Nimis, le dimissioni di nove consiglieri spianano la strada al commissario dopo meno di due anni di Giunta Bertolla

di Giuseppe Longo

“Tutti a casa” titolava un famoso film con Alberto Sordi, di oltre sessant’anni fa, sul dopo 8 settembre 1943. Da ieri, il Consiglio comunale di Nimis, infatti, non esiste più, per cui mancando il numero legale salta anche la prevista seduta di questa sera che aveva all’ordine del giorno le annunciate dimissioni del sindaco Giorgio Bertolla. Un colpo di scena – peraltro nell’aria, anche se non proprio in questi termini così ultimativi – ha portato alle dimissioni di ben nove consiglieri su dodici, facendo così cadere l’esecutivo: i cinque “dissidenti” della maggioranza e i quattro della minoranza. Vale a dire Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti che avevano già restituito le deleghe nelle scorse settimane uscendo dalla Giunta, Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto; l’ex sindaco Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti. A questo punto risulta spianata la strada del commissariamento in attesa delle nuove elezioni amministrative.

Il sindaco Giorgio Bertolla.

In pratica, se il sindaco Bertolla, come riferito a suo tempo, aveva giocato d’anticipo, vista la dissoluzione della sua maggioranza, annunciando la volontà di rinunciare a portare a termine il mandato amministrativo, prima di correre il rischio di essere sfiduciato, i nove consiglieri in questione hanno agito con altrettanta abilità e tempismo prendendo la drastica, anche se sofferta, decisione di dimettersi in blocco, così da interrompere definitivamente il corso politico che era cominciato neanche due anni fa, con le elezioni del 12 giugno 2022. Al quinto punto dell’ordine del giorno, infatti, figuravano le dimissioni del sindaco e soltanto all’oggetto successivo seguiva la trattazione della mozione di sfiducia al primo cittadino inoltrata al Protocollo municipale a metà marzo con la richiesta della convocazione della stessa assemblea civica. Ma prima ancora, al punto 4 dell’Odg, c’era la presa d’atto dell’avvenuta costituzione del gruppo “Nimis s’è Desta” – appunto con i cinque consiglieri di maggioranza in contrasto con Bertolla – e della designazione del rispettivo capogruppo.
Ed è proprio la predisposizione di questa “scaletta” consiliare che è risultata indigesta a coloro che avevano richiesto, a termini di legge, la convocazione dell’assemblea municipale per trattare la mozione di sfiducia contro il primo cittadino. Nella lettera recapitata ieri in Municipio, si sottolinea infatti che la discussione sarebbe stata «solamente pretestuosa e strumentale nonché, così come formulata, finalizzata a rendere inutile e/o a svilire il dibattito sulla presentata mozione di sfiducia, relegata all’ultimo punto dell’ordine del giorno», facendo altresì critico riferimento alla tempistica scelta da Giorgio Bertolla «per la presentazione delle proprie dimissioni da sindaco, visto l’ampio lasso di tempo oramai intercorso dall’inizio della crisi politico-amministrativa in seno all’Amministrazione comunale di Nimis». A tal fine, si fa rilevare che «per costante orientamento espresso dal Ministero dell’Interno, le dimissioni, al fine del computo dei termini, vanno presentate al Protocollo non essendo necessaria né sufficiente la loro presentazione nel corso di una seduta consiliare». Inoltre, si evidenza che «i punti all’ordine del giorno, così come indicati, sono difformi dall’ordine di trattazione degli argomenti previsto dal regolamento e ciò in spregio alle norme dell’ente e allo stesso Consiglio comunale», per cui «stante il perdurare della situazione di stallo amministrativo, i sottoscritti – si legge infine – rassegnano, contestualmente e personalmente, le dimissioni irrevocabili dalla carica di consigliere comunale». Seguono le nove firme, tutte in rigoroso ordine alfabetico presentate al Protocollo dinanzi al funzionario incaricato Claudio Ceschia.
Come si ricorderà, nelle elezioni amministrative del 2022 si era affermata, per poche decine di voti, su Rinnova Nimis (attualmente all’opposizione), la compagine espressa da Nimis al Centro e Uniti per Nimis che proponeva, appunto, come candidato sindaco Giorgio Bertolla, il quale dopo neanche due anni esce dunque di scena per la caduta del consiglio comunale, al cui interno ormai, oltre al primo cittadino,  erano rimasti soltanto il vicesindaco Sergio Bonfini, l’assessore Matteo Cuffolo e il consigliere Luca Balloch. Per cui ora bisognerà soltanto attendere la nomina del commissario straordinario da parte della Regione Fvg, un’esperienza che il Comune pedemontano in pochi anni ha già sperimentato. E poi tornare a votare. Quando? È ancora presto per dirlo, ma se non sarà possibile in autunno si slitterà di sicuro alla primavera 2025. Per cui, singolare coincidenza ma molto significativa, Nimis riprenderebbe gli ormai storici ritmi dei rinnovi amministrativi precedenti alle esperienze commissariali e al breve periodo dei mandati quadriennali.

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In copertina, il Municipio di Nimis che ieri è rimasto senza consiglio comunale.

