Export, da Udine una guida alle aziende italiane per aiutarle a crescere all’estero

La partita della crescita per le aziende e per il Pil nazionale si gioca sull’export. La sfida della nuova globalizzazione parte dal Friuli Venezia Giulia e dalla IC&Partners, società di consulenza che da 25 anni opera nell’internazionalizzazione delle imprese e che prospetta una crescita costante del proprio volume d’affari nei prossimi cinque anni, passando dagli attuali 11 milioni di fatturato a oltre 15 milioni.
Con un quartier generale radicato in Friuli Venezia Giulia, esattamente a Udine, 27 uffici in 17 diversi Paesi del mondo, 250 dipendenti, IC&Partners rappresenta, come informa una nota, un unicum a livello nazionale, sia per la grandezza dell’azienda sia per il modello di business. A questo si aggiungono 30 partner strategici portando ad una presenza globale in 47 nazioni: è di fatto la più grande piattaforma italiana dedicata al supporto alla internazionalizzazione d’impresa. Oggi l’export diventa ancora più vitale in uno scenario post-pandemia in cui le traiettorie dell’economia globale stanno cambiando: lo shock nel rapporto domanda-offerta ha rotto le catene di fornitura e ha generato blocchi alla libera circolazione delle persone e anche delle merci focalizzando tre grandi assi in Europa, Asia e Stati Uniti.

«L’internazionalizzazione e il commercio estero diventano sempre più fondamentali per le aziende locali e nazionali in un momento storico come questo: l’imprenditore deve verificare se esiste ancora il suo mercato di riferimento e soprattutto dove, se in Italia o all’estero – spiega il presidente della Holding IC&Partners, Roberto Corciulo -. Dopo decenni di globalizzazione, il Covid sta invece accelerando la regionalizzazione, riportando a casa le produzioni, ma per poter vendere ed essere competitivi in alcuni Paesi, penso in particolare a Stati Uniti, Russia ed Estremo Oriente, è necessario produrre in loco».
Grazie all’esperienza acquisita sui vari mercati, IC&Partners supporta l’espansione territoriale delle aziende all’estero da tutti i punti di vista commerciale, fiscale, operativo e legale. «Il radicamento sul nostro territorio non è in discussione – aggiunge Corciulo –, Milano sarebbe la città più vocata per la nostra tipologia di business, ma non lasceremo mai il Friuli». Da circa un mese, infatti, IC&Partners ha spostato la sua sede centrale in uffici più grandi – restando sempre a Udine -, inaugurati ufficialmente ieri mattina alla presenza dell’assessore regionale alle attività produttive regionale Sergio Emidio Bini e quello del Comune di Udine Maurizio Franz, e del direttore generale di Confindustria Udine Michele Nencioni, oltre a numerosi collaboratori e imprenditori del territorio.
«Siamo orgogliosi che IC&Partners abbia deciso di mantenere la propria sede principale nella nostra città – ha commentato Franz –, aziende come questa sono fondamentali per la crescita delle imprese del nostro territorio che stanno dimostrando grande voglia di investire dopo i mesi difficili della pandemia».
«In questi anni, ho visto IC&Partners crescere e diventare una presenza globale – ha sottolineato infine l’assessore Bini -, la tipologia di servizio è unica e indispensabile in un momento storico come questo in cui il Fvg dimostra numeri eccellenti: dopo Lombardia ed Emilia Romagna, siamo la terza regione d’Italia per export. La piattaforma di IC&Partners è una risorsa per chi vuole andare all’estero con basi solide. Fare sistema tra Regione, istituzioni, associazioni di categoria e aziende – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – diventa un grande valore aggiunto per la competitività di tutto il tessuto economico regionale, anche per le piccole e medie imprese del territorio che possono affrontare la sfida all’estero con serenità e con la competenza di professionisti esperti».

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In copertina e all’interno tre immagini della cerimonia inaugurale.

(Foto Tassotto&Max)

A Udine la Maratonina della ripartenza. Bordon: è un messaggio di speranza

Il Kenya domina la classifica della Maratonina Internazionale Città di Udine 2021 e incorona “re” uno straordinario Aggrey Kiprotich Rono, che nella mattina di ieri ha dato spettacolo su un inedito, sempre velocissimo tracciato di gara interamente racchiuso nel territorio del Comune di Udine, con partenza da via della Vittoria e traguardo in via Vittorio Veneto. Intorno a metà percorso, la “rivelazione” Rono ha iniziato il suo exploit, creando il vuoto attorno a sé e chiudendo in un tempo di 1h 01’59”. Secondo in classifica Simba Nyakundi Dickson, con 1h 02’26”; terza posizione per Hosea Kisorio Kimeni, che ha fermato il cronometro a 1h 03’22”.

Aggrey Kiprotich Rono


Ha invece brillato la stella della keniana Teresiah Kwamboka Omosa nella gara femminile, che ha percorso i 21.097 chilometri della mezza udinese in 1h 11’17”. Argento per Veronicah Njeri Maina, che ha chiuso in 1h 12’01”; terza, con un tempo di 1h 12’41”, Mawia Lucy Muli. Ottimo anche il risultato dell’italiano Luca Parisi, nono (1h 06’55”); subito dopo di lui, con il tempo di 1h 7’16”, il friulano Francesco Nardone, che ha vinto così il titolo di campione regionale. Le premiazioni sono avvenute sul palco di piazza Libertà.
Circa 800 gli atleti al via nella Maratonina della ripartenza, tornata dopo un anno di pausa forzata causa Covid e limitatasi, per senso di responsabilità dell’Associazione Maratonina Udine, promotrice dell’evento, alla sezione agonistica: tutti i tradizionali eventi di corredo sono stati infatti rimandati al prossimo anno, per evitare situazioni di rischio per sovraffollamento in centro storico. Regolari e senza intoppi le procedure di verifica del Green Pass nell’area dello start. In pista anche la maratoneta friulana affetta da sclerosi multipla Silvia Furlani, affezionata presenza alla Maratonina.
Oltre 200 persone, tra volontari e forze dell’ordine, hanno prestato servizio lungo il percorso. Distribuite oltre 5 mila bottigliette d’acqua Goccia di Carnia; a ogni atleta è stato consegnato il pacco gara – sigillato, a fini di sicurezza – con i prodotti forniti dagli sponsor. Lungo il percorso della Maratonina sono state posizionate, a cura dei volontari, ben 1000 transenne a tutela della sicurezza 850 a cura dell’Amu e 150 del Comune di Udine.

