Passeggiate tra libri e parole, da oggi si guarda Treppo Grande con occhi nuovi

Nell’estate ormai al via, Treppo Grande ospiterà tre giornate ricche di incontri, racconti e camminate, pensate per chi desidera riscoprire luoghi familiari sotto una luce nuova, ma anche per chi vuole lasciarsi sorprendere da ciò che non conosce ancora. “Attraversamenti – Passeggiate, libri, parole” (15 giugno, 16 luglio, 7 settembre), è questo il titolo della rassegna culturale promossa dal Comune di Treppo Grande, e realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Comitato di zona di Treppo Piccolo, e a cura dell’associazione culturale Bottega Errante.
Da giugno a settembre il Comune collinare sarà uno spazio aperto dove troverà casa «quest’iniziativa che intreccia natura, parole e comunità, creando occasioni di incontro e riflessione e offrendo nuove prospettive sul paesaggio che abitiamo ogni giorno. La valorizzazione della cultura passa anche attraverso il cammino – hanno fatto sapere dall’Amministrazione comunale -, un modo autentico per riscoprire il territorio con passo lento e sguardo attento. Sarà un piacere accogliere autori così significativi, che daranno voce a tre meravigliosi luoghi di Treppo con il progetto Attraversamenti». Ogni evento (a ingresso gratuito), infatti, proporrà un’originale combinazione di passeggiate, visite guidate, incontri con autori e letture sceniche, con l’obiettivo di avvicinare la comunità a nuovi sguardi sul paesaggio, sulla cultura e sulle radici locali.

Angelo Floramo

Paolo Patui

Foto Alice Durigatto

OGGI 15 GIUGNO – La prima giornata, quella di oggi, si aprirà alle 9.30 con ritrovo al Museo delle Fornaci (piazza Marconi 11) dove ci sarà la possibilità di partecipare a una visita guidata a cura dei volontari del Museo per poi spostarsi alla Statua dell’emigrante per arrivare, infine, alla mostra e allo splendido giardino dell’artista Luciano Spizzo (via Nazareth 3). Tema centrale della camminata e della riflessione che ne deriverà è la presenza dell’uomo nell’ambiente, attraverso un percorso che va dal lavoro all’arte. È proprio partendo da queste premesse che alle 11, proprio al Giardino di Luciano Spizzo, è previsto l’incontro con Angelo Floramo e Mauro Daltin che guideranno il pubblico in un’analisi sulla relazione tra terra e uomo, sui riti e miti della civiltà contadina. In caso di maltempo, l’evento si terrà a Villa Bellavitis, sempre in via Nazareth.

MERCOLEDÌ 16 LUGLIO – Mercoledì 16 luglio si comincerà invece alle 20.30, nella cornice di Villa Bellavitis (via Nazareth 20), che ospiterà “Bar Sport”, reading di e con Paolo Patui. Una narrazione “in contropiede”, piena di personaggi consumati dallo sport, in bilico tra il Paolo Rossi calciatore e il Paolo Rossi attore, tra Antonio Bacchetti e Muhammed Alì; ma anche ricca di uomini che lo sport lo hanno preso a sberle in faccia, come Arrigo Dolso o Fabio Enzo. Vicende sportive alle prese con la storia: i pugni alzati di Tommie Smith e John Carlos a Città del Messico, le olimpiadi boicottate. E soprattutto lo sport come era e come è diventato, figlio di un millennio votato al consumo, che peggio di Saturno divora i suoi figli. Ci è stato davvero rubato il piacere di giocare e di fare sport?

DOMENICA 7 SETTEMBRE – L’ultimo appuntamento del progetto è in programma nella mattina del 7 settembre e prenderà il via alle 9 con una visita guidata alla Chiesa di San Michele Arcangelo, incentrata sulla scoperta dell’opera di Thanner, noto artista del Rinascimento friulano. A guidare i presenti sarà Federico Bincoletto, che condurrà poi il gruppo in una passeggiata (da via Gallerio 3) fino a Treppo Piccolo, in un cammino lento e consapevole attraverso storia, natura e identità locale, guidati dalle acque che attraversano quei luoghi. Arrivati a Treppo Piccolo, alle 11, nella corte privata della piazza (grazie all’ospitalità di Valentina e Amorino oltre che del comitato della frazione), ci sarà la presentazione del libro “Gli acquanauti” di Renzo Brollo, che dialogherà con Mauro Daltin.