Crisi a Nimis, mercoledì sera in consiglio le dimissioni del sindaco Giorgio Bertolla che anticipano la mozione di sfiducia

di Giuseppe Longo

Giorgio Bertolla gioca d’anticipo e annuncia la sua volontà di rinunciare a portare a termine il mandato amministrativo al Comune di Nimis, prima di correre il rischio di essere sfiduciato da cinque consiglieri della sua ex maggioranza e da quattro dell’opposizione. Al quinto punto dell’ordine del giorno del consiglio comunale – indetto in sessione straordinaria per mercoledì 10 aprile, alle 20.30 – figurano infatti le dimissioni del sindaco e soltanto all’oggetto successivo la trattazione della mozione di sfiducia al primo cittadino inoltrata al protocollo municipale a metà marzo con la richiesta della convocazione della stessa assemblea civica. Ma prima ancora, al punto 4 dell’ordine del giorno, ci sarà la presa d’atto dell’avvenuta costituzione del gruppo consiliare “Nimis s’è Desta” e della designazione del rispettivo capogruppo.
Si sta per aprire, dunque, un nuovo e importante capitolo nella crisi comunale venuta a galla in questi primi mesi del 2024, dopo una serie di malesseri che nell’Amministrazione Bertolla si erano già manifestati durante l’anno passato. Tanto che, oltre alla nascita del nuovo gruppo in seno alla maggioranza, si è registrata la rinuncia di due assessori (Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti), per cui attualmente nell’esecutivo con Bertolla siedono il vicesindaco Sergio Bonfini e l’assessore Matteo Cuffolo. E infine il tutto è sfociato nella citata mozione di sfiducia, sottoscritta dai quattro rappresentanti dell’opposizione – l’ex sindaco Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti – e dai cinque consiglieri “dissidenti” che sostenevano la giunta municipale: i citati Del Fabbro e Doraconti, Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto. Come si ricorderà, nelle elezioni amministrative del giugno 2022 – quindi neanche due anni fa! – si era affermata, per poche decine di voti, su Rinnova Nimis guidata dalla uscente Gloria Bressani la compagine espressa da Nimis al Centro e Uniti per Nimis che proponeva come candidato sindaco Giorgio Bertolla.
Tornando agli argomenti consiliari, la imminente seduta si aprirà, dopo l’approvazione dei verbali di quella precedente, con le comunicazioni del sindaco e con l’esame degli Obiettivi sulle spese di funzionamento e del personale della società in house A&T2000, quella cioè che si occupa della raccolta differenziata dei rifiuti domestici.

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In copertina, il sindaco di Nimis Giorgio Bertolla pronto a rinunciare al mandato.

Aria di crisi al Comune di Nimis: rinuncia di due assessori e mozione di sfiducia al sindaco da parte di cinque consiglieri di maggioranza e quattro dell’opposizione

di Giuseppe Longo

“Tanto tuonò che piovve!”. La celebre affermazione attribuita a Socrate può essere adattata bene anche alla situazione del Comune di Nimis, dove a una lunga sequenza di malesseri interni alla maggioranza consiliare, sono seguite nel giro di pochi giorni le dimissioni di due assessori e una mozione di sfiducia, alla civica amministrazione, da parte di nove esponenti: cinque della stessa maggioranza di centro-destra e quattro dell’opposizione, sui tredici totali. C’è aria di crisi, dunque, a neanche due anni dalle elezioni amministrative che avevano portato al vertice del centro pedemontano la compagine guidata da Giorgio Bertolla – espressa da Nimis al Centro e Uniti per Nimis – dopo aver superato, per poche decine di voti, Rinnova Nimis, la lista del sindaco uscente Gloria Bressani. Giovedì è stata infatti protocollata in Municipio una missiva indirizzata al consiglio comunale, al primo cittadino e al segretario dell’ente locale nella quale si chiede «la convocazione della seduta del consiglio comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente mozione di sfiducia al sindaco». Il documento è sottoscritto, come detto, dai cinque esponenti della maggioranza: Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti (assessori dimissionari), Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto, unitamente ai quattro rappresentanti dell’opposizione, e quindi la stessa Gloria Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti.

Gloria Bressani
ex sindaco di Nimis

Un nuovo Gruppo – Cinque consiglieri – fra cui, appunto, due componenti della giunta – agli inizi dello scorso gennaio avevano ritenuto di differenziarsi dal resto della maggioranza municipale dando vita un Gruppo nuovo – “Nimis s’è Desta”, la sua denominazione – con l’intento dichiarato, però, di non far mancare l’appoggio al sindaco e alla sua amministrazione, ma di rappresentare nel contempo un apporto “critico” diverso con cui puntare a un maggior coinvolgimento nelle scelte comunali. Evidentemente, vista la svolta, in questi mesi le cose non sono andate nella direzione auspicata, tanto che lunedì scorso gli assessori Del Fabbro e Doraconti hanno rimesso nelle mani del sindaco i propri mandati (rispettivamente Associazioni – Politiche scolastiche – Attività culturali – Politiche giovanili – Sanità; Turismo – Sport – Società partecipate) e, aggiungendosi ai tre colleghi consiglieri Di Betta, Michelizza e Migueletto, hanno firmato la mozione di sfiducia alla giunta, espressa ormai soltanto dal sindaco Giorgio Bertolla, dal vicesindaco Sergio Bonfini e dall’assessore Matteo Cuffolo. Per cui con nove consiglieri “dissidenti” su tredici significa la perdita della maggioranza da parte dell’amministrazione, quindi senza la possibilità di deliberare alcunché a cominciare dal bilancio di previsione. In altre parole, è l’apertura di una crisi virtuale in attesa della sua ufficializzazione consiliare. La seduta, a termini di legge, andrà convocata non prima di dieci giorni – comunque entro trenta – dalla presentazione della mozione al fine di poter accertare se. nel frattempo, ci fosse stato qualche ripensamento da parte di firmatari.

