Ormai non ci si sposa più, Coronavirus cancella i matrimoni. Ed è allarme

Anche in Friuli Venezia Giulia, i matrimoni erano già in crisi prima del Coronavirus, ma ora a causa della pandemia il fenomeno è esploso perché veramente non ci si sposa più. E così sono dati allarmanti anche quelli relativi allo stato di salute del variegato settore legato al “wedding” e quindi al mondo delle nozze e delle cerimonie. Con il 90% dei matrimoni cancellati, quest’anno il comparto si avvia a registrare un fatturato poco meno che azzerato e a fare i conti con lo spettro delle chiusure: se entro il primo semestre 2021 la crisi legata al Covid non sarà passata, rischiano di abbassare le serrande dal 13 al 25 percento delle imprese attive in questo settore. Imprese che in Fvg sono 3.814, che danno lavoro a 8.263 addetti e che, per bocca del presidente regionale di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg, dei rispettivi capi categoria locali e nazionali e di due imprenditrici friulane rappresentative del settore quali Barbara Beltrame e Stefania Vismara hanno lanciato il proprio grido d’allarme, chiedendo al Governo di non essere dimenticate, di poter beneficiare di interventi di sostegno, dai quali a oggi sono escluse causa i codici Ateco, pena la desertificazione di una costola importante del sistema moda nazionale.

Due immagini dell’incontro a Udine.

Il punto della situazione è stato fatto ieri mattina nella sede udinese di Confartigianato dove sono stati illustrati i dati elaborati dell’ufficio studi dell’associazione e dov’è stata presentata la petizione “Sostenete il mondo wedding fortemente penalizzato” ideata da Stefania Vismara e sostenuta dalla Confartigianato friulana. «Abbiamo cercato in più modi, sia a livello regionale che nazionale, di superare questa maledetta classificazione per codici Ateco che ormai è obsoleta e che inspiegabilmente taglia fuori dai sostegni alcune imprese come quelle del wedding – ha esordito il presidente di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg, Graziano Tilatti -. Abbiamo proposto al Governo nazionale e locale, e continueremo a farlo, misure che possano aiutare a superare questo momento difficile per le imprese che altrimenti rischiamo di perdere per strada. Tra le proposte, c’è quella di ristorare un anno di fatturato perso in conto capitale o in alternativa di garantire un prestito a lungo termine, dai 15 ai 20 anni, pari al fatturato dell’anno precedente aumentato del 20%, a tasso zero, fatta salva la possibilità di ulteriori bonus anno per anno. In questo modo sarà dato immediato sollievo alle imprese che si ritrovano con zero incassi».

Situazione tutt’altro che rara in un settore che come detto fa i conti con lo stop forzato delle cerimonie. Matrimoni, Battesimi, prime Comunioni e Cresime. Nel 2020 se n’è celebrati pochi, pochissimi e nel 2021 almeno la prima metà dell’anno non promette meglio. Senza contare che, anche quando ripartiranno, le imprese che lavorano per i matrimoni non andranno all’incasso subito, perché tra la commessa e il pagamento, passano anche 6-8 mesi, il tempo necessario per ideare e organizzare in tutti i dettagli quel giorno indimenticabile. Dall’abito al tavolo. «Si sono dimenticati di noi – ha denunciato Gloria De Martin, capocategoria regionale della moda di Confartigianato-Imprese, intervenuta insieme alla presidente regionale del comparto benessere, Loredana Ponta – anche se rappresentiamo un comparto che è da sempre fiore all’occhiello dell’economia nazionale. Il 90% del nostro fatturato è andato perso. Niente cerimonie, niente fiere, niente ritiro della merce delle collezioni precedenti. Non chiediamo l’elemosina, ma un progetto per far vivere le nostre imprese». Che sono in ginocchio.

