A Nimis Gloria Bressani è il nuovo vicesindaco. Nella Giunta Mattiuzza anche Gervasi, Michelizza e Vizzutti

di Giuseppe Longo

Gloria Bressani è il nuovo vicesindaco del Comune di Nimis. L’ha nominata ieri, assieme agli altri tre assessori, il neo-sindaco Fabrizio Mattiuzza eletto, con una larga maggioranza, nelle amministrative del 13 e 14 aprile scorsi quando si era affermata la lista “Obiettivo Nimis”, rispetto alle compagini (“Nimis riparte” e “Chei mancul piês”) che proponevano come primo cittadino Sergio Bonfini.

Il sindaco Fabrizio Mattiuzza


Della nuova Giunta fanno parte anche Lino Gervasi (Urbanistica e Lavori pubblici), Davide Michelizza (Associazioni, Attività sportive e Turismo) e Serenza Vizzutti (Istruzione, Cultura e Pari opportunità). Gloria Bressani, già primo cittadino di Nimis nel mandato che precedeva quello di Giorgio Bertolla, si occuperà invece di Servizio socio-assistenziali e Sanità, mentre il sindaco ha riservato per sé i referati di Attività produttive, Protezione civile, Bilancio, Personale e Affari generali. Nel contempo, l’ingegner Mattiuzza ha attribuito incarichi anche ad alcuni neo-consiglieri: Luca Bressani (Partecipazione e Informazione), Andrea Fant (Innovazione tecnologica e digitalizzazione), Anna Kolaj (Politiche giovanili) e Roberta Tomada (Servizi scolastici).
Completata la compagine amministrativa, ora è conto alla rovescia per la prima seduta del Consiglio comunale che il nuovo primo cittadino ha convocato per mercoledì prossimo, alle 20.30. Nella seduta inaugurale, dopo la convalida degli eletti, i lavori si apriranno con il giuramento del sindaco, l’atto che segnerà l’effettivo avvio della sua nuova esperienza municipale. Mattiuzza, infatti, ha rivestito in passato la carica di assessore e anche Gloria Bressani, come detto, Lino Gervasi e Serena Vizzutti, hanno avuto esperienze amministrative, mentre novello nell’attività della Giunta è il giovane Davide Michelizza, studente universitario e vicepresidente della Pro Nimis, che nelle recenti consultazioni aveva raccolto il maggior numero di preferenze.

Lino Gervasi

Davide Michelizza

Serena Vizzutti

Passate le elezioni amministrative e formata la Giunta, ora ci sono dunque tutte le condizioni per dare avvio al nuovo quinquennio dopo l’anno di gestione commissariale, assicurata dal dottor Giuseppe Mareschi, resosi necessaria in seguito alla caduta della Giunta Bertolla dopo appena un biennio alla guida del Comune, quando vicesindaco era l’ingegner Sergio Bonfini che ora siederà in minoranza assieme a Tiziano Clocchiatti,  Silvia Parisotto e Giovanna Rossetto.

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In copertina, Gloria Bressani è stata scelta come nuovo vicesindaco di Nimis.

Nimis, anche don Rizieri De Tina sarà festeggiato stamane nel Duomo di Udine per i suoi 55 anni dall’ordinazione

(g.l.) Giovedì Santo, giorno in cui la Chiesa ricorda l’Ultima Cena di Gesù con gli Apostoli. Tutti i sacerdoti dell’Arcidiocesi di Udine si raccoglieranno stamane in Cattedrale per la solenne concelebrazione con l’arcivescovo Riccardo Lamba. Si tratta della cosiddetta “Messa crismale” nel corso della quale il presule consacrerà gli oli che verranno usati durante l’anno liturgico. Durante il rito, tutti i preti intervenuti rinnoveranno le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione. Nell’occasione, saranno festeggiati anche i giubilei di numerosi sacerdoti friulani e di alcuni religiosi in servizio nel territorio diocesano, ricordando l’anno in cui sono stati consacrati.
E fra i preti che festeggiano i 55 anni di sacerdozio c’è anche monsignor Rizieri De Tina, responsabile della pastorale a Nimis (ma anche a Torlano, Ramandolo e Chialminis) che il primo gennaio aveva tagliato il traguardo degli 80. Don Rizieri aveva infatti ricevuto il sacramento dell’Ordine nel 1970 dall’allora arcivescovo Giuseppe Zaffonato e aveva celebrato la prima Messa nella Chiesa di Zompitta, frazione di Codroipo, che l’aveva visto crescere nelle fede. Il sacerdote è a Nimis dal lontano 1978 quando, dopo una importante esperienza tarcentina a fianco del nimense monsignor Francesco Frezza, è arrivato in paese assieme ad altri tre sacerdoti (monsignor Luigi Murador, don Luigi Gloazzo e don Flaviano Veronesi) inviati dall’arcivescovo Alfredo Battisti – dopo il trasferimento nella vicina Zompitta di monsignor Eugenio Lovo -, per avviare una nuova “formula” pastorale. L’anno scorso don De Tina ha ricordato i quarant’anni di pievano a Nimis, incarico che aveva assunto nel 1984 dopo la improvvisa e prematura scomparsa di don Murador. Proprio per questa sua lunga presenza in paese, a fine gennaio aveva ricevuto dal commissario Giuseppe Mareschi l’attestato di “cittadino benemerito”.
Nell’occasione, per i suoi 55 anni di sacerdozio sarà festeggiato anche don Luigino Talotti che a Nimis molti ancora ricorderanno per essere stato prima del terremoto cooperatore del citato arciprete Lovo, prima di essere destinato alla Parrocchia di Paularo in Carnia, dove si sarebbe fermato per lungo tempo. Complessivamente, stamattina nel Duomo di Udine saranno festeggiati i giubilei di venticinque sacerdoti per 65, 60, 55, 50 e 25 anni di dedizione alla Chiesa friulana.

