Un affascinante viaggio nelle leggende friulane con il libro di Paron a Tarcento

Uno splendido viaggio tra le leggende friulane è quanto propone il libro “Diaulibus Andaribus… e altri racconti” (Collana Le vie dell’Anello), di Paolo Paron, che sarà presentato questo pomeriggio a Tarcento, nella sede della Biblioteca civica Pierluigi Cappello, durante un incontro che si terrà alle 18. L’iniziativa è dell’amministrazione comunale con la collaborazione del Club per l’Unesco di Udine. Alcuni passi del libro saranno letti da Stefania Vidoni.

Tiepolo pittore europeo, sabato a Udine anche un libro dedicato ai suoi disegni

«Come ritrovare ancora Tiepolo nella sua patria adottiva del Friuli, dopo mostre e convegni che si susseguono a sempre più stretto giro di tempo, da più di mezzo secolo? Dopo la mostra, che fu veramente epocale, a Villa Manin di Passariano, del 1971? Anche altrove in Italia e in Europa il susseguirsi incalzante degli eventi, mostre, convegni, libri, sembra aver saturato la conoscenza del tempo. Eppure resta il dubbio di un artista non ancora abbastanza conosciuto, ancora poco popolare, sempre sfuggente, che non viene mai messo a confronto con i geni dei secoli precedenti, quelli veramente aurei e confermati dall’arte. E al tempo stesso non viene mai messo a confronto con i moderni e i contemporanei». Così scrive Sergio Marinelli, noto storico dell’arte e docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, nell’introduzione al volume “Tiepolo: i disegni” (Scripta Edizioni) che verrà presentato sabato 23 marzo, dalle ore 9.30, alla Fondazione Friuli in via Gemona 1, a Udine, in seno alla quarta edizione del “Festival dei Tiepolo e del Settecento in Europa” promosso dall’associazione culturale Itineraria Fvg. «Nell’esito del convegno dedicato nel 2022 – prosegue lo studioso -, fortissimamente voluto da Maria Paola Frattolin, che ha individuato nell’arte di Giambattista Tiepolo il punto più esaltante e coinvolgente raggiunto dall’arte figurativa nelle terre del Friuli, il tema da indagare ancora più promettente è sembrato quello del disegno».


Il volume, con scritti assolutamente inediti, curato dalla stessa Frattolin, presidente di Itineraria, docente e ricercatrice in storia dell’arte, Marinelli ed Andrea Piai, ricercatore indipendente, raccoglie gli atti del convegno internazionale sui Tiepolo e sarà presentato sabato nella conferenza di storia e arte “Tiepolo pittore europeo” con la presenza di prestigiosi studiosi internazionali: Flavio Rurale dell’Università di Udine, con un intervento dal titolo “Storia di lumi e tenebre: politica e cultura nell’Europa del Settecento”, Massimo Degrassi dell’Università di Trieste con “Tiepolo: La scultura e l’Europa, un dialogo ininterrotto”, Giancarla Cilmi del Museé Jacquemart André di Parigi, in “Tiepolo in Francia”, Johanna Fassl della Franklin University della Svizzera, con “Giambattista Tiepolo: doctor pictus nell’ambito della filosofia settecentesca in Europa” e l’attesa lectio magistralis di Damian Dombrowski della Julius-Maximilians-Universität di Würzburg con“Tiepolo, dall’Europa al mondo. Considerazioni sull’affresco dello scalone nella Residenza di Würzburg”. Chiuderà il simposio Alberto Sbrogiò con “La Rete dei luoghi dei Tiepolo in Europa”.