Stefania Vismara (da Brand News)


A testimoniarlo sono state Stefania Vismara, titolare di Archetipo, impresa udinese che idea e confeziona abiti da cerimonia per uomo dettando tendenza a livello internazionale, e Barbara Beltrame, che sempre a Udine dà forma a favolosi abiti da sposa. «In 30 anni – ha esordito Stefania Vismara – non abbiamo mai chiesto nulla, ma al momento il mondo del wedding non ha ossigeno per respirare, le celebrazioni sono state spostate al 2022, ma sarà impossibile recuperare le perdite di due anni. Per questo oggi ci siamo mossi, con il sostegno di Confartigianato Udine, per conservare un’eccellenza della moda italiana, che rischia di cedere il passo agli abiti cinesi. Se è vero che la bellezza salverà il mondo e che noi siamo artefici di bellezza, allora il Governo ci aiuti, e ci aiuti la gente firmando la petizione lanciata su change.org». Accorato anche l’intervento di Barbara Beltrame. «I clienti guardano, ma non comprano. Noi andiamo avanti con negozi a incassi zero tutti i giorni, guardando il terrore negli occhi dei dipendenti, che hanno paura di perdere il lavoro. Siamo meno di bar e ristoranti, ma esistiamo. Spero riusciate a fare qualcosa».

A raccogliere l’appello sono stati i presidenti nazionali di moda, benessere e fotografia di Confartigianato-Imprese che hanno assicurato il proprio impegno ai tavoli di lavoro con il Governo. «Stiamo lavorando per avere qualcosa di più a livello fiscale e di ammortizzatori sociali, mi auguro che l’esecutivo accetti i consigli dell’associazione», ha dichiarato Tiziana Chiorboli (presidente comparto benessere) ribadendo l’importanza del ruolo del sindacato datoriale. «Stiamo chiedendo al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di convocare al più presto il tavolo nazionale della moda per trattare in quella sede i problemi di un settore che va considerato come un sistema», ha aggiunto dal canto suo Fabio Pietrella (presidente del comparto moda). Un sistema che nel caso del wedding comprende tra gli altri anche i fotografi. «Quelli che fanno matrimoni, al pari delle tipografie, hanno visto quest’anno bloccarsi tutte le cerimonie e stanno soffrendo al pari delle altre aziende del settore», ha chiosato Corrado Poli (capogategoria fotografi).

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In copertina, una coppia di sposi dal sito ufficiale di Barbara Beltrame.

Fvg, danni dalla nuova serrata anti-Covid: da mercoledì le domande

Dal 18 novembre, e fino al 26, potranno essere presentate le domande per il ristoro delle attività economiche danneggiate in Friuli Venezia Giulia da questa seconda ondata pandemica. La Giunta regionale ha, infatti, approvato in via definitiva l’elenco dei codici Ateco delle attività che verranno aiutate con i 18 milioni di euro di fondi regionali destinati principalmente ai settori ricettivo, turistico, dello spettacolo e dello sport maggiormente colpiti dalla seconda serrata autunnale anti-Covid.
“Dopo il confronto avvenuto con le categorie economiche e con l’approvazione unanime della Commissione consiliare competente abbiamo deciso di implementare l’elenco con due codici Ateco che riguardano orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali e le attività di noleggio senza operatore di altre macchine e attrezzature non classificate strettamente connessi al catering”, ha spiegato l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, il quale si è detto soddisfatto “per la celerità con cui il provvedimento è giunto ad approvazione e per l’efficienza degli uffici amministrativi che hanno garantito la possibilità di rispettare i tempi altrettanto celeri di erogazione dei contributi”. Come detto, le domande – come informa una nota Arc – potranno essere presentate a partire dalle 9 di mercoledì prossimo fino alle 18 di giovedì 26 novembre.
Il codice Ateco di riferimento è il codice prevalente come risulta dal registro imprese, con riferimento a quello posseduto alla data di presentazione della domanda. Per le sole imprese agrituristiche i codici Ateco 55.20.52 e 56.10.12 possono essere secondari dell’impresa. I soggetti beneficiari devono essere iscritti al Registro imprese o, in subordine, devono essere iscritti al Repertorio economico amministrativo; iscritti negli albi, registri o elenchi delle guide turistiche, accompagnatori turistici, guide naturalistiche o ambientali-escursionistiche; guide alpine – maestri di alpinismo e aspiranti guide alpine; guide speleologiche – maestri di speleologia o aspiranti guide speleologiche tenuti dalla direzione centrale competente in materia di turismo; iscritti nell’elenco dei B&B tenuto dalla medesima direzione.
Qui di seguito ecco, pertanto, il dettaglio dei beneficiari suddivisi per importo del contributo a fondo perduto e relativo codice Ateco.

