Aclif, stamattina a Pozzuolo i Consigli comunali dei ragazzi del Friuli. Sergon: “Dipenderà da loro il nostro futuro”

Il Friuli ha un futuro se i giovani si riconoscono nella sua appartenenza e non hanno paura di diventarne protagonisti: con questo intento la mattina di oggi, 11 dicembre, l’auditorium comunale di Pozzuolo ospiterà la quarta “Giornata dei Consigli comunali dei ragazzi del Friuli” promossa dall’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana. Questa realtà – che riunisce 150 Comuni friulanofoni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale – dalla sua fondazione avvenuta 10 anni fa si occupa di tutelare e promuovere l’identità culturale e linguistica friulana, anche attraverso il rapporto con le scuole e gli enti che si occupano di giovani, in particolare i Consigli comunali dei ragazzi. Negli scorsi anni la Giornata annuale si è tenuta nel 2022 a Fiumicello Villa Vicentina, 2023 a Udine, 2024 a Codroipo e Gemona.


«Questo progetto – spiega il presidente di Aclif, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – si prefigge lo scopo di far incontrare i rappresentanti dei Consigli comunali dei ragazzi per mettere a confronto le loro esperienze in una visione di crescita generale di questa istituzione. I componenti dei Consigli, infatti, in considerazione del loro ruolo, ricoprono un incarico di interesse pubblico, comparabile a quello dei colleghi adulti che siedono nei Consigli comunali “dei grandi”. Su di loro l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana ha deciso di investire, per il futuro del nostro territorio». Nel corso della mattinata i rappresentanti dei Ccr avranno l’occasione di animare due laboratori: uno sarà curato da Marco Anzovino sul tema dell’impegno e delle scelte che i ragazzi sono chiamati ad affrontare; l’altro sarà curato dal Teatri Stabil Furlan sul modo di relazionarsi in pubblico.

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In copertina, il presidente di Aclif Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli.

I Comuni friulanofoni (a quota 150!) riuniti a Udine rendono omaggio alle vittime del maltempo. Tra gli obiettivi l’informazione Rai in “marilenghe”

Sentito omaggio alle due vittime del maltempo, a Brazzano. da parte dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana. A Palazzo Belgrado, a Udine i Comuni friulanofoni tra Friuli Venezia Giulia e Veneto orientale si sono infatti riuniti per fare un bilancio di questo 2025 che va a chiudersi e che ha visto l’Aclif tagliare due importanti traguardi: i 10 anni di attività e quota 150 tra i Comuni aderenti (con l’ultima adesione, in ordine di tempo, di Santa Maria La Longa). I lavori sono stati aperti con un minuto di silenzio ricordando proprio le vittime cormonesi causate dalla imponente frana di Brazzano.