Il progetto internazionale, pluriennale e interdisciplinare “Festival dei Tiepolo e del Settecento in Europa”, è un’iniziativa che parte da Udine perché sede di uno dei cicli di affresco più significativi realizzati da Giambattista e Giandomenico Tiepolo, padre e figlio, ma guarda all’Europa perché, afferma la presidente Maria Paola Frattolin, «Tiepolo è un artista che ci spinge a cercare i suoi capolavori nel mondo, a scoprire spazi e tempi grandiosi ed esaltanti. Il maestro veneziano ci invita al viaggio, fisico o intellettuale, purché comporti conoscenza, scambio, collaborazione, crescita culturale, etica e sociale».
A coronare la fortunata rassegna, mercoledì 27 marzo alle ore 7.30 nell’Oratorio della Purità, sempre a Udine, ci sarà la Messa in onore della Beata Vergine Maria nel ricordo di Giambattista Tiepolo, morto il 27 marzo 1770, con musiche di Händel, Vivaldi e Mozart eseguite dall’organista Carlo Rizzi e dal soprano Chiara Nigris; a seguire, la visita agli affreschi della Purità. Chiuderà la giornata ed il Festival l’appuntamento delle ore 18.30 alla settecentesca Villa Gallici Deciani di Montegnacco Cassacco con visita, incontro d’arte e aperitivo con degustazioni di prodotti friulani a cura delle Donne del Vino.

Gli incontri sono ad ingresso libero, ma prenotazione obbligatoria (347.2522221; itineraria@itinerariafvg.it). Informazioni itinerariafvg.it
Collaborazione del Club per l’Unesco di Udine.

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In copertina e all’interno tre splendidi affreschi conservati nel palazzo dei principi-vescovi di Würzburg in Baviera e il libro che sarà presentato sabato a Udine.

Udine, dai Licei Copernico e Stellini alle sedute delle Nazioni Unite di New York sentendosi “cittadini del mondo”

di Tiziana D’Antoni Bassani

L’agenzia United Network di Roma ha organizzato un viaggio di dieci giorni a New York per le classi III, IV e V dei Licei di tutta Italia con visita all’Onu e alla città. Al progetto hanno partecipato 2 mila studenti tra i 16 e 18 anni da tutto il mondo.
Udine ha partecipato con lo Scientifico Copernico e il Classico Stellini. Così, una delegazione di ragazzi curiosi, motivati ed emozionati, è volata alla volta della Grande Mela. Ecco gli allievi, i nostri ragazzi, partiti dal capoluogo friulano: Filippo Bulfone, Francesco Candotto, Lorenzo Diana, Giovanni Flaibani, Luca Galasso, Francesco Pelizza (socio del Club per l’Unesco di Udine), Giovanni Rossi, Gaia Tosolini come unica rappresentante femminile della sua classe. Questi ragazzi seguono il corso 4DLSA del Copernico e assieme ad altre sezioni dello stesso Liceo e alcuni alunni dello Stellini sono impegnati nel Progetto Muner.
Un’esperienza importante per la loro giovane età, specialmente per la visita al Palazzo delle Nazioni Unite, dove si sono resi protagonisti partecipando in prima persona alle riunioni in inglese, e questo li ha fatti sentire grandi e “cittadini del mondo”. Queste esperienze stupende e stimolanti li accompagneranno nel loro percorso di vita.
La spinta motivazionale è decisamente importante per l’apprendimento di tutti gli studenti ed è fondamentale che venga sostenuta dalla conoscenza di come i traguardi prefissati possono essere raggiunti. Esperienze come questa sono un ottimo punto di partenza per quelle che saranno le loro scelte una volta terminati gli studi liceali.

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In copertina, gli studenti udinesi (qui sopra, il gruppo partecipante) a una seduta Onu.

Giulietta e Romeo, rievocazione a Udine nello studio di Giorgio Celiberti che lancia un appello per la pace nel mondo

di Marco Morandini

UDINE – Forse era proprio il luogo più adatto per celebrare la Festa degli innamorati lo studio del grande artista friulano Giorgio Celiberti, a Udine, dove il Maestro crea le sue opere ma le propone anche agli appassionati. Un evento rievocativo del mito di Romeo e Giulietta che, come evidenziano documenti scoperti di recente, ha origini friulane e che è stato occasione per segnare un’altra tappa verso il riconoscimento della vera storia dei due innamorati, un amore reciso dallo scoppio di una guerra alla quale partecipò anche l’ufficiale veneto Luigi da Porto, autore del libretto della tragedia, che ispirò anche lo scrittore inglese William Shakespeare, e innamorato della giovane nobildonna friulana Lucina Savorgnan, alias Giulietta.

