A Nimis un Carnevale tutto da ricordare: con il ritorno dei carri allegorici la sfilata nata all’indomani del terremoto ritrova finalmente lo smalto degli anni migliori

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Evviva, il Carnevale di Nimis ritorna ai suoi vecchi splendori!», avevano commentato con entusiasmo i social, a metà gennaio, quando la Pro Nimis ha annunciato, nell’ambito del ricco programma del Carnevale 2026, il tanto atteso ritorno dei carri allegorici. E così quel felice auspicio si è tramutato in realtà, anche grazie alle ottime condizioni meteo che, a parte sabato scorso – il maltempo non ha, però, ostacolato l’apprezzatissimo “Trenino del Gusto” -, ha regalato giornate bellissime, da inizio primavera, che, non solo hanno facilitato la complessa organizzazione, ma hanno richiamato, specialmente alla sfilata di domenica pomeriggio, migliaia di persone. Ma anche ieri, ultimo giorno di festeggiamenti – ricorrendo quello che, secondo la tradizione friulana, è noto come “Carnevalon” -, la serata sotto l’ampio tendone allestito in piazza 29 Settembre è stata meta sempre di un pubblico foltissimo e di tante maschere, singole o a gruppi, che hanno ancora una volta messo in mostra fantasia, creatività e tanta voglia di divertirsi in quello che, da sempre, è conosciuto come il periodo più allegro dell’anno. E che nel Comune di Nimis era cominciato il 5 gennaio, vigilia epifanica, con la liberazione del Pust di Cergneu che ora, con l’inizio della Quaresima – oggi si celebra il Mercoledì delle Ceneri – torna nel triste “Cantun” fino al suo nuovo “risveglio” agli albori del 2027.


Tantissima gente pure ieri sera, anche per la molto attesa estrazione della lotteria e dei suoi meravigliosi premi, primo dei quali la Fiat Panda esposta sul sagrato del Duomo dalla festa dell’Immacolata. Grande trepidazione per quei numeri che alcuni bambini prelevavano dal cestello rotante consegnandoli al bravo Luigi Bertolla che li annunciava. Prima di dare al via alla alla cerimonia della “dea bendata” il sindaco Fabrizio Mattiuzza ha portato il saluto del Comune di Nimis ai partecipanti alla serata conclusiva di questo Carnevale 2026 che, nato all’indomani del terremoto di mezzo secolo fa, ha appunto ritrovato lo smalto di un tempo, qualificandosi come la principale manifestazione del paese pedemontano tanto da meritare d’essere sempre più sostenuta e incoraggiata. La Pro Loco guidata da Mario Srebotuyak, con i suoi bravissimi collaboratori, si è spesa infatti al massimo, fruendo prima di tutto del pieno appoggio della civica amministrazione, soprattutto attraverso il giovane assessore Davide Michelizza.
Ma il clou di “Carnevâl a Nimis” è stato, come si diceva, domenica pomeriggio, quando si è snodato per le vie del paese quel magnifico “serpentone”, pieno di colori e allegria, con ben diciassette tra carri allegorici e gruppi. Come già riferito attraverso i social, la qualificata giuria – che si è onorata della presenza anche del consigliere regionale Edy Morandini – ha premiato il mega-carro di Pravisdomini – quello proveniente da più lontano, ai confini con il Veneto -, dal titolo “L’altro mondo” per la coreografia, mentre il premio fantasia è andato al carro di Buja “Il tempo” e quello per la tradizione a quello di Borgo Cecchin “El camarin dal nono” con l’attribuzione del “Tomat”, la caratteristica maschera lignea del Tarcentino. Il premio per la satira è stato assegnato, invece, al folto gruppo dei generosi volontari di Ora Nimis – prezioso il loro lavoro a favore dei bambini durante le vacanze estive – che ha presentato “I manifestanti”. Un premio è andato, inoltre, al gruppo sloveno “I Kurenti di Ptuj”. Quattro, infatti, le compagnie arrivate da oltreconfine: dalla vicina repubblica anche il gruppo Harije, mentre dalla più lontana Croazia hanno sfilato “I batteristi Carolosboom” e i simpatici “Izvor”.

