“Interferenze”, le nevrosi dell’era digitale in un cabaret surreale venerdì a Pordenone con I Teatri dell’Anima

Un cabaret surreale che mette a nudo le nevrosi dell’era digitale arriva a Pordenone grazie al Festival “I Teatri dell’Anima”. Appuntamento il 27 febbraio, alle ore 20.30, nella Sala Oratorio Beata Vergine delle Grazie, con lo spettacolo “Interferenze”, l’ultima fatica della Compagnia della Testa. Archiviato il successo della tappa di gennaio della rassegna dedicata ai teatri in miniatura Lambe Lambe — affascinanti scatole per uno spettatore alla volta che hanno incantato il pubblico con la loro intimità — la dodicesima edizione de “I Teatri dell’Anima” cambia scala e registro. Si torna alla coralità del palco tradizionale con un’altra anteprima imperdibile: venerdì prossimo, alle ore 20.30, la sala di via delle Grazie 17 ospiterà appunto “Interferenze”, l’inossidabile spettacolo della Compagnia della Testa. L’evento è organizzato da EtaBeta Teatro in collaborazione con l’Associazione San Gregorio e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone.
«Il successo dei primi appuntamenti conferma quanto il pubblico ami questa formula di teatro diffuso – ha commentato Andrea Chiappori, direttore artistico della rassegna –. Dopo questi due appuntamenti invernali a Pordenone, la rassegna proseguirà il suo percorso nei territori coinvolti, guardando già ad una primavera ed estate ricca di novità e sorprese. I Teatri dell’Anima non si ferma: continueremo a muoverci tra otto Comuni e tre Province per offrire un’esperienza culturale che sia, prima di tutto, un momento di condivisione e confronto inclusivo».
Definita dagli autori una “Commedia 2.0”, la pièce è un viaggio ironico tra le distrazioni e i rumori di fondo della nostra esistenza. In una scenografia popolata da tablet, smartphone e vecchie tv, l’attore Francesco Cevaro (anche regista) trascina il pubblico in un “delirio” verbale fatto di giochi di parole e freddure surreali (in pieno stile bergonzoniano), come l’enigmatico dilemma: “Se uno schermidore vuole fare un proposito durante la Quaresima deve per forza fare un fioretto?”. A dare ritmo a questo caos creativo interviene la musica dal vivo di Marco Andreoni. Il chitarrista e cantante interpreta brani ironici del repertorio cantautorale italiano, creando una continua “interferenza” tra note e parole che trasforma i problemi quotidiani — amore, solitudine, lavoro — in momenti di puro divertimento.
I Teatri dell’Anima XII è una rassegna di teatro diffuso in diversi territori del Friuli Venezia Giulia. I luoghi naturali nella bella stagione, i teatri in quella più fresca, ospiteranno un percorso di eventi mirati alla creazione di una comunità di spettatori aperta ad una condivisione e ad un confronto inclusivo per superare le frontiere fisiche, culturali, linguistiche e generazionali. Un’articolazione in tre province e otto comuni per sensibilizzare e coinvolgere il pubblico con un’offerta culturale teatrale innovativa ma di facile fruibilità e libera dai vincoli convenzionali dello spettacolo, aperta ad artisti e spettatori di ogni età senza dimenticare le fasce deboli e le giovani generazioni.

Per informazioni: cell 333 6785485 oppure email: info@iteatridellanima.it oppure il sito www.iteatridellanima.it

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In copertina, i due protagonisti dello spettacolo di venerdì sera a Pordenone.

Quartieri in musica, il 4 gennaio gran finale a Pordenone Borgomeduna con le “dive e i mascalzoni” dello swing

