Operazione Batiscafo Trieste, domani il film debutta in anteprima assoluta all’Ariston. Sabato la replica per la città

Debutta in anteprima assoluta domani 6 marzo, a Trieste (Cinema Ariston, ore 18 ingresso su invito) con replica sabato 7 marzo alle 17 (ingresso libero aperto al pubblico fino ad esaurimento dei posti disponibili) il film Operazione Batiscafo Trieste, lungometraggio (50’, colori + b/n) scritto e diretto da Massimiliano Finazzer Flory, commissionato dal Comune di Trieste e prodotto da Movie&Theatre con Rai Cinema e Armundia. Un documentario internamente dedicato alla tecnologia immersiva ad alta innovazione concepita 70 anni fa per il Batiscafo che, nel lontano 1960, toccava il punto più estremo della crosta terrestre, l’abisso Challenger nella Fossa delle Marianne alla profondità di 10.916 metri. Solo nel 2019 questo record straordinario è stato ritoccato, di appena 12 metri, dal sommergibile di Victor Vescovo che ha raggiunto i 10.928 metri nelle stesse acque. Progettato in Svizzera per iniziativa degli esploratori e scienziati Auguste Piccard e Jacques Piccard, costruito a Trieste, Monfalcone, Terni e Castellammare di Stabia, il Batiscafo Trieste diventa adesso una storia per il grande schermo. Il film ripercorre la sua genesi, il varo e l’emozionante impresa delle Marianne il 23 gennaio 1960, ma anche l’avventura recentissima della sua ricostruzione in copia 1:1 per riportarlo nel cuore della città in cui ha preso vita, l’arrivo in piazza Unità nell’autunno 2025, l’idea di trasformarlo in una permanente icona di scienza per la pace e la collaborazione internazionale. Nel film portano la loro testimonianza, per la prima volta riuniti in un documentario, Bertrand Piccard e Kelly Walsh, figli degli esploratori Jacques Piccard e Don Walsh, i primi uomini a spingersi negli abissi del Challenger. Da allora l’originale del Batiscafo Trieste si trova a Washington, al Museo Navale della Marina Americana. Una storia tutta italiana che ha anticipato i temi della “geopolitica del mare”, capace di conquistare negli anni Sessanta la copertina di Life, affascinando 7 milioni di lettori. Dopo l’anteprima di Trieste, il film sarà proiettato a Roma, martedì 10 marzo nell’Aula dei gruppi parlamentari presso la Camera dei Deputati alle 17. Il film farà quindi tappa a Napoli, mercoledì 11 marzo, alle 17.30 presso la Fondazione Banco di Napoli. Quindi un’ulteriore proiezione è prevista a Milano, martedì 17 marzo alle 19 al Cinema Arlecchino. E a fine mese il documentario si spingerà oltreoceano: il 30 marzo sarà proiettato a New York, presso l’Istituto Italiano di Cultura e il 31 marzo a Washington nella sede dell’Ambasciata italiana. Prenotazioni per la proiezione di sabato 7 marzo su piattaforma eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/operazione-batiscafo-trieste-tickets-1983769090752?aff=oddtdtcreator

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Da oggi “La Lezione”

Uscirà nelle sale cinematografiche italiane da oggi 5 marzo “La Lezione”, il nuovo film diretto da Stefano Mordini, tratto dall’omonimo romanzo di Marco Franzoso. Interpretato da Matilda De Angelis, Stefano Accorsi, Marlon Joubert ed Eugenio Franceschini, il film è prodotto da Picomedia e Vision Distribution, in collaborazione con Sky e con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, oltre che con il sostegno della Fvg Film Commission – PromoTurismoFvg. Dopo la presentazione alla Festa del Cinema di Roma 2025, nella sezione Grand Public il 22 ottobre, “La Lezione” debutta ora nelle sale italiane, raccontando una storia di tensione psicologica, potere e fragilità interiore ambientata tra le architetture e le atmosfere uniche di Trieste. Le riprese della pellicola sono avvenute nel capoluogo giuliano per una settimana nel febbraio 2025, toccando numerose aree del centro storico, e successivamente si sono concluse a Roma. Il progetto ha visto il coinvolgimento di 20 maestranze locali e professionisti del territorio, integrandosi con il tessuto produttivo e creativo della città. A Trieste la produzione ha lavorato in diverse location del centro cittadino, tra cui via Giulio Cesare, via Fabio Severo e Foro Ulpiano, piazza Carlo Goldoni e Scala dei Giganti, piazza dell’Unità d’Italia, piazza della Borsa e Galleria Protti, il quartiere di Cavana con via San Sebastiano, via del Pesce e via delle Mura, l’area del Ponterosso, via Rossini e via Bellini, oltre a piazza Virgilio Giotti, via Cesare Battisti, l’Antico Caffè San Marco e la Strada Vicentina – Napoleonica. L’uscita in sala di La Lezione conferma il ruolo di Trieste e del Friuli Venezia Giulia come location strategiche per il cinema italiano, capaci di offrire scenari distintivi e supporto professionale per produzioni di rilevanza nazionale, grazie alla sinergia tra enti, istituzioni, imprese e professionisti locali.