Ottima, poi, la rappresentanza interna che, oltre al carro di Cergneu “Nostalgia 90” e al gruppo della piccola Vallemontana “I minions”, ha presentato l’allegra combriccola “Contaden cjoc”, il “Castrum Nem-Afs” della classe Terza A della scuola elementare, e “Gnomi e funghi” dell’asilo e del nido parrocchiali “Monsignor Beniamino Alessio”. Una festa di bambini in maschera è scesa anche dalla montagna con “La magia di Taipana”. E per quanto riguarda ancora la partecipazione locale va citata quella di Maglia Nera, la benemerita associazione di bikers guidata da Massimiliano Misdaris che si premura di garantire la percorribilità dei sentieri nel comprensorio del monte Bernadia e non solo. Il suo titolo: “Bik(e)ings”. Ma il lungo corteo mascherato – aperto dalle effervescenti note della Banda di Cassacco e presentato dalle appropriate descrizioni di Antonella Bozzato – ha visto molto applauditi anche i grandi e sontuosi carri di Treppo Piccolo “Lotta tra la Fenice e la Morte” e di Treppo Grande “Le meraviglie di Venezia”, oltre alla sempre scanzonata Banda degli Splumats.
«La sfilata – ha commentato il sindaco Mattiuzza – è stata un vero successo, risultato tutt’altro che scontato se si considera la complessità organizzativa di un evento che richiede grande attenzione anche sotto il profilo della viabilità e della sicurezza. Un sentito ringraziamento va alla Pro Loco del Comune di Nimis, agli uffici comunali, in particolare all’ufficio di polizia locale e all’operatore comunale, alle associazioni coinvolte, alle forze dell’ordine, e a tutti i volontari che con passione, competenza e generosità rendono possibili questi preziosi momenti di comunità. Sono davvero orgoglioso della riuscita della manifestazione: la straordinaria partecipazione della nostra comunità è stata la vera forza di questa bellissima giornata». E ha aggiunto: «Nimis oggi si è riempita di colori, musica e partecipazione: la sfilata di Carnevale ha richiamato un pubblico numeroso e festoso, restituendo al nostro paese il clima di un Carnevale atteso e profondamente sentito dalla comunità». Insomma, un grande successo, quello che mancava da diversi anni – l’ultima sfilata con i carri allegorici era stata nel 2017 – e che le limitazioni imposte dalla triste esperienza pandemica avevano ulteriormente impedito. Nimis è dunque ripartita alla grande, tra generali apprezzamenti: un risultato esaltante che aiuterà a fare ancora meglio fin dalla prossima edizione. E così Nimis sarà sempre più “il paese del Carnevale”, ponendosi tra le mete più gettonate del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e all’interno, la fine (Pravisdomini) e l’inizio della mascherata in piazza 29 Settembre e in via Matteotti, ancora una piccola parte della folla che ha applaudito la sfilata, il saluto del sindaco Fabrizio Mattiuzza ieri sera, ultimo di Carnevale, presente un foltissimo pubblico sotto il tendone; la presentatrice Antonella Bozzato, il “Tomat” e gli altri premi.

(Tutte le foto di carri, gruppi e relative premiazioni si possono rivedere sui post Facebook)

Festa grande oggi a Monteaperta per l’ingresso di monsignor Marco Visintini nuovo parroco dell’alta val Cornappo

