“Ridoprin Lab”, una menzione speciale per la cooperativa Karpós di Porcia

“Ridoprin Lab”, laboratorio al femminile con sede a Torre di Pordenone realizzato dalla cooperativa sociale Karpós di Porcia, che si occupa di recupero tessuti e oggetti mirando al contempo al reinserimento occupazionale di donne fragili, ha ricevuto una menzione speciale al premio PerCoRSI in FVG 2 – Percorsi per la salute, la sicurezza e la qualità della vita lavorativa in Friuli Venezia Giulia, iniziativa cofinanziata dal Fondo sociale europeo nell’ambito dell’attuazione del POR 14-20, con capofila Ires Fvg Impresa Sociale e in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. A consegnare i riconoscimenti l’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen.

«Siamo molto orgogliosi per questo riconoscimento – ha spiegato Paola Marano, presidente di Karpós dopo la cerimonia – che premia la nostra capacità di aver colto una nuova esigenza del territorio: riutilizzare i rifiuti. Con il nostro nuovo laboratorio stiamo cercando di creare opportunità lavorative per le fasce deboli rappresentate in primis dal target femminile oltre a realizzare un luogo capace di coniugare economia circolare e solidale attraverso attività di ri-produzione tessile, formazione e culturali».
La mission di Karpós è da sempre ridare valore alle cose e alle persone, fornendo servizi di qualità e favorendo opportunità lavorative e di reintegrazione sociale: per tutte queste ragioni e per la grande attenzione all’ambiente e al diritto ad avere un lavoro dignitoso, che la cooperativa Karpos, facente parte di Confcooperative Pordenone, è stata insignita della menzione a carattere regionale. Il Premio è stato anche l’occasione per un confronto e un approfondimento sulle sfide future per la sostenibilità e la qualità del lavoro a cui saranno chiamate nei prossimi anni imprese ed enti regionali.

«Il Ridoprin Lab coglie le sfide future per la sostenibilità e intende sostenere le donne che – ha concluso Marano -, impegnate in lavori usuranti come per esempio nei servizi di pulizie o nella professione di Oss, faticano a raggiungere l’età pensionabile e si trovano costrette a lasciare il lavoro oppure donne sole con bambini, senza reti parentali, che necessitano di orari particolari di lavoro, donne anziane, depositarie di abilità manuali ormai desuete, in una logica di invecchiamento attivo, oltre che donne immigrate che provengono da contesti culturali diversi da quelli presenti nel comprensorio pordenonese, in questo senso lavoriamo per rispettare gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 quali: la parità di opportunità tra donne e uomini, la promozione della gestione e uso efficiente delle risorse naturali e lo sviluppo di una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile». Il progetto Ridoprin Lab è stato finanziato nell’ambito del bando “Un’Impresa accessibile ed Inclusiva” promosso dal Comune di Pordenone e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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In copertina e qui sopra gli oggetti prodotti nel laboratorio; all’interno, il premio e la sua consegna.

 

Bilancio ok per “Il Giglio On Demand” servizio per i disabili del primo lockdown

Bilancio positivo, a un anno dal suo avvio, per il progetto “G|Share: Il Giglio On Demand”, opera della cooperativa Il Giglio di Porcia, associata a Confcooperative Pordenone. Un’azione, sostenuta dalla Fondazione Friuli e patrocinata dal Comune di Pordenone, che è nata in occasione del primo lockdown della primavera 2020 per fornire servizi socio-educativi a distanza agli utenti con disabilità. Un servizio innovativo che non si è concluso con il ritorno alle attività in presenza, ma che anzi ha contribuito ad arricchirle, tanto che a oggi i video alla base del progetto, contando tutte le visualizzazioni, hanno di fatto permesso 1200 servizi a distanza gratuiti in 12 mesi.

«Quello che abbiamo creato in questi mesi – spiega Mattia Galli, direttore generale della cooperativa – è una videoteca on demand ad hoc per le persone con disabilità dove vengono caricati vari video istruttivi e tutorial realizzati dai nostri professionisti, talvolta con l’ausilio di alcuni utenti in carico ai nostri servizi tramite convenzioni con l’Azienda sanitaria Friuli Occidentale. Essi condividono il know-how acquisito in aula e sul campo, così da permettere ai familiari di avere a disposizione tutte le informazioni necessarie per poter gestire al meglio i propri cari anche quando sono a casa. Questo si è verificato ovviamente in diversi periodi legati alla recrudescenza della situazione sanitaria, ma anche ora che le nostre attività sono pienamente in presenza, i video sono ancora utilizzati dalle famiglie per esempio nei momenti di vacanza che trascorrono con i nostri utenti. Ci tengo a ringraziare la Fondazione Friuli per il sostegno fondamentale, il Comune di Pordenone per il patrocinio e Confcooperative Pordenone per il supporto operativo: un progetto di cui andiamo molto orgogliosi».

