I giovani e l’alcol, oggi una riflessione al convegno della Somsi di Pordenone

Appuntamento oggi, dalle 17 alle 19, al Centro culturale di Palazzo Gregoris, sede della Storica Società Operaia di Pordenone, per parlare del fenomeno dell’alcolismo tra i giovani, dandone una panoramica della portata, e insieme dei rischi e delle strategie di intervento, nel convegno dal titolo “Non darla a bere”, organizzato grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e in sinergia con l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Pordenone, con il quale la Somsi sta proseguendo con vivo interesse un progetto intorno alle “dipendenze giovanili”, avendo già toccato ambiti come quello del fenomeno “Hikikomori” e del tabagismo.
Il consumo di alcol tra i giovani è dunque la terza tappa di questo percorso, che affronta un altro fenomeno diffuso e preoccupante. Studi recenti evidenziano che molti adolescenti iniziano a bere già durante la fase della scuola superiore, spesso come forma di socializzazione. Le statistiche mostrano un aumento nel consumo e nell’abuso di alcol, con un crescente numero di giovani che ricorre al “binge drinking”, una pratica che prevede il consumo di elevate quantità di alcol in un breve lasso di tempo. L’abuso di alcol può avere conseguenze devastanti sulla salute fisica e mentale dei giovani, causando disturbi che vanno dai problemi epatici a quelli legati ad ansia, depressione, comportamenti violenti e aggressivi. Senza contare poi i problemi legati alla sicurezza, che comprendono il rischio di incidenti stradali e infortuni, ma anche di relazioni sessuali non protette. Affrontare il problema richiede pertanto un approccio multidimensionale, con strategie che comprendano la sfera dell’educazione e sensibilizzazione, anche in ambiente scolastico, il coinvolgimento attivo delle famiglie nei programmi di prevenzione, ma anche il rafforzamento di politiche di limitazione del consumo di alcol verso giovani e minori, il supporto psicologico a chi si trova già in situazioni legate all’abuso, e naturalmente la promozione di stili di vita sani, anche nella socializzazione.
Relazioneranno su queste tematiche il panel di esperti presenti: la dottoressa Cristina Meneguzzi, Direttrice del Dipartimento Dipendenze e Salute Mentale di ASFO Pordenone, a proposito di “Epidemiologia, rischi derivanti dall’abuso e strategie di intervento; la dottoressa Elisa Paiero, Educatrice socio-pedagogica, Responsabile del Servizio per i Giovani della Soc. Coop. Soc. Il Piccolo Principe, che parlerà di “Life skills e prevenzione dei comportamenti a rischio”; Loris Calligaro, Presidente Acat Pordenonese, che porterà il suo contributo dal titolo “Breve storia di un’esperienza di cambiamento possibile”.
Il convegno, rivolto in particolare a genitori, insegnanti ed altre figure educative, sarà introdotto da Mario Tomadini, presidente Somsi Pordenone, e da Guglielmina Cucci, Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Pordenone. L’ingresso all’incontro è libero. Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram.

Viaggio verso la salvezza, alla Somsi di Pordenone oggi il libro di Piero Arena

Sarà presentato oggi, alle 18, al Centro Culturale di Palazzo Gregoris, sede della Storica Società Operaia di Pordenone, il volume dal titolo “Viaggio verso la salvezza”, ultimo della “trilogia” edita dalla Somsi e dedicata agli anni della Seconda Guerra mondiale, a firma di Piero Arena, per molti anni vicepresidente del sodalizio pordenonese. Un evento promosso grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e con patrocinio del Comune di Pordenone, che conclude il percorso iniziato con “Il rifugio sotto le stelle” (2020) e proseguito con “La guerra tra fame e amore” (2022), mettendo in luce sempre storie realmente vissute, che, nell’intenzione dell’autore, intendono “dare una visione completa dei danni morali e materiali causati da un conflitto mondiale che ha stravolto la vita di un’intera nazione”. Il libro sarà presentato da Paolo Musolla, curatore anche della prefazione, nella quale sottolinea che “Arena ha raccontato tre storie vere, che danno alla Storia il valore della vita sofferta e la illustrano del dolore umano”, mettendo giustamente in luce fatti dimenticati o sconosciuti.
“In viaggio verso la salvezza” raccoglie infatti le vicende accadute a tre ragazzi travolti dalla tragedia della guerra. La prima narra di un giovane di 19 anni, partito per il servizio militare di leva nel 1939 e rimasto “impigliato” nello scoppio del conflitto, finendo prima in Albania, poi in Grecia, quindi in Russia e, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, nei campi di prigionia tedeschi.
La protagonista del secondo episodio è Edith, giovane ebrea olandese di 18 anni che, per salvarsi, è costretta a cancellare la sua identità. Il terzo racconto richiama un evento mai riportato in maniera adeguata dalla cronaca e dalla stampa, che riguarda il destino di quei 13.000 bambini, fra i 3 e i 14 anni, figli dei coloni italiani residenti in Libia, che nei primi giorni di giugno del 1940 partirono dai porti di Tripoli e di Bengasi per l’Italia per trascorrere le vacanze estive presso le colonie fasciste dell’Adriatico e rientrare a settembre. Purtroppo nessuno di loro fece ritorno presso la famiglia perché dopo la dichiarazione di entrata in guerra dell’Italia (10 giugno 1940) non fu possibile farli ripartire e successivamente, dopo il 25 luglio 1943, alla caduta del fascismo, vennero di fatto abbandonati al loro destino. In migliaia morirono per malattie o sotto i bombardamenti. Alcuni dopo il 25 luglio fuggirono dalle colonie e di loro non si seppe più nulla. Quelli rimasti sopravvissero perché affidati ad istituti religiosi oppure adottati provvisoriamente da famiglie private, potendo ricongiungersi ai genitori solo anni dopo la fine della guerra.
Per Mario Tomadini, presidente della Somsi Pordenone, che introdurrà l’incontro, Arena ha saputo dare alle vicende narrate “un’anima e una collocazione storico-temporale senza che questo si traducesse in un elenco di episodi, ma al contrario mettendo in evidenza il coraggio dimostrato da ciascuno dei protagonisti che tra paure e speranze, spesso gettando il cuore oltre l’ostacolo, ha permesso di arrivare alla fine del loro viaggio verso la salvezza”. La presentazione sarà completata da tre brevi letture dal libro, a cura di Maria Pina La Marca.

