“Unvier” in due concerti a Paderno con la musica friulana d’autore: sulla scena anche Nicole Coceancig, Urtie e Rivocs

Dopo il successo della mini-rassegna “Istât”, il 2024 si chiude con una nuova micro-kermesse tutta dedicata alla musica d’autore friulana, proposta, ancora una volta, dall’Ufficio per la Lingua Friulana del Comune di Udine, in collaborazione con l’associazione Armonie Aps e realizzata all’interno del programma di “Natale a Udine 2024”, grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (attività ed eventi culturali inerenti alle festività natalizie 2024). «Con le rassegne “Istât” e “Unvier” e i concerti di Massimo Silverio e Alvise Nodale, premiati da un grandissimo successo di pubblico, nel 2024 l’Ufficio per la Lingua Friulana del Comune di Udine si è confermato partner d’elezione della migliore musica d’autore – ha sottolineato Stefania Garlatti-Costa, consigliere comunale con delega a Identità friulana e plurilinguismo -. Il Premio Piero Ciampi attribuito nelle scorse settimane a Nicole Coceancig, i premi Andrea Parodi e Augusto Daolio (notizia di questi giorni) assegnati ad Alvise Nodale, assieme ai numerosi riconoscimenti attribuiti dalla stampa italiana e internazionale a Massimo Silverio, dimostrano che la migliore musica d’autore è in lingua friulana e finalmente tutti se ne sono accorti». Sarà l’ex cinema Manzoni di Paderno, in via Piemonte 82 (sempre alle 20.45 e con ingresso libero) a ospitare “Unvier”, la rassegna al femminile che, ancora una volta, saprà valorizzare alcune fra le più significative produzioni discografiche friulane di recente pubblicazione.

Rivocs

Urtie

OGGI 20 DICEMBRE – Si comincerà oggi con un doppio concerto. Prima Nicole Coceancig presenterà l’album “Zohra”. Sulla scia di due importantissimi riconoscimenti a livello nazionale ed europeo (ha recentemente vinto il premio Ciampi e Suns Europe) la giovane cantautrice di Premariacco presenta il suo secondo disco. Zohra è un concept album che narra la storia del viaggio di una ragazza minorenne attraverso la rotta balcanica. Una storia di riscatto e denuncia puntellata da arrangiamenti musicali raffinati, che strizzano l’occhio tanto alla villotta, così come alla musica medio orientale. A seguire, a esibirsi saranno le “Urtie”. Margherita Cogoi e Marta Savorgnan, assieme a un gruppo di musicisti friulani, suoneranno il loro primo disco: “Spieli”. Nell’ultimo anno questo duo del Medio Friuli ha messo insieme sette canzoni dal forte contenuto politico che rotolano fra musica colta, fiaba, canto popolare, Africa, cantautorato, cabaret brechtiano, restituendo il riflesso di una visione del mondo schietta e femminile.

SABATO 28 DICEMBRE – Seconda e ultima serata di “Unvier” sarà quella in programma sabato 28 dicembre, che vedrà come protagonista un altro duo, quello composto da Laura Giavon e Marco D’Orlando, i Rivocs, che presenteranno l’omonimo album. Al loro debutto discografico, sono una delle formazioni più dirompenti del panorama musicale friulano. I Rivocs sono un duo new folk con un originale approccio improvvisativo denso di virtuosismo e poesia, dove elementi tradizionali e popolari vengono decontestualizzati e re-inseriti in nuovi ambienti sonori.

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In copertina, la giovane cantautrice Nicole Coceancig attesa oggi a Paderno.

“Strumîrs e Zambarlans”, la rivolta in Friuli del 1511 questa sera in prima assoluta al Teatro Giovanni da Udine

Un cast composto da alcuni degli attori più apprezzati del territorio (Paola Aiello, Manuel Buttus, Serena Costalunga, Flavio D’Andrea, Alessandro Maione, Paolo Mutti, Nicoletta Oscuro, Jacopo Pittino, Federico Scridel, Maurizio Fanin) assieme a un coro altrettanto di livello (Juliana Azevedo, Caterina Di Biaggio, Laura Giavon, Alba Nacinovich, Danilo Favret, Stefano Monino, Pierluigi Manzoni, Simone Zoletto) saranno i protagonisti di “Strumîrs e Zambarlans”, nuova importante produzione del Teatri Stabil Furlan, realizzata in collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, che ospiterà la prima assoluta questa sera, alle 20.30. Lo spettacolo è stato presentato al foyer ridotto del Teatrone alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, del consigliere del Comune di Udine, con delega al Friulano, Stefania Garlatti-Costa; del presidente del Tsf, Lorenzo Zanon; del direttore artistico, Massimo Somaglino, assieme al regista, Ferruccio Merisi, e al compositore Marco Maiero. Per l’occasione erano presenti anche il presidente della V commissione della Regione Fvg, Diego Bernardis; il presidente dell’Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean, Geremia Gomboso; la vicepresidente della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, Diana Barillari; mentre in rappresentanza dell’Arlef c’era Rossella Dosso.
«ll teatro, ancora una volta, si dimostra strumento vivo di memoria e coscienza collettiva, capace di interrogare il nostro presente attraverso il racconto del passato. La rappresentazione acquista ulteriore forza e autenticità grazie all’uso del friulano, che non solo valorizza la nostra lingua e cultura, ma rende ancora più coinvolgente una pagina cruciale della storia della nostra terra – ha sottolineato il presidente Bordin -. Ritengo importante, oggi più che mai, riflettere su quanto questo spettacolo evidenzi i meccanismi di potere, tematiche che, seppur storiche, mantengono un forte valore simbolico. Un ringraziamento agli artisti, agli organizzatori e a chi ha creduto in questa produzione che ha riportato alla luce una pagina così significativa dell’identità friulana. Non perdiamo, quindi, questa occasione per immergerci in uno spettacolo che unisce storia, cultura e profonda riflessione sociale». «Ringrazio il Tsf per essere diventato un vero laboratorio culturale e artistico, che è ciò che serve per portare avanti la lingua e l’identità friulana e renderla interessante alle nuove generazioni. Ringrazio anche per averlo fatto con questa opera di Alviero Negro, un dei grandi friulani e udinesi del Novecento», ha affermato invece Stefania Garlatti-Costa.