Paolo Bordon

IL CASTELLO. Grande spettacolo, sabato sera, con la cronoscalata a invito “Salita del Castello”, cui hanno preso parte 21 donne e altrettanti uomini (il numero dei partecipanti, infatti, è di anno in anno pari a quello dell’edizione della Maratonina): a segnare il record di velocità sulla rampa che porta in cima al colle è stato Emanuele Brugnizza, del Gs Natisone (con 1’02” 76); prima fra le donne Chiara Fantini, della Maratonina Udinese (1″25″96). Seconda posizione fra gli uomini per Matteo Ierep, della Libertas Grions e Remanzacco (1’07″02), terza per Davide De Faveri, dell’Atletica 2000 (1’02″76). Seconda fra le donne Francesca Gariup, dell’Atletica Malignani (1’28″59), terza Erica Franzolini, dell’Atletica Brugnera (1’28″76).

IL PRESIDENTE. Nelle parole del presidente dell’Associazione Maratonina Udinese, Paolo Bordon, il grande compiacimento per l’esito di una manifestazione fortemente voluta nonostante le notevoli difficoltà logistiche di questa edizione, “compressa” nel programma per senso di responsabilità, perché si è scelto di dare priorità assoluta alla sicurezza. «La ripartenza passa anche attraverso lo sport: era importante lanciare un messaggio di speranza, in attesa di un ritorno in grande il prossimo anno», ha dichiarato Bordon alla partenza, rivolgendo un ringraziamento a quanti hanno scelto di correre la mezza maratona nonostante i vincoli – obbligo di Green Pass e primi 500 metri con mascherina – e alle tantissime persone, fra volontari e forze dell’ordine, che hanno reso possibile l’organizzazione e lo svolgimento della Maratonina 2021.

CLASSIFICHE

I PRIMI 10 UOMINI. Aggrey Kiprotich Rono (1h 01’59”), Simba Nyakundi Dickson (1h 02’26”, Hosea Kisorio Kimeni (1h 03’22”), James Murithi Mburugu (1h 03’47”), Edwin Kibet Kiptoo (1h 03’48”), Maiyo Rodgers (1h 04’17”), Lengen Lolkurraru (1h 04’28”), Luca Parisi (1h 06’55”), Francesco Nardone (1h 07’16”), Tobia Beltrame (1h 07’21”).

LE PRIME 10 DONNE. Teresiah Kwamboka Omosa (1h 11’17”), Veronicah Njeri Maina(1h 12’01”), Mawia Lucy Muli (1h 12’41”), Brigid Jelimo Kabergei (1h14’32”), Asmerawork Bekel Wolkeba (1h 22’32”), Chiara Fantini (1h 26’19”), Mariangela Stringaro (1h 29’46”), Anna Agosto (1h 31’32”), Martina Ottogalli (1h 31’50”), Alessandra Gratton (1h 32’36”).

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In copertina e qui sopra due momenti della partenza della gara.

 

Udine, strade chiuse per la Maratonina. E stasera c’è la “cronoscalata” del Castello

Il conto alla rovescia è ormai alla fine per la Maratonina Internazionale Città di Udine. E’ stata emessa, infatti, l’ordinanza prefettizia che dispone la chiusura delle strade, la mattina di domani 3 ottobre, sul percorso della gara che verrà disputata su un itinerario completamente nuovo e interamente racchiuso nel Comune di Udine, con partenza in via della Vittoria, di fronte all’istituto Sello, e arrivo in via Vittorio Veneto.
Da circa un’ora prima dell’inizio della corsa e fino al termine della stessa piazza della Libertà e via Cavour saranno chiuse con transenne; le altre strade interessate dalla mezza maratona verranno precluse al transito fino al passaggio della macchina di fine gara, venendo poi riaperte man mano. Le linee urbane di autobus che percorrono l’itinerario di gara saranno deviate a cura della Saf.
Le prime a partire, alle ore 9.25, saranno le carrozzine olimpiche. Cinque minuti più tardi, alle 9.30, scatteranno invece gli atleti, a blocchi scaglionati (per tutti l’obbligo di Green Pass, il cui rispetto sarà “certificato” da un braccialetto consegnato al momento del controllo): per i primi 500 metri di gara i corridori dovranno indossare la mascherina.
Gli 800 iscritti (fra loro anche la maratoneta friulana affetta da sclerosi multipla Silvia Furlani, affezionata presenza alla Maratonina) attraverseranno piazza I Maggio (in senso nord-sud, costeggiando il colle del Castello) e imboccheranno poi via Treppo, proseguendo per via Caneva, viale Trieste, piazzale D’Annunzio, via Gorghi, via Savorgnana, via Cavour, piazza della Libertà, via Manin. Ci sarà a quel punto un secondo passaggio su piazza I Maggio, per puntare quindi su piazzale Osoppo; da via Volontari della Libertà si andrà verso piazzale Chiavris, e da lì i corridori si dirigeranno verso la rotatoria di via Cotonificio. Fra le tappe successive i piazzali XXVI Luglio, Cella, Unità d’Italia, della Repubblica, Oberdan, Del Din; si arriverà infine in Largo delle Grazie: l’ultimo tratto toccherà ancora piazza I Maggio, piazza Patriarcato e via Piave, per tagliare il traguardo in via Vittorio Veneto.
Questa sera, alle 18, sarà invece disputata la “cronoscalata” a invito Salita del Castello: da piazza Lionello 21 donne e altrettanti uomini affronteranno la rampa che porta al colle. Trecento i metri di percorrenza, 30 quelli di dislivello.

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In copertina la Maratonina  e qui sopra la cronoscalata del Castello in precedenti edizioni.

La Maratonina di Udine è pronta al via: così in Friuli ripartono i grandi eventi

La 21ma edizione della Maratonina di Udine segna la piena ripartenza dei grandi eventi nel capoluogo e ne identifica appieno i valori di tenacia, fatica, impegno e riscossa che caratterizzano il popolo friulano: è questo il messaggio che l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha portato ieri alla presentazione della mezza maratona che si correrà a Udine il 3 ottobre, dopo il fermo di un anno fa imposto dalla pandemia. Per l’esponente della Giunta Fedriga il ritorno della 21 chilometri più veloce del panorama podistico è un orgoglio per la Regione Fvg e per la Città di Udine che, con questa stagione di eventi in sicurezza, si è dimostrata poliedrica e capace di restituire ai visitatori le sue molteplici offerte in campo culturale, enogastronomico – il recentissimo Friuli Doc – ed ora sportivo.