Si avvia alla conclusione Quartieri in Musica – Al centro delle emozioni, la rassegna musicale che ha portato la musica dal vivo nei quartieri del Comune di Pordenone, trasformando le periferie urbane in luoghi di incontro, bellezza e condivisione culturale. L’ultimo appuntamento è in programma domenica 4 gennaio, alle ore 17, al teatro parrocchiale di Borgomeduna, con il concerto “Le dive e i mascalzoni dello swing”, un coinvolgente omaggio all’Italia musicale degli anni ’30 e ’40.
Un viaggio sonoro tra le atmosfere eleganti e leggere del Trio Lescano, di Rabagliati, del Quartetto Cetra e dei grandi direttori dell’epoca come Pippo Barzizza e Angelini, autentici pionieri dello swing italiano. Una musica trascinante, popolare e raffinata, capace di trasmettere energia e buon umore, ideale per salutare l’inizio del nuovo anno. Sul palco un ensemble di musicisti di grande esperienza: Francesca Ziroldo (voce soprano), Francesca Catto (voce mezzosoprano), Caterina Cesca (voce contralto), Nicola Milan (fisarmonica), Matteo Sgubino (chitarra e voce), Lorenzo Marcolina (clarinetto), Mattia Magatelli (contrabbasso), Jacopo Zanette (batteria).
Il concerto conclusivo rappresenta anche l’occasione per tracciare un bilancio estremamente positivo dell’intera rassegna Quartieri in Musica, promossa dall’Amministrazione comunale di Pordenone, con il vicesindaco Mara Piccin, realizzata in collaborazione con l’Associazione culturale L’Arte della Musica con la direzione artistica di Nicola Milan, compositore e musicista, che ha saputo costruire un progetto artistico coerente e di qualità, valorizzando luoghi, comunità e identità dei quartieri cittadini.
Sei concerti, sei quartieri coinvolti – Torre, Villanova, Borgo Cappuccini, Vallenoncello, Rorai Grande e Borgomeduna – e una partecipazione di pubblico attenta e numerosa hanno confermato la validità di un percorso culturale capace di mettere al centro le periferie come veri e propri motori di innovazione, relazioni e futuro. “Siamo entusiasti di questa collaborazione con il Comune di Pordenone – afferma Nicola Milan –. Lavorare per dare visibilità alla periferia ed arricchire culturalmente i territori è tra gli obiettivi principali dell’Associazione L’Arte della Musica e ci rende orgogliosi la grande partecipazione e il consenso ricevuto durante l’intera rassegna”.
Quartieri in Musica è un’iniziativa sostenuta dal Comune di Pordenone, inserita nel calendario ufficiale degli eventi del Natale 2025, e rappresenta un esempio concreto di come la musica possa diventare strumento di valorizzazione del territorio, crescita culturale e coesione sociale. Il concerto del 4 gennaio chiude la rassegna nel segno dell’energia e della qualità artistica, lasciando un messaggio chiaro: la periferia non è margine, ma cuore pulsante della città.

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In copertina, ecco “Le dive e i mascalzoni dello swing” che offrono un coinvolgente omaggio all’Italia musicale degli anni ’30 e ’40.

Gennaio si aprirà a Pordenone con i “teatri in miniatura” del Sudamerica

Arrivano per la prima volta a Pordenone i teatrini Lambe Lambe, una forma di teatro in miniatura ancora poco conosciuta in Italia ma molto diffusa in Sudamerica. Piccole scatole da osservare attraverso uno spioncino — per uno o al massimo due spettatori alla volta — che racchiudono mondi in miniatura e storie intime. Saranno i protagonisti di Nautilus – Coro di teatri in miniatura, nuovo appuntamento del cartellone natalizio pordenonese. L’esordio cittadino di questi mini-teatri è in programma sabato 3 gennaio, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30, all’Ex Convento di San Francesco, in Piazza della Motta. L’iniziativa è inserita nella dodicesima rassegna I Teatri dell’Anima, organizzata da Eta Beta Teatro, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, in collaborazione con il collettivo Lambe Lambe. La manifestazione ha preso ufficialmente il via in agosto con l’anteprima “Concerto per spiritelli in Natura” dell’Orchestra Con Fuoco e prosegue ora con questo speciale appuntamento natalizio, per poi continuare nei mesi primaverili con un calendario diffuso su tre province e otto comuni del Friuli Venezia Giulia.

Nautilus – Coro di teatri in miniatura si propone a uno o due spettatori per volta e si svolge all’interno di piccole scatole che funzionano come vere e proprie scene in miniatura. Guardando attraverso uno spioncino, lo spettatore assiste a brevi azioni teatrali costruite con marionette, oggetti, ombre e semplici animazioni, accompagnate da musiche o racconti ascoltati in cuffia. «È una forma teatrale intima – spiega Andrea Chiappori, direttore artistico de I Teatri dell’Anima – che concentra l’attenzione su storie brevi e su un rapporto diretto e ravvicinato con lo spettatore. Un teatro pensato per tutti, dai bambini agli adulti: ciascuno può decidere se assistere a un solo spettacolo o esplorare più teatrini, costruendo liberamente il proprio percorso di visione».
Ogni spettacolo ha una durata di circa cinque minuti e permette al pubblico di muoversi liberamente, senza vincoli di ordine o di numero. Non è richiesta la prenotazione. Per l’occasione, saranno allestiti cinque teatrini Lambe Lambe, differenti per stile, poetica e tecnica. In programma Starboy della compagnia Manintasca, Voglio la luna della compagnia Nasinsu, Riparo sogni infranti di Nano Teatro, Dance Box di Carla Taglietti e Le piccole cose di Marzia Alati. Brevi narrazioni che attraversano immaginari ed emozioni diverse, mantenendo una dimensione raccolta e di immediato contatto con lo spettatore.
I Teatri dell’Anima XII è una rassegna di teatro diffuso in diversi territori del Friuli Venezia Giulia. I luoghi naturali nella bella stagione, i teatri in quella più fresca, ospiteranno un percorso di eventi mirati alla creazione di una comunità di spettatori aperta ad una condivisione e ad un confronto inclusivo per superare le frontiere fisiche, culturali, linguistiche e generazionali. Un’articolazione in tre province e otto comuni per sensibilizzare e coinvolgere il pubblico con un’offerta culturale teatrale innovativa ma di facile fruibilità e libera dai vincoli convenzionali dello spettacolo, aperta ad artisti e spettatori di ogni età senza dimenticare le fasce deboli e le giovani generazioni.