Il cast dello spettacolo teatrale.

LA PRODUZIONE DI PUNTA DELLA STAGIONE – Come ha precisato il presidente Zanon, “Strumîrs e Zambarlans” sarà «la produzione più importante di questa stagione» per lo Stabil, non solo per l’alto numero di maestranze coinvolte, ma anche per l’impegno profuso per realizzarlo: “Questa pièce è stata voluta dal cda con forza. L’obiettivo è quello di valorizzare una pagina della storia del Friuli, ancora poco conosciuta (peraltro, quello di favorire anche conoscenza storia oltre che della lingua e della cultura, è uno degli obiettivi statutari). Si tratta di un lavoro impegnativo sotto ogni profilo, ma che abbiamo voluto realizzare convintamente».

UNA VICENDA STORICA CHE NON MOLTI CONOSCONO – “Strumîrs e Zambarlans”, testo scritto, in friulano, nel 1978, da Alviero Negro, racconta quella che è considerata la rivolta popolare più vasta e tragica del Rinascimento italiano, passata alla storia come “la crudel zobia grassa”: le violenze del Giovedì Grasso del 1511 che, dalla città di Udine si estesero a tutto il Friuli con massacri e saccheggi ai danni della nobiltà locale, già divisa in due fazioni in lotta, parte con i veneziani (gli Zambarlani, capeggiati da Antonio Savorgnan), parte con gli Asburgo (gli Strumieri della famiglia della Torre e di tutta la nobiltà solidale a essa), ai tempi della calata in Friuli di Massimiliano d’Austria. Nel testo sono contrapposti la classe nobiliare e il sottoproletariato rurale. Da un lato vengono analizzate le trame del potere nobiliare nel contesto amministrativo e nella paventata situazione di pericolo per l’invasione straniera, dall’altro viene fatto rilevare come il popolo rimanga escluso dalla storia, patendone eventualmente solo le conseguenze.

METAFORA VALIDA IN OGNI TEMPO – Ravvedendo in questa vicenda una metafora valida in ogni tempo e luogo, il direttore Somaglino, ha ricordato come «Il tratto di attualità di “Strumîrs e Zambarlans” sta nel rapporto che c’è tra classi superiori e subalterne. Mentre i primi discutono delle opportunità di stare da una parte o dall’altra, il popolo si sente autorizzato a compiere misfatti e delitti. Un sistema che possiamo rintracciare anche oggi, con chi sta al potere che è troppo impegnato a decidere quale sia l’opportunità migliore, dimenticando il ruolo di faro per un popolo confuso e che pensa di poter agire, dunque, in qualunque modo, anche il peggiore».

UN FRIULI CAPACE DI RAPPRESENTARE L’INTERA UMANITÀ – Il regista, Ferruccio Merisi, che ha curato anche l’adattamento del testo originale di Negro, ha invece raccontato come «L’idea è quella di un oratorio civile corale, che rivive e medita la scrittura di Alviero Negro. Ad essa ho voluto dare un sapore contemporaneo, con una riduzione rispettosa e insieme però ritmica e contrastata, appoggiata sui valori del testo stesso, che sono: la lingua, armonica, ben risonante, a tratti poetica e non banalmente popolaresca; il gioco teatrale dei personaggi; la pregnanza dei riferimenti storici che, ben misurati e confrontati con le vicende umane del gruppo protagonisti, producono una progressione dolente e commossa verso il precipitare del dramma. Un gruppo di ottimi attori molto solidale e creativo, e un coro di otto elementi per le musiche originali del Maestro Marco Maiero, costituiscono l’ambiente umano di questo rito di meditazione, che ritrae, ieri come oggi o meglio ieri “per” oggi, un Friuli capace di rappresentare l’intera umanità. Siamo, ieri per oggi, all’inizio di una guerra di invasione, o di un “sconfinamento “, e andiamo a osservare come la guerra finisce per ammalare anche la piccola comunità che la subisce».

IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA MUSICA – È dunque chiaro come la musica abbia un ruolo cruciale nella messa in scena. Lo ha spiegato Marco Maiero, che ha curato sia la stesura, originale, del testo che della musica: «È un rafforzamento della narrazione, un preludio agli eventi, alle dinamiche drammaturgiche. I canti del coro – sempre presente in scena – nascono direttamente da ciò che viene raccontato nel copione, diventando parte integrante dello svolgimento dell’azione teatrale».

La presentazione a Udine.

I biglietti saranno disponibili in prevendita esclusivamente online, sul circuito VivaTicket. Nei giorni di spettacolo, la biglietteria sarà aperta un’ora prima dell’inizio dell’evento nel luogo dove si svolge la rappresentazione per l’acquisto dei biglietti fisici. Si ricorda inoltre che il Teatri riconosce un ingresso omaggio all’accompagnatore che assiste persone diversamente abili.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Teatri Stabil Furlan www.teatristabilfurlan.it, 392.3273719, Facebook, Instagram

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In copertina, la “crudel zobia grassa” raccontata da Tonino Cragnolini.

