Oggi a Povoletto una invitante domenica: dal libro dedicato a Grions del Torre alle numerose proposte natalizie tra presepi, teatro e un suggestivo spettacolo di luci

(g.l.) Una intensa domenica prenatalizia invita oggi, 21 dicembre, nel Comune di Povoletto, con numerosi appuntamenti nella frazione di Grions del Torre e nel capoluogo. Ecco, pertanto, le proposte in dettaglio.

GRIONS – Un bel libro rievocativo nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’Asilo infantile di Grions del Torre che si avviano a conclusione. L’Associazione “Giusto Caenazzo” ha pubblicato, infatti, il volume “Da un dono, una comunità” scritto da Tiziana Bellini. La presentazione ufficiale si terrà oggi, alle ore 18, nella sede dell’Associazione. Frutto di un lavoro di ricerca e raccolta di memorie, il libro ripercorre la storia straordinaria del lascito testamentario di Giusto Caenazzo – redatto nel 1912 e realizzato negli anni Venti – che portò proprio alla costruzione dell’asilo, donando alla comunità un luogo di educazione, crescita e incontro. Al termine della presentazione, seguiranno la tradizionale accensione del presepe artistico, opera dello scultore Loris Cantier, ed un momento per gli auguri natalizi con un invitante rinfresco. L’Associazione “Giusto Caenazzo” rivolge, pertanto, un sentito invito alla cittadinanza, alle autorità, ai sostenitori e a tutti coloro che si riconoscono nella storia di questo luogo. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e di Credifriuli, ed è stato patrocinato da Comune di Povoletto e da Italea. L’ingresso è libero.

POVOLETTO – “Aspettando il Natale”: così si intitola la già annunciata proposta che si animerà oggi a Povoletto. Lo start, alle 15, con l’apertura degli stand enogastronomici e del mercatino solidale; quindi, alle 15.30, ci sarà il via ai ai laboratori per i bambini; poi alle 16.30 in auditorium andrà in scena lo spettacolo “Il Natale di Rebecca”. Poi, alle 17.30, è previsto un momento imperdibile soprattutto per i più piccoli: l’arrivo di Babbo Natale accompagnato dal suono delle cornamuse. Mentre, alle 18, in programma c’è lo “spettacolo di luci”. Va ricordato che questa bella iniziativa è promossa da Amministrazione Beni Marsure, Gruppo Ana Povoletto, Associazione Euritmia, Pro Loco Povoletto; da ricordare anche la Parrocchia di San Clemente Papa, amministrazione comunale, Regione Fvg e Io sono Friuli Venezia Giulia. Ricordiamo, infine, che Povoletto è inserito nel “Giro Presepi Friuli Venezia Giulia”. Pertanto, si potrà può ammirare, fino al 2 febbraio, la Natività allestita nella Chiesa parrocchiale del capoluogo. L’orario di visita nei giorni prefestivi e festivi è dalle 9 alle 19.

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In copertina, il volume dedicato a Grions del Torre nel ricordo di Giusto Caenazzo cui si deve la costruzione dell’Asilo infantile; qui sopra, la casetta di Natale a Povoletto.

Grions del Torre, e ora le sculture di Stefano Comelli (colpito dall’alluvione a Versa) per il centenario della Caenazzo

Proseguono a Grions del Torre, a due passi da Povoletto, le celebrazioni per il Centenario dell’Associazione Giusto Caenazzo. Dopo l’incontro con l’arte di Gianni Borta, il secondo appuntamento del progetto “Radici e Futuro”, finanziato con un contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, è dedicato alla scultura. Oggi, 29 novembre, alle ore 18.30, nella sede di via Asilo 2, l’artista Stefano Comelli sarà pertanto protagonista di un dialogo con Alessia Tortolo. L’evento, che gode del patrocinio del Comune di Povoletto e di Credifriuli, vedrà la presenza del presidente dell’assemblea legislativa regionale, Mauro Bordin.