Pordenone, una festosa accoglienza ai corregionali di Efasce giunti in visita alle bellezze Fvg nella terra dei loro padri

Alla fine avranno visitato varie località del Friuli Venezia Giulia – tra le quali quelle da cui partirono i loro avi – la trentina di corregionali all’estero provenienti da 4 Paesi accolti da Efasce-Pordenonesi nel Mondo con i progetti Alla ricerca delle proprie radici (dedicato ai giovani) e Destinazione Friuli Venezia Giulia (per le famiglie) provenienti da Brasile, Canada, Stati Uniti e Uruguay. A Pordenone hanno vissuto l’avvio ufficiale del loro soggiorno che durerà fino al 18 luglio. I progetti sono sostenuti dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dallo stesso Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli e con realizzati coinvolgendo anche l’Eraple regionale. Ad accoglierli nel municipio di Pordenone durante il loro primo giorno di visita l’onorevole Emanuele Loperfido, a nome del Comune di Pordenone, membro del direttivo di Efasce. Loperfido ha portato un saluto carico di emozione e amicizia. «Queste iniziative sono estremamente importanti – ha affermato – poiché permettono ai discendenti di scoprire e riscoprire i luoghi e le radici dei loro avi, consolidando così i rapporti con la nostra terra, potenziando la nostra lingua all’estero, stringendo legami culturali e talvolta anche commerciali, generando grande beneficio per tutti. Insomma, un esempio concreto di integrazione e amicizia». A seguire il Comune ha donato ai partecipanti una pubblicazione sulla città.

Si tratta del clou dell’attività estiva dell’Efasce, che ogni anno ospita i corregionali in questo tour che porterà i partecipanti anche a visitare la sede del Consiglio regionale a Trieste, dopo aver fatto tappa a Polcenigo, Sacile, Vajont, Poffabro (dove ci sarà anche lo spettacolo di Efasce Brasile in lingua friulana Il puls e il pedoli con la consegna del libretto al sindaco Sandro Rovedo, mentre l’attrice Marta Riservato farà la lettura scenica dopo una breve introduzione di Dani Pagnucco sulle “parlate del friulano”), Spilimbergo con la Scuola Mosaicisti, incontrando anche i vari sindaci e amministratori nelle località citate. E poi Redipuglia, Cividale, Udine, Villa Manin, Aquileia, San Vito al Tagliamento e Sesto al Reghena per poi avere il momento conclusivo con la consegna dei diplomi di partecipazione a Pordenone prima della partenza. Ad accompagnarli il presidente di Efasce Gino Gregoris e la vice Luisa Forte assieme ad Elena Marzotto, alla guida Simonetta De Paoli e ai membri della segreteria e del consiglio.
«Ogni anno come fosse la prima volta – afferma il presidente Gregoris – rimaniamo colpiti dalle emozioni che ci trasmettono questi amici provenienti da oltreoceano, i quali spesso vedono per la prima volta i luoghi raccontati loro dai propri genitori o nonni. Questi progetti sono preziosi per rinsaldare antichi legami e fare nuove amicizie. Tutti, quando ripartono, sentono ancora di più il Friuli Venezia Giulia come la loro terra d’origine. Di solito accompagnavamo la loro visita all’Incontro con i corregionali all’Estero, momento di riflessione che invece abbiamo deciso questa volta di vivere in maniera diffusa con una serie di convegni di approfondimento direttamente nei Paesi in cui vivono a lavorano i nostri corregionali: siamo appena tornati dalla Spagna e dalla Romania, mentre nel 2023 eravamo stati nel Regno Unito, Francia e Sudamerica. Altri convegni seguiranno».
I corregionali nel corso degli ultimi mesi hanno seguito dei corsi di lingua italiana e su cultura e storia del Friuli Venezia Giulia, coordinati dalla professoressa Elena Marzotto (che ha condotto anche un corso di conversazione) e tenuti dalle professoresse Adriana Parisi e Daniela Turchet e dal professor Marco Coral. Anche questi corsi sono stati finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli.