Tarcento, il Premio Epifania ha 70 anni: storico riconoscimento che rende merito ai talenti d’esempio per i giovani friulani

«Un Premio prestigioso per questa terra, perché riconosce da 70 anni il merito di chi con il proprio lavoro o la propria attività ha saputo conseguire risultati importanti partendo dai valori più profondi del Friuli: il senso di comunità, l’attaccamento alla propria terra e i talenti che hanno sempre consentito alla nostra gente di reagire alle difficoltà e di trasformare in eccellenze il lavoro e la passione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che ieri a Tarcento ha partecipato, in rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia, alla riunione del Comitato per il Premio Epifania in qualità di componente della Commissione che assegna gli annuali riconoscimenti.

Barbara Zilli

Tra i membri della Commissione che hanno preso parte ai lavori – oltre allo stesso rappresentante della Giunta Fedriga e al sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, che funge da presidente – il prorettore dell’Università degli studi di Udine Andrea Caffarelli, per l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia Amos D’Antoni, l’assessore Federico Pirone per il Comune di Udine e il presidente della Società Filologica Friulana, Federico Vicario.
Come ha sottolineato l’assessore Zilli, l’opportunità offerta dal Premio è anche quella di dare ai giovani dei modelli virtuosi da seguire, soprattutto in un momento come quello attuale in cui i ragazzi hanno un compito importante per disegnare il futuro dei nostri territori e «guardare agli esempi di chi nella vita ha dimostrato di avere raggiunto grandi traguardi credendo in se stesso e mettendo a frutto il patrimonio lasciato dalla nostra storia può essere un valido aiuto – ha concluso – per crescere consapevoli e forti».

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In copertina, una stupenda panoramica di Tarcento con i ruderi del Castello di Coja fulcro delle celebrazioni epifaniche con l’accensione del famoso Pignarûl Grant.

(Foto Ulderica Da Pozzo)

“Fake News Festival” oggi al via a Udine: stamane riunione del Messaggero Veneto tra i lettori e i caffè di piazza Venerio

Oggi si alza ufficialmente il sipario sulla terza edizione del Fake News Festival, in programma a Udine fino al 17 novembre. Il festival è organizzato dall’associazione Prisma Aps con il sostegno di Regione Fvg, Fondazione Friuli, Fondazione Paolo Petrucco e Camera di Commercio Pordenone-Udine, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Udine e con il patrocinio dell’Università degli studi di Udine e dell’Ordine dei Giornalisti Fvg. L’appuntamento, tanto atteso per la sua unicità nel panorama locale e nazionale, offre al pubblico un ampio ventaglio di temi di grande attualità che saranno discussi e approfonditi nei 20 appuntamenti in programma in 10 location dagli oltre 60 ospiti che hanno accolto l’invito dell’associazione. In un mondo che cambia velocemente, teatro di guerre, discriminazioni, nuove innovazioni tecnologie ed emergenza climatica, il Fake News Festival ridà centralità al pensiero critico, unica bussola per potersi orientare in una società in continua e rapida evoluzione.

I Papu

La terza edizione del Fake News Festival partirà dunque stamane, alle 11, al bar Adoro Caffè in piazza Venerio con un appuntamento unico nel suo genere, in collaborazione con il Gruppo Nem: “La riunione del Messaggero Veneto… con i lettori”. Per l’occasione, i redattori del Messaggero Veneto “traslocheranno” per portare in centro la riunione di redazione, per mostrare ai lettori come nasce il giornale di domani e per spiegare come sono cambiati il lavoro del giornalista e il modo di fare informazione locale. Il tutto sorseggiando un buon caffè.
“A scuola di integrazione e nuova informazione” è il titolo dell’incontro rivolto ai ragazzi delle superiori finalizzato a smentire la fake news per cui l’integrazione di chi arriva nel nostro Paese alla ricerca del lavoro, di una nuova casa e di una nuova vita, sia cosa impossibile. Nell’auditorium dell’Isis Arturo Malignani, Luna Esposito (autrice creativa per Will Media, conduce “Troppo poco”, un podcast sul benessere psicologico al lavoro), dopo la proiezione del documentario «One Day One Day», parlerà di come può l’informazione raccontare l’immigrazione assieme a Davide Sciacchitano (media educator e youth worker, collabora con l’associazione Mec) e ai redattori del Messaggero Veneto Scuola. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec – Media Educazione Comunità.
Alle 14.30 alla Torre di Santa Maria si parlerà invece di nuove generazioni e anticorpi alle fake news: il focus sarà sul ruolo di scuole, insegnanti e famiglie. Quattro gli ospiti d’eccezione dell’incontro “Prof, c’è una bufala in classe!”, organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec: David Puente (vicedirettore con delega al fact-checking di Open e famoso debunker), Giacomo Trevisan (formatore e coordinatore dell’Associazione Mec), Gabriella Scrufari (giornalista professionista, coordina le redazioni ragazzi del Messaggero Veneto Scuola) e Davide Sciacchitano. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec.