“Un decennio – ha affermatoil presidente Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – nel quale la nostra realtà è cresciuta dai 55 Comuni iniziali fino ai 150 attuali, con la neoentrata Santa Maria La Longa che è stata accolta qui a Udine. Ricordiamo sempre con orgoglio che la nostra Assemblea nasce dal basso, visto che non c’è nessuna imposizione ma sono i singoli Comuni a decidere l’adesione. Riunendoci abbiamo dato ancora una volta il segno di un Friuli coeso pur nelle differenze territoriali, che esistono e sono la ricchezza stessa del Friuli, e che hanno tutte pari dignità all’interno dell’Aclif. Ancora una volta abbiamo sottolineato come il multilinguismo, che nella nostra piccola regione vede fianco a fianco friulano, sloveno, tedesco e italiano, sia la chiave per la conferma della nostra autonomia regionale ora e in futuro. Un’unità d’intenti anche negli impegni che stiamo portando avanti come Comuni friulanofoni, il tutto guardando al 2026 anno in cui rinnoveremo le cariche del nostro direttivo”.
Tra le richieste quella di avere un tg e un gr in lingua friulana sui canali Rai (“non solo un momento informativo, ma anche un momento di condivisione da parte delle famiglie che lo vedrebbero insieme” ha detto Sergon) come anche il plauso a quelle realtà private che già lo garantiscono (per esempio Telefriuli con il tg Gnovis grazie a una sinergia con ACLiF stessa). Dall’assemblea anche un rinnovato impegno per iniziative legate ai giovani (da ricordare che si terrà l’11 dicembre il nuovo appuntamento con la giornata regionale dei Consigli Comunali dei Ragazzi) anche attraverso il dialogo con le scuole (da Sergon la proposta di proporre il friulano anche in spazi extrascolastici come le mense e i doposcuola) e le famiglie, la collaborazione con le altre realtà istituzionali che operano per la tutela del friulano a partire da ARLeF – per la quale è intervenuto il presidente Eros Cisilino rinnovando l’impegno a lavorare insieme – e Società Filologica Friulana. Sergon ha ricordato tra gli impegni degli ultimi mesi quella per il messale in lingua friulana, per il ritorno della cartellonistica in friulano alla stazione ferroviaria di Cividale del Friuli, il sostegno all’Associazion Sportive Furlane in vista della manifestazione calcistica Europeada 2028. Il presidente del sodalizio sportivo Daniele Puntel ha presentato una prossima manifestazione podistica da tenersi nei giorni della Fieste de Patrie dal Friûl.
Il direttivo di Aclif, oltre che dal presidente Sergon, è composto dal vicepresidente Franco D’Altilia sindaco di Palazzolo dello Stella, Gabriele Bressan sindaco di Pozzuolo del Friuli, Monica Feragotto consigliera comunale a Gemona del Friuli, Ornella Comuzzo assessore a Tavagnacco, Alessandra Vanone assessora a Tricesimo ed Ester Filipuzzi assessora a Spilimbergo. Con loro il segretario Claudio Romanzin. Nello spazio dedicato alla discussione la consigliera comunale di Udine delegata all’identità friulana e multilinguismo Stefania Garlatti-Costa ha proposto una piattaforma online dove condividere le varie buone pratiche dei singoli Comuni in materia di politiche linguistiche a favore del friulano. Serena Gani consigliera comunale a Camino al Tagliamento è intervenuta sull’insegnamento della lingua friulana alle scuole medie mentre l’assessore al decentramento di Gorizia Maurizio Negro ricordando quanto fatto nel quadro della Capitale europea della cultura ha rilanciato la proposta della stampa della Costituzione italiana in 4 lingue (friulano, sloveno, tedesco e italiano).

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In copertina, un momento dell’assemblea a Udine; all’interno, foto di gruppo di tutti i sindaci partecipanti all’incontro.

Mercoledì a Udine l’assemblea generale dei 150 Comuni friulanofoni. Il presidente Sergon: si va verso l’autonomia scolastica

Tempo di assemblea generale per l’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana: mercoledì 19 novembre, alle 18 in Palazzo Belgrado a Udine, i Comuni friulanofoni tra Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale si riuniranno per fare un bilancio di questo 2025 che va a chiudersi e che ha visto l’Aclif tagliare due importanti traguardi. «Infatti – ha ricordato il presidente Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – trarremo un bilancio dei nostri primi 10 anni di attività, visto che Aclif è sorta nel 2015. Un decennio nella quale è cresciuta dai 55 Comuni iniziali fino ai 150 attuali, con la neoentrata Santa Maria La Longa che sarà celebrata durante l’assemblea in quel di Udine. Ricordiamo sempre con orgoglio che la nostra Assemblea nasce dal basso, visto che non c’è nessuna imposizione, ma sono i singoli Comuni a decidere l’adesione. Riunendoci daremo ancora una volta il segno di un Friuli coeso pur nelle differenze territoriali, che esistono e sono la ricchezza stessa del Friuli, e che hanno tutte pari dignità all’interno dell’Aclif. Un’unità d’intenti anche negli impegni che stiamo portando avanti, a partire da quello di avere un tg e un gr in lingua friulana sui canali Rai: sarà uno dei temi che affronteremo in assemblea».
L’ordine del giorno della seduta vedrà l’approvazione dei verbali della precedente assemblea generale, la ratifica delle ultime adesioni, il bilancio consuntivo 2024 e la presentazione delle attività 2025, oltre a varie ed eventuali.
Intanto, l’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana ha preso posizione a seguito del bilancio della presidente della Commissione Paritetica Stato-Regione Friuli Venezia Giulia, professoressa Elena D’Orlando, sull’ultimo anno e mezzo di attività. «Ci fa piacere – spiega Sergon – che la stessa presidente D’Orlando indichi fra le priorità tra i trasferimenti di competenze dallo Stato alla Regione anche quelle in materia scolastica. Solo così, gestendo qui sul territorio la proposta didattica e la sua organizzazione, potremmo dare valore al multilinguismo che ci caratterizza. E si badi bene, lo chiediamo non solo per il friulano ma anche per lo sloveno e il tedesco, perché in questa battaglia le minoranze devono essere unite. Una scuola regionale che cura anche i percorsi didattici per valorizzare le sue lingue e la sua cultura, è una scuola che difende le motivazioni alla base della nostra Autonomia e che le danno senso. Confidiamo che la discussione in seno alla Commissione porti a risultati che possano, attraverso l’insegnamento delle lingue del territorio, avere anche istituti comprensivi strutturati tenendo presente le esigenze di queste realtà che – proprio per la loro specificità storica – potranno così rimanere autonome nonostante numeri di studenti inferiori. Questo potrebbe essere utile nelle aree montane, ma non solo».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon sindaco di Capriva del Friuli.