Gli intervenuti alla presentazione.


Per l’esponente dell’esecutivo regionale l’evento è anche un’occasione per riavvicinare i giovani e giovanissimi allo sport ed in particolare all’atletica, disciplina che continua a dare grandi soddisfazioni e che allena lo spirito alla fatica e alla determinazione. Caratteristiche che non mancheranno agli oltre 800 iscritti che si ritroveranno domenica prossima alla partenza davanti all’istituto Sello per tagliare il traguardo dei 21.097 metri in via Vittorio Veneto.
Dopo un anno di pausa forzata, imposta dall’emergenza sanitaria, torna dunque la Maratonina Internazionale Città di Udine, la cui 21ma edizione – presentata ufficialmente nei giardini di palazzo Morpurgo – è in programma su un percorso completamente rinnovato e come sempre velocissimo, nel segno della tradizione della gara. Con un grande sforzo organizzativo lo staff dell’Associazione Maratonina Udinese, presieduta da Paolo Bordon, è riuscito a mettere a punto un programma che restituisce alla città uno dei suoi principali eventi sportivi, per quanto in forma ridotta: per agire nel segno della massima sicurezza possibile, infatti, si è scelto di rimandare le tradizionali proposte sportive e aggregative collaterali alla mezza maratona (che abitualmente riempiono l’intera giornata di sabato e si affiancano poi, la domenica mattina, alla gara internazionale), concentrandosi esclusivamente sull’evento agonistico, dunque sulla Maratonina e, nella serata del 2 ottobre, sulla cronoscalata a invito “Salita del Castello”, che prenderà il via alle 18 da piazzetta Lionello e che vedrà affrontarsi in una sfida di velocità sulla rampa del colle 21 uomini e altrettante donne, un richiamo sia all’anno in corso, sia all’edizione della Maratonina. Trecento i metri di percorrenza, 30 quelli di dislivello.
«Un importante sforzo organizzativo: pur tra mille difficoltà abbiamo scelto di ripartire per dare un segnale di fiducia e offrire nuovamente agli atleti la possibilità di correre per le strade di Udine. Massima attenzione è stata riservata alla sicurezza, e proprio questo senso di responsabilità ha determinato la sofferta decisione di rinunciare a tutti gli eventi collaterali», ha affermato infatti il presidente Bordon, intervenuto in conferenza stampa assieme al presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, alla ricordata Barbara Zilli, agli assessori del Comune di Udine Maurizio Franz (delegato alle attività produttive, al turismo e ai grandi eventi) e Antonio Falcone (sport), al vicepresidente di Civibank Guglielmo Pelizzo e a Tiziana Pituelli, responsabile marketing di Despar Fvg.

PERCORSO RINNOVATO – Completamente nuovo, come detto, l’itinerario di gara, che si svilupperà interamente nel Comune di Udine e la cui lunghezza – i canonici 21.097 metri – è stata certificata il 4 settembre scorso dalla World Athletics, Ente internazionale di atletica leggera: la partenza è prevista dal viale della Vittoria, di fronte all’istituto Sello (entrata in griglia con braccialetto fornito dopo controllo dei Green Pass), l’arrivo in via Vittorio Veneto. Gli atleti – come detto, già oltre 800 gli iscritti – attraverseranno piazza I Maggio (in senso nord-sud, costeggiando il colle) e imboccheranno poi via Treppo, proseguendo per via Caneva, viale Trieste, piazzale D’Annunzio, via Gorghi, via Savorgnana, via Cavour, piazza Libertà, via Manin. Ci sarà a quel punto un secondo passaggio su piazza I Maggio, per puntare quindi su piazzale Osoppo; da via Volontari della Libertà si andrà verso piazzale Chiavris, e da lì i corridori si dirigeranno verso la rotatoria di via Cotonificio. Fra le tappe successive i piazzali XXVI Luglio, Cella, Unità d’Italia, della Repubblica, Oberdan, Del Din; si arriverà infine in Largo delle Grazie: l’ultimo tratto toccherà ancora piazza I Maggio, piazza Patriarcato e via Piave, per tagliare poi il traguardo in via Vittorio Veneto.

LE PARTENZE – Le prime a partire, alle ore 9.25, saranno le carrozzine olimpiche. Cinque minuti più tardi, alle 9.30, scatteranno invece gli atleti, a blocchi scaglionati. Per i primi 500 metri di gara dovranno indossare la mascherina.

IL TRAFFICO – Da circa un’ora prima dell’inizio della corsa e fino al termine della stessa piazza Libertà e via Cavour saranno chiuse con transenne. Le altre strade interessate dalla mezza verranno precluse al transito fino al passaggio della macchina di fine gara, venendo poi riaperte man mano. Le linee urbane di autobus che percorrono l’itinerario di gara saranno deviate a cura della Saf.

GREEN PASS – Gli atleti e tutto il personale in servizio durante l’evento avranno l’obbligo di esibire il Green Pass e di consegnare allo staff dell’Associazione Maratonina Udinese, ai fini del tracciamento, l’autodichiarazione anti-Covid 19. Il processo di verifica del Green Pass avverrà tramite l’app nazionale VerificaC19, installata su dispositivi mobile.

LA SICUREZZA – Il percorso sarà diviso in 7 settori, che saranno monitorati da altrettanti responsabili e da personale volontario addetto alla sorveglianza. Sulla sicurezza vigileranno gli agenti del Comando di polizia locale di Udine e ben 200 volontari fra alpini, protezione civile, Terzo Reggimento Guastatori, volontari dell’AMU e delle associazioni Aquile Bianconere, Maratona Città del Vino, Gruppo Marciatori Udinesi e Radioamatori Italiani (sezione di Udine), sotto il coordinamento della Libertas Grions e Remanzacco. Lungo l’itinerario di gara saranno posizionate 1000 transenne, 850 a cura dell’Amu e 150 del Comune di Udine.

IL CAMPIONE OLIMPICO – Nel pieno fervore dei preparativi per l’organizzazione della mezza maratona, l’Amu ha ricevuto la visita del campione olimpico Gelindo Bordin, medaglia d’oro a Seoul nel 1988, primo italiano a vincere la maratona olimpica e l’unico connazionale ad aver vinto la Maratona di Boston: Bordin ha fatto visita all’Associazione Maratonina per testimoniare il suo appoggio all’iniziativa.