Alberta Gervasio

Davide Sciacchitano

Marco Sartor

Luca Drigo

Il programma prosegue alle 17.30, sempre alla Torre di Santa Maria, dove le imprese del territorio e mondo del lavoro saranno al centro della tavola rotonda “La gestione del burnout in azienda”, organizzata in collaborazione con ALIg – Associazione dei Laureati in Ingegneria gestionale e Università degli Studi di Udine. Introdotti dal professor Marco Sartor (professore ordinario, delegato del rettore per il Placement e i rapporti con le imprese, direttore dell’Executive MBA dell’Università di Udine, Vicepresidente del Decision Sciences Institute di Houston) e con la moderazione della professoressa Anna Zilli (professoressa associata di Diritto del lavoro nell’Università di Udine e avvocata del Foro di Udine, si occupa di diritto del lavoro, pubblico impiego e diritto antidiscriminatorio), saliranno in cattedra per spiegare come la propria organizzazione affronta il tema del burnout i rappresentanti di tre importanti aziende del territorio: Alberta Gervasio (amministratore delegato di Bluenergy Group dal 2018 e presidente di Civibank – Gruppo Sparkasse a partire dal 2022), Stefania Buratto (Chief Human Resources Officer Gruppo Cassa Centrale, con oltre vent’anni di esperienza nel settore delle risorse umane) e Luca Drigo (responsabile amministrazione del personale Coop Alleanza e gestione del personale sedi e partecipate). Le conclusioni saranno affidate alla professoressa Francesca Visintin (organizzazione aziendale all’Università di Udine, con un master e un dottorato dalla University of St. Andrews in Scozia in Management, Economics and Politics).

La prima giornata del festival si concluderà con una serata esplosiva in compagnia dei comici più amati del territorio. Al Teatro San Giorgio, alle 20, saliranno sul palco “Catine” (la famosissima cabarettista con la passione per il bar, nonché una delle massime esperte di lingua friulana) e i Papu (celebre coppia di attori comici che da oltre trent’anni racconta le bellezze e le contraddizioni di questo mondo). Il terreno di scontro saranno le bufale, gli stereotipi e i falsi miti della lingua, della cultura e dell’essere friulani. Il titolo dell’evento, “Il friulano è un dialetto”, è già il primo atto della sfida: chi vincerà la battaglia a colpi di risate sulle fake news legate al nostro territorio?

Il festival in piazza San Giacomo.

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In copertina, Caterina Tomasulo in arte “Catine” attesa questa sera a Udine.

Suns Europe, è conto alla rovescia: punk e rock in tour da questa sera in Friuli

Ci siamo! È tutto pronto per la decima edizione di Suns Europe, il festival delle arti in lingua minorizzata organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane – con il sostegno finanziario della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli e la collaborazione di numerosi altri soggetti pubblici e privati. Dopo l’annuncio delle date e dei gruppi che scalderanno il Teatro Nuovo Giovanni da Udine nella serata di sabato 19 ottobre (i biglietti sono acquistabili su www.vivaticket.it, nelle rivendite autorizzate e alla biglietteria del Teatro) iniziano gli eventi che animeranno ben sei Comuni del Friuli.

11 OTTOBRE – Il festival aprirà oggi con quello che è ormai diventato un appuntamento fisso e per gli “addetti ai lavori”, l’incontro “Plui lenghis, plui culture, plui Europe”, ospitato a Gorizia. La musica inizierà proprio oggi, alle 21. Sul palco della Cantina Gradnik di Cormons a esibirsi saranno i Pokriva Nociva, rappresentanti della comunità slovena del Friuli, e i baschi Don Condor eta Ñora Alacran. I primi, nati nel 2021 nel salotto di Braidova Hiša, a Stregna, sono il frullatore di rock, blues, garage, punk e reggae dove convergono gli stereotipi, le contraddizioni e le bellezze delle Valli del Natisone. I secondi, invece, porteranno in Friuli un ruvidissimo rock ‘n’ roll senza compromessi.

12 OTTOBRE – Domani, alle 21, la carovana di Suns Europe si sposterà in Friuli Occidentale, al Cral Arci Ciliti di San Vito al Tagliamento. Lì è in programma il concerto di baschi Niña Coyote eta Chico Tornado che, la sera prima, il pubblico del Friuli orientale ha appunto conosciuto come Don Condor eta Ñora Alacran, altro progetto di questo duo istrionico. Assieme al rock ‘n’ roll made in Euskal Herria si esibiranno i friulani Bakan. Attivi da oltre un trentennio, sono una delle band più longeve della Gnove Musiche Furlane. Il quartetto di Gemona unisce l’influenza e la fascinazione dei canzonieri degli anni ’70 al graffio ruvido del rock di matrice inglese. Le canzoni dei Bakan non hanno la presunzione di affrontare i grandi problemi del mondo, ma narrano storie semplici nelle quali non è mai troppo difficile identificarsi. La programmazione proseguirà poi dal 17 ottobre.

Suns Europe è il festival europeo delle arti performative in lingua minorizzata (termine che indica le lingue cui viene negata la possibilità di essere utilizzate in maniera normale e paritaria in tutti gli ambiti della vita quotidiana). Nato nel 2009 in Friuli, cuore multilingue dell’Europa, Suns (friulano: suoni) era un concorso musicale per le comunità minoritarie dell’Europa alpino-mediterranea. Il festival si è poi evoluto in Suns Europe, un luogo di incontro e di scambio tra artisti di gruppi linguistici minoritari del continente e un’occasione per tutte le comunità europee di prendere coscienza dei propri diritti linguistici, nonché dell’importanza del pluralismo culturale come patrimonio, diritto e opportunità per tutti, in Friuli e non solo. Il Festival è organizzato dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane col contributo finanziario della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’ARLeF – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli e si avvale del sostegno di numerosi soggetti pubblici e privati tra cui l’Istituto Basco Etxepare, il Comune di Codroipo, il Teatri Stabil Furlan, le associazioni Stichting REUR (Bassa Sassonia) e Amîs da Mont Quarine, i circoli ARCI CRAL di S. Vito al Tagliamento e Cas*Aupa di Udine. Suns Europe ha il merito di trasformare il Friuli in un crocevia di culture, lingue e artisti, creando contaminazione e confronto, dando spazio a una produzione artistica di assoluto valore.

www.sunseurope.com
Facebook, Instagram

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In copertina, il quintetto Balkan; all’interno, i Pokriva Nociva e il duo basco Don Condor eta Ñora Alacran attesi a Suns Europe.

