“Canto di Natale”, oggi a Povoletto appuntamento con Colori e Musica

(m.ri.) Anche se Natale è passato ormai da un mese – e l’Epifania, come dice il vecchio adagio, si è portata via tutte le feste -, a Povoletto oggi si vivrà una “coda” della ricorrenza più bella e sentita dell’anno. E lo si farà a teatro. Appuntamento, infatti, da non perdere all’auditorium comunale perché, alle 17, con ingresso libero, andrà in scena “Canto di Natale”, spettacolo musicale liberamente tratto dall’omonimo lavoro “Christmas Carol” di Charles Dickens, un titolo certo “natalizio” ma che affronta argomenti validi in ogni stagione dell’anno. Si tratta di una proposta promossa da Amministrazione Beni Marsure, Ana, Associazione Musicale Euritmia, Circolo culturale San Clemente e Pro Loco con il patrocinio del Comune di Povoletto. Ne sarà protagonista l’associazione culturale “Colori e Musica” e, come viene anticipato, si tratta di uno spettacolo che «ci parla di redenzione e trasformazione: il tema centrale è la redenzione del protagonista, Ebenezer Scrooge, l’uomo avaro e insensibile che, attraverso la visita di tre spiriti, riscopre l’importanza della compassione e della generosità». Appuntamento, quindi, questo pomeriggio con “Canto di Natale”.

—^—

In copertina, la bella illustrazione con cui sulla locandina si annuncia lo spettacolo.

La redenzione di Scrooge è un messaggio sempre attuale: appuntamento domenica a Povoletto protagonista Colori e Musica

di Mariarosa Rigotti

Appuntamento da non perdere domenica 26 gennaio all’auditorium comunale di Povoletto, quando alle 17, con ingresso libero, andrà in scena “Canto di Natale”, spettacolo musicale liberamente tratto dall’omonimo lavoro “Christmas Carol” di Charles Dickens: un titolo di certo “natalizio”, ma che affronta argomenti validi in ogni stagione dell’anno. Si tratta di una proposta promossa da Amministrazione Beni Marsure (di cui è presidente Paolo Dallagnese), Ana, Associazione Musicale Euritmia, Circolo culturale San Clemente, Pro Loco con il patrocinio del Comune di Povoletto. Ne sarà protagonista l’associazione culturale “Colori e Musica”. Come viene anticipato, si tratta di uno spettacolo che «ci parla di redenzione e trasformazione: il tema centrale è la redenzione del protagonista, Ebenezer Scrooge, l’uomo avaro e insensibile che, attraverso la visita di tre spiriti, riscopre l’importanza della compassione e della generosità. Il viaggio di Scrooge rappresenta il potenziale di cambiamento presente in ogni persona. La storia invita a riflettere sul senso che dobbiamo dare alla nostra vita di tutti i giorni e non solo a Natale».

L’associazione in uno spettacolo a Maiano.