Contributo di 650 euro: Ateco 2007 – 79.90.20 – Attività delle guide e degli accompagnatori turistici; Ateco 2007 – 93.19.92 – Attività delle guide alpine.

Contributo di 700 euro: Ateco 2007 – 49.32.10 – Trasporto con taxi; Ateco 2007 – 49.32.20 – Trasporto mediante noleggi; Ateco 2007 – 49.39.09 – Altre attività di trasporto (comprende i bus turistici).

Contributo di 900 euro: Ateco 2007 – 55.20.51 – Affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti vacanze, b&b, residence; Ateco 2007 – 55.20.52 – Attività di alloggio connesse aziende agricole; Ateco 2007 – 90.01.01 – Attività nel campo della recitazione; Ateco 2007 – 90.01.09 – Altre rappresentazioni artistiche; Ateco 2007 – 90.03.09 – Altre creazioni artistiche e letterarie; Ateco 2007 – 91.01.00 – Gestione biblioteche, mediateche e service; Ateco 2007 – 91.02.00 – Gestione musei; Ateco 2007 – 91.03.00 – Gestioni luoghi storici e attrazione simili.

Contributo di 1.200 euro: Ateco 2007 – 85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativi; Ateco 2007 – 85.52.00 – Corsi di danza e altra formazione culturale. Un contributo di 1.200 euro va anche alle associazioni sportive dilettantistiche e alle società sportive senza codice Ateco affiliate a Federazione Ginnastica d’Italia (Fgi), Federazione Italiana Danza Sportiva (Fids), Federazione Italiana Sport Rotellistici (Fisr), Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (Fijlkam), Federazione Italiana Scherma (Fis).

Contributo di 1.500 euro: Ateco 2007 – 55.20.20 – Ostelli della gioventù; Ateco 2007 – 55.20.30 – Rifugi di montagna; Ateco 2007 – 55.20.40 – Colonie marine e montane; Ateco 2007 – 55.30.00 – Aree di campeggio e aree attrezzate camper e roulotte; Ateco 2007 – 55.90.20 – Alloggi per studenti e lavoratori con servizi annessi tipo alberghiero; Ateco 2007 – 56.10.30 – Gelaterie e pasticcerie; Ateco 2007 – 56.10.41 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti; Ateco 2007 – 56.10.42 – Ristorazione ambulante; Ateco 2007 – 56.21.00 – Catering per eventi, banqueting; Ateco 2007 – 56.30.00 – Bar e altri esercizi simili; Ateco 2007 – 79.90.11 – Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi e altri eventi ricreativi; Ateco 2007 – 79.90.19 – Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle Agenzie di viaggio; Ateco 2007 – 82.30.00 – Organizzazione di convegni; Ateco 2007 – 90.02.01 – Noleggio con operatore di strutture per manifestazione e spettacoli; Ateco 2007 – 90.02.02 – Attività nel campo della regia; Ateco 2007 – 90.02.09 – Altre attività di supporto; Ateco 2007 – 90.04.00 – Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche; Ateco 2007 – 93.11.10 – Gestione di stadi; Ateco 2007 – 93.11.20 – Gestione di piscine; Ateco 2007 – 93.11.30 – Gestione di impianti sport; Ateco 2007 – 93.11.90 – Gestione di altri impianti; Ateco 2007 – 93.12.00 – Attività di club sportivi; Ateco 2007 – 93.13.00 – Gestione di palestre; Ateco 2007 – 93.19.10 – Enti e organizzazioni sportivi; Ateco 2007 – 93.19.99 – Altre attività sportive; Ateco 2007 – 96.04.10 – Servizi di centri per il benessere; Ateco 2007 – 96.09.05 – Organizzazione di feste e cerimonie; Ateco 2007 – 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona; Ateco 2007 – 77.39.94 – Noleggio strutture/attrezzature per manifestazione e spettacoli, impianti luce ed audio, palchi, stand; Ateco 2007 – 94.99.20/94.99.90 – Organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e hobby ed altre organizzazioni associative; Ateco 2007 – 59.11.00 – Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi; Ateco 2007 – 59.12.00 – Attività di post-produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi; Ateco 2007 – 93.29.30 – Sale giochi e biliardi; Ateco 2007 – 93.29.90 – Altre attività di intrattenimento e divertimento; Ateco 2007 – 10.52.00 – Produzione di gelato; Ateco 2007 – 52.21.90 – Altre attività connesse ai trasporti terrestri; Ateco 2007 – 56.29.20 – Catering continuativo su base contrattuale; Ateco 2007 – 77.11.00 – Noleggio di autovetture e di veicoli leggeri; Ateco 2007 – 773999 – Attività di noleggio senza operatore di altre macchine e attrezzature non classificate.