Il consiglio comunale – Ma cosa significa tutto questo? Se la mozione di sfiducia verrà approvata nella ormai prossima seduta del consiglio comunale ci sarà la decadenza immediata della civica amministrazione aprendo la strada al commissariamento, esperienza che il Comune di Nimis aveva già conosciuto una dozzina di anni fa. Il Testo unico degli Enti Locali – come ricordano i nove firmatari nelle premesse al loro documento – prevede, infatti, che «il sindaco e la rispettiva giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio». Da notare, al riguardo, che si aprirebbe una piuttosto lunga gestione commissariale che potrebbe arrivare addirittura alla primavera 2025 (se non dovesse essere aperta una “finestra” elettorale in autunno), in quanto non ci sono più i termini prescritti affinché pure Nimis possa aggiungersi ai numerosi Comuni chiamati al voto nel prossimo giugno in abbinamento con le consultazioni europee.

Fabrizio Mattiuzza
capogruppo di minoranza

La trasparenza – Come si è arrivati a questa delicata, e abbastanza singolare, situazione? Lo spiegano già le prime righe della mozione – che tutti hanno avuto la possibilità di leggere in questi giorni sui social -, quando si sottolinea che «uno dei cardini del programma dell’attuale maggioranza era quello di migliorare il rapporto tra cittadini e amministrazione coinvolgendoli nelle scelte e informandoli costantemente del lavoro svolto»; inoltre, «tutti i consiglieri avevano stabilito che l’azione amministrativa avrebbe dovuto essere incentrata sul dialogo, sulla condivisione e sulla trasparenza». Cosa che, a quanto pare di capire, non è avvenuta in quanto «sin dalle prime fasi, invece, il dialogo, la compartecipazione e la trasparenza, sia interno che esterno, venivano trascurati a favore di una gestione accentrata nelle mani del sindaco e di un paio di assessori». Nel contempo, «gli altri componenti la compagine di maggioranza per oltre un anno insistevano costantemente affinché il sindaco aprisse una stagione di maggior dialogo, trasparenza e coinvolgimento di tutti i consiglieri al fine di riuscire a lavorare tutti insieme in armonia e sviluppare con più energia e passione progetti di sviluppo e di innovazione per il nostro territorio».

Tentativi e promesse – Ma nonostante «tutti i tentativi e le tante promesse da parte del sindaco nulla cambiava, persistendo la mancanza di ogni forma di programmazione condivisa, l’assenza di incontri per concordare congiuntamente le priorità da seguire, i progetti da porre in essere e quelli da elaborare e intavolare per il futuro, nonché la mancanza di ogni forma di dialogo con i cittadini, non avendo il sindaco indetto alcun incontro, discussione, comizio pubblico per informare e coinvolgere la popolazione nelle scelte amministrative». E proprio per tentare di “sbloccare questa situazione di stallo e dare impulso ad una nuova e più costruttiva dialettica politica interna ed esterna, cinque consiglieri di maggioranza costituivano in data 03.01.2024 il gruppo consiliare “Nimis S’è Desta”, precisando che lo stesso avrebbe continuato, senza soluzione di causa, a sostenere il sindaco in carica e avrebbe operato sempre a sostegno della maggioranza cui apparteneva”. Ma le cose non sono andate come auspicato, tanto che da gennaio è seguita «una situazione di instabilità determinata dall’incapacità del sindaco di gestire una nuova dialettica democratica tra i gruppi di maggioranza con la conseguenza che una problematica che poteva essere risolta in modo costruttivo in meno di una settimana ad oggi non ha ancora visto soluzione. Infatti, invece di aprire un dialogo serio all’interno della maggioranza, il sindaco, il vicesindaco e l’assessore alle Opere pubbliche immediatamente, senza un coordinamento unico e concordato nemmeno tra loro stessi, intavolavano una trattativa privata con i consiglieri di opposizione nel tentativo di sostituire gli aderenti a “Nimis S’è Desta” con il gruppo di minoranza offrendo a questi ultimi due assessorati».