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini della visita dei giovani corregionali Efasce nel palazzo municipale di Pordenone.

A Casarsa il dramma dell’Alzheimer interpretato sul palco del Teatro Pasolini da Chiara Lo Presti e Max Bazzana

A Casarsa della Delizia il dramma della malattia d’Alzheimer sale sul palco. Presentata infatti, nella sala consiliare del Palazzo municipale Burovich de Zmajevich, la prima assoluta dello spettacolo “In un sogno – Parole, musica, immagini oltre i confini dell’Alzheimer”. Lo spettacolo andrà in scena al Teatro comunale Pier Paolo Pasolini venerdì 17 maggio, alle ore 20.45, con ingresso libero. A illustrare l’iniziativa il sindaco Claudio Colussi assieme a Giovanni Boz, amministratore della casa di produzione Fantambiente. Presente anche l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Pordenone.
È stato così presentato lo spettacolo di cui è autrice Chiara Lo Presti (in arte Claire D) che ne è anche interprete con Max Bazzana. Regia di Alberto Barutti, presente alla conferenza di presentazione. L’evento è in collaborazione con Ambito territoriale Tagliamento, che riunisce i Comuni del Sanvitese: presente la responsabile del servizio sociale Tamara Zandotti assieme ad altre referenti dell’Ambito. L’occasione è stata anche utile per fare il punto sulla situazione di questa malattia, che in Friuli Venezia Giulia si stima colpisca 25 mila persone, principalmente over 80, ma con il preoccupante caso anche di persone attorno ai 60 anni. A Casarsa è attivo il centro dell’Ambito Fruts di un timp, di cui si vorrebbe poter ampliare la sede acquisendo la struttura di un’ex scuola.
Nel corso degli interventi è stato sottolineato come sia fondamentale la rete di sostegno alle famiglie con persone colpite da Alzheimer, che non devono sentirsi sole e poter condividere il loro vissuto. Proprio l’esperienza in prima persona di un collega musicista ha portato Chiara Lo Presti a ideare lo spettacolo.

TRAMA Due protagonisti in scena, un uomo ed una donna, inducono lo spettatore a vedere il mondo attraverso gli occhi di tutte le persone (figli, madri, padri) che, direttamente o indirettamente, vivono la condizione clinica e sociale alienante dettata dal sopraggiungere di una malattia neurodegenerativa come l’Alzheimer. Attraverso canzoni, racconti e momenti di toccante lucidità – mentre i confini tra passato e presente si fanno labili, come in un sogno – i protagonisti mettono a nudo tutta la fragilità dell’animo umano memori che, anche nei momenti di maggior disperazione, si può essere in grado di trasformare un limite in un’opportunità di bellezza.

MESSAGGIO “In un sogno”, toccante e veritiero nella descrizione minuziosa di un tema cosi delicato quale quello dell’Alzheimer, si muove seguendo un’unica grande volontà che è quella di suscitare profonde emozioni. Ogni individuo è una storia unica da raccontare e custodisce un’umanità della quale è fondamentale prendersene cura.

CHIARA LO PRESTI Artista eclettica ed intensa, ama sperimentare numerosi generi musicali. A Roma frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso La Sapienza, incide due dischi per il cantautore Beppe Frattaroli, in qualità di vocalist, e si esibisce nei club romani. Trasferitasi a Pordenone, comincia a prendere lezioni di canto moderno e jazz ed inizia da allora una solida e continuativa collaborazione con il Cem – Associazione Cultura a Musica di Pordenone, grazie alla quale prende parte a numerosi eventi e spettacoli in cui avrà modo di sperimentare altri generi musicali tra i quali il musical. È stata una delle voci degli Harmony Gospel Singer, coro gospel diretto da Stefania Mauro, con il quale ha aperto l’evento di Beppe Grillo a Villa Manin nel 2005.

MAX BAZZANA Ha studiato pianoforte, solfeggio e canto corale all’istituto musicale Santa Cecilia di Portogruaro. Ha sostenuto e conseguito l’esame di abilitazione all’insegnamento di tastiera e pianoforte per le scuole musicali Yamaha con sede a Milano nel 2001. Si è diplomato in Animazione musicale al Csmdb di Lecco, ha proseguito la sua formazione in musicoterapia alla scuola quadriennale di Musicoterapia di Assisi. Ha frequentato dal 2001 un corso triennale di composizione moderna sotto la guida del maestro e compositore Mario Pagotto. Come musicista si esibisce da 17 anni sia in Italia che all’estero, collaborando con numerosi gruppi musicali e compagnie teatrali. Compone musica per spettacoli teatrali, video, installazioni multimediali e artistiche. Lavora nell’ambito della pedagogia musicale e teatrale, guidando laboratori e regie di spettacoli teatrali e di teatro scuola.