All’interno dello studio udinese è così stata rievocata la vicenda dei due innamorati, conclusasi con Lucina andata in sposa a un altro e Luigi reso invalido nel corso di una battaglia a Manzano, nei pressi del capoluogo friulano, in un territorio conteso con le truppe austroungariche. Si è trattato di una festa condotta da Laura Zanelli, presidente dell’Associazione Romeo e Giulietta in Friuli, organizzata con la collaborazione dell’Associazione Corte degli artisti presieduta da Massimo Donati, il quale nella rievocazione ha impersonato il ruolo di Romeo.
Svoltasi in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco, con l’Associazione culturale La Riviera friulana presieduta da Carlo Morandini e con l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio (Arga Fvg), l’incontro ha dato modo a Giorgio Celiberti di rivolgere un vibrato appello per la pace nel mondo. Un messaggio che avrà echi lontani perché l’artista friulano è molto conosciuto nel mondo (le sue opere sono infatti presenti, tra l’altro, in Canada, in Giappone, in Australia), anche perché nei quadri e nelle sculture sono due i segnali dominanti: l’amore, simboleggiato da cuori stilizzati che si riflettono di tela in tela e richiamano il sentire dell’artista, e l’umanità ferita, dalle ingiustizie, dalle guerre e dai conflitti che non smettono di infiammare parti diverse del globo.

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In copertina e all’interno immagini della rappresentazione alla quale ha assistito, nel suo studio, anche l’artista Giorgio Celiberti assieme a un folto pubblico.

Tarcento, in Biblioteca tra inclusione e no alla violenza contro le donne

(g.l.) La Commissione pari opportunità e l’Amministrazione comunale di Tarcento hanno organizzato due incontri che si terranno alla Biblioteca civica “Pierluigi Cappello”, che ha sede in via Divisione Julia sulla riva del Torre. Il primo è in programma proprio oggi, alle 18, quando l’architetto Paola Pascoli tratterà il tema “Conoscere e progettare per l’inclusione e l’abbattimento delle barriere architettoniche”, mentre l’assessore Marco Falciglia parlerà di “Sicurezza e viabilità”.
Il secondo incontro è invece inserito in calendario per il 23 novembre prossimo alle ore 18.30, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Nell’occasione, Daniele Paroni presenterà il suo libro “Ultimo appuntamento sul Tagliamento” e dialogherà con Mariella Zanier, madre di Lisa Puzzoli, la giovane che fu uccisa in quel tragico fatto di sangue. A conclusione un momento poetico dedicato alle donne.
L’iniziativa della civica amministrazione tarcentina beneficia della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, la sede della Biblioteca civica di Tarcento in riva al Torre.

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La Passione di Ciconicco da oggi in una mostra fotografica al Teatro di Fagagna

(g.l.) La famosa Passione di Ciconicco, che da tanti anni caratterizza le feste pasquali nella zona collinare friulana, sarà in mostra da oggi a Fagagna. L’associazione culturale “Un Grup di Amis”, alle 18.45, nella Sala Vittoria di piazza Marconi, inaugurerà infatti un ricco percorso fotografico sulla sacra rappresentazione vivente del Venerdì Santo nell’ambito della rassegna “Collinarte” organizzata dai Comuni della Comunità Collinare del Friuli. Le gigantografie, realizzate in collaborazione con il Circolo Fotografico Friulano, rimarranno esposte nella hall del Teatro comunale in via permanente.
«Si tratta per noi – ha detto il presidente del sodalizio ciconicchese, Andrea Schiffo – di un’occasione per far conoscere ancora una volta la nostra Sacra rappresentazione del Venerdì Santo, trasmettendo sensazioni e punti di osservazione inconsueti e privilegiati, che il Circolo Fotografico Friulano ha avuto la bravura di ritrarre. Non si tratta solo di promozione, ma anche di un’azione di salvaguardia per tenere vivo il desiderio di portare avanti quella che per il nostro paese è ormai un’importante tradizione che si unisce in Europassion ed in Europassione Italia ad una vasta rete di Sacre rappresentazioni sul territorio nazionale ed europeo. Ringrazio il Comune di Fagagna per la collaborazione ed il supporto a questa iniziativa».
Alla cerimonia inaugurale interverranno Patrizia Nardi, responsabile scientifica del progetto Unesco di Europassione Italia, Flavio Sialino, presidente di Europassione Italia, Fausto Onori, presidente della Passione di Nettuno gemellata con quella di Ciconicco, e Thomas Hummel, presidente di Europassion. L’importante iniziativa beneficia anche della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, uno scorcio della bella mostra fotografica sulla Passione di Ciconicco allestita nella hall di Sala Vittoria.