Scritta trilingue rimossa (e rimessa) alla Stazione di Cividale. Comuni friulanofoni e minoranza slovena grati alla Regione

La vicenda della Stazione ferroviaria di Cividale del Friuli, dove il pronto intervento della Regione Fvg ha permesso il ripristino della segnaletica trilingue friulano-sloveno-italiano, deve far riflettere su come le iniziative a tutela del multilinguismo debbano essere portate avanti in maniera unitaria dai soggetti che rappresentano le minoranze. Per questo l’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana che conta 150 Comuni friulanofoni aderenti – fin da subito nella vicenda si è mossa insieme con la Skgz, l’Unione culturale economica slovena.
“E se ce ne fosse stato bisogno – spiega il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – avremmo coinvolto anche la minoranza tedesca, perché eventuali problematiche come quella della stazione cividalese, dove era stato sostituito il cartello trilingue che in precedenza indicava Cividale del Friuli, Cividât e Čedad, devono coinvolgere tutte le minoranze. Un diritto di una è un diritto di tutte, come anche l’attacco a un diritto fatto a una delle minoranze è un attacco a tutte e tre quelle presenti sul territorio regionale. In tal senso, ringraziamo di cuore l’Amministrazione regionale che è prontamente intervenuta per risolvere la questione”.
Sergon, assieme alla presidente del Skgz Ksenija Dobrila, aveva scritto una lettera alla Rete Ferroviaria Italiana – Direzione Operativa Infrastrutture Territoriali di Trieste e per conoscenza a Pierpaolo Roberti assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione e a Marco Jarc, presidente Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena in Italia. Nella missiva si sottolineava come la scritta trilingue presente a Cividale non solo ottemperava agli obblighi dell’articolo 10 della Legge di tutela della minoranza slovena n.38/01, ma anche rispondeva a finalità più ampie. “Riteniamo infatti – conclude Sergon – che, oltre alla base giuridica, è necessario aggiungere che il multilinguismo, come già sottolineato da altri attori istituzionali, è utile anche a promuovere il territorio del Friuli Venezia Giulia in chiave turistica e, in ultima analisi, a giustificare lo statuto speciale della Regione”. Da ultimo Aclif e Skgz hanno chiesto un’audizione del dirigente responsabile Rfi presso il Comitato Paritetico Per i problemi della minoranza slovena in Italia.

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In copertina, i presidenti Ksenija Dobrila (Skgz) e Daniele Sergon (Aclif).

L’Aclif al Governo Meloni, giunta l’ora di tg e radiogiornale in lingua friulana. Sergon: “Pronti per un incontro a Roma”

