Arlef domani a Friuli Doc tra storia del friulano e segreti del “frico”

Sarà ricca, domani, la domenica di Friuli Doc targata Agenzia regionale per la lingua friulana, dedicata in particolare alla storia del friulano e al delizioso “frico” il piatto emblema dell’enogastronomia tipica del Friuli.

William Cisilino con Flavio Santi.

SPLENDIDA FAVELLA – Il primo appuntamento in calendario è quello in programma alle 11.30, nella corte di palazzo Morpurgo. Qui, l’Arlef proporrà “Una splendida favella – L’avventurosa storia della lingua friulana e della sua letteratura”: sessanta minuti per ricostruire oltre un millennio di storia della lingua friulana, grazie agli interventi di Flavio Santi (docente all’Università dell’Insubria, di origini friulane) e William Cisilino (direttore dell’Agenzia regionale). Santi e Cisilino ripercorreranno, con accuratezza e ironia, i fatti che hanno portato alla nascita del friulano e alla sua affermazione come lingua. Una performance a due voci dalla quale ne uscirà, anche grazie a un racconto per immagini, un ritratto inedito sulla lingua friulana, quale sintesi delle culture che nel corso dei secoli hanno attraversato il Friuli. Al termine dell’incontro è prevista una degustazione di vini friulani, grazie alla collaborazione con Coldiretti Fvg, che ospiterà l’evento dell’Arlef nell’ambito del suo ricco programma di incontri.

FRICO A SBREGHEBALON! – Nel pomeriggio, invece, alle 17.15, l’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, ospite dell’Area “Io Sono Friuli Venezia Giulia” in piazza I Maggio, in collaborazione con Promoturismo Fvg presenterà in esclusiva il nuovo video di YoupalTubo: “Frico a Sbreghebalon!”. Un’occasione speciale che vedrà protagonisti dal vivo i ragazzi di quello che è ormai uno fra i canali YouTube più amati dai friulani. Saranno proprio loro a raccontare quest’avventura digitale che cresce di giorno in giorno. Mentre Nicolas Fonzar interprete del nuovo filmato, per la rubrica Mangjâ e Murî, introdurrà al pubblico la clip dedicata al re dei piatti friulani. Ma il pubblico potrà conoscere anche Giorgio Milocco, il regista di YoupalTubo, che svelerà qualche curiosità sul “backstage”. Insomma, un pomeriggio fra chiacchiere, divertimento e buon cibo che vedrà intervenire anche Adriano Del Fabro, autore del libro “E alore, Frico!” e che si chiuderà con la degustazione del frico dell’Azienda artigianale “Fricuz” di Resiutta e i vini autoctoni friulani della cantina Bulfon di Valeriano.

YOUPALTUBO PER TUTTI – Non è tutto, perché grazie alla collaborazione con il Comune di Udine, nel corso della manifestazione, sul maxischermo di piazza Libertà, sarà proiettata una selezione dei video di YoupalTubo più seguiti dal pubblico di Youtube.

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In copertina, il “frico” tipico piatto della tradizione friulana.

L’artigianato è pronto alle nuove sfide: Udine verso l’aggregazione con Gorizia

(g.l.) Prime ad aprire, proficuamente, la strada delle aggregazioni erano state, già alcuni anni fa, le Camere di Commercio di Udine e di Pordenone. Ora, sempre nella sfera economica Fvg, ci pensano gli artigiani, importante realtà produttiva della regione. Infatti, la parola d’ordine è: insieme. Per crescere ulteriormente e per affrontare meglio le sfide di un mondo sempre più complesso ed aggressivo, specialmente nell’era post-pandemica: non ci sono dubbi, questa è la soluzione strategica.

Graziano Tilatti, artigiani Udine.