Come detto, protagonista sarà l’associazione culturale “Colori e musica”. Un sodalizio che ha alle spalle una ricca storia lunga decenni. Infatti, “Colori e Musica” nasce 30 anni fa come compagine corale proponendo un repertorio gospel, pop e rock, in alcuni casi unito a parti teatrali originali o tratte da testi noti. Quindi, nel 2002 l’associazione si dà “una veste istituzionale” con lo scopo di «promuovere la cultura musicale e artistica e sensibilizzare gli spettatori sul tema della solidarietà. Ne sono testimonianza la maggior parte dei concerti e spettacoli di beneficenza a favore di varie associazioni locali, quali “Stavo pensando a te”, “Note come gocce”, “Un biglietto per un sogno”, “Solidalinote” e spettacoli di musica e teatro quali “Bianco/Nero colori in corso”, lo stesso “Canto di Natale” e “Favolando”».
E, andando un po’ a ritroso, «la prima commedia musicale più impegnativa, messa in scena nel 2007, è senz’altro “Aggiungi un posto a tavola”, musical originale di Garinei e Giovannini replicato, con grande successo di critica e pubblico, in diversi teatri regionali». Poi l’associazione ha proposto anche la “Cantata di Natale”, in stile spiritual/gospel, presentando un repertorio vario, costituito da pezzi in lingua inglese della tradizione americana, inframmezzati da interventi teatrali in italiano. Quindi, nel 2015 il sodalizio rimette in scena lo spettacolo “Bianco/Nero colori in corso”, a cui segue lo spettacolo natalizio “Favolando”, con alcune delle più belle canzoni pop, e gospel e testi di Guido Covazzi». E il ricco elenco di quanto proposto prosegue anche negli anni successivi: «Il 2017 vede il debutto di un nuovo musical, “Beautiful city”, che la compagnia presenta nei vari teatri regionali fino al 2019. Sempre nel 2017, viene portato in scena un altro musical conosciuto, “Forza venite gente” di Castellacci-Paulicelli, anche questo replicato in diversi teatri regionali fino al 2019».
Inoltre, proprio a fine 2019, per festeggiare i 25 anni di attività, «viene realizzato un nuovo spettacolo originale dal titolo “Il colore della musica”, con un testo teatrale di Guido Covazzi e una selezione di 25 canzoni rappresentative del repertorio del gruppo. Poi ad ottobre 2020 c’è la partecipazione a “Percoto Canta – Special Edition” al Teatro “Giovanni da Udine”, con un medley di canzoni tratte dal percorso artistico del gruppo. Dalla fine del 2021, dopo lo stop forzato dovuto al Covid, le attività dell’Associazione sono riprese a pieno ritmo e lo spettacolo “Il colore della musica” è stato portato in scena su vari palchi della provincia di Udine». Mentre, il 6 aprile del 2024, in occasione del trentennale dell’associazione, va ricordato il debutto al Palamostre di Udine del nuovo musical “Le folli notti del giovane Frankenstein”, replicato l’11 maggio e il 14 dicembre al Teatro Monsignor Lavaroni di Artegna, e va ricordato che tutte e tre le serate, che hanno sempre registrato il tutto esaurito, sono state in favore della Fondazione Valentino Pontello Ets. Tutto questo per arrivare alle settimane più recenti: nel periodo natalizio a cavallo tra dicembre e gennaio l’associazione ha anche presentato in diversi teatri regionali proprio lo spettacolo musicale “Canto di Natale”, liberamente tratto appunto da “A Christmas Carol” di Charles Dickens, che ora lo proporrà anche al pubblico di Povoletto.

—^—

In copertina, l’uomo avaro e insensibile Ebenezer Scrooge protagonista dello spettacolo in programma domenica.

L’Asilo di Savorgnano del Torre ha 80 anni ma non li dimostra. E ora un nuovo invito al paese a scoprire i suoi servizi

L’Asilo di Savorgnano del Torre, dedicato al nome di “Maria Immacolata”, si apre alla comunità invitando tutti, sabato 11 gennaio, a scoprire i suoi servizi. Intanto, la Scuola materna paritaria, espressa dalla Parrocchia di San Miche Arcangelo, ha appena compiuto 80 anni e i suoi dirigenti hanno pensato di ricordare l’importante anniversario durante la tradizionale Festa della Famiglia. A tal fine, al concittadino Mario Martinis è stato affidato il compito di curare una ricerca storiografica per dare forma ad una pubblicazione che è stata, poi, realizzata con un contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ed è stata presentata e distribuita in maniera gratuita durante la festa della scuola, alla quale è seguito un momento conviviale grazie alla generosità ed all’aiuto dei volontari delle Associazioni del paese. La bellissima pubblicazione raccoglie diverse testimonianze e, per chi lo desidera, è disponibile ancora qualche copia in segreteria.