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Operazione Batiscafo Trieste punta i riflettori su un’icona scolpita nella memoria scientifica del Novecento, e che oggi trova nuova vita attraverso lo sguardo del cinema. Il regista Massimiliano Finazzer Flory ha seguito le fasi della rinascita dell’unità sommergibile: dalla minuziosa lavorazione dei pezzi nei capannoni bergamaschi della M23, alle mani sapienti che ne hanno ricostruito le linee, fino all’atteso viaggio verso il mare e la città che gli diede i natali. Il viaggio cinematografico nella storia del Batiscafo Trieste non è un semplice diario tecnico, ma un racconto poetico che intreccia immagini dall’Istituto Luce e memoria, capace di restituire la tensione epica dell’impresa e l’emozione di veder risorgere un gigante degli abissi. Le telecamere hanno registrato non solo bulloni e lamiere, ma anche lo spirito di chi, settant’anni dopo, ha voluto restituire al presente il sogno dei Piccard e di Diego de Henriquez. Il risultato è un documentario che racconta l’intenso lavoro dietro la ricostruzione e la movimentazione fino a Trieste. La proiezione offrirà al pubblico una vera e propria esperienza estetica e civile: la possibilità di guardare negli occhi l’avventura del Trieste, attraverso la lente del cinema, e di sentirne vibrare ancora oggi, in un tempo in cui tornano inquietanti eco di guerra, il messaggio di coraggio, conoscenza e pace. Nel film parlano, fra gli altri: Bertrand Piccard e Kelly Walsh, figli di Jacques Piccard e Don Walsh che pilotarono il Trieste nell’immersione della Fossa delle Marianne. E ancora Julie Kowalsky, Direttrice del National Museum of the United States Navy, il promotore del progetto Giorgio Rossi, Assessore alle Politiche della Cultura e Turismo del Comune di Trieste, l’Ad di M23 Bruno Peracchi che ha coordinato la ricostruzione del Batiscafo, il giornalista e scrittore Antonio Ferrara, l’archivista delle acciaierie Terni Valeria Sabbatucci, lo storico Enrico Halupca e il testimone dell’epoca Cosimo Cosenza. Il trailer del documentario è disponibile per tutti sul canale youtube del Comune di Trieste e sul sito museodiegodehenriquez.it del Museo della guerra per la pace intitolato a Diego de Henriquez, il collezionista triestino amico personale di Auguste e Jacques Piccard. Fu lui a incoraggiare i Piccard a scegliere Trieste come base per la realizzazione del Batiscafo, ed è nel Museo a lui dedicato che il Batiscafo troverà, nel corso del 2026, una collocazione definitiva ed emblematica.

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In copertina, Bertrand Piccard e il regista Massimiliano Finazzer Flory; all’interno, due rare foto d’epoca legate alla straordinaria impresa.

Gli ultimi giorni per il Batiscafo Trieste “eroe degli abissi” in piazza Unità d’Italia: oggi ci sono anche due visite guidate

Ultimi giorni per festeggiare insieme nel cuore di Trieste, la centralissima piazza Unità d’Italia, uno dei simboli più straordinari della storia scientifica e culturale legata alla città, il Batiscafo Trieste, il sommergibile che nel 1960 conquistò il primato planetario di immersione subacquea toccando quota – 10.916 metri nella Fossa delle Marianne. Dallo scorso ottobre, per iniziativa del Comune di Trieste la sua riproduzione fedele in scala reale (l’originale è conservato a Washington, la Capitale degli Stati Uniti d’America) è ben visibile in piazza Unità, e certo sono numerose le curiosità dei visitatori e turisti che si imbattono nel Batiscafo: per integrare con il vivo racconto le informazioni dei pannelli disposti intorno al Batiscafo e rievocare la sua storia e le suggestioni delle sue imprese, nella giornata di oggi, 3 novembre, un gruppo di volontari dell’Associazione Mare Nordest, attiva dal 2012 nella diffusione della cultura del mare e nella sensibilizzazione sui temi ambientali, sarà a disposizione di tutti dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19 in piazza Unità, intorno al sottomarino.