(g.l.) Grande festa nella quarta domenica di Avvento a Monteaperta. Questa mattina la bellissima frazione di Taipana, adagiata sulle pendici del Gran Monte, accoglierà infatti il nuovo parroco, monsignor Marco Visintini, già titolare delle comunità cristiane di Cergneu, Monteprato e Vallemontana, nel Comune di Nimis. A presentarlo al suo nuovo gregge, del quale fanno parte anche i piccoli paesi di Cornappo e Debellis, sarà l’arcivescovo Riccardo Lamba che, alle 11, presiederà la Messa solenne per l’ingresso ufficiale di don Marco. Il quale la scorsa estate era stato invece accolto nella Parrocchia di Taipana capoluogo, cui fanno capo anche le frazioni orientali. Originario di Tricesimo (cittadina della quale è stato anche arciprete), per il sacerdote settantenne, che vive nella canonica di Nimis, ora si aggiunge dunque anche la responsabilità spirituale dell’alta valle del Cornappo. La sua gente gli si stringerà attorno dandogli un caloroso benvenuto fra tanti auguri per il suo nuovo apostolato.

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In copertina, monsignor Marco Visintini con l’arcivescovo Riccardo Lamba a Cergneu; qui sopra, al suo ingresso a Taipana, accolto dal sindaco Alan Cecutti.

Domattina Nongruella renderà omaggio alle vittime del 12 dicembre 1943 premessa delle stragi di Torlano e Nimis

(g.l.) Nongruella rende omaggio ai suoi Caduti. Molto conosciuto è l’Eccidio di Torlano del 25 agosto 1944. Pochi sanno, invece, che pure in questa manciata di case sulle montagne sopra Cergneu, nove mesi prima, -era il 12 dicembre 1943 -, ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio dell’8 settembre, nel quale caddero anche otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee – come quelle di Torlano, dove furono uccisi anche bambini – a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della Seconda guerra mondiale.
Alle vittime di Nongruella sarà reso omaggio domani, alle 11, quando si ricorderà quel gravissimo fatto di sangue il cui 82° anniversario ricorreva ieri. Il Comune di Nimis ha, infatti, indetto l’annuale cerimonia commemorativa durante la quale, come annuncia il programma diramato dal sindaco Fabrizio Mattiuzza, dopo la celebrazione eucaristica con la benedizione del semplice monumento che ricorda le otto vittime sulla piazzetta della borgata, sarà deposta una corona d’alloro con le autorità civili. Al termine una bicchierata assieme alla sempre gustosa pastasciutta offerta dal Gruppo Alpini Nimis-Val Cornappo.
Sarà rievocata una pagina, appunto, poco conosciuta, ma certamente fra le più dolorose dell’ultimo conflitto. Un feroce fatto di sangue che si rivelò una tremenda premessa di quanto sarebbe accaduto neanche un anno più tardi proprio a Torlano e a Nimis, quando l’intero paese fu dato alle fiamme e molti compaesani furono condotti nei campi di concentramento. Un doveroso ricordo affinché sia un monito contro le violenze che continuano a insanguinare questo nostro mondo, a cominciare dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente.

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In copertina, la lapide che ricorda le vittime del 12 dicembre 1943 a Nongruella.

La vecchia toponomastica di Nimis oggi nel secondo incontro di “Cultura in Festa” il nuovo cartellone della Biblioteca protagonista Dj Tubet rapper di… casa

(g.l.) “Memorie toponomastiche di Nimis”: questo il titolo del secondo incontro di “Cultura in Festa 2”, il cartellone di iniziative della Biblioteca comunale che aveva preso avvio pochi giorni fa con un laboratorio di lettura, protagonista Irene Greco, dedicato alle classi prima e seconda della scuola primaria. L’incontro odierno si terrà alle 20.30, nel salone delle ex elementari con la partecipazione di Elsa Biasizzo, Adriano Ceschia, don Rizieri De Tina e e Dj Tubet.