Fin dalla sua fondazione, l’Asilo è stato molto importante per la frazione di Povoletto alla quale negli anni si sono aggiunte le comunità dei paesi limitrofi che facevano capo allo stesso parroco pro tempore. Nonostante ciò, la scuola dell’infanzia ha sempre accolto bambini anche di altre località diventando un qualificato e riconosciuto punto di incontro per le famiglie della zona, provenienti quindi da diversi territori. La sezione del Nido Integrato, curata da quattro educatrici abilitate, accoglie fino a 24 bimbi, dai 12 ai 36 mesi, in locali a loro dedicati, strutturati in base alle normative vigenti. La Materna ospita, invece, nell’ambito delle tre sezioni una cinquantina di alunni, dai 3 ai 6 anni, accuditi da quattro insegnanti preparate, un’assistente e una suora che si occupa del progetto religioso. All’esterno, il parco giochi è stato rinnovato lo scorso anno grazie ad un contributo regionale e oggi garantisce l’accessibilità ai giochi anche da parte dei disabili. Il servizio mensa è interno ed è curato da una cuoca costantemente aggiornata in materia di alimentazione per l’infanzia. I genitori, poi, hanno una parte attiva nella scuola e supportano costantemente educatrici e insegnanti, prestandosi volentieri in ogni occasione.
Nel novembre scorso, c’era stato il primo appuntamento di Scuole aperte per le iscrizioni al nuovo anno scolastico, mentre il prossimo si terrà, come detto, sabato 11 gennaio, dalle 15 alle 18. Anche in questa occasione, la Scuola materna parrocchiale paritaria ed il Nido integrato – che hanno sede in piazza Ciani – saranno aperti a tutte le famiglie che vorranno visitarli e prendere informazioni per le iscrizioni relative all’anno scolastico 2025/26, iscrizioni che saranno aperte già dal 7 gennaio, il giorno dopo l’Epifania, fino al completamento dei posti disponibili. È possibile comunque visitare la scuola tutti i giorni, previo appuntamento con la segreteria al fine di non intralciare lo svolgimento delle attività didattiche.
Infine, i dirigenti dell’Asilo sottolineano che meritano riconoscenza tutti coloro che supportano da sempre la Scuola, anche attraverso la propria opera di volontariato, mentre un doveroso ringraziamento va agli Enti (Comune di Povoletto, Regione Fvg e Ministero dell’Istruzione), ma soprattutto alla Parrocchia, alle famiglie, a tutte le Associazioni, alla Fism, agli Istituti bancari, in particolare a Credifriuli, che hanno appoggiato e continuano a sostenere questa bella realtà paesana anche attraverso donazioni e raccolte occasionali e fanno in modo che la sua attività benemerita continui e progredisca.

Per informazioni 0432.666284
oppure inviare una mail a:
segreteriascuolamaterna@donbepi.it

—^—

In copertina, una foto del vecchio Asilo di Savorgnano del Torre pubblicata nel libro di Mario Martinis; all’interno, una veduta del paese con la Chiesa di San Michele Arcangelo del primo dopoguerra.

A Povoletto Pro Loco e Beni Marsure insieme per la Quarte d’Avost (anche con l’arte): stanotte gran finale tra i fuochi

di Giuseppe Longo

POVOLETTO – Anche la Quarte d’Avost, la principale sagra del Comune di Povoletto, quest’anno fa perno sulle celebrazioni per i tre secoli e mezzo dei Beni Marsure. La manifestazione, che ruota attorno alla festività della Madonna della Cintura venerata dopo l’Assunta ferragostana, e che l’indimenticato Adriano Degano amava chiamare “Sagre dai lusôrs e dei polez” attingendo alla storica denominazione, si concluderà oggi con il grandioso spettacolo pirotecnico di mezzanotte che la Pro Loco ha organizzato proprio d’intesa e con la collaborazione dell’ente presieduto da una vita da Paolo Dallagnese. E la sagra segue la bellissima cerimonia che si era tenuta in giugno quando, oltre a festeggiare ufficialmente i 350 anni dei Beni Marsure, si era espresso un segno di riconoscenza agli ex amministratori e a tutti coloro che sono stati in qualche modo vicini a questa importante realtà del capoluogo. Proprio sulla scia di quella importante festa, anche la Quarte d’Avost era stata inaugurata giovedì scorso con una serata tutta dedicata allo storico ente benefico.