Il metodo ed il linguaggio utilizzati durante i video (accessibili all’indirizzo www.ilgiglioporcia.it/g-share/) sono comprensibili e fruibili anche per le persone con disabilità che, volendo, possono seguire il tutto da casa in autonomia o, ove necessario, con l’aiuto di un proprio caro.
G|Share è suddiviso in 7 aree tematiche: Prendersi cura di se stessi; Cura di ambienti e oggetti personali; Area affettivo-relazionale; Area motoria e psicomotricità; Area operativo-espressiva; Training di mantenimento e sviluppo; Prevenzione in tempo di Covid-19. Per fare qualche esempio: ci sono video che supportano nelle attività di tutti i giorni, come prepararsi un caffé o un panino, video dedicati ai laboratori manuali espressivi, tutorial su come farsi un trucco perfetto e molti altri.
«Uno degli obiettivi principali di G|Share – conclude Galli – è quello di promuovere l’autodeterminazione delle persone con disabilità, oltre che supportare le famiglie. Nella realizzazione del progetto sono stati fondamentali l’apporto e l’entusiasmo dimostrati da tutti i colleghi coinvolti».
«Una storia che ci permette di guardare al futuro con fiducia – sottolinea Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone -: Il Giglio, come altre cooperative sociali, durante questa emergenza sanitaria è riuscita con successo a ideare soluzioni innovative per proseguire nella propria attività anche a distanza. Strumenti che ora sono ancora utili e che possono aiutare a generare nuovi servizi, sempre per la crescita degli utenti, delle loro famiglie e delle comunità».

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In copertina e qui sopra due immagini del servizio erogato a favore dei disabili a Porcia.

RaccontaEstero2020: gli elaborati del concorso all’Irse entro il 19 dicembre

L’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia, da anni attivo nell’informare e promuovere esperienze di studio, lavoro, soggiorno all’estero, tramite il servizio gratuito ScopriEuropa, ha indetto il Concorso RaccontaEstero 2020, con il rinnovato sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone ed Europe Direct Pordenone, Banca di Credito Cooperativo Pordenonese e Monsile.
Il Concorso è aperto a tutti, senza limiti di età o nazionalità e la regola per partecipare è semplice: basta raccontare la storia di un viaggio all’estero – un soggiorno studio, una vacanza, un’esperienza di lavoro, tirocinio, volontariato, eccetera – sottoforma di articolo giornalistico o racconto-breve, senza superare le 3000 battute spazi inclusi. Si possono raccontare esperienze proprie fatte altrove, ma anche esperienze di giovani per i quali l’altrove è l’Italia. Costituiscono valore aggiunto ai fini della premiazione: una breve sintesi in inglese, un paio di foto capaci di valorizzare il testo e un breve video di massimo 8 minuti che riassuma il proprio racconto di viaggio in maniera originale.
I lavori dovranno pervenire entro il 19 dicembre 2020 via e-mail all’indirizzo irsenauti@centroculturapordenone.it. Dopo la chiusura del bando una commissione dedicata selezionerà i racconti vincitori, suddivisi nelle categorie under 20 e over 20, cui verranno assegnati premi in denaro per ulteriori esperienze di viaggio. I racconti vincitori saranno inoltre pubblicati, sia in cartaceo che online, nel giornale mensile Il Momento.
Ormai arrivato alla diciannovesima edizione, il Concorso RaccontaEstero ha permesso negli anni al Servizio ScopriEuropa di girare il mondo attraverso gli occhi e la penna di centinaia di viaggiatori, contribuendo a condividere spunti per interessanti esperienze formative in Europa e oltre. Anche nell’anno del Covid-19, l’Irse è impaziente di sapere che direzione abbia preso la mobilità giovanile: forse la riscoperta di un viaggiare più lento e più a contatto con la natura, ma anche lockdown inaspettati vissuti lontano da casa o difficoltosi rientri. Nonostante le complessità inedite del 2020, lo scopo del Concorso rimane lo stesso: incoraggiare ragazzi e ragazze a progettare esperienze di mobilità internazionale e condividere consigli utili sulle diverse opportunità offerte dall’Unione Europea.