Renzo Brollo

Per maggiori informazioni:
segreteria@comune.treppogrande.ud.it
0432.960147, int.2

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In copertina, un’immagine di Treppo Grande con la sua Chiesa al tramonto.

Tarcento, nuova sede per la Croce Rossa: faciliterà il lavoro dei 200 volontari

Hanno una nuova “casa” i volontari della Croce Rossa di Tarcento. «La pandemia non è ancora alle spalle, si combatte ogni giorno con gli strumenti che abbiamo imparato a utilizzare e con le forze su cui possiamo contare: il Servizio sanitario regionale unito in alleanza al mondo del volontariato, di cui la Croce Rossa Italiana è un pilastro. Oggi celebriamo un risultato importante con l’inaugurazione di questa sede che consentirà alla Cri di lavorare al meglio ed è l’occasione per rinnovare la nostra gratitudine ai volontari senza i quali la sfida dell’assistenza alle persone, della sorveglianza sanitaria e della campagna vaccinale non sarebbe così riuscita». Lo ha sottolineato sabato scorso, come informa Arc, il vicegovernatore con delega alla Salute e Protezione civile, Riccardo Riccardi, all’inaugurazione della nuova sede di Tarcento, alla quale è intervenuto assieme al sindaco Mauro Steccati, al direttore generale di Asuiud Denis Caporale, alle presidenti regionale e del Comitato provinciale di Udine, Milena Maria Cisilino e Cristina Ceruti, e al coordinatore del gruppo locale Pierpaolo Rovere.

«Abbiamo ad oggi un’adesione alla vaccinazione di 700mila persone su circa un milione e 200mila abitanti – ha affermato Riccardi – e per ottenere una quota sufficientemente significativa dovremmo raggiungere almeno altri 200mila cittadini: constatiamo una certa diffidenza nelle categorie più giovani, anche se l’obiettivo più importante è vaccinare la quota di persone maggiormente a rischio e quindi in età più avanzata. Lo faremo cercando di far capire che la strada maestra per uscire dalla pandemia è la vaccinazione, al di là di alcune posizioni che leggo, espresse pur anche da professionisti autorevoli del sistema sanitario: vaccinarsi è un atto di responsabilità verso noi stessi e gli altri».
E’ stato il coordinatore Rovere a ricordare che dal 1986 a oggi quasi 1.200 volontari hanno dedicato il loro tempo e le loro energie per la crescita del movimento di Croce Rossa nel mandamento che racchiude i Comuni di Tarcento, Tricesimo, Reana del Roiale, Nimis, Attimis, Taipana, Lusevera, Magnano in Riviera, Buia e Treppo Grande. Nel 2020, grazie anche a un lascito, i volontari sono riusciti a individuare e acquistare un immobile idoneo in paese. I lavori, iniziati nel 2020, si sono conclusi la scorsa primavera e successivamente è iniziato il trasferimento dell’attività tra cui la postazione dell’emergenza territoriale 112. Il Gruppo oggi conta su 200 volontari, di cui trenta impegnati nel servizio 118 con un mezzo attrezzato per l’emergenza e coordinato dalla Sores di Palmanova. Nel 2020 sono stati eseguiti 2.500 interventi.

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In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia inaugurale.