Stefano Comelli, scultore affermato con un curriculum di mostre nazionali e internazionali e direttore artistico del Presepe in Piazza San Pietro nel 2022, porterà la sua testimonianza artistica nonostante le gravissime difficoltà personali causate dall’alluvione che ha colpito Versa nei giorni scorsi, dove ha perso lo studio. La sua partecipazione diventa così un potente simbolo di resilienza e amore per l’arte.
Ad impreziosire la serata, un intermezzo musicale dal sapore unico e ricercato con Irina Ovchinnikova al clavicembalo e Angelo Di Giorgio al salmoè (clarinetto antico), in un dialogo che unisce Rinascimento e contemporaneità. La mostra delle opere di Comelli rimarrà aperta al pubblico anche nella giornata di domani 30 novembre, dalle ore 10 alle 18.

associazione.caenazzo@gmail.com
ass.caenazzo@pec.it

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In copertina, Stefano Comelli al lavoro per una statua del Presepe in Vaticano (qui sopra, l’opera terminata ed esposta in piazza San Pietro); all’interno, altre due suggestive sculture dell’artista di Versa.

Grions del Torre ricorda Giusto Caenazzo a un secolo del suo lascito testamentario per l’asilo infantile: oggi un incontro protagonisti Gianni Borta e Nicola Cossar

L’Associazione Giusto Caenazzo Ets di Grions del Torre, nel Comune di Povoletto, celebra i cento anni dalla realizzazione del sogno del suo benefattore: la costruzione di un asilo infantile per la comunità, reso possibile grazie al lascito testamentario del 1912. Quel gesto lungimirante non fu solo un atto di beneficenza di Giusto Caenazzo, ma una visione di futuro, un’eredità di valori e opportunità che ancora oggi vive e si rinnova.
Il sodalizio, per celebrare questa ricorrenza, ha promosso due eventi culturali d’eccezione: oggi, 14 novembre, alle ore 18.30, si terrà l’incontro “La natura selvaggia di Gianni Borta” che dialogherà con il giornalista Nicola Cossar. Il pittore udinese, con 64 anni di attività e oltre 900 mostre all’attivo, è considerato un caposcuola dell’arte naturalistica italiana. La serata sarà arricchita dagli intermezzi musicali della strepitosa Barbara Errico, cantante jazz premiata con l’Italian Jazz Awards e nota al grande pubblico per la partecipazione a “The Voice Senior”. Sabato 29 novembre, sempre alle 18.30, sarà invece la volta di “Percorsi – Stefano Comelli”, artista che dialogherà con Alessia Tortolo. Intermezzi musicali di Irina Ovchinnikova al clavicembalo e Angelo Di Giorgio al salmoè.
Gli eventi si terranno nella sede di via Asilo, 2 a Grions del Torre, lo stesso immobile sorto proprio grazie al generoso lascito di Caenazzo, oggi diventato luogo di incontro, cultura e socialità. Il progetto “Radici e Futuro: Valorizzare il Friuli Venezia Giulia a Grions del Torre” è realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Povoletto e di Credifriuli.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare per ricordare insieme una storia che è di tutti e costruire insieme il prossimo futuro.

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In copertina, l’artista Gianni Borta (a sinistra) è atteso questa sera a Grions.

Povoletto ricorda la tragedia del Vajont e gli alpini in quel fango indimenticabile: domani tutti a vedere “Binario contorto”

di Mariarosa Rigotti

Gli Alpini e il loro impegno solidale dopo la tragedia del Vajont avvenuta il 9 ottobre di 62 anni fa. È questo il tema dello spettacolo teatrale “Binario contorto. Gli alpini nel fango del Vajont” di e con Luca Piana e le musiche di Fabio Rizzi, che andrà in scena domani 11 ottobre, alle 20.30, nell’auditorium comunale di Povoletto, in largo Monsignor Luigi Cicuttini. L’evento con ingresso libero, va sottolineato, è organizzato dal locale gruppo Ana nel centenario di fondazione, in collaborazione con la Sezione Ana di Cividale e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Povoletto e del Gruppo Ana di Branco. Sarà così focalizzata l’attenzione, come viene anticipato dagli organizzatori, sui «racconti delle testimonianze di coloro che hanno visto e vissuto, che non hanno mai dimenticato e mai dimenticheranno».