Contributo di 1.800 euro: Ateco 2007 – 56.10.11 – Ristorazione con somministrazione; Ateco 2007 – 56.10.12 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole.

Contributo di 4.800 euro: Ateco 2007 – 79.11.00 – Attività delle agenzie di viaggio; Ateco 2007 – 79.12.00 – Attività dei tour operator; Ateco 2007 – 55.10.00 – Alberghi; Ateco 2007 – 93.21.00 – Parchi di divertimento e parchi tematici; Ateco 2007 – 93.29.10 – Discoteche, sale da ballo; Ateco 2007 – 59.14.00 – Attività di proiezione cinematografica; Ateco 2007 – 96.04.20 – Stabilimenti termali; Ateco 2007 – 910400 – Orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali. ARC/SSA/ma

Le attività economiche dei settori ricettivo, turistico, dello spettacolo e dello sport sono, dunque, le principali beneficiarie dei 18 milioni di euro di contributi regionali a fondo perduto che la Giunta del Friuli Venezia Giulia ha deciso di ripartire, con ristori che vanno da un minimo di 650 euro a un massimo di 4.800 euro. “Abbiamo puntato ad agire con tempestività e massima semplificazione delle procedure. L’obiettivo era fare bene e fare subito. Verosimilmente entro dieci giorni verranno erogati i primi accrediti sul conto corrente di chi ha diritto al secondo ristoro dopo quello di primavera, mentre chi farà domanda ex novo sarà ristorato prima della fine dell’anno”, ha detto ancora l’assessore Bini. “Alla luce delle nuove restrizioni governative – ha aggiunto – abbiamo deciso di riconoscere un ulteriore contributo regionale a quelle attività che sono state penalizzate dalla seconda chiusura autunnale. Le attività incluse in questo secondo elenco di beneficiari e che hanno già ricevuto il contributo regionale a primavera non dovranno presentare una nuova domanda ma riceveranno direttamente un bonifico sul proprio conto corrente. Per alcune categorie dello sport e dello spettacolo, che invece sono state inserite adesso nell’elenco dei beneficiari, basterà fare domanda tramite il portale con una semplice autocertificazione“.
Pertanto, nei casi di rivalutazione dell’incentivo a chi ne ha già beneficiato, non è necessario presentare una nuova domanda di contributo ma questo sarà liquidato automaticamente, previa effettuazione da parte degli uffici regionali dei necessari controlli in merito alla persistenza dei requisiti per poter beneficiare del contributo medesimo. I nuovi beneficiari, invece, potranno presentare domanda in via telematica, come detto all’inizio, dal 18 al 26 novembre. Potrà presentare domanda ex novo anche chi non aveva fatto richiesta di contributo a primavera, ma è incluso nell’attuale elenco. I contributi sulle nuove domande verranno erogati entro la fine dell’anno.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini.