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In copertina, monsignor Rizieri De Tina che a Nimis è dal lontano 1978.

Nimis, appello di Mareschi per la pace: le vite dei Caduti di Nongruella e di quelli di tutte le guerre non siano perse invano

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Durante una operazione condotta da una compagnia tedesca di stanza a Gradisca d’Isonzo, in funzione di contrasto alle attività partigiane, nelle vallate del Cornappo e del Torre, tra l’11 e il 17 dicembre 1943, persero la vita 57 persone, tra cui anche tre cittadini inglesi. Di queste, il 12 dicembre furono uccisi otto concittadini di Nongruella e cinque cittadini di Subit e di Attimis. Un ulteriore, anzi il primo tributo di sangue pagato da Nimis per la difesa della propria e dell’altrui libertà». Sono le parole con cui il commissario comunale, Giuseppe Mareschi, ha ricostruito ieri mattina a Nongruella i fatti di quel dicembre di 81 anni fa a pochi mesi dall’armistizio dell’8 settembre, quando si scatenò quel rastrellamento nazista che fece le prime vittime del Comune pedemontano, seguite nove mesi dopo da quelle dell’Eccidio di Torlano e poi da quelle dell’incendio del capoluogo e della deportazione nei Lager in Germania.


In una splendida mattinata di sole, la borgata sopra Cergneu ha quindi reso omaggio, come fa ogni anno, a quei morti innocenti con una semplice cerimonia dinanzi alla lapide che ai margini del bosco li ricorda. Ha celebrato una Messa in loro suffragio il parroco don Marco Visintini, sottolineando l’impegno di tutti per la pace affinché non si compiano altre inutili stragi, come Benedetto XV ebbe definire, nel 1916, la Grande Guerra. Presenti una rappresentanza di Comuni vicini, tra cui i vicesindaci di Lusevera e Reana del Rojale, il commissario ha quindi tenuto il discorso commemorativo, dopo la deposizione di una corona d’alloro tra le note del Silenzio suonate dalla tromba. «Grazie a quanti si sono sacrificati fino a perdere la vita – ha affermato Mareschi – che oggi, non solo i cittadini di Nimis, ma l’intero popolo italiano, vive in un Paese libero e democratico. E ricordare e commemorare quei fatti e quei sacrifici deve anche indicarci, con forza, ogni giorno, che la libertà non è a prescindere, che la democrazia non è per sempre, ma sono valori che vanno difesi da tutti sempre. Ed è con questi sentimenti che oggi, a nome dell’intera comunità, onoro i Caduti di Nongruella e ricordo a tutti noi che non ci è permesso che le loro vite e quelle di tutti i Caduti, di tutte le guerre, siano perse invano». Infine, il rappresentante del Comune di Nimis – che, come è noto, traghetterà l’ente locale fino alle prossime elezioni amministrative – ha ringraziato quanti si adoperano «per lo svolgimento di questa cerimonia di commemorazione e chi si prende cura di questo luogo». La manifestazione si è, quindi, conclusa con un gustoso piatto di pastasciutta preparata dagli alpini del Gruppo Ana Nimis-Valcornappo, guidato da Roberto Grillo, e altre buone cose preparate da alcune bravissime cuoche di Cergneu.

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In copertina, il commissario Giuseppe Mareschi durante il discorso commemorativo; all’interno, tre immagini della cerimonia con l’omaggio ai Caduti e la celebrazione della Messa.