Luca Piana

Fabio Rizzi

Va evidenziato che il progetto teatrale è ideato dal citato Luca Piana, che è autore e interprete della parte narrativa, con la produzione dal Circolo di studi artistici & sociali Espressione Est e il patrocinio del Gruppo Ana di Branco Sezione di Udine. Mentre, per quel che riguarda la parte musicale, questa è curata ed eseguita dal maestro Fabio Rizzi che, come viene anticipato, «con la tromba, supporta, accompagna e sottolinea la proiezione delle immagini di quel periodo».
Il debutto di questo spettacolo, data 21 ottobre 2023 e avvenne a Branco di Tavagnacco in occasione del 60° anniversario della tragedia e in quella occasione ottenne molti consensi di pubblico, ma anche delle tante penne nere e carabinieri intervenuti. E a proposito di quanto si applaudirà a Povoletto è utile citare la sinossi proposta dagli stessi organizzatori della serata che, per prima cosa, sottolinea i termini della tragedia: «Il 9 ottobre 1963, una frana si stacca dal monte Toc e genera un’onda che in pochi minuti provoca quasi duemila morti. Scatta l’allarme, arrivano i soccorritori in quei luoghi, ma cosa trovano? Cosa resta? Sono giovani di vent’anni che improvvisamente si trovano davanti una devastazione di morte e di fango». E poi ecco il ruolo delle penne nere che si fa testimonianza attraverso l’evento scenico: «La lettura delle testimonianze di quattro di quegli Alpini accompagnate da musiche a a immagini dei ricordi, delle emozioni e delle sensazioni, farà rivivere al pubblico il dramma di chi si trovò a soccorrere i feriti, ricomporre le salme e consolare i superstiti»; e ancora riguardo la creazione di “Binario contorto”: «Dopo aver ascoltato una tra le tante storie di un alpino presente in quei mesi, Luca Piana decide di portare in teatro questo lato della tragedia del Vajont. Storie che, negli anni seguenti il disastro, la frenesia del boom economico e degli interessi di potere avevano cercato di imbalsamare nel silenzio quei tragici fatti. Ci sono voluti gli sforzi di giornalisti coraggiosi e della gente di quelle terre e, per il grande pubblico, anche di attori che, con il teatro, hanno riportato la storia e la verità di quanto accaduto». E dunque si evidenzia nel concludere: «La lettura scenica ideata da Luca Piana va in questo senso. Raccoglie le testimonianze di alcuni protagonisti che hanno prestato le proprie mani pietose a sollevare quelle pietre. Storie poco raccontate che possono dare al tempo d’oggi degli insegnamenti ancora attuabili».

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In copertina, quello che rimase di Longarone dopo il disastro della diga del Vajont il 9 ottobre 1963.

Grande festa a Povoletto per i cent’anni del Gruppo Alpini: questa sera un libro rievocativo e domani mattina anche il Raduno della Sezione Ana di Cividale

(m.ri.) Le celebrazioni per il secolo di fondazione del Gruppo Ana di Povoletto, guidato da Ginelli Specogna, segnano due nuove importanti pagine, ma l’occasione sarà anche quella del Raduno della Sezione Ana di Cividale di cui è presidente Antonio Ruocco. Infatti, è previsto un doppio appuntamento per quest’oggi e domani nella cittadina alle porte di Udine. Così, questa sera, alle 19.30, ci sarà la presentazione del libro “Una storia lunga cent’anni”, mentre alle 20.30 si applaudirà la fanfara della Brigata Alpina Julia diretta dal maestro, sergente maggiore, Flavio Mercorillo.
Domani, domenica, le celebrazioni entreranno nel vivo con una intera mattinata dedicata a questa importante tappa nella storia delle penne nere di Povoletto. Così, alle 9.45, il ritrovo è in Largo Monsignor Luigi Cicuttini per l’alzabandiera, poi ci sarà la formazione del corteo e alle 10.30 seguirà la sfilata alla volta della Chiesa parrocchiale dove, alle 11, sarà celebrata la Messa. Quindi, alle 12, sarà reso onore ai Caduti e verrà deposta una corona; a questo significativo momento seguiranno le allocuzioni ufficiali.
Infine, alle 13, con la presenza della Fanfara sezionale di Orzano, nel parco festeggiamenti di via Dante, sotto il tendone, ci sarà un momento conviviale e d’amicizia con il pranzo alpino. Da sottolineare, infine, che l’evento gode del patrocinio e della collaborazione del Comune di Povoletto; inoltre, c’è il sostegno di Regione Fvg, Consiglio regionale, Bcc CrediFriuli, Amministrazione Beni Marsure e IV d’Avost Povoletto.