PARTNER Una produzione Fantambiente in collaborazione con cooperativa Barbamoccolo e Arti Varti. Evento realizzato in collaborazione con Ambito territoriale Tagliamento, Cem, Comune di Pordenone. Con il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia giulia, Città di Casarsa della Delizia, Comune di San Vito al Tagliamento, Asfo, Lions Club Medio Tagliamento, Fai, Casa di riposo San Vito, Associazione Familiari Alzheimer Pordenone, Polaris, Ute Sanvitese, Associazione Luigi e Toni Zuccheri, Sofia, Fidapa. Con il contributo di Hdi assicurazioni, Coop Casarsa, Kronospan, Lions Club Medio Tagliamento.

—^—

In copertina, Chiara Lo Presti e Max Bazzana nello spettacolo dedicato alla terribile malattia d’Alzheimer; all’interno, un momento della presentazione.

“Viaggiare con gentilezza”, la proposta di Somsi Pordenone (con cariche rinnovate)

Proseguono oggi, alle 18, nel Convento di San Francesco a Pordenone, gli incontri della nuova rassegna promossa dalla Storica Società Operaia di Pordenone che recupera le parole ritrovate con “Il tempo della gentilezza”, progetto sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone e da Itas Assicurazioni, in collaborazione con Aiab – Associazione Italiana Agricoltura Biologica Fvg. Questo secondo incontro si concentra sul “Viaggiare con gentilezza”, un concetto che di questi tempi si sta facendo sempre più largo, proponendo modi per spostarsi, visitare e vivere i luoghi con una filosofia “slow”, più consapevole e più sostenibile, grazie a ritmi che permettono un contatto più umano e rispettoso dell’ambiente e delle comunità. Curiosità, rispetto e delicatezza sono quindi il fil rouge di questo evento, che si ispira a un prezioso volumetto della collana “Piccola filosofia di viaggio” di Ediciclo Editore dal titolo “Il talento delle utilitarie. Piccole automobili per viaggiare con gentilezza”. Un libro che porta la firma della scrittrice veneziana Elisabetta Tiveron, professionista attiva in campo editoriale come autrice, editor e comunicatrice, che ne parlerà in dialogo con Silvana Vassilli, curatrice della rassegna.

I temi sviluppati dal libro raccontano i vantaggi del “viaggiare gentile” con una piccola utilitaria che è discreta, non invade lo spazio, desta simpatia, mette in moto incontri. È un’attitudine fondata sulla memoria, sui ricordi d’infanzia e sulle emozioni suscitate da ritmi e sguardi diversi, che richiedono di lasciare a casa la fretta, amano le strade secondarie, cercano altre complicità. Da queste pagine saranno tratte le letture affidate all’attrice pordenonese Carla Manzon, diplomata alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “Piccolo Teatro” di Milano e interprete di teatro, cinema e fiction tv di grande successo, oltre che docente di teatro presso scuole e Accademie. Insieme a lei la musica di Romano Todesco, tra i fondatori e componenti della Zerorchestra, compositore e polistrumentista con interessi tra i più svariati generi musicali (classica, jazz, rock, etnica, free jazz, contemporanea). E infine la voce di Nicoletta Taricani, laureata al Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste col massimo dei voti e la lode nel 2023, che vanta già due produzioni discografiche da lei scritte e arrangiate: “In un mare di voci” (2021) e “Memorie” (2024). Nel 2023 ha vinto come miglior interprete il Premio Grimaz Mane Award, promosso dal circolo culturale Il Mulino a Nord Est per ricordare la figura dell’artista friulana Claudia Grimaz, prematuramente scomparsa nel 2021.
Elisabetta Tiveron, di formazione storica, ha pubblicato per vari editori, occupandosi di cibo, viaggi, letteratura, storia sociale. Tra gli altri suoi titoli: “Lettere da Nordest” (Helvetia, 2019), “Pippi Calzelunghe, piccola grande cuoca. Comfort food in salsa svedese” (Il leone verde, 2020), “Un piccolo mondo a parte. Viaggio tra Venezia, Alpago e Cansiglio” (Kellermann, 2016). L’evento è ad ingresso libero. Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram.

Intanto, la Storica Società Operaia di Pordenone ha rinnovato, nell’assemblea di domenica scorsa, i propri organi sociali che resteranno in carica per il prossimo triennio 2024-2027. Qui di seguito i nomi degli eletti. Per il consiglio di amministrazione: Mario Tomadini, Mariangela Bini, Eddi De Nadai, Stefania Cuccarollo, Sandro Moretti, Chiara Mutton, Francesco Musolla, Marco Colin, Lucia Cibin, Lucilla Moro, Enzo Santese, Gloria Bregant (primi dei non eletti: Enzo Samaritani, Giuseppe Perlin, Francesco Longo). Collegio sindacale: effettivi Francesca Ferraro, Mara Sut, Davide Urbanetto; supplenti Antonio Rocco, Antonella Zampieron. Collegio probiviri: effettivi Gian Battista Cignacco, Flavio Facca, Pompeo Pitter, supplenti Miralda Lisetto, Beniamino Perissinotto.
Il presidente uscente Mario Tomadini ha illustrato la relazione morale con le attività svolte nel 2023 e quelle in programma nel 2024, che continueranno l’attività della Storica Società Operaia sul fronte della formazione continua (dai giovani delle scuole alle Signore del Primo Novecento+1), della divulgazione culturale e della musica (con i progetti All’Opera, ragazzi! e Orpheus). Tra i nuovi progetti “Lessico Umanistico per il terzo millennio” che sarà sviluppato con la curatela di Angelo Floramo, la prosecuzione del progetto “Vite Forestiere” dedicato alle storie dell’emigrazione regionale, con “Il Taccuino del ritorno”, legato al progetto nazionale del “Turismo delle radici”, il progetto finanziato dal Bando Go!2025 “Canti dalla frontiera. Ogni pietra una voce, ogni voce una storia” dedicato al piccolo cimitero ebraico di Valdirose, sul confine tra Gorizia e Nova Gorica, messo in parole e musica da Angelo Floramo e Carlo Galante (progetto premiato con l’8° posto in graduatoria regionale su 108 presentati e 13 finanziati).