Per informazioni:cell 333 6785485 oppure email: info@iteatridellanima.it oppure il sito www.iteatridellanima.it

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In copertina e all’interno tre degli spettacoli che saranno presentati a Pordenone.

La storica Somsi di Pordenone nacque nel 1866 quando il Friuli diventò Italia: domani festa e visita a Palazzo Gregoris

La Storica Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione di Pordenone si appresta a festeggiare il suo 159° Anniversario, nella giornata che ricorda la sua fondazione: domani 8 dicembre, gli spazi della sede di Palazzo Gregoris saranno aperti per due turni di visite guidate alle ore 10 e alle 11.30, che daranno l’opportunità di accedere non solo alle sale del Centro culturale, che solitamente ospitano incontri ed eventi, ma anche agli altri ambienti normalmente non accessibili, dedicati alla direzione e organizzazione, studio e ricerca.

Ad accogliere e guidare i visitatori nella storia e negli spazi di attività della Somsi di Pordenone, Centro di divulgazione culturale riconosciuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, saranno le studentesse dell’Istituto Tecnico per il Turismo “Flora” di Pordenone, uno dei molti Istituti scolastici che collaborano stabilmente con l’Operaia nelle sue numerose attività, mentre alle 11 è in programma la cerimonia ufficiale di benvenuto alla cittadinanza, ai Soci e alle autorità, a cominciare dai rappresentanti degli Enti che sostengono l’iniziativa, come la Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Pordenone. Sarà questa l’occasione non solo per tracciare una breve sintesi dell’anno trascorso, ma anche per dare le prime anticipazioni delle iniziative che attendono la Somsi nel 2026, anno particolarmente importante perché segnerà il 160° di fondazione, un traguardo di grande significato che non mancherà di portare alla città di Pordenone e al territorio regionale nuove proposte culturali da condividere con la comunità, secondo la storica vocazione del sodalizio verso “le attività e le iniziative rivolte a favorire l’elevazione culturale, sociale e morale dei cittadini”.
Fondata l’8 dicembre 1866, a breve distanza dall’annessione del Friuli al Regno d’Italia, la Società Operaia di Pordenone vanta tra i suoi Promotori anche l’allora Commissario Regio Quintino Sella, mentre nel 1867 proclamava suo presidente onorario Giuseppe Garibaldi, che l’anno successivo arrivò in visita alla città. La Somsi opera dal 1889 a Palazzo Gregoris, dimora nobiliare del XVII secolo di cui è proprietaria di un’ampia porzione (ampliata nel 1981): si tratta di un immobile storico sottoposto a vincolo monumentale dal Ministero dei Beni culturali tramite la competente Soprintendenza Fvg, alla tutela del quale la Somsi si è impegnata con molta energia, così come nel suo accurato restauro e riallestimento degli spazi per accogliere l’intensa attività culturale che qui ha sede. I visitatori potranno quindi accedere non solo agli ambienti del Centro culturale, ma anche alla sala del Consiglio, con i suoi cimeli storici e le collezioni d’arte, e alla Biblioteca-Archivio, fondo sottoposto alla tutela del Ministero della Cultura per il suo particolare interesse storico rispetto alla documentazione legata al territorio e alla Storia d’Italia. Qui si conservano infatti dei pezzi di grande valore: ad esempio una delle rare prime edizioni de “I Sepolcri” di Ugo Foscolo (1807), la prima locandina della storica Tombola cittadina (datata 1873), il manifesto originale dedicato al passaggio del treno con la salma del Milite Ignoto in viaggio verso Roma nel 1921, una preziosa Cinquecentina con la “Tavola di tutte le cose notabili contenute ne’ Commentari di Cesare” (Venezia, 1557), tra i vari volumi oggetto di costante studio e catalogazione.
Sarà, inoltre, aperta al pubblico in Palazzo, e fruibile con la guida di un esperto geologo al temine delle due visite del mattino, la mostra allestita dal Cai di Pordenone (che nel 2025 il suo Centenario) dal titolo “Dolomiti: in cammino nella geologia della meraviglia”, realizzata in collaborazione con il Comune di Pordenone, la Fondazione Dolomiti Unesco, il Fondo Comuni Confinanti e la Regione Friuli Venezia Giulia. Con immagini e contenuti interattivi, la mostra racconta le caratteristiche geologiche che hanno valso alle Dolomiti l’ingresso nella Lista del Patrimonio Mondiale.

Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social della Storica Società Operaia di Pordenone.

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In copertina, Palazzo Gregoris e all’interno alcune immagini delle attività che ospita grazie alla Somsi di Pordenone.