E i Beni Marsure sono stati anche il “motore” della ex tempore di pittura organizzata proprio nell’ambito della tradizionale sagra agostana, con l’intento di valorizzare artisticamente il volto di Povoletto. “Erano ormai una quarantina d’anni – ha ricordato Dallagnese, durante la premiazione avvenuta al centro giovanile nell’ambito del parco festeggiamenti – che non veniva più organizzata una manifestazione di questo genere e l’averla ripresa ci ha dato ragione perché sono stati numerosi coloro che vi hanno partecipato e di qualità si sono rivelati i loro contributi con tele e pennelli”. La giuria formata dagli artisti Tiziano Burelli e Francesco Fattori, nonché dal critico d’arte e giornalista Mariarosa Rigotti, ha premiato, nell’ordine, i lavori di Mariella Del Zotto (Buttrio), Irene Sara (Povoletto) e Beatrice Cepellotti (Codroipo). Al quarto e al quinto posto si sono classificati invece Armanda Sbardellini di Moruzzo e Roberto Della Mea di Udine.

Nel corso della cerimonia, il presidente Dallagnese – oltre a consegnare una targa-ricordo a ogni componente della giuria – ha voluto esprimere il grazie dei Beni Marsure alla Pro Povoletto, consegnando un riconoscimento al presidente Luca Beltrame. Un segno di riconoscenza che sottolinea la piena intesa che c’è fra le due importanti realtà paesane e che sono una preziosa premessa per tante altre occasioni di lavoro insieme per il bene della comunità. Uno spirito di collaborazione che trova il cemento necessario proprio nel sicuramente suggestivo spettacolo pirotecnico di questa notte con il quale scenderà il sipario sulla Quarte d’Avost 2024 dando appuntamento al prossimo anno.

—^—

In copertina e qui sopra la parrocchiale di Povoletto vestita a festa per la Quarte d’Avost; all’interno, la premiazione dei primi tre quadri classificati: Mariella Del Zotto, Irene Sara e Beatrice Cepellotti; il grazie del presidente Paolo Dallagnese ai tre giurati Tiziano Burelli, Mariarosa Rigotti e Francesco Fattori; il saluto del presidente della Pro Povoletto Luca Beltrame e un aspetto della mostra d’arte.

Gli 80 anni dell’Asilo di Savorgnano nato nel vortice della guerra: due giorni di grande festa e un libro di Mario Martinis

L’Asilo infantile di Savorgnano del Torre compie 80 anni e nel paese collinare del Comune di Povoletto sono stati programmati, per oggi e domani, due giorni di grande festa al fine di celebrare la benemerita istituzione paesana che prevede anche la presentazione di un bel libro rievocativo dello storico concittadino Mario Martinis dal titolo “L’asilo infantile di Savorgnano del Torre (1944-2024)”. A prima vista può sembrare che la storia di tutti gli asili sia simile, ma non è così. La storia delle origini di questo è addirittura straordinaria perché nacque nel giugno 1944, nel vortice del secondo conflitto mondiale. Unico caso in Friuli e forse in Italia. Della creazione di un asilo infantile per i tanti bambini del paese, il più numeroso e povero dell’esteso Comune che va dalla pianura alle porte di Udine alle colline appunto di Savorgnano, e poi di Nimis, si era parlato già nel 1919 nel vigoroso dibattito esistente fra la Società ex combattenti, che proponeva la costruzione di un monumento a ricordo dei Caduti nella Grande Guerra (realizzato e inaugurato nel 1923), e la Società dei Reduci di ispirazione cattolica che invece sosteneva la edificazione di un asilo per l’infanzia.