Approvato anche il bilancio 2023 (redatto secondo i modelli del Runts e della Normativa del Terzo Settore) e il previsionale 2024, che pareggia sulla cifra di 288.421 euro. Mario Tomadini ha ricordato il difficile momento in cui, dopo 20 anni di consigliere, ha accettato prendere le redini della Somsi in seguito alla scomparsa di Rosa Saccotelli Pavan nel 2021. “Mi sono sentito come un soldato delle retrovie che ha visto improvvisamente avvicinarsi la trincea, ma questo paragone per me finisce qui, perché io, arrivato in prima linea, non ho trovato nemici, ma solo persone che mi hanno aiutato, entusiasmo e collaborazione”.
Sono stati infine premiati, per la loro fedeltà al sodalizio, cinque soci con la tessera Somsi da 50 anni (1974-2024): Dario Biasotto, Mario Corazza, Silvio Gaspardo, Giovanni Segat, Oscar Zigiotti. Hanno ricevuto il riconoscimento (di persona o per delega) dalle mani delle Autorità cittadine, tra le quali il Sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani, che ha espresso il suo plauso alla Storica Società Operaia per la vastità e la qualità del suo impegno, portato avanti con professionalità e passione, come vero partner costante della promozione culturale cittadina. Un impegno che non può non essere di buon auspicio anche per la candidatura di Pordenone a Capitale italiana della Cultura 2027, come ente che sa “raccontare” e valorizzare la storia e le peculiarità di un territorio, competenze che saranno sicuramente importanti per raggiungere, facendo squadra con il Comune e con le altre Associazioni cittadine, questo importante risultato, definito dal Sindaco “ambizioso, ma alla nostra portata”.

Info: www.somsipn.it

—^—

In copertina, il presidente uscente Mario Tomadini; all’interno, Elisabetta Tiveron, i soci premiati con le autorità, il saluto del sindaco Ciriani e due immagini del pubblico.

Stasera Pordenone celebra San Marco con l’Orchestra della città, il fagotto di Andrea Zucco e la voce di Sara Fanin

Una nuova co-produzione tra la storica Società Operaia di Pordenone e l’Associazione musicale San Marco segna il tradizionale e atteso appuntamento con il “Concerto del Patrono” che pure quest’anno festeggerà San Marco nel Duomo Concattedrale di Pordenone questa sera, 24 aprile, alle 20.45, grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, nonché con il sostegno di Itas Assicurazioni. Un concerto tra repertorio classico e contemporaneo che vedrà protagonista l’Orchestra da Camera di Pordenone, diretta da Alessandro Arnoldo, maestro nato nel 1989 a Trento con studi al Conservatorio di Milano e masterclass di perfezionamento con bacchette illustri quali Riccardo Muti, Gianluigi Gelmetti ed Ernesto Palacio, la cui carriera è oggi in costante crescita sul podio di orchestre e al fianco di solisti di calibro internazionale. Tra questi può essere a buon diritto annoverato Andrea Zucco, primo fagotto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, musicista che a Pordenone eseguirà il Concerto di Wolfgang Amadeus Mozart per fagotto e orchestra K191, un brano di non usuale ascolto che si colloca nel percorso intrapreso dall’Orchestra pordenonese verso l’esecuzione, nel tempo, di tutti i concerti per strumenti a fiato solisti firmati dal Genio di Salisburgo.

L’Orchestra da camera di Pordenone…

… e il direttore Alessandro Arnoldo.

Andrea Zucco, prima parte di Santa Cecilia dal 2006, è professore di fagotto al Royal Northern College of Music di Manchester e alla Scuola di Musica di Fiesole. Precedentemente era stato membro dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, della Mahler Chamber Orchestra e della Gustav Mahler Jugendorchester, un’annuale presenza a Pordenone. Ha collaborato e collabora abitualmente con i più famosi direttori quali Claudio Abbado, Lorin Maazel, Bernard Haitink, Daniele Gatti, Pierre Boulez, Valery Gergiev, Daniel Harding e George Prêtre. Come solista suona un vasto repertorio che comprende, tra gli altri, i concerti per fagotto di Mozart, Bach, Vivaldi, Rossini, Villa-Lobos, Hummel, Kozeluch e il Capriccio per fagotto e orchestra di Verdi. Mozart sarà ancora l’autore scelto per un brano di musica sacra, che metterà sul leggio il celebre “Exultate Jubilate”, nell’interpretazione del giovane soprano veneto Sara Fanin, nome oggi presente nei cartelloni dei maggiori teatri italiani, dalla Scala di Milano al Pergolesi di Jesi, a Ferrara, Treviso, Ferrara, l’Olimpico di Vicenza, il Malibran per la Fondazione La Fenice di Venezia, il Comunale di Bologna, il Verdi di Trieste, dove ha di recente brillantemente sostenuto l’impervio ruolo di Zerbinetta in “Ariadne auf Naxos” di Richard Strauss.