(Photo studio Profili)

“Pordenonesi nel mondo”, conclusa la Consulta dei Segretariati Efasce. Visite fino a domani da Spilimbergo a Grado, poi il ritorno dei delegati ai loro Paesi

Conclusa a Pordenone la prima edizione della Consulta dei Segretariati dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo. I rappresentanti di Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Romania, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Usa, Uruguay e Sudafrica hanno discusso assieme al direttivo Efasce lungo tutto il weekend del 12-13 luglio su quali azioni intraprendere per il futuro nel coinvolgimento e supporto ai corregionali all’Estero. Sostegno all’iniziativa da parte di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone, senza dimenticare il supporto della Diocesi di Concordia Pordenone.
Il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro, ha consegnato i diplomi di partecipazione a “La Consulta a convegno – Proposte per il futuro” (questo il titolo del progetto) ad Andrea Rambaldini (Spagna), Luca Pascotto (Francia), Roberto Ortolan (Regno Unito), Claudia Girardo (Uruguay, presente con il marito), Roberto Gregoris (Canada, presente con la moglie), Cynthia Paveglio (Usa), Alejandro Vivian (Argentina), Attilio Dalpiaz (Sudafrica), Giulio Armanaschi (Romania), Antonello Colussi (Russia), Argel Rigo (Brasile, presente con la moglie). Durante i lavoro si sono video collegati inoltre Ilario Bagnariol (Svizzera) e Ingrid Culos (Australia).


La giornata finale di domenica scorsa, ha visto la Messa nella Chiesa del Beato Odorico celebrata dal parroco (e delegato del vescovo Giuseppe Pellegrini per Efasce) don Alessandro Tracanelli, che nella sua omelia ha parlato del religioso presente nello stemma Efasce proprio perché, con il suo essere missionario, è stato aperto al mondo e all’accoglienza dell’altro. Poi la conclusione dei lavori della Consulta nelle sale della Parrocchia con la presenza anche dell’assessore comunale di Pordenone Walter De Bortoli che ha ricordato come condivida con i corregionali un vissuto da emigrante rientrato dalla Libia e ha pure rinnovato l’invito del sindaco Alessandro Basso a rivisitare Pordenone anche in occasione della Capitale della cultura 2027. Presenti pure i consiglieri del direttivo Efasce Pordenone con la vicepresidente Luisa Forte, il past president Gino Gregoris e il segretario Claudia Viol. Infine pranzo comunitario.
«Sono stati lavori proficui – commenta il presidente Tubaro – in cui siamo partiti dalla situazione presente in ogni singolo Stato per poi elaborare delle strategie per il futuro partendo dall’esempio delle realtà dove alcune iniziative hanno funzionato meglio. In tal senso, i prossimi mesi saranno improntati su una più ampia collaborazione con le altre associazioni che si occupano dei corregionali all’estero, dall’Ente Friuli nel Mondo ai Giuliani del Mondo e altre sigle, e a un sempre maggiore coinvolgimento dei giovani partendo dai corsi di lingua italiana e cultura friulana che proponiamo online. Risulta, infatti, evidente la necessità di questo passaggio tra generazioni dell’orgoglio di avere radici italiane e friulane, evitando che si disperda con il passare del tempo. I progetti di ogni singola realtà poi andranno calati nelle specifiche esigenze del proprio territorio, visto che differenti sono le esigenze nei Paesi dove ci sono i discendenti dell’emigrazione friulana storica e quelli dove ci sono invece gli expat più recenti. Detto questo, sono però emerse tre vie progettuali comuni: eventi legati alla cultura, all’enogastronomia e all’economia del Friuli Venezia Giulia da proporre sia in loco che in modalità online. Infine, abbiamo analizzato come sviluppare il rapporto con chi partecipa ai soggiorni estivi sul territorio regionale, come quelli in corso in questi giorni per famiglie e giovani, in modo da far proseguire l’esperienza e il dialogo anche una volta che le persone sono rientrate nei rispettivi Paesi. Tanti spunti che corrispondono ad altrettante sfide che siamo pronti ad affrontare, sempre con il sostegno di Regione, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone, come anche della Diocesi di Concordia Pordenone sempre al nostro fianco».
Precedentemente, sabato, i rappresentanti erano stati invece accolti dalle autorità. L’assessore comunale di Pordenone Walter De Bortoli, portando i saluti del sindaco Alessandro Basso, ha ringraziato i corregionali per essere voce e volto di Pordenone e del territorio provinciale nel mondo, mentre don Roberto Tondato vicario della Diocesi di Concordia Pordenone portando il saluto del vescovo Pellegrini ha ricordato come Efasce sia un ente benemerito nel sostegno agli emigrati, sia nel 1907, quando fu fondato su spinta anche di diversi sacerdoti, che ora. Michael Mastrolia, capo di gabinetto del Prefetto di Pordenone, portando i saluti del Prefetto di Pordenone Michele Lastella ha evidenziato l’importanza dell’azione di prospettiva di Efasce su un tema sempre d’attualità come quello della migrazione. Il consigliere regionale Markus Maurmair ha sottolineato, infine, come grazie ai corregionali esiste un Friuli al di fuori dei confini regionali e di come questo legame importante sia stato fondamentale anche nella ricostruzione dopo il terremoto del 1976.
Con l’occasione è stato ricordato don Vitaliano Papais, recentemente scomparso, per anni assistente spirituale Efasce in Canada e di supporto a molti emigranti. Presenti anche i consiglieri del direttivo Efasce Pordenone con la vicepresidente Forte, il past president Gregoris e la segretaria Viol. Poi i delegati si sono spostati nella sala giunta del Municipio di Pordenone per l’avvio dei lavori della Consulta dei Segretariati. Qui l’assessore De Bortoli ha donato al presidente Tubaro e a tutti gli ospiti una pubblicazione sulla città.