La serata, che si annuncia molto interessante soprattutto per gli “autoctoni”, segue un analogo incontro che si era tenuto con notevole successo, vista la folta partecipazione, nella prima edizione del programma culturale della Biblioteca, grazie all’impegno della bibliotecaria Angelika Pfister e dei suoi bravi collaboratori. Il suo titolo era, infatti, “I boins, i triscj e chei di Nimis”, attingendo a un vecchio detto riguardante i residenti nel paese pedemontano. L’incontro sarà coordinato dallo stesso Dj Tubet (all’anagrafe Mauro Tubetti) che al termine intratterrà il pubblico con le sue applauditissime improvvisazioni che innesta, con grande facilità e immediatezza, sui termini appena ascoltati. E così sarà anche questa sera, che riguardino o meno la toponomastica di Nimis e delle sue località. Dj Tubet è infatti, come tutti sanno, uno dei “rapper” più veloci che conosca la scena internazionale, Un vero talento di Nimis, insomma, che ben si addice al titolo posto a “cappello” nell’incontro della scorsa primavera.
Dopo questa serata, “Cultura in Festa 2” – che beneficia del sostegno di Comune di Nimis, Regione Fvg, Io sono Friuli Venezia Giulia e Sistema bibliotecario del Friuli – continuerà con il suo ricco programma che ci accompagnerà fino alla prossima estate. L’incontro più vicino è in calendario il 23 dicembre, antivigilia di Natale, quando ci saranno, alle 17, le letture invernali di Simone e Martina dell’Associazione 0432. Tanti e interessanti gli incontri che si succederanno poi da gennaio e che annunciano un incontro con il professor Enrico Galiano, i cent’anni della Disney e cosa hanno rappresentato per la nostra infanzia, Leggimontagna, un nuovo punto sulla raccolta di vecchie fotografie del paese nell’ambito del progetto “… e quelli di Nimis”, un incontro con Maglia Nera sulla storia ed evoluzione della Mtb in Friuli, per continuare poi con il riconoscimento giuridico della lingua friulana, una riflessione geosismica nell’ambito del 50° anniversario del terremoto, il fenomeno del carsismo e delle sue acque nel territorio di Nimis e della valle del Cornappo, in tutta evidenza il monte Bernadia con il suo importante patrimonio ipogeo, per concludere con il laboratorio di graffiti che aveva ottenuto molto successo già nella prima edizione di “Cultura in Festa”. Insomma, un variegato “contenitore” di proposte che non mancherà di suscitare attenzione, a partire proprio dall’appuntamento di oggi sulle memorie toponomastiche, ovvero sulle origini dei nomi dei vari luoghi.

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In copertina, il rapper Dj Tubet con la bandiera del Friuli; all’interno, la sede della Biblioteca in via Matteotti a Nimis.

Nimis rende omaggio alla memoria di Bruno Fabretti. Domani uno spettacolo dedicato alle scuole e alla cittadinanza in ricordo dell’ex internato: i suoi diari dai Lager in una mostra di Luca d’Agostino

(g.l.) Nimis rende omaggio a Bruno Fabretti a due anni dalla morte. La civica amministrazione del paese pedemontano domani ricorderà, infatti, l’ex internato scomparso nell’estate 2023, sulla soglia dei cent’anni, attraverso un incontro e una mostra fotografica per le scuole e la cittadinanza. L’appuntamento è fissato per domani mattina, con inizio alle 10.30, al Teatro Juventus, nell’Oratorio parrocchiale, dove verrà proposto il progetto Parole e Musica per un domani “Memorie di Libertà: Bruno Fabretti” con uno spettacolo ed una mostra allestita dal fotografo Luca d’Agostino. Iniziativa presentata nel 2024 per la prima volta a Mortegliano e poi replicata, con lo stesso successo, a San Giorgio di Nogaro. E che ora, come è giusto avvenga, approda anche nel paese natale, nel quale il commendator Fabretti è sempre vissuto dopo il ritorno dalla prigionia nei campi di concentramento in Germania.