L’omaggio a Verona degli alpini di Povoletto al sergente Giovanni Piccini Caduto nella Grande Guerra

di Mariarosa Rigotti

Una trasferta a Verona per rendere omaggio a un giovane originario di Bellazoia, il sergente Giovanni Piccini, morto durante la Prima Guerra mondiale e decorato con medaglia d’argento al valor militare e del cui nome si fregia il gruppo Ana di Povoletto capoluogo. Questa importante tessera è andata a comporre il prezioso mosaico che costituisce le celebrazioni per i 100 anni di fondazione del gruppo Ana di Povoletto e, infatti, una delegazione di penne nere della cittadina alle porte di Udine ha voluto rendere omaggio alla tomba del sergente Piccini che si trova nel cimitero monumentale della città scaligera. Questo durante un momento di viva commozione a cui ha partecipato pure Paolo, pronipote del sottufficiale caduto. Vi è intervenuto anche il sindaco di Povoletto, Giuliano Castenetto, indossando il cappello da artigliere di montagna e la fascia tricolore.

Una cerimonia questa, va sottolineato, voluta fortemente dal capogruppo Ana, Roberto Ginelli Specogna, proprio in occasione del centenario del sodalizio con la penna nera «per riunirsi in un sentito e commosso momento di preghiera e lasciare una corona di fiori sulla tomba del giovane di Povoletto che ha sacrificato la propria vita per la Patria, e che ha dato il nome al Gruppo Ana del capoluogo del Comune». A rendere omaggio a Piccini, anche il gonfalone del Comune di Povoletto, mentre a suonare gli squilli militari e il Silenzio d’Ordinanza c’era il trombettiere Denis Fiorini che è maestro direttore della Banda Ana di Caldiero Sezione di Verona e che è stato militare di leva nella Fanfara della Julia (1998-1999). Ma oltre a ricordare la toccante cerimonia, è giusto citare anche la motivazione dell’onorificenza a Giovanni Piccini che era nato il 29 aprile 1892 a Bellazoia, la piccola frazione di Povoletto, mentre morì all’ospedale militare di Verona nel 1916 a causa delle ferite riportate partecipando, nei ranghi del battaglione “Cividale”, a sanguinose battaglie. E la motivazione della decorazione suona proprio così: «Con intelligente e sereno ardire, primo fra i primi, si slanciò all’attacco di una forte trincea, attraverso il reticolato nemico. Ferito una prima volta, persistette nel suo ostinato proposito, finché, per una seconda ferita, dovette allontanarsi» (Monte Forno, 6 luglio 1916).

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In copertina e all’interno alcune immagini della commemorazione a Verona alla quale ha partecipato anche il sindaco Castenetto.

Povoletto, Paolo Dallagnese da 30 anni alla guida dei Beni Marsure: il nostro parco solare risponde puntualmente alla richiesta di energie rinnovabili

di Mariarosa Rigotti

«Così come la medicina della gioia è la più potente in natura, altrettanto lo è la nostra abnegazione nel prestare piena ed incondizionata disponibilità verso l’amata Povoletto in un frullato di amore e sentimenti». Con questa riflessione, ha concluso la sua relazione Paolo Dallagnese, rieletto per il trentesimo anno consecutivo presidente di Beni Marsure, ente che l’anno scorso ha raggiunto il prestigioso traguardo di 350 anni di fondazione (comunque la relazione morale è pubblicata nel dettaglio su www.benimarsure.it). L’occasione è stata offerta dall’assemblea ordinaria convocata con “invito personalizzato” ai capifamiglia residenti a Povoletto capoluogo da almeno cinque anni, a cui era seguita la riunione del consiglio di amministrazione (previa accettazione scritta degli eletti), convocata proprio per nominare i dodici componenti, compresi presidente e vice. Così, il direttivo che amministrerà l’ente nei prossimi due anni, oltre al citato Dallagnese – confermato, come detto, presidente (e che, tra l’altro, nel 2026 raggiungerà il traguardo di cinquant’anni ininterrotti di presenza in Beni Marsure) -, risulta formato dal vicepresidente Giuliano Ballico e dai consiglieri Ginelli Specogna, Elio Meroi, Lorenzo Merluzzi, Giorgio Tosolini, Luciano e Renzo Sebastianutto, ed Edi Bazzaro; mentre revisori dei conti sono risultati Virgilio Strizzolo, Andrea Scubla e Giuseppe Missana.