Si potrà così ascoltare dalla viva voce di tanti “ciceroni” del mare la genesi del Batiscafo ideato da Auguste e Jacque Piccard, assieme alle gesta rimaste nella storia della scienza: un’impresa senza precedenti, che segnò l’immaginario collettivo del Novecento e diede alla città giuliana un posto speciale nella mappa dell’innovazione tecnologica mondiale. Grazie all’impegno del Comune di Trieste, per iniziativa dell’assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo, Giorgio Rossi, quell’epopea continuerà a parlare al nostro tempo. Il 10 novembre, infatti, partiranno le operazioni di spostamento del Batiscafo verso la sua collocazione definitiva, il Museo di guerra per la pace Diego de Henriquez: una destinazione emblematica, perché fu proprio il grande collezionista triestino a intuire e coltivare il valore pacifista e scientifico di quell’impresa. Nel Museo è attualmente riunita la collezione dello studioso triestino che per tutta la vita ha raccolto i ritrovamenti bellici sul territorio, scoraggiandone l’uso e promuovendo un futuro di pace. Fu de Henriquez a incoraggiare i Piccard a scegliere Trieste come base per la realizzazione del nuovo mezzo, in un periodo storico convulso e dominato dalla Guerra fredda, mentre la città baricentro fra Est e Ovest era amministrata non dall’Italia, ma dal governo speciale nella zona A nel “Territorio libero” istituito dal Trattato di Parigi (1947). De Henriquez vide nel Batiscafo un simbolo etico: la dimostrazione che la tecnologia, nata per la guerra, poteva diventare strumento di conoscenza e di pace. La collocazione nel Museo a lui dedicato della replica del Batiscafo Trieste rappresenta, dunque, un ritorno a casa di questo sogno e un omaggio alla sua visione.
La realizzazione del Batiscafo Trieste attualmente esposto in piazza Unità – appunto in scala reale – è stata affidata a M23 Srl, azienda con sede a Ciserano (Bergamo) di rilievo internazionale nel settore dei sommergibili avanzati e delle camere iperbariche, partner di Marine e Forze Speciali in tutto il mondo. Rolex ha supportato l’iniziativa e resa disponibile una copia dell’orologio che accompagnò l’impresa nella Fossa delle Marianne nel 1960. Hanno sostenuto il progetto diverse realtà partner, dalla Fondazione CRTrieste a Trieste Trasporti al Convention Visit Bureau. Il Batiscafo esposto raffigura in scala 1:1 il mezzo dell’impresa del 1953, quando raggiunse la quota di 3.150 m di profondità nella Fossa Tirrenica. Sette anni dopo, nel 1960, con modifica della cabina di pressurizzazione e uno scafo allungato di due metri, il Batiscafo Trieste, ospitando a bordo lo scienziato svizzero Jacques Piccard e il tenente Usa Navy Donald Walsh, raggiungeva il record mondiale nella Fossa delle Marianne, a 10.916 metri di profondità nell’Abisso Challenger, il punto più profondo del mondo. Come detto, l’originale Batiscafo è tuttora conservato a Washington, al National Museum of the U.S. Navy.

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In copertina , la copia del Batiscafo Trieste in piazza Unità d’Italia; all’interno, l’originale al momento del varo e la sua fedele riproduzione esposta nel capoluogo Fvg.

Villaggio del Pescatore, dal dinosauro al coccodrillo: oggi a Trieste c’è un focus sulle nuove scoperte paleontologiche

Grazie ai fondi raccolti nel 2021 dal Comune di Trieste in collaborazione con la ditta Zoic – eccellenza mondiale nell’ambito della paleontologia, specializzata nell’estrazione e lavorazione dei resti fossili, anche di notevoli proporzioni – un gruppo di ricerca composto dall’Università di Bologna, l’Università di Trieste, Ispra, Elettra Sincrotrone Trieste e la stessa Zoic srl ha potuto analizzare ogni singolo reperto estratto dal Villaggio del Pescatore, come se fosse visto per la prima volta. Tutto il materiale è stato esaminato da esperti di diversi settori (anatomia, geologia, chimica, botanica) per ottenere un quadro di insieme dell’ecosistema che si è preservato sul sito. Questo lavoro, che ha unito i dati raccolti durante gli scavi con le nuove scoperte, ha permesso di avere una fotografia di dettaglio di ciò che davvero sappiamo sul sito e sugli animali e piante che preserva.