Quando Tarcento viveva i suoi anni d’oro: libro e preziose cartoline d’epoca invitano a un “amarcord” in Biblioteca

di Giuseppe Longo

Nella vicinissima Nimis si è appena conclusa la pluirisecolare sagra di Madonna delle Pianelle. La festa, contraddistinta da sempre dal simpatico e dolce tintinnio delle campanelline di terracotta, era particolarmente “gettonata” prima dell’ultima guerra, quando in Friuli c’erano ancora poche sagre, e Udine vi partecipava in massa, tanto che venivano organizzate corse speciali del famoso “tram bianco”: giunto alla stazione di Tricesimo (dove oggi c’è il Terminal), i viaggiatori scendevano e fruivano di un apposito noleggio di biciclette per raggiungere Nimis con una salutare pedalata.
Ma quel tram, che i più anziani ancora ricordano, aveva il proprio capolinea a Tarcento, dove c’era stata una grande festa nel giorno della sua corsa inaugurale su quei binari che avevano raggiunto la cittadina nel 1927. Erano, quelli, gli anni d’oro dell’amena località attraversata dal Torre che scende, con acque cristalline, dalle cascate di Crosis e dai monti Musi, quando Tarcento aveva giustamente meritato il felice appellativo di “Perla del Friuli”. Per la città di Udine era come il Grinzing per Vienna, dove le famiglie facoltose avevano dimore di lusso in cui trascorrere periodi di villeggiatura in un ambiente di grande fascino e bellezza, racchiuso da quelle colline suggestive che la sera dell’Epifania si punteggiano di luce con i fuochi dei “pignarui” e che in primavera si rivestono di bianchi ciliegi in fiore, quelli che poi regalano le pregiate “duracine” protagoniste alla sagra di San Pietro a fine giugno.
E proprio a quegli anni d’oro è dedicata la mostra di cartoline d’epoca che potrà essere ammirata oggi, 15 settembre, alle 18.30, nella sede della Biblioteca civica, quando, a cura dell’amministrazione comunale, verrà presentato il libro “La cartella di fibra” di Renzo Frusi (Gianni Sartori Editore). Nell’occasione, brani significativi saranno letti da Elena Armellini.
Ma, appunto, accanto al libro, susciterà sicuramente interesse la esposizione su quella Tarcento che, purtroppo, non c’è più. Certamente, si tratta sempre di una bella e accogliente località, ma che evidentemente ha perso lo “smalto” di un tempo, complici, dapprima la seconda guerra mondiale e poi il durissimo colpo inferto dai terremoti del 1976. Una mostra, dunque, che non mancherà di incuriosire, facendo “assaporare” appunto quella che era la vecchia Tarcento, quando Villa Moretti nel suo splendore, dalla collina di Coja, dominava proprio sulla “Perla del Friuli”. Alla odierna iniziativa ha assicurato la propria collaborazione il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco, che non perde occasione per sostenere proprio quelle proposte che valorizzano l’immagine del nostro Friuli. E questa, dell'”amarcord” della vita tarcentina che fu, è senza dubbio una di quelle.

Le campanelline di Nimis.

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In copertina, una preziosa immagine del “tram bianco” arrivato dalla città di Udine nella piazza centrale di Tarcento.