Solo nel gennaio 1944, con l’arrivo del nuovo parroco Luigi Ciani, in una riunione dei capifamiglia si decise di adibire ad asilo infantile il fabbricato del cappellano mansionario, disabitato e attiguo alla canonica, dopo alcuni lavori di sistemazione. I primi mesi di attività dell’istituzione educativa vennero funestati dalle guerriglie che nei pressi del paese vennero intraprese tra i partigiani e le truppe nazifasciste che occupavano il Friuli. L’11 settembre, durante un rastrellamento che prevedeva l’incendio del paese – come avvenne anche nella vicina Nimis -, nella cappella dell’asilo dove si celebrava la Messa i nazisti lanciarono bombe a mano e spararono raffiche di mitra che provocarono cinque morti e diversi feriti gravi. Seguì il concentramento forzato della popolazione rimasta nel piazzale della Chiesa parrocchiale che successivamente venne rilasciata con le assicurazioni fornite dal parroco al nemico. Dopo la Liberazione, l’attività dell’asilo infantile riprese lentamente anche grazie alle scorte di cibo e agli aiuti pubblici (americani del Piano Marshall, vaticani, comunali) e proseguì nei decenni successivi con le sovvenzioni private (associazione degli asili, rette delle famiglie, lasciti e offerte raccolte in occasione di battesimi, matrimoni e funerali dei paesani).
Attualmente, l’asilo – scuola dell’infanzia di Savorgnano è una delle realtà di accoglienza, di formazione e di educazione più rappresentative della Provincia di Udine, il cui successo deve essere riconosciuto all’opera coraggiosa degli operatori di allora e di oggi e soprattutto a coloro che lo hanno fondato e alle suore francescane ora sostituite da preparati educatori laici. Per ricordare gli 80 anni della fondazione della scuola, come detto, oggi sarà presentato il libro “L’asilo infantile di Savorgnano del Torre (1944-2024)” di Mario Martinis in una festa che prevede i saluti di rito, la recita dei bambini ospiti e a cui seguirà la pastasciutta offerta dalle associazioni di volontariato del paese nel parco del Torre. Domani, infine, verrà celebrata una Messa solenne nella parrocchiale a ricordo dell’impegno di tutte le persone che hanno contribuito a sostenere la lunga attività della benemerita istituzione educativa.

—^—

In copertina, la storica immagine con cui si apre il bel libro di Mario Martinis e qui sopra una vecchia immagine della Chiesa di Savorgnano del Torre.

Povoletto, la rotonda a Grions del Torre strategica nel contesto viario di Udine

«La rotonda a Grions del Torre è un’opera strategica all’interno del contesto del sistema di tangenziali di Udine, che serve soprattutto le aree produttive nei Comuni attorno al capoluogo friulano: si tratta di un’opera attesa perché risolverà problemi di incidentalità su un’infrastruttura pericolosa che vede la fruizione mista di mezzi agricoli, ciclisti e pedoni che transitano sulla ciclabile ed automezzi sulla viabilità principale e renderà maggiormente accessibile la zona produttiva di particolare interesse», ha commentato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, a proposito della importante rotatoria in Comune di Povoletto.

Amministratori con l’assessore Amirante.

Si tratta di uno stralcio funzionale relativo al completamento della circonvallazione nord-est di Udine, tra il ponte di Salt e Cerneglons che riguarda la sistemazione a rotatoria a tre braccia lungo la strada regionale UD 104 dell’incrocio esistente con la strada comunale via Emilius, di collegamento con la frazione di Grions del Torre, all’ingresso della zona industriale.
Per un importo lavori di contratto di 1.633.504 euro sono comprese le seguenti opere: un percorso misto ciclabile – mezzi agricoli, separato dalla strada regionale “di Salt”, di larghezza pari a 4 metri che collega via Emilius con via Cadorna, più a nord, sotto la quale troverà posizione la nuova condotta dell’acquedotto e di distribuzione gas; l’implementazione dell’impianto di illuminazione pubblica, compreso un tratto della Sr UD 104 e l’illuminazione del nuovo incrocio di via Cadorna; e infine il nuovo attraversamento pedonale sulla via Emilius per collegare il nuovo percorso misto ciclabile/pedonale – mezzi agricoli con il percorso ciclo-pedonale esistente.
Attuata quest’opera sulla parte a nord della tangenziale Est, resta in corso una più ampia revisione da parte dell’assessorato su tutta la pianificazione delle infrastrutture viarie. «Ho chiesto agli uffici della Direzione – ha annunciato Cristina Amirante a margine dell’inaugurazione – di riprendere in mano tutti i fascicoli della pianificazione regionale in modo da comprendere assieme ai territori quali opere sono ancora attuali e quali invece vanno archiviate o interrotte, viste le mutate condizioni e la concomitanza con gli studi aperti per il Piano di governo del territorio. Si tratta di un momento ideale per la revisione, poiché i due strumenti programmatori è opportuno vadano di pari passo, armonizzandosi».