Il progetto, del quale è capofila la Domus Musicae di Mortegliano, grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e dello stesso Comune di Nimis, prosegue un percorso iniziato sul finire dello scorso anno con la mostra fotografica “La vita di Bruno Fabretti: un ponte generazionale e sociale per una comunità inclusiva” prodotta dal Circolo Culturale Chiarisacco con partner l’Associazione Culturale Le Colone Aps, già esposta appunto a Mortegliano e a San Giorgio di Nogaro. «La sua voce, i suoi disegni e il suo diario – ha sottolineato il sindaco Fabrizio Mattiuzza – hanno dato forma a una testimonianza preziosa, che oggi continuiamo a condividere per ricordare l’orrore della guerra e l’importanza dei valori di pace, democrazia e tolleranza».
Domani, 2 dicembre, alle ore 10.30, è programmato dunque un incontro/lezione/spettacolo al Teatro parrocchiale di Nimis nel quale sono invitate le secondarie di primo grado del Comune e tutta la cittadinanza. Con il coordinamento e le letture a cura di Giuliano Bonanni e i momenti musicali a cura del Domus Musicae Quartet diretto da Giuseppe Tirelli (Giovanni Di Lena violino – Andrea Valent fisarmonica – Nicola Tirelli tastiere – Giuseppe Tirelli contrabbasso), il progetto vede anche la proiezione del documentario raccolto proprio da Luca d’Agostino su idea dello stesso Giuseppe Tirelli e patrocinato dalla sezione Anpi di San Giorgio di Nogaro. Al termine, inaugurazione della mostra fotografica al Centro “Antonio Comelli” di piazza XXIX Settembre (sala fronte ufficio Iat; orari: giovedì e sabato 9-13, domenica 10-13).
Bruno Fabretti, testimone diretto dei campi di prigionia e dei Lager nazisti, si è spento il 13 luglio del 2023 a 99 anni: ne avrebbe compiuti cento appena due mesi dopo. Nato infatti a Nimis il 15 settembre 1923, Fabretti ha vissuto momenti terribili durante la Seconda Guerra Mondiale. Partigiano combattente, dopo essere stato catturato dai tedeschi nel settembre del 1943, affrontò la prigionia in diversi campi di concentramento tra cui Lodz, Dachau, Neuengamme, Bergen Belsen e Buchenwald. Nel suo libro, “Per non dimenticare. Diario di un deportato nei Lager nazisti di Dachau, Neuengamme, Buchenwald”, l’ex internato aveva raccontato la crudeltà e l’orrore dei campi di prigionia. Aveva compreso l’importanza di non lasciare che la memoria svanisse nel silenzio, tanto che si impegnò, instancabile, con grande dedizione anche nella promozione della memoria storica e nella diffusione dei valori di democrazia, tolleranza e pace. Raccontò, pertanto, le proprie esperienze di guerra in moltissime scuole, a migliaia di bambini e ragazzi, e organizzò eventi con lo scopo di educare le nuove generazioni sugli orrori del nazismo e sull’importanza di difendere i valori umani fondamentali. La mostra fotografica di Luca d’Agostino raccoglie le riproduzioni di alcune pagine dello straordinario diario che lo stesso Fabretti scrisse ed accompagnò con disegni propri subito dopo la liberazione. «La sua lotta per la libertà e la sua dedizione a un mondo migliore – osserva d’Agostino – rimarranno sempre un faro di speranza e una testimonianza della resilienza umana in tempi di oscurità e oppressione».

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In copertina, un ritratto di Bruno Fabretti (1923-2023); all’interno, pochi mesi dopo il ritorno a Nimis dal Lager di Buchenwald.

Torlano domani commemorerà l’eccidio di ottantun anni fa: anche da Portogruaro per ricordare la tragedia dei De Bortoli

di Giuseppe Longo

Sarà il nuovo sindaco di Nimis, ingegner Fabrizio Mattiuzza, a presiedere domani mattina la solenne commemorazione dell’Eccidio di Torlano nel suo 81° anniversario. La civica amministrazione ha, infatti, indetto l’annuale cerimonia che comincerà alle 11 con la Messa, nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, in suffragio delle trentatré vittime innocenti della strage nazifascista; quindi, in corteo sarà raggiunto il vicino Cimitero dove sarà reso omaggio al sacello che custodisce i loro resti: nell’occasione, si terranno i saluti delle autorità, a cominciare da quelli dei rappresentanti di Nimis e di Portogruaro. Alla cerimonia, infatti, non manca mai una delegazione della città veneta per rendere omaggio al sacrificio di mamma De Bortoli e dei suoi bambini, martirio che è perennemente ricordato da un monumento nella frazione di Summaga. L’anno scorso era presente, con la delegazione portogruarese, anche Gina De Bortoli, ultranovantenne ma ancora in ottima salute, ultima superstite di quella efferata strage del 25 agosto 1944.
In quell’estate di 81 anni fa la popolazione del Comune di Nimis visse le pagine più cupe della propria esistenza, che però ebbero un sinistro presagio già il 12 dicembre precedente, quando a Nongruella sopra Cergneu ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio, nel quale caddero otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della seconda guerra mondiale.

