato dal consiglio dei ministri dopo 7 anni di vigenza del precedente e destinato a entrare in vigore, in modo frazionato, da qui a fine anno. A relazionare dei Cam sarà Chiara Maran, consulente nel settore ambientale ed esperta Lca, mentre del nuovo Codice degli appalti parlerà l’avvocato Paolo Clarizia, esperto di diritto amministrativo, introdotto dai saluti del presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, e da Antonio Zanaboni, dirigente di Cqop Soa. Entrambi gli incontri sono gratuiti, per partecipare basta iscriversi compilando l’apposito form sul sito www.confartigianatoudine.com

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In copertina, il presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti.

Estetica e artigianato artistico trainano in Friuli la grande ripresa del settore dopo i danni della devastante pandemia

(g.l.) Per l’artigianato friulano la pandemia è, fortunatamente, soltanto un brutto ricordo. Il settore, infatti, è in piena salute con un boom di nuove iscrizioni: i settori più effervescenti sono estetica e artigianato artistico, mentre rallentano edilizia e termoidraulica. Il primo trimestre 2023 regala un ritorno alla natalità d’impresa con valori che non si registravano da oltre cinque anni. Tra gennaio e marzo, sono state 327 le aziende iscritte nel relativo albo della provincia di Udine, il numero più alto registrato dal 2017. Per la prima volta dal 2000 inoltre, nei primi tre mesi dell’anno, tradizionalmente caratterizzati da saldo negativo, la differenza tra imprese iscritte e cessate è stato invece positivo. Di poco, +3, ma positivo. «Un buon segnale dopo 23 anni il fatto che si torni a un saldo positivo nel primo trimestre dell’anno. Un segnale – commenta il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -, ma anche la dimostrazione di come il Covid almeno qualche cosa di buono, dietro il suo devastante passaggio, l’abbia lasciato. Mi riferisco alla voglia di intraprendere, che rivediamo finalmente nei giovani ma anche in quanti, non più tali, hanno deciso di reinventarsi e di aprire una propria impresa».

© Foto Petrussi

A scattare l’istantanea sulla demografia delle imprese in provincia di Udine è l’Ufficio studi di Confartigianato Udine diretto da Nicola Serio, sulla base dei dati Unioncamere-Infocamere-Stockview, che ha pure classificato – incrociando tre diversi indicatori – le categorie artigiane dalle migliori alle peggiori in termini di evoluzione delle iscrizioni nell’ultimo anno. Ne deriva una classifica per certi versi inaspettata. A dispetto di una “stagione“ a dir poco ricca di contributi e bonus per il recupero degli immobili e l’efficientemento energetico, l’edilizia si piazza solo al decimo posto – con una variazione tendenziale (2023 su 2022) delle iscrizioni negativa di -19, ma con un saldo positivo nel primo trimestre di +24 e una differenza tra peso percentuale sulle iscrizioni nel 1° trimestre 2023 e stock delle imprese a fine anno scorso in aumento del +8%. Bisogna scendere più giù, all’ultimo posto della classifica, per incontrare i termoidraulici, protagonisti della conversione energetica che pure mettono a segno tre indicatori su tre preceduti da segno meno: -5 la variazione tendenziale tra il I° trimestre 2023 sullo stesso periodo 2022, -2% la differenza di peso sullo stock e -5% il saldo a fine primo trimestre.mDati che non sorprendono il presidente Tilatti: «Il boom dell’edilizia c’è già stato e dunque non mi stupisce il fatto che non siano le imprese di quel settore a essere oggi tra le più dinamiche in termini di nuove iscrizioni. Ritengo che il comparto edile abbia raggiunto oggi un suo equilibrio, dopo la stagione dei bonus, che speriamo si stabilizzi e consolidi».

Tornando ai dati sulle iscrizioni e cancellazioni, la serie storica elaborata dall’Ufficio studi mostra come nella prima decade del nuovo millennio sia stata spesso superata la soglia dei 400 ingressi nel primo trimestre, con un massimo nel 2007 pari a 444 iscrizioni (con però 616 cancellazioni), salvo poi calare negli anni successivi, fino al primo anno di pandemia (2020) quando si è scesi a 269 iscrizioni, per poi risalire fino a quota 327 nel corrente anno. In generale, negli “anni dieci” la dinamica complessiva della demografia delle imprese artigiane è risultata in calo con minori flussi sia in ingresso sia in uscita e un minor ricambio generazionale tra gli artigiani, caratteristiche di un regime di bassa pressione demografica tipico delle popolazioni “mature stazionarie”, con una struttura per età che sta invecchiando.