—^—

In copertina, la planimetria della nuova rotatoria a Grions in Comune di Povoletto.

Dall’omaggio alle vittime di Nongruella un monito a impegnarsi per la pace

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Ricordare questi avvenimenti deve farci pensare che la pace in cui viviamo qui ora non è poi così scontata, prova ne sia che è in corso una guerra sanguinosa non molto lontano da noi, all’interno della nostra Europa. È per questo che ognuno di noi deve impegnarsi in comunità come nel privato per mantenere la pace, dal vicino di casa fino alla comunità intera in cui vive quotidianamente». Questo il monito che il sindaco di Nimis, Giorgio Bertolla, ha lanciato da Nongruella, piccola borgata sopra Cergneu, durante il breve discorso che ha tenuto per commemorare le vittime del rastrellamento nazista di 79 anni fa, dinanzi alla lapide che le ricorda.


«Il 12 dicembre 1943, una data infausta – ha rievocato Bertolla, inquadrando la dolorosa vicenda nel contesto della seconda Guerra mondiale – per la storia delle nostre comunità ed in particolare per le frazioni di Cergneu, Nongruella e Subit. Una data che, assieme ad altre come quelle riguardanti l’Eccidio di Torlano e l’Incendio di Nimis, ricordiamo ogni anno per commemorare i nostri concittadini Caduti in questi tragici eventi. Qui furono uccisi otto nostri compaesani assieme ad altri cinque di Subit e Attimis, per lo più giovani, che nulla avevano a che fare con le attività belliche di quel periodo storico. Tutto ciò accadde – ha aggiunto il primo cittadino – durante una operazione condotta da una compagnia tedesca di stanza a Gradisca d’Isonzo in funzione di contrasto alle attività partigiane. Ciò si svolse nelle nostre vallate tra l’11 e il 17 dicembre e persero la vita 57 persone, tra cui anche tre cittadini inglesi».
«Ringrazio a nome dell’amministrazione comunale tutta – ha concluso Giorgio Bertolla – chi si è adoperato per riprendere questa cerimonia di commemorazione, chi si prende cura di questo luogo e tutti voi che con la vostra presenza mantenete viva la memoria di questi tragici fatti che hanno segnato la nostra storia». Prima del discorso del capo della civica amministrazione, don Marco Visentini aveva benedetto il piccolo monumento dedicato ai ricordo di quei tredici morti innocenti. La cerimonia – alla quale erano intervenuti anche l’ex sindaco Renato Picogna e, in rapprentanza del Comune di Povoletto, l’assessore Rudi Macor – si è conclusa con un’ottima pastasciutta preparata dagli alpini del Gruppo Nimis-Val Cornappo, mentre cominciava a fioccare la neve.

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini della commemorazione di Nongruella, con il discorso del sindaco Giorgio Bertolla, cerimonia conclusa dalla pastasciutta degli alpini del Gruppo Nimis -Val Cornappo.