Per saperne di più e consultare il bando visita il sito www.centroculturapordenone.it/irse.
bit.ly/IRSE_RaccontaEstero20

Pordenone, ripresa e sviluppo dopo l’emergenza nell’augurio degli emigranti

La giovane virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, ha dedicato attraverso un video molto apprezzato un brano ai corregionali scomparsi a causa del Covid-19. Così, anche il suo è stato un ricordo affettuoso per chi non c’è più unito alla voglia di guardare al futuro attraverso le visioni dei manager che stanno affrontando, in Friuli Venezia Giulia e nel mondo, le nuove sfide dell’innovazione: questi gli spunti emersi nel 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, che sabato alla Fiera di Pordenone è avvenuto con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online con persone collegate non solo dall’Italia ma anche da Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela, Paesi in cui sono attivi i Segretariati dell’Efasce. L’incontro è stato organizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, nonché con il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Laura Bortolotto

Il saluto di Gregoris

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è stato il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si è aperta con il saluto del presidente dell’Efasce, Gino Gregoris. “Dopo il Coronavirus – ha affermato nel suo indirizzo di saluto – abbiamo l’occasione di ripensare il futuro per il nostro territorio, forti anche dei collegamenti con i nostri corregionali, sia quelli di recente emigrazione che con quelli dell’emigrazione storica o loro discendenti di seconda e terza generazione. Gli spunti e le visioni fornitici dall’Incontro 2020 li svilupperemo nel corso del prossimo anno, quando forse non potremo viaggiare molto all’Estero ma terremo sempre i contatti con i nostri Segretariati e organizzeremo diverse iniziative online, dai corsi d’italiano a un progetto, che stiamo elaborando, di prospettive di sviluppo legate all’Expo 2021 a Dubai”.

Massimiliano Fedriga

E delle Istituzioni Fvg

Con un videomessaggio ha portato il proprio saluto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha rimarcato l’importanza dell’azione dell’Ente nei rapporto con i nostri emigrati (messaggi video anche dall’assessore regionale ai corregionali Pierpaolo Roberti e dall’onorevole Luca Sut). Presente invece in sala il vicegovernatore Riccardo Riccardi, il quale ha ricordato come la Regione sia stata un esempio per la gestione della crisi Coronavirus, grazie anche a una cittadinanza pronta a rispettare le regole e che adesso, con una presenza di nuovi contagiati riconducibili per la gran parte a casi d’importazione, occorre non drammatizzare ma neanche sottovalutare la situazione, promuovendo una sorveglianza sanitaria omogenea assieme agli altri Paesi. Citando il senatore Mario Toros, che così si era espresso ai tempi del terremoto del 1976, ha infine sottolineato come gli emigranti del Friuli Venezia Giulia si siano fatti apprezzare nel mondo e questo ha fatto scattare allora come adesso una grande solidarietà internazionale.
Il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, sulla stessa linea, ha ricordato il grande ruolo dei corregionali all’estero come ambasciatori della nostra terra, mentre monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia Pordenone, ha sottolineato l’importanza di continuare a dialogare tra i vari Paesi di accoglienza e di incontrarsi anche con la formula innovativa scelta per il convegno 2020. Presente anche in rappresentanza del Comune di Pordenone il vicesindaco Eligio Grizzo, a testimonianza del proficuo rapporto dell’Efasce con i Comuni del territorio di cui la città, come Grizzo ha ricordato, è capofila, felice di collaborare con Efasce per il mantenimento dei contatti con i corregionali. Presenti in sala diversi sindaci e amministratori locali di altri Comuni del territorio, nonché consiglieri regionali (come Emanuele Zanon e Chiara Da Giau). Presenti pure gli Enti amici Giuliani nel Mondo, con il direttore Fabio Ziberna, e l’Unione Emigranti Sloveni, con la presidente Graziella Coren.

L’inizio dei lavori.