Durante lo studio dei reperti, alcuni hanno sorpreso per l’eccellente qualità di preservazione non solo esterna ma anche interna. In altre parole, molti fossili ci avevano svelato solo in parte la loro storia perché ci si era limitati a studiare la loro forma esterna. Negli ultimi anni i paleontologi hanno lavorato sempre di più con gli esperti delle scansioni tomografiche, uno strumento che permette di vedere nei minimi dettagli l’interno delle ossa fossilizzate senza danneggiarle. Grazie alla collaborazione con Elettra Sincrotrone Trieste è stato possibile vedere i fossili del Villaggio del Pescatore come se la roccia che li ha preservati fosse trasparente. La prima indagine è stata fatta sul becco di Antonio, il celebre dinosauro Italiano trovato al Villaggio del Pescatore, l’esperimento è stato un successo e i ricercatori sono stati in grado di ricostruire il complesso sistema di vasi sanguigni di un dinosauro estinto da 80 milioni di anni.
La seconda indagine si è concentrata su un altro esemplare ritrovato sul Sito Paleontologico: Si tratta del cranio di un piccolo coccodrillo chiamato Acynodon. Anche se l’aspetto di Acynodon ricorda molto quello dei coccodrilli attuali, i suoi denti sono davvero unici. È grazie allo studio dei denti che è stato possibile capire il tipo di alimentazione di questa strana creatura scoprendo così la fauna presente nel Cretaceo.
Durante un incontro pubblico in programma oggi, alle 17.30, all’Urban Center di Corso Cavour 2/2 a Trieste (I piano), i ricercatori coinvolti nel progetto – Diego Dreossi, Maurizio Polentarutti di Elettra Sincrotrone, il professor Federico Fanti, Marco Muscioni dell’Università di Bologna e Flavio Bacchia della Zoic srl – illustreranno nel dettaglio l’esito di questi studi e molto altro ancora: ci spiegheranno le tecniche di preparazione, come sono state effettuate le indagini e perché le nuove scoperte sono così importanti per continuare a studiare l’evoluzione del nostro territorio. L’evento introdotto dal vicesindaco con delega alle Attività economiche, Teatri e Partecipate del Comune di Trieste, Serena Tonel, è aperto a tutti e rappresenta un’importante occasione per conoscere le scoperte più recenti nel campo della paleontologia e la loro rilevanza per il territorio.

L’evento sarà anche tramesso in diretta streaming: https://us02web.zoom.us/j/84108476344?pwd=cyQvS4Fmw8xuJjMXpI59amsbAel0eP.1

Festival del Trio 2024 pronto al via a Trieste con anteprima oggi a Lubiana

Da domani a domenica 28 aprile, con una preview internazionale a Lubiana e una 2a edizione dedicata agli “international winners”, torna il Festival del Trio, nel segno di una tradizione che ha reso Trieste capitale mondiale della musica cameristica, e che si rinnoverà nel 2024 con la 22ma edizione del Concorso internazionale Premio Trio di Trieste in programma dal 7 all’11 settembre. Per il secondo anno l’Associazione Chamber Music propone in Sala Luttazzi, il Festival del Trio, inserito nella rassegna del Comune di Trieste “Una Luce sempre Accesa”. Tre gli appuntamenti di scena al Magazzino 26 di Porto Vecchio. con inizio alle 18 e con la possibilità di fruire del bus navetta predisposto da Chamber Music, in partenza alle 17.30 da Piazza Oberdan, dove gli spettatori saranno riportati a conclusione del concerto.