SOSTENITORI E SPONSOR – La Maratonina di Udine è resa possibile dal sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, della Camera di Commercio di Pordenone e Udine, di Udine e Gorizia Fiere, Confcommercio, Confartigianato, Fuc Ferrovie Udine-Cividale, Federazione Italiana di Atletica Leggera, Libertas FriuliVg e Civiform, nonché di numerosi sponsor: Civibank, main sponsor, Despar Supermercati, Net Spa, Karhu abbigliamento sportivo, Itas Assicurazioni, Goccia di Carnia, DBB Distribuzione Bibite, Autoservizi Fvg Saf, IFN Immobiliare Friulana Nord, Corpo Vigili Notturni, Trudi, No Named Integratori, Villacher Bier, Giorgio Iacuzzo Gomme Codroipo, Cicli Granzon, Le tre rose, Hotel Posta di Forni di Sopra, Ca’ d’Oro, Gruppo Arteni, Qualità Food Delser, Sintetica Informatica, Concessionaria Prontoauto Tecnoauto.

Ecco l’ultima edizione.

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In copertina, la Salita del Castello di Udine:  sabato ospiterà il primo appuntamento della Maratonina.

 

La Bandiera del Friuli, simbolo d’identità: i valori riaffermati nella “Fieste” di Udine

Mentre l’Inno ufficiale del Friuli risuonava in piazza Libertà, cantato da ArteVoce Ensemble, una bandiera lunga 9 metri e larga oltre 4 è stata srotolata lungo la Torre dei Due Mori che sovrasta la loggia di San Giovanni. È cominciata così, ieri mattina a Udine, la cerimonia civile per la 44a edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Per sistemare sulla torre il grande drappo celeste con l’Aquila d’oro araldica, simbolo per Friulani di tutto il mondo, il Comune di Udine, che ha voluto l’iniziativa, ha fatto intervenire una squadra specializzata.


Organizzata quest’anno dal Capoluogo friulano, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia e dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la manifestazione è cominciata di buon mattino con l’esposizione della bandiera del Friuli sulla specola del Castello, a cui è seguita la celebrazione della messa in friulano, nella Cattedrale. In piazza Libertà, concluso l’Inno ed esposto il grande drappo celeste, è stata letta la Bolla dell’Imperatore Enrico IV, l’atto fondativo della Patria. A seguire, Stefano Ceretta, vicesindaco di Gorizia, città che aveva ospitato la Fieste nel 2019, ha simbolicamente consegnato la bandiera del Friuli nelle mani del primo cittadino di Udine, Pietro Fontanini, che parlando della manifestazione ha precisato: «Il fatto che questa edizione della Fieste de Patrie dal Friûl si tenga a settembre, anziché il 3 aprile, data della fondazione dello stato Patriarcale del 1077, dimostra chiaramente la determinazione del popolo friulano e la volontà di non arrendersi alla pandemia che ancora, seppur vedendo la luce in fondo al tunnel, stiamo attraversando. Anzi, l’idea di far confluire questa celebrazione all’interno di Friuli Doc rappresenta la nostra capacità di trasformare le difficoltà in opportunità, come fatto all’indomani del terremoto del Settantasei. Oggi la situazione è certamente diversa, non fosse altro per il fatto che la crisi è globale, ma credo che il popolo friulano possa ancora una volta fare la sua parte, insegnando al mondo come uscirne e dando ancora una volta una lezione di organizzazione, serietà ed efficienza attraverso la definizione di un nuovo modello Friuli. Con questa immagine rivolgo a tutti il mio più sincero augurio: buine Fieste de Patrie dal Friûl!».
Con questa edizione della Fieste gli organizzatori hanno voluto porre l’attenzione proprio sull’importanza della Bandiera del Friuli. E con l’obiettivo di valorizzare questo «simbolo di una condivisione di valori», come ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, proprio nella mattinata di celebrazioni, è stata inaugurata, nel Museo del Duomo, una riproduzione tattile del vessillo di Bertrando, il più antico conservato proprio nella struttura museale adiacente alla Cattedrale, ulteriormente valorizzata anche grazie a un testo descrittivo in Braille e a un nuovo allestimento, interno ed esterno. «La bandiera è un simbolo in cui tutti i friulani si riconoscono, ovunque si trovino nel mondo. La sua importanza, così come l’importanza che riveste la nostra lingua, devono essere quotidianamente preservati e certamente i sindaci, gli amministratori regionali, i componenti delle associazioni culturali, e soprattutto dei nostri insegnanti stanno facendo molto in tal senso. Ma la tutela arriva dall’iniziativa del singolo. Perché finché parleremo in friulano, potremo sentirci sempre più friulani. Il friulano è, metaforicamente, quel paio di occhiali, che ci permette di vedere la realtà a nostro modo, che è sicuramente prezioso, tanto quanto lo è quello degli altri, perché ci arricchisce, ci rende unici».


Hanno, poi, posto l’accento sull’importanza della lingua anche Markus Maurmair, presidente dell’Aclif, Assemblea delle comunità linguistiche friulane, e Roberto Pinton, rettore dell’Università di Udine, mentre Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, ha posto l’accento sull’importanza della bandiera, che vediamo sventolare ovunque, anche alle recenti Olimpiadi di Tokyo. Accorati anche gli interventi del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, e dell’Assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli.

Il presidente Zanin ha ringraziato il sindaco di Udine per la scelta di issare la bandiera friulana sul Castello della città capoluogo, ricordando come quella del Friuli sia una storia da conoscere e insegnare, sulle orme di don Francesco Placereani, e un’identità culturale da trasmettere, nelle aule dell’Università ma anche a teatro. L’assessore regionale alle finanze, invece, ha invitato con forza le famiglie a riappropriarsi della lingua friulana, insegnandola ai bambini, perché mantenere in vita il friulano significa dare valore a ciò che c’è stato nella storia e nella tradizione di questa terra, ma soprattutto potergli dare una certezza del futuro.
La cerimonia si è conclusa con la premiazione del concorso “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale e dall’Arlef, e rivolto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, seguito dalla proiezione dei video “Lamps di Friûl”, realizzati dai bambini che hanno preso parte ai Centri estivi del Comune di Udine.

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In copertina, la sistemazione della Bandiera del Friuli sulla Torre dei Due Mori; all’interno, due immagini della cerimonia in piazza Libertà a Udine.