Lo sprone di Confindustria

Nella sua prolusione d’apertura lavori, “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”, il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti ha annunciato lo studio di un piano per i prossimi 200 giorni che gli industriali italiani presenteranno al Governo riguardo l’utilizzo dei fondi del Recovery fund europeo. Ha inoltre spronato a investire in innovazione, a partire dalla scuole di ogni grado fino al 5G che non deve essere demonizzato e a riflettere sugli squilibri dello smart working tra colletti bianchi che possono portarsi il lavoro a casa e colletti blu che invece devono rimanere in azienda. Sulla ripresa, ha detto che ci sono segnali confortanti per il manifatturiero locale, con ordini che arrivano sino a fine anno, magari rallentati ma comunque presenti, mentre alcune aziende stanno vivendo un boom, citando l’esempio della Jacuzzi di Valvasone Arzene che sta ricevendo tanti ordini per mini-piscine. Ha infine rivolto un invito a mantenere vivo il dialogo con realtà che stanno soffrendo come il Venezuela, in cui vivono molti corregionali.

Autorità e relatori.

Preziose testimonianze

Tanti spunti interessanti dal dialogo con i manager attivi in Friuli Venezia Giulia o che da qui sono partiti vedendo apprezzato il loro talento all’estero. Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, ha ricordato i suoi inizi in un pollaio adattato a primo laboratorio suggerendo ai giovani di prepararsi per partire nei loro progetti con il piede giusto. Sul lockdown ha raccontato di come abbia permesso alla sua azienda di prendere strade nuove: è stata allestita una sala multimediale per tenere i contatti giornalieri con clienti, agenti e fornitori in tutto il mondo e uno showroom digitale per presentare i prodotti. Sul Made in Italy ha confermato come sia sempre apprezzato per il gusto del bello che viene riconosciuto ai nostri prodotti, e in particolare a quelli del Nordest per l’abilità nel creare in poco tempo novità.
Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, ha raccontato di come sia fiera delle sue radici friulane, tanto da utilizzare, quando deve spiegare all’estero da dove proviene, l’espressione “una regione che è la Silicon Valley italiana”, visto che le start up odierne sono quello che imprenditori illuminati del passato facevano qui partendo con le proprie aziende familiari. Anche lei deriva da una di queste, essendo figlia di imprenditori, e dalle sue esperienze internazionali ha rimarcato il concetto della cultura del fallimento, che all’estero non è visto in negativo purché sia rapido e poco costoso: si tentano nuove strade senza paura, ma se si vede che non danno risultati si passa rapidamente ad altro, arricchiti comunque da nuove esperienze.
Concetto che ha riportato anche Massimo Pascotto, pordenonese a capo di Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines: nel presentare in videocollegamento dalla Svezia alcuni dei progetti più innovativi che ha seguito recentemente (su tutti quello del primo passeggero imbarcato in aereo facendo il check-in con un microchip), ha spiegato come l’innovazione “costi” comunque impegno, ma ha messo l’accento anche sugli acceleratori digitali per sviluppare le idee e su come sia fondamentale anche una visione ampia che trascenda le singole competenze tecniche, citando l’esempio visionario di Steve Jobs.
Massimo Baù di Cecchini di Pasiano, professore associato alla Business school di Jönköping (Svezia), pure videocollegato, ha invece raccontato come nel mondo sia apprezzata la specificità italiana delle aziende familiari, che sono circa il 60%. Mentre Lisa Roman, vicepresidente dell’Efasce di Philadelphia, ha rimarcato l’importanza per i giovani discendenti degli emigranti della prima generazione di mantenere vivo l’uso della lingua italiana.

Settore della platea.

L’auspicio per il 2021

Conclusioni affidate, infine, alla vicepresidente di Efasce Luisa Forte: “Il lockdown ci ha portato a provare nuove strade per la nostra azione di vicinanza ai corregionali: con il lavoro di squadra che ha caratterizzato gli ultimi mesi vogliamo continuare, all’insegna dell’elasticità e freschezza che abbiamo potuto toccare con mano nelle esperienze di questo Incontro 2020”.
Ricordiamo che l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, fondato nel 1907, è il punto di riferimento per coloro che sono partiti dai paesi tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Ha Segretariati attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela. L’ultima edizione dell’incontro tra corregionali “in presenza”, quella del 2019, era stata ospitata a Caneva con un grande piacere di incontrarsi per i 150 partecipanti. E ora la speranza è quella di potersi ritrovare fisicamente nel 2021, una volta superata definitivamente questa dura emergenza sanitaria causata dalla pandemia.