Coronavirus e categorie penalizzate, in Fvg un fondo da 18 milioni

Il Fondo emergenza da 18 milioni di euro introdotto con l’assestamento di bilancio autunnale sarà utilizzato per erogare contributi a fondo perduto alle stesse categorie economiche penalizzate dal recente Dpcm per il contenimento della diffusione del Coronavirus. È questo il criterio generale che l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ha condiviso con i sindacati e con i rappresentanti delle categorie economiche nel corso di due incontri tenutisi, come informa Arc, con l’obiettivo di definire le modalità di utilizzo del Fondo regionale.
“Il nostro obiettivo è fare tutti gli sforzi possibili per andare incontro alle categorie più penalizzate sovrapponendoci ai codici Ateco del Dpcm Ristori e aggiungendo alcune categorie come, a titolo esemplificativo, le agenzie di viaggio e tour operator che non sono chiusi, ma è come se lo fossero”, ha spiegato Bini, aggiungendo che “il secondo obiettivo che ci siamo dati è la velocità di erogazione: dobbiamo essere in grado di processare tutte le pratiche affinché entro metà dicembre i contributi siano accreditati ai beneficiari”. Tra le categorie da ristorare, Bini indica anche le imprese del mondo della cultura, ricreative, sportive, i cinema, noleggio attrezzature e spettacoli, trasporto privato. “Stiamo valutando in queste ore come integrare le categorie escluse dal Dpcm governativo rispetto al tessuto economico regionale, fermo restando che questo fondo andrà a beneficio prevalente del settore terziario”, ha detto l’esponente della Giunta Fadriga.
Il meccanismo di accesso al contributo sarà articolato in due modalità: da un lato, un accredito una tantum diretto a tutti coloro che avevano già fatto domanda sulla prima linea contributiva (34 milioni di euro licenziati a luglio); dall’altro, la possibilità di accedere al ristoro ex novo per le partite Iva che non rientravano nel primo bando. Quanto alle modalità di domanda Bini ha garantito che sarà improntata alla massima semplificazione, senza necessità di presentare alcun genere di documentazione se non un’autocertificazione come già avvenuto per la prima tranche dei ristori anti-crisi.
Relativamente all’ammontare degli importi “non siamo ancora in grado di dare una determinazione specifica – ha affermato Bini -, ma intendiamo offrire cifre non troppo esigue, tali da dare una garanzia di tenuta alle attività economiche che affrontano questa seconda ondata”. L’assessore regionalei ha inoltre concordato con i rappresentanti dei sindacati (Villiam Pezzetta per la Cgil, Franco Colautti per la Cisl, Giacinto Menis per la Uil) l’istituzione di un Osservatorio con focus specifici per elaborare i dati oggettivi sull’andamento della situazione economica, categoria per categoria, con incontri almeno quindicinali. “Ogni quindici giorni – ha dichiarato Bini – vorrei fare un punto della situazione e condividere l’efficacia dei provvedimenti e l’andamento della crisi”.

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In copertina, l’assessore regionale Bini con  il direttore generale Magda Uliana durante la videoconferenza. (Foto Arc)

Gli artigiani friulani donano le mascherine all’Ospedale di Udine

Con l’emergenza Coronavirus che ha trasformato le mascherine chirurgiche in un bene poco meno che introvabile, diverse aziende del settore moda di Confartigianato-Imprese Udine – costrette dal Governo a tenere le braccia conserte, non rientrando tra i codici Ateco abilitati al prosieguo dell’attività – si sono temporaneamente riconvertite. Oggi producono mascherine “sartoriali” di grande qualità, realizzate tutte a mano, con tessuti di pregio e diverse piegature che consentono al presidio di aderire meglio al viso. Un lotto di queste mascherine, opera della capocategoria provinciale del comparto moda, Gloria De Martin, è stato donato dall’associazione all’Ospedale di Udine.
“E’ un gesto con il quale abbiamo voluto significare tutta la nostra stima e vicinanza nei confronti del personale sanitario, sia medico che infermieristico, impegnato in prima linea in queste difficili settimane di emergenza – hanno commentato il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, e il consigliere delegato di Confartigianato Servizi Fvg, Daniele Cuciz -. Queste mascherine vogliono essere il segno tangibile dell’apprezzamento che il mondo artigiano ha per loro, per l’impegno, la professionalità e anche il coraggio che ogni giorno mettono nel loro lavoro, al fianco dei malati di Coronavirus”.

Gloria De Martin

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In copertina, l’Ospedale di Udine.