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I 102 anni di Paola Del Din

(g.l.) «Oggi celebriamo Paola Del Din, figura eminente della storia del nostro Paese e testimone autentica dei valori più alti della Resistenza e della libertà. Come staffetta della Divisione Osoppo, ha messo a rischio la propria vita per servire la Patria, portando avanti con coraggio e determinazione ideali che ancora oggi costituiscono le fondamenta della nostra democrazia. La sua vicenda personale, segnata anche dal sacrificio del fratello Renato, è un esempio di dedizione e di amore per l’Italia che le è valsa la Medaglia d’Oro al Valor Militare e che non deve mai essere dimenticata». Con questo augurio, l’assessore Pierpaolo Roberti ha portato i saluti dell’Amministrazione regionale a Paola Del Din, nel giorno del suo 102° compleanno, festeggiato in ottima salute a Sappada assieme a parenti ed amici. Paola Del Din è stata staffetta partigiana durante la Resistenza, distinguendosi per coraggio e dedizione in missioni rischiose che prevedevano il trasporto di messaggi e documenti attraverso territori occupati dai nazifascisti e fu anche la prima donna paracadutista italiana e compiere un lancio di guerra. Dopo il conflitto si è dedicata all’insegnamento e alla promozione della memoria storica, diventando una testimone autorevole dei valori di libertà e democrazia. Ancora oggi, nonostante l’età molto avanzata, non manca alle principali cerimonie commemorative. E anche alla commemorazione di Torlano è stata presente molte volte. «Con profonda gratitudine e sincera ammirazione, a nome della Regione Friuli Venezia Giulia, le rivolgo i più sinceri auguri di buon compleanno – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – nella certezza che la sua testimonianza continuerà a essere fonte di ispirazione per le generazioni presenti e future».

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Torlano rievocherà così la più tragica pagina di storia della sua comunità. Era il 25 agosto 1944 quando, all’alba, si scatenò la feroce rappresaglia nazifascista quale reazione all’uccisione di un ufficiale tedesco: in quelle settimane era infatti intensa l’attività partigiana nel paese e nel territorio circostante, specialmente montano, del Comune di Nimis. L’azione fu decisa dal Comando superiore delle SS di Trieste ed è ricordata come una delle vicende più orribili dell’ultimo conflitto, il cui fascicolo, come quello di altre stragi compiute sul suolo nazionale, finì nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. Trentatré, come detto, le vittime innocenti: 24 di Torlano e 9 di Ramandolo. Una famiglia molto numerosa originaria della citata Portogruaro fu quasi del tutto sterminata da quello che è passato alla storia come il “boia di Colonia”.
Secondo gli ordini impartiti dalle autorità naziste, quella mattina di agosto doveva scorrere il sangue di quaranta persone, scelte a caso senza badare se fossero uomini, mamme o bimbi. Sette riuscirono a mettersi in salvo per cui le vittime, come detto, furono trentatré, tra cui appunto intere famiglie. E la più duramente colpita fu proprio quella dei De Bortoli, mezzadri sfrattati dalla loro terra portogruarese e giunti sotto i monti Plajul e Zucon in cerca di un po’ di fortuna: in nove furono barbaramente uccisi. Ma uno dei figli, Paolo, che aveva sette anni (è scomparso ottantunenne pochi anni fa), riuscì a salvarsi, protetto dal corpo della madre, e a farsi una vita, nonostante il tremendo trauma psicologico subito, come pure la ricordata sorella Gina, tredicenne, che riuscì a fuggire, sebbene avesse riportato gravissime ustioni causate dai vestiti avvolti dal fuoco. Nove martiri, insomma, soltanto in casa De Bortoli, mentre le altre persone trucidate appartenevano alle famiglie Comelli, Dri e Vizzutti, cognomi fra i più diffusi nella frazione di Nimis e a Ramandolo.
Il sacello-monumento dinanzi al quale domani si terrà la commemorazione ufficiale custodisce i resti di quelle povere vittime che tre anni dopo l’Eccidio furono raccolti in cinque bare, solennemente tumulate nel cimitero del paese, lasciando la fossa comune di Torlano Inferiore perché proprio là fu consumata la strage del 25 agosto 1944. Sinistra premessa di quanto sarebbe accaduto poco più di un mese più tardi a Nimis capoluogo che il 29 settembre fu interamente dato alle fiamme.