Trio Orelon


Un cartellone di caratura internazionale, dunque, che avrà la sua anteprima a Lubiana oggi 25 aprile (Conservatorio di Musica, ore 18) e proseguirà nella Sala Luttazzi, a Trieste, domani con uno dei più amati Ensemble cameristici del pianeta, il Trio Orelon. A seguire, sabato, il concerto della pianista malese Magdalene Ho, talento ventenne che ha conquistato la Giuria, il pubblico e la critica del Concorso Pianistico Internazionale Clara Haskil di Vevey, quindi il gran finale con il Quartetto d’archi Indaco, vincitore nel 2023 del prestigioso Concorso Internazionale di Musica da Camera di Osaka. I biglietti per i concerti sono disponibili da Ticket Point Trieste, prenotazioni fino ad esaurimento dei posti disponibili sul bus navetta scrivendo alla mail comunicazione@acmtrioditrieste.it. Info e dettagli sul sito acmtrioditrieste.it. Sostengono la rassegna, con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il Comune di Trieste e il Ministero della Cultura.

Magdalene Ho


«Una pianista e due Ensemble di riferimento della scena cameristica del nostro tempo – spiega Fedra Florit, direttore artistico Chamber Music – al Festival del Trio 2024, un titolo che vogliamo mantenere nel nome del “Trio di Trieste”, ovvero del nostro Concorso Internazionale che, a seconda delle annate e dei vincitori internazionali che maggiormente ci piacciono, si relaziona con altre realtà concorsuali importanti, portando a Trieste eccellenze assolute. Quindi non è detto che questo piccolo Festival – che nel 2025 amplieremo – sia legato alle sole formazioni di trio con pianoforte, nè al solo nostro Concorso, tanto più nel 2024, dato abbiamo in essere la nostra 22ma Competizione. “International winners” resterà così come sottotitolo proprio per evidenziare la collaborazione internazionale stabilita, quest’anno con l’Ard di Monaco di Baviera, con il Pianistico di Vevey (Svizzera) e con il Cameristico di Osaka, realtà di punta che allorquando attribuiscono il 1° Premio segnano una svolta nella carriera di questi giovanissimi musicisti».

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In copertina, il Quartetto d’archi Indaco atteso per il gran finale a Trieste.

A Pasqua i Mercatini dell’Antiquariato in piazza Unità il “salotto” di Trieste

Per la gioia degli appassionati, si profila a Trieste un weekend pasquale all’insegna dei Mercatini dell’Antiquariato. L’Associazione Mericordo propone, infatti, in collaborazione con il Comune di Trieste, l’appuntamento “Pasqua in Piazza”, una ricca due-giorni di immersione tra oggetti di altri tempi eccezionalmente organizzata in piazza Unità d’Italia. Domani e Lunedì dell’Angelo il famoso Mercatino di Ponterosso si sposta, infatti, nel “salotto” cittadino: dalle 8 del mattino fino al tramonto, triestini e turisti avranno l’occasione di curiosare tra i banchi dove risplendono porcellane antiche, quadri, vinili, casalinghi e curiosità introvabili. Tra pezzi di antiquariato artistico, oggetti da collezione, libri, e complementi d’arredo, il mercatino offre un vero e proprio tuffo nel passato, ma anche nell’attualità di oggetti senza tempo che attirano sempre l’interesse di collezionisti, così come di semplici curiosi che trovano a loro disposizione una ricchissima e diversificata tipologia di offerte.

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In copertina e all’interno alcune immagini dei Mercatini dell’Antiquariato a Trieste.

Gli adolescenti e il gioco d’azzardo oggi in un incontro organizzato a Trieste dai giovani del Piccolo Principe di Casarsa

Capire cosa succede nel cervello degli adolescenti e contrastare le dipendenze, come quelle da gioco d’azzardo, sarà il tema della serata organizzata per oggi a Trieste dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, in co-organizzazione con il Comune di Trieste, assessorato Politiche dell’Educazione e della Famiglia. L’incontro, che avrà luogo alle ore 20.30 in Sala Bazlen in via Gioacchino Rossini 4, fa parte del progetto “Ci puoi scommettere – il gioco d’azzardo oggi, fra nuove norme, spazi on -line e rischi in adolescenza” realizzato dalla cooperativa casarsese (da anni impegnata in progetti a contrasto del gioco d’azzardo), in co-progettazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e con i Dipartimenti delle Dipendenze e della salute mentale delle tre aziende sanitarie Asfo, Asufc e Asugi.

Il Servizio giovani del Piccolo Principe.