Arlef domani a Friuli Doc tra storia del friulano e segreti del “frico”

Sarà ricca, domani, la domenica di Friuli Doc targata Agenzia regionale per la lingua friulana, dedicata in particolare alla storia del friulano e al delizioso “frico” il piatto emblema dell’enogastronomia tipica del Friuli.

William Cisilino con Flavio Santi.

SPLENDIDA FAVELLA – Il primo appuntamento in calendario è quello in programma alle 11.30, nella corte di palazzo Morpurgo. Qui, l’Arlef proporrà “Una splendida favella – L’avventurosa storia della lingua friulana e della sua letteratura”: sessanta minuti per ricostruire oltre un millennio di storia della lingua friulana, grazie agli interventi di Flavio Santi (docente all’Università dell’Insubria, di origini friulane) e William Cisilino (direttore dell’Agenzia regionale). Santi e Cisilino ripercorreranno, con accuratezza e ironia, i fatti che hanno portato alla nascita del friulano e alla sua affermazione come lingua. Una performance a due voci dalla quale ne uscirà, anche grazie a un racconto per immagini, un ritratto inedito sulla lingua friulana, quale sintesi delle culture che nel corso dei secoli hanno attraversato il Friuli. Al termine dell’incontro è prevista una degustazione di vini friulani, grazie alla collaborazione con Coldiretti Fvg, che ospiterà l’evento dell’Arlef nell’ambito del suo ricco programma di incontri.

FRICO A SBREGHEBALON! – Nel pomeriggio, invece, alle 17.15, l’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, ospite dell’Area “Io Sono Friuli Venezia Giulia” in piazza I Maggio, in collaborazione con Promoturismo Fvg presenterà in esclusiva il nuovo video di YoupalTubo: “Frico a Sbreghebalon!”. Un’occasione speciale che vedrà protagonisti dal vivo i ragazzi di quello che è ormai uno fra i canali YouTube più amati dai friulani. Saranno proprio loro a raccontare quest’avventura digitale che cresce di giorno in giorno. Mentre Nicolas Fonzar interprete del nuovo filmato, per la rubrica Mangjâ e Murî, introdurrà al pubblico la clip dedicata al re dei piatti friulani. Ma il pubblico potrà conoscere anche Giorgio Milocco, il regista di YoupalTubo, che svelerà qualche curiosità sul “backstage”. Insomma, un pomeriggio fra chiacchiere, divertimento e buon cibo che vedrà intervenire anche Adriano Del Fabro, autore del libro “E alore, Frico!” e che si chiuderà con la degustazione del frico dell’Azienda artigianale “Fricuz” di Resiutta e i vini autoctoni friulani della cantina Bulfon di Valeriano.

YOUPALTUBO PER TUTTI – Non è tutto, perché grazie alla collaborazione con il Comune di Udine, nel corso della manifestazione, sul maxischermo di piazza Libertà, sarà proiettata una selezione dei video di YoupalTubo più seguiti dal pubblico di Youtube.

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In copertina, il “frico” tipico piatto della tradizione friulana.

Il friulano (anche nella variante di Nimis) con Dj Tubet va in onda sulla Tv austriaca

di Mariarosa Rigotti

La lingua friulana, anche nella variante di Nimis, grazie a Dj Tubet è stata applaudita protagonista in un recente programma della Tv austriaca: si tratta del documentario intitolato “La diversità linguistica nella regione alpino-adriatica” (Sprachenvielfalt im Alpen-Adria-Raum” ) proposto sul canale della televisione pubblica Orf 2, prodotto dalla sede di Klagenfurt, il capoluogo della Carinzia, e curato da Iris Hofmeister. Un lavoro che ha focalizzato l’attenzione anche sull’uso della “marilenghe” in Friuli e a Udine in particolare.

Una ricca carrellata sui Paesi contermini in questo documentario che ha dedicato la parte finale proprio alla lingua friulana, rilevata in molti aspetti della vita quotidiana quali: istituzioni, cartellonistica, media, editoria e musica. Così, a rappresentare la “marilenghe” ci sono William Cisilino (direttore dell’Agenzia regionale per la lingua friulana), Roberto Buttus (artigiano esperto di produzione e riparazione di strumenti a fiato a San Vito al Torre) e appunto il nimense Dj Tubet – al secolo Mauro Tubetti – con il suo rap friulano. E a tale proposito va sottolineato che la decisione dell’Orf di inserire un segmento dedicato alla lingua friulana nasce dall’interesse per il progetto didattico “Un glimuç di peraulis”, condotto nel 2023 dal Museo etnografico del Friuli con l’ufficio per la lingua friulana del Comune di Udine, che vedeva protagonista proprio il rapper ed educatore di Nimis. Va aggiunto che nel documentario di Orf 2 ci sono anche Daria Miani e Federica Angeli di “Maman”, la nota trasmissione per l’infanzia che va in onda su Telefriuli; Stefania Garlatti-Costa, consigliere delegato a identità friulana e plurilinguismo del Comune di Udine; i periodici “La Patrie dal Friûl” e “La Vôs dai Furlans”, All’Allegria, famosa osteria di via Grazzano, a Udine, oltre a scorci del capoluogo friulano e dei fiumi Tagliamento e Fella. Va anche ricordato che le riprese udinesi sono state girate nella primavera scorsa al Museo etnografico del Friuli, grazie alla collaborazione tra Orf, Civici Musei e il citato l’Ufficio per la Lingua Friulana della città capoluogo.