La prima parte dei lavori aveva visto ogni rappresentante illustrare la situazione del suo Paese. Andrea Rambaldini dalla Spagna ha delineato un quadro vivace della presenza regionale nel Paese iberico, con diversi arrivi recenti provenienti dal Regno Unito in seguito alla Brexit e con una netta prevalenza di giovani con diversi eventi organizzati dal Segretariato. Stessa vivacità in Francia dove Luca Pascotto ha detto come il Segretariato sia molto attivo con proposte culturali e con supporto ad adempimenti burocratici per i nuovi arrivati. Roberto Ortolan ha concordato con questo quadro positivo per Londra, ma ha evidenziato come invece fuori dalla capitale (lui si è trasferito a Coventry) sia più complicato coinvolgere italiani e corregionali.
Nei Paesi dell’emigrazione storica di fine Ottocento-Novecento la sfida è invece quella di interessare alle proprie origini italiane e friulane i più giovani, insegnando anche a loro la lingua. In Uruguay, come ha spiegato Claudia Girardo, sono moltissime le persone di origine friulana, ma molti di loro con il passare dei decenni hanno dimenticato queste radici. Un’altra sfida, ha aggiunto Roberto Gregoris dal Canada, è tenere aperti i vari club, sedi in cui gli emigranti si riunivano per momenti insieme tra compaesani, come a Toronto che è la città più friulana del mondo con oltre 500 mila persone di origine regionale. Situazione simile negli Stati Uniti d’America, dove Cynthia Paveglio ha portato l’esempio del Segretariato di Philadelphia che organizza serate gastronomiche dedicate al Friuli. In Argentina si riesce a tenere aperta la Casa della Provincia di Pordenone a Buenos Aires, punto di riferimento per la comunità friulana locale, come raccontato da Alejandro Vivian. In Sudafrica si sta perdendo il lascito dei tanti friulani rimasti laggiù dopo essere stati prigionieri durante la Seconda guerra mondiale: i nipoti non parlano più italiano, ha dichiarato Attilio Dalpiaz.
La Romania dal canto suo, come raccontato da Giulio Armanaschi, ha una condizione particolare: è terra sia di un’emigrazione storica che di una più recente, i cui esponenti si vogliono ora coinvolgere. Stessa situazione, anche se con numeri più ridotti, in Russia, dove da marzo di quest’anno è attivo il Segretariato Efasce più giovane, guidato da Antonello Colussi, che è intervenuto anche lui alla Consulta. Diverso il caso del Brasile: nell’area dello Stato del Rio Grande do Sul la storia dell’emigrazione è insegnata a livello curriculare a scuola e il dialetto derivato da veneto e friulano, chiamato “Talian”, è tutelato come lingua insieme al portoghese. Ci sono anche radio che trasmettono in Talian e tanti giovani coinvolti, come raccontato da Argel Rigo che ha anche ringraziato Efasce per il sostegno dopo l’alluvione che ha colpito lo scorso anno lo Stato e per l’interessamento sulla questione della cittadinanza recentemente discussa in Italia.
In videocollegamento Ilario Bagnariol, storico rappresentante dell’emigrazione friulana in Svizzera e tra i pochi superstiti della tragedia di Mattmark di cui tra pochi giorni ricorreranno i 60 anni e Ingrid Culos dall’Australia, che a Sydney sta dando supporto ai tanti giovani che scelgono di arrivare dall’Italia. Il presidente Tubaro, la vicepresidente Forte, il past presidente Gregoris e la segretaria Viol hanno ascoltato e condiviso le riflessione.
Salutati i rappresentanti della Consulta dei Segretariati, proseguono fino a domani le visite dei partecipanti ai citati progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” che, curati da Efasce e sostenuti dalla Regione Fvg, stanno visitando con la guida Simonetta De Paoli e il direttivo e segreteria Efasce il territorio regionale e i borghi da cui sono partiti i propri avi. Prossime tappe Spilimbergo, Maniago, San Vito, Valvasone, Aquileia e Grado, prima del commiato finale con consegna dei diplomi e le partenze del 18 luglio.

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In copertina, il gruppo di ospiti davanti alla Chiesa del Beato Odorico da Pordenone; all’interno immagini del lavoro della Consulta, presente per un saluto l’assessore comunale Walter De Bortoli.

Pordenonesi nel mondo, si riunisce la Consulta dei Segretariati Efasce. Domani Messa al Beato Odorico prima dei saluti

Oggi, 12 luglio, inizia a Pordenone la due giorni di lavori de “La Consulta a convegno – Proposte per il futuro”. Si tratta della prima Consulta dei Segretariati dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo. Attesi rappresentanti dell’Ente da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Germania, Romania, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Usa, Uruguay, Sudafrica e Venezuela.