«Per la seconda volta, dopo quello realizzato fra il 2021 e il 2022 – spiega Elisa Paiero, responsabile del Servizio per i Giovani della cooperativa sociale Il Piccolo Principe-, il nostro Servizio si è impegnato nel realizzare in tutto il territorio regionale iniziative di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo. La cooperativa dal 2014 gestisce progetti di sensibilizzazione rispetto alle problematiche collegate ai comportamenti conseguenti al gioco d’azzardo, sia nelle scuole superiori con percorsi validati rivolti ai ragazzi e agli insegnanti, che nel territorio, con azioni di sensibilizzazione per gli adulti e per i ragazzi appartenenti ad associazioni o gruppi o frequentanti centri di aggregazione giovanile».
L’intento del progetto a valenza regionale (gli incontri si sono svolti a Pordenone, Spilimbergo, Palmanova, Udine, Trieste e termineranno a Gorizia) è sensibilizzare rispetto al tema del gioco d’azzardo, per imparare a distinguerlo dal gioco “sano” e prevenire e contrastare i comportamenti a rischio, specialmente quelli tra adolescenti. Si stima, infatti, che siano quasi 2 milioni in Italia gli adolescenti che soffrono di una dipendenza comportamentale (cibo, videogiochi, social network e paura dei rapporti sociali) e che il 52% dei minorenni (nella fascia 14-17 anni) riferisce di aver giocato almeno una volta nella vita d’azzardo. Molti di questi giovanissimi, gioca d’azzardo online. Anche in Friuli Venezia Giulia. Al riguardo, fra le diverse azioni del progetto, la cooperativa ha anche attivato a Pordenone, Udine e Monfalcone un laboratorio esperienziale, denominato “L’altra faccia del gioco” e rivolto in contesti extrascolastici a ragazzi dai 15 ai 20 anni, con l’obiettivo di far sperimentare le dinamiche del gioco sia fisico che online, per distinguerlo dall’azzardo e far riconoscere ai ragazzi quei meccanismi, in particolare nel mondo del gaming, che ammiccano a logiche vicine all’azzardo.
Come detto, il tema dell’incontro in programma stasera, a Trieste, è: “Il cervello adolescente e le dipendenze. Capire i comportamenti d’abuso grazie alle neuroscienze”. Relatore della serata, Francesco Zanuttin, biologo e infermiere.
«Questa a Trieste – ha specificato Paiero – è la quinta serata che toccherà un tema centrale come quello del funzionamento del cervello degli adolescenti. Negli incontri precedenti, condotti da prestigiosi esperti in materia di comportamento da gioco d’azzardo, abbiamo approfondito la tematica da diverse prospettive, per metterne in luce i fattori che possono portare ad una dipendenza, le conseguenze sociali, le nuove norme di contrasto e i servizi pubblici territoriali che si occupano di dipendenza da gioco d’azzardo. L’ultimo appuntamento, il 9 aprile a Gorizia, sarà dedicato alle buone prassi di contrasto e di prevenzione al disturbo da gioco d’azzardo, sperimentate anche nel nostro territorio. Invitiamo la cittadinanza, gli amministratori pubblici, i genitori, le figure educative e gli addetti ai lavori a partecipare».

Per informazioni, scrivere a
formazionedga@ilpiccoloprincipe.pn.it
telefono 340.3421265

Trieste, la de Banfield scende in piazza per celebrare la Settimana del cervello

L’Associazione de Banfield scende letteralmente in piazza per celebrare la Settimana del Cervello®, la campagna globale di sensibilizzazione per favorire il sostegno alle scienze del cervello. Con la co-organizzazione del Comune di Trieste e il contributo della Fondazione Finney, a partire da ieri è allestita nella centralissima Piazza della Borsa una struttura modulare per ospitare fino a domenica l’evento “Il Cervello scende in Piazza” per parlare dei diversi modi per invecchiare al meglio. Alla presentazione per la stampa, sono intervenute la vicepresidente dell’Associazione de Banfield, Mariella Magistri, e la rappresentante dell’associazione Christina Sponza.

Le animatrici della struttura in piazza.