Riecco la “Fieste de Patrie dal Friûl” che domani a Udine ritrova il suo splendore

La “Fieste de Patrie dal Friûl” torna finalmente in presenza, domani 12 settembre, nell’ambito di Friuli Doc. Sarà una festa nella festa, lungamente attesa, poiché lo scorso aprile era stato possibile organizzare solo una cerimonia simbolica e nel 2020 i festeggiamenti erano stati soltanto virtuali. Un’occasione per celebrare, in comunità, i valori culturali e linguistici in cui il popolo friulano si riconosce quotidianamente e attraverso i quali afferma la propria identità. Perché la Fieste, oltre a ricordare le origini del Patriarcato di Aquileia e della Patria del Friuli (istituita il 3 aprile 1077), fa proprio questo, sin dalla sua prima edizione, festeggiata ad Aquileia nel 1977 su iniziativa di don Francesco Placereani, da tutti conosciuto come “Pre Checo”. Organizzata quest’anno dal Comune di Udine, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia e dell’Arlef – Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la manifestazione dal 2015 è riconosciuta ufficialmente dalla Regione Fvg, con Legge regionale 6, per ricordare e valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano.

Eros Cisilino

«La Fieste – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – quest’anno si terrà nel cuore della capitale del Friuli, che racchiude due importanti simboli per il popolo friulano. Il primo è l’esemplare più celebre della Bandiera del Friuli, settimo vessillo più antico d’Europa, ufficialmente riconosciuto con la legge regionale nel 2001 e conservato nel Museo del Duomo. Il secondo è il Castello, con il Salone del Parlamento, in cui si riuniva il parlamento della Patria del Friuli, uno dei primi esempi al mondo. L’iniziativa celebra il concetto di autonomia che tutt’oggi è un valore per il nostro territorio e i suoi cittadini. E la festa in cui i friulani di tutto il mondo si riconoscono, è un momento di confronto e di arricchimento».
«Il fatto che questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl” venga svolta di nuovo in presenza, dopo l’edizione virtuale dello scorso anno, rappresenta non solo una ripartenza, ma una vera e propria rivincita del popolo friulano nella sua battaglia per il ritorno alla normalità – ha aggiunto Pietro Fontanini, sindaco di Udine –. Ma c’è di più, perché quest’anno la Fieste si svolgerà, arricchendolo, nell’ambito di uno degli appuntamenti più sentiti da parte della nostra comunità e maggiormente attrattivi nei confronti delle altre Regioni e dei Paesi a noi vicini: Friuli Doc. In questo modo, si creerà un binomio capace di unire due simboli del nostro territorio e di gettare un ponte ideale tra l’epoca d’oro del Patriarcato e un presente nel quale il Friuli sia sempre più proiettato nel futuro e centrale, non solo geograficamente, a livello europeo».

IL PROGRAMMA – L’edizione 2021 della Fieste de Patrie prenderà avvio in Piazza Libertà, alle 9.45, con l’esposizione della bandiera del Friuli sulla specola del Castello di Udine. Il Gruppo bandistico “Società Filarmonica di Pozzuolo del Friuli”, diretto dal maestro Paolo Frizzarin, accompagnerà poi il corteo verso la Cattedrale. Le Autorità renderanno quindi omaggio all’antica Bandiera del Friuli, esposta nel Museo del Duomo. Alle 10.30, sarà poi celebrata la messa in friulano dai delegati delle diocesi di Gorizia, Pordenone e Udine, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco. La celebrazione sarà accompagnata dal coro della “Cappella Musicale”, diretta da Davide Basaldella. Alle 11.45, sul terrapieno di piazza Libertà, la cerimonia civile sarà aperta dall’Inno del Friuli “Incontro al domani”, eseguito da ArteVoce Ensemble. Seguirà lo scambio della bandiera del Friuli, consegnata al sindaco di Udine da un rappresentante del Comune di Gorizia, che aveva ospitato la “Fieste de Patrie dal Friûl” nel 2019. Verrà quindi data lettura della Bolla dell’Imperatore Enrico IV, l’atto fondativo della Patria del Friuli. Dopo gli interventi delle autorità, la cerimonia si concluderà con la premiazione del concorso “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, promosso dall’Ufficio scolastico regionale e dall’Arlef, e rivolto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, seguito dalla proiezione dei video “Lamps di Friûl”, realizzati dai bambini che hanno preso parte ai Centri estivi del Comune di Udine.

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Dal 2015, in occasione dell’anniversario del 3 Aprile, Festa della Patria del Friuli, l’Ufficio scolastico regionale, assieme all’Arlef e – in origine anche alla ex Provincia di Udine -, indice il concorso a premi “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, per valorizzare e promuovere il patrimonio storico-artistico-culturale-naturale del Friuli. Il concorso è aperto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado delle ex province di Gorizia, Pordenone e Udine. Le scuole vincitrici ricevono in premio dei buoni per l’acquisto di materiale didattico, messi a disposizione dall’Arlef, e diversi strumenti e sussidi didattici in lingua friulana. Queste le scuole vincitrici e segnalate della X edizione del concorso, che saranno premiate nel corso della cerimonia civile della “Fieste de Patrie dal Friûl 2021”, in programma domani a Udine:

Vincitori
Primo premio – sezione Scuola dell’Infanzia: Scuola dell’Infanzia di Lignano Sabbiadoro
Primo premio – sezione Scuola Primaria: Scuola “Cristoforo Colombo” di Pantianicco
Primo premio – sezione Scuola Secondaria di primo grado: Rete di scuole “Collinrete”

Segnalati
Sezione Scuola dell’Infanzia: Scuola “Monsignor Beniamino Alessio” di Nimis
Sezione Scuola Primaria: Scuola “Maria Forte” di Avilla di Buja e Scuola “Collegio della Provvidenza” di Udine
Sezione Scuola Secondaria di primo grado: Scuola “Jacopo Pirona” di Faedis e Scuola “Pellegrini da San Daniele” di San Daniele

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In copertina, la bandiera storica del Friuli conservata nel museo del Duomo di Udine.