Andrea Zucco


E restando nell’ambito dell’ispirazione sacra, nel concerto in Concattedrale si potrà ascoltare la partitura contemporanea scritta dal compositore friulano Renato Miani nel 2016/17 in occasione dei 150 anni della Storica Società Operaia di Pordenone, su specifica commissione dell’istituzione concittadina, che si lega al capoluogo della Destra Tagliamento attraverso l’omaggio a “Tre immagini sacre” dipinte dal celebre pittore rinascimentale Giovanni Antonio de’ Sacchis detto “il Pordenone”: la “Trasfigurazione” della Pinacoteca di Brera; lo “Sposalizio mistico di Santa Caterina” della Basilica Santa Maria di Campagna presso Piacenza; le “Scene della Passione” nella controfacciata del Duomo di Cremona. Un trittico che la Somsi ha deciso di riproporre per la bellezza e il fascino della musica del compositore friulano, ma soprattutto per il legame con l’artista-simbolo della città, che proprio nel Duomo di Pordenone ha lasciato importanti segni della sua arte.

Ingresso libero al concerto, con info sul web: www.somsipn.it [1] e www.orchestrapordenone.it [2], oltre che sulle pagine social Facebook e Instagram.

—^—

In copertina, il soprano Sara Fanin che questa sera canterà a Pordenone.

Città Diffusa, i corregionali all’estero tornano a Pordenone per raccontare la propria esperienza attraverso l’arte

Dopo essere partiti per il mondo, tornano nella terra d’origine per raccontare la propria esperienza attraverso l’arte, creando così nuove interazioni e linguaggi tra il Friuli Venezia Giulia e l’Estero. Questo lo spunto da cui è partito l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti per il progetto “La Città Diffusa” assieme ad Arianna Grosso (originaria di Casarsa della Delizia, vive e lavora ad Abu Dhabi come cultural manager). Realizzato con il finanziamento di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Comune di Pordenone, Camera di Commercio di Pordenone-Udine e con la collaborazione del Liceo Artistico Galvani di Cordenons, Fondazione Pordenonelegge e il Comune di Pordenone, il progetto dopo la fase di elaborazione vede ora il suo clou con gli eventi aperti al pubblico.

Gino Gregoris


Al centro del programma la mostra “La Città Diffusa” che dall’8 marzo al 4 aprile, al Museo Civico d’Arte di Pordenone, vedrà in esposizione le opere di 7 artisti “Pordenonesi nel mondo” che hanno lasciato la regione per vivere e lavorare all’Estero, ma che ora vi tornano con le proprie creazioni. A essi si affiancheranno le opere degli studenti del Liceo Galvani. Esporranno Eugenio Belgrado (Vienna, Artista visivo); Elisabetta Calabritto (Londra, Graphic designer e illustratrice); Alessandro Cipolat (Londra, Graphic motion designer); Martina Del Ben (Berlino, Urban & social designer); Antonio Massarutto (Cortona, Scultore e designer); Marco Monti (New York, Post-production artist and professor); Luca Pascotto (Parigi, Esperto di mobilità e fotografo). Presentazione della mostra a cura di Arianna Grosso (Abu Dhabi, Cultural manager). Curatela della mostra a cura della professoresse Moira Piemonte, Sara Marzari e Edi Zanet assieme alla Segreteria Efasce con Michele Morassut.

Elisabetta Calabritto, Londra.

Luca Pascotto, Parigi.

«Abbiamo voluto dare vita a questo progetto – afferma Gino Gregoris, presidente di Efasce – dopo aver ascoltato, dallo loro voce, le esperienze che i nostri corregionali stanno vivendo nel mondo. Una serie di saperi preziosi che abbiamo pensato fosse necessario riportare qui in Friuli Venezia Giulia, in modo che l’emigrazione non fosse solamente uno spostamento di persone ma anche una circolazione e condivisione di idee. Questo progetto artistico punta a rafforzare il legame dei nostri corregionali con i luoghi d’origine e a sensibilizzare chi vive in Friuli Venezia Giulia rispetto alle nuove forme di emigrazione, che interessano principalmente i giovani. Nuove connessioni, interazioni e linguaggi: una costellazione attiva che interagirà con Pordenone, i Comuni limitrofi e le città estere dove vivono i corregionali. Grazie ai partner istituzionali che hanno permesso non solo la mostra ma anche gli eventi collaterali, pensati per aggiungere ulteriori spunti di riflessione».
Infatti, assieme a Fondazione Pordenonelegge svolgeranno due incontri collaterali. Il 28 febbraio, alle ore 18, all’ex Convento di San Francesco a Pordenone “La città diffusa: Linguaggi e prospettive, nell’arte e nella vita” con Luca Taddio, professore associato all’Università di Udine, intervistato da Gian Mario Villalta. Il 26 marzo, alle ore 18, a Palazzo Badini, ancora nel capoluogo della Destra Tagliamento, “La città diffusa: Pordenone città futura”, in cui lo stesso Mario Villalta intervisterà Mattia Balsamini, fotografo e artista visivo ed Elena Biason, ingegnere civile e Climate Pact Ambassador alla Commissione Europea.