Le professioniste dell’Associazione de Banfield sono presenti nello stando ogni giorno tra le 9 e le 19 per informazioni e consulenze sull’assistenza a domicilio e il caregiving. In programma, inoltre, un ciclo quotidiano di conferenze sui temi del cervello e dell’invecchiamento sano e attivo, giochi per l’allenamento del cervello, esercizi di stimolazione cognitiva, screening e consulenze personalizzate. L’ingresso allo stand è libero.
Dopo l’avvio delle attività avvenuto ieri, con la prima delle conferenze – Maria Luisa Princivalli, già professoressa di Analisi Matematica all’Università di Trieste e Matematica e Fisica al Liceo Petrarca, cofondatrice dell’Università della Terza Età “Danilo Dobrina”, è stata protagonista dell’incontro “Invecchiare bene e con energia”, sui temi dell’invecchiamento attivo -, si prosegue oggi con “Mangi con il cervello!” con la biologa nutrizionista Chiara Modricky che spiegherà come la nostra alimentazione abbia un ruolo fondamentale nel migliorare la nostra salute fisica e mentale. Domani, invece, spazio all’incontro “Il cervello attraverso le diverse età” con il neurobiologo e professore di Neurobiologia Cellulare all’Università di Trieste Enrico Tongiorgi, quando si approfondirà le diverse fasi di vita del cervello. Sabato, poi, incontro dal titolo “Musica, percorsi terapeutici e cervello” con la musicoterapeuta e presidente dell’Associazione di musicoterapia Aulós Chiara Maria Bieker. Domenica, infine, alle 16.30, l’appuntamento “Allenamento del cervello, tra metodi tradizionali e realtà immersiva” con l’enigmista Giorgio Dendi e il creative technologist Antonio Giacomin: con loro scopriremo giochi ed esercizi, sia analogici che tecnologici, per tenere attivo il cervello. Sempre nella giornata di domenica, dalle 10 alle 12, si terranno anche due speciali laboratori con Giacomin attraverso l’utilizzo dei visori VR di Realtà Virtuale e immersiva. La partecipazione all’evento è totalmente gratuita, sia per quanto riguarda le attività da svolgere all’interno dello stand, sia per quanto riguarda le conferenze.

Ottone e legno, domani mattina a Trieste con l’Orchestra “Busoni” di Massimo Belli protagonisti violino, trombone e flauto

(g.l.) Nuovo appuntamento con le Mattinate e Serate musicali internazionali a Trieste. Domenica 18 febbraio, alle ore 11, nell’auditorium Marco Sofianopulo del Museo Revoltella si terrà infatti il quindicesimo concerto della Stagione 2023-2024. Saranno protagonisti il violinista Chuong Vu, il trombonista Cheol-Woong Lee e il flautista Bonghwan Lee che si esibiranno accanto all’Orchestra Ferruccio Busoni, diretta da Massimo Belli. Il programma intitolato “Ottone e Legno” prevede musica di Johann Sebastian Bach, Johann Christian Bach e Lars-Erik Larsson.
Ricordiamo che le Mattinate Musicali Internazionali sono organizzate dalla Nuova orchestra Ferruccio Busoni in collaborazione con il Comune di Trieste e il contributo di Ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia, Turismo Fvg e Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali. Sono nate nel 2001 da un’idea dello stesso maestro Belli e del compianto compositore triestino Marco Sofianopulo.

Prevendita dei biglietti per il concerto delle Mattinate Musicali Internazionali presso Ticket Point
Galleria Rossoni, Corso Italia, 9 – Trieste – (orario dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00 anche oggi).
Costo del biglietto: intero 15 euro + D.P.
Ridotto: (under 26 e over 65) 12 euro + D.P.
Abbonamenti: carnet 9 concerti 90 euro + D.P., carnet da 5 concerti 55 euro + D.P.
Vendita on-line https://biglietteria.ticketpoint-trieste.it
Informazioni: Nuova orchestra Ferruccio Busoni – info@orchestrabusoni.it
I possessori del biglietto di ogni singolo concerto avranno diritto all’ingresso gratuito al Civico Museo Revoltella Galleria di Arte Moderna, limitatamente alla giornata di svolgimento del concerto stesso.

www.orchestrabusoni.it

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In copertina, il violinista Chuong Vu atteso domani a Trieste; qui sopra, la Nuova orchestra “Busoni” con il maestro Belli.

In Fvg dalla grandine alle mareggiate: risulta pesantissima la conta dei danni

Ammonta a 650 milioni di euro la stima dei danni al patrimonio privato complessivi causati dalle eccezionali grandinate verificatesi in diverse aree del territorio regionale negli scorsi luglio e agosto, mentre quelli derivanti dalle mareggiate di inizio novembre – soprattutto a Grado, Lignano e Barcola – raggiungono complessivamente la cifra stimata di 190 milioni di euro. Lo ha comunicato in Consiglio regionale l’assessore con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi.