“Musiche e parole” alla Quiete di Udine oggi finalmente con gli anziani ospiti

Disorientamento, senso di solitudine, di vuoto. L’ultimo anno è mezzo è stato complicato per tutti, ma per gli ospiti delle case di riposo lo è stato ancor di più. Quell’isolamento difficile da comprendere per molti. Poi la mancanza dei cari, gli sguardi, i sorrisi, gli abbracci e lo stop forzato anche alle attività ricreative all’interno delle strutture. È per lenire, almeno in parte, questa sofferenza che è nato “Musiche e parole”, progetto per l’intrattenimento e la compagnia a distanza degli ospiti delle case di riposo durante la pandemia Covid-19. L’iniziativa, realizzata attraverso voce, musica e l’uso di strumenti digitali, è stata ideata e coordinata dall’associazione Voci Fuoricampo grazie al contributo del Comune di Udine, e in particolar modo il Progetto Oms Città Sane. «Ci siamo chiesti come potevamo portare un po’ di leggerezza e di sollievo. Subito ci sono venute in mente la musica, che trasforma il dolore in conforto (con un pensiero a Enzo Bosso), e le parole che fanno ridere e affiorare ricordi e immagini positive. Per portare tutto questo – hanno sottolineato da Voci Fuoricampo -ci volevano le voci di lettori e lettrici e per realizzare e inviare i contenuti a distanza ci siamo dotati di app e piattaforme digitali. Sono nati così i nostri audio da compagnia. Dal desidero di portare un po’ di leggerezza, dalla volontà di far sentire la nostra presenza e dal senso di sentirci parte di una comunità».
Fra gennaio e maggio 2021 un gruppo di lettori volontari, formati grazie a un corso organizzato dalla Biblioteca di Udine, la counsellor e tango-terapeuta Francesca Fedrizzi, il musicista Brian Chambouleyron e l’orchestra a plettro Tita Marzuttini, hanno prodotto 15 audio, ascoltati 122 volte da circa 70 residenti de La Quiete. Proprio lì, oggi 12 giugno, le voci dei lettori e dei musicisti incontreranno coloro che li hanno ascoltati, porteranno note, parole e soprattutto allegria: proponendo dal vivo alcuni dei brani più amati da ascoltare e cantare insieme. «Per La Quiete è stato un progetto molto importante – ha spiegato Stefania Bertino, del Servizio psicosociale e di counselling -. L’ascolto della musica e delle letture è stato fonte di stimolazione cognitiva ed emotiva per i residenti anziani. Ma, soprattutto, ha permesso la condivisione e rievocazione di esperienze personali e collettive. L’evento di sabato, finalmente in presenza, dopo ben due anni, si svolgerà nel giardino e sarà l’occasione per conoscere di persona gli artisti i musicisti e i lettori che hanno reso possibile tutto questo. Un progetto che continuerà ancora nei prossimi mesi».
«Quello proposto da Voci Fuoricampo per La Quiete è stato davvero un progetto importante, capace di alleviare la sofferenza degli ospiti, in un momento tanto difficile anche solo da immaginare. Una sofferenza determinata dell’obbligata e prolungata lontananza dai propri cari, unico contatto con il mondo esterno. Grazie a questi audio – ha ricordato Giovanni Barillari, assessore alla Salute del Comune di Udine -i residenti hanno potuto in qualche modo viaggiare con la fantasia, sentendosi meno soli e, perché no, passando anche qualche momento all’insegna del divertimento. Un’attività che è stata senza dubbio di sollievo anche per gli operatori che tanto si sono dedicati al benessere degli anziani in questi mesi. Non mi resta dunque che ringraziare i volontari e tutti coloro che hanno partecipato attivamente a questo progetto, ma anche tutti coloro che da sempre si prendono cura degli anziani».
Da inizio anno, tutti i contenuti sono stati registrati a distanza da lettori e musicisti e sono montati da un tecnico audio, quindi inviati alla residenza per anziani che li ha resi fruibili attraverso l’utilizzo di tablet. In particolare, sono state realizzate due collane che raccolgono gli audio “Canzoni dal mondo” (dedicata alla canzone internazionale e agli aneddoti musicali legati a questo genere, con testo scritto e registrato dalla terapeuta Francesca Fedrizzi e musiche a cura del musicista Brian Chambouleyron) e “Storie e musiche della nostra terra” (racconti e autori della regione accompagnati da brani musicali registrati dall’orchestra Tita Marzuttini). Insieme a ciascun audio da compagnia è stata fornita una scheda con degli spunti di conversazione e i testi delle canzoni che erano inserite nell’audio. Questi materiali sono stati utilizzati dagli operatori per conversare dopo l’ascolto con i residenti e per cantare le canzoni che facevano parte dell’audio.

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In copertina e qui sopra due immagini della casa di riposo “La Quiete”.

Lotta ai tumori, oltre 6 mila le ore di impegno Lilt Udine anche col Covid

«Il 2020 ha segnato l’inizio di uno dei periodi più difficili dall’ultimo dopoguerra, che ha sconvolto le nostre vite. Oltre alla situazione socio-sanitaria, che ha costretto tutti ad un atto di responsabilità per arginare la diffusione pandemica, si è aggiunta la grave situazione economica che ha messo in difficoltà moltissime famiglie; le esigenze di distanziamento fisico delle persone hanno profondamente ridotto la socialità, determinando risvolti psicologici spesso pesanti, soprattutto nelle persone più fragili, tra le quali ritroviamo quelle colpite da tumore». Con questa sintetica analisi, l’ingegner Giorgio Arpino, presidente della sezione friulana della Lilt intitolata a “Elio ed Enrico Morpurgo”, ha introdotto la relazione sull’attività dell’anno 2020 presentata ai soci nel corso dell’assemblea ordinaria svoltasi ancora una volta (come già accaduto lo scorso anno) in videoconferenza. «In questo contesto emergenziale – ha proseguito Arpino – la Lilt Udine ha cercato comunque di diffondere il concetto di Prevenzione oncologica sul territorio, improvvisando con creatività modalità ed approcci adeguati alle nuove condizioni di “vita”, per mantenere il contatto comunicativo con la gente».

Le targhe ai soci benemeriti.