Angioletto Tubaro


«Avremo – spiega il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro – un rappresentante per ogni Stato il quale ci illustrerà quale sia la situazione attuale dei corregionali nelle varie parti del Mondo. Da questo stato dell’arte partiremo poi per un’analisi per definire le azioni future riguardo al mantenimento dei rapporti con l’Italia e il Friuli Venezia Giulia e promuovere il ruolo di Efasce nelle varie realtà. La Consulta, prevista nel nuovo Statuto dell’Ente, è un momento davvero fondamentale nella vita di Efasce che, lo ricordiamo, esiste per mantenere il rapporto con i nostri emigranti vivo e fecondo. Grazie, a nome del direttivo, alla Regione Fvg, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone che ci sostengono in questo cammino».
Questo in sintesi il programma. Stamane un primo momento con il saluto delle Istituzioni aperto al pubblico all’Hotel Santin e l’incontro con gli altri corregionali che in questi giorni sono presenti in città partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” sostenuti dalla Regione. Il resto della giornata sarà dedicato ai lavori a porte chiuse nella sala giunta del Municipio di Pordenone, con focus su passato, presente e futuro dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Infine, domani la Messa nella Chiesa del Beato Odorico e le conclusioni prima del commiato.

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In copertina, corregionali alla scoperta del centro storico di Pordenone.

Pordenone, i discendenti dei protagonisti dell’emigrazione storica alla scoperta del Friuli Venezia Giulia terra degli antenati

Pordenone accoglie in questi giorni i discendenti dei protagonisti dell’emigrazione storica (quella sviluppatasi tra Ottocento e Novecento) e i moderni expat partiti dagli anni Duemila in poi. Ad accoglierli l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo che fino al 17 luglio organizzerà per loro due momenti significativi, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e del Comune di Pordenone e in collaborazione con la Diocesi di Concordia Pordenone. Si tratta delle visite dei progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” e della prima Consulta dei Segretariati di Efasce. Ieri incontro in Municipio, a Pordenone, con il sindaco Alessandro Basso e l’assessore Walter De Bortoli. Presenti, accompagnati dal presidente di Efasce Angioletto Tubaro, una quarantina di partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.


«Per noi – ha affermato il presidente Tubaro, ringraziando il sindaco Basso per l’accoglienza – è importante avere i nostri corregionali ogni anno ospiti in questi soggiorni, perché il rapporto con loro è fondamentale: sono i nostri ambasciatori nel mondo e siamo orgogliosi di poterli aiutare nel tenere vive le radici friulane e italiane, facendo visitare i paesi da cui sono partiti i loro avi e il resto della regione. A nome del direttivo Efasce ringrazio, oltre al Comune di Pordenone, la Regione e la Fondazione Friuli per il prezioso sostegno. Insieme ai partecipanti ai progetti per giovani e famiglie accoglieremo anche i rappresentanti dei Segretariati per la Consulta loro dedicata: ci attendono una decina di giorni intensi e ricchi di spunti, non solo a livello umano ma anche culturale».
«È un grande onore avervi a Pordenone – ha sottolineato il sindaco Basso -. I vostri avi sono andati all’estero portando con sé la grande etica del lavoro e del sacrificio propria del Friuli e di questa nostra terra, che è diventata grande nel mondo anche grazie a pionieri dell’Industria come Savio, Zanussi e Locatelli, persone illuminate che hanno saputo far nascere proprio nel pordenonese un grosso tessuto imprenditoriale. Oggi Pordenone si appresta ad essere Capitale italiana della cultura 2027, una cultura che non è fatta soltanto d’opere d’arte e monumenti, ma che è costituita anche da un patrimonio basato su lavoro, identità, tradizioni e radici. Invito tutti voi e i vostri cari a visitare la nostra città proprio in occasione di Capitale 2027, sentendovi benvenuti a Pordenone, una città che vi saprà sorprendere se non addirittura sbalordire». Nel palazzo municipale presenti anche il segretario di Efasce, Claudia Viol, e i consiglieri Daniela Francescutto e Giuseppe Gaiarin, oltre al delegato del vescovo per Efasce don Alessandro Tracanelli.