Lo stemma dell’Efasce.

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In copertina, ecco il saluto del presidente Gino Gregoris.

Emigranti, ripartire innovando: a Pordenone connessi con il futuro

Le voci di chi sta coniugando ripartenza e innovazione nella nuova era determinata dal Coronavirus: rappresentanti del mondo industriale, rimasti in Friuli Venezia Giulia ma che dialogano con il mondo o da qui partiti per esperienze professionali di livello pur rimanendo legati alla terra di origine, sono i protagonisti del 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che domani, 25 luglio, alla Fiera di Pordenone si svolgerà con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online. Appuntamento pertanto alle 18, in sala Zuliani, con ingresso su invito e rispetto delle distanze e misure sanitarie anti Covid-19 per un numero contingentato di persone, mentre sarà garantita la diretta streaming multipiattaforma sul sito web www.efasce.it e sulla pagina Facebook @efascepordenonesinelmondo con collegamenti da tutta Europa, Usa, Canada, Sudamerica, Australia e altri Paesi. Il tutto con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, e il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Gino Gregoris

Paolo Vernier

Michelangelo Agrusti

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si aprirà con il saluto del presidente dell’Efasce Gino Gregoris. “Reduci da settimane impegnative – ha affermato Gregoris -, in cui però abbiamo mantenuto i contatti con i nostri corregionali, siamo pronti a fare il punto su quanto svolto nell’ultimo anno e a guardare al futuro, coma da oltre un quarantennio facciamo ogni ultimo fine settimana di luglio. Essere riusciti a realizzare comunque il nostro Incontro, senza rimandarlo al 2021, è un primo concreto segnale di fiducia verso nuovi traguardi, superando le difficoltà dettate dal Coronavirus. Sarà interessante ascoltare le visioni di futuro che porteranno i nostri ospiti, con spunti che andremo a concretizzare nei prossimi mesi. E sarà infine bello ritrovarsi e condividere di nuovo un pezzo di strada insieme”.

Anna Bortolussi

Il keynote di apertura dei lavori sarà affidato al presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, sul tema “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”. Case study della giornata sarà quello del Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines, al cui capo c’è il pordenonese Massimo Pascotto. Poi due interviste ad altrettante persone del territorio che gestiscono realtà dalla spiccata internazionalizzazione: a Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, che racconterà come “Progettare il futuro”, e ad Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, che racconterà “Trasformazione digitale e corporate startup innovation”.

Laura Bortolotto


Inoltre, l’Incontro vedrà la straordinaria partecipazione della virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese. Con centinaia di concerti internazionali, nel 2016 è stata proclamata Alfiere della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano. Regalerà alla platea alcuni dei pezzi principali del suo repertorio.

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In copertina, Massimo Pascotto della Scandinavian Airlines.

Con “Wake Up Green” l’economia circolare spiegata dall’Irse

Oltre 15 mila visualizzazioni sui canali social hanno accolto le prime proposte del palinsesto Irse ScopriEuropa Digital. E l’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia rilancia adesso nel segno della sostenibilità attraverso “Wake Up Green”, il nuovo ciclo di Narrazioni digitali sull’economia circolare. Appuntamento nelle giornate del 19, 22, 24 e 26 giugno alle 15.30 sulla pagina Facebook Irse-ScopriEuropa. All’indomani del lockdown che ha allarmato il mondo intero di fronte all’emergenza sanitaria, è necessario rifocalizzare l’attenzione sull’altrettanto urgente emergenza climatica. L’adattamento ai cambiamenti climatici passa attraverso un impegno binario: quello delle città e delle istituzioni che ne regolano il funzionamento, ma anche quello del cittadino e delle sue scelte quotidiane. Due piani altrettanto fondamentali, quello istituzionale e quello individuale, che insieme contribuiscono alla rigenerazione delle nostre abitudini e dei contesti urbani in cui le mettiamo in pratica.