Un telegiornale e radiogiornale in lingua friulana da realizzare con le risorse già esistenti per la Rai, senza ulteriori spese: è questa la richiesta dell’Aclif (Assemblea della Comunità Linguistica Friulana che riunisce 150 Comuni friulanofoni) che ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Le Amministrazioni comunali sono pronte a recarsi a Roma per illustrare al Governo la loro richiesta, stante anche il recente piano nazionale per le testate giornalistiche regionali Rai per il 2025-2030. «Documento nel quale – commenta il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – per la prima volta nero su bianco vengono testualmente citate le richieste di potenziamento dell’offerta informativa in friulano. Un primo risultato delle azioni di sensibilizzazione portate avanti da più enti in questi anni: ora però chiediamo che questa richiesta sia messa in pratica. Per questo ci siamo rivolti al presidente Meloni in quanto è in capo al Governo la convenzione con la Rai per il contratto di servizio».
Nello specifico, Aclif chiede che alla programmazione già coperta dalla direzione di sede regionale con 40 ore settimanali di televisione e 150 di radio, si aggiungesse senza ulteriori spese uno spazio per un veloce telegiornale su Rai3bis di 4/5 minuti e un giornale radio in lingua friulana. Questo per allinearsi a quanto già garantito ad altre minoranze: non solo a tedeschi e sloveni, ma anche ai ladini, che numericamente sono un decimo dei friulani.
«Infatti – conclude Sergon – sono 610 mila i parlanti in lingua friulana più altri 250 mila persone che la conoscono. Una lingua riconosciuta non solo dallo Stato italiano e dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, ma anche dall’Unione Europea e Consiglio d’Europa. Per questo chiediamo al premier Meloni un incontro per raccontarle la nostra realtà: incontro che sarebbe da intendersi come un forte segno di attenzione e sostegno da parte del Governo sulla salvaguardia delle minoranze linguistiche riconosciute dallo Stato Italiano, tutte, senza distinzioni di minoranze di seria A e di serie B, tutte importanti per mantenere quel mosaico di diversità culturale ed identitaria che compone la nostra Patria».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon sindaco di Capriva del Friuli.

Da 25 anni la legge che tutela il Friulano. Sergon con Aclif (anche in Valle d’Aosta): ma bisogna lavorare ancora facendo rete

L’esperienza passata e i progetti futuri nella difesa e valorizzazione della lingua friulana sono usciti dai confini regionali in occasione dei 25 anni dalla promulgazione della legge 482 del 1999 che in Italia definì le “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche-storiche” (in tutto 12 tra le quali anche il friulano). Infatti, in occasione di questo importante anniversario in Valle d’Aosta, a Gressoney-Saint Jean, si è tenuta una giornata di lavori tra esperti all’interno della “Giornata internazionale della montagna”. Tra i relatori il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, che riunisce 149 Comuni friulanofoni tra la nostra regione e il Veneto orientale.
Presenti il presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin e il sindaco del Comune di Gressoney-Saint Jean Mattia Alliod e, tra i numerosi illustri relatori, tre protagonisti dell’opera legislativa che vide la nascita della 482: Luciano Caveri ora assessore regionale valdostano, ma all’epoca sottosegretario del governo, e i tecnici governativi Domenico Morelli e Annibale Salsa che contribuirono alla stesura della legge. Per il Friuli Venezia Giulia è intervenuto nei vari panel anche Marco Torresin, assistente amministrativo dell’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane.
«Un palcoscenico davvero significativo – ha commentato il presidente Sergon – che ci ha permesso, a un quarto di secolo dalla legge 482, di raccontare ai rappresentanti delle altre minoranze linguistiche italiane cosa abbiamo fatto e stiamo facendo per la lingua friulana nei nostri Comuni e con la Regione. Inoltre, è stata l’occasione per fare rete con queste altre minoranze, in un’ottica di azione che come Aclif abbiamo deciso di ampliare sempre di più: uscire dai confini regionali per portare a conoscenza degli altri la nostra realtà. Vogliamo che anche nel resto d’Italia e non solo in Friuli Venezia Giulia ci sia attenzione per i nostri progetti. In tal senso, ben venga fare “massa critica” anche con la minoranza slovena e tedesca della regione, con le quali vorremmo sempre più sviluppare un dialogo per presentarci assieme ai vari appuntamenti come quello valdostano. Lo stesso vale per le altre minoranze linguistiche della Penisola, con le quali vogliamo collaborare sempre di più. A Gressoney-Saint Jean il friulano è stato preso a modello da altre realtà per la strutturazione delle sue politiche di tutela, tra istituzioni e associazioni: ci ha fatto molto piacere ma non dobbiamo sentirci arrivati, c’è ancora molto da fare soprattutto per far parlare sempre più la lingua friulana ai giovani».