Così, riguardo alla proficua e variegata attività dell’ente, va ricordato il progetto del parco solare i cui lavori prenderanno il via a breve e che sorgerà nell’area artigianale Povoletto Nord, progetto su cui c’era stato un affollato incontro lo scorso febbraio nel Centro giovanile. L’attenzione era stata focalizzata proprio sul parco solare, il cui progetto era stato presentato a cura della Società superficiaria diritto di superficie e Società realizzatrice: a tale riguardo, era stato redatto dal consiglio di di Beni Marsure un documento unitario; inoltre, l’amministrazione Beni Marsure, come spiega dallo stesso ente il presidente Dallagnese, «per essere sicura di fare le cose bene, tutelarsi e tutelare il territorio, si è fatta seguire dall’avvocato di Cassazione Angelica Citossi», legale, tra l’altro, presente alla riunione e alla quale era stato rivolto un ringraziamento.
Quindi, va citata una sottolineatura sull’ente, fatta nell’occasione, come ricorda il presidente: «Meglio spiegare bene cosa rappresentano i Beni Marsure. Sono un ente privato non commerciale, autonomo e indipendente, apolitico, che paga le tasse come tutti i normali cittadini. Rappresenta esclusivamente la comunità di Povoletto capoluogo, quindi i frutti che ne derivano dalla gestione, al bisogno, vengono riversati sulla stessa attraverso, per esempio, Associazioni locali e Parrocchia».
Dallagnese ha ricordato, poi, come è formato il consiglio di amministrazione, che ha dodici componenti e viene eletto dall’assemblea ordinaria e opera in forma completamente gratuita. «Appare pertanto chiaro ed evidente – ha sottolineato Dallagnese – il limite entro il quale uno deve ragionare e commentare. Tanti apprezzamenti abbiamo ricevuto anche nel corso delle celebrazioni per il 350° anniversario e non solo in loco, ma anche da Roma».
Quindi, il presidente è entrato nel “vivo” della questione con una chiosa: «Già dal 2022 abbiamo ritenuto inutile trincerarsi dietro buoni propositi che non portano a nulla. Infruttuoso continuare a parlare di trovare soluzioni per diminuire gli impatti ambientali e poi non accettare nessun cambiamento. Quindi, stop alla retorica, perché ormai da anni è arrivato il momento di decidere e l’Europa ha già posto come limite il 2030 per aumentare le energie rinnovabili. Come saprete, il Friuli Venezia Giulia entro il 2030 dovrà produrre almeno 1960 megawatt di energia attraverso fonti rinnovabili. A parole siamo tutti favorevoli a spegnere le centrali a carbone o a gas, che sono le cause dei danni climatici, purché i nuovi impianti non siano fatti nelle proprie vicinanze. Questa è la sindrome dei tanti che sono capaci di dire solo no».
E allora Dallagnese ha ricordato l’antefatto: «Noi, invece, la transizione energetica l’abbiamo ritenuta una occasione da cogliere al volo. Il 30 settembre 2022 abbiamo organizzato un incontro pubblico dove abbiamo annunciato, tra le altre cose, l’avvio delle trattative per la formulazione del progetto di un parco solare. Tutto ovviamente condizionato dall’esito più o meno favorevole che avrebbe avuto la pratica. Poi le cose sono andate avanti con la stipula di un compromesso d’intenti con la Pvk srl dove sono stati inseriti gli ingredienti principali del contratto notarile preliminare e definitivo per la concessione a pagamento del diritto di superficie sottoscritti successivamente».
Ricordati anche i benefit legati a questo contratto: per prima cosa, l’installazione dell’illuminazione notturna delle lancette dell’orologio sui quattro lati della cella campanaria della Chiesa di Povoletto, più l’inserimento di un gruppo di accumulo di capacità 15 kwh sull’impianto fotovoltaico già presente presso il Centro giovanile di Povoletto; poi diecimila euro perché nel parco solare, oltre alla mitigazione di legge, vengano trapiantate lavanda ed altre piante resistenti agli sbalzi climatici e, trovando un apicoltore, possibilità di inserire entro lo stesso delle arnie; e quindi una contribuzione economica atta a far visitare il parco alle scolaresche, attività formativa nelle scuole o auditorium sui temi dell’energia.
Dallagnese ha fatto anche una sottolineatura sull’informazione data sul progetto: «Noi come tutti i privati, non abbiamo l’obbligo di pubblicare bollettini informativi su quello che facciamo. Tuttavia, in tutte le occasioni in cui è stato possibile farlo di certo non abbiamo tenuta celata l’iniziativa del parco solare che potrà portare solo benefici al capoluogo Povoletto. Anche l’amministrazione comunale di Povoletto, pur non avendo competenze sull’autorizzazione, è stata costantemente informata. Quindi, ci fosse necessità di ribadirlo, questa operazione per noi è un vanto, un orgoglio. I bravi amministratori evitano gli immobilizzi infruttiferi per cui quel terreno, se nel 2022 non avessimo optato per il parco solare, avrebbe potuto ospitare un insediamento produttivo tipo quello da poco avviato nei paraggi. Quindi, fabbricati industriali che senz’altro sarebbero di maggiore impedimento alla visibilità del panorama circostante».