Anche “La Riviera Friulana” ora fa parte del Club per l’Unesco di Udine: uno stimolo in più a valorizzarne i richiami

Anche La Riviera Friulana ora fa parte del Club per l’Unesco di Udine. Una decisione che fa seguito a quella, unanimemente presa dal sodalizio, di aderire alla stessa Associazione culturale che fonda il suo impegno sulla valorizzazione della cultura del territorio, delle peculiarità, delle eccellenze e dei principali elementi che caratterizzano l’area compresa tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive friulane e il litorale adriatico. Ma è conseguente anche alle recenti dichiarazioni della presidente del Club, Renata Capria D’Aronco, la quale ha lanciato la candidatura della Riviera Friulana tra i siti e le realtà che sono Patrimonio dell’umanità.
L’Associazione culturale presieduta da Carlo Morandini sostiene l’importanza di valorizzare e porre in sinergia le terre rivierasche, ricche di attrattive tra le quali vi sono due dei cinque siti Unesco del Friuli Venezia Giulia, e cioè Aquileia e Palmanova, con i richiami del litorale e le grandi realtà balneari della regione. Una interazione che, se riconosce la ricchezza di elementi di interesse esistente, mira a esaltare i contenuti culturali, storici, artistici, tradizionali dell’area, anche per farli conoscere al pubblico sempre più qualificato ospite ormai per tutto l’arco dell’anno nella realtà considerata.
«Il riconoscimento dell’Unesco – commenta il presidente Morandini – sarà un’opportunità unica per far sviluppare ulteriormente un’area che negli ultimi anni sta vivendo una fase di crescita qualitativa anche grazie alla ritrovata consapevolezza delle potenzialità di un impegno comune da parte dei suoi animatori, degli operatori, delle realtà di pregio. Riviera Friulana è, infatti, un termine che mira a stimolare la crescita del territorio attorno a un livello omogeneo di qualità e di quella che gli studiosi chiamano “reputation”, ovvero il livello di considerazione per l’esistente, cioè proprio la “reputazione”. Un percorso già concretizzato in altre realtà analoghe come la Riviera delle Palme, la Riviera dei Fiori, la Riviera del Conero, la Riviera romagnola, la Riviera del Salento, la Riviera amalfitana, ma anche, in Croazia, la Riviera del Quarnaro e altre ancora. Riviera Friulana è anche un marchio registrato soggetto a tutela; questo per evitare lo sfruttamento commerciale del termine e possibili distorsioni a un percorso trasparente, condiviso e solare che è partito con il mio libro “La Riviera friulana».
«Il Club per l’Unesco di Udine – gli fa eco la presidente Capria D’Aronco – è convinto che l’Associazione culturale “La Riviera Friulana”, capitanata dall’ottimo scrittore e giornalista Carlo Morandini e ora socio collettivo del Club, operi in maniera eccellente e sia un partner fondamentale nel valorizzare la cultura del territorio con le sue peculiarità, i suoi pregi e gli straordinari elementi che caratterizzano il comprensorio tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive e il litorale. In maniera sinergica, si è tesi a fare sì che l’eccezionale ambito possa aspirare ad essere annoverato fra le magnificenze premiate dall’Unesco in seno al Patrimonio mondiale, in quanto possiede un sublime valore universale (“Outstanding Universal Value”) per l’umanità intera. Questo grazie ad avvenimenti, tradizioni, idee, credenze, opere artistiche e letterarie singolari, fenomeni naturali strepitosi e aree di superbe bellezze naturali di rilevanza estetica: il tutto dotato di un significato universale stupefacente».

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In copertina, Renata Capria D’Aronco (Club per l’Unesco di Udine) con Carlo Morandini.

Giornata mondiale dell’aiuto umanitario: un messaggio di armonia e solidarietà nell’anfora greca dell’artista Marisa Milan

(g.l.) Oggi, 19 agosto, si celebra la Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario: un’iniziativa importante che mette l’accento su un grossissimo problema, davvero epocale. E in questa occasione ha voluto dire la sua anche l’artista Marisa Milan, socio del Club per l’Unesco di Udine, l’attivo sodalizio presieduto da Renata Capria D’Aronco, sempre pronto a sostenere a sostenere le iniziative e le manifestazioni che hanno una forte valenza sociale. Così, Marisa Milan, ha dato vita a un’anfora in terracotta, un pezzo unico originale, progettato e dipinto a mano con colori a freddo. Un’anfora – spiega l’artista – in memoria delle anfore greche, rivisitata in un altro tempo e contesto, che non vuole essere paragonata ma ispirata nell’armonia e alla solidarietà fra i popoli.