Tra enormi difficoltà, soprattutto iniziali, dovute alla necessità di adeguarsi allo stato di emergenza ed alla nuova situazione, come primo ed immediato provvedimento la Lilt di Udine un anno fa ha attrezzato e regolamentato a norma anti-Covid il Centro medico di prevenzione e ascolto “Nella Arteni” di via Francesco da Manzano. Ciò ha consentito in tempi brevi di riprendere il programma di visite, dando la massima tranquillità, sicurezza e familiarità agli utenti dei propri servizi.
Le più penalizzate sono state le attività di prevenzione primaria, in particolare il “progetto scuole” e le conferenze sul territorio: gli incontri “in presenza”, che erano stati 174 nel 2019, si sono ridotti ad una cinquantina. Le attività di prevenzione secondaria (identificazione gruppi a rischio, screening e diagnosi precoce) e terziaria (supporto nelle problematiche che si trova ad affrontare chi ha già sviluppato un cancro) hanno fatto registrare numeri comunque importanti, pur se comprensibilmente inferiori all’anno precedente. Complessivamente, la Lilt friulana – che dal 2020, adeguandosi alle nuove norme del Terzo settore, da Onlus si è trasformata in Organizzazione di volontariato (Odv) – ha speso a beneficio della comunità 6.150 ore di personale qualificato.
Alla relazione del presidente, è seguita quella del Collegio dei revisori dei conti sul bilancio consuntivo 2020, letta dal presidente, ragionier Mario Bertossi. Relazioni e bilancio sono stati approvati all’unanimità.
E’ seguita la consegna “virtuale” della targa di “socio onorario” ad Antonio Toller e a Paola Zilli (entrambi hanno fatto parte fino al 2019 dei revisori) ed alla Banca di Udine, nella persona del presidente Lorenzo Sirch che ha ringraziato a nome del consiglio di amministrazione: «Il nostro impegno a fianco della Lilt – ha detto – non è beneficenza, ma condivisione di un percorso comune a sostegno del territorio e della prevenzione».
Ha preso la parola anche l’assessore alla socialità del Comune di Udine, Asia Battaglia, che ha sottolineato la storica vicinanza delle istituzioni alla Lilt friulana e si è complimentata per il “bilancio etico” presentato dal presidente Arpino: «6.150 ore donate in tempi di pandemia – ha affermato – rappresentano un patrimonio, una testimonianza dell’importanza strategica del volontariato che ci consente di guardare con maggior serenità al futuro».
In conclusione, il presidente Arpino ha voluto lanciare un appello ai soci: «Il 2020 – ha detto – ci ha portato ad un “confine”, che dobbiamo vedere come un nuovo punto di partenza. Dobbiamo sforzarci di trasformare le “difficoltà” odierne in nuove “opportunità”, per continuare a incrementare l’attività. Bisogna necessariamente cambiare pagina, “inventare” nuove modalità e strategie, moderne ed attive, che portino nuove risorse per sostenere le nostre attività e facilitarne l’esecuzione. Invito tutti, consiglieri e volontari, a dare il loro contributo di idee, con l’obiettivo di incrementare il già importante patrimonio (morale e materiale) della Lilt Udine».

Associazione Provinciale di Udine “Elio ed Enrico Morpurgo” ODV – 33100 UDINE – Via Francesco di Manzano, 15 c.f. 94067980303 – www.legatumoriudine.it 
Centro Medico di Prevenzione e Ascolto “ Nella Arteni” – LILT 
33100 UDINE – Via Francesco di Manzano, 15 – Tel.n. 0432/548999 Fax 0432 425058 – E-mail : udinelegatumori@virgilio.it Segreteria e Presidenza 
33100 UDINE – P.le S. Maria della Misericordia, 15 – c/o ASU FC – Tel./Fax 0432.481802 – E-mail: liltudine@gmail.com

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In copertina, ecco uno scorcio della sede della Lilt friulana in via Francesco di Manzano a Udine.

 

La “Fiêste de Patrie” ridotta a Udine. Poi a Friuli Doc tutte le celebrazioni ufficiali

Quest’anno la “Fiêste de Patrie dal Friûl”, giunta alla sua 44a edizione, si sarebbe dovuta tenere a Udine con numerose iniziative culturali. Ma l’emergenza pandemica, per il secondo anno consecutivo, ha imposto un rinvio delle iniziative in programma a settembre, in occasione di Friuli Doc. Il Comune di Udine e l’Arlef hanno tuttavia convenuto sull’importanza di organizzare un incontro breve, ma simbolico, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin; dell’assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli, di Markus Maurmair, presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana; oltre che del sindaco di Udine, Pietro Fontanini; e del presidente dell’Agenzia Regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino.

Eros Cisilino, presidente Arlef.


Le autorità si sono incontrate prima sul piazzale del Castello di Udine, dove hanno assistito all’alzabandiera sulla specola, poi si sono spostate al salone del Parlamento, «uno dei primi d’Europa, quello del Friuli, anche se questi aspetti della storia locale restanto sconosciuti a troppi friulani, non venendo insegnati a scuola – ha detto Cisilino -. Ciò su cui vorrei porre l’accento è il grande senso di identità del popolo friulano. Un sentimento che quest’anno abbiamo cercato di raccontare con un video che ha già superato un milione e 200 mila visualizzazioni. Voglio però ricordare il valore fondamentale della trasmissione intergenerazionale, perché “dipende da noi”, come abbiamo detto in una campagna di qualche tempo fa. Oltre alle istituzioni sta a noi, singoli friulani, impegnarci, ogni giorno, a far crescere e vivere la nostra lingua. Per fare questo, dobbiamo insegnarla ai nostri figli. Sono i bambini e i ragazzi il nostro futuro. È a loro che dobbiamo guardare».

La bandiera del Friuli.


Quella di ieri è stata «una cerimonia molto contenuta», come sottolineato da Fontanini. Il sindaco ha ricordato l’importanza di celebrare la giornata del 3 aprile, che nel 1077 decretò la nascita dello Stato Patriarcale friulano, l’istituzione che riunì fino al 1420 il Friuli e molti altri territori in un unico organismo statuale, che per l’epoca raggiunse forme di organizzazione civile molto avanzate. «Per noi friulani questa data è significativa – ha precisato -. Rappresenta l’inizio di una storia e l’identità di un popolo, che ha mantenuto, per tanti secoli, i tratti distintivi della sua identità che sono in primis la lingua friulana – che è ancora, parlata, tutelata, insegnata e, io dico, anche amata – e poi la storia».
Un sentimento identitario che supera anche i confini del Friuli e che si ritrova anche nei Comuni, come Sappada, che hanno chiesto di entrare a far parte della Regione Fvg, come ricordato da Maurmair. Il presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana ha fatto sapere che «con Arlef stiamo lavorando affinché tutte le risorse che la Regione mette a disposizione della nostra Comunità vengano utilizzate per far crescere sempre più la coesione economica e sociale dei friulani».
Anche Zanin ha ricordato che «questa lingua va tutelata, essa ci unisce dentro il Friuli, ma anche in giro per il mondo perché è veicolo di identità, di valori e di sentirsi una cosa sola. Non c’è Friuli senza friulano». Ricordando la complessa fase che stiamo attraversando, l’assessore Zilli ha poi concluso invitando tutta la popolazione «a superare assieme questo difficile momento sotto questa bandiera che è fatta di solidarietà, lavoro e impegno. Ed è con questo spirito che dobbiamo dare insegnamento ai nostri ragazzi continuando a parlare friulano e, come istituzioni pubbliche, sostenendone la sua divulgazione e la sua conoscenza, a partire dalle scuole».