Il congresso di Confartigianato-Imprese Udine, appena celebrato all’Istituto Bearzi, ha pertanto dato il via libera al progetto di aggregazione con Confartigianato-Imprese Gorizia. Un progetto che le associazioni avevano iniziato ad accarezzare ante-emergenza sanitaria, ma che il Covid e gli effetti devastanti che il virus ha provocato sul tessuto artigiano hanno accelerato e fatto maturare, tanto da imporlo come uno dei punti maggiormente qualificanti del congresso 2021. «L’aggregazione con Gorizia è un’opportunità per crescere – ha dichiarato, al riguardo, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti – che mira non solo a fronteggiare la progressiva riduzione del numero di imprese attive sul territorio, ma anche a creare nuove opportunità sia in termini di azione sindacale che di erogazione di servizi, grazie alla messa in comune delle risorse, soprattutto umane, che non potrà non aumentare la forza e l’autorevolezza della nostra associazione». Tilatti ha ricordato i legami di vecchia data che uniscono le due Confartigianato, nate nel secondo dopoguerra dallo stesso gruppo di dirigenti, sottolineando come sia oggi necessario fare un passo appunto nel segno dell’aggregazione. Il numero delle imprese è del resto andato progressivamente diminuendo nel corso del tempo, passando da 17.694 aziende attive al termine del 2000 alle attuali 15.896 (-10,2%), di cui 13.518 quelle con sede in provincia di Udine, 2.378 quelle attive in provincia di Gorizia.
«Alla luce di questa tendenza – ha affermato ancora Tilatti – quella dell’aggregazione appare la strada maestra: ci consentirà di incidere positivamente sulla sostenibilità economica delle strutture associative e delle società collegate, ci renderà più autorevoli, rafforzerà il nostro marchio e ci permetterà di stare meglio sul mercato». Ancora il leader degli artigiani udinesi: «La contrazione dello stock ci ha costretti a correre ai ripari, a razionalizzare le risorse, a risparmiare per poter oggi tornare ad investire». Specie nell’alveo dei servizi, affidati alle cure di Confartigianato Servizi Fvg, che nei mesi della pandemia si è prodotta in uno sforzo importante per assistere i suoi oltre 3.300 clienti e che durante l’estate in corso vede l’avvicendamento al vertice della direzione di Maurizio Pastorello, colonna della società ormai da 40 anni, prossimo alla quiescenza, con Elsa Bigai, pezzo da 90 dell’agricoltura regionale, già direttore di Coldiretti Fvg e del Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia.

Ariano Medeot, artigiani Gorizia.


Sposato il progetto di aggregazione in sede di dibattito, l’assemblea ha confermato il mandato degli attuali organi associativi fino alla convocazione del congresso straordinario che delibererà in via definitiva e formale l’aggregazione con Gorizia entro e non oltre il prossimo quadriennio. Ma Tilatti è ottimista. «Credo che potremo realizzare questo progetto entro un paio di anni al massimo, il tutto – ha garantito – nel pieno rispetto delle rispettive identità. Questo progetto non vuole cancellare specificità, ma metterle a sistema». L’obiettivo fissato dal congresso è quindi quello di arrivare a un’associazione unica, forte però di sedi territoriali proprie. Insomma, il legame con il territorio, la vicinanza alle imprese che da sempre contraddistinguono l’attività delle due associazioni, non verrà meno. Lo ha ribadito anche il presidente di Confartigianato-Imprese Gorizia, Ariano Medeot, durante il suo breve intervento di saluto: «I numeri sono numeri, ma la pari dignità, ne sono certo, non verrà messa in discussione. Il nostro comune mantra dev’essere quello di fare gli interessi delle nostre imprese e dei nostri associati. E di farlo guardando non solo all’oggi ma ai prossimi 10 anni».
Nel suo intervento di apertura il presidente Tilatti aveva snocciolato le linee d’indirizzo programmatico, approvate all’unanimità dall’assemblea, indicando in particolare le opportunità tutte da cogliere messe in campo dal Pnrr e la necessità di nuove politiche attive, di un’azione forte in materia di formazione e di credito. Temi rispetto ai quali l’associazione ha già messo i ferri in acqua, declinandoli in numerosi progetti, come quello che ha portato alla realizzazione di Servizi e Finanza Fvg, “piccola Friulia degli artigiani” che ha visto debuttare in regione il microcredito, e come quello che ha appena iniziato a muoversi in seno all’ex Caserma Osoppo di Udine, dove l’associazione assieme ad altri partner progetta di portare, tra l’altro, laboratori dei maestri artigiani per trasmettere conoscenza alle giovani generazioni, per iniziare alla cultura del fare i ragazzi, potenziali artigiani del futuro. «Perché il problema che oggi hanno gli artigiani è uno solo: la mancata successione d’impresa» aveva denunciato a inizio serata la presidente della zona di Udine di Confartigianato, Eva Seminara. «Le nostre scelte devono essere focalizzate sulla formazione. Servono persone, strutture, location. Serve trasmettere il nostro sapere. Solo insieme possiamo formare gli artigiani di domani. Speriamo quindi che questo possa essere un congresso di costruzione, innovazione, prospettiva, che ci traghetti verso una nuova e più forte Confartigianato».

Il congresso all’Istituto Bearzi.

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In copertina, il presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti durante la sua relazione.

Anche un tagliere può ridare vita ai boschi devastati della Carnia

di Gi Elle

Acquistando un tagliere, ottenuto con il legno degli abeti distrutti l’anno scorso da “Vaia”,ci si porta a casa un piccolo pezzo di bosco e si contribuisce a ridare nuova vita alle foreste del Friuli Venezia Giulia poiché, per ogni tagliere venduto, un euro sarà devoluto al sostegno di un progetto proposto dal Comune di Forni Avoltri, legato alla ricostituzione boschiva in funzione didattico-naturalistica. Naturalmente, oltre che all’acquisto da parte dei singoli consumatori, i ”taglieri solidali” vengono proposti anche, a livello nazionale, a tutta una serie di organizzazioni vicine al tema della “Filiera solidale” che desidereranno in tal modo, moltiplicare per 10, 100, 1.000, l’eco di questo “solido” sostegno. Ogni tagliere è personalizzabile per dare visibilità alla propria attività commerciale e diventare, così, un bell’oggetto di regalo per soci e clienti, ricco di significati simbolici.