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Ma, anche nella nostra regione, la ricorrenza dei primi 25 anni dalla promulgazione della legge 482 ha fornito l’occasione per riflettere su quella che sarà l’azione di promozione e tutela del friulano nel prossimo quarto di secolo. É quanto avvenuto a Villa Russiz di Capriva nel convegno “Il friulano rinasce”, inserito nel programma della rassegna “Mosaici d’Europa”. Il ciclo di eventi è stato incentrato sul multiculturalismo e il plurilinguismo di una città, Gorizia, in cui il friulano è stato nei secoli una lingua franca per chi era di madrelingua italiana, slovena, tedesca ed ebraica.
La rassegna è stata organizzata dal Teatri Stabil Furlan con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Carigo e del Comune di Gorizia. Il tutto con la collaborazione organizzativa di Antonio Devetag mentre è stata promossa anche dall’Arlef, dall’Aclif e in collaborazione con i Comuni di Cormons e Capriva del Friuli, nonché di Vila Vipolže e Kulturni Dom di Gorizia, con la media partnership di Rai Fvg e Tele Friuli. Daniele Sergon, presidente della stessa Aclif, è intervenuto al convegno “Il friulano rinasce” assieme a Elena D’Orlando dell’Università degli studi di Udine e presidente della Commissione Paritetica Stato-Regione; Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana; William Cisilino, direttore Arlef, e Lorenzo Zanon, presidente del Teatri Stabil Furlan. A rappresentare la Regione Fvg, con il suo intervento, il consigliere Diego Bernardis.
«I loro interventi – ha spiegato Sergon – sono stati tutti di livello e hanno lasciato alcuni concetti davvero utili per capire sia quanto si è fatto finora per la promozione e tutela della lingua friulana sia quanto si dovrà fare da qui in poi. Innanzitutto, che questa richiesta di tutela debba sempre più partire dal basso, dagli stessi parlanti che inquadrati come minoranza dalla legge 482 in realtà, qui sul territorio regionale, sono di fatto una maggioranza. In tal senso, proprio l’Aclif può avere sempre più un ruolo fondamentale in quanto espressione diretta dei Comuni che la compongono, con le proprie scuole, associazioni e vita comunitaria incentrata anche sulla lingua friulana. In aggiunta, l’identità friulana va fatta conoscere sempre più anche fuori dal Friuli: e anche qui l’Aclif, in quanto ente istituzionale riconosciuto, può agire a fianco della Regione in tale missione, dialogando con gli enti delle altre minoranze. Infine, come suggerito dalla professoressa D’Orlando, il plurilinguismo del Friuli Venezia Giulia potrebbe essere incardinato ancora più in profondità nello Statuto regionale, con un aggiornamento che lo istituzionalizzi. È il plurilinguismo regionale il vero motivo per cui, in futuro, potremmo essere una Regione a statuto speciale, e valorizzare ancora di più l’autonomia su più funzioni amministrative. Uno spunto di riflessione che trova riscontro nell’interessante programma di “Mosaici d’Europa”, per il quale rinnovo i complimenti al Teatri Stabil Furlan capace di realizzare un progetto, diffuso felicemente nell’ambito del Goriziano, che ha valorizzato appieno il rapporto tra le quattro lingue parlate nel nostro territorio regionale: friulano, italiano, sloveno e tedesco».

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In copertina, il presidente Daniele Sergon in Valle d’Aosta e qui sopra a Villa Russiz.

A Codroipo (e poi a Gemona) va in scena con successo la terza giornata dei Consigli comunali dei ragazzi del Friuli

Il Friuli ha un futuro se i giovani si riconoscono nella sua appartenenza e non hanno paura di diventarne protagonisti: con questo impegno per l’avvenire, Codroipo ha ospitato la terza edizione della “Giornata dei Consigli comunali dei ragazzi del Friuli”, organizzata dall’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana. Questa realtà – che riunisce 149 Comuni friulanofoni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale – da un decennio si occupa di tutelare e promuovere l’identità culturale e linguistica friulana, anche attraverso il rapporto con le scuole e gli enti che si occupano di giovani. In tal senso, al teatro codroipese Benois De Cecco si sono riuniti su invito dell’Aclif i consigli comunali dei ragazzi di 11 Comuni con un’ottantina di giovani consiglieri per mettere a confronto le loro esperienze e le loro iniziative.