I progetti – Una trattativa che, tuttavia, non ha portato a nessun risultato perché «condotta in modo talmente dilettantistico sin dalle prime fasi, diveniva di dominio pubblico e portava ad un nulla di fatto, mettendo, però, in crisi la maggioranza uscita dalle urne». Se questo, invece, fosse avvenuto «oltre a sintomo di spregio e noncuranza della volontà popolare» espressa con il voto del 2022, sarebbe stato «anche un grave atto di mancanza di lealtà e rispetto nei confronti dei candidati», ma anche «un tentativo di strumentalizzare la correttezza e la trasparenza dei consiglieri di opposizione, configurando questa una “motivazione politica”, di per sé sola sufficiente per l’approvazione della mozione di sfiducia».
Nel documento si passa poi all’analisi delle mancanze amministrative, in quanto – si accusa – «si è manifestata ripetutamente e diffusamente l’inadeguatezza del sindaco a condurre un confronto costruttivo con l’intero consiglio comunale, e un tanto anche in considerazione della costituzione del nuovo gruppo consiliare», oltre a «definire le linee programmatiche dell’azione amministrativa per individuare, affrontare e risolvere i problemi del paese; rappresentare in consiglio comunale le scelte dell’amministrazione; svolgere un’azione di governo efficiente, ad esempio, il “rilancio rapido del Parco delle Pianelle”, la demolizione e la realizzazione del nuovo Ponte della Motta, il completamento dei lavori di riqualificazione della palestra, la pulizia e la manutenzione del territorio». Alla Giunta Bertolla si imputa poi che «non sono stati affrontati gli iter di importanti piani e iniziative urbanistiche ed edilizie, quali la costruzione del nuovo asilo nido finanziato con fondi Pnrr, la messa in sicurezza del “Ponte Grande” di Cergneu, la realizzazione della rotonda in piazza Monsignor Beniamino Alessio, la riqualificazione dei percorsi pedonali di via Garibaldi, la ristrutturazione dell’auditorium e dell’aula di musica». Oltre a questo, si afferma che «nulla si è visto per quanto riguarda i progetti e i programmi di sviluppo per il paese annunciati nel corso del dibattito politico in campagna elettorale» e che «a tal riguardo il sindaco non ha saputo tessere rapporti con gli altri Comuni e territori pur essendo nella maggior parte dei casi della sua stessa area politica. Dimostrazione ne è la non riconferma del sindaco del Comune di Nimis quale componente del comitato esecutivo della Comunità di Montagna del Natisone e Torre».

Visione strategica – La mozione di sfiducia sottolinea poi la «manifesta incapacità del sindaco nell’organizzare e nell’avere una minima visione strategica, non solo nel breve ma nemmeno nel medio/lungo termine». E questo «ha di fatto determinato nei nostri concittadini una completa sfiducia nell’attuale classe dirigente, che ad essi si era presentata come forza di modernizzazione e cambiamento». Si rileva, quindi, che l’«aver concentrato tutte le posizioni di responsabilità (contabile finanziaria e del personale) dell’Ente nelle mani dell’assessore alle Opere pubbliche, peraltro non all’altezza del ruolo, ha contribuito in maniera esponenziale a far emergere l’incapacità del sindaco ad assumere responsabilità amministrative, nonché ha evidenziato l’inadeguatezza al ruolo dell’assessore incaricato». Si osserva, altresì, che «la gestione delle risorse umane, a partire dalle forze di governo per arrivare al personale amministrativo, risulta totalmente fallimentare» e che «in tutto il periodo di amministrazione è stata forte l’assenza del sindaco ai tavoli istituzionali tematici dove si decidono investimenti e progetti a medio e lungo termine che riguardano Comune e territorio», tanto che «il consiglio comunale non può continuare ad assistere passivamente ad un così grave degrado nella gestione delle istituzioni, nei risultati dell’azione amministrativa, a tutto danno della comunità e dei cittadini», in quanto «questa amministrazione, a causa di alcuni suoi componenti», ha perso «definitivamente lo spirito di novità, trasparenza e responsabilità che le aveva permesso di essere scelta dalla maggioranza relativa dei cittadini per governare il paese».

Il dibattito – Per cui, alla luce di tutto quanto messo in evidenza nel loro documento, i consiglieri comunali Gloria Bressani, Mariacristina Del Fabbro, Ivana Di Betta, Stefano Doraconti, Beatrice Follador, Fabrizio Mattiuzza, Davide Michelizza, Raul Guillermo Migueletto e Serena Vizzutti – si osservi l’ordine alfabetico – chiedono, come si diceva, «la convocazione della seduta del Consiglio comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente mozione di sfiducia al sindaco che formalmente presentano». La parola, quindi, ora passa – e non potrebbe avvenire diversamente – all’assemblea municipale, nella quale i rappresentanti dei due gruppi ribadiranno le proprie posizioni con le quali hanno evidenziato numerosi addebiti nei confronti del sindaco Bertolla e degli altri due componenti della giunta, Bonfini e Cuffolo. Se, al termine delle controdeduzioni del primo cittadino e del dibattito, il documento dei nove consiglieri firmatari sarà approvato ottenendo la maggioranza assoluta dei votanti, ci sarà l’immediata caduta dell’esecutivo, per cui la Regione Fvg, informata degli sviluppi, sarà tenuta a nominare quanto prima un commissario straordinario che guiderà il Comune di Nimis fino alle nuove consultazioni amministrative.

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In copertina, il sindaco di Nimis Giorgio Bertolla con il vice Sergio Bonfini.