Questa produzione dell’Orf Landesstudio Kärnten ha avuto l’obiettivo «mettere al centro le esperienze delle persone che vivono all’incrocio di tre culture e che apprezzano i vantaggi di questa vicinanza multiculturale». Cosi, con la telecamera, Iris Hofmeister «visita persone che, per vari motivi, hanno trovato una “nuova” casa nelle regioni vicine e che condividono le loro esperienze. Per molti, il plurilinguismo è parte della vita quotidiana, indipendentemente dalle loro radici linguistiche e culturali. La lingua unisce, muove e apre nuove opportunità in un mondo del lavoro senza confini».
Il documentario ha avuto anche lo scopo di esplorare «come la lingua dell’amore porti alcuni a stabilirsi altrove e a fondare una famiglia, mentre la lingua dei ricordi rende indimenticabili le vacanze d’infanzia al mare. La lingua delle tradizioni facilita la trasmissione culturale». E «anche dal punto di vista culinario, la regione è influenzata da diverse culture, facendo sì che l’amore per le regioni vicine passi anche attraverso il cibo. Infine, la lingua delle immagini e della musica spesso unisce le persone senza bisogno di parole».
Infine, una sottolineatura legata al contemporaneo: «La regione dell’Alpe Adria ha una storia comune ricca e non sempre pacifica, ma le crisi attuali in altri Paesi fanno emergere l’importanza della non violenza per una “regione di pace Alpe-Adria” come proposto dagli scienziati». Anche dal punto di vista gastronomico, la regione è influenzata da diverse culture, facendo sì che l’amore per le regioni vicine passi anche attraverso il cibo. Infine, la lingua delle immagini e della musica spesso unisce le persone senza bisogno di parole. Da aggiungere che il documentario è disponibile online su Orf On al link: https://on.orf.at/video/14237294/unterwegs-beim-nachbarn-sprachenvielfalt-im-alpen-adria-raum

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In copertina, Dj Tubet durante la registrazione; all’interno, altre immagini delle riprese avvenute a Udine.

“Yoga Day Udine”, tante proposte oggi per la giornata internazionale del Solstizio

Quattordici eventi gratuiti nei giardini e nelle piazze della città; una conferenza a ingresso libero organizzata in collaborazione con l’Università di Udine e due workshop. Sono questi i numeri della settima edizione dello Yoga Day Udine (che quest’anno si presenta anche con un nuovo logo: YOU24), organizzato anche quest’anno dall’associazione Flor de Vida di Udine.

YOGA DAY 2024 – Se lo “Yoga Day Udine” torna in città oggi, 21 giugno (parte del calendario di UdinEstate), come in quasi duecento altri Paesi in tutto il mondo, come detto, ad anticipare la Giornata Internazionale è stato un seminario intensivo di Anusara® yoga, mentre nel weekend in programma c’è la conferenza “La mente svelata: il ruolo della meditazione secondo yoga e scienza” (domani alle 18, nell’Aula T9 di palazzo Garzolini – Di Toppo Wassermann, sede dell’UniUd) e un workshop di Kundalini yoga (domenica in mattinata).

OGGI – Il 21 giugno, Giornata Internazionale dello Yoga (dal 2014), è cominciato già alle 6 con alcuni appuntamenti. La proposte per i più piccoli proseguiranno poi nel pomeriggio al parco Moretti (ritrovo sotto l’albero Fuxia) con Federica Ceppellotti: alle 17 (dai 4 ai 6 anni) e poi alle 18 (dai 7 ai 10 anni) è in programma “YogaOOm – esperienze per cuori luminosi”. Sempre alle 17, ai giardini del Torso (ritrovo sotto il chiostro) ci sarà una lezione di hatha yoga con Lucia Gigante. Nella stessa location, alle 19, sarà la volta dello Yin yoga (ritrovo sotto il chiostro) con Alessia Serli. Sempre alle 19, Barbara De Benedetto sarà in piazza XX settembre (ritrovo all’ingresso del palazzo in stile veneziano) con una lezione di Anusara yoga. Alle 19.30, in piazza Venerio (ritrovo alla sinistra della chiesa), con Alizia Murador sarà a disposizione per una pratica di Iyengar® yoga. Alle 21.15, ai giardini del Torso (ritrovo davanti alla fontana della loggetta del parco), è invece in programma l’evento conclusivo: Kirtan, bhajan e 108 OM con Simone Tomadini, Alizia Murador e Mauro Domenico Raddi. Tutte le lezioni saranno a ingresso gratuito ma con prenotazione obbligatoria sul sito web yogadayudine.it, in quanto i posti sono a numero chiuso. In caso di maltempo gli eventi si svolgeranno al chiuso, tutti i dettagli saranno comunicati sui social di Flor de Vida Udine (Facebook e Instagram) e sul sito (disponibili anche nella tabella riportata sotto).