«Questo evento – hanno sottolineato il presidente di Aclif Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, e il vicepresidente Franco D’Altilia, sindaco di Palazzolo dello Stella – che si era già svolto nel 2022 a Fiumicello Villa Vicentina e nel 2023 a Udine, è sostenuto dall’Arlef e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. È un prezioso momento di crescita e visione per il futuro. I componenti dei Consigli comunali dei ragazzi, infatti, in considerazione del loro ruolo, ricoprono un incarico di interesse pubblico, comparabile a quello dei colleghi adulti che siedono nei Consigli comunali. Su di loro l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana ha deciso di investire, per la crescita del nostro territorio».
All’evento codroipese sono intervenuti proprio il vicepresidente Aclif Franco D’Altilia, sindaco di Palazzolo dello Stella, assieme al vicesindaco di Codroipo, Giacomo Trevisan, che dal canto suo ha espresso la felicità di avere ospiti i Consigli comunali dei ragazzi ed ha formulato l’auspicio che questi giovanissimi possano continuare a impegnarsi per le proprie comunità.

Trevisan ha fatto gli onori di casa assieme ai giovani consiglieri del Ccr di Codroipo, con il sindaco dei ragazzi Pietro Mangiacapra che ha spiegato alcuni dei progetti che stanno portando avanti sulla tutela dell’ambiente, sulla promozione della lingua friulana e sull’identità locale. Anche i giovani consiglieri di Valvasone Arzene San Martino hanno presentato il loro progetto di un blocknotes arricchito di curiosità e tradizioni locali recuperate dialogando con gli anziani. Proiettato, infine, un video del Consiglio comunale dei ragazzi di Gemona sulla loro città. Progetti questi che sono stati sostenuti anche da Aclif.
Presenti anche diversi sindaci e amministratori dei Comuni aderenti all’Assemblea. I ragazzi, dopo i saluti delle autorità, hanno potuto assistere allo spettacolo teatrale in marilenghe “Lis pantianis e la machine dal timp” proposto dal Teatri Stabil Furlan. Al termine della rappresentazione i giovanissimi consiglieri comunali si sono confrontati su possibili iniziative da portare avanti, legate alla lingua e alla cultura friulana. Alla fine a tutti sono stati donati gadget dell’Aclif. L’evento è stato quindi ripetuto nell’auditorium delle scuole medie di Gemona per i Comuni della parte settentrionale del Friuli, presenti lo stesso presidente Daniele Sergon, sindaco di Capriva, e Monica Feragotto, consigliere comunale proprio a Gemona e sua rappresentante nell’Aclif.

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In copertina e all’interno immagini della manifestazione di Codroipo con i saluti del vicepresidente Aclif Franco D’Altilia e del vicesindaco Giacomo Trevisan.

Lingua friulana, Aclif in assemblea a Udine: Franco D’Altilia (Palazzolo dello Stella) sarà il vice di Daniele Sergon

Un amministratore (assessore o consigliere comunale) delegato al multilinguismo e ai rapporti con l’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana in ognuno dei Comuni friulanofoni tra Friuli e Veneto orientale: l’Aclif – prossima a compiere nel 2025 il suo decennale e cresciuta da 55 iniziali fino al numero attuale di 149 Comuni aderenti – ha rilanciato con questa proposta la sua azione di tutela e promozione dell’identità culturale e linguistica friulana nei lavori assembleari che si son tenuti giovedì a Palazzo Belgrado a Udine.


Non solo: durante la riunione, guidata da Daniele Sergon, sindaco di Capriva, i Comuni hanno deciso all’unanimità l’allargamento del direttivo e votato il nuovo vicepresidente. Si tratta di Franco D’Altilia, sindaco di Palazzolo dello Stella, che ha ricevuto il testimone da Claudio Violino, già sindaco di Mereto di Tomba, al quale è stato tributato un caloroso ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni. Assieme a D’Altilia sono entrati nel direttivo anche Gabriele Bressan, sindaco di Pozzuolo, e Monica Feragotto consigliere comunale a Gemona. Si vanno ad aggiungere a Ornella Comuzzo (assessore a Tavagnacco), Alessandra Vanone (assessore a Tricesimo) ed Ester Filipuzzi (assessore a Spilimbergo), che sono state confermate.
«Un direttivo ampliato – ha commentato il presidente Sergon – per affrontare con ancora più energia gli impegni che ci attendono nell’anno del decennale. Ricordiamo sempre con orgoglio che la nostra Assemblea nasce dal basso, visto che non c’è nessuna imposizione ma sono i singoli Comuni a decidere l’adesione. Durante l’assemblea abbiamo percepito l’unità di un Friuli coeso pur nelle differenze territoriali, che esistono e sono la ricchezza stessa del Friuli, e che hanno tutte pari dignità all’interno dell’Aclif. E ancora una volta abbiamo sottolineato come il multilinguismo, che nella nostra piccola regione vede fianco a fianco friulano, sloveno, tedesco e italiano, sia la chiave per la conferma della nostra autonomia regionale ora e in futuro. Da qui ripartiamo con ancora più slancio, a fianco della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e delle altre istituzioni del mondo friulano».