I corregionali (tra nuclei familiari e giovani) provengono da Argentina, Brasile, Canada, Francia, Usa ed Uruguay. Questi i paesi friulani di provenienza dei loro avi: Arzene di Valvasone Arzene, Bannia di Fiume Veneto, Caneva, Casarsa della Delizia, Cordenons, Gradisca di Spilimbergo, Orcenico Superiore di Zoppola, Pasiano di Pordenone, Poffabro, Prata di Pordenone, Rivarotta di Pasiano di Pordenone, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo e Tramonti di Sotto. Gli anni di espatrio vanno dal 1887 al 1964 (qualcuno ha avuto i trisnonni e oltre, altri i genitori o i nonni quali emigranti).
La visita nel capoluogo del Friuli occidentale ha fatto seguito a quella del giorno prima a Trieste in Consiglio regionale. Partendo dalla città in riva al Noncello ora vivranno un’intera settimana alla scoperta del territorio regionale e dei suoi costumi e tradizioni, visitando anche i borghi da cui partirono i loro antenati. Tappe successive – fino alla partenza del 18 luglio – a Sacile, Polcenigo, Gorizia, Villa Manin, Vajont-Barcis-Andreis, Spilimbergo, Maniago, San Vito, Valvasone, Aquileia e Grado. Con loro la vicepresidente Efasce Luisa Forte assieme alla consigliera Elena Marzotto e alla guida Simonetta De Paoli.
Nel fine settimana questi partecipanti incroceranno i rappresentanti del centinaio di Segretariati (articolazione dell’Efasce all’Estero) che si danno appuntamento a Pordenone dall’11 al 13 luglio per il secondo momento in programma: la prima storica riunione della Consulta dei Segretariati di Efasce, organismo nato con l’ultima revisione dello statuto dell’Ente. Qui ci saranno anche i rappresentanti dell’emigrazione più recente. Attesi delegati da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Germania, Romania, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Usa, Uruguay, Sudafrica e Venezuela. Dopo l’accoglienza il venerdì e il sabato – con il titolo “La Consulta a confronto” – saranno dedicati ai lavori nella sala giunta del Municipio di Pordenone, con focus su passato, presente e futuro dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Infine, domenica la Messa nella Chiesa del Beato Odorico e le conclusioni prima del commiato.

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’incontro avvenuto sotto la Loggia del Municipio di Pordenone.

Grest dell’anziano, da oggi a Pordenone le iscrizioni al via a Villa Baschiera

Oggi 20 maggio in Villa Baschiera, a Pordenone, dalle 17 alle 18 apriranno le iscrizioni di persona al Grest dell’anziano. L’iniziativa torna dopo il grande successo dello scorso anno, in cui si era svolta la prima edizione del centro estivo per persone della terza età. Il Grest si terrà dal 3 al 23 giugno tutte le mattine dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:00 nella stessa Villa Baschiera. Le attività proposte saranno pet therapy, dance ability, yoga e campane tibetane, musicoterapia e laboratori, oltre alla possibilità per le persone anziane di passare momenti in compagnia combattendo così l’isolamento. Contributo settimanale a persona 10,50 euro.
Una seconda giornata di iscrizioni di persona si terrà martedì 27 maggio, sempre dalle 17 alle 18, e nello stesso luogo. Per chi non riesce a presentarsi in Villa in queste giornate, chiamando via telefono o scrivendo potrà ricevere i documenti da compilare. Contatti 340.6403995 – grestfoenis@gmail.com. Organizzazione della cooperativa Foenis con il contributo della Fondazione Pia Baschiera e Arrigo Tallon, nonché con il patrocinio del Comune di Pordenone.

Emergenze idrogeologiche, oggi a Pordenone confronto con Teatro Verdi e Cai per R-Evolution Green

Un nuovo appuntamento al Teatro Verdi Pordenone con R-Evolution Green, la rassegna ideata e organizzata assieme al Club Alpino Italiano, e curata dal docente di Geografia all’Università degli Studi di Padova Mauro Varotto, che chiama a raccolta esperti, scrittori, climatologi e storici per riflettere su una nuova idea di Montagna. In cartellone oggi, alle 18, al Ridotto del Verdi un incontro che affronta uno dei temi di maggiore attualità di questi ultimi anni in relazione ai cambiamenti climatici: quello delle emergenze idrogeologiche.

Sofia Farina

Andrea Zannini


A dialogarne assieme la fisica dell’atmosfera Sofia Farina e lo scrittore e docente di Storia dell’Europa all’Università di Udine, Andrea Zannini, che si confrontano su “Acqua che spacca il monte, che affonda terra e ponte: risorse idriche e cambiamenti climatici tra storia e futuro”. Al centro del dialogo una riflessione sul fatto che eventi estremi e alluvioni a cadenza pluridecennale aumenteranno la loro frequenza nei prossimi decenni a causa del riscaldamento globale, alternandosi a periodi di siccità sempre più intense e prolungate. La gestione dell’acqua e dei deflussi avrà dunque un ruolo centrale nella montagna del futuro: in particolare il ruolo delle dighe e degli invasi idroelettrici (vecchi e nuovi) è destinato ad assumere una valenza strategica all’interno dei piani di adattamento e mitigazione.
Il confronto tra una climatologa e uno storico consentirà di approfondire il ruolo passato, presente e futuro dei bacini idroelettrici, invitando ad un ripensamento della loro funzione e gestione a partire dai contestati progetti in corso: montagna e pianura possono salvarsi soltanto insieme. L’ingresso è libero. Per info e prenotazioni www.teatroverdipordenone.it
R-Evolution Green è organizzata dal Teatro Verdi Pordenone con il Club Alpino Italiano con la partnership di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Comune di Pordenone, con il sostegno particolare di Fondazione Friuli e Camera di Commercio Pordenone Udine e il patrocinio di Uncem, Fondazione Dolomiti Unesco, Comunità di Montagna della Prealpi Friulane Orientali e Parco Naturale Dolomiti Friulane e con la media partnership del portale web L’AltraMontagna.