CONFERENZA ALL’UNIUD – Domani, invece, nell’aula T9 di palazzo Garzolini-Di Toppo Wassermann, sede dell’Università degli Studi di Udine (via Gemona 92), alle 18, è in programma, la conferenza “La mente svelata: il ruolo della meditazione secondo yoga e scienza”. I relatori saranno Cristiano Crescentini, professore associato in psicologia clinica all’Università degli Studi di Udine e direttore del master di I livello in “Meditazione e Neuroscienze”, che parlerà di psicologia positiva, mindfulness e benessere, e Guru Jiwan Kaur, insegnante di Kundalini yoga e formatrice internazionale, fondatrice dello Shakti YogaLab di Roma, che parlerà di meditazione come tecnica antica di enorme interesse ed efficacia nel mondo moderno e racconterà la mente nella tradizione del Kundalini yoga. Moderatore dell’evento sarà il giornalista Alessandro Cesare. Al termine di ogni intervento, seguirà una meditazione guidata assieme ai partecipanti per sperimentare in prima persona quanto appreso a parole. L’evento sarà a ingresso gratuito ma con prenotazione obbligatoria attraverso sul sito yogadayudine.it.

SEMINARIO DI KUNDALINI – Il giorno seguente, domenica 23 giugno (dalle 9.30 alle 12.30, alla palestra Fitness University di viale Palmanova 464/12 sempre Guru Jiwan Kaur condurrà una pratica di Kundalini yoga intitolata “Vivere con successo la complessità del presente”, per una mente pronta ed efficiente, un sistema nervoso forte e stabile, la capacità di gestire le emozioni. Guru Jiwan ha dedicato grande attenzione agli insegnamenti e ai temi dell’umanologia, la visione yogica della psicologia evolutiva, approfondendo e insegnando molteplici sfaccettature dell’essere umano nella prospettiva del Kundalini yoga, con una attenzione particolare per le donne, le coppie e i bambini. Nell’Aquarian Trainer Academy, che raccoglie i formatori mondiali di Kundalini yoga riconosciuti dal KRI-Kundalini Research Institute, ha la qualifica massima di lead trainer e mentore, ed è lead trainer di conscious pregnancy – gravidanza consapevole. Per info e prenotazioni scrivere una mail a workshop.yogadayudine@gmail.com. Ulteriori dettagli sono disponibili su yogadayudine.it.

A CHI È RIVOLTO L’EVENTO – Gli eventi del 21 giugno sono gratuiti ed aperti a tutti i curiosi, principianti (anche assoluti) che abbiano voglia di sperimentare la pratica dello yoga o provare il beneficio offerto dal canto dei mantra, ma anche agli esperti nello spirito di sostenere l’unione della pratica. Per l’attività è richiesta una buona condizione fisica e di salute, un abbigliamento comodo e l’uso di un tappetino, ed eventuali supporti personali. Ogni lezione durerà indicativamente un’ora. Tutte le lezioni saranno a ingresso gratuito ma con prenotazione obbligatoria sul sito web yogadayudine.it, in quanto i posti sono a numero chiuso.

PERCHÉ IL 21 GIUGNO? – Il 21 giugno ricorre il Solstizio d’Estate: una data che riveste un grande significato per molte nazioni del mondo. Nella mitologia indiana il 21 giugno può essere considerato il giorno della nascita dello Yoga: il giorno in cui Shiva, dio ma anche primo Yogi (Maestro), primo Guru, iniziò a trasmettere la disciplina dello Yoga ai suoi discepoli. Non è quindi un caso se la sequenza di asana più famosa dello Yoga è ‘Saluto al sole’, in sanscrito Surya Namaskar.

L’evento è organizzato dall’associazione Flor de Vida di Udine grazie alla concessione del Marchio Io sono Fvg, al patrocinio di Comune di Udine, Università di Udine, Fondazione Friuli, Csen Fvg; la sponsorizzazione tecnica di Naturasì Udine, Goccia di Carnia, Sportler; grazie ai partner di Flor de Vida: Radiologia Cervignanese, Sacer-Uliana, Assifriuli Group, Etika, Banca di Udine, Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Grazie alla collaborazione con Alizia Murador, per l’Iyengar yoga, Alessia Serli per Vinyasa yoga, Barbara De Benedetto per Anusara yoga, Federica Ceppellotti per “YogaOOm – esperienze per cuori luminosi”, Debora Cescutti per yoga in gravidanza, Simone Tomadini per i canti vedici, Rajbir Kaur per Kundalini yoga, Sonyea Park per Ashtanga yoga. Da quest’anno anche Jana Podbrscek per yoga bimbi e natura, l’associazione Sakura di Udine, che proporrà hatha yoga con Lucia Gigante.

“SeneVierte”, il Teatri Stabil Furlan oggi presenta a Udine la collana di testi della drammaturgia contemporanea europea

Non solo teatro, ma molto di più. L’attività del Teatri Stabil Furlan non si esaurisce con le produzioni e la stagione teatrale, ma prosegue con numerose attività “collaterali”. “SeneVierte” è una di queste. La collana di testi di drammaturgia contemporanea europea, tradotti in lingua friulana, pubblicata dal Tsf in collaborazione con la casa editrice universitaria Forum e diretta dal direttore artistico Massimo Somaglino, sarà presentata al pubblico oggi, alle 16.30, nel salone di palazzo Mantica, sede della Società Filologica Friulana, nell’ambito della “Notte dei Lettori”, organizzata dal Comune di Udine e curata da Martina Delpiccolo. Il Teatri Stabil Furlan si afferma così come una delle più vive realtà culturali nel settore del teatro presenti in città. La collana, che sarà arricchita anno dopo anno, al momento conta due volumi.