Riccardi e Fedriga


«Per quanto riguarda il maltempo dei mesi estivi – ha specificato il rappresentante dell’Esecutivo Fedriga – sono stimati 270 milioni di euro per i danni subiti dalle attività imprenditoriali, 150 milioni per i veicoli danneggiati e 320 per le abitazioni. Contiamo di definire le ipotesi di anticipazioni tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 e di perfezionare nel primo trimestre del nuovo anno i decreti di concessione, che potranno consentire l’erogazione delle prime anticipazioni ai cittadini».
Sono 70, invece, gli interventi d’urgenza individuati in 39 Comuni per far fronte ai danni delle ultime mareggiate, per una spesa complessiva di 5,1 milioni di euro, di cui 3,6 già impiegati per l’avvio dei lavori. «Tra gli interventi ancora da avviare – ha spiegato Riccardi – rientrano quelli relativi alla frana di Clauzetto e alla messa in sicurezza del collegamento tra Muggia e il confine con la Slovenia. Gli interventi previsti negli altri Comuni saranno finanziati con i restanti 15 milioni inseriti nel capitolo, 6 dei quali verranno destinati al Comune di Trieste».

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In copertina, la mareggiata di novembre a Grado ha provocato gravi danni.

A tempo di record a Lignano le barriere frangiflutti a protezione della spiaggia

A tempo di record la posa in opera delle barriere frangiflutti a protezione della spiaggia di Lignano. Come ha spiegato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, l’intervento realizzato in collaborazione con i concessionari principali dell’arenile, si estende da Sabbiadoro verso Pineta giungendo a Riviera per un’estensione di circa 3 chilometri. «L’idea – ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga – è quella di inserire una barriera fisica nell’arenile utilizzando direttamente la sabbia presente, che viene avvolta in grandi teli di “tessuto non tessuto” (prodotto industriale realizzato con procedimenti diversi dalla tessitura) ed infissi nel bagnasciuga per due terzi. Il terzo che resta emerso dalla sabbia ha la funzione di rompere le onde assorbendone l’energia e consentire che durante le mareggiate nella parte posta verso monte si accumuli sabbia invece che essere portata via».
«L’obiettivo finale è quindi – ha continuato – quello di ridurre l’erosione della costa che spesso viene danneggiata con le sciroccate autunnali e invernali. Quest’anno, quindi, invece di realizzare un intervento mediante posa di sacconi riempiti di sabbia che negli anni passati sono stati parzialmente divelti o si sono affondati, abbiamo deciso di effettuare questa sperimentazione con un telo unico che dovrebbe dare maggior garanzia di resistenza e di durata». Come ha, infine, rimarcato Scoccimarro, è stato anche predisposto un attento piano di monitoraggio per verificare l’efficacia dell’intervento. «I frangiflutti realizzati con la sabbia locale (quindi a km zero) verranno rimossi ad aprile per consentire – ha concluso l’assessore all’Ambiente – il normale uso dell’arenile». L’opera realizzata dal Servizio Difesa del Suolo “a tempo di record” (28 giorni) ha avuto un costo complessivo di circa 250 mila euro.
Intanto, Regione Fvg ha assegnato 250 mila euro per il 2022 a favore dei Comuni costieri a sostegno delle operazioni di smaltimento in discarica del materiale spiaggiato. Lo ha deciso l’esecutivo nel corso dell’ultima seduta approvando, su proposta dell’assessore alle Attività Produttive, Sergio Emidio Bini, la graduatoria delle domande ammesse ed ha determinato il riparto dei fondi disponibili. «Il provvedimento – ha spiegato Bini – fa riferimento ai fondi stanziati dalla legge regionale 15 febbraio 1999, che prevede la concessione di un contributo straordinario a favore delle amministrazioni comunali costiere del Friuli Venezia Giulia. I fondi a loro destinati verranno utilizzati per concorrere all’abbattimento del costo connesso alla raccolta, trasporto e smaltimento in discarica, oneri fiscali connessi, del materiale spiaggiato».
Per l’anno 2022 sono pervenute complessivamente quattro domande. Utilizzando i medesimi criteri già adottati nella precedente annualità, al Comune di Grado sono stati assegnati 118.602,13 euro, al Comune di Monfalcone 67.037,21 euro, al Comune di Staranzano 25.810,35 euro e al Comune di Trieste 38.550,30 euro.

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In copertina e all’interno due immagini dei lavori anti-erosione sulla spiaggia.