Dallagnese non ha mancato di elencare le tappe che hanno preceduto l’incontro del settembre 2022: sempre quell’anno, l’8 giugno, una commissione interna Beni Marsure nominata dal Cda e formata da quattro persone aveva incontrato sindaco e vicesindaco del Comune di Povoletto per illustrare l’iniziativa che intendeva portare avanti; l’8 agosto c’era stato un incontro del Cda Beni Marsure con il sindaco Giuliano Castenetto, il vice Marchina, gli assessori Tarnold e Macor, ed era stato invitato anche l’amministratore unico della Pvk srl, Fonseca, interlocutore Beni Marsure ed interessato ad ottenere un diritto di superficie sui terreni area artigianale Povoletto Nord. «Suo compito – ha ricordato Dallagnese – era stato illustrare come si realizza, a grandi linee, un impianto solare come quello che si intenderebbe realizzare salvo l’ottenimento di tutte le autorizzazioni. Nello specifico, era stato esplicitato che una volta accordato il diritto di superficie Beni Marsure non avrebbe dovuto assolvere ad altre incombenze significative».
Quindi, il 12 agosto alcuni consiglieri Beni Marsure avevano incontrato il citato Fonseca per un sopralluogo dell’area cui la Pvk era interessata. «L’interlocutore aveva eseguito anche riprese aeree con drone», quindi il 30 settembre era stato indetto dall’amministrazione Beni Marsure il citato incontro pubblico, ospitato sempre al Centro giovanile, dove era stato annunciato «l’avvio delle trattative per la concessione del diritto di superficie su terreni di proprietà atte a consentire la formulazione del progetto per un parco solare. Tutto, ovviamente, condizionato dall’esito più o meno favorevole che avrebbe avuto la pratica in Regione. Erano presenti anche gran parte dei conduttori dei terreni agricoli, area oggetto dell’iniziativa, con i quali qualche mese dopo sarebbero stati risolti amichevolmente i contratti di affitto, con la partecipazione ed il benestare del sindacato della Coldiretti. Tra il pubblico anche i presidenti delle Associazioni più rappresentative di Povoletto, tra le quali Pro Loco, Circolo culturale San Clemente e Ana
oltre, ovviamente, al consiglio di amministrazione Beni Marsure». Paolo Dallagnese ha ricordato, infine, i numerosi articoli sull’argomento pubblicati sulla carta stampata e online.

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In copertina, Paolo Dallagnese, a sinistra, durante l’assemblea di Beni Marsure ; all’interno, due immagini dell’area interessata a Povoletto dal parco solare.

Povoletto, questa sera il grande concerto del Coro Brigata Alpina Julia Congedati per ricordare i cent’anni del Gruppo Ana

(m.ri.) Finalmente ci siamo! Stasera, alle 20.30, andrà in scena all’auditorium di Povoletto l’atteso concerto che vedrà protagonista il Coro Brigata Alpina Julia Congedati. Come si ricorderà, l’appuntamento è organizzato dal locale Gruppo Ana nell’ambito del ricco cartellone programmato per festeggiare il centenario di fondazione, in collaborazione con la Sezione Ana di Cividale e con il patrocinio e la collaborazione del Comune. Ma va anche ricordato che ci sono degli sponsor, come per tutti gli eventi che vedono protagoniste le penne nere. Si tratta di Amministrazione Beni Marsure, Pro Loco Povoletto e CrediFriuli.