In questo quadro, come detto, l’evoluzione positiva delle iscrizioni, riscontrata anche nell’ultimo anno, non è omogenea all’interno dei diversi settori e per questo l’ufficio studi ha calcolato una classifica delle categorie artigiane, ordinate dalle migliori alle peggiori, sulla base di tre indicatori: la variazione tendenziale del flusso di iscrizioni tra il primo trimestre 2023 e il corrispondente periodo del 2022; la differenza tra il peso percentuale per categoria del flusso di iscrizioni nel primo trimestre 2023 e il peso percentuale delle categorie nello stock di imprese al 31/12/2022; il saldo demografico calcolato come differenza tra iscrizioni e cancellazioni di imprese artigiane nel primo trimestre del 2023.
Nelle prime quattro posizioni troviamo le categorie che vantano tutti e tre gli indicatori positivi: l’estetica, trainata dal boom di tatuatori e decorazione unghie, che registra +24 iscrizioni anno su anno (2023 su 2022) e un saldo di +31 tra iscrizioni e cancellazioni; l’artigianato artistico che cresce di +6 iscrizioni anno su anno e mette a segno un saldo positivo di +2 nel trimestre; i pittori edili e i grafici con i disegnatori tecnici, che a livello tendenziale crescono di 5 unità con un saldo positivo sul trimestre di +1.


Seguono sei categorie con due indicatori positivi su tre, tra cui – un po’ a sorpresa – il trasporto conto terzi di merci su strada, il legno ed affini, l’artigianato rurale con potatori e giardinieri, la nautica, i fotografi e l’edilizia ed affini, categoria che vanta il maggior numero di iscrizioni (93), seppure in rallentamento rispetto all’inizio del 2022 (112), con l’esaurirsi della forza propulsiva dei bonus e superbonus.
Ci sono poi nove categorie con un solo indice positivo: alimentari, piastrellisti, meccatronici, carrozzieri e gommisti, odontotecnici, moda, acconciatori, Ict, servizi di pulizia e ferro e metalli. Infine, le ultime dieci posizioni con i settori che non hanno nessun indicatore positivo: noleggio con conducente, ottici ed affini, decoratori, cartellonisti, tassisti, arredamento, seggiolai ed affini, tra cui si segnalano tutte e tre le categorie del comparto di installazione e manutenzione degli impianti domestici ovvero impianti elettrici, elettronici e termoidraulici.

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In copertina, ecco un artigiano-artista del legno all’opera a Sutrio in Carnia.

Confartigianato, dal rischio d’impresa alla tutela degli amministratori

Con l’entrata in vigore del nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza, il concetto di prevenzione ha assunto una maggiore centralità: imprenditori e amministratori d’azienda devono attivarsi immediatamente in caso di difficoltà finanziaria e non aspettare che il rischio di trovarsi concretamente ad affrontare una crisi diventi realtà. Insomma, la nuova parola d’ordine è prepararsi preventivamente.
Se ne parlerà oggi, dalle 18 alle 20.30, nella sala meeting Delparco Hotel a Buttrio durante l’incontro organizzato dalla Sezione Pmi di Confartigianato Imprese Udine con l’intento di fornire agli imprenditori nuovi strumenti per affrontare e prevenire queste situazioni. Ad aprire i lavori sarà il presidente della Sezione Pmi di Confartigianato, Giuseppe Tissino, che introdurrà il relatore Enrico La Pergola, docente alla Bocconi di Tecnica assicurativa e Welfare, temi rispetto ai quali è uno dei massimi esperti a livello nazionale.
La Pergola affronterà argomenti legati alla valutazione dei rischi aziendali con tecniche di risk management, i limiti del welfare state e le opportunità del welfare aziendale, i rischi assicurabili, la tutela dell’uomo chiave in azienda, la valutazione dell’entità economica di una eventuale rivalsa Inail per sinistri sul lavoro e il rischio della crisi di impresa. La partecipazione, all’incontro, a numero limitato, è libera e gratuita previa registrazione sul sito di Confartigianato-Imprese Udine.