«Il 19 agosto di ogni anno – scrive Save the children – si celebra la Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario, un giorno dedicato a tutte le operatrici e gli operatori umanitari: un momento importante per ricordare lo straordinario lavoro che portano avanti ogni giorno. Mossi da impegno e dedizione nei confronti dei valori e principi che li guidano, contribuiscono a migliorare la vita e il futuro di intere comunità. La Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario è stata istituita nel 2008 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite ed è stata celebrata ufficialmente per la prima volta nel 2009. Lo scopo di questa Giornata Mondiale è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni dei civili di tutto il mondo coinvolti nei conflitti, nonché di sostenere e onorare operatrici e operatori umanitari che rischiano, e a volte perdono, la vita per aiutare. Oltre 130 milioni di persone in tutto il mondo sono attualmente in crisi, a causa di guerre o disastri naturali, e hanno bisogno di aiuti umanitari». E ancora: «La Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario si festeggia ogni anno il 19 agosto per ricordare il bombardamento al Canal Hotel di Baghdad, in Iraq, avvenuto il 19 agosto del 2003: quest’anno si celebra il 20° anniversario di quella tragica giornata scritta tra le pagine di storia. A causa dell’attentato del 19 agosto a Baghdad persero la vita 22 persone tra cui anche l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Sergio Vieira de Mellothe, e più di 150 persone sono state ferite. Questo attacco ha segnato una nuova fase, con il mondo che è cambiato negli ultimi 20 anni per gli operatori umanitari e per le persone che sostengono».

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In copertina, l’anfora dipinta dall’artista Marisa Milan che fa parte del Club per l’Unesco di Udine.

 

A Pradielis va in scena Artintor 2023 ovvero quando l’arte si allea con i “guardiani” per la difesa del Torre

(g.l.) “Artintor 2023” è il titolo della bella e importante manifestazione che I guardiani del Torre in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine hanno organizzato da oggi a domenica a Lusevera, capoluogo dell’Alta Val Torre. Sottotitolo della sicuramente originale proposta, e che ne svela anche gli obiettivi, è “Saper vedere per custodire il fiume”, come dire un impegno, che si auspica il più corale possibile, per salvaguardare l’ambiente in cui nasce, si forma e si sviluppa questo splendido corso d’acqua che sgorga dalle pendici dei monti Musi, nell’omonima borgata, e termina il suo percorso nell’Isonzo, dopo aver dato vita alle suggestive cascate di Crosis, aver attraversato Tarcento e quindi raccolto dapprima le acque del Cornappo, che scende da Taipana a Nimis, e poi quelle del Natisone che, nato sempre nel Taipanese nei pressi di Platischis, attraversa la valle di Caporetto, in Slovenia, appunto le Valli del Natisone, bagnando San Pietro e poi Cividale, Premariacco e San Giovanni, vi si inserisce tra Medeuzza e Trivignano Udinese.

La manifestazione si terrà nell’area festeggiamenti di Pradielis dove ci saranno installazioni di Land Art, musica, danze popolari, racconti folcloristici, oltre a laboratori per bambini e adulti aventi per filo conduttore la consapevolezza del territorio, quello appunto bagnato dalle limpide acque del torrente. L’apertura del Festival avverrà alle 18 con la cerimonia inaugurale che prevede anche la presentazione del Contratto di Fiume proposto proprio dall’associazione I guardiani del Torre. Quindi seguirà la presentazione degli artisti. Al termine, con inizio alle 20.30, racconti intorno al fuoco con Paolo Paron, esperto di folclore locale: intermezzo strumentale con l’arpa di Luigina Feruglio (è consigliato di portare un tappetino o cuscino). Numerose, poi, le proposte che seguiranno domani, sabato e domenica, per cui l’iniziativa è candidata ad avere un significativo riscontro di pubblico, grazie anche alle ottime condizioni del tempo che si annunciano per il fine settimana. All’insegna della “salute” dell’amato torrente Torre.

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In copertina, le sorgenti del Torre a Musi; all’interno, il torrente quando dà vita alle cascate di Crosis, attraversa Tarcento e poi il territorio tra Nimis e Zompitta.