Ponte della Motta tra Nimis e Povoletto finalmente a una svolta. Il sindaco Bertolla: “Via all’iter della progettazione”

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Finalmente è partito l’iter della progettazione che, se procederà regolarmente, ci porterà alla realizzazione dell’opera». Le parole sono del sindaco di Nimis, Giorgio Bertolla, che abbiamo sentito per fare il punto sul nuovo ponte della Motta, in sostituzione di quello attuale, chiuso al traffico in seguito all’allerta meteo rossa diramata dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Le acque del torrente Cornappo, in seguito alle abbondanti precipitazioni questi giorni, si sono infatti notevolmente ingrossate mettendo a rischio la stabilità del vecchio manufatto, da tempo ormai inadeguato a sopportare l’odierno carico di circolazione. Avversità atmosferiche che hanno imperversato anche in quest’area pedemontana, ma «fortunatamente nonostante il brutto tempo – ha aggiunto il primo cittadino – ce la siamo cavata con relativamente pochi danni, molti alberi caduti e qualche linea elettrica interrotta. Ringrazio la squadra di Protezione civile per il grande lavoro svolto».

Il sindaco Giorgio Bertolla.


Una criticità quella del ponte della Motta tra Nimis e Povoletto – collegando la borgata di Molmentet alla frazione di Savorgnano del Torre – che si sta dunque avviando alla tanto auspicata soluzione, anche se i tempi tecnici ovviamente non saranno brevissimi, mettendo a frutto il finanziamento di oltre due milioni di euro stanziato un paio di anni fa dalla Regione Fvg a beneficio dell’amministrazione allora guidata da Gloria Bressani. Lo storico manufatto – ha infatti oltre 60 anni di vita – dimostra infatti sempre più la sua precarietà, tanto che aveva costretto la Giunta precedente a introdurre drastiche limitazioni al traffico dei mezzi pesanti e ad avviare le pratiche per una nuova struttura.

La piena che comincia defluire.

Il ponte, costruito alla fine degli anni Cinquanta, appunto per collegare i territori dei due Comuni, proprio nella suggestiva zona dove, sebbene sia territorio di Povoletto, i terreni agricoli sono per la maggior parte condotti da agricoltori di Nimis, come lo è pure la famiglia Tomada che gestisce il rinomato e ormai storico Fogolâr della Motta. A quell’epoca, il traffico era molto limitato: pochissimi ancora i trattori, per cui i trasporti agricoli avvenivano quasi interamente a trazione animale. Dopo oltre 60 anni, però, la situazione è profondamente cambiata, il traffico è aumentato e anche i mezzi pesanti sono numerosi. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le piene del torrente, proprio come quella di questi giorni e che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. La più grave, come molti ricorderanno, era stata quella del 1991, quando le acque impetuose travolsero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado che viene chiuso a ogni grossa precipitazione). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte della Motta. Pertanto, il Comune di Nimis, in qualità di capofila, qualche anno fa ha «inoltrato – come ci aveva riferito a suo tempo l’ex sindaco Bressani, oggi in minoranza – domanda di contributo per il finanziamento della demolizione e ricostruzione dell’opera. Per la sua realizzazione la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023».

La circolazione interrotta.

Per cui ora sarà proprio la nuova amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla a portare avanti la progettazione di un ponte adatto ai nostri tempi e quindi a dare seguito alla sua costruzione, risolvendo così prima possibile un problema molto sentito che si trascina da anni. E la notizia che la progettazione del nuovo ponte è finalmente partita farà sicuramente tirare un sospiro di sollievo alle popolazioni dei Comuni di Nimis e Povoletto, in quanto la necessità di una infrastruttura adatta ai tempi è molto sentita.

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In copertina, uno scorcio del ponte della Motta in questi giorni di maltempo: è in corsa la progettazione della nuova opera.

Festa a Cergneu per il nuovo parroco: don Marco Visintini sarà guida spirituale anche di Vallemontana e Monteprato

(g.l.) Grande festa domani mattina per le comunità cristiane di Cergneu, Vallemontana e Monteprato. Alle 11 farà, infatti, il suo ingresso in qualità di nuovo parroco don Marco Visintini, durante una solenne cerimonia che si terrà nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, a Cergneu: lo presenterà ai fedeli l’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato. La nomina ufficiale è avvenuta nel giugno scorso, ma il sacerdote opera in loco dalla primavera dello scorso anno in qualità di collaboratore pastorale: da allora vive stabilmente nella casa canonica di Nimis capoluogo.
Don Visintini è originario di Tricesimo e, dopo alcune esperienze di collaboratore pastorale, nel 1992 – come informa una nota della Curia udinese -, fu nominato parroco di Cortale, Valle e Vergnacco, nel Rojale, a cui si sono poi aggiunte Zompitta e Qualso. Nel 2011 il trasferimento in Carnia, a Socchieve, ma dopo due anni ecco un nuovo incarico come guida pastorale per le Parrocchie di Ara e di Fraelacco. Nel 2018 assunse anche la guida della vicina Parrocchia di Tricesimo, nel suo paese natale, che poi lasciò nel novembre 2021, quando venne assegnato ad altro ruolo nelle Valli del Torre.
A Cergneu don Visintini subentra a don Bruno D’Andrea, che mantiene la guida della Parrocchia di Attimis e l’amministrazione delle montane Forame e Subit. D’Andrea, come si ricorderà, aveva ricevuto l’incarico di guida spirituale alla prematura morte di don Flaviano Veronesi che era stato per molti anni parroco delle tre frazioni orientali di Nimis, dove è ancora ricordato con affetto e riconoscenza.