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In copertina, un’immagine del bellissimo lago di Sauris originato da un bacino idroelettrico.

(Foto blog_magicsauris@maxranchi)

Iscrizioni a scuola online, a Pordenone punti digitali per aiutare le famiglie

Gennaio e febbraio: per le famiglie inizia il periodo delle iscrizioni dei figli in vista del prossimo anno scolastico. Ma non per tutti è facile seguire la procedura che ormai è esclusivamente online. Per questo il Comune di Pordenone, in collaborazione con la cooperativa Fai e l’Opera Sacra Famiglia, è pronto ad affiancare le famiglie con il progetto dei Punti Digitale Facile, una novità che rientra in Accademia Digitale Fvg, iniziative di formazione e facilitazione, promosse da Regione Fvg in collaborazione con Insiel, per rafforzare le competenze digitali sul territorio, co-finanziate con risorse Pnrr.
Sono già in programma due incontri di gruppo: il 10 e il 29 gennaio dalle ore 18 alle 20 all’Hub 381 di viale Dante a Pordenone, ma è anche possibile già prenotare un appuntamento personalizzato. Da fine novembre, il progetto Punto Digitale Facile, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ha già aiutato gratuitamente un centinaio di cittadini a orientarsi nel mondo digitale, ma è proprio in questo periodo, con l’avvio delle iscrizioni scolastiche dal 21 gennaio al 10 febbraio, che l’importanza dei Punti Digitale Facile si fa sentire maggiormente.


“Questa è a tutti gli effetti un’iniziativa intergenerazionale – afferma il vicesindaco reggente Alberto Parigi – che può coinvolgere genitori e figli, nonni e nipoti, implementando le competenze digitali dei cittadini e promuovendo l’uso autonomo, consapevole e responsabile delle nuove tecnologie. I temi sono vastissimi: dall’utilizzo di SPIN e Carta d’Identità Elettronica all’uso consapevole dei social, dalle iscrizioni al servizio mensa scolastico al pagamento di parcheggi in città tramite app. Abbiamo inquadrato anche questa attività nell’ambito delle Politiche Giovanili, per le quali la nostra Amministrazione sta investendo moltissimo”.
L’obiettivo è chiaro: ridurre il digital divide e favorire l’inclusione sociale di tutti i cittadini. L’attivazione dello Spid e della Cie, fondamentali per completare le iscrizioni online, rappresenta spesso un ostacolo per molte famiglie. Infatti, le domande di iscrizione, potranno essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma Unica. Grazie ai Punti Facili, è possibile ricevere assistenza personalizzata e gratuita per superare queste difficoltà e garantire a tutti i minori il diritto all’istruzione.
Prenotare un appuntamento al Punto Digitale Facile è semplice: basta chiamare il numero 342.0888646 dalle 9 alle 13, o inviare un messaggio WhatsApp allo stesso numero. Gli sportelli sono a disposizione all’URP Comune di Pordenone in Piazzetta A. Calderari e allo HUB 381 in Viale Dante, Piazzetta Ado Furlan, 15. Il progetto vede la collaborazione di diverse realtà locali: il Comune di Pordenone, la cooperativa Fai e la Fondazione Opera Sacra Famiglia. Quattro operatrici socio-educative, appositamente formate, offrono assistenza personalizzata e corsi di formazione per piccoli gruppi, coinvolgendo anche le associazioni giovanili. Come detto, i prossimi appuntamenti di gruppo in programma a gennaio sono programmati per il 10 e 29 gennaio dalle ore 18 alle 20 al Punto Digitale Facile Hub 381 di viale Dante a Pordenone.
“Siamo entusiasti di far parte di questo progetto che ci permette di mettere le nostre competenze al servizio della comunità – ha aggiunto Hanna Genuzio di Fai -. Il digitale non deve essere un ostacolo, ma un’opportunità per tutti. Con i Punti Digitale Facile, vogliamo offrire un supporto concreto ai cittadini, aiutandoli a superare le difficoltà legate all’uso delle tecnologie e a partecipare attivamente alla vita sociale e civile.”
Entro la fine del 2025, il Comune di Pordenone punta ad aiutare oltre 1700 cittadini a muoversi agilmente nel mondo digitale. Grazie ai Punti Facili, sarà possibile imparare a utilizzare servizi online come SPID, CIE e App IO. Dalle iscrizioni scolastiche ai bonus, fino alla gestione delle finanze online, per i cittadini che usufruiranno della consulenza delle facilitatrici, sarà tutto più facile e a portata di click. Gli sportelli si trovano all’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Pordenone in piazzetta Calderari, 15 (lunedì e giovedì 10.00 – 12.45 / 15.30 -17.30 e martedì, mercoledì e venerdì 10.00 – 12.45) e all’HUB 381 in viale Dante, 15 (lunedì, martedì, giovedì e venerdì 9.00 -13.00 e mercoledì 9 -13 / 14 -18). Il servizio è gratuito. Per informazioni e prenotazioni www.comune.pordenone.it/digitalefacile

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In copertina e all’interno due immagini della presentazione dell’iniziativa.