Le autorità intervenute in Castello.

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In copertina, un momento della semplice cerimonia presenti Zanin, Zilli e Fontanini.

“Fieste de Patrie”, un video dell’Arlef dedicato al senso d’identità dei friulani

«In ogni parte del mondo, la nostra aquila ci tiene sempre uniti». È questa la frase di chiusura scelta per il nuovo video con cui l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane ha deciso di celebrare la odierna ricorrenza del 3 aprile, la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Un filmato che, in meno di due minuti, accompagna gli spettatori in un vero e proprio giro del mondo: Udine, New York, Parigi, Los Angeles e poi di nuovo il Friuli, con le sue meravigliose montagne (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filhttps://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filo rosso che conduce da un luogo all’altro del globo è Lei, la bandiera del Friuli: uno dei simboli inconfondibili di questa terra, oltre che la settima più antica d’Europa.

Eros Cisilino, presidente di Arlef.


Il video, per la regia di Giorgio Milocco (Quasar), ci fa vedere scorci di vita quotidiana soprattutto dei giovani friulani che si trovano a vivere lontani dalla terra d’origine, alla quale restano però uniti da un legame potente e indissolubile. «Un video breve e intenso – ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – che riesce a narrare bene l’importanza delle radici, della storia e delle relazioni famigliari. Anche se lontani fisicamente, i suoi protagonisti sono vicini al Friuli, e questo legame è metaforicamente rappresentato proprio dalla bandiera della Patrie», la celebre aquila dorata su campo azzurro.
L’origine della bandiera risale ai tempi dello Stato patriarcale, che governò il Friuli dal 1077 al 1420 e istituì uno dei primi Parlamenti d’Europa (e la Fieste si riferisce proprio all’istituzione di quello Stato, il 3 aprile 1077). L’esemplare più celebre e antico del vessillo (XIV secolo) si può ammirare ancora oggi al Museo del Duomo di Udine. La bandiera friulana è stata ufficialmente riconosciuta con la legge regionale 27 del 2001.
La manifestazione principale della Fieste, inizialmente programmata per l’11 aprile nel capoluogo friulano, sarà invece rimandata. Una decisione sofferta ma inevitabile, quella presa di concerto fra l’Arlef e il Comune di Udine. L’appuntamento è per settembre, in occasione di Friuli Doc. «Anche quest’anno festeggeremo la Fieste de Patrie dal Friûl in modalità “virtuale” – ha concluso Eros Cisilino -. L’impennata nella curva dei contagi ci ha imposto, per il secondo anno consecutivo, di cambiare i nostri piani. Abbiamo però deciso di fare un regalo a tutti i friulani, con questo video. Inoltre, nelle scorse settimane, è stata effettuata la distribuzione della bandiera a tutti i Comuni friulani che ne hanno fatto richiesta. Le Amministrazioni potranno così spiegare le bandiere il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro e giallo i luoghi simbolo del Friûl. Un invito che naturalmente Arlef rivolge anche a tutti i friulani».

E ora in lingua friulana:

«In ogni bande dal mont, la nestre acuile nus ten simpri dongje». E je cheste la frase che e siere il gnûf video che la Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – ARLeF e à decidût di doprâ par celebrâ il 3 di Avrîl, Fieste de Patrie dal Friûl. Un filmât che, in mancul di doi minûts, al compagne i spetatôrs intun zîr dal mont fra Udin, New York, Parîs, Los Angeles e po dopo di gnûf in Friûl, cu lis sôs monts maraveosis (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il fîl ros che al mene di un puest a chel altri in chest viaç al è la bandiere dal Friûl: un dai simbui inconfondibii di cheste tiere, che e je ancje la setime plui antighe in Europe.
Il video, cu la regjie di Giorgio Milocco (Quasar), nus mostre tocs de vite di ogni dì soredut di zovins furlans che si cjatin a vivi lontan de lôr tiere di divignince, ma che dut câs a restin simpri leâts a jê in maniere fuarte e insolubile. «Un video curt e penç – al à marcât il president de ARLeF, Eros Cisilino – che al rive a contâ ben la impuartance des lidrîs, de storie e des relazions familiârs. Ancje se lontans cul cuarp, i protagoniscj a son dongje cul cûr al Friûl, e chest leam al è rapresentât in maniere metaforiche propit de bandiere de Patrie», la innomenade acuile di aur in cjamp celest.
Lis origjins de bandiere a rimontin ai timps dal Stât patriarcjâl, che al guviernà il Friûl dal 1077 al 1420 e che al istituì un dai prins parlaments in Europe (e la Fieste si riferìs propit ae istituzion di chel Stât, ai 3 di Avrîl dal 1077). L’esemplâr plui cognossût e antîc dal standart (secul XIV) si pues amirâ inmò vuê intal museu dal Domo di Udin. La bandiere furlane e je stade ricognossude in maniere uficiâl cu la leç regjonâl 27 dal 2001.
La manifestazion principâl de Fieste, programade intun prin moment ai 11 di Avrîl a Udin, e je rimandade. Une decision grivie ma che no si podeve evitâ, cjapade in cunvigne fra la ARLeF e il Comun di Udin. L’apontament al è par Setembar, in ocasion di Friuli Doc. «Ancje chest an o fasarìn la Fieste de Patrie dal Friûl in modalitât “virtuâl” – al à sierât Eros Cisilino -. La fuarte incressite de curve des infezions nus oblee, pal secont an di file, a cambiâ i nestris plans. O vin dut câs decidût di fâ un regâl a ducj i furlans, cun chest video. Cun di plui, intes setemanis passadis, o vin distribuît la bandiere a ducj i Comuns furlans che le vedin domandade. Lis aministrazions a podaran cussì meti fûr lis bandieris ai 3 di Avrîl cu ven, piturant di celest e zâl i lûcs simbul dal Friûl. Un invît che, clâr, la ARLeF e indrece ancje a ducj i furlans».

Il video è su: https//www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0

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In copertina, la bandiera del Friuli oggi sventola per la festa del 3 aprile.