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In copertina, don Marco Visintini a Vallemontana durante l’ultima festa di San Giuseppe: celebra la Messa assistito dal diacono Diego Mansutti.

 

Vittime civili di guerra a Torlano: onoreremo queste 33 vittime insegnando ai giovani la cultura della pace

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Basta con le follie della guerra. Faremo presto un laboratorio per insegnare ai giovani la cultura della pace».  L’annuncio, molto bello e importante, l’ha dato ieri mattina, alla commemorazione dell’Eccidio di Torlano e delle 33 vittime innocenti della ferocia nazifascista, la rappresentante delle Famiglie vittime civili di guerra, Adriana Geretto, che non manca mai all’annuale cerimonia indetta dal Comune di Nimis. «Anche perché – ha osservato -, come diceva Maria Montessori, tutti parlano di pace, ma nessuno fa nulla per farla affermare».

Presente una folta rappresentanza di Portogruaro, la città veneta dalla quale proveniva la famiglia De Bortoli, letteralmente distrutta – ben nove morti! – nel fatto di sangue messo in atto la mattina del 25 agosto 1944 quale rappresaglia all’uccisione di un ufficiale tedesco: era molto attiva, infatti, in quei giorni l’azione di contrasto agli invasori da parte dei partigiani. Ma anche numerose autorità – sindaci e amministratori dei Comuni vicini, tra cui Povoletto e Tavagnacco, e pure della più lontana Ruda -, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche e d’arma. Per la Partigiani Osoppo c’era il presidente Roberto Volpetti.
Deposte le corone d’alloro e gli omaggi floreali sul sacello che custodisce i resti di quelle povere vittime – molte donne con i loro figlioletti -, monsignor Rizieri De Tina, che in precedenza aveva celebrato la Messa di suffragio nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, ha benedetto la tomba, lasciando poi la parola a un giovane del luogo che ha letto l’agghiacciante cronaca di quella indimenticabile mattinata di 79 anni fa. Quindi, oltre alla citata rappresentante delle Famiglie vittime civili, ha parlato il sindaco Giorgio Bertolla, il quale non poteva esimersi dal fare un collegamento tra la Seconda guerra mondiale, che seminò tanti lutti e distruzioni non solo a Torlano ma in tutto il Comune di Nimis, e quanto da oltre unn anno e mezzo sta avvenendo in Ucraina a causa del conflitto scatenato dalla Russia. Bertolla ha dato lettura anche del messaggio inviato dal commissario del Comune di Portogruaro, Iginio Olita, cedendo poi il microfono al consigliere regionale Edy Morandini che ha portato l’adesione dell’Assemblea di piazza Oberdan alla importante cerimonia che – ha sottolineato – ha il significato di tenere desta l’attenzione su questi crimini del passato affinché aiuti, ognuno nel proprio piccolo, a lavorare per la pace. Proprio come aveva esortato all’omelia don De Tina, il quale a commento dell’appropriata pagina del Vangelo, appena letta, ha raccontato anche due significative esperienze vissute nel 2019 a Leopoli, in Ucraina – quindi ben prima dello scoppio della guerra -, e pochi giorni fa in Romania, all’incontro religioso di Timisoara. Un ricordo, dunque, che non verrà mai meno, tanto che il primo cittadino di Nimis ha dato già appuntamento alla commemorazione dell’ottantesimo anniversario dell’Eccidio, il 25 agosto 2024.

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In copertina e all’interno, alcune immagini della cerimonia: l’intervento di Adriana Geretto, la Messa nella parrocchiale, il saluto del sindaco Bertolla e del consigliere regionale Morandini, autorità, il giovane che legge la cronistoria, labari e gagliardetti schierati.

Ristoratori in lutto nel Comune di Nimis: domani a Cergneu l’addio a Dino Orlando

(g.l.) Lutto nel settore della ristorazione nel Comune di Nimis e nella zona pedemontana. Si è infatti spento improvvisamente Dino Orlando, titolare della rinomata trattoria “Al Torrente” di Cergneu Superiore. Aveva 82 anni e da tempo era malato. La frazione del Lagna, ma non solo perché il ristoratore era molto conosciuto e stimato, si raccoglierà domani pomeriggio, quando, alle ore 17, saranno celebrati i funerali nella parrocchiale di San Giacomo Apostolo, mentre oggi, alle 19, nella stessa Chiesa sarà recitato il Rosario in suo suffragio. Lo piangono la moglie, i quattro figli, i generi e il nipote.
Come detto, Orlando era apprezzato per aver dato vita a uno dei punti di ristorazione più noti del Comune di Nimis. Il suo locale di via 12 Dicembre si è specializzato infatti nella preparazione di apprezzati menu a base di trota, quella allevata nella peschiera che l’imprenditore aveva realizzato proprio di fronte alla trattoria beneficiando delle limpide acque del torrente Lagna. Da qui, appunto, la denominazione del locale, la cui gestione è curata dalla figlia Mara. Trota, dunque, ma anche piatti tipici friulani nella trattoria di Dino Orlando e in particolare quelli a base di funghi dei quali “Leon” – questo il suo simpatico soprannome – era un provetto raccoglitore.