Nel nuovo logo di Efasce le radici e il futuro: alla festa degli auguri debutta la “Officina delle idee”

Tempo di auguri natalizi per l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti: si è rinnovato, infatti, il tradizionale appuntamento per i soci e corregionali rientrati dall’estero per il periodo delle feste di fine anno nello Spazio 47 a Pordenone. Con l’occasione è stato presentato il concorso “Officina di Idee” con il quale vedrà la luce nei primi mesi del 2024 il nuovo logo dell’Ente. A portare i saluti dell’Efasce e del presidente Gino Gregoris è stato il consigliere Angioletto Tubaro, che ha anche ringraziato Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone per il sostegno alle attività e progetti dell’ente. In sala anche altri membri del consiglio, presente pure l’assessore pordenonese Morena Cristofori, che nel suo saluto ha rimarcato l’importanza delle eccellenze locali nel mondo e il ruolo fondamentale di Efasce. In platea corregionali da Regno Unito, Francia, Spagna e Germania nonché da altre parti d’Italia.
L’iniziativa del bando per il logo mira a definire un emblema nuovo e distintivo, che dovrà rappresentare, comunicare e identificare i “Pordenonesi nel mondo” e i valori di Efasce, realtà storica fondata nel 1907: il nuovo logo dovrà sia raccontare le radici sia, allo stesso tempo, lo sguardo verso il futuro. Il progetto vede la collaborazione del Liceo Artistico Statale Galvani di Cordenons e della web agency Alea. Il bando sarà aperto il 15 gennaio a mezzogiorno e durerà fino al mezzogiorno del 15 marzo. Info su www.efasce.it

Info su www.efasce.it

—^—

In copertina e all’interno due immagini dell’incontro tenutosi a Pordenone.

Efasce, conclusa a Cordenons la festa dei Corregionali all’estero: arrivederci nel ’24

Concluso a Cordenons il 46° Incontro annuale dei Corregionali all’estero dell’Efasce, dal titolo “Storie di ieri, Memorie di oggi”. Il sindaco Andrea Delle Vedove e il presidente dell’Efasce, Gino Gregoris, in piazza della Vittoria hanno deposto una corona d’alloro al monumento ai Caduti e hanno reso omaggio agli emigranti cordenonesi. Nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, è seguita la Messa celebrata da monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone (che ha anche ricordato le comunità colpite dal maltempo in questi giorni) assieme al parroco don Angelo Grillo. Infine, i partecipanti hanno raggiunto Villa d’Arco per il pranzo comunitario a cura della Pro Loco(alla due giorni hanno collaborato anche Ciavedal e Circolo anziani Cordenons), per poi concludere l’Incontro con i saluti finali. Presenti anche l’assessore alla cultura Loris Zancai Mucignat, il consigliere regionale Lucia Buna e amministratori in rappresentanza dei Comuni della provincia.
Erano presenti i corregionali che sono giunti in Friuli grazie a due progetti sostenuti dalla Regione Fvg: Alla scoperta delle proprie radici è rivolto ai giovani, mentre Destinazione Fvg alle famiglie. Provengono da Argentina, Brasile, Canada, Uruguay e Venezuela. Inoltre, presenti i corregionali delegati dei Segretariati Efasce nel mondo provenienti da Usa, Romania, Canada, Regno Unito, Uruguay e Venezuela. Per loro un ultimo saluto ricordando i bei giorni passati in regione prima di tornare a casa.

L’Incontro è stato patrocinato da Comune di Cordenons e Comune di Pordenone. Sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, collaborazione PromoTurismoFvg – Io sono Fvg e Ciavedal con Pro Loco Villa d’Arco e Circolo Anziani Cordenons. Sipario, dunque, su questo bellissimo fine settimana con chi è tornato alle sue radici e arrivederci al prossimo anno.

—^—

In copertina e all’interno due immagini della bellissima festa a Cordenons. (Foto Elisa Caldana)

Efasce, giornata conclusiva a Cordenons dell’Incontro con i Corregionali all’estero

Giornata centrale, oggi a Cordenons, per il 46° Incontro annuale dei Corregionali all’Estero dell’Efasce dal titolo “Storie di ieri, Memorie di oggi”, il cui programma ufficiale era iniziato già nella giornata di venerdì, con l’esecuzione dell’inno nazionale, nella sala consiliare del municipio di Pordenone e ha visto l’accoglienza e presentazione degli ospiti alla presenza delle autorità. “Come ogni volta, anche per noi è una grande emozione – ha commentato Gino Gregoris presidente Efasce, presente con la vicepresidente Luisa Forte e il consiglio direttivo -: i corregionali sono ancora parte delle nostre comunità che a loro sono riconoscenti per il rapporto speciale che ci unisce”.


Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, portando i saluti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Governo, ha ringraziato “tutti coloro che hanno tenuto vivi i rapporti di amicizia e collegamento con l’Italia per tanti decenni. Oggi pare facile, ma negli anni Sessanta-Ottanta sostenere la memoria del Friuli e di Pordenone tra coloro che erano lontanissimi è stata un’opera fondamentale per non disperdere tale patrimonio, grazie a un lavoro straordinario. Alla fine, in questa sala siamo tutti italiani: chi è nato qui e anche chi è nato lontano dalla madrepatria, ma si sente comunque italiano”.
“Incontrarvi costituisce per me un momento sempre emozionante, perché ho l’opportunità di scoprire storie, osservare volti e apprendere scelte difficili caratterizzate da grandi sacrifici, ma accompagnate sempre dalla trasmissione di quell’amore per il territorio tramandato ai propri figli e nipoti che noi, quale dovere imprescindibile, dobbiamo aiutare a rendere sempre più forte”, ha sottolineato poi il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, seduto al fianco del consigliere Carlo Bolzonello.


Walter De Bortoli, assessore di Pordenone, nel fare gli onori di casa, ha detto come i Corregionali siano la parte migliore che ci rappresenta all’Estero. Presenti anche gli amministratori dei Comuni di Porcia (il sindaco Marco Sartini), Azzano Decimo (assessore Cristina De Trane), Casarsa della Delizia (assessore Aurora Gregoris), San Vito al Tagliamento (assessore Erika Ostan), Valvasone Arzene (assessore Laura Sabino), Arba (assessore Antonella Toffolo) e Cordenons, con l’assessore Enrico Salvatore, dove l’Incontro è proseguito ieri e si concluderà oggi.
I corregionali sono qui grazie a due progetti sostenuti dalla Regione Fvg: Alla scoperta delle proprie radici è rivolto ai giovani, mentre Destinazione Fvg riguarda le famiglie. Provengono da Argentina, Brasile, Canada, Uruguay e Venezuela. Consegnati a loro i diplomi di partecipazione, dopo che ognuno ha raccontato la bellezza di questa esperienza in cui hanno anche hanno visitato il Friuli Venezia Giulia tra mete culturali (come la Scuola Mosaicisti del Friuli a Spilimbergo e Aquileia), istituzionali (il Consiglio regionale a Trieste) e i propri paesi d’origine (da Maniago a Erto, da Barcis a Pinzano e così via).


Presenti nel fine settimana anche i delegati dei Segretariati Efasce nel mondo provenienti da Usa (Marco Monti per New York, Rosemary Norwood per Philadelphia), Romania (Giulio Armanaschi), Canada (Roberto e Fiorina Gregoris), Regno Unito (Roberto Ortolan), Uruguay (Claudia Girardo) e Venezuela (Anna Pinton). Presenti pure i rappresentanti delle altre associazioni di corregionali del Friuli Venezia Giulia: Unione emigranti sloveni con la presidente Graziella Bianco Coren e Fabio Ferroli, Cesare Costantini Eraple Fvg, Lucio Gregoretti presidente Clape, Giuliani nel mondo con il vicepresidente Franco Miniussi, Oscar De Bona presidente Unaie.
I lavori sono proseguiti ieri a Cordenons, dove, nel pomeriggio, al Centro culturale Aldo Moro, c’è stata l’accoglienza a cura del Gruppo Cordenonese del Ciavedal e Circolo anziani Cordenons, con letture di componimenti in dialetto folpo, variante della lingua friulana tipica della cittadina alle porte di Pordenone. Dopo gli indirizzi di saluto con il presidente Efasce Gino Gregoris, l’assessore di Cordenons Loris Zancai e le altre autorità, è stato presentato il progetto “Testimoni: Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento” da parte di Luisa Forte, vicepresidente Efasce. In particolare, è stato illustrato il primo volume della collana, “Giacomo Maniago. Diario di un friulano alla campagna di Russia”, dedicato a un emigrante di Arzene che combattè nella Seconda guerra mondiale proprio nelle zone dell’attuale Ucraina colpite dal conflitto in corso. A raccontarne le vicende il commento di Marco Frigo (che ha curato l’introduzione storica) e la lettura scenica di Michela Passatempo. A seguire presentazione della food blogger Daniela Francescutto e degustazione a buffet di prodotti tipici in collaborazione con il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. Infine, conclusione della giornata con il concerto dell’Associazione Filarmonica di Cordenons.
Oggi, alle 10.30, in piazza della Vittoria deposizione corona d’alloro al monumento ai Caduti e omaggio agli emigranti cordenonesi. Alle 11 nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, Messa celebrata da monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone. Infine, i partecipanti si sposteranno a Villa d’Arco per il pranzo comunitario a cura della Pro Loco, per poi concludere l’Incontro con i saluti finali e la consegna degli attestati di partecipazione.

L’Incontro è patrocinato da Comune di Cordenons e Comune di Pordenone. Sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, collaborazione PromoTurismoFVG-Io sono FVG e Ciavedal con Pro Loco Villa d’Arco e Circolo Anziani Cordenons.

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini dell’incontro di venerdì a Pordenone; qui sopra, il benvenuto ieri a Cordenons.

(Foto Elisa Caldana)