Durante l’assemblea è stato approvato il bilancio 2024 e sono stati illustrati gli obiettivi per il 2025, tra i quali un rinnovato impegno per iniziative legate ai giovani anche attraverso il dialogo con le scuole, la collaborazione con le altre realtà istituzionali che operano per la tutela del friulano a partire da Arlef e Società Filologica Friulana, l’impegno per avere più lingua friulana in Rai e il grande appuntamento di Go2025 Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura. Inoltre, è stato annunciato come il lavoro di traduzione delle notizie che ogni giorno compongono il telegiornale in friulano “Gnovis” di Telefriuli, contribuirà a “educare” in lingua friulana la nuova intelligenza artificiale di Google, grazie a un accordo con Arlef.
I lavori si erano aperti con il saluto dell’assessore alla cultura di Udine, Federico Angelo Pirone. Presenti anche il già presidente Aclif, Diego Navarria, e i rappresentanti di alcuni dei Comuni che hanno aderito recentemente all’Assemblea, tra cui Camino al Tagliamento, Cividale del Friuli, Manzano, Torreano e Pinzano al Tagliamento. Interventi in assemblea anche di Fabrizio Mattiussi (sindaco di Rivignano Teor), di Serena Gani (Camino al Tagliamento) e Maurizio Negro (Gorizia).
«Una grande emozione essere eletto vicepresidente” ha affermato Franco D’Altilia, che nel suo discorso in friulano ha ricordato come da giovane, lui originario della Puglia, abbia imparato con orgoglio questa lingua quando arrivò ancora adolescente in Friuli. E – ha aggiunto – grazie al presidente, al direttivo e all’assemblea che mi hanno dato fiducia. Le scuole saranno fondamentali per sensibilizzare sempre più le giovani generazioni nell’uso della lingua friulana».

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In copertina, il nuovo direttivo con il presidente Daniele Sergon e il vice Franco D’Altilia (primo a destra); all’interno, due immagini dell’assemblea riunita a Udine.

Prin Plan, un racconto audiovisivo del Friuli che con l’Aclif promuove la cultura e l’uso della “marilenghe”

L’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana ha lanciato una nuova iniziativa digitale per valorizzare e promuovere la “marilenghe” e la cultura del Friuli. Sul sito www.aclif.it, sul canale YouTube Aclif Cultura e sui propri spazi social ha pubblicato una serie di video dal titolo “Prin Plan”, realizzati interamente in lingua friulana dal Grup Comunicazion Lenghe Furlane – composto da Claudia Brunetta, Daniele Crosara, Jonathan Feruglio ed Eros Marcuz – che ora sono a disposizione di tutti.


I filmati offrono un affascinante viaggio alla scoperta del territorio friulano, dei suoi borghi caratteristici, delle aree naturalistiche e dei personaggi che ne hanno fatto la storia. Attraverso immagini suggestive e narrazioni coinvolgenti, i video permettono di immergersi completamente nella cultura e nelle tradizioni della regione. Solo per fare degli esempi: se a Casarsa si parla ovviamente di Pier Paolo Pasolini, a Zuglio spazio all’area archeologica. Se a Cavazzo si vanno a scoprire le attività sportive sul lago a Santa Marizza di Varmo ecco la figura Elio Bartolini e così via. In totale sono 28 i video girati in altrettante località friulane.
“Con questa iniziativa vogliamo avvicinare sempre più persone alla lingua friulana e far conoscere le ricchezze culturali del nostro territorio – ha spiegato Daniele Sergon, presidente dell’Aclif e sindaco di Capriva del Friuli -. I video sono uno strumento efficace e diretto per promuovere la nostra identità e per far sì che il friulano continui a essere vivo, parlato e trasmesso alle nuove generazioni. Averli messi a disposizione sulle principali piattaforme web aiuterà a diffondere questi prodotti audiovisivi davvero ben fatti: un vero e proprio racconto a più voci sulle eccellenze del Friûl. Tale progetto era già andato in onda sui canali Rai, e questo per ricordare la nostra ferma volontà di maggiore presenza del friulano nella Tv di Stato: c’è ancora margine per aumentare le ore di programmazione in friulano a budget esistente, magari per un telegiornale breve in marilenghe, come da tempo chiediamo tutti uniti come Comuni friulanofoni”.
L’Aclif, che riunisce 148 Comuni delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto dove è presente una comunità friulanofona, si impegna nella tutela e nella valorizzazione della lingua friulana. Con questa nuova iniziativa, l’Assemblea conferma il suo ruolo tra i soggetti di riferimento per la promozione della cultura friulana a livello regionale e nazionale.