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In copertina, Dino Orlando nella sua trattoria in una bella foto che Fabrizia Candoni ha pubblicato su Facebook.

Torlano venerdì ricorderà l’Eccidio del 1944 e le 33 vittime innocenti della rappresaglia che invece ne voleva 40

(g.l.) Tra l’agosto e il settembre 1944 la popolazione del Comune di Nimis visse le pagine più cupe della propria esistenza, che però ebbero un sinistro segnale già il 12 dicembre precedente, quando a Nongruella sopra Cergneu ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio, nel quale caddero otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della seconda guerra mondiale.
Il 25 agosto di 79 anni fa la comunità di Torlano fu infatti destata da un tremendo fatto di sangue – passato alla storia come “Eccidio di Torlano” per aver spento barbaramente 33 vite innocenti tra cui tante donne e bambini – che sarà ricordato venerdì prossimo. Per quella giornata-anniversario, infatti, il Comune di Nimis ha indetto l’annuale commemorazione che comincerà alle 11 con la Messa di suffragio nella parrocchiale, quindi in corteo sarà raggiunto il vicino cimitero dove sarà reso omaggio al sacello che custodisce i resti di quelle povere vittime e si terranno i saluti delle autorità, a cominciare da quelli del sindaco di Nimis e del rappresentante di Portogruaro. Alla cerimonia, infatti, non manca mai una delegazione della città veneta per rendere omaggio al sacrificio di mamma De Bortoli e dei suoi bambini, martirio che è perennemente ricordato da un monumento nella frazione di Summaga.

La tomba delle 33 vittime…


Torlano rievocherà così la più tragica pagina di storia della sua comunità. Era il 25 agosto 1944 quando, all’alba, si scatenò la feroce rappresaglia nazifascista quale reazione all’uccisione di un ufficiale tedesco: in quelle settimane era infatti intensa l’attività partigiana nel paese e nel territorio circostante, specialmente montano, del Comune di Nimis. L’azione fu decisa dal Comando superiore delle SS di Trieste ed è ricordata come una delle vicende più orribili dell’ultimo conflitto, il cui fascicolo, come quello di altre stragi compiute sul suolo nazionale, finì nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. Trentatrè, come detto, le vittime innocenti: 24 di Torlano e 9 di Ramandolo. Una famiglia molto numerosa originaria della citata Portogruaro fu quasi del tutto sterminata da quello che è passato alla storia come il “boia di Colonia”.
Secondo gli ordini impartiti dalle autorità naziste, quella mattina di agosto doveva scorrere il sangue di quaranta persone, scelte a caso senza badare se fossero uomini, mamme o bimbi. Sette riuscirono a mettersi in salvo per cui le vittime, come detto, furono trentatré, tra cui appunto intere famiglie. E la più duramente colpita fu proprio quella dei De Bortoli, mezzadri sfrattati dalla loro terra veneta e giunti sotto i monti Plaiul e Zucon in cerca di un po’ di fortuna: in nove furono barbaramente uccisi. Ma uno dei figli Paolo, che aveva sette anni (è scomparso ottantunenne pochi anni fa), riuscì a salvarsi, protetto dal corpo della madre, e a farsi una vita, nonostante il tremendo trauma psicologico subito, come pure la sorella Gina, tredicenne, che riuscì a fuggire, sebbene avesse riportato gravissime ustioni causate dai vestiti avvolti dal fuoco. Nove martiri, insomma, soltanto in casa De Bortoli, mentre le altre persone trucidate appartenevano alle famiglie Comelli, Dri e Vizzutti, cognomi fra i più diffusi nella frazione di Nimis e a Ramandolo.
Il sacello-monumento dinanzi al quale venerdì prossimo si terrà la commemorazione ufficiale custodisce i resti di quelle povere vittime che tre anni dopo l’Eccidio furono raccolti in cinque bare, solennemente tumulate nel cimitero del paese, lasciando la fossa comune di Torlano Inferiore perché proprio là fu consumata la strage del 25 agosto 1944. Sinistra premessa di quanto sarebbe accaduto poco più di un mese più tardi a Nimis capoluogo che il 29 settembre fu interamente dato alle fiamme. Doveroso, quindi, ricordare queste tragedie affinché il flagello della guerra scatenata dalla Russia in Ucraina non abbia ad estendersi, con conseguenze che sarebbero inimmaginabili. Il mondo ha tanto bisogno di pace e il monito che sale dalle 33 vittime di Torlano è proprio sempre quello: ricercare, a tutti i costi, la pace!

… e tutti i loro nomi.

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In copertina, le cinque bare con i resti delle vittime dell’Eccidio durante i solenni funerali celebrati nel 1947 a Torlano.