“I fùrlans dal Frìul” che Dino Persello racconta oggi online con Treppo Grande

di Giuseppe Longo

«Un popolo non muore con il crollo delle case, e il Friuli è vivo, perché sono ancora vivi i valori che ne costituiscono… l’anima». Lo disse Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario per la ricostruzione di questa terra devastata dai terremoti del 1976. E, proprio con questo spirito, Dino Persello darà vita all’odierno incontro-spettacolo online (ovviamente, a causa della perdurante emergenza sanitaria) dal titolo “I fùrlans dal Frìul”, organizzato dal Comune di Treppo Grande in collaborazione con l’Arlef nell’ambito delle celebrazioni per la “Fieste de Patrie dal Friûl” che ricorreva sabato scorso, 3 aprile. L’evento si terrà proprio questa sera, alle ore 20.30, sulla piattaforma GoToMeeting, alla quale ci si può collegare dal proprio smartphone, tablet o Pc (sotto il link).
“I Fùrlans dal Frìul”, dunque. «Ovvero: esperienze, osservazioni, costumi, riflessioni, ironia, autoironia, ricerche… risate! Il Teatro – anticipa l’attore-regista di San Daniele, ma originario della vicina Dignano – è un fantasma in carne ed ossa, l’ultima barriera di una esperienza umana dove si incrocia il respiro degli attori a quello degli spettatori. Un monologo teatrale quando è interessante cattura l’attenzione del pubblico, diversamente diventa barboso. Se il monologo “funziona” si caratterizza soprattutto per la sconfinata libertà di raccontare, di rendere vivi e presenti i fantasmi dell’immaginazione. “…Il monologo teatrale è il regno dell’incontro, di quella seducente e non facilmente inimitabile intercettazione del senso, di quel senso che al di là dei significati che pure produce, aleggia per la scena, sul pubblico, e nel carisma dell’interprete, che assume su di sé il non comune compito di esprimere viva energia!”, diceva Pier Paolo Pasolini».
«Massima attenzione e rispetto – prosegue Persello – di fronte a questa elevata dimensione pasoliniana, ma non timore, nell’avventurarmi a scrivere questo “I Fùrlans dal Frìul”. Una serie di osservazioni sul nostro popolo, con i suoi difetti e le sue qualità, alla pari degli altri popoli di questo mondo. Da ultrasettantenne che ha visto abbastanza acqua passare sotto i ponti del Friuli sono andato a sfruculiare colori e sfumature, interpretando le radiografie di questa nostra gente. Non mi sono avventurato in ecografie, tac o risonanze magnetiche, non ne sarei stato all’altezza nel… “leggerle”. Non per questo l’analisi sarà superficiale (non amo per niente il pressapochismo), ma l’obiettivo è stato quello di bramare nello stesso tempo, di poter continuare a vivere la nostra vita di friulani possibilmente con dignitoso profilo, e perché no, anche con leale e genuina… ironia!”. Proprio perché, appunto come disse l’indimenticabile Zamberletti, il Friuli è vivo «perché sono ancora vivi i valori che ne costituiscono… l’anima».

di Dino Persello

Eco ca il popul Furlàn: ancjemô uè, no sin ne piês ne miôr dai tanç atris popui di chistu mont.
Nô Furlàns , i sin nô cu la nestra storia, cu la nestra cultura , la nestra lenga, i nestris difiets e les nestres cualitats!
Sôl che sciaguratamenti ancjemô massa spess, a samea chi si vergognini di chel chi sin, fin al punto di sintisi inferiôrs, debui e puers devant dal mont e a les atres cultures.
Chistu a me modest parê, parceche ancjemò no si conoscìn avonda: i savìn cuasi dùt riguart al mont, ma pôc o nuja da la nestra storia e da la nestra cjera.
E cussì cuant chi si confrontìn cun chei atris, i vin simpri puntos di riferiment, ca no son i nestris, e ca no fevelin mai di nò!
A lè cussì che par chei atris massa dispèss i deventìn i: “Fùrlans dal Frìul!?!”.
Il grant e periculosisim riscjo a lè chel che se i no cambìn di corsa diresiòn, la nestra cultura, la butin una volta par dutes tal fossâl, pierdint tal stess timp, ancja la nestra personâl identitât ca appartèn a duta l’umanitât, parceche ancja no, tant che duç i popui da la cjera, i sin part impuartant da la storia dal omp!
Pobèn a e ora di finila cul nestri orgoglio smisurât, cu la nestra stravagant agressivitât, e il nestri sei massa spess incomprensibilmenti…permalôs.
Ma ancja silensiôs, modesc, dignitos, in positîv chista volta.
No i sin chei dal’understaitment – low profile, profîl bass…una vora spess ancja massa!
No, no sin mai stâs boins di sglonfâ la nestra “bufula”, dulâ che a diferensa di atres bufules plenes di fun, la nestra a contèn ta la magjoransa dai câs, un arost squisît e profumât!
I ai scrìt chistu lavôr “Il Frìul dai Fùrlans”, cul gust di provâ a fa i ragios, no una tac o una risonança magnetica (no mi soi sintût al’alteça, al moment di interpretales) a chistu nestri popul, analizant i sie colors e les sfumadures, cirint tal stess timp di no cjapassi massa sul serio (e chi a nol sarà par nuja facil!), e fa in môt di podè continuà a vivi la nestra vita cul just profil e parcè no ancja cun tuna inteligjent…ironia!

Ci si può collegare dal proprio smartphone, tablet o Pc utilizzando il seguente link: https://global.gotomeeting.com/join/414215509

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In copertina e qui sopra Dino Persello durante uno spettacolo dedicato, come oggi, all’identità friulana.