 

A Povoletto Largo dedicato agli Armeni. Zanin: orgoglioso del Consiglio regionale

«Sono profondamente orgoglioso di rappresentare un Consiglio regionale con la schiena dritta come i suoi singoli consiglieri che, all’unanimità, lo hanno sostenuto in questa delicata circostanza. Il Friuli Venezia Giulia e tutta la sua comunità non si fanno intimidire, perché il bene comune è costituito anche dalla difesa delle singole identità. Oggi testimoniamo il valore della verità e non dobbiamo mai girare la testa dall’altra parte». Lo ha sottolineato, nell’area di via Malignani a Povoletto, il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, ospite della cerimonia di intitolazione degli spazi di fronte al parco giochi di Marsure di Sotto che assumono ora la denominazione di Largo XXIV Aprile degli Armeni.
L’evento, organizzato dal Comune di Povoletto con il supporto dell’Associazione armena Zizernak (Rondine), è stato seguito da un momento conviviale culminato in un concerto serale di musica etnica all’auditorium Comunale. Un’occasione, definita «un messaggio di speranza attraverso una giornata di testimonianza», che arriva dopo la mozione finalizzata al riconoscimento del genocidio del popolo armeno, approvata all’unanimità dall’Assemblea regionale il 19 maggio 2021.

«Quando il consigliere Alberto Budai – ha aggiunto il presidente del Cr Fvg – ha presentato la mozione originaria, abbiamo fatto il nostro dovere testimoniando istituzionalmente il grido della comunità armena rispetto all’Europa e al mondo: non dimenticate! Lo abbiamo fatto e ne sono fiero».
Moderata dal vicesindaco Paolo Marchina e conclusa dagli inni nazionali di Italia e Armenia eseguiti dalla Filarmonica dell’Associazione Euritmia, la cerimonia ha visto anche la partecipazione dello stesso consiglieri Budai e dei colleghi Franco Iacop, Edy Morandini, Mariagrazia Santoro e Lorenzo Tosolini.
«Dopo 107 anni di silenzio, finalmente, viene data voce a una piccola Nazione – è stato rimarcato, prima della lettura di un messaggio di ringraziamento dell’Ambasciata armena a Roma – che non sempre ha avuto la possibilità di gridare il suo dolore, prova di solidarietà concreta nei confronti del nostro popolo». Padre Hamazasp Kechichian, monaco della congregazione armena mechitarista, ha infine proceduto alla benedizione di una croce.

«Sempre di più dobbiamo immaginare e pensare – ha precisato Zanin – che la libertà dei popoli e la loro soppressione per interessi politici, economici e di sopraffazione non ci devono spaventare. Dobbiamo dimostrarci adulti e responsabili rispetto alla verità e alla giustizia. Mai mettere in secondo piano l’interesse di un popolo, una tradizione, una religione e una famiglia».
Il sindaco Giuliano Castenetto ha quindi evidenziato quanto fatto «per ricordare il primo grande genocidio dell’era moderna e del 20° secolo dal quale, purtroppo, l’uomo non è riuscito a imparare nulla». Daniel Temresian, presidente dell’Associazione Zizernak, ha invece voluto ringraziare «Zanin e l’intero Cr Fvg: 20 Comuni regionali – ha dettagliato – si sono infatti aggiunti all’approvazione della mozione, il maggior numero in un’Italia a sua volta al primo posto internazionale con ben 107 Amministrazioni partecipi».
«È fondamentale per il Cr e la nostra popolazione – ha sottolineato infine Zanin – difendere ed esaltare le comunità presenti in Europa. Il popolo armeno ha subito negli anni sopraffazione, violenza e limitazioni e noi, orgogliosi della nostra identità, non possiamo fare altro che essere al fianco di coloro che, ancora oggi, gridano con forza e determinazione. Ne va – ha concluso il presidente del Consiglio regionale – anche della nostra autonomia e della nostra specialità, perché siamo realmente speciali solo nella misura in cui riusciamo a difendere questi valori».
Come detto, in serata, le celebrazioni si sono concluse con un applaudito concerto dei musicisti armeni Karen Asatrian, pianoforte, e Anna Hakobyan, violino.

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia e del concerto serale.