I PRIMI DUE VOLUMI – Il numero uno si intitola “Ce crodistu di fâ!?” e riporta la traduzione realizzata da Serena Fogolini di un testo di Freark Smink, originariamente scritto in lingua frisone (un’altra lingua minoritaria europea) con il titolo ‘Wat Soesto!’. Lo spettacolo è stato allestito dallo stesso TSF nel novembre del 2023, per la regia di Jos Thie, e ha visto in scena Federico Scridel e Carla Manzon. Il numero due contiene invece un testo non ancora rappresentato in lingua friulana, “Il dêt”, tradotto in friulano da Elisa Copetti, dall’originale albanese “Gishti”, di Doruntina Basha. In entrambi i casi, la revisione dei testi tradotti è stata fatta dallo Sportello regionale per la lingua friulana dell’Agenzia regionale per la lingua friulana.

MASSIMO SOMAGLINO – «I testi teatrali non sono scritture minori – ha ricordato Somaglino, riferendosi ai volumi -, ma scritture autonome e complete. La lingua friulana viene così messa alla prova, a dimostrazione che con essa si può affrontare ogni argomento, ci si può recare virtualmente in ogni luogo, descrivere ogni cultura, parlare dei tempi attuali, andando oltre l’utilizzo che se ne fa nel quotidiano. A sostegno e lode – ha chiuso – dei drammaturghi “di casa nostra” (non molti in verità) che già lo fanno, per lo più ignorati o lasciati alla loro dorata solitudine». È così che il Teatri Stabil Furlan porta a compimento uno dei suoi molti compiti: quello di operare con modalità innovative per una crescita della drammaturgia in lingua friulana, perché possa essere sempre più diffusa e praticata.

LORENZO ZANON – Ecco, allora, che «questa nuova collana è pensata anche a nutrimento delle molte compagnie teatrali regionali (amatoriali e non) che talvolta cercano scritture più impegnative, che le mettano alla prova sull’attualità e sul contemporaneo – ha precisato il presidente di Tsf, Lorenzo Zanon – , nonché come apertura di nuovi rapporti con altre culture, verso la costituzione di una rete di culture minoritarie, che travalichi i confini culturali nazionali, mettendo al centro dei rapporti e degli scambi l’individuo, la persona, con i diversi caratteri, appartenenze, identità perennemente in movimento, da sempre anche al centro del fatto teatrale».

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Fondato nel 2019 su iniziativa del Comune di Udine, il Teatri Stabil Furlan è un’Associazione Culturale riconosciuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha come soci fondatori il Comune di Udine, l’ARLeF – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, la Società Filologica Friulana, la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il CSS Teatro Stabile di innovazione del FVG, la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, l’Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean, e come scopo statutario l’attività di produzione e circuitazione di spettacoli teatrali professionali che valorizzino la lingua e la cultura friulane utilizzando la lingua friulana o di altre minoranze linguistiche e che abbiano caratteristiche di professionalità in tutte le loro componenti artistiche, tecniche ed organizzative.

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In copertina, ecco i primi due volumi realizzati dal Teatro Stabil Furlan.

Il Giro d’Italia è in arrivo in Friuli: stasera Dino Persello e I Petris a Cussignacco

(g.l.) Siamo finalmente entrati nell’attesissima settimana del Giro d’Italia che il 24 maggio farà vivere al Friuli tante emozioni con la tappa, che si annuncia storica, Mortegliano-Sappada. E stasera Dino Persello, continuando con i suoi spettacoli sintonizzati sulla grande “corsa rosa”, approderà a Cussignacco, popolosa frazione di Udine dalla forte e orgogliosa identità, dove l’appuntamento è in programma alle 20.45 nella sala teatrale Criscuolo di via Veneto (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti). La serata, accompagnata dalle fisarmoniche e dai violini de I Petris, è organizzata in collaborazione con il Comune di Udine e con il Club cittadino del Panathlon International.
«Da Variano di Basiliano nel Medio Friuli a Cavazzo Carnico nella Conca tolmezzina, fino alla Val del Lago nella bella piazza di Alesso di Trasaghis, si sono tenuti gli ultimi tre appuntamenti con “Ciclismo è Poesia”. Un grande grazie a queste tre comunità speciali – afferma Persello – che si sono rivelate accoglienti, organizzate e disponibili, tanto da lasciare un importante segno in questo consistente cammino inerente lo sport del ciclismo. Spettatori, poi, particolarmente interessati ed entusiasti di fronte allo svilupparsi del lavoro teatral-musicale, con simpatiche ed importanti testimonianze, vedi “Libertà è Partecipazione” del grande maestro Giorgio Gaber. Hanno vinto lo spirito di appartenenza, lo stupendo territorio friulano, i sorrisi, le riflessioni e le emozioni del pubblico. “Ciclismo è Poesia” si sta sempre di più rivelando una significativa rappresentazione capace di comunicare messaggi e intimità, attraverso una narrazione e un accompagnamento musicale di alto profilo artistico» .
Settimana da finale “alla grande”, dunque: oggi, come detto, a Cussignacco, domani a Barazzetto di Coseano, ex Collegio, sabato 25 maggio a San Daniele, ex Monte di Pietà, il giorno successivo alla tappa gustando ancora le emozioni del suo passaggio in Friuli. Tutti gli appuntamenti sono, come detto, alle ore 20.45.

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In copertina, Dino Persello con il fisarmonicista Pasqualino Petris.