Così, vale ancora la pena di ripercorrere la storia quasi cinquantennale del coro, “nato” nell’agosto 1979 per partecipare al concorso Cori alpini alle Armi. Una formazione che, va ricordato, ha sempre mantenuto un legame sia con le «vicende della vita in montagna, cantato dai suoi più grandi compositori e arrangiatori, tra i quali possiamo citare Pigarelli, Pedrotti, Bon, Casagrande, Malatesta e De Marzi», sia con le «vicende drammatiche del corpo degli alpini nella Prima e Seconda guerra mondiale, nonché a tutta la vita dei militari dalle reclute ai vecj, ai congedati».
Da rammentare, ancora, la provenienza dei coristi da diverse regioni d’Italia: «Le zone di reclutamento sono cambiate con gli anni, ma hanno principalmente interessato Friuli Venezia Giulia, Veneto e Abruzzo». Mentre la direzione «è stata affidata a dei giovani maestri in armi, alpini di leva, che si sono tramandati esperienze e tecniche e hanno affinato la qualità delle voci. Sono cambiati i maestri, i capicoro, tanti e tanti coristi (fino ad oggi circa un migliaio): il Coro congedati della Brigata Alpina Julia è sempre rimasto lo stesso, portando lo spirito del Corpo degli alpini in mezzo alla gente».
E va anche ripetuto quanto non è cambiato nei decenni: «L’impostazione e la passione sono rimaste immutate fino ai nostri tempi, tanto che i coristi congedati da molti anni o da pochi mesi, alcuni potrebbero essere padri e figli, che non si sono mai visti o conosciuti, continuano a incontrarsi, in occasioni di concerti, per rivivere la bellissima esperienza di cantare assieme per trasmettere emozioni e ricordi e per tenere vivi gli ideali degli Alpini». Infine, tutti i componenti hanno avuto e hanno qualcosa in comune: «Nel momento in cui si intona la prima nota, anche se i coristi non sono mai gli stessi, se i maestri sono sempre diversi o si alternano nella direzione durante lo stesso concerto, se di prove se ne sono fatte poche, tutti cantano con la stessa gran voce per trasmettere il medesimo sentimento».

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In copertina e all’interno due immagini del Coro Brigata Alpina Julia Congedati; qui sopra, il suo distintivo.

Cent’anni di alpini a Povoletto, stasera un libro dedicato alla Sezione Ana di Cividale in attesa del Coro congedati Julia

di Mariarosa Rigotti

Doppio appuntamento, a Povoletto, nell’ambito delle celebrazioni per i cent’anni del Gruppo Ana. In calendario vanno segnate, infatti, due date da non perdere: quella di oggi 29 marzo, con la presentazione di un libro dedicato al centenario degli alpini della Sezione Ana di Cividale, e quella di sabato prossimo, 5 aprile, quando nella cittadina alle porte di Udine arriverà il Coro congedati della Brigata alpina Julia. Ma procediamo con ordine. Intanto, si ricorda l’appuntamento odierno, fissato per le 18, in sala Adriano Degano (accanto alla Chiesa parrocchiale), dove è prevista la presentazione del volume “La sentinella d’Italia 1924-2024. Cent’anni della Sezione Ana di Cividale” di Guido Aviani Fulvio e Pierluigi Parpinel. Questo evento, a ingresso libero, è organizzato dal Gruppo Alpini, appunto, nel centenario di fondazione, in collaborazione con la stessa Sezione Ana di Cividale e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Povoletto; inoltre, sono sponsor, come del resto per tutti gli eventi con la penna nera di Povoletto, Amministrazione Beni Marsure, Pro Loco Povoletto e CrediFriuli.

Il Coro congedati della Julia.