Domani e lunedì prossimo Emanuele Bompan, giornalista ambientale e geografo, parlerà di città circolare, anche detta città resiliente o città verde, cioè capace di adattarsi ai cambiamenti climatici, portando al centro i bisogni del cittadino e proiettandosi verso il futuro. In che misura le nostre città sono circolari e resilienti? Quanto esse si stanno rigenerando? Quali azioni vanno messe in pratica e da dove cominciare? Che cosa sbagliamo nel proiettare le nostre città nel futuro? Ma soprattutto, come muovere concretamente i primi passi verso la rigenerazione e l’adattamento delle aree urbane ai cambiamenti climatici? L’ intervento video di Emanuele Bompan è tratto dal recente intervento all’Irse nell’ambito del corso “Responsabilità Circolare. Rigenerare la città”, assieme all’assessore all’Urbanistica e Pianificazione del Territorio del Comune di Pordenone, Cristina Amirante, e all’Ingegnere Giuseppe Carniello.

Il 24 e il 26 giugno Maddalena Binda, giovane divulgatrice del tema sostenibilità ed economia circolare sui propri canali social e nel proprio blog, attivista nel campo dell’ecologia e, come lei stessa si definisce, cittadina consapevole, spiegherà invece quali sono le sue scelte sostenibili, quelle che contribuirebbero ad una rigenerazione, in termini di circolarità e sostenibilità, della vita quotidiana e di conseguenza di quella della città e del pianeta. Con un approccio che mescola aneddoti di vita quotidiana a fonti scientifiche e dati concreti tratti dalle più autorevoli fonti internazionali, Maddalena porterà un esempio concreto di responsabilità e consapevolezza circolare individuale.

Emanuele Bompan

Ecco i video

Video 1 > 19 giugno ore 15.30

Città circolare – mappare i desideri del cittadino, che cosa vogliamo dalle nostre città?
Emanuele Bompan spinge il cittadino ad interrogarsi su ciò che desidera dalla propria città, e suggerisce alle istituzioni di raccogliere e mappare quelli che sono desideri e bisogni del cittadino stesso: una città dove si respira aria buona? una città meno rumorosa, più verde, con più piste ciclabili e meno automobili? Che cosa vuoi, tu cittadino, dalla città che abiti? La rigenerazione urbana si attua dunque necessariamente a partire da un dialogo tra cittadini consapevoli e istituzioni aperte all’ascolto.

Video 2 > 22 giugno ore 15.30

Città circolare – mappare i flussi di materia e adottare misure circolari concrete
Emanuele Bompan spiega che per muoversi in direzione di un’economia circolare, il secondo passo da compiere è mappare i flussi di materia in città. È fondamentale conoscere quali materie prime entrano e sono presenti in città, quanto e come vengono consumate e “digerite” sotto forma di rifiuti. Quanto il cittadino consuma e qual è il livello di spreco, quanti materiali possiede che potrebbero essere trasformati, riciclati, riutilizzati. E infine, quanta attenzione viene prestata al verde pubblico. Se l’epidemia da Coronavirus ci ha colto impreparati, sui cambiamenti climatici sappiamo benissimo quali sono gli scenari futuri, perciò dobbiamo iniziare a pianificare adesso per poterci adattare ad essi. E’ necessario dunque che istituzioni come il Comune, diano il buon esempio in termini di responsabilità circolare e che chi rappresenta i cittadini agisca per primo pianificando e adottando misure circolari concrete.

Video 3 > 24 giugno ore 15.30

A proposito di “plastic free”, oltre i soliti slogan
Maddalena Binda affronta il tema plastica, cercando di andare oltre i soliti slogan sul “plastic free”: in vista dell’iniziativa Plastic Free July, si parla di alternative alla plastica e del perché la plastica rappresenta un problema per il nostro pianeta. Utilizzo delle risorse, inquinamento dei mari, microplastiche e basso tasso di riciclo nel mondo, quantitativi di plastica che i paesi occidentali hanno mandato e mandano nei paesi asiatici. Quali sono i provvedimenti dell’Ue sulla plastica monouso? Fino ad arrivare a scelte quotidiane concrete e adottabili da tutti: utilizzo della borraccia, prendere l’acqua alle fontanelle, prestare attenzione quando si fa la spesa, provare le alternative solide agli shampoo e balsami, eccetera.