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In copertina, le bare nelle quali furono raccolti i resti delle 33 vittime dell’Eccidio.

A Chialminis festa per la Madonna delle Grazie: domani benedizione della “Pietra della Pace” con la Croce di Aquileia

(g.l.) Dopo le tante vittime e distruzioni dell’ultima guerra, che tra poche settimane saranno dapprima ricordate con la commemorazione dell’Eccidio di Torlano e poi con la rievocazione dell’Incendio di Nimis – 25 agosto e 29 settembre 1944 -, abbiamo avuto la fortuna di vivere da oltre ottant’anni in pace, un periodo così lungo che mai si era verificato prima. Ma, purtroppo, venti minacciosi soffiano sempre più forti, per cui invocare la pace è molto importante. E lo si farà anche domani dalla piccola Chialminis, sulla Bernadia.
Dalla frazione montana di Nimis salirà, infatti, al Cielo una invocazione affinché vengano allontanati i nuovi rischi di rottura degli equilibri mondiali con la benedizione della “Pietra della Pace” posta sul campanile della Chiesa di Sant’Elena Imperatrice rinata dopo il terremoto di quasi mezzo secolo fa. La lastra in marmo è stata scolpita dall’artista Ivan Gervasi: sopra la croce di Aquileia, dalla quale dipartono incorraggianti raggi di luce, è scritto: “pas”, “pace”, “mir”. Cioè la stessa parola, pace appunto, declinata in friulano, italiano e sloveno, le lingue che si parlano in questo angolo di Friuli, anche se per le località delle alte valli del Cornappo e del Torre è più corretto dire “po nasen” (a modo nostro), cioè il dialetto che si sente soltanto in quest’area geografica nel quale s’incrociano vari idiomi.
La cerimonia avverrà in occasione della tradizionale festa della “Madone di Grazie” della prima domenica di agosto che, dopo il “Bacio delle Croci” fissato alle 11 all’esterno del luogo sacro, vedrà la Messa cantata e la processione per le vie del paese. Un rito che segue quello che era stato celebrato domenica scorsa nella piazzetta di borgo Vigant, la località oltre Villanova delle Grotte – ma sempre in Comune di Nimis – famosa per il suo ciclopico Abisso. Insomma, due belle tradizioni che continuano, mantenendo in vita importanti pagine della nostra storia!

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In copertina, la Chiesa di Chialminis: domani sul campanile sarà benedetta la “pietra della pace” scolpita da Ivan Gervasi.