Sabato 5 aprile, ci sarà invece un momento sicuramente molto atteso, sempre a ingresso libero, con un grande concerto che vedrà protagonista il Coro congedati della Brigata alpina Julia e che sarà ospitato nell’auditorium comunale, in piazza. Un coro la cui storia ha quasi cinquant’anni, tanto che la stessa formazione si presenta raccontandosi e ripercorrendo la sua ormai lunga storia, oltre ad anticiparne il repertorio: «Il nostro coro nasce nell’agosto del 1979 al fine di partecipare al concorso Cori alpini alle Armi. Il repertorio è sempre stato legato sia alle vicende della vita in montagna, cantato dai suoi più grandi compositori e arrangiatori, tra i quali possiamo citare Pigarelli, Pedrotti, Bon, Casagrande, Malatesta e De Marzi, sia alle vicende drammatiche del corpo degli alpini nella Prima e Seconda guerra mondiale, nonché a tutta la vita dei militari dalle reclute, ai vecj, ai congedati».
Eterogenea la provenienza dei coristi: «Le zone di reclutamento sono cambiate con gli anni, ma hanno principalmente interessato Friuli Venezia Giulia, Veneto e Abruzzo». Quanto alla direzione: «È stata affidata a dei giovani maestri in armi, alpini di leva, che si sono tramandati esperienze e tecniche e hanno affinato la qualità delle voci. Sono cambiati i maestri, i capicoro, tanti e tanti coristi (fino ad oggi circa un migliaio): il Coro congedati della Brigata Alpina Julia è sempre rimasto lo stesso, portando lo spirito del Corpo degli alpini in mezzo alla gente». E poi una importante sottolineatura: «L’impostazione e la passione sono rimaste immutate fino ai nostri tempi, tanto che i coristi congedati da molti anni o da pochi mesi, alcuni potrebbero essere padri e figli, che non si sono mai visti o conosciuti, continuano a incontrarsi, in occasioni di concerti, per rivivere la bellissima esperienza di cantare assieme per trasmettere emozioni e ricordi e per tenere vivi gli ideali degli Alpini». E infine una chiosa: «Nel momento in cui si intona la prima nota, anche se i coristi non sono mai gli stessi, se i maestri sono sempre diversi o si alternano nella direzione durante lo stesso concerto, se di prove se ne sono fatte poche, tutti cantano con la stessa gran voce per trasmettere il medesimo sentimento».
Da ricordare che anche per questo evento musicale c’è il patrocinio del Comune e del Gruppo Ana. E al pubblico non resta dunque che partecipare al significativo concerto di sabato prossimo.

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In copertina, una foto storica degli alpini a Cividale e il libro rievocativo che sarà presentato questa sera a Povoletto.

Alpini, il Gruppo Ana di Povoletto (che conferma Roberto Ginelli Specogna) oggi sarà in festa per i suoi cent’anni

di Mariarosa Rigotti

Evento storico per il Gruppo Alpini di Povoletto che celebra i cent’anni di fondazione. E nell’ambito delle iniziative programmate per l’importante ricorrenza dà appuntamento oggi, 8 marzo, quando ci sarà la presentazione del libro “La fortezza degli alpini Gli sbarramenti della fortificazione permanente 1950-1992” di Matteo Chiaruttini, Filippo Cappellano ed Enzo Mosolo. La presentazione, che troverà spazio in sala Degano (accanto alla Chiesa parrocchiale), si terrà alle 18. Annunciata la partecipazione del colonnello Luigi Ziani che è stato l’ultimo comandante della 269ma Compagnia di Ugovizza. Va sottolineato che questo appuntamento con la storia è a ingresso libero ed è stato organizzato, appunto, nel centenario di fondazione del gruppo, in collaborazione con la Sezione Ana di Cividale e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Povoletto, ma hanno dato il loro contributo anche IV d’Avost Povoletto, Beni Marsure e CrediFriuli. Una storia lunga un secolo, dunque, che sarà documentata anche da un volume che avrà un grande repertorio fotografico a sottolineare i momenti più significativi e di impegno sul territorio del Gruppo e che arriva dopo le celebrazioni nel 2024 organizzate per il centenario della Sezione di Cividale.


Dopo quello odierno, i prossimi appuntamenti in agenda per le penne nere di Povoletto saranno diversi, culminando il 31 agosto con un raduno della Sezione di Cividale, quando nel capoluogo è previsto l’arrivo anche del Gruppo Ana di Arzignano (Vicenza) con cui il sodalizio locale è gemellato da vent’anni. E a coronamento di tutto ciò, va ricordata l’assemblea elettiva annuale dei 63 iscritti che è stata organizzata e coordinata dal capogruppo Roberto Ginelli Specogna, il quale ha ricordato quanto fatto dalle penne nere anche per la comunità locale, oltre a riferirsi proprio alle celebrazioni per il centenario. L’assembla ha visto anche il rinnovo del consiglio, che ha confermato lo stesso Ginelli Specogna, mentre del direttivo fanno parte Daniele e Giorgio Ballico, Renato Fabbro, Silvano Ognibene, Luciano Sebastianutto, Giancarlo Shaurli, Claudio Simiz, Alfio Tion, Giorgio Tosolini, Matteo Troisi Matteo e Rino Predan, quale alfiere.

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In copertina e all’interno immagini che vedono protagonisti gli alpini di Povoletto.