Video 4 > 26 giugno ore 15.30

L’impatto delle nostre scelte alimentari: sprechi, stagionalità e dieta vegetariana
Maddalena Binda: qual è l’impatto delle nostre scelte alimentari sul pianeta e come possiamo ridurlo senza tuttavia dover stravolgere la nostra dieta? Non solo dieta vegetariana e vegana, ma anche riduzione dello spreco alimentare e perché privilegiare la stagionalità di frutta e verdura e il chilometro zero.
Oltre ad alcuni dati significativi sull’alimentazione e sulle scelte alimentari sostenibili, anche qualche aneddoto di vita quotidiana, che possa fare chiarezza su come cercare un compromesso tra la maniera in cui abbiamo sempre mangiato e quella in cui dovremmo mangiare per fare del bene al nostro pianeta.

I video saranno pubblicati sulla pagina Facebook Irse – ScopriEuropa il 19, 22, 24 e 26 giugno 2020 alle 15.30. Saranno visualizzabili in seguito anche sul sito dell’IRSE, sull’IGTV del profilo Instagram IRSE-ScopriEuropa e sul Canale YouTube Cultura Pordenone.

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In copertina e qui sopra Greta e attivisti durante una manifestazione a difesa dell’ambiente.

Giornate della Pedagogia, a Pordenone Aucouturier “padre” della psicomotricità

Il “padre” della psicomotricità arriva a Pordenone: il seminario con il professor Bernard Aucouturier è un’occasione di formazione davvero unica per insegnanti, educatori e genitori, proposta della cooperativa sociale Melarancia, aderente a Confcooperative Pordenone, nell’ambito del ciclo “Le giornate della Pedagogia”. L’appuntamento è per venerdì 15 novembre, dalle 17.30 alle 20.30, nell’auditorium della Regione, in via Roma 2. Titolo del seminario dello studioso francese sarà “La trasformazione tonico-emozionale ed il gioco nella Pratica psicomotoria”. Per gli studenti delle scuole medie superiori l’ingresso al seminario è gratuito, mentre per insegnanti, educatori e genitori il biglietto è di 20 euro. Al centro del pomeriggio di studi proprio la psicomotricità, metodologia pedagogica, educativa e terapeutica che pone il corpo, il gioco e il piacere al centro dell’attenzione, rispettando il bambino sotto tutti i punti di vista.

“La Cooperativa Melarancia – afferma la presidente Maria Giordana Panegos  – opera fin dalla sua fondazione secondo l’approccio della pedagogia della pratica psicomotoria di Bernard Aucouturier. Siamo quindi davvero onorati di averlo tra noi e invitiamo tutti, in particolare educatori e insegnanti, a partecipare al suo seminario per cogliere direttamente dalle sue parole la sua “visione”. Si tratta di un’occasione formativa unica per chi desidera approfondire il tema della valorizzazione del movimento nell’approccio educativo e del rispetto della persona nella sua interezza”.
Il seminario conclude, per quest’anno, il ciclo di incontri di formazione “Le giornate della Pedagogia” organizzate da  Melarancia nell’ambito della rassegna Fiabaliberatutti! 2019 con il patrocinio del Comune di Pordenone. “Ancora una volta – ha aggiunto Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – un plauso a Melarancia per aver dato vita a un progetto educativo di alto livello, sia con la mostra che con le attività didattiche e formative collegate. Fare una “buona” cooperazione sociale vuol dire anche questo: portare nella propria realtà il meglio delle esperienze esterne, coinvolgendo illustri studiosi”.

Bernard Aucouturier, classe 1934, è il fondatore e presidente dell’Eia (Ecole Internationale Aucouturier) con sede a Tours, in Francia. Propone la metodologia pedagogica della psicomotricità. Insignito della laurea honoris causa all’Università Nazionale di Cuyo, Città di Mendoza in Argentina è autore di numerosi testi, tra cui il suo ultimo libro “Agir, Jouer, penser”, edito in Italia da Cortina.

Per iscrizioni, telefonare allo 043427419 oppure inviare una e-mail a info@melarancia.it

Le “Giornate della Pedagogia”, così come tutte le attività organizzate da Melarancia nell’ambito della 4a edizione della rassegna Fiabaliberatutti!, seguono il tema della trasformazione e analizzano la capacità del bambino e dell’adulto di trasformarsi e trasformare il mondo circostante. Questi incontri sono organizzati in collaborazione con Mediateca Pordenone di Cinemazero e con il Centro di Formazione e Pratica Psicomotoria Aucouturier Arfap di Bassano.

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In copertina, il professor Bernard Aucouturier atteso a Pordenone il 15 novembre prossimo.