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In copertina, la bandiera del Friuli storico; all’interno, Daniele Sergon presidente Aclif.

I Comuni friulanofoni dell’Aclif alla radio protagonisti in un programma della Rai

In occasione della Giornata Internazionale Unesco della Lingua Madre, è stata presentata ieri a Udine, nella sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la nuova trasmissione radiofonica Rai – con relativo podcast – intitolata “Friûl in Comun. Vôs e iniziativis dal teritori”. Un programma in lingua friulana che presenterà, puntata dopo puntata, i Comuni friulanofoni che aderiscono all’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana (che conta attualmente 144 Comuni). A presentare il programma il presidente dell’Aclif, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, assieme al direttore della sede Rai di Trieste Guido Corso, alla vicedirettrice nazionale di Relazioni Istituzionali Rai Donatella Pace e a Mario Mirasola, responsabile di struttura dei programmi Rai di Trieste. A entrare nel dettaglio programma Arianna Zani, Giacomo Plozner e Marco Fornasin. Presente il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin e anche i consiglieri regionali Diego Bernardis e Markus Maurmair nonché il presidente della Società Filologica Friulana Federico Vicario.


“Friûl in Comun. Vôs e iniziativis dal teritori” sarà caratterizzato da un ritmo snello e ritmato, con puntate che oltre alla scheda tecnica del Comune protagonista vedranno l’intervista ai sindaci, schede su peculiarità ed eventi della cittadina, una testimonianza di chi ci vive e opera (come per esempio esponenti del volontariato o curatori di progetti di particolare interesse) e in conclusione una riflessione sull’utilizzo della lingua friulana in loco. Il primo ciclo di sette puntate andrà in onda da sabato 2 marzo a sabato 13 aprile su RadioRaiUno, a partire dalle ore 14 per un totale di circa 20 minuti ciascuna.
«Un primo passo – ha commentato il presidente dell’Aclif, Sergon – verso una sempre maggiore presenza della lingua friulana nella programmazione Rai. Da qui auspichiamo che possa partire una nuova stagione di programmi fino a raggiungere una programmazione informativa giornalistica radiotelevisiva quotidiana in lingua friulana, come avviene nel resto d’Italia per altre lingue minoritarie quale il ladino ad esempio. In tal senso facendo riferimento alla mozione bipartisan approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia lo scorso 1 febbraio per l’istituzione di una commissione paritetica Stato-Regione sul contratto di convenzione con la Rai per la lingua friulana, andremo ora a chiedere a tutti i nostri Comuni aderenti di approvare un ordine del giorno, sulla falsa riga di quello approvato già in alcuni Comuni come Tolmezzo ad esempio, e soprattutto a supporto della citata mozione regionale. D’altronde il friulano è parlato e capito quotidianamente da oltre 600 mila persone, senza contare il grande bacino di corregionali che vivono all’estero. Questo gruppo di cittadini ha diritto di veder riconosciuta l’importanza del proprio idioma nella programmazione radiotelevisiva dell’emittente di Stato: grazie quindi alla sede Rai di Trieste e al direttore Corso per la sensibilità dimostrata e per l’impegno profuso nella nascita di “Friûl in Comun. Vôs e iniziativis dal teritori”. Per questo programma la collaborazione dell’Aclif e dei 144 Comuni aderenti è pronta e fattiva e lo sarà anche per tutte le future iniziative che, lo speriamo, verranno messe in essere a breve per la lingua friulana».

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In copertina e all’interno due immagini della presentazione dell’importante iniziativa.