 

Nimis, stamane l’omaggio alle vittime del rastrellamento di Nongruella del 1943

(g.l.) Tutti, o quasi, conoscono l’Eccidio di Torlano, quando il 25 agosto 1944 trovarono la morte per rappresaglia 33 vittime innocenti, tra cui donne e bambini. Pochi sanno, invece, che pure a Nongruella, una manciata di case con pochi abitanti sulle montagne sopra Cergneu, un anno prima, era il 12 dicembre 1943, ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio dell’8 settembre, nel quale caddero otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), pure queste del tutto estranee a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della seconda guerra mondiale.
Ai Caduti di Nongruella sarà reso omaggio oggi, a mezzogiorno, quando si ricorderà quel gravissimo fatto di sangue il cui anniversario ricorre, appunto, domani. Il Comune di Nimis ha infatti indetto l’annuale cerimonia commemorativa durante la quale, come annuncia il programma diramato dal sindaco Giorgio Bertolla, dopo la benedizione del monumento che ricorda le otto vittime sulla piazzetta della borgata, sarà deposta una corona d’alloro con le autorità civili. Al termine una bicchierata assieme alla pastasciutta offerta dal Gruppo Alpini Nimis-Val Cornappo.
Stamane, dunque, sarà rievocata una pagina, appunto, poco conosciuta, ma certamente fra le più dolorose dell’ultimo conflitto e che quest’anno assume ancora maggiore rilevanza vista la drammatica situazione, con pesanti conseguenze internazionali, che sta vivendo l’Ucraina a poche centinaia di chilometri dal Friuli Venezia Giulia. Un feroce fatto di sangue che si rivelò una tremenda premessa di quanto sarebbe accaduto neanche un anno più tardi proprio a Torlano e alla fine di settembre a Nimis, quando l’intero paese fu dato alle fiamme e molti compaesani furono condotti nei campi di concentramento. A ogni internato caduto nei Lager, come è noto, ogni anno durante la commemorazione del 29 settembre è dedicato un rintocco dell’unica campana della Chiesa di Centa rimasta dopo il terremoto.

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In copertina, la cerimonia a Nongruella di qualche anno fa con il sindaco Gloria Bressani.

 

Cornappo in piena, è urgente rifare il ponte della Motta: ci sono oltre 2 milioni

di Giuseppe Longo

Dopo la lunghissima siccità, anche a Nimis le piogge sono finalmente arrivate. E questo era avvenuto già nella fase di maturazione dell’uva, tanto da consentire una vendemmia eccezionale. Ma ora risultate anche troppo abbondanti. Le precipitazioni di ieri hanno infatti ingrossato di molto i torrenti e il Cornappo era così gonfio d’acqua da far chiudere temporaneamente il ponte della Motta che collega il paese pedemontano con Savorgnano del Torre, in Comune di Povoletto. Lo storico manufatto – ha infatti oltre 60 anni di vita – dimostra sempre più la sua precarietà, tanto che aveva costretto la precedente amministrazione a introdurre drastiche limitazioni al traffico dei mezzi pesanti e ad avviare le pratiche per una nuova struttura.
Esattamente un anno fa, riferivamo che sono disponibili oltre 2 milioni di euro per un rifacimento ex novo. Il ponte, costruito alla fine degli anni Cinquanta, appunto per collegare i territori dei due Comuni, proprio nella suggestiva zona dove, sebbene sia territorio di Povoletto, i terreni agricoli sono per la maggior parte condotti da agricoltori di Nimis, come pure la rinomata osteria – il Fogolâr della Motta – della famiglia Tomada. A quell’epoca, il traffico era molto limitato: pochissimi ancora i trattori, per cui i trasporti agricoli avvenivano quasi interamente a trazione animale. Dopo oltre 60 anni, però, la situazione è profondamente cambiata, il traffico è aumentato e anche i mezzi pesanti sono numerosi. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le piene del torrente, proprio come quella di ieri e che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. La più grave, come molti ricorderanno, era stata quella del 1991, quando le acque impetuose travolsero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado che da ieri è impraticabile). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte in questione.


«Fin dai primi tempi dell’insediamento di questa Amministrazione – ci aveva spiegato un anno fa l’allora sindaco Gloria Bressani -, si è manifestato il problema relativo alla sicurezza della viabilità del ponte della Motta che congiunge i Comuni di Nimis e Povoletto con traffico sostenuto anche da mezzi agricoli pesanti. Stante il continuo verificarsi di fenomeni atmosferici anche di grande intensità, il manufatto era una costante fonte di preoccupazione per le Amministrazioni coinvolte, per cui in sede concertazione per il riparto dei fondi regionali, il Comune di Nimis, in qualità di capofila, ha inoltrato istanza di contributo per il finanziamento della demolizione e ricostruzione dell’opera. Per la realizzazione dell’opera la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023».
Per cui ora sarà la nuova amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla a portare avanti la progettazione di un ponte adatto ai nostri tempi e quindi a dare seguito alla sua costruzione, risolvendo così prima possibile un problema molto sentito che si trascina da anni.

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In copertina, il Cornappo ieri in piena all’altezza del ponte della Motta; all’interno, il guado sommerso dall’acqua.

(Foto Comune di Nimis)