Come difendere i bambini dai rischi? Stasera a Nimis un incontro informativo con la Croce Rossa di Tarcento

(g.l.) “Proteggi i bambini, costruisci il futuro!”: con questo titolo-slogan il Comune di Nimis presenta la serata informativa che ha organizzato per oggi, 25 giugno, alle 20.30, nella sala consiliare del Municipio, a cura della sede di Tarcento della Croce Rossa Italiana. Sottotitolo: “Manovre salvavita pediatriche”. E soltanto queste tre parole bastano per sottolineare quanto sia importante l’incontro, considerati tutti i pericoli e rischi cui i nostri bambini possono incorrere quotidianamente.
«Se desiderate imparare come intervenire in situazioni di emergenza e mettere in pratica le tecniche di primo soccorso per i più piccoli, questa è l’occasione perfetta», sottolinea infatti l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fabrizio Mattiuzza e che ha come referente alla sanità la vice Gloria Bressani e alla cultura Serena Vizzutti. «Ringraziamo la Croce Rossa Italiana che si è subito resa disponibile ad accogliere la nostra richiesta», aggiungono gli amministratori che concludono: «Vi aspettiamo per una serata di formazione, sensibilizzazione e solidarietà».

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In copertina e all’interno bambini dell’asilo durante una passeggiata lungo il Cornappo.

Oggi il gran finale per le storiche sagre di Torlano (con tanto sport) e di Monteprato

(g.l.) Le sagre invitano anche oggi nel Comune di Nimis. Domenica del gran finale, infatti, per i secolari festeggiamenti pasquali di Torlano che oggi offrono ben tre proposte sportive di richiamo, come Sentieri Aperti nella Trail Area della Bernadia a cura di Maglianera, la Marcia di Pasqua organizzata dal Dolce Nord Est e il sorvolo del paese da parte degli amici del Centro friulano parapendio. Manifestazioni che beneficiano della bella giornata di sole, come è avvenuto peraltro quest’anno – fatto abbastanza insolito – anche nelle giornate di Pasqua e Pasquetta. Chioschi ben riforniti di vini e invitanti proposte gastronomiche, con in primo piano la degustazione del Ramandolo, il famoso vino dolce orgoglio dei produttori locali premiato dalla prima denominazione di origine controllata e garantita del Friuli Venezia Giulia.
A Monteprato, invece, secondo e ultimo giorno con la Festa patronale di San Giorgio, una delle più antiche sagre dei “Santi di Ghiaccio”. Alle 11 Messa cantata nella Chiesa parrocchiale affrescata dalla mano giovanile di Tita Gori, il grande pittore di Nimis al quale l’anno scorso era stata dedicata una bellissima mostra nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio.

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In copertina, i sentieri di Maglianera nel Comune di Nimis; all’interno, due belle immagini di Monteprato e Torlano.

Monteprato in festa per San Giorgio antica sagra dei Santi di Ghiaccio: oggi cena paesana e domani Messa cantata

(g.l.) Mentre Torlano vive il secondo e ultimo fine settimana dei suoi festeggiamenti pasquali, ecco che nel Comune di Nimis si affaccia per questo fine settimana un’altra bella sagra legata alla tradizione: la Festa patronale di San Giorgio, a Monteprato.
La celebrazione prenderà il via questo pomeriggio, alle 17, con l’apertura dei chioschi, mentre alle 20 seguirà la sempre invitante cena di paese con ossocollo allo spiedo e porchetta con fagioli e altri contorni: chi volesse partecipare potrà chiamare il numero 333.7702948. Domani mattina, invece, il sipario sulla sagra si alzerà già alle 8. Poi alle 11 nella Chiesa parrocchiale, affrescata dalla mano giovanile di Tita Gori, ci sarà la Messa cantata dedicata appunto al patrono, al Santo del terzo secolo dopo Cristo che uccide il drago e la cui memoria ricorreva il 23 aprile.
Quella di Monteprato, come si legge sulla locandina, è anche “una delle più antiche sagre dei Santi di Ghiaccio”, come dire dei Santi celebrati durante gli ultimi freddi di aprile, ma anche di maggio (dipende dalle zone), prima dell’arrivo definitivo della bella stagione. Infatti, come molti ricorderanno, il 21 aprile di otto anni fa c’era stato un brusco abbassamento notturno delle temperature con una grave brinata che causò molti danni anche alla viticoltura del Comune di Nimis.

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In copertina, la Chiesa di Monteprato e qui sopra la statua di San Giorgio.