Come si ricorderà, nell’ottobre 2018 la tempesta “Vaia” aveva distrutto migliaia di ettari di foreste in Friuli Venezia Giulia, abbattendo 723mila metri cubi di legname, in 3.400 ettari di bosco, in oltre 20 Comuni della Carnia. Alla perdita del bosco si affianca, ora, il rischio di malattie e ulteriori schianti. Per questo, grazie anche al progetto avviato da Pefc Italia, una catena di solidarietà si è mossa per restituire, almeno in parte, ai boschi e alle montagne, un po’ di valore dando il proprio contributo al recupero del materiale schiantato, sotto la regia della cooperativa di Tolmezzo, Legno Servizi e della rete d’imprese FriûlDane.
È stata, allo scopo, messa in produzione una serie di “taglieri solidali” (di varie misure e formati) che vuole proprio rappresentare un segno concreto di questa solidarietà. I taglieri sono tutti realizzati in legno massello di purissimo abete bianco, non trattato, proveniente dalle foreste schiantate del Comune di Claut (nel Parco delle Dolomiti Friulane, patrimonio mondiale dell’Unesco), certificate Pefc per la loro gestione sostenibile. L’iniziativa è stata presentata a Udine, durante un incontro con la stampa al quale hanno anche partecipato Maria Cristina d’Orlando, presidente di Pefc Italia; Giuseppe Varisco, vicepresidente vicario di PrimaCassa Fvg; Nicola Sivilotti, responsabile marketing del Consorzio prosciutto di San Daniele; Sandra Romanin, sindaco di Forni Avoltri, e Massimo Ceccon, di Aiab Fvg.

«Legno Servizi e FriûlDane sono stati tra i primi ad aderire al progetto “Filiera solidale” proposto da Pefc Italia allo scopo di trattenere sul territorio nazionale il legno schiantato provando a raggiungere e coinvolgere, in questo modo, non solo le istituzioni e gli enti preposti, ma anche migliaia di famiglie, che saranno così sensibilizzate sulle filiere boschive – ha detto Emilio Gottardo, presidente di Legno Servizi -. Confidiamo nel successo dell’iniziativa che comprenderà anche il periodo delle festività natalizie le quali potranno rappresentare, così, un’ottima occasione per utilizzare i taglieri come dono concreto».
«Questa iniziativa è la dimostrazione di come si possano almeno alleviare i danni di una catastrofe ambientale che ha colpito duramente territori e popolazioni locali, trasformando il danno in un’opportunità – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Fvg, Michele Pavan –. Siamo orgogliosi di far parte del gruppo di enti e associazioni che hanno lavorato per salvare il prodotto del bosco regionale e ci impegniamo a mettere in circolo questi taglieri che sono simbolo visibile di una risorsa naturale salvata e valorizzata».

Gli intervenuti alla presentazione.

Dal canto suo, Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari, foreste e montagna, ha evidenziato il fatto che un evento calamitoso come quello di “Vaia” abbia comunque permesso di mettere in risalto il grande valore che ha il legno. «L’utilizzo dei tantissimi tronchi schiantati per realizzare diversi prodotti – ha detto Zannier – fa capire quale sia la circolarità dell’economia legata a questa materia prima e quanto possa essere importante il suo utilizzo in sostituzione di altri materiali usati quotidianamente in diversi settori. La salute delle nostre foreste – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga – è legata principalmente alla loro manutenzione che, seppur vada fatta con canoni tecnici rigorosi, non può non essere compiuta anche al fine di ridurre i danni in casi di calamità come quelle verificatesi in passato. Inoltre, nonostante Vaia abbia abbattuto solo l’1 per cento della superficie boschiva esistente in Fvg, ha posto l’attenzione su un settore dalle enormi potenzialità e che nella nostra regione si dovrebbe utilizzare in modo più esteso».

All’iniziativa “taglieri solidali” (che ha già “sfornato” oltre 10.000 pezzi, per 42 mc di legno recuperato) hanno aderito: Aiab Fvg; Coldiretti Fvg; Consorzio del Prosciutto di San Daniele; PrimaCassa Fvg e molte singole persone e aziende che hanno deciso di sostenere l’iniziativa lanciata a giugno 2019. Per informazioni e acquisti, ci si può rivolgere a Legno Servizi: www.legnoservizi.it; info@legnoservizi.it; tel. 0433 468120.

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In copertina, boschi di abete devastati dalla tempesta “